
Questo è un argomento sempre molto in voga, che avevamo affrontato già ben 4 anni fa ma su cui continuano a fioccare domande da parte di Presidenti di Associazione come te (abbiamo risposto a ben 319 quesiti su questo tema). Se vuoi andare a leggere il vecchio post, ancora attualissimo e perfetto per comprendere quali siano le normative che regolano questo argomento e i diversi livelli di detraibilità fiscale, questo è il link.
Ma visto che le Erogazioni Liberali sono, per le Associazioni No Profit, entrate istituzionali completamente esentasse, spesso se ne abusa (in italiano diciamo “Fatta la Legge trovato l’inganno” e non avete idea delle “furbate” che ho visto negli anni…). Ecco perchè è diventato indispensabile tornare a parlarne.
Gira e rigira l’errore che fate tutti è sempre lo stesso: non riuscite a capire COSA SONO.
Non riuscendo a capire cosa sono non capite QUANDO si possono usare, PER COSA e COME.
1. COS’É UNA EROGAZIONE LIBERALE
Tanto per cominciare devi sapere che “Erogazione Liberale” è una terminologia burocratico-fiscale per definire quelle che tutti noi chiamiamo DONAZIONI (oppure Liberalità… ma siamo sinceri chi andrebbe mai al Bar del suo paese a dire: “Ehi, ciao, fammi una erogazione Liberale alla mia Associazione Culturale per la Sagra del Paese”).
Perchè il Fisco Italiano le chiama così? Semplicissimo: il Segreto è tutto nella seconda parola, il termine “Liberale”. Ma che significa? Lascia stare la politica e la Treccani… se non te lo spiego io non lo capirai mai. Per prima cosa devi sapere che ha un doppio significato (che bisogna conoscere ed applicare entrambi).
SIGNIFICATO n°1: L’importo della donazione deve essere “Libero” cioè non pre-determinato. Non puoi dire/scrivere/pensare “Donazione minima 5 euro” ad esempio. In pratica il donatore se mette mano al portafogli ed ha 7 euro e 67 centesimi e vuole donarti tutto quello che ha va benissimo.
Ma questa è la parte semplice. L’aspetto che non capisce mai nessuno è il significato n°2.
SIGNIFICATO n°2: La donazione deve essere “Libera” cioè non vincolata. Non ci deve essere cioè il cosiddetto “Nesso di causalità”. In parole semplici la donazione non deve mai avvenire per ottenere qualcosa in cambio, che sia un oggetto o un servizio. In pratica non puoi scrivere “Ingresso ad offerta libera” per uno spettacolo aperto al pubblico e pensare che questa sia per la tua Associazione in assoluto una entrata esentasse (potrebbe anche esserlo ma non perchè è una Donazione, quanto usufruendo di altre agevolazioni fiscali particolari come le Raccolte Fondi).
2. PERCHÉ DEVE ESSERE COSÌ
Il ragionamento è abbastanza semplice. Perchè se non fosse così cosa impedirebbe al tuo panettiere di chiudere la sua ditta fondare una Associazioni di Panificazione e donare il suo pane in cambio di una donazione esentasse? Cosa gli impedirebbe altrimenti di fissare anche un parametro di “Donazione al Chilo”? “Oggi il pane integrale viene 5 euro di donazione al chilo Signora!”.
Solo quando non avete bisogno di imporre un minimo e non date in cambio nulla. Non c’è nulla da fare ragazzi, se non è così è una VENDITA. Si tratta quindi di una Entrata COMMERCIALE e come tale DEVE essere sottoposta a tassazione.
Questo vale sia per i passaggi di denaro da Privato all’Associazione ma anche da Associazione ad Associazione. Può una Associazione No Profit fare una donazione ad un’altra Associazione No Profit? CERTAMENTE (anzi, è sicuramente un atto meritorio) ma, anche in questo caso, non per occultare il pagamento di qualcosa (come, che so, l’affitto di una sala o il rimborso delle spese di un evento organizzato insieme).
4. PER COSA POSSONO ESSERE USATE LE EROGAZIONI LIBERALI
Semplice. Solo per ricevere delle somme di denaro da persone (o Enti o Aziende) realmente disinteressate che lo fanno perchè credono in voi e vogliono aiutarvi a raggiungere il vostro Scopo Sociale o un particolare progetto (che so: acquistare un automezzo speciale, pagare delle cure a persone svantaggiate, realizzare una Sagra pubblicare un Libro…), senza ottenere nulla in cambio.
Questo punto mi serve per fare un po’ di luce anche su un caso molto diffuso e spesso “abusato” (anche se devo riconoscere che il Fisco Italiano tende a chiudere un occhio quando fa una Ispezione Fiscale ad una Associazione): le donazioni delle Banche per l’attuazione di un Progetto in cambio dell’apposizione del Logo da qualche parte.
Il caso tipico è la Onlus che deve acquistare una Ambulanza (o pubblicare un Libro) e chiede alla Banca locale una donazione. Questa la stanzia ma nella delibera di approvazione del Consiglio di Amministrazione impone che sia apposto il logo della Banca che ricordi ai posteri tale contributo. In realtà questo vincolo è un problema perchè in questo modo non è più donazione di fatto ma… l’acquisto di una prestazione pubblicitaria!
Torniamo al discorso del punto precedente. Se avete fatto una campagna per raccogliere delle donazioni per poter realizzare uno specifico progetto (consiglio tra l’altro di registrare questa decisione in un apposito verbale del Consiglio Direttivo della tua Associazione No Profit) sembra banale ma quei soldi è giusto siano impiegati solo a quello scopo. Non c’è niente di peggio infatti che la mancanza di trasparenza per quanto riguarda le Donazioni. I donatori VORREBBERO essere certi che i loro soldi saranno DAVVERO usati per il motivo per cui glieli hai chiesto e loro te li hanno dati. Quanto più sarai bravo poi a raccontarglielo ed a spiegarglielo, tanto più la tua Associazione avrà successo. Ma qui stiamo passando dall’ambito Fiscale a quello del Marketing (altrettanto importante ma non perfettamente in linea col tenore di questo articolo).
Anche questo è un argomento che abbiamo trattato in lungo e in largo ma è utile riportarlo di nuovo anche qui. Si, anche per le donazioni è utile rilasciare una Ricevuta Generica (o Fiscale se serve al donatore per detrarla dei redditi nei casi dove è possibile) per poter dimostrare al Fisco, in caso di Ispezione, che esiste un riscontro tra quanto dichiarate nel vostro Rendiconto Economico Finanziario Annuale e le pezze giustificative della vostra Contabilità.
Leggi questo nostro post sull’argomento per sapere tutto quello che serve.
Come saprai se leggi il nostro Blog una delle cose che faccio è girare le Associazioni di tutta Italia per effettuare le Ispezioni Fiscali Simulate. Bene, in queste ispezioni ne ho viste davvero di tutti i colori. Come le ricevute per Donazioni di “367, 35 euro”. È ovvio ed evidente che un importo del genere è frutto di un calcolo e non una cifra “spontanea”. Oppure le Ricevute del Parroco del Paese rilasciate all’Associazione (in questo caso l’Associazione sarebbe il donatore e non chi riceve la donazione) con scritto “Donazione per uso del Salone Parrocchiale” in chiara evasione Fiscale (di cui l’Associazione è complice, fai attenzione).
Bene, mi pare di aver concluso. Buone donazioni a tutti e tutte!
Buongiorno sono Rita Lunigiano presidente odv farmadono ets.
Ci occupiamo prevalentemente della distribuzione gratuita di farmaci .
La maggior parte di questi farmaci ci vengono donati dal Banco farmaceutico e/o giornate di raccolta nelle farmacie.
La mia domanda nasce da una Donazione diretta di farmaci ,direttamente dalla casa farmaceutica a noi.
Una coppia donazione di circa €14.000 che per noi è manna dal cielo, mi è venuto un dubbio
Ma noi possiamo accettare??
Se si dobbiamo fare adempimenti fiscali ?
Prima di questo evento le donazioni ci sono sempre arrivate dal Banco Farmaceutico ,che segue tutto l'Inter.
(Ribadisco che si tratta di merce e non di soldi)
Sicura di una Vs risposta
Cordiali saluti
Dott.ssa Rita Lunigiano
Ciao Rita,
se la donazione diretta di farmaci provenisse dalla casa farmaceutica in modo lecito e documentato, la vostra ODV potrebbe accettarla, purché destinata alle attività statutarie. Pubblicate sul sito la donazione con valore economico