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02 Maggio 2016

Quali sono le entrate istituzionali e quali commerciali in una Associazione

Giovanni Damiano Dalerba Scritto da Giovanni Damiano Dalerba
Categoria dell'articolo: Costituire Associazione
Quali sono le entrate istituzionali e quali commerciali in una Associazione

Ok, rimando da troppo tempo questo post. É arrivato il momento che ve ne parli e vi apra gli occhi.

Ne ho davvero sentite di tutti i colori e sono certo che moltissimi che leggeranno questo post non crederanno ad alcune delle cose che sono scritte e quindi cominceranno le domande ed una serie di “Ma a me hanno detto che…” – “Ma io sapevo che…” – “Ma quell’altra Associazione fa così…” – “Ma mio cuggino mi ha detto che una volta il suo commercialista gli ha detto che…“.

Questo quindi è uno di quei tipici argomenti di cui pensate di sapere tutto… ed invece spesso non sapete nulla (senza cattiveria eh… ma quando ci vuole, ci vuole). Ulteriore complicazione: esistono una montagna di eccezioni… tanto per complicare la vita di tutti noi.

 

PERCHÉ É IMPORTANTE CONOSCERE LA DIFFERENZA TRA LE DUE

Molto semplice. Le entrate istituzionali sono esentasse, le entrate commerciali (in 9 casi su 10) NO. Per avere entrate commerciali quindi le Associazioni devono avere (in 9 casi su 10) una Partita Iva ed emettere fatture, ricevute fiscali o scontrini oltre che poi decidere se aderire o meno al Regime 398/1991, fare il Modello Unico ENC (per pagare Ires e Irap), lo Spesometro (in alcuni casi anche gli Studi di Settore), le Dichiarazioni Iva, l’iscrizione alla Camera di Commercio etc etc.

Non solo, le Associazioni che hanno entrate commerciali nel 99% dei casi aderiscono al Regime Contabile Semplificato della legge 398/1991 il quale prevede il limite a 250mila euro l’anno di entrate commerciali (leggi questo post per approfondire). È quindi fondamentale per le Associazioni saper redigere correttamente il  REFA (Rendiconto Economico Finanziario Annuale, altrimenti detto “Bilancio”) per mostrare bene e in modo distinto questi due tipi di entrata (che vanno comunque ben evidenziati anche nel Registro Iva Minori).

 

LO STATUTO C’ENTRA… MA FINO AD UN CERTO PUNTO

Una serie infinita di persone in questi anni, sia di persona nel mio studio che via web nel nostro gruppo segreto per Super Dirigenti di Associazione su Facebook o ancora nei quesiti su questo blog è convinta di questo ragionamento che di solito gli ha messo in testa qualche professionista incompetente: “Tutte le entrate derivanti da attività previste negli Scopi o Finalità del vostro Statuto, sono Istituzionali“.

Questa frase è ambigua ed ha generato nel tempo una montagna di casini. Perchè un conto è cosa sia “istituzionale” per l’Associazione, un conto cosa sia “FISCALMENTE istituzionale” per lo Stato (e, appunto, il Fisco).

Quindi: se a Statuto avete scritto che la finalità dell’Associazione è la promozione dell’Arancia Rossa di Sicilia, questa è sicuramente una attività istituzionale ma se vi mettete a venderle (non importa a chi: soci o non soci) si tratterà sicuramente di una attività, fiscalmente, COMMERCIALE.

 

QUALI DOVREBBERO ESSERE LE ENTRATE ISTITUZIONALI A PRIORI (se siete davvero una No Profit in regola in tutto e per tutto).

  1. Le quote sociali e di tesseramento (se corrisposte dai Soci/Tesserati);
  2. Le quote per partecipare a corsi ed attività (se corrisposte dai Soci/Tesserati);
  3. Le erogazioni liberali (dette donazioni);
  4. Gli incasso di raccolte pubbliche di fondi.

Ma leggi tutto il post perchè è tutto molto più complesso di così!

 

QUALI SONO LE ATTIVITÀ COMMERCIALI A PRIORI

Quelle cioè che, a prescindere che siano previste nelle finalità della vostra Associazione (e quindi siano istituzionali per voi) sono COMMERCIALI per il Fisco Italiano.

  1. cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita;
  2. erogazioni di acqua, gas, energia elettrica e vapore;
  3. gestione di fiere ed esposizioni a carattere commerciale;
  4. gestione di spacci aziendali e di mense;
  5. somministrazione di pasti;
  6. prestazioni di trasporto e di deposito;
  7. organizzazioni di viaggi e di soggiorni turistici;
  8. prestazioni alberghiere e di alloggio;
  9. prestazione di servizi portuali ed aeroportuali;
  10. telecomunicazioni e radiodiffusioni;
  11. pubblicità commerciale.

 

MA VI SONO ALCUNE ECCEZIONI

Vediamole caso per caso.

1. cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita; Onlus e Ong possono fare banchetti di vendita (pensati ai bonsai o ai sacchetti di arance) nell’ambito delle loro attività di raccolta fondi in cui, appunto, vendono dei beni nuovi prodotti per la vendita ma questa (solo per loro) è una attività istituzionale defiscalizzata. Oppure, per tutte le altre Associazioni, quando si fanno gli Eventi di Raccolta Fondi secondo il DL 460/1997 e si vendono dei beni nuovi di modico valore (il modico valore è di prassi fissato entro i 50 euro) come magliette o altri gadget.

5. somministrazione di pasti; le APS iscritte nei registri pubblici (Nazionali, Regionali o Provinciali) e anche tutte le Associazioni loro affiliate (comprese le ASD affiliate ad EPS nazionali) che abbiano seguito le procedure per le licenze di somministrazione alimenti e bevande ai soci, possono somministrare pasti dietro il versamento di contributi (ai soli soci, ai familiari conviventi e tesserati all’ente però) e questi sono defiscalizzati, fiscalmente parificati alle entrate istituzionali.

7. organizzazioni di viaggi e di soggiorni turistici; e 8. prestazioni alberghiere e di alloggio; le APS iscritte nei registri pubblici (Nazionali, Regionali o Provinciali) e anche tutte le Associazioni loro affiliate (comprese le ASD affiliate ad EPS nazionali) possono invece fare queste prestazioni dietro il versamento di contributi (ai soli soci, ai familiari conviventi e tesserati all’ente però) e questi sono defiscalizzati, fiscalmente parificati alle entrate istituzionali.

 

UN’ALTRA ECCEZIONE: LE ENTRATE COMMERCIALI MARGINALI ED OCCASIONALI

Tutte le Associazioni SENZA PARTITA IVA (quindi quelle con solo CF) possono svolgere attività commerciali marginali ed occasionali senza che queste siano fiscalizzate. Questo argomento meriterebbe un post dedicato (e prima o poi lo farò) ma comunque è bene che vi spieghi un paio di cose. “Marginali” significa che l’impatto di queste entrate nel vostro Rendiconto Economico Finanziario Annuale DEVE essere minimo (di prassi si indica inferiore al 10% del totale delle entrate… ma comunque non oltre i 1.000 euro). “Occasionali” significa che devono essere capitate quasi per caso, per sbaglio; non devono essere entrate stabili e programmate insomma.

Il caso tipico: l’Associazione che fa un corso per i soci (attività istituzionale) e vuole partecipare un non-socio in mezzo agli altri. Il pagamento di questo singolo non socio costituisce una entrata marginale occasionale (che si può rendicontare con una normale ricevuta generica).

 

UN’ALTRA ECCEZIONE: LE ATTIVITÁ IN CONVENZIONE CON LA Pubblica Amministrazione (le PA: Scuole e Comuni nella maggior parte dei casi)

Ne abbiamo parlato in lungo ed in largo su questo Blog. Se le attività che andate a fare sono in Convenzione con la Pubblica Amministrazione (Scuole e Comuni per l’appunto) sono attività istituzionali esentasse. Se volete approfondire potete farlo qui.

 

UN’ALTRA ECCEZIONE: LE ATTIVITÁ SVOLTE A BENEFICIO DI ALTRE ASSOCIAZIONI AFFILIATE ALLO STESSO VOSTRO ENTE NAZIONALE

Lo sancisce il comma 8 dell’art 148 del TUIR. Il caso tipico sono quelle Associazioni che aderiscono al medesimo ente che fanno attività insieme (tornei, convegni, simposi, adunate, etc etc). I passaggi di denaro, i contributi, da una Associazione all’altra sono esentasse.

Caso particolare invece quello del noleggio di spazi che potete approfondire in questo post.

 

UN’ALTRA ECCEZIONE: LE ATTIVITÁ ESENTI IVA IN BASE AL DPR IVA del 1972

Caso ancora più complicato che funesta la vita di tutti coloro che si occupano di questo settore. Ci sono attività che pur rimanendo commerciali (e quindi con obbligo di fatturazione o ricevuta fiscale o scontrino) sono esenti IVA o esenti IRES o esenti entrambi. In linea di massima sono casi che riguardano solo le ONLUS (di fatto o di diritto) e si trovano all’art. 10 del DPR IVA 633 del 1972.

 

UN’ALTRA ECCEZIONE: LE ATTIVITÁ “DIRETTAMENTE CONNESSE” DELLE ONLUS

La legge consente alle ONLUS di esercitare,  oltre alle attività istituzionali, anche le cosiddette attività “direttamente connesse”: si tratta di attività da svolgersi nell’ambito delle attività istituzionali allo scopo di reperire fondi per finanziare l’Associazione. Le attività “direttamente connesse” sono di 2 tipi:
a) attività a solidarietà condizionata (cioè limitatamente ai settori di assistenza sanitaria, istruzione, formazione, sport dilettantistico, promozione della cultura e dell’arte, tutela dei diritti civili) esercitate nei confronti di soggetti non svantaggiati;
b) attività accessorie a quelle istituzionali, in quanto integrative delle stesse: si tratta di attività da svolgere all’interno dell’organizzazione per il perseguimento delle proprie finalità solidaristiche (es: vendita di oggetti di modico valore).

Esistono inoltre delle condizioni e dei limiti per l’esercizio delle attività connesse:
– le attività direttamente connesse non devono essere prevalenti rispetto alle attività istituzionali;
– i proventi delle attività direttamente connesse non devono superare il 66% delle spese complessive dell’associazione.

Le entrate derivanti da queste attività sono esentasse.

 

LE ENTRATE COMMERCIALI  DE-COMMERCIALIZZATE PARIFICATE ALLE ENTRATE ISTITUZIONALI NELLE ASSOCIAZIONI di tutti i tipi

Siamo in Italia, i maestri della Burocrazia e degli Uffici “Complicazione Affari Semplici”. Ecco quindi un’altra complicazione. Il 99,9% delle Associazioni No Profit fa fare attività ai soci (o anche, se siete affiliati ad una APS Nazionale, a tutti i tesserati di quell’ente) dietro il pagamento di un Corrispettivo Specifico (che per sua natura è una entrata commerciale). Qui le norme sentenziano che tali corrispettivi sono de-commercializzati e parificati alle entrate istituzionali (diventando quindi esentasse) SE e SOLO SE:

  1. Lo Statuto dell’Associazione è a norma con le regole del No Profit (ecco perchè lo statuto fai-da-te è una stupidaggine);
  2. L’Associazione ha presentato, se tenuta, il regolare modello EAS Semplificato;
  3. L’Associazione è sostanzialmente tale e non solo nella forma. Questo è l’aspetto più complicato da rispettare e che sempre più spesso, nelle Ispezioni Fiscali, “ammazza” le Associazioni. Abbiamo creato un Corso apposta per Super Dirigenti di Associazione per trattare e risolvere questo argomento.

 

LE ENTRATE COMMERCIALI  DE-COMMERCIALIZZATE PARIFICATE ALLE ENTRATE ISTITUZIONALI NELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE

Stesso discorso di qui sopra con alcune varianti. Il 99,9% delle Associazioni Sportive Dilettantistiche svolge corsi sportivi ad atleti minorenni (spesso non soci perchè tesserati come atleti direttamente alle FSN Federazioni Sportive Nazionali cui l’ASD è affiliata) dietro il pagamento di un Corrispettivo Specifico (che per sua natura è una entrata commerciale). Qui le norme sentenziano che tali corrispettivi sono de-commercializzati e parificati alle entrate istituzionali (diventando quindi esentasse) SE e SOLO SE:

  1. Lo Statuto dell’ASD è a norma con le regole del No Profit e dell’associazionismo sportivo (ecco perchè lo statuto fai-da-te è una stupidaggine);
  2. L’ASD ha presentato il regolare modello EAS Semplificato;
  3. L’Associazione è sostanzialmente tale e non solo nella forma. Questo è l’aspetto più complicato da rispettare e che sempre più spesso, nelle Ispezioni Fiscali, “ammazza” le ASD.

 

MA SE INVECE DI CHIEDERE UN PAGAMENTO MI FACCIO FARE UNA DONAZIONE?

Commetteresti solo una sequela di reati: dal falso all’evasione fiscale. Le “Erogazioni Liberali” (così si definiscono fiscalmente le donazioni) sono tali solo se:

  1. L’importo non è predeterminato (non può esserci quindi un tariffario delle donazioni! Il donatore deve poter donare quanto gli pare).
  2. Non c’è il “nesso di causalità”, cioè non avviene uno scambio (non è possibile cedere un bene o un servizio in cambio della donazione).

 

“POSSO FARE TUTTO CIÒ CHE è PREVISTO NEL NOSTRO STATUTO”

Questa è un’altra stupidaggine che mi tocca ascoltare spesso. No, non puoi fare tutto quello che è previsto a Statuto perchè deve essere innanzitutto LEGALE per le normative italiane. Faccio sempre l’esempio della droga. Se la tua Associazione ha scritto tra le proprie finalità la promozione della diffusione della Cocaina, questo non significa che per te diventi legale venderla (magari pure… esentasse!). E non vuol dire NULLA che l’ufficio del Registro ti abbia comunque registrato lo Statuto con quella dicitura… l’ufficio del Registro infatti non rilascia autorizzazione ma, come dice il nome, registra solo le scemate che hai scritto. Ora, la maggior parte di voi riderà, ma mi sono capitati in mano statuti di gente che prevedeva la produzione e vendita di droghe leggere, oppure lo sfruttamento della prostituzione…

 

COME FACCIO A NON CADERE IN UNO DI QUESTI MILLE ERRORI POSSIBILI?

Semplice come bere un bicchier d’acqua. Smettila di pensare di dover capire e risolvere tutto da solo e affidati a dei veri esperti di questo settore che possano risolvere ogni tuo dubbio e prevenire la maggior parte dei tuoi errori. Il servizio principe in questo caso è il nostro Associazione Protetta.

Scrivi la tua domanda GRATUITA qui

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82 risposte a “Quali sono le entrate istituzionali e quali commerciali in una Associazione”

  1. Rispondi
    Benetti Simone

    Buongiorno

    Sono il tesoriere di una pro loco aps iscritta al runts

    Ho fatto una serie di corsi per l’aggiornamento della normativa dal 2026, visto che non avremo più le agevolazioni della legge 398 ma ho sempre più caos in testa

    La pro loco ha generalmente 2 tipi di entrate, sagra e festa Natale, entrate da somministrazioni bar e cibo
    Ad oggi abbiamo sempre usufruito del regime fiscale della 398, versando iva al 50% sulle entrate, e reddito forfettizzato al 3%

    Considerate le nostre come attività di interesse generale
    devono essere considerate aig commerciali… ?

    Se così fosse la nostra pro loco aps diventerebbe ente commerciale?
    Tasserebbe le entrate come reddito d’impresa ?
    Iva ordinaria?
    Contabilità semplificata ?

    Sbaglio qualcosa ? Mi sono perso qualche appunto ?

    Grazie

    Saluti

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ciao Simone,

      Non ho abbastanza informazioni per darti una risposta.

      Siamo felici di aiutarti e analizzare la tua associazione.

      Saluti

  2. Rispondi
    Agostini Donato

    Buongiorno, noi siamo una Associazione Dilettantistica affiliata a UISP ( EPS regolarmente iscritta e con Statuto registrato .Abbiamo Partita IVA . Organizziamo delle corse ciclistiche amatoriali turistico-sportive non competitive ( Randonnée) nazionali ed internazionali . Chiediamo una quota di iscrizione a tutti i ciclisti partecipanti iscritti anche ad altre EPS riconosciute . Queste quote di iscrizione possono essere considerate istituzionali e NON commerciali ? Per i ciclisti stranieri sono ugualmente equiparati a quelli italiani ? Grazie mille

    • Rispondi
      TeamArtist

      La risposta è si. Naturalmente ricordati di leggere lo statuto perchè è tutto scritto li.

      Se hai bisogno di assistenza non esitare a contattarci

      Saluti

      Antonio

  3. Rispondi
    Paganotto Claudia

    Buongiorno.
    siamo una APS che produce spettacoli teatrali e laboratori con emissione di fattura presso scuole e altre istituzioni. I proventi derivanti da tale attività (compresa nell'art.5 dello Statuto e chiaramente di natura commerciale) devono essere indicate nella sezione A) o nella sezione B) del rendiconto per cassa da depositare al RUNTS?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ciao Claudia,

      Di sicuro parliamo di attività istituzionali.

      Saluti

  4. Rispondi
    Salerno Fabio

    Vorrei chiedere il Vs parere su quali potrebbero essere le conseguenze per un circolo velico riconosciuto come associazione sportiva dilettantistica senza scopo di lucro, qualora uno dei soci esercitasse, con la barca ormeggiata al circolo, attività commerciale al di fuori del circolo ed a insaputa dello stesso (imbarco e sbarco ospiti, pubblicità etc.)

    Grazie, cordiali saluti

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Fabio,

      per poter rispondere con certezza a questa domanda avrei bisogno di maggiori dettagli.

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