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28 Marzo 2013

Differenza tra Soci Fondatori, Ordinari, Simpatizzanti, Sostenitori, Onorari e Tesserat

Giovanni Damiano Dalerba Scritto da Giovanni Damiano Dalerba
Categoria dell'articolo: Gestione dell'associazione
Differenza tra Soci Fondatori, Ordinari, Simpatizzanti, Sostenitori, Onorari e Tesserat

Soci Fondatori, Soci Ordinari, Simpatizzanti, Soci Sostenitori, Soci Onorari, Tesserati… Tante definizioni diverse che spesso portano le Associazioni a scrivere Statuti non del tutto a norma. 

La conseguenza di ciò? La perdita dei diversi regimi fiscali agevolati per le diverse organizzazioni no profit (siano essi ASD – Associazioni Sportive Dilettantistiche o ETS – Enti del Terzo Settore, tra cui le APS – Associazioni di Promozione Sociale e OdV – Organizzazioni di Volontariato)

Partiamo da un principio cardine: un’associazione che vuole godere della de-tassazione deve garantire la parità di diritti e doveri interna e per far ciò, tra le altre cose, non ci possono essere aderenti all’associazione di serie A e di serie B.

*Nota bene: “socio” e “associato” sono equivalenti anche se tecnicamente i soci sono delle Società e gli associati delle Associazioni. 

Questo concetto della “Democrazia interna” lo abbiamo già visto in altri articoli: a partire da come deve essere accettato un nuovo socio, a come deve essere espulso un socio inadempiente. È un principio determinato dall’articolo 148 del TUIR e sempre controllato in modo accurato e puntuale dagli Ispettori Fiscali.

Ma perché ci interessa? Il motivo è che almeno il 30% degli Statuti – che ancora oggi esaminiamo – contiene un errore fondamentale. 

Discriminano tra gli aderenti all’associazione: associato e associato

La motivazione me la sono sentita dire tante volte: “Non è giusto che chi si è sbattuto per fondare l’Associazione possa vedersi portar via l’Associazione da un gruppetto di nuovi aderenti all’associazione – soci appena arrivati“. 

Signori: questa è l’essenza stessa della Democrazia.

L’Associazione non è una proprietà privata ma una proprietà collettiva. Per non pagare praticamente tasse lo Stato vi chiede che tutti i soci siano uguali, che una testa valga un voto, e che chiunque sia eleggibile a qualsiasi carica.

E l’Agenzia delle Entrate ha predisposto un modo comodissimo per scoprire quali Associazioni rispettano questo principio e quali no (sapendo quindi a chi dare la precedenza nelle future ispezioni fiscali). 

Una dichiarazione specifica nel Modello EAS, la numero 9: “che le quote associative sono uguali e non differenziate“. Chi ha risposto di NO, ha scelto una corsia preferenziale verso un’Ispezione fiscale!

Statuti e diritti dei soci

Ma andiamo avanti e prendiamo un pezzo di uno Statuto tipo in cui si indicano le diverse tipologie di soci. Vi assicuro che questo è uno statuto reale e non inventato:

“I Soci saranno classificati in 4 (=quattro) distinte categorie:

  • Soci Fondatori: sono quelli che hanno costituito l’Associazione presenti nell’atto costitutivo allegato al presente Statuto. Questi sono membri di diritto del primo Consiglio Direttivo.
  • Soci Benemeriti Onorari: sono quelli che per la frequentazione dell’Associazione o per aver contribuito economicamente o esercitato attività in favore dell’Associazione stessa ne hanno sostenuto lo scopo e la sua valorizzazione. In virtù di tali apporti monetari e non, tale categoria è esonerata dal versamento della quota associativa annuale.
  • Soci Ordinari: sono coloro i quali previa domanda di ammissione, e relativa accettazione dal parte del Consiglio Direttivo, entrano a far parte dell’Associazione.
  1. Soci Sostenitori: sono coloro che partecipano solo occasionalmente, con versamento di una quota associativa annuale minima, stabilita di anno in anno dal Consiglio Direttivo, alle iniziative e ai servizi offerti dall’Associazione, dietro eventuale versamento di contributo ai singoli corsi, eventi o manifestazioni. Tale categoria di aderenti all’associazione, dato il carattere puramente occasionale del rapporto Associativo, quale ad esempio la partecipazione a un singolo corso, non ha diritti di voto né diritti di partecipazione alle assemblee, né tanto meno di esser convocati nelle assemblee sociali. Gli Aderenti all’associazione appartenenti a tale categoria sono iscritti nell’apposito libro Soci Sostenitori.”

Bene, tutto irregolare

Si possono certamente diversificare nominalmente i soci in diverse categorie quali, ad esempio SOCI FONDATORI (che sono coloro presenti nell’atto costitutivo), SOCI ONORARI (coloro – pochi – che per particolari meriti vengono riconosciuti come tali, di solito benefattori, ex presidenti, personalità etc) e i SOCI ORDINARI (cioè quelli accettati di volta in volta dietro loro espressa domanda, dal Direttivo). 

Attenzione però: tutti i Soci, a prescindere dalla loro categoria di nomenclatura, non possono avere diritti/doveri diversi (spesso, invece, ad esempio alcune categorie vengono indebitamente esonerate dal pagamento della quota sociale annuale o non possono candidarsi a ricoprire cariche associative o votare nelle Assemblee eccetera).

È possibile istituire delle categorie di soci, libere, con contributi maggiori – un esempio sono i soci benemeriti – a patto, appunto, che sia possibile fare una scelta e che non sia quindi obbligatoria. Altro caso discutibile (ma molto diffuso) è quello di proporre quote sociali agevolate per particolari categorie: anche questo non è democratico perché appunto facilita e agevola solo alcuni in modo discriminante.

Un’altra confusione si genera in merito alla differenza tra soci e tesserati. Approfondiamola nel prossimo paragrafo.

Potrebbe interessarti leggere i seguenti articoli:

Qual è la differenza tra soci e tesserati?

La confusione nasce perché molte Associazioni si affiliano a loro volta ad altre Associazioni/ Federazioni/ Enti di carattere nazionale che TESSERANO i propri soci. 

Sono due cose diverse che richiedono procedure differenti. 

Spesso le Associazioni commettono questo errore: considerano che TESSERARE una persona al proprio Ente cui si è affiliati, significhi contemporaneamente far diventare anche socia la persona in questione alla Associazione medesima. 

NON è necessariamente così

Sono due cose diverse con procedure divergenti (e tra l’altro non si è obbligati a essere sia soci che tesserati).

Quindi, in sostanza: il socio è dell’Associazione, mentre il Tesserato è dell’ente nazionale cui l’Associazione si è affiliato

Esiste quindi una domanda per diventare socio ed è una domanda per diventare tesserato, con diverse procedure di accettazione e verbalizzazione.

Le domande di ammissione a tesserato devono essere approvate dal Consiglio Direttivo dell’Associazione. Il verbale deve essere inserito a Libro Verbali, e il nuovo socio deve essere inserito a Libro Soci. 

Il vincolo associativo è, dal momento dell’ammissione, a vita.

Le domande di ammissione a tesserato devono essere approvate dall’ente di affiliazione nazionale. Con il tesseramento è abbinata un’assicurazione. Il vincolo di tesseramento è annuale. 

ATTENZIONE: alcuni enti di affiliazione nazionale – non tutti – pretendono però che l’aspirante tesserato sia già socio dell’Associazione. 

Non è però considerato un obbligo di legge, quanto una loro scelta regolamentaria. 

Per le due procedure, è utile non dimenticarlo, vi devono essere due distinte informative per la privacy.

Negli ETS, il tesserato che non fosse anche socio non acquisisce particolari diritti. Ad esempio non può partecipare alle Assemblee soci, non può eleggere il Consiglio Direttivo o farsi eleggere nello stesso.

Nelle ASD invece, grazie alla recente riforma dello Sport (articoli 16 e 17 del D.Lgs 36/2021) il tesserato che non è anche socio acquisisce di legge i medesimi diritti degli associati, tra cui il diritto di partecipare alle Assemblee soci, di eleggere il Consiglio Direttivo e di farsi eleggere nello stesso (normativa a nostro parere assurda e che dovrà essere modificata ma, al momento, così è).

È fondamentale sottolineare l’importanza dei diritti e degli obblighi che accompagnano l’appartenenza a un’associazione. Ogni aderente all’associazione dovrebbe essere pienamente consapevole dei propri diritti di voto, dei diritti di partecipazione alle assemblee, dei diritti di accesso ai documenti sociali e dei diritti di partecipazione alle attività dell’associazione. 

Allo stesso tempo, è cruciale che ciascun socio comprenda e adempia ai propri obblighi contributivi, agli obblighi di partecipazione alle attività dell’associazione, agli obblighi di rispetto dello statuto e delle delibere dell’assemblea, nonché agli obblighi di rispetto delle norme fiscali e contabili.

Un aspetto altrettanto vitale è la conformità alle normative vigenti, inclusi gli obblighi di rispetto delle norme sulla privacy e sulla protezione dei dati personali, così come gli obblighi di rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro

Questi aspetti non solo garantiscono una gestione etica e responsabile dell’associazione ma contribuiscono anche a consolidare un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso dei diritti di tutti gli aderenti.

Garantire il rispetto di questi principi è fondamentale per mantenere la legittimità e l’integrità dell’associazione, assicurando che operi in linea con i valori di parità di diritti e doveri, promuovendo un ambiente di cooperazione, rispetto e uguaglianza tra tutti i suoi membri.

Se sei interessato ai soci minorenni leggi invece Diritto di voto nelle associazioni: il socio minorenne può votare? 

Damiano Dalerba & Stefano Cabot

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1.611 risposte a “Differenza tra Soci Fondatori, Ordinari, Simpatizzanti, Sostenitori, Onorari e Tesserat”

  1. Rispondi
    ANGHILERI ETTORE

    La figura del socio Sostenitore deve essere prevista nello Statuto ???
    Non partecipano alle assemblee e non hanno i diritti dei soci ordinari?

    • Rispondi
      TeamArtist

      La figura del socio Sostenitore, così come di qualsiasi altra tipologia di socio diversa dal socio Ordinario e dal socio Fondatore, non è prevista dalla normativa. Tutti i soci hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri.

  2. Rispondi
    Caroppo Sergio

    salve gradirei delle delucidazioni:
    1 in caso di responsabilità per danni causati a causa di attività non legate alla statuto sociale, mi spiego meglio una associazione culturale può effettuare operazioni finanziarie del tipo raccolta fondi?
    2 in caso di mancato pagamento dei rendimenti proposti a chi si attribuisce la responsabilità per eventuali danni patrimoniali dei danneggiati
    3 la differenza, a livello di responsabilità, tra socio fondatore, e socio sostenitore, a cui chiedere i danni
    grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      Non sono chiari i quesiti, in ogni caso la responsabilità all'interno di una Associazione è del Presidente (quale Responsabile Legale della stessa).

      Dipende anche dal tipo di assicurazione che avete e se ce l'avete; ricordo che non c'è nessuno obbligo ma è una tutela in più per l'Associazione.

  3. Rispondi
    Piras Giuseppe

    Buongiorno, sono il presidente di un ass.ne culturale no profit, regolarmente registrata.
    Leggendo i vostri articoli e le varie domande, gradirei,ove possibile, sapere qualcosa sul RUNTS. Come la ns ass.ne dovrebbe comportarsi per poter accedere a questo.
    Vi ringrazio.
    Giuseppe Piras.

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ti consiglio la lettura dei nostri articoli riguardo la questione:

      https://www.teamartist.com/blog/2022/03/31/ricerca-la-tua-associazione-nel-runts/

      https://www.teamartist.com/blog/2021/11/05/il-runts-diventa-operativo-dal-23-novembre-2021-scopri-limpatto-concreto-che-lentrata-in-vigore-del-runts-avra-sugli-ets/

  4. Rispondi
    chiodo alessandro

    È possibile firmare digitalemente ( con firma elettronica certificata) una atto costitutivo di una associazione NO PROFIT (APS) ? Alcuni soci fondatori non risiedono nel comune dove si fodnera l'associazione.

    Grazie

    • Rispondi
      Giovanni Damiano Dalerba

      Buongiorno Alessandro.

      Si, è possibile ma non può essere fatto solo per alcuni soci fondatori, dovranno essere tutti a farlo e la riunione di costituzione dovrà avvenire in videoconferenza. Mi pare però, oggi, ancora molto scomodo come sistema: noi preferiamo spedire per posta le copie da far firmare alle persone che non potevano essere presenti fisicamente all'atto costitutivo ma che, appunto, erano collegate per l'occasione in videoconferenza.

  5. Rispondi
    Losi Stefanina

    Quale norma sancisce il divieto disparita di diritti tra socio fondatore e ordinario ?

    • Rispondi
      Andrea Brizzolari

      Per il principio di democraticità interno dell'associazione

      Si tratta dell’interpretazione - che poi diventa prassi ispettiva - della Agenzia delle Entrate sulla corretta applicazione del principio contenuto alla lettera c) del comma 8 articolo 148 TUIR: "disciplina uniforme del rapporto associativo (…) ”. 

      Senza dimenticare il fondamentale principio della “democrazia interna”: tale principio è evocato (per le associazioni riconosciute, ma il principio è esteso in via analogica senz’altro a quelle non riconosciute cfr. Corte di cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1498 del 03/04/1978; Sez. 1, Sentenza n. 1408 del 04/02/1993) dall’articolo 21, primo comma del codice civile, per cui «le deliberazioni dell’assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà degli associati. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti», il quale in tutta evidenza sottende il detto principio di uguaglianza nella partecipazione alla vita associativa ed è funzionale al suo rispetto.

  6. Rispondi
    Pitti Laura

    Buongiorno
    La mia domanda riguarda la possibilità per una ASD senza PI di ammettere ai propri corsi persone che sono tesserate all' EPS, ma non sono soci dell' Associazione stessa.
    Grazie Laura Pitti

    • Rispondi
      Andrea Brizzolari

      Buongiorno Laura,

      è possibile, ovviamente.

      I soci sono coloro che richiedono esplicitamente l'ammissione in associazione, acquisendo diritti e doveri nei confronti della stessa (ad esempio, elettorato attivo e passivo).

      I tesserati sono coloro che vengono "iscritti" dall'ASD alla federazione o all'EPS di riferimento, per permettere loro di svolgere attività sportiva e di essere assicurati durante lo svolgimento della stessa.

  7. Rispondi
    SCARINCI MARINA

    Buongiorno, se una associazione non si è iscritta nel RUNTS come viene considerata? Puo comunque considerarsi una associazione del Terzo Settore? Ha diversi doveri (a parte le mancate agevolazioni fiscali, ecc.)?
    Grazie.

    • Rispondi
      Andrea Brizzolari

      Buongiorno Marina,

      un'associazione che non si iscrive al Runts non può qualificarsi come Ente di Terzo Settore.

      Non iscrivendovi al RUNTS non acquisirete il nuovo “status” di ETS, e continuerete così, sotto il profilo giuridico, ad essere qualificati e disciplinati come associazione.
      In questo modo scegliete di non cogliere tutte le opportunità e agevolazioni che la riforma del terzo settore concede invece alle associazioni che scelgono di entrare nel RUNTS.

  8. Rispondi
    Palladino Michele

    Buongiorno, nell'associazione dove sono iscritto come socio ordinario, i soci fondatori vogliono fare riunioni su argomenti riguardanti la stessa associazione, a porte chiuse. Lo possono fare a porte chiuse?... E se un socio ordinario volesse partecipare lo può fare?
    Grazie

    • Rispondi
      Andrea Brizzolari

      Buongiorno Michele,

      ma non è chiara la dinamica che ci descrivi. I soci fondatori sono parte del direttivo e si riuniscono in qualità di membri di quell'organo?

  9. Rispondi
    De pascalis Francesco

    Gradirei sapere se il consiglio comunale può deliberare su proposta del presidente,di fare iscrivere cittadini no residenti,quando nel ns:Statuto recita sono ammessi solo cittadini residenti.x esercitare di poter includere nello statuto anche i non residenti cosa bisogna fare.Grazie ed attendo vs: Risposta

    • Rispondi
      Andrea Brizzolari

      Buongiorno,

      il consiglio comunale non può superare una regola del genere contenuta a statuto.

      Se volete prevedere l'ammissione anche di non residenti, si rende necessaria una assemblea straordinaria dei soci per l'approvazione della modifica dello statuto e successiva registrazione dello statuto in agenzia delle entrate.

  10. Rispondi
    Rossi Mario

    Salve - io e altri 2 soci abbiamo fondato una ASD e finanziato la costruzione di un campo di calcetto/tennis su terreno di proprieta' di uno dei soci, per promuovere la pratica dei suddetti sport per le persone del luogo.

    Le persone che vengono a giocare non hanno alcun interesse a diventare soci e pagare la quota annuale corrispondente e vogliono semplicemente praticare l'attivita' sportiva. Quindi ci limitiamo a tesserarli al nostro Ente per la copertura assicurativa.

    Al momento ci ritroviamo con 3 soci e circa 60 tesserati, e quindi con un rapporto soci/tesserati praticamente nullo. E' questa una situazione contestabile in fase di controllo, e cioe' vista come una presunta attivita commerciale mascherata ?

    • Rispondi
      Giovanni Damiano Dalerba

      Buongiorno Mario.

      Si, certamente.
      Inoltre con la Riforma dello Sport viene annullata la differenza tra socio e tesserato. I tesserati infatti verranno, per il futuro, parificati completamente ai soci. Mi chiedo inoltre: a quali campionati partecipano i vostri tesserati? L'ente cui siete affiliati vi ha confermato per iscritto (e non solo a voce) che potete tesserare degli atleti senza che questi siano già anche vostri soci? A mio parere avete bisogno urgentemente di una consulenza dedicata che vi ridisegni le vostre strategie che appaiono molto carenti.

  11. Rispondi
    Serafini Graziano

    Buona giornata..!

    1) Come socio fondatore posso essere garante dello Statuto per il quale gli associati sono diventati tal e non farlo stravolgere .?

    2) Se volessi estendere in varie altre città la mia associazione, posso fare una Federazione e come funzionerebbe?

    Grazie..

    • Rispondi
      Andrea Brizzolari

      Buongiorno Graziano,

      lo statuto di un'associazione può essere modificato solo attraverso un'assemblea straordinaria e quindi un percorso democratico e partecipato e mettendo in campo competenze e professionalità che non si improvvisano. Quindi non è facile stravolgere uno statuto.

      Una Federazione nazionale, nella forma giuridica di ‘associazione di secondo livello’ è attualmente regolata dal D.Lgs. n. 117/2017, istitutivo del Codice del Terzo settore.
      Gli associati promotori della Federazione possono essere esclusivamente associazioni (o altri enti) e/o persone fisiche (singoli cittadini).
      Non mi sembra questa soluzione in linea con il tuo piano di ampliare il raggio di azione della tua associazione su più città.

  12. Rispondi
    FNOGLIO HERRI

    SCRIVO PER CONTO DI UNA SOCIETA' SRL CHE PRODUCE ENERGIA IDROELETTICA. COME FA A DIVENTARE SOCIO SOSTENITORE. CI SONO MODULI DI SCIRZIONE O E' SUFFICENTE PAGARE UNA QUOTA
    GRAZIE CON I MIGLIORI SALUTI

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Herri,

      per rispondere in modo appropriato abbiamo bisogno di avere più informazioni, in particolare rispetto al tipo di ETS al quale la società vuole presentare la domanda di associazione.

  13. Rispondi
    Russo Francesco russo

    Lo statuto non registrato consegnato alla federazione fitetrec-ante x affiliazione x consegna tessere x equitazione e valido x la federazione nel consiglio direttivo iscrive solo il presidente Russo francesco ne v.presidente ne consigliere

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Francesco,

      non è chiara la tua domanda.
      Ti facciamo contattare da un nostro tutor al quale potrai esporre i tuoi dubbi.

  14. Rispondi
    Russo Francesco russo

    Registato un atto costitutivo x fondare un associazione affiliato alla fitetrec sul consiglio direttivo fitetrec risulta che solo il presidente iscritto e lo statuto non registrato che validità ha l'associazione

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Francesco,

      ci servono più informazioni per poterti dare una mano.

  15. Rispondi
    Spitaleri Giuseppina

    Se un socio fondatore non paga la quota, può essere depennato? C'è una particolare procedura o si depenna per morosità e si comunica? Grazie

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Giuseppina,

      tra le clausole di decadenza del socio esiste anche la clausola cosiddetta "di morosità".

      Significa che un socio, inadempiente con il pagamento del rinnovo della quota associativa, può essere fatto decadere dalla qualifica.

      Occorre però tenere presente che esiste il principio di non temporaneità dei socisi presuppone che si rimanga socio a vita di un'associazione (cosa che comunque, per ovvi motivi, è difficilmente verificabile). Di conseguenza, non è possibile escludere un socio inadempiente senza aver per lo meno cercato di "recuperarlo",  attraverso l'invio di una lettera in cui si chiede di sottoscrivere la quota.

  16. Rispondi
    focaracci massimo

    Buongiorno
    faccio parte di una associazione sportiva il consiglio in prossimata delle votazioni regala tessere per avere piu soci con l unica finalità purtroppo non facilmente dimostrabile di aumentare numero dei propri votanti nell assemblea per rinnovo cariche direttive, lo puo fare?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Massimo.

      Detta così sembra ovviamente una pratica non corretta.
      L'ammissione di un socio in associazione è definita dallo statuto e come tale deve avvenire.
      Succede in alcune associazioni che le fasi che procedono il rinnovo delle cariche siano caratterizzate da una crescita delle richieste di nuovi soci, che viene in alcuni casi stimolata e orientata da soci che intendono candidarsi a ricoprire il ruolo di amministratori. Però queste richieste devono sempre avvenire nel rispetto di quanto definito dallo statuto.

  17. Rispondi
    Zanoli Carla

    Faccio parte di una associazione ETS. Vorrei sapere se possiamo avere soci onorari. Si tratta di una/due persone a cui, per meriti, vorremmo (loro consenzienti) dare tale qualifica. Nel nostro statuto non si fa menzione di distinzioni fra i soci, Grazie
    Carla Zanoli

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Carla,

      nel nostro articolo si spiega chiaramente che le uniche categorie di soci che possono esistere sono quelli di soci fondatori e soci ordinari.

  18. Rispondi
    Prudenzano Giulio

    Buonasera, avrei alcune domande. Siamo una piccola APS che sta adeguando lo Statuto alla legge ETS. Vi elenco ciò che vorremmo fare, sperando di ricevere un riscontro sulla fattibilità.
    1. La nostra associazione basa il tutto sui volontari. Vorremmo che tutti gli aspiranti soci sostenessero un esame al termine di un corso di formazione per l'ammissione. E' possibile o sarebbe una discriminazione il non ammettere tutti indiscriminatamente?
    2. Abbiamo servizi gratuiti per i volontari, mentre diverse attività di raccolte fondi, attività commerciali (vendiamo corsi, servizi e prodotti a terzi (non soci) organizzati e supervisionati dai nostri volontari) e vari metodi di ottenere fondi, pertanto vorremmo rimuovere la quota associativa. L'idea è quella di stabilire chiaramente il metodo di ammissione a socio (verbale d'esame) e quindi in caso di ispezione del fisco dovrebbe essere ben chiara la differenza tra Volontari e Clienti.
    2. È possibile prevedere dei requisiti particolari per l'elezione alle cariche sociali? Ad esempio la frequenza di un apposito corso di formazione, un titolo di studio, un determinato numero di attività organizzate, etc? Vorremmo garantire che il Direttivo sia formato da gente con esperienza e qualificata.

    Grazie mille per l'aiuto.

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Giulio,

      visto che state adeguando il vostro statuo ti consiglio di contattare un nostro tutor per una corretta analisi di tutte gli aggiornamenti che è necessario inserire in statuto.

  19. Rispondi
    Rossi Elisabetta

    Buongiorno

    Ringrazio in anticipo per l'attenzione dedicatami.
    La differenza tra SOCI ORDINARI e TESSERATI in cosa consiste su un piano pratico-concreto? quali diritti e doveri e quali responsabilità da parte dell'associazione e del tesserato ad esempio?

    Grazie

    Elisabetta

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Elisabetta,

      i soci sono coloro che richiedono esplicitamente l'ammissione in associazione, acquisendo diritti e doveri nei confronti della stessa (ad esempio, elettorato attivo e passivo).

      I tesserati sono coloro che vengono "iscritti" dall'ASD alla federazione o all'EPS di riferimento, per permettere loro di svolgere attività sportiva e di essere assicurati durante lo svolgimento della stessa.

  20. Rispondi
    alessi Salvatore

    Buongiorno,faccio parte di un associazione culturale da tre anni,ho un piccolo spazio all'interno e pago una quota denominata " contributo socio" alla stessa associazione.
    Bene ho scoperto da poco che i due soci fondatori rimasti non pagano nessun contributo per la loro postazione e non lo hanno reso noto mai e ultimamente hanno giustificato questa cosa dicendo che loro si assumono tutta la responsabilità gli oneri economici in qualsiasi caso e noi no.premetto.che non hanno mai organizzato evento in 8 anni solo 3 cose ma chiedono un quota associativa di 120 euro annua.
    La mia domanda è:
    Tutto questo è normale o c'è un evidente conflitto tra quello che è la filosofia di un associazione e il lucrare per un proprio opportunismo privato?
    E poi alla luce di questo possono chiedere a chi paga e quindi ha una disparità evidente,di spendersi con lavori di ristrutturazione e organizzazione all'interno della stessa associazione?
    Grazie infinite.....

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Salvatore,

      difficile entrare nel merito della questione senza conoscere altri particolari.

      Un'associazione che si rispetti ha uno statuto e a volte anche un regolamento interno che normano i rapporti tra i soci.

      Sono previste delle cariche e degli organi sociali (presidente, consiglio direttivo e assemblea soci) che hanno il preciso compito di garantire valori come la democraticità dell' associazione e rapporti tra i soci e l'associazione improntati sulla correttezza e il rispetto.

  21. Rispondi
    Manzini Monica

    Buongiorno,
    io e mia madre abbiamo fondato un'associazione nel 2007. Stiamo per registrare il nuovo statuto (da Onlus a ODV). I soci fondatori però ormai non sono più attivi. Ci hanno detto di allegare all'atto costitutivo un verbale di modifica dei soci fondatori, è corretta la procedura? Avete un modello fac-simile di verbale?
    Grazie,
    buona giornata,
    Monica

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Monica,
      modificare e registrare lo statuto è un processo delicato.
      Noi abbiamo un servizio dedicato alle associazioni che devono rivedere il proprio statuto. https://www.teamartist.com/revisione-statuto/

  22. Rispondi
    Varisco Maria Antonietta

    Sono iscritta in una società con finalità culturali fondata nel 1803 , Casino Civico. Nello statuto originario sono previsti soci i soli uomini con frequenza delle famiglie. Qualche decennio fa , per consentire alle vedove dei soci la loro presenza , hanno istituito una nuova categoria di socie capofamiglia denominata pretestuosamente “ temporanei” che pagano una quota inferiore ( 400 al posto di 600 ma ovviamente non hanno coniuge al seguito ) ma non hanno alcun diritto nemmeno di partecipare all’assemblea dei soci . Non hanno aderito al terzo settore che richiede un principio democratico . Ho sollevato ogni sorta di contestazioni anche attraverso la Stampa , ma c’è uno zoccolo duro , soprattutto di testa , irriducibile . Che fare? Non ho trovato un avvocato disposto ad assistermi . Grazie

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Maria Antonietta,

      i temi che ci poni sono importanti. Per rispondere nel merito dovremmo conoscere meglio il vostro statuto e poi attivare una consulenza specifica.

  23. Rispondi
    De panfilis Luca

    Sono il presidente di una asd affiliata ASI.
    Visto che il vicepresidente non si sta prodigando in nessun modo per l’organizzazione o quant’altro nell’asd, e però è un socio fondatore come posso mandarlo via? I rapporti si sono inclinati e non so come fare

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Luca.

      Il consiglio che ci sentiamo di darti è quello di parlare direttamente con il vicepresidente e affrontare con lui la questione per trovare una soluzione condivisa per il bene dell'associazione. La strada dell'allontanamento di un socio è sempre molto faticosa perchè richiede un grande dispendio di energie psico-fisiche.

  24. Rispondi
    Colonna Domenica

    Buongiorno, sono Presidente di una APS, nella nostra Associazione vi sono 3 persone diversamente abili che non hanno reddito, possiamo nel Consiglio Direttivo decidere di non far pagare loro la quota associativa annuale?
    Nelle nostre attività vi sono persone che vengono solo una volta e poi non partecipano più, sono obbligata a farli diventare soci o a tesserarli con l'ente nazionale a cui ci stiamo affiliando?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Domenica,

      la quota associativa annuale deve essere uguale per tutti i soci e non differenziabile.
      Rispetto al tesseramento di persone che partecipano in modo temporaneo, dovresti verificare se il tuo ente di affiliazione permette di tesserare degli utenti senza associarli (fatti dare risposta scritta a riguardo).

  25. Rispondi
    Colonna Domenica

    Buongiorno, sono Presidente di una APS, la mia Associazione sta organizzando diverse attività e ci affilieremo ad ACSI. Vorrei sapere se sono obbligata a iscrivere come Soci o Volontari tutte le persone che parteciperanno alle nostre diverse attività o posso solo tesserarli con ACSI (e avranno anche l'assicurazione). La cosa che più mi preoccupa è che se parteciperanno oltre 50 persone, posso iscrivere oltre 50 persone nel libro Soci della mia Associazione, che poi magari dopo un mese o meno non parteciperanno più? Non potrebbe bastare solo tesserarli con ACSI ?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Domenica,

      per rispondere in modo esaustivo dovremmo conoscere il vostro statuto e anche le attività che proponete.
      C'è comunque differenza tra soci e tesserati.
      I soci sono coloro che richiedono esplicitamente l'ammissione in associazione, acquisendo diritti e doveri nei confronti della stessa (ad esempio, elettorato attivo e passivo).
      I tesserati sono coloro che vengono "iscritti" dall'associazione alla federazione o all'EPS di riferimento, per permettere loro di svolgere attività sportiva e di essere assicurati durante lo svolgimento della stessa.

  26. Rispondi
    Cantucci Marco

    Sono socio di un circolo nautico asd, dove alcuni soci pagano una cifra di stazionamento x, e altri soci più giovani pagano più del doppio! È normale si può fare? O c'è qualcosa che non va?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Marco,
      per darle una risposta dovremmo avere maggiori informazioni.