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28 Marzo 2013

Soci Fondatori, Ordinari, Simpatizzanti, Sostenitori, Onorari, Tesserati…

Giovanni Damiano Dalerba Scritto da Giovanni Damiano Dalerba
Gestione dell'associazione
Soci Fondatori, Ordinari, Simpatizzanti, Sostenitori, Onorari, Tesserati…

Soci Fondatori, Soci Ordinari, Simpatizzanti, Sostenitori, Soci Onorari, Tesserati… Tante definizione diverse che spesso portano le Associazioni a scrivere Statuti non a norma che portano velocemente alla perdita del regime fiscale agevolato. Partiamo da un principio cardine: una Associazione che vuole godere della de-tassazione deve garantire la democrazia interna e non ci possono essere Soci di Serie A e Soci di Serie B.

Questo concetto della “Democrazia interna” lo abbiamo già visto in altri post. A partire da come deve essere accettato un nuovo socio, a come deve essere espulso un socio inadempiente. E’ un principio determinato dall’articolo 148 del TUIR e sempre controllato in modo accurato e puntuale dagli Ispettori Fiscali.

Ma perchè ci interessa? Perchè 9 Statuti su 10 di quelli che vediamo contengono un errore fondamentale. Discriminano tra socio e socio. Il motivo me lo sono sentito dire tante volte: “Non è giusto che chi si è sbattuto per fondare l’Associazione possa vedersi portar via l’Associazione da un gruppetto di nuovi soci appena arrivati“. Signori: questa è l’essenza stessa della Democrazia. L’Associazione non è una proprietà privata ma una proprietà collettiva. Per non pagare praticamente tasse lo Stato vi chiede che tutti i soci siano uguali, che una testa valga un voto, e che chiunque sia eleggibile a qualsiasi carica.

E l’Agenzia delle Entrate ha predisposto un modo comodissimo per scoprire quali Associazioni rispettano questo principio e quali no (sapendo quindi a chi dare la precedenza nelle future ispezioni fiscali). Una dichiarazione specifica nel Modello EAS, la numero 9: “che le quote associative sono uguali e non differenziate“.

Chi ha risposto di NO, ha scelto una corsia preferenziale verso un’Ispezione fiscale…

Ma andiamo avanti e prendiamo un pezzo di uno Statuto tipo in cui si indicano le diverse tipologie di soci. Vi assicuro che questo è uno statuto reale e non inventato:

“I Soci saranno classificati in 4 (=quattro) distinte categorie:

– Soci Fondatori: sono quelli che hanno costituito l’Associazione presenti nell’atto costitutivo allegato al presente Statuto. Questi sono membri di diritto del primo Consiglio Direttivo.

– Soci Benemeriti/ Onorari: sono quelli che per la frequentazione dell’Associazione o per aver contribuito economicamente o esercitato attività in favore dell’Associazione stessa ne hanno sostenuto lo scopo e la sua valorizzazione. In virtù di tali apporti monetari e non, tale categoria è esonerata dal versamento della quota associativa annuale.

– Soci Ordinari: sono coloro i quali previa domanda di ammissione, e relativa accettazione dal parte del Consiglio Direttivo, entrano a far parte dell’Associazione.

– Soci Sostenitori: sono coloro che partecipano solo occasionalmente, con versamento di una quota associativa annuale minima, stabilita di anno in anno dal Consiglio Direttivo, alle iniziative ed ai servizi offerti dall’Associazione, dietro eventuale versamento di contributo ai singoli corsi, eventi o manifestazioni. Tale categoria di Associati, dato il carattere puramente occasionale del rapporto Associativo, quale ad esempio la partecipazione ad un singolo corso, non ha diritto ad alcun potere di elettorato sia passivo che attivo, negli organi associativi, né tantomeno di esser convocati nelle assemblee sociali. Gli Associati appartenenti a tale categoria sono iscritti nell’apposito libro Soci Sostenitori.”

Bene, tutto irregolare. Le uniche categorie che possono esistere sono SOCI FONDATORI (che sono coloro presenti nell’atto costitutivo) e i SOCI ORDINARI (cioè quelli accettati di volta in volta dietro loro espressa domanda, dal Direttivo). Attenzione: i Soci Fondatori non possono avere diritti/doveri diversi da quelli dei Soci Ordinari (spesso vengono indebitamente esonerati dal pagamento della quota sociale annuale). TUTTI DEVONO PAGARE LA MEDESIMA QUOTA SOCIALE MINIMA.

Se poi vi fosse la volontà di istituire delle categorie di soci, libere, con contributi maggiori, cio è possibile (ad esempio i soci benemeriti). A patto, appunto che sia possibile fare una scelta e non obbligatorio. Altro caso discutibile (ma molto diffuso) è quello di proporre quote sociali agevolate per particolari categorie: anche questo non è democratico perchè appunto facilita ed agevola sono alcuni in modo discriminante.

Spendiamo un’ultima parola per evidenziare la differenza tra “SOCI” e “TESSERATI”. La confusione nasce perchè molte Associazioni si affiliano a loro volta a Associazioni/ Federazioni/ Enti di carattere nazionale cui TESSERANO i propri soci. Sono due cose diverse che richiedono procedure diverse. Spesso le Associazioni commettono questo errore: considerano che TESSERARE una persona al proprio Ente cui si è affiliati, significhi contemporaneamente far diventare anche socia la persona in questione alla Associazione medesima. NON è così. Sono due cose diverse con procedure diverse (e tra l’altro non si è obbligati ad essere sia soci che tesserati).

 

Damiano Dalerba & Stefano Cabot

Direttori area noprofit di TeamArtist

 

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1.611 risposte a “Soci Fondatori, Ordinari, Simpatizzanti, Sostenitori, Onorari, Tesserati…”

  1. Rispondi
    Spitaleri Giuseppina

    Se un socio fondatore non paga la quota, può essere depennato? C'è una particolare procedura o si depenna per morosità e si comunica? Grazie

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Giuseppina,

      tra le clausole di decadenza del socio esiste anche la clausola cosiddetta "di morosità".

      Significa che un socio, inadempiente con il pagamento del rinnovo della quota associativa, può essere fatto decadere dalla qualifica.

      Occorre però tenere presente che esiste il principio di non temporaneità dei socisi presuppone che si rimanga socio a vita di un'associazione (cosa che comunque, per ovvi motivi, è difficilmente verificabile). Di conseguenza, non è possibile escludere un socio inadempiente senza aver per lo meno cercato di "recuperarlo",  attraverso l'invio di una lettera in cui si chiede di sottoscrivere la quota.

  2. Rispondi
    focaracci massimo

    Buongiorno
    faccio parte di una associazione sportiva il consiglio in prossimata delle votazioni regala tessere per avere piu soci con l unica finalità purtroppo non facilmente dimostrabile di aumentare numero dei propri votanti nell assemblea per rinnovo cariche direttive, lo puo fare?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Massimo.

      Detta così sembra ovviamente una pratica non corretta.
      L'ammissione di un socio in associazione è definita dallo statuto e come tale deve avvenire.
      Succede in alcune associazioni che le fasi che procedono il rinnovo delle cariche siano caratterizzate da una crescita delle richieste di nuovi soci, che viene in alcuni casi stimolata e orientata da soci che intendono candidarsi a ricoprire il ruolo di amministratori. Però queste richieste devono sempre avvenire nel rispetto di quanto definito dallo statuto.

  3. Rispondi
    Zanoli Carla

    Faccio parte di una associazione ETS. Vorrei sapere se possiamo avere soci onorari. Si tratta di una/due persone a cui, per meriti, vorremmo (loro consenzienti) dare tale qualifica. Nel nostro statuto non si fa menzione di distinzioni fra i soci, Grazie
    Carla Zanoli

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Carla,

      nel nostro articolo si spiega chiaramente che le uniche categorie di soci che possono esistere sono quelli di soci fondatori e soci ordinari.

  4. Rispondi
    Prudenzano Giulio

    Buonasera, avrei alcune domande. Siamo una piccola APS che sta adeguando lo Statuto alla legge ETS. Vi elenco ciò che vorremmo fare, sperando di ricevere un riscontro sulla fattibilità.
    1. La nostra associazione basa il tutto sui volontari. Vorremmo che tutti gli aspiranti soci sostenessero un esame al termine di un corso di formazione per l'ammissione. E' possibile o sarebbe una discriminazione il non ammettere tutti indiscriminatamente?
    2. Abbiamo servizi gratuiti per i volontari, mentre diverse attività di raccolte fondi, attività commerciali (vendiamo corsi, servizi e prodotti a terzi (non soci) organizzati e supervisionati dai nostri volontari) e vari metodi di ottenere fondi, pertanto vorremmo rimuovere la quota associativa. L'idea è quella di stabilire chiaramente il metodo di ammissione a socio (verbale d'esame) e quindi in caso di ispezione del fisco dovrebbe essere ben chiara la differenza tra Volontari e Clienti.
    2. È possibile prevedere dei requisiti particolari per l'elezione alle cariche sociali? Ad esempio la frequenza di un apposito corso di formazione, un titolo di studio, un determinato numero di attività organizzate, etc? Vorremmo garantire che il Direttivo sia formato da gente con esperienza e qualificata.

    Grazie mille per l'aiuto.

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Giulio,

      visto che state adeguando il vostro statuo ti consiglio di contattare un nostro tutor per una corretta analisi di tutte gli aggiornamenti che è necessario inserire in statuto.

  5. Rispondi
    Rossi Elisabetta

    Buongiorno

    Ringrazio in anticipo per l'attenzione dedicatami.
    La differenza tra SOCI ORDINARI e TESSERATI in cosa consiste su un piano pratico-concreto? quali diritti e doveri e quali responsabilità da parte dell'associazione e del tesserato ad esempio?

    Grazie

    Elisabetta

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Elisabetta,

      i soci sono coloro che richiedono esplicitamente l'ammissione in associazione, acquisendo diritti e doveri nei confronti della stessa (ad esempio, elettorato attivo e passivo).

      I tesserati sono coloro che vengono "iscritti" dall'ASD alla federazione o all'EPS di riferimento, per permettere loro di svolgere attività sportiva e di essere assicurati durante lo svolgimento della stessa.

  6. Rispondi
    alessi Salvatore

    Buongiorno,faccio parte di un associazione culturale da tre anni,ho un piccolo spazio all'interno e pago una quota denominata " contributo socio" alla stessa associazione.
    Bene ho scoperto da poco che i due soci fondatori rimasti non pagano nessun contributo per la loro postazione e non lo hanno reso noto mai e ultimamente hanno giustificato questa cosa dicendo che loro si assumono tutta la responsabilità gli oneri economici in qualsiasi caso e noi no.premetto.che non hanno mai organizzato evento in 8 anni solo 3 cose ma chiedono un quota associativa di 120 euro annua.
    La mia domanda è:
    Tutto questo è normale o c'è un evidente conflitto tra quello che è la filosofia di un associazione e il lucrare per un proprio opportunismo privato?
    E poi alla luce di questo possono chiedere a chi paga e quindi ha una disparità evidente,di spendersi con lavori di ristrutturazione e organizzazione all'interno della stessa associazione?
    Grazie infinite.....

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Salvatore,

      difficile entrare nel merito della questione senza conoscere altri particolari.

      Un'associazione che si rispetti ha uno statuto e a volte anche un regolamento interno che normano i rapporti tra i soci.

      Sono previste delle cariche e degli organi sociali (presidente, consiglio direttivo e assemblea soci) che hanno il preciso compito di garantire valori come la democraticità dell' associazione e rapporti tra i soci e l'associazione improntati sulla correttezza e il rispetto.

  7. Rispondi
    Manzini Monica

    Buongiorno,
    io e mia madre abbiamo fondato un'associazione nel 2007. Stiamo per registrare il nuovo statuto (da Onlus a ODV). I soci fondatori però ormai non sono più attivi. Ci hanno detto di allegare all'atto costitutivo un verbale di modifica dei soci fondatori, è corretta la procedura? Avete un modello fac-simile di verbale?
    Grazie,
    buona giornata,
    Monica

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Monica,
      modificare e registrare lo statuto è un processo delicato.
      Noi abbiamo un servizio dedicato alle associazioni che devono rivedere il proprio statuto. https://www.teamartist.com/revisione-statuto/

  8. Rispondi
    Varisco Maria Antonietta

    Sono iscritta in una società con finalità culturali fondata nel 1803 , Casino Civico. Nello statuto originario sono previsti soci i soli uomini con frequenza delle famiglie. Qualche decennio fa , per consentire alle vedove dei soci la loro presenza , hanno istituito una nuova categoria di socie capofamiglia denominata pretestuosamente “ temporanei” che pagano una quota inferiore ( 400 al posto di 600 ma ovviamente non hanno coniuge al seguito ) ma non hanno alcun diritto nemmeno di partecipare all’assemblea dei soci . Non hanno aderito al terzo settore che richiede un principio democratico . Ho sollevato ogni sorta di contestazioni anche attraverso la Stampa , ma c’è uno zoccolo duro , soprattutto di testa , irriducibile . Che fare? Non ho trovato un avvocato disposto ad assistermi . Grazie

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Maria Antonietta,

      i temi che ci poni sono importanti. Per rispondere nel merito dovremmo conoscere meglio il vostro statuto e poi attivare una consulenza specifica.

  9. Rispondi
    De panfilis Luca

    Sono il presidente di una asd affiliata ASI.
    Visto che il vicepresidente non si sta prodigando in nessun modo per l’organizzazione o quant’altro nell’asd, e però è un socio fondatore come posso mandarlo via? I rapporti si sono inclinati e non so come fare

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Luca.

      Il consiglio che ci sentiamo di darti è quello di parlare direttamente con il vicepresidente e affrontare con lui la questione per trovare una soluzione condivisa per il bene dell'associazione. La strada dell'allontanamento di un socio è sempre molto faticosa perchè richiede un grande dispendio di energie psico-fisiche.

  10. Rispondi
    Colonna Domenica

    Buongiorno, sono Presidente di una APS, nella nostra Associazione vi sono 3 persone diversamente abili che non hanno reddito, possiamo nel Consiglio Direttivo decidere di non far pagare loro la quota associativa annuale?
    Nelle nostre attività vi sono persone che vengono solo una volta e poi non partecipano più, sono obbligata a farli diventare soci o a tesserarli con l'ente nazionale a cui ci stiamo affiliando?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Domenica,

      la quota associativa annuale deve essere uguale per tutti i soci e non differenziabile.
      Rispetto al tesseramento di persone che partecipano in modo temporaneo, dovresti verificare se il tuo ente di affiliazione permette di tesserare degli utenti senza associarli (fatti dare risposta scritta a riguardo).

  11. Rispondi
    Colonna Domenica

    Buongiorno, sono Presidente di una APS, la mia Associazione sta organizzando diverse attività e ci affilieremo ad ACSI. Vorrei sapere se sono obbligata a iscrivere come Soci o Volontari tutte le persone che parteciperanno alle nostre diverse attività o posso solo tesserarli con ACSI (e avranno anche l'assicurazione). La cosa che più mi preoccupa è che se parteciperanno oltre 50 persone, posso iscrivere oltre 50 persone nel libro Soci della mia Associazione, che poi magari dopo un mese o meno non parteciperanno più? Non potrebbe bastare solo tesserarli con ACSI ?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Domenica,

      per rispondere in modo esaustivo dovremmo conoscere il vostro statuto e anche le attività che proponete.
      C'è comunque differenza tra soci e tesserati.
      I soci sono coloro che richiedono esplicitamente l'ammissione in associazione, acquisendo diritti e doveri nei confronti della stessa (ad esempio, elettorato attivo e passivo).
      I tesserati sono coloro che vengono "iscritti" dall'associazione alla federazione o all'EPS di riferimento, per permettere loro di svolgere attività sportiva e di essere assicurati durante lo svolgimento della stessa.

  12. Rispondi
    Cantucci Marco

    Sono socio di un circolo nautico asd, dove alcuni soci pagano una cifra di stazionamento x, e altri soci più giovani pagano più del doppio! È normale si può fare? O c'è qualcosa che non va?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Marco,
      per darle una risposta dovremmo avere maggiori informazioni.