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01 Ottobre 2012

Associazione con e senza partita IVA 

Giovanni Damiano Dalerba Scritto da Giovanni Damiano Dalerba
Categoria dell'articolo: Costituire Associazione
Associazione con e senza partita IVA 

Qualche tempo fa abbiamo parlato sul blog della necessità di avere o meno un conto corrente per un’Associazione. 

Sicuramente un altro aspetto importante da trattare, relativamente agli obblighi fiscali, è quello che riguarda la richiesta del Codice Fiscale da parte di un’Associazione, oppure l’apertura della Partita IVA. 

Il codice fiscale per un’associazione è obbligatorio?

Iniziamo dalle cose semplici: il codice fiscale rappresenta lo strumento di identificazione dell’associazione nei rapporti con i privati, gli enti, le amministrazioni pubbliche e qualsiasi altra istituzione. 

Lo stesso va richiesto da tutte le associazioni, anche da quelle che non svolgono alcuna attività imponibile ai fini tributari. Queste entità sono spesso riconosciute come Enti non commerciali operanti nel Terzo settore e possono beneficiare di particolari regimi fiscali come l’Esenzione IVA.

Le entrate istituzionali come le quote versate dagli associati per iscrizione e rinnovi sono vitali per il finanziamento degli scopi associativi e devono essere distinte dalle eventuali attività commerciali che possono generare ricavi aggiuntivi per l’associazione.

A seguito della Legge di Bilancio 2021 e del Decreto Fiscale 2022, sono state introdotte importanti novità che influenzano il spettro dell’IVA per le associazioni, tra cui la modifica dell’art. 4 del D.P.R 633/72, che ha portato a una ridefinizione dei criteri per l’obbligo di apertura della partita IVA.

Per qualsiasi attività negoziale (contratti con soggetti pubblici o privati, richiesta di finanziamenti, sponsorizzazioni, locazioni o comodati di bene immobile ecc.) o adempimento amministrativo (versamento di tasse, imposte, canoni, ecc), l’associazione deve indicare il codice fiscale.

Veniamo quindi alla domanda saliente di tutto l’articolo: è obbligatorio o meno che una Associazione abbia il codice fiscale? 

Ci troviamo nella stessa casistica del Conto Corrente. 

Non c’è una legge che obblighi ad averlo, ma ciò limita talmente tanto l’operatività dell’associazione che non si può non averlo. 

Le attività secondarie o attività finalizzate a finanziare gli scopi associativi possono generare distorsioni nella concorrenza se non gestite correttamente, soprattutto se l’associazione compete direttamente con Soggetti IVA regolari.

Per avere il codice fiscale, la procedura è piuttosto semplice, basta compilare in duplice copia l’apposito modello AA5/6 (“domanda di attribuzione codice fiscale, comunicazione variazione dati, avvenuta fusione, concentrazione, trasformazione ed estinzione”) e presentarlo all’Agenzia delle Entrate competente per il territorio in cui ha sede legale l’Associazione. 

Questa operazione deve essere svolta dal Presidente della Associazione o da un suo delegato (in tal caso va compilato l’apposito riquadro e al modello va allegata copia fotostatica di un documento di identità del rappresentante e anche la fotocopia dello Statuto con l’atto Costitutivo! Se te la porti da casa è meglio!). 

È possibile inviare un unico esemplare tramite servizio postale, utilizzando la raccomandata, e allegare una copia fotostatica del documento di identificazione del rappresentante insieme a una copia dello Statuto e dell’atto costitutivo. Questi documenti devono essere inviati all’Agenzia delle Entrate competente per il territorio dove l’Associazione ha la sua sede legale.

Il modello si considera presentato nel giorno in cui viene spedito. 

Nel 2024, molti preferiscono optare per la presentazione online, affidandosi a un professionista abilitato. In alcuni casi, è lo stesso personale dell’Agenzia delle Entrate a raccomandare questa modalità, suggerendola come unica opzione e trascurando l’alternativa cartacea. È importante notare che, nella parte superiore del modello, deve essere indicato il codice fiscale del soggetto che firma il documento, ovvero del Presidente. 

La richiesta del codice fiscale può essere effettuata senza necessità di registrare lo statuto presso l’Agenzia delle Entrate, ed è un servizio gratuito. Questo passaggio iniziale richiede la presenza fisica in un ufficio dell’Agenzia delle Entrate (trova l’ufficio vicino a te). Tuttavia, per future comunicazioni relative a variazioni di dati, fusioni, trasformazioni o cessazioni dell’associazione, sarà possibile procedere via telematica o tramite l’assistenza di un professionista esterno.

Potrebbe interessarti leggere i seguenti articoli: 

La partita IVA è obbligatoria per un’associazione

Quando un’Associazione si trova nella situazione di dover svolgere attività commerciale oltre a quella istituzionale (leggi l’articolo Quali sono le entrate istituzionali e quali commerciali in una Associazione per approfondire) è necessario che abbia una partita IVA e che gestisca, separatamente, la contabilità di questo tipo di entrate. Non è più infatti sufficiente il possesso del solo Codice Fiscale. 

Per richiederla è necessario presentare apposita domanda di assegnazione di Partita IVA all’Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando l’apposito modello AA7/10

Il numero di partita Iva resta invariato fino alla cessazione dell’attività. 

Per quelle associazioni che non hanno già il codice fiscale, la partita Iva assume anche il valore di codice fiscale. 

Tutte le successive variazioni dei dati indicati nella dichiarazione di inizio attività devono essere comunicate all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data di avvenuta variazione, sempre utilizzando il medesimo modello sopracitato. 

Previa registrazione ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, per richiedere la partita IVA basta un po’ di pazienza nel compilare i documenti e un computer connesso a internet a disposizione: la richiesta infatti può essere, in questo caso, inoltrata direttamente per via telematica. 

Il procedimento online è piuttosto semplice, ma è buona norma, per accertarsi dell’avvenuta registrazione nel sistema dei dati inviati, stampare sempre la ricevuta. Se i documenti inseriti non dovessero essere corretti, il sistema produce automaticamente un’informazione di scarto e sarà allora necessario ripetere l’operazione. 

Attenzione: l’apertura di partita IVA in sé comporterebbe anche l’iscrizione al REA della Camera di Commercio di riferimento e oggi presuppone anche il possesso di quanto necessario per la fatturazione elettronica. 

Non va inoltre dimenticato che l’apertura di Partita Iva presuppone che PRIMA si sia scelto con quale regime fiscale gestire le proprie attività commerciali: se in Regime 398 (il più conveniente, scelto da circa il 98% delle Associazioni no profit italiane) o il Regime ordinario. 

L’apertura di partita IVA da parte di una Associazione no profit, quindi, (sia che avvenga per decisione dell’Associazione, sia che avvenga in automatico per imposizione dello Stato) è un passaggio delicato che deve essere fatto con l’assistenza di un professionista per non fare degli errori drammatici (tra cui omettere alcuni importanti documenti fiscali). 

Nel caso tu abbia dei dubbi, puoi contattarci e ti assisteremo

Tutte le Associazioni no profit che doveva avvenire entro il 1° luglio 2024 in virtù del D.L. 146/2021, è stata rinviata al 1° gennaio 2025 grazie a un emendamento al decreto Milleproroghe 2024. Tale obbligo nasce in risposta a una procedura di infrazione avviata dalla Commissione Ue dal 2010, il cui scopo è di attrarre in campo Iva, seppure in esenzione, le prestazioni di servizi e cessioni di beni rese a fronte di corrispettivi specifici nei confronti di soci, associati o partecipanti. È importante non dare per scontato che questo sia l’ultimo rinvio.

Aggiornamento al 21 febbraio 2024. 

 

Giovanni Damiano Dalerba

Associazionista senior di TeamArtist

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966 risposte a “Associazione con e senza partita IVA ”

  1. Rispondi
    Castillo chalas Reymundo

    Salve, sono diventato da poco presidente di un associazione di volontariato OdV con partita iva e devo aprire un conto corrente. Io vorrei sapere se fosse possibile aprire due conti correnti(uno per i servizi commerciali e uno per ricevere le quote, donazioni ed eventuali spese associative)? Se si, il conto per i servizi commerciali come lo posso aprire con la partita IVA o sempre con il codice fiscale?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ciao Reymundo,

      Si è assolutamente possibile avere più conti correnti e scegliere la tipologia di incassi.

      Saluti

  2. Rispondi
    GROSSI GABRIELLA

    Salve vorrei aprire una succursale dell'Associazione "Elvis National Fan Club Italia" con sede a Milano. La vorrei aprire a Frascati o a Roma in modo tale che i fan di Elvis di Roma e dintorni possano avere la possibilità di interagire con il club senza dovere necessariamente andare a Milano per qualsiasi necessità.
    Nella succursale mi limiterei a divulgare il mondo di Elvis e promovuerei le iscrizioni al club così da poter allargare il numero degli iscritti al club.
    Aprendo una succursale potrei inoltre, sempre con l'approvazione del presidente, proporre eventi e serati presso locali siti a Roma e limitrofi dove ascoltare cantanti che si dilettano a cantare il grande re del Rock.
    L'associazione sita in milano non ha scopo di lucro e quindi credo non serva la partita Iva.

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buonasera Gabriella,

      ricordo che la p.iva diverrà obbligatoria da Gennaio 2026.

  3. Rispondi
    Spena Pier Raffaele

    Buonasera, sono presidente di una ODV. Per lo svolgimento delle attività istituzionali(realizzazione di campagne di sensibilizzazione, p.e.) riceviamo contributi da aziende che fatturiamo al 22% di iva. Lo studio di consulenza che ci segue ha sempre sostenuto che questo tipo di attività anche se fatturata non rientra in quelle di tipo commerciali. E' corretto? Grazie per la risposta.

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Raffaele,

      per rispondere occorrerebbe avere più info sull'associazione (avere copia dello statuto, sapere se sono iscritti al runts, sapere se hanno p. iva). 

  4. Rispondi
    Corte Rita

    Chi risponde dei debiti di una associazione riconosciuta con patrimonio insufficiente a coprirli?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Rita,

      Bisognerebbe vedere il tipo di debiti in capo all'associazione per poter rispondere a questa domanda.

      Nel caso volesse approfondire la questione posso metterla in contatto con un nostro consulente.

  5. Rispondi
    Corte Rita

    Vorrei sapere se una associazione riconosciuta chiedendo la chiusura del proprio numero di partita iva possa ancora considerarsi personalità giuridica.

    • Rispondi
      TeamArtist

      Buogiorno Rita, la chiusura della sola p.iva non impatta sul riconoscimento giuridico.

  6. Rispondi
    Mazzocchi Enrico

    Buongiorno,in qualità di presidente di un associazione ho intenzione di abbandonare l incarico e nominarne uno nuovo, con la relativa assemblea, posso mantenere la stessa partita Iva cambiando la denominazione dell' associazione? e nel caso cambiando la denominazione dovrei effettuare nuovamente scia per la somministrazione? Grazie buona giornata

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Enrico,

      sul certificato di attribuzione del codice fiscale e di p.iva occorre aggiornare denominazione sociale e/o presidente in caso di variazione. 

      Tendenzialmente direi di no, visto il mantenimento del codice fiscale e di p.iva, ma verificherei la questione con chi vi segue per gli adempimenti fiscali e il comune.

  7. Rispondi
    Grembiale Rosa Daniela

    Buongiorno,

    Nel 2021 non avendo più dipendenti, la giunta dell’associazione culturale che ho presieduto ha deliberato di chiudere il codice fiscale.
    Poichè vi erano debiti nei confronti delle due dipendenti abbiamo continuato a percepire le quote sociali per sanare questo debito.
    Ho letto che non vi è alcuna legge che obblighi ad avere il codice fiscale e, tenendo conto che con l’Agenzia delle Entrate abbiamo saldato quanto dovuto, e che stiamo continuando a saldare i debiti verso le dipendenti, possiamo stare tranquilli?
    Non abbiamo trovato risposte univoche tra legali e commercialisti.
    Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      Buongiorno Daniela, il suo quesito non risulta chiaro. Dovrebbe riformulare la domanda. Grazie

  8. Rispondi
    DE LEON Joseph Alexander

    Anzitutto, buon Anno Nuovo a voi!

    Faccio parte di una "e.V." (ONLUS) tedesca. Ora vogliamo aprire un succursale in Italia e promuovere le stesse attività caritative, assistenziali, e culturali. Non abbiamo attività commerciali. Come dobbiamo procedere?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Joseph,

      verrai messo in contatto con un membro del nostro team di consulenti per discuterne insieme!

  9. Rispondi
    Senzacqua Michela

    Vorrei costituire una nuova associazione, vorrei essere guidata da voi.
    Grazie

    • Rispondi
      Andrea Brizzolari

      Buongiorno Michela,

      abbiamo il servizio che fa per te: è Procreo,  https://www.teamartist.com/procreo/, un servizio che aiuta a costituire un'associazione in modo corretto evitando di commettere errori che poi costano tanto tempo, tanti soldi e tanta fatica per essere corretti, con il rischio di mettere in grossa difficoltà l'associazione.

  10. Rispondi
    Di Salvo Pietro

    Noi avevamo costituito una associazione noi di destra che è una sensazione politica culturale siamo andati al agenzia delle entrate ci ha messo i timbri ma non abbiamo nessun codice fiscale ad esempio quando facciamo qualche evento in qualche incontro ci vorrà il codice fiscale del presidente.non è più così ??? sì obbligati ad avere il codice fiscale per fare un incontro tipo una presentazione di un libro eccetera eccetera ???

    • Rispondi
      TeamArtist

      Consigliamo l'apertura del codice fiscale dell'associazione, presentandosi di persona allo sportello dell'Agenzia delle Entrate.

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