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02 Settembre 2013

I 7 trucchi per iniziare al meglio il nuovo anno sociale

Stefano Marini Scritto da Stefano Marini
Categoria dell'articolo: Gestione dell'associazione
I 7 trucchi per iniziare al meglio il nuovo anno sociale

Finalmente Settembre! Mese di grandi ri-partenze per tutti noi. Sono finite le ferie estive, i bambini si preparano per tornare a Scuola e tutti i Presidenti e dirigenti di Associazioni no-profit si rimettono in pista per decidere come ricominciare al meglio.

Dalla Associazione Sportiva, Culturale, Musicale, Ricreativa alla Onlus infatti i problemi e le necessità sono sempre simili. Vediamo quindi insieme quali sono i 7 trucchi per iniziare al meglio per alcuni il nuovo Anno Sociale, per gli altri la ripresa dopo la pausa estiva:

1. Aggiornate il vostro Libro Soci. Non solo vi è indispensabile in caso di controllo fiscale, ma è anche un utilissimo strumento per sapere chi dovete contattare per coinvolgerlo nelle vostre attività.

2. Aggiornate le vostre rubriche di posta elettronica e telefoniche. La comunicazione è fondamentale. E per poter comunicare si devono avere gli strumenti adatti. Se non usate TeamArtist (che vi dà in automatico sia il Libro Soci sia la possibilità di inviare newsletter e sms a gruppi di vostri soci quali: Direttivo, Tutti i Soci, etc), potete comunque utilizzare un sistema gratuito come Gmail (fino a 499 invii al giorno) per la posta elettronica e Skebby per gli SMS (con costi ridottissimi).

3. Convocate subito un Consiglio Direttivo. Battere il ferro finchè è caldo dicevano i nostri antenati. Non c’è modo di dire più azzeccato per una attività di volontariato: ci sono tante cose da decidere e vedere insieme. Ad esempio se modificare la quota sociale annuale, quali corsi ed a quali costi attivare, l’andamento economico dell’Associazione etc etc… ma in realtà l’importante è vedersi, chiamare a raccolta le forze, rinnovare ed attribuire nuove responsabilità. E’ anche il momento giusto per ascoltare i vostri volontari, le loro critiche ed i loro suggerimenti: chi ben comincia…

4. Preparate una festa di Apertura delle Attività. Può essere anche l’occasione per raccogliere dei fondi, ma è soprattutto l’occasione per farvi conoscere e/o ritrovare dalla vostra comunità. NON SOTTOVALUTATE MAI l’importanza di questi momenti e credeteci, dall’alto della nostra esperienza: è durante questi momenti che si ottengono i migliori risultati.

5. Controllate il vostro scadenzario. Avete qualche convenzione in scadenza, magari di uno spazio pubblico assegnato? Avete rinnovato la vostra Affiliazione? Avete inviato i documenti in Regione? L’Assicurazione è scaduta? La tenuta di uno scadenzario (magari condiviso con gli altri membri del Direttivo, perchè vi aiutino a non perdere di vista le cose più importanti) si rivela spesso una delle cose più importanti.

6. Aggiornate il vostro sito web. Non c’è nulla di peggio di un sito web abbandonato. Alla riprese della vostra attività tutti i vostri soci vorranno sapere cosa combinerete di nuovo… Non tradite le loro aspettative! Rischiate che vadano a vedere altrove cosa combinano, magari, altre Associazioni… e vi abbandonino!

7. Aprite subito (se non lo avete ancora fatto a Luglio, come vi avevamo suggerito), le nuove campagne di iscrizione alle vostre attività. Per gli stessi motivi… del punto 6!

Bene, non ci resta che augurarvi… Buon inizio!

 

Damiano Dalerba & Stefano Cabot

Direttori area noprofit di TeamArtist

 

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65 risposte a “I 7 trucchi per iniziare al meglio il nuovo anno sociale”

  1. Rispondi
    Elena

    Buongiorno, sono elena, tesoriera di una piccola associazione culturale con cf (non pi), non ancora aps (siamo in attesa della conferma da parte della regione). Stavamo pensando di fare una sorta di "festa associativa" x far conoscere la nostra associazione e incrementare i soci... ma chiaramente dobbiamo sostenere costi di siae x la musica, l'affitto di una sala, ecc...
    1. Possiamo far pagare un'entrata ai non soci?
    2. Se sì, come dobbiamo comportarci fiscalmente?
    Ho un altro quesito: il comune ci ha dato in gestione una sala da adibire a sala prove di musica, chiaramente qui accederanno solo associati.
    3. È possibile chiedere una quota mensile che sarà usata x l'acquisto dei materiali di consumo e x la manutenzione?
    4. Se sì, come deve essere contabilizzata?
    5. E fiscalmente cosa si deve fare?
    6. Un altro quesito: qualora avessimo la possibilità di avere degli insegnanti di musica, è possibile dare loro una sorta di compenso x la collaborazione?

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Si
      2. Legga questo nostro post e poi vada alla Siae del suo territorio.
      3. Si
      4. Come entrate istituzionali da soci
      5. Contabilizzare queste entrate e riportarle nel REFA (in pratica le stesse cose che fate per le altre entrate istituzionali)
      6. Si, ci sono soluzioni diverse. Legga questo nostro post.

  2. Rispondi
    Angelo

    Presiedo una APS ed ho inviato i documenti in Regione (nel nostro caso - Regione Puglia - si fa riferimento all'art. 7 della L.R. n. 39 del 18/12/2007).
    Come succede ormai dal 2011 il Comune risponde con una lettera di diffida in cui richiede di integrare la documentazione con i contratti assicurativi (contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attività nonché per la responsabilità civile presso terzi), pena la cancellazione dal Registro Regionale delle APS.
    Per l'ennesima volta risponderò loro che la normativa disciplinante le associazioni di promozione sociale (legge 7 dicembre 2000, n. 383) prevede l’obbligo di stipulare polizze assicurative solamente nei casi in cui siano svolte attività mediante convenzioni con enti pubblici (con oneri, tra l’altro, a carico dell’ente: art. 30, comma 3 legge 383/2000) ovvero qualora siano esercitate attività turistiche e ricettive per i propri associati (art. 31, comma 3 legge 383/2000) e che poiché l’Associazione che presiedo non svolge attività mediante convenzioni con enti pubblici e non esercita attività turistiche e ricettive per i propri associati, non ha stipulato alcuna polizza assicurativa.
    Si tratta di un problema che stanno avendo tutte le APS della provincia di Taranto, perché la Regione ha inviato al Comune una comunicazione in cui si stabilisce che tutte le APS sono obbligate alla copertura assicurativa! L'errore della responsabile regionale deriva da una errata interpretazione dell'art. 7 della L.R. n. 39 del 18/12/2007 (comma 2, lett. b) che richiede di controllare che gli aderenti siano assicurati; ovviamente, però, la legge regionale fa riferimento ai casi in cui (in base alla legge 383/2000) è richiesta la copertura assicurativa; ma questo non arrivano a capirlo.
    Premetto che l'Associazione che presiedo svolge prevalentemente la propria attività online e non ha dipendenti, quindi le compagnie assicurative cui mi sono rivolto, oltre a ribadirmi la non obbligatorietà, non hanno trovato una polizza adatta alle nostre (scarse) esigenze. Quindi attendo ancora che mi venga comunicato il provvedimento di cancellazione per fare ricorso e dare una dura lezione ai responsabili comunali e regionali.
    Nel frattempo gradirei conoscere anche il vostro parere in merito all'argomento: l'assicurazione è obbligatoria per TUTTE le Associazioni di Promozione Sociale ed è elemento essenziale per l'iscrizione nel Registro?
    Ringrazio come sempre anticipatamente.

    • Rispondi
      TeamArtist

      Il mio, personalissimo, parere è che abbia ragione la Regione Puglia. Per iscriversi al Registro Regionale lei deve ottemperare alla legge della Regione che lo istituisce.
      E l'art.7 della L.R. n. 39 del 18/12/2007 è chiarissimo: "b) gli aderenti alle associazioni di promozione sociale siano assicurati contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività nonché per la responsabilità civile presso terzi; "
      Non può rifarsi alla 383/200...

      Mi stupisce invece che le compagnie assicurative non riescano a formularvi una assicurazione. Quanti soci avete e quanto pagano di quota sociale?
      Perchè non vi affiliate ad una APS nazionale e vi tesserate i vostri soci? (ci sono tesseramenti che partno da 1,5 euro...).

      • Rispondi
        Angelo

        Mi rendo conto che non è facile esporre il problema senza rischiare di essere prolisso; speravo che aveste già affrontato questo tipo di problema, anche se riguarda praticamente solo le APS pugliesi.
        Però penso sia utile aggiungere qualcosa proprio perché questo tipo di interpretazione sta costando la cancellazione dal Registro a diverse APS.
        La legge regionale non ha stabilito che per le APS della regione Puglia (diversamente dalle APS del resto d'Italia) esiste un generico obbligo assicurativo; d'altronde non è tra i requisiti essenziali richiesti per l'iscrizione al Registro. Ovvio che una disposizione normativa così importante (che impone un obbligo e va a modificare quanto stabilito dalla legge quadro 383/2000) richiederebbe univocità, precisione ed indicazione esplicita.
        L'unico riferimento alla copertura assicurativa lo si trova proprio nell'articolo relativo ai controlli del Comune che si presta sicuramente ad essere (male)interpretato ma solo all'occhio di chi non conosce la normativa quadro e l'intera legge regionale. Quel comma infatti, a mio parere, ed in base a quanto si evince anche dal rapporto ISFOL intitolato “L’inquadramento giuridico dell’associazionismo di promozione sociale” (frutto di una ricerca svolta per conto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e approvata dall’Osservatorio Nazionale dell’Associazionismo) si riferisce ai casi in cui la legge 383/2000 prevede l'obbligo assicurativo (artt. 30 e 31).
        Anche a voler seguire il parere del dipendente regionale (che non mi risulta essere fonte normativa) la copertura assicurativa non costituisce, comunque, requisito essenziale per l’iscrizione nel Registro Regionale delle APS (tant'è che l'APS che presiedo è stata iscritta senza la copertura assicurativa); quindi la stessa legge regionale non permette la cancellazione dal Registro in ragione della mancanza di tale copertura (la cancellazione è prevista "qualora venga riscontrata la perdita di uno o più requisiti essenziali per l'iscrizione").
        Temo che questo sia il classico caso in cui è richiesto l'intervento di un giudice per fare chiarezza. Il problema è che non posso fare ricorso se non si decidono ad emettere il provvedimento di cancellazione che minacciano dal 2011!
        Grazie comunque per il parere e spero che l'argomento possa interessare altri utenti con lo stesso problema. Se finalmente mi daranno modo di fare ricorso (ex art. 10 legge 383/2000) vi informerò sul risultato.

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