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02 maggio 2016

Quali sono le entrate istituzionali e quali commerciali in una Associazione

Quali sono le entrate istituzionali e quali commerciali in una Associazione

Ok, rimando da troppo tempo questo post. É arrivato il momento che ve ne parli e vi apra gli occhi.

Ne ho davvero sentite di tutti i colori e sono certo che moltissimi che leggeranno questo post non crederanno ad alcune delle cose che sono scritte e quindi cominceranno le domande ed una serie di “Ma a me hanno detto che…” – “Ma io sapevo che…” – “Ma quell’altra Associazione fa così…” – “Ma mio cuggino mi ha detto che una volta il suo commercialista gli ha detto che…“.

Questo quindi è uno di quei tipici argomenti di cui pensate di sapere tutto… ed invece spesso non sapete nulla (senza cattiveria eh… ma quando ci vuole, ci vuole). Ulteriore complicazione: esistono una montagna di eccezioni… tanto per complicare la vita di tutti noi.

 

PERCHÉ É IMPORTANTE CONOSCERE LA DIFFERENZA TRA LE DUE

Molto semplice. Le entrate istituzionali sono esentasse, le entrate commerciali (in 9 casi su 10) NO. Per avere entrate commerciali quindi le Associazioni devono avere (in 9 casi su 10) una Partita Iva ed emettere fatture, ricevute fiscali o scontrini oltre che poi decidere se aderire o meno al Regime 398/1991, fare il Modello Unico ENC (per pagare Ires e Irap), lo Spesometro (in alcuni casi anche gli Studi di Settore), le Dichiarazioni Iva, l’iscrizione alla Camera di Commercio etc etc.

Non solo, le Associazioni che hanno entrate commerciali nel 99% dei casi aderiscono al Regime Contabile Semplificato della legge 398/1991 il quale prevede il limite a 250mila euro l’anno di entrate commerciali (leggi questo post per approfondire). È quindi fondamentale per le Associazioni saper redigere correttamente il  REFA (Rendiconto Economico Finanziario Annuale, altrimenti detto “Bilancio”) per mostrare bene e in modo distinto questi due tipi di entrata (che vanno comunque ben evidenziati anche nel Registro Iva Minori).

 

LO STATUTO C’ENTRA… MA FINO AD UN CERTO PUNTO

Una serie infinita di persone in questi anni, sia di persona nel mio studio che via web nel nostro gruppo segreto per Super Dirigenti di Associazione su Facebook o ancora nei quesiti su questo blog è convinta di questo ragionamento che di solito gli ha messo in testa qualche professionista incompetente: “Tutte le entrate derivanti da attività previste negli Scopi o Finalità del vostro Statuto, sono Istituzionali“.

Questa frase è ambigua ed ha generato nel tempo una montagna di casini. Perchè un conto è cosa sia “istituzionale” per l’Associazione, un conto cosa sia “FISCALMENTE istituzionale” per lo Stato (e, appunto, il Fisco).

Quindi: se a Statuto avete scritto che la finalità dell’Associazione è la promozione dell’Arancia Rossa di Sicilia, questa è sicuramente una attività istituzionale ma se vi mettete a venderle (non importa a chi: soci o non soci) si tratterà sicuramente di una attività, fiscalmente, COMMERCIALE.

 

QUALI DOVREBBERO ESSERE LE ENTRATE ISTITUZIONALI A PRIORI (se siete davvero una No Profit in regola in tutto e per tutto).

  1. Le quote sociali e di tesseramento (se corrisposte dai Soci/Tesserati);
  2. Le quote per partecipare a corsi ed attività (se corrisposte dai Soci/Tesserati);
  3. Le erogazioni liberali (dette donazioni);
  4. Gli incasso di raccolte pubbliche di fondi.

Ma leggi tutto il post perchè è tutto molto più complesso di così!

 

QUALI SONO LE ATTIVITÀ COMMERCIALI A PRIORI

Quelle cioè che, a prescindere che siano previste nelle finalità della vostra Associazione (e quindi siano istituzionali per voi) sono COMMERCIALI per il Fisco Italiano.

  1. cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita;
  2. erogazioni di acqua, gas, energia elettrica e vapore;
  3. gestione di fiere ed esposizioni a carattere commerciale;
  4. gestione di spacci aziendali e di mense;
  5. somministrazione di pasti;
  6. prestazioni di trasporto e di deposito;
  7. organizzazioni di viaggi e di soggiorni turistici;
  8. prestazioni alberghiere e di alloggio;
  9. prestazione di servizi portuali ed aeroportuali;
  10. telecomunicazioni e radiodiffusioni;
  11. pubblicità commerciale.

 

MA VI SONO ALCUNE ECCEZIONI

Vediamole caso per caso.

1. cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita; Onlus e Ong possono fare banchetti di vendita (pensati ai bonsai o ai sacchetti di arance) nell’ambito delle loro attività di raccolta fondi in cui, appunto, vendono dei beni nuovi prodotti per la vendita ma questa (solo per loro) è una attività istituzionale defiscalizzata. Oppure, per tutte le altre Associazioni, quando si fanno gli Eventi di Raccolta Fondi secondo il DL 460/1997 e si vendono dei beni nuovi di modico valore (il modico valore è di prassi fissato entro i 50 euro) come magliette o altri gadget.

5. somministrazione di pasti; le APS iscritte nei registri pubblici (Nazionali, Regionali o Provinciali) e anche tutte le Associazioni loro affiliate (comprese le ASD affiliate ad EPS nazionali) che abbiano seguito le procedure per le licenze di somministrazione alimenti e bevande ai soci, possono somministrare pasti dietro il versamento di contributi (ai soli soci, ai familiari conviventi e tesserati all’ente però) e questi sono defiscalizzati, fiscalmente parificati alle entrate istituzionali.

7. organizzazioni di viaggi e di soggiorni turistici; e 8. prestazioni alberghiere e di alloggio; le APS iscritte nei registri pubblici (Nazionali, Regionali o Provinciali) e anche tutte le Associazioni loro affiliate (comprese le ASD affiliate ad EPS nazionali) possono invece fare queste prestazioni dietro il versamento di contributi (ai soli soci, ai familiari conviventi e tesserati all’ente però) e questi sono defiscalizzati, fiscalmente parificati alle entrate istituzionali.

 

UN’ALTRA ECCEZIONE: LE ENTRATE COMMERCIALI MARGINALI ED OCCASIONALI

Tutte le Associazioni SENZA PARTITA IVA (quindi quelle con solo CF) possono svolgere attività commerciali marginali ed occasionali senza che queste siano fiscalizzate. Questo argomento meriterebbe un post dedicato (e prima o poi lo farò) ma comunque è bene che vi spieghi un paio di cose. “Marginali” significa che l’impatto di queste entrate nel vostro Rendiconto Economico Finanziario Annuale DEVE essere minimo (di prassi si indica inferiore al 10% del totale delle entrate… ma comunque non oltre i 1.000 euro). “Occasionali” significa che devono essere capitate quasi per caso, per sbaglio; non devono essere entrate stabili e programmate insomma.

Il caso tipico: l’Associazione che fa un corso per i soci (attività istituzionale) e vuole partecipare un non-socio in mezzo agli altri. Il pagamento di questo singolo non socio costituisce una entrata marginale occasionale (che si può rendicontare con una normale ricevuta generica).

 

UN’ALTRA ECCEZIONE: LE ATTIVITÁ IN CONVENZIONE CON LA Pubblica Amministrazione (le PA: Scuole e Comuni nella maggior parte dei casi)

Ne abbiamo parlato in lungo ed in largo su questo Blog. Se le attività che andate a fare sono in Convenzione con la Pubblica Amministrazione (Scuole e Comuni per l’appunto) sono attività istituzionali esentasse. Se volete approfondire potete farlo qui.

 

UN’ALTRA ECCEZIONE: LE ATTIVITÁ SVOLTE A BENEFICIO DI ALTRE ASSOCIAZIONI AFFILIATE ALLO STESSO VOSTRO ENTE NAZIONALE

Lo sancisce il comma 8 dell’art 148 del TUIR. Il caso tipico sono quelle Associazioni che aderiscono al medesimo ente che fanno attività insieme (tornei, convegni, simposi, adunate, etc etc). I passaggi di denaro, i contributi, da una Associazione all’altra sono esentasse.

Caso particolare invece quello del noleggio di spazi che potete approfondire in questo post.

 

UN’ALTRA ECCEZIONE: LE ATTIVITÁ ESENTI IVA IN BASE AL DPR IVA del 1972

Caso ancora più complicato che funesta la vita di tutti coloro che si occupano di questo settore. Ci sono attività che pur rimanendo commerciali (e quindi con obbligo di fatturazione o ricevuta fiscale o scontrino) sono esenti IVA o esenti IRES o esenti entrambi. In linea di massima sono casi che riguardano solo le ONLUS (di fatto o di diritto) e si trovano all’art. 10 del DPR IVA 633 del 1972.

 

UN’ALTRA ECCEZIONE: LE ATTIVITÁ “DIRETTAMENTE CONNESSE” DELLE ONLUS

La legge consente alle ONLUS di esercitare,  oltre alle attività istituzionali, anche le cosiddette attività “direttamente connesse”: si tratta di attività da svolgersi nell’ambito delle attività istituzionali allo scopo di reperire fondi per finanziare l’Associazione. Le attività “direttamente connesse” sono di 2 tipi:
a) attività a solidarietà condizionata (cioè limitatamente ai settori di assistenza sanitaria, istruzione, formazione, sport dilettantistico, promozione della cultura e dell’arte, tutela dei diritti civili) esercitate nei confronti di soggetti non svantaggiati;
b) attività accessorie a quelle istituzionali, in quanto integrative delle stesse: si tratta di attività da svolgere all’interno dell’organizzazione per il perseguimento delle proprie finalità solidaristiche (es: vendita di oggetti di modico valore).

Esistono inoltre delle condizioni e dei limiti per l’esercizio delle attività connesse:
– le attività direttamente connesse non devono essere prevalenti rispetto alle attività istituzionali;
– i proventi delle attività direttamente connesse non devono superare il 66% delle spese complessive dell’associazione.

Le entrate derivanti da queste attività sono esentasse.

 

LE ENTRATE COMMERCIALI  DE-COMMERCIALIZZATE PARIFICATE ALLE ENTRATE ISTITUZIONALI NELLE ASSOCIAZIONI di tutti i tipi

Siamo in Italia, i maestri della Burocrazia e degli Uffici “Complicazione Affari Semplici”. Ecco quindi un’altra complicazione. Il 99,9% delle Associazioni No Profit fa fare attività ai soci (o anche, se siete affiliati ad una APS Nazionale, a tutti i tesserati di quell’ente) dietro il pagamento di un Corrispettivo Specifico (che per sua natura è una entrata commerciale). Qui le norme sentenziano che tali corrispettivi sono de-commercializzati e parificati alle entrate istituzionali (diventando quindi esentasse) SE e SOLO SE:

  1. Lo Statuto dell’Associazione è a norma con le regole del No Profit (ecco perchè lo statuto fai-da-te è una stupidaggine);
  2. L’Associazione ha presentato, se tenuta, il regolare modello EAS Semplificato;
  3. L’Associazione è sostanzialmente tale e non solo nella forma. Questo è l’aspetto più complicato da rispettare e che sempre più spesso, nelle Ispezioni Fiscali, “ammazza” le Associazioni. Abbiamo creato un Corso apposta per Super Dirigenti di Associazione per trattare e risolvere questo argomento.

 

LE ENTRATE COMMERCIALI  DE-COMMERCIALIZZATE PARIFICATE ALLE ENTRATE ISTITUZIONALI NELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE

Stesso discorso di qui sopra con alcune varianti. Il 99,9% delle Associazioni Sportive Dilettantistiche svolge corsi sportivi ad atleti minorenni (spesso non soci perchè tesserati come atleti direttamente alle FSN Federazioni Sportive Nazionali cui l’ASD è affiliata) dietro il pagamento di un Corrispettivo Specifico (che per sua natura è una entrata commerciale). Qui le norme sentenziano che tali corrispettivi sono de-commercializzati e parificati alle entrate istituzionali (diventando quindi esentasse) SE e SOLO SE:

  1. Lo Statuto dell’ASD è a norma con le regole del No Profit e dell’associazionismo sportivo (ecco perchè lo statuto fai-da-te è una stupidaggine);
  2. L’ASD ha presentato il regolare modello EAS Semplificato;
  3. L’Associazione è sostanzialmente tale e non solo nella forma. Questo è l’aspetto più complicato da rispettare e che sempre più spesso, nelle Ispezioni Fiscali, “ammazza” le ASD.

 

MA SE INVECE DI CHIEDERE UN PAGAMENTO MI FACCIO FARE UNA DONAZIONE?

Commetteresti solo una sequela di reati: dal falso all’evasione fiscale. Le “Erogazioni Liberali” (così si definiscono fiscalmente le donazioni) sono tali solo se:

  1. L’importo non è predeterminato (non può esserci quindi un tariffario delle donazioni! Il donatore deve poter donare quanto gli pare).
  2. Non c’è il “nesso di causalità”, cioè non avviene uno scambio (non è possibile cedere un bene o un servizio in cambio della donazione).

 

“POSSO FARE TUTTO CIÒ CHE è PREVISTO NEL NOSTRO STATUTO”

Questa è un’altra stupidaggine che mi tocca ascoltare spesso. No, non puoi fare tutto quello che è previsto a Statuto perchè deve essere innanzitutto LEGALE per le normative italiane. Faccio sempre l’esempio della droga. Se la tua Associazione ha scritto tra le proprie finalità la promozione della diffusione della Cocaina, questo non significa che per te diventi legale venderla (magari pure… esentasse!). E non vuol dire NULLA che l’ufficio del Registro ti abbia comunque registrato lo Statuto con quella dicitura… l’ufficio del Registro infatti non rilascia autorizzazione ma, come dice il nome, registra solo le scemate che hai scritto. Ora, la maggior parte di voi riderà, ma mi sono capitati in mano statuti di gente che prevedeva la produzione e vendita di droghe leggere, oppure lo sfruttamento della prostituzione…

 

COME FACCIO A NON CADERE IN UNO DI QUESTI MILLE ERRORI POSSIBILI?

Semplice come bere un bicchier d’acqua. Smettila di pensare di dover capire e risolvere tutto da solo e affidati a dei veri esperti di questo settore che possano risolvere ogni tuo dubbio e prevenire la maggior parte dei tuoi errori. Il servizio principe in questo caso è il nostro Associazione Protetta.

Qui sotto puoi inserire una domanda gratuita sugli argomenti di questo post.

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40 risposte a “Quali sono le entrate istituzionali e quali commerciali in una Associazione”

  1. Rispondi
    Rosa Spano

    Buongiorno,

    sono presidente di un aps che si occupa di formazione per i soci. Possediamo solo il C.F. e non la P.I.

    E' possibile che a breve ci sia la possibilità di svolgere un'attività formativa nei confronti di un'azienda. Mi sembra di aver capito che l'attività commerciale è consentita se rimane marginale e occasionale. In un vostro post precedente, ho letto che la quota non deve essere superiore al 10% delle attività istituzionale.

    "Tutte le Associazioni SENZA PARTITA IVA (quindi quelle con solo CF) possono svolgere attività commerciali marginali ed occasionali senza che queste siano fiscalizzate. Questo argomento meriterebbe un post dedicato (e prima o poi lo farò) ma comunque è bene che vi spieghi un paio di cose. “Marginali” significa che l’impatto di queste entrate nel vostro Rendiconto Economico Finanziario Annuale DEVE essere minimo (di prassi si indica inferiore al 10% del totale delle entrate… ma comunque non oltre i 1.000 euro). “Occasionali” significa che devono essere capitate quasi per caso, per sbaglio; non devono essere entrate stabili e programmate insomma."

    1. Dovremmo rientrare in questo caso specifico. Non commettiamo, dunque, nessun illecito?

    La quota del 10% per le attività commerciali marginali, è stabilita per legge? Si calcola sul totale delle entrate? Perchè nell'articolo si parla anche di 1000,00. Rispetto a quale soglia? Dove posso trovare i riferimenti normativi?

    2. Dal momento che alcune delle nostre attività, in questo momento, si stanno configurando come attività sportive dilettantistiche, sarebbe utile e più conveniente aprire un asd, tenendo, però, in piedi anche l'aps?

    3. Ultimo quesito: cosa comporterebbe l'apertura della P.I? Mi spiego meglio. Se dovessimo aprirla e non dovessimo avere movimenti, quali sarebbero gli adempimenti e le tasse da pagare?

    In attesa di un Vostro cortese riscontro, porgo cordiali saluti.
    Rosa

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Direi di no, ma senza analizzare il caso specifico nel dettagli è difficile da dire. Ci basiamo sui verbali dell'Agenzia delle Entrate a noi noti
      2. Sconsiglio di chiudere e riaprire una nuova associazione
      3. Maggiori oneri a livello di tenuta contabile e di modelli ministeriali da presentare (vale anche se la partita iva non viene usata)


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  2. Rispondi
    Ale

    Salve e complimenti per il sito

    Vi rivolgo il seguente quesito:
    abbiamo una ASD aperta più di un' anno fà con P.IVA e Cod Fiscale (coincidenti) con lo scopo di svolgere oltre alla normale attività istituzionale anche attività commerciale.
    Ad oggi non abbiamo mai svolto attività commerciale e ci siamo resi conto che va benissimo così.

    Avendo però la P.IVA a quali adempimenti siamo obbligati??
    Come possiamo risolvere questo problema??
    Consigliate la chiusura di P.IVA e riapertura di un nuovo Cod FIscale?? in questo caso atto costitutivo e statuto possono rimanere invariati?? e per le utenze (affitto locale, corrente elettrica, ecc ) ??

    Attendo una Vs gentile risposta

    Nel ringraziarvi anticipatamente porgo cordiali saluti

    • Rispondi
      TeamArtist

      Premesso che è sconsigliabile avere CF e P.Iva coincidenti per non avere problemi come il vostro caso, se la partita Iva è aperta dovete presentare dei modelli ministeriali (Unico, Irap, Spesometro), anche a zero.
      Se la partita Iva non viene usata, consigliamo una sua chiusura e apertura di un nuovo codice fiscale.
      Atto costitutivo e statuto sono invariati (su di essi non deve essere riportato il CF). Per le utenze, dovrete comunicare la variazione


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  3. Rispondi
    Michele

    I proprietari di un terreno agricolo che è stato individuato dal nostro Comune come "parcheggio temporaneo per autoveicoli" in occasione di un pubblico spettacolo organizzato dallo stesso Comune previsto la sera del prossimo 10 agosto, hanno proposto all'associazione (APS con pIVA in regime 398) di cui sono presidente di gestire il parcheggio per questa occasione.
    1. Può l'associazione svolgere tale attività di gestione del parcheggio temporaneo previa sottoscrizione di una convenzione con i proprietari del terreno già autorizzati dal Comune a svolgere attività di parcheggio in questa occasione?
    2. Che tipo di ricevuta deve essere rilasciata alle persone che parcheggiano la loro auto?
    3. Può l'associazione pagare con voucher le persone che svolgeranno assistenza agli avventori del parcheggio e quelli che allestiranno il terreno per renderlo idoneo al parcheggio (taglio erba, cartelli indicatori, ecc)?
    Grazie per la risposta

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Si
      2. O con ricevuta fiscale, oppure con ricevuta generica se il tutto viene svolto all'interno di un evento di raccolta fondi.
      3. Si


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  4. Rispondi
    Associazione ProLoco Geraci Siculo

    Buongiorno,
    siamo una Associazione ProLoco e ci siamo costituiti nel maggio del 2016.

    Lo scorso 25 giugno u.s abbiamo collaborato con l'Amministrazione Comunale del luogo in cui insiste la nostra sede sociale all'organizzazione di una manifestazione promossa dal Club dei Borghi più Belli d'Italia.

    Nello specifico abbiamo curato l'organizzazione di alcune attività tra le quali una degustazione offerta dai ristoratori locali e un piccolo spettacolo musicale.

    A fronte di ciò la Giunta Municipale ha deliberato la concessione di un contributo pari all'intero ammontare dei costi da noi preventivati, senza chiedere alcun rendiconto spese. Abbiamo ottenuto anche un contributo economico da parte di alcune aziende.

    A conclusione della manifestazione ci è stata richiesta una fattura onde consentire all'Ente di liquidare le somme a noi destinate, ma abbiamo fatto presente di essere in possesso del solo codice fiscale.

    Interpellato un consulente ci è stato detto di aprire la partita IVA e di emettere fattura con IVA a zero (operazione Fuori campo IVA ai sensi dell’art. 2 comma 3 lettera a DPR 633/72).

    Data la natura della manifestazione e delle attività organizzate riteniamo di aver realizzato attività prettamente connesse al nostro ambito istituzionale e che pertanto potremmo incassare tali somme come un contributo previo rilascio di una ricevuta con solo codice fiscale.

    Vi saremmo grati se poteste fornirci il vostro parere in merito.

    Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      Non vi fidate del consulente che avete pagato?


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  5. Rispondi
    michele

    una asd con solo codice fiscale iscritta a campionati amatoriali, può fare fattura una ricevuta di sponsorizzazione ad un ristorante? è occasionale questa ricevuta.

    • Rispondi
      TeamArtist

      No


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  6. Rispondi
    Dario

    Buonasera,
    sto leggendo le migliaia di informazioni sulle ONLUS presenti in rete. Complimenti per il vostro sito.
    Sto valutando la possibilità di costituire una ONLUS che si occupi di dislessia e patologie legate all'apprendimento dei bambini, che abbia come scopo quello di poter aiutare persone che non possano permettersi il costo delle terapie (verifica fattibile tramite la produzione di un certificato ISEE suppongo), di fornire altresì servizi annessi come assistenza legale per riconoscimenti dell'invalidità, ricorsi legge 104/90, etc.
    Ovviamente alle persone che invece possono permettersi il pagamento effettueranno la terapia pagando la tariffa regolarmente.
    Qui il mio quesito, relativamente a chi effettua la terapia a pagamento: tale introito è da considerarsi come entrata istituzionale o no? (in considerazione che anche tale incasso poi è reinvestito per il buon funzionamento dell'associazione stessa e quindi parte di esso servirà a coprire i costi relativi alla finalità per cui viene costituita la ONLUS stessa).
    Grazie anticipatamente,
    Dario

    • Rispondi
      TeamArtist

      Gli incassi dei soci sono sempre istituzionali


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  7. Rispondi
    loreno mercanti

    Come è regolato l'ingresso di nuovo socio in un Centro Socio Culturale APS ? basta rispettare lo statuto con il pagamento della quota di iscrizione?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Si, sarà entrata istituzionale


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  8. Rispondi
    daniele

    Buongiorno,
    avrei dei dubbi su una questione, premetto che noi siamo una ASD che pratica la subacquea e quindi corsi, immersioni etc.
    1- Se io faccio una convenzione con un Cral di una azienda, dedico loro un listino "agevolato" rispetto ai soliti prezzi che pratichiamo ai nostri soci, si può fare?
    Ovviamente le persone del Cral prima di erogare i nostri servizi "agevolati" verranno associati pagando regolare quota associativa come tutti.
    2- Il mio dubbio è anche se si possono fare prezzi diversi per la stessa tipologia di corso anche se di sessioni di corso separate tra loro e ben distinte nell'arco dell'anno.

    Grazie

    Daniele

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Si, è possibile
      2. L'importante è che la quota associativa sia uguale per tutti


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  9. Rispondi
    stefania

    siamo un'associazione sportiva che promuove il golf. Siamo titolari di partita iva.
    Per i soci normalmente rilasciamo ricevuta, è possibile emettere fattura se viene richiesta?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Non ha senso farlo, in quanto si tratta di attività istituzionale


      Il servizio di risposta ai quesiti è GRATUITO (solo per le Associazioni No Profit) ma prenditi questo IMPEGNO con noi:
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  10. Rispondi
    Filippo Martino

    Siamo un'associazione a prevalenza comunale che si occupa di talassemie ed emoglobinopatie, vorremmo costituire un coordinamento regionale di associazioni è possibile ed eventualmene essere onlus grazie
    Filippo Martino

    • Rispondi
      TeamArtist

      Si, se rientrate nelle finalità previste per una onlus


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  11. Rispondi
    Luisa

    Buongiorno,
    siamo una ONLUS di promozione e tutela dei beni ambientali ed artistici, ci prendiamo cura di un grande parco che apriamo su richiesta a scolaresche o associazioni o gruppi di privati;alcuni ci hanno semplicemente detto grazie, altri hanno voluto farci un'offerta.
    1)Come annoto queste entrate? Erogazioni liberali o attività direttamente connessa?

    Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      Erogazioni liberali


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  12. Rispondi
    Dario

    Siamo una Asd non riconosciuta affiliata ad ente di promozione sportiva (csi) oltre che alla figc ed abbiamo organizzato un torneo serale riservato a categorie giovanili con durata di circa un mese nella quale somministriamo alimenti e bevande ( classico pane e salamella) sia a soci che al pubblico (essenzialmente genitori dei ragazzi che seguono il torneo). Considerando che sia un evento di raccolta fondi ed essendo associati ad un ente di promozione sportiva dobbiamo presentare il modello S.C.I.A.? Se la risposta è no dove è possibile trovare il riferimento di tale normativa?
    Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

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  13. Rispondi
    Luca

    Siamo in procinto di fondare una compagnia teatrale amatoriale, quando metteremo in scena spettacoli come dobbiamo comportarci?
    1. Potremo vendere dei biglietti a non soci?
    2. Potremo "vendere" uno spettacolo a terzi (teatro, comuni, altre associazioni etc etc)?
    In definitiva, vorremmo soltanto rientrare dei soldi (anche solo in parte) per la scenografia e l'affitto del teatro.

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Si
      2. Dovreste essere più chiari... un'associazione non può fare vendite


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      • Rispondi
        Luca

        Sì, mi scuso il termine vendere non è appropriato, ma non saprei quale usare correttamente. Intendevo proporre uno spettacolo dietro un compenso, e appunto non so in che forma una compagnia amatoriale possa farlo e se possa.

        • Rispondi
          TeamArtist

          Si, potete essere contattati da un "terzo" per mettere in scena uno spettacolo.
          In questo caso però dovrete emettergli fattura


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  14. Rispondi
    luigi

    Buongiorno.
    L'abbigliamento societario (es. maglietta) venduto al socio è da considerarsi una entrata commerciale da parte del fisco?
    Grazie mille

    • Rispondi
      TeamArtist

      Se fatto ai soci no


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  15. Rispondi
    riccardo poli

    buondì, quoto :"...sono COMMERCIALI per il Fisco Italiano....
    9. prestazione di servizi portuali ed aeroportuali;..."
    Quindi il mio circolo velico che fornisce posti barca ai propri soci che la possiedono esercita attività commerciale?

    • Rispondi
      TeamArtist

      No, se svolta nei confronti dei soci è istituzionale


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  16. Rispondi
    arturo

    Sono Presidente di una scuola di kitesurf le cui entrate prevalenti derivano dai corsi sportivi. La nostra ASD usufruisce in comodato d'uso gratuito di depositi attigui alla spiaggia dove vengono custodite attrezzature (tavole e aquiloni) di proprietà dell'associazione utilizzate per attività didattica e noleggio. Alcuni soci ci chiedono se è possibile depositare (a pagamento) alcune delle loro attrezzature personali (non di proprietà dell'Asd). Tali incassi (preventivati 3/4 mila euro contro circa 12.000 euro di corsi sportivi ) sono da considerarsi attività commerciale o istituzionale? Occorre aprire partita iva? Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      Se sono dei soci, saranno istituzionali


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      • Rispondi
        arturo

        Ok grazie questa è una bella notizia perché eviterebbe di aprire partita iva. L'unico dubbio rimastomi deriva dal fatto che nell'articolo sopra l'attività di "deposito" viene inserita nell'elenco delle "attività commerciali a priori per il fisco italiano". Colgo una contraddizione o mi sbaglio? Grazie mille per la disponibilità e competenza.

        • Rispondi
          TeamArtist

          Se svolta nei confronti degli associati non si preoccupi non è commerciale


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          • arturo

            Una domanda che va leggermente fuori dal tema del post ma che si collega al mio quesito..
            1. Qualora alcuni soci utilizzino il servizio deposito riguardo le proprie attrezzature senza partecipare ai corsi sportivi o noleggiare le attrezzature dell'associazione è necessario chiedere il certificato medico e tesserarli (quindi assicurarli) presso l'ente di promozione sportiva?
            2. Quali sono le responsabilità del presidente nel caso i soci che utilizzano i depositi e le proprie attrezzature subiscono infortuni in mare durante l'attività sportiva? Grazie

          • TeamArtist

            1. No, perchè non fanno sport
            2. Dipende dal tipo... se tesserati ad un EPS sono assiocurati


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  17. Rispondi
    Nicola

    Salve. Spero che mi potete dare delucidazioni in merito alla somministrazione di alimenti e bevande. Ho un associazione e la Presidente mi ha detto che nel nostro statuto è presente l'art 31 della legge 383 del 2000 che disciplina tale somministrazione. Non mi fido all 100%. Voglio stare tranquillo. Leggendo qua e la ho visto che effettivamente si puo fare, ma devi essere iscritto al commercio. E cosi? spero che mi potete aiutare

    • Rispondi
      TeamArtist

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