Sono presidente di una onlus, i membri non sono imparentati tra loro. Non inserisco dati sensibili per legge sulla privacy. Il c.d. e composto da 3 + 1
Ora abbiamo stabilito in sede di assemblea dei soci di dare una liquidazione al.presudente uscente dopo 29 anni di lavoro integerrimo. Su quali basi economiche o tabelle o cifre si può stabilire? Grazie della risposta
Salve,
Nel caso di un'associazione senza scopo di lucro, io che sono un utente esterno, posso pagare una quota associativa da loro decisa per usufruire di un servizio di uno specialista? Per esempio come avviene nel caso di un percorso nutrizionale in un' ASD. E se sì, se il pacchetto offerto (nell'esempio un pacchetto nutrizionale di diversi mesi) non mi piace, è possibile chiedere il rimborso?
di norma sì, un'ASD ad esempio può far usufruire i propri soci del servizio. Per le condizioni del servizio bisognerebbe chiedere direttamente all'erogatore del servizio.
Buonasera.
Sono presidente di una onlus che opera nel settore culturale. Ho compreso che in quanto presidente è possibile ricevere dei rimborsi/compensi entro certi limiti e se non osta lo statuto, per la gestione, organizzazione delle attività dell'associazione. Poiché ho partita iva, nel caso dovessi svolgere una prestazione specifica richiesta all'associazione in quanto professionista esperto per quel tipo di prestazione (lavori di catalogazione, servizi archivistici ed altri attinenti la mia professione) posso fatturare la prestazione professionale secondo i paramentri di mercato e ricevere comunque il compenso forfetario per il lavoro invece svolto in associazione come presidente? Grazie!
come altri miei amici, sono socio e lavoro gratuitamente per un'associazione di natura religiosa (no ETS).
Nel vostro post del 23 Aprile 2013 "Compensi ai Soci di una Associazione?" si riporta che si può "essere retribuiti per le vostre ore come Istruttori (sportivi, musicali, linguistici etc) o come Segretari (se ad esempio vi occupate di tenere la contabilità per parecchie ore settimanali)."
Vale anche per l'attività specializzata di ognuno di noi?
Siamo inseriti in un organigramma (Direttore del Personale, Supervisore dei Corsi, Consulente tecnico, ecc. ecc.) e per tutte le nostre posizioni viene rihiesta una apposita specializzazione fornita internamente all'Associazione).
che cosa intendi per lavorare in modo gratuito? Siete volontari?
Andrebbero approfonditi diversi aspetti: le attività svolte dalla vostra associazione, il vostro ruolo ecc.
Un'associazione comunque deve essere organizzata per retribuire in modo corretto le persone che vi lavorano, a seconda della mansione che svolgono e della professionalità che hanno.
Buonasera. Sono nel direttivo di un'associazione che organizza corsi di musica e da settembre insegnerò all'interno della stessa. La mia retribuzione sarà pari o inferiore a quella di mercato. Volendo tenere le quote versate dagli allievi più basse possibile, in che percentuale è opportuno suddividere le stesse tra profitto dell'associazione e costo della docenza senza rischiare di incorrere nella redistribuzione indiretta degli utili?
Buongiorno Elsa, è molto difficile rispondere a questa domanda. Bisognerebbe sapere a quanto ammonta il contributo per il corso, la durata, il numero di soci etc etc... Ad ogni modo come giustamente scritto nella sua domanda, se la retribuzione sarà inferiore a quelle di mercato non si prospetterà sicuramente la suddivisione indiretta degli utili.
Buonasera, sono socio di una Associazione Culturale che si occupa di diverse ate mi è stato chiesto di offrire dei corsi di strumento (ho capito che possono essere ritenuti non professionali in base alle vostre delucidazioni, non sono diplomato, faccio un altro lavoro ecc.)
1.Come deve essere redatto e che contenuti deve avere il verbale del consiglio direttivo che delibera per tale attività?
2.E' corretta la retribuzione (al netto di spese rendicontate) mediante ritenuta d'acconto per prestazione occasionale?
1. Non c'è nessuna maniera specifica. Si segue il normale iter e si riporta nel verbale la decisione del direttivo di fare un determinato corso stabilendo anche il compenso dell'insegnante. In ogni caso controllate sempre il vostro statuto. Soprattutto scopi e attività.
2. Corretto. State attenti ai limiti che comporta.
La gestione in autonomia del bar ristorante riservato ai soli soci può essere affidata ad un socio esperto del settore. L,utile di tale attività sarà del socio gestore a compenso del servizio prestato ai soci. L'Asd ha autorizzazioni asl, è iscritta alla fit ed è autorizzata coni.
Salve,
prima di tutto complimenti per l'ottimo servizio che prestate. Avrei una veloce domanda da farvi.
Può una associazione, che ha come scopo aiutare scrittori emergenti a pubblicare e promuovere i propri libri, incassare le royalties dei libri che ha aiutato a produrre e versarne parte agli autori (magari sotto forma di premi o altro)?
In pratica l'associazione dovrebbe dare in concessione i diritti dei testi che ha aiutato a produrre ad un editore, percepire le royalties e girarne parte all'autore corrispondente (sotto forma di premio o retribuzione).
Ovviamente le royalties rimanenti sarebbero reinvestite tutte nelle attività associative.
Qualora la cosa non fosse fattibile, l'associazione potrebbe vincolare l'autore ad una sorta di donazione di una percentuale delle royalties frutatte dal libro che l'associazione ha aiutato a produrre? Sarebbe una sorta di riconoscimento verso l'associazione per il servizio (personalizzato, in quanto destinato all'autore specifico) prestato.
Al momento, no. Ma la riforma del Terzo Settore ha previsto dei limiti anche per quelli (totalmente assurdi) e se dovesse diventare operativa anche per voi ASD... sarebbero gran rogne.
Ciao, volevo sapere come si può retribuite dei soci di un'associazione che oltre a ore di volontariato forniscono anche un servizio professionale occasionale come ad esempio contabilità, istruttori, educatori....
Come possono essere pagati all'infuori del del rimborso spese se l'associazione non ha una partita iva ?
Grazie
Il possesso o meno di partita iva non c'entra nulla con la retribuzione dei propri collaboratori. Per retribuire i collaboratori ci sono formule diverse, le stesse delle Aziende: assunzioni, nuovi voucher, prestazioni occasionali in ritenuta d'acconto, etc...
Sono pensionato, se dovessi decidere di prestare la mia opera come maestro chitarrista in una accademia musicale, che opera a titolo dilettantistico, non sono un professionista, (l’accademia non è né coro né banda né filodrammatica ma è un’associazione culturale musicale, non vengono organizzati concerti ma saggi degli allievi), gli introiti percepiti, max. 6500 euro annuali.
1. Questi fanno cumulo con la mia pensione si/no?
2. Devo pagarci le tasse oppure non concorrono alla formazione del reddito?
3. Posso essere considerato collaboratore tecnico, visto che non ho un lavoro subordinato con l'accademia?
Salve, a breve costituirò con un altro ragazzo una nuova ASD con relativo consiglio direttivo, di cui quantomeno inizialmente faremo parte. I locali in cui opererà l'ASD sono di proprietà mia e di questo ragazzo, pertanto percepiremmo il relativo canone di locazione per l'uso dei locali. Può sorgere qualche problema in caso di accertamento essendo io e l'altro ragazzo sia locatori che membri del consiglio direttivo?
Grazie
Ciao Elena, diciamo che non è il massimo farsi pagare un affitto di locazione dall'associazione di cui si fa parte in qualità di membri del direttivo.
Sembra una cosa sola: una redistribuzione indiretta degli utili dell'associazione, che è illegale.
Buongiorno, innanzi tutto complimenti per la chiarezza, la precisione e la professionalità con cui viene svolto questo lavoro di consulenza.
la mia domanda riguarda la stipulazione di una Convenzione per la realizzazione di un corso tra un Asilo Nido privato e l'Associazione della quale faccio parte.
1) ho letto che si realizza attraverso un accordo scritto in forma privata con data certa da convalidare con timbro alle poste. è corretto?
2) come si realizza concretamente questa convalida?
3) come si distribuisce l'utile ricavato da
Salve,
innanzitutto grazie del lavoro che curate quotidianamente e che hanno aiutato molte persone di mia conoscenza. Adesso credo sia il mio turno!
Da circa tre anni, nel tempo libero, curo il sito internet e i social di un'associazione sportiva dilettantistica, regolarmente iscritta al CONI e alla federazione di riferimento, dotata di CF e PI. Poiché la cosa finora non mi ha mai tolto troppo tempo (circa 20-40 minuti la settimana fino all'anno scorso) abbiamo fatto tutto "in amicizia": posso strutturare gli aggiornamenti nei tempi e nei modi che preferisco, ovviamente promuovendo le attività a disposizione dei soci tesserati e non tesserati.
Alla ASD di cui sopra le cose stanno andando piuttosto bene rispetto ai primi tempi quando "si vivacchiava", e si discuteva della possibilità di trasformare questo rapporto volontario in uno che tenga conto sia del mio desiderio di sostenerli, sia del mio impegno.
1) Anziché concludere una transazione amichevole tra privati, posso richiedere che la ASD si faccia carico delle spese di trasloco del sito a un server proprio, o in alternativa di parte delle spese che sostengo per l'affitto del mio server su cui è appoggiato anche il sito della ASD? Se sì, in che modo/sotto quale forma potrebbero erogare tali spese? (Ho affittato il server da persona fisica e non dispongo al momento di PI; l'azienda per cui lavoro attualmente, su mia richiesta, ha certificato che il mio contributo presso la ASD non lede in alcun modo i suoi interessi.)
2) La ASD può erogare a mio favore un forfettario annuale, di modesta entità (meno di 1000 euro), a titolo di compenso per la mia attività per la loro presenza online? Se sì, in che modo/sotto quale forma?
3) Risiedendo fuori regione rispetto alla sede della ASD, la ASD può coprire a suo carico le mie spese di alloggio e trasporto (treno 2a classe) in occasione di gare di rilevanza nazionale e/o sovranazionale, per la copertura puntuale delle gare e degli atleti tesserati che vi partecipano? Se sì, in che modo/sotto quale forma potrebbero erogare tali spese?
4) Nel caso in cui diventassi socio (non tesserato) della ASD, le risposte alle domande 1-2-3 cambierebbero?
5) Nel caso in cui aprissi una PI, le risposte alle domande 1-2-3 cambierebbero?
L'ultima domanda è meno inerente ma vorrei evitare di pubblicare in due post diversi:
6) un libero professionista può sponsorizzare la ASD in occasione di un evento sportivo da essa organizzata, fornendo prodotti enogastronomici e/o buoni libri ai vincitori di tale evento?
1. Se sono delle spese che tu sostieni per la ASD (mi sembra di capire che sia così), allora puoi chiedere il rimborso spese
2. Per questo tipo di prestazione difficilmente, dato che vale per allenatori e per collaboratori amministrativo-gestionali
3. Certo. Basta eichiedere il rimborso delle stesse
4. No
5. NI. Potresti emettere fattura per essere retribuito
6. Si, ma la ASD deve avere partita Iva
Grazie mille per le risposte esaurienti!
5) Se avessi (meglio: quando avrò) una partita IVA potrei (potrò) fatturare l'attività di gestione contenuti del sito? O meglio: la ASD può saldare quella fattura o rischia di essere un'attività non inerente al corretto funzionamento della stessa? Il mio desiderio primario è sempre quello di non mettere la ASD in questione in qualche guaio.
6) Il libero professionista può sponsorizzare l'evento della ASD visto che entrambi hanno partita IVA; ma può farlo con beni non inerenti alla sua attività? (Per la precisione: il l.p. è una illustratrice a progetto.)
Grazie ancora e auguri di buona Pasqua!
Salve sto per aprire un'associazione culturale per donne che vogliono stare in forma corsi di fitness e facendosi seguire da una nutrizionista. In pratica, visita nutrizionistica, controlli gratuiti e corsi di fitness sarebbero i servizi di cui potranno usufruire le sole soce. Di questa associazione, io sarei sia l'istruttrice di fitness che nutrizionista perchè preferirei non caricarmi di altre persone da dover pagare non sapendo come andranno le cose. Considerando che io investirò sicuramente parte dei profitti per comprare attrezzature, fitto, miglioramento della struttura e incremento di "organico" anche secondo le segnalazioni delle associate( dato che ho intenzione di raccogliere periodicamente consigli e considerazioni), potrò percepire un compenso?...legalmente e fiscalmente parlando....
puoi percepire compenso per l'attività di insegnamento se così deliberato dal consiglio direttivo; non puoi ricevere compensi per la carica di presidente
Salve, gestisco un'associazione musicale che svolge, tra le varie, attività di scuola di musica. Ovviamente abbiamo dei docenti (7 persone, associate e registrate in Libro Soci), di cui il 50% sono diplomati al Conservatorio l'altro 50%, ovviamente perché per insegnare c'è bisogno di competenza reale. Ognuno svolge attività settimanale da un minimo di 1 ora ad un massimo di 15-16 con una media di 7-8, in forma non esclusiva, ma non sempre documentabile, visto il settore.
Chiediamo ai soci-allievi contributi più bassi della media di altre scuole del territorio e quindi, anche i docenti ricevono compensi nettamente più bassi della media, diciamo tra il 50 ed il 60% in meno.
Quale sarebbe la formula corretta e più agevole per retribuirli?
Buonasera, sono pedagogista e farò dei corsi e delle consulenze individuali ai soci presso un'associazione culturale di cui sono socia. Posso essere retribuita con ritenuta d'acconto anche se i corsi non saranno saltuari? Si tratta comunque di cifre totali al di sotto Dei 5000 euro annui.quale è la modalità più corretta per me e per l'associazione?
buonasera. io e altre 2persone siamo intenzionati a formare un'asd. cercando sul web mi sono imbattuto in pareri contrastanti sul fatto dell'erogazione dei compensi a istruttori. la domanda è:
1. possiamo noi 3 soci fondatori ricevere compensi per l'attività di formazione svolta in quanto saremo noi 3 a fare lezione? (in pratica, noi 3 formiamo l'asd, noi facciamo lezione, noi ci retribuiamo)
grazie mille
1) io ho lavorato x 6 anni in ASD come collaboratore sportivo, e nonostante non abbia mai passato i 7500€ annui era (e ho intenzione che sia) la mia fonte di reddito principale. una ragazza è coltivatrice diretta. il terzo nulla
2) la ragazza è laureata SM, noi altri 2 laureandi
Salve, la mia associazione culturale ha ricevuto una certa somma da un comune per un affidamento di servizi educativi. Ha regolare partita iva e sono i primi contributi che riceve dalla sua costituzione (2015). Gli associati (compreso il presidente) hanno tenuto vari corsi per i bambini (varie età) e adesso si dovrebbe rimborsare la loro opera.
1. Come si deve procedere? è necessario un rimborso forfetario (con applicazione di ritenuta) oppure si può procedere ad un eventuale compenso (non sono dipendenti in alcun modo della associazione e non hanno alcun documento giustificativo).
2. Devo provvedere a far compilare il modello eas entro il 31 marzo?
Buongiorno,
intanto vorrei ringraziarvi per ciò che fate!
Lavoro come infermiera e sono presidente fondatore di un'associazione culturale per cui tengo dei corsi. (Mi piacerebbe anche chiamare altri esperti a tenerne) L'Associazione può pagare con dei compensi per questo? (es. con ritenuta d'acconto?) e in tal caso questi compensi vanno ad aumentare il reddito imponibile? Premetto che non faccio dichiarazione dei redditi perchè non sono proprietaria di immobile e non ho molte spese da scaricare. Grazie
Buongiorno,
abbiamo costituito una ASD che promuove attività/corsi sportivi a tutti i propri tesserati che vogliono avvicinarsi e conoscere l’ambiente montano in tutte le sue sfaccettature.
Tra i soci fondatori è presente un ragazzo che ha la qualifica di guida alpina e che organizzata e tiene regolarmente per la ASD alcuni corsi.
Volevo chiedere se è possibile remunerare il lavoro di questo Socio Fondatore.
Vi ringrazio.
Salve, la mia curiosità mi spinge a chiedervi: ma non si potrebbe creare una cooperativa che presti servizio ad un'associazione? noi vorremmo far nascere un Caffè Letterario. In modo da offrire agli associati un servizio di intrattenimento musicale, artistico, culturale e di svago. Ma si potrebbe guadagnare da questa iniziativa?
Se nelle Onlus i soci possono essere retribuiti per le prestazioni e le Odv sono Onlus di diritto, una Odv-Onlus iscritta al registro delle Onlus, può retribuire i soci che lavorano per la stessa associazione?
Il Presidente di un 'Associazione (che è anche un libero professionista), a cui si fanno regolari rimborsi per il lavoro di Presidente, può fatturare quindi all'associazione per una retribuzione in cambio delle lezioni di musica che tiene agli allievi iscritti all'Associazione?
Grazie
Buonasera e complimenti. Alcuni anni fa ho depositato a mio nome presso l'UIBM un marchio verbale. Ho inoltre costruito a mie spese un sito web collegato a questo marchio.
Attualmente sono in procinto di creare un'associazione culturale no profit assieme ad altri soci. Questa associazione avrà come denominazione il marchio suddetto e userà il sito web da me creato.
1. E' consentito che io possa concedere in licenza all'associazione il marchio e il sito web di mia proprietà in cambio di una royalty annuale o una sorta di contratto di locazione?
2. Se si è possibile anche qualora io fossi socio fondatore, presidente o membro del Comitato Direttivo?
Nel caso ciò non fosse possibile, in che modo posso mantenere la paternità del marchio e del sito.
La ringrazio anticipatamente.
La ringrazio.
Un'ultima delucidazione su questo aspetto.
Immagino che la modalità corretta sia quella di costituire l'associazione con un suo nome e successivamente questa sottoscrive un contratto di licenza per l'uso del mio marchio, potendo da quel momento, utilizzare questo come denominazione. Oppure l'associazione può già nascere col nome del mio marchio, dichiarando a statuto e atto costitutivo che il nome è un marchio concesso in licenza da me?
Grazie tante e un cordiale saluto.
Sono possibili entrambe le soluzioni. Anche se io seguirei una terza via. Terrei nomi distinti e direi che l'ASD usa il metodo XY (quello che hai registrato). Per dire... più o meno come ha fatto chi ha inventato la Zumba (cerca su Google la storia).
Con una qualsiasi delle forme, legittime, previste dalle normative italiane... Lo so che la risposta è molto vaga, ma purtroppo lo è anche la domanda. Davi entrare molto più nel dettaglio.
Salve desidero sapere se il pagamento di un compenso sportivo pari ad € 7.500,00 erogato da una ASD, (regolarmente affilata ed iscritta al registro CONI e che svolge regolare attività sportiva) ad un proprio istruttore/associato si configura come riparto indiretto di utili.
Mi è stato detto che per l'A.F. i compensi sportivi erogati agli istruttori non possono superare i 3.000,00 € perché oltre questa somma sono considerati riparto indiretto di utili.
Qual è il comportamento corretto?
Grazia
Anna Previte
buongiorno,sono presidente di un associazione che ha anche la partita iva,da statuto possiamo far collaborare delle persone retribuendole,come si fa per dichiarare le uscite? una auto-fattura come lavoro occasionale con iva agevolata o cosa? grazie.
Il poter retribuire delle persone non è collegato al possesso di partita iva dell'associazione.
Le collaborazioni dipendono non dallo status dell'associazione ma dalla specifica situazione del collaboratore (pensionato? disoccupato? studente?), dal tipo di collaborazione, dalle altre sue fonti di reddito, da quanto dovete retribuirlo in un anno solare... etc etc.
Di solito si usa la ritenuta d'acconto nei redditi diversi o i voucher
Buongiorno.
inizio 2016 abbiamo aperto una palestra esclusivamente Fitness e costituendo una SSD, di cui mia moglie Presidene (40%), mentre io (10%) e altri due persone (40%+10%), soci fondatori.
Nello stesso momento io e mia moglie insegnamo ballo tramite una ASD, ma l\'anno prossimo (2017), avremo intenzione di metterci per conto nostro nella Danza e quindi costituire un\'ASD esclusivamente per la Danza. (l\'attuale asd che siamo ora comprende tante scuole e non ci piace la gestione).
La domanda è: Essendo mia moglie Presidente di una SSD e io socio, posso io fare il presidente nella nuova ASD? C\'è qualche conflitto se abbiamo una SSD e una ASD?
Mi sono sempre posto il dubbio se un componente del consiglio direttivo, incluso lo stesso presidente, possa prestare lavoro autonomo a carattere occasionale, per la propria associazione? Nello specifico stiamo parlando di attività appartenenti ad un progetto finanziato dalle istituzioni. Grazie in anticipo, buon lavoro.
Ritenuta d'acconto o voucher a naso... ma senza conoscere la situazione retributiva contributiva personale dell'insegnante e quanto deve essere retribuito da voi in un anno, è davvero difficile dare un consiglio.
Buona sera,
Sono vicepresidente di un'associazione culturale appena costituita con un consiglio direttivo di 5 soci.
La nostra associazione si occuperà di promozione turistica e di tutela del territorio con varie iniziative e in collaborazione con altra associazione, con annesso bar.
1. In quanto vice presidente posso essere assunto e pagato per il lavoro svolto all'interno del bar dell'associazione?
2. In quanto vicepresidente posso ricevere rimborsi spese per gli spostamenti e per l'organizzazione delle attività dell'associazione? Se si fino a che cifra mensile/annuale?
3. Gli eventuali dipendenti che svolgono poche ore di lavoro al bar possono essere pagati in voucher?
Salve, sono un socio di un'associazione di volontariato onlus e avrei alcune domande.
1. Nel caso in cui l'associazione volesse partecipare ad un progetto finanziato da un altro ente è possibile, come presidente o come socio, svolgere attività di volontariato e allo stesso tempo stabilire un compenso per un'attività di tipo professionale? Ad esempio il presidente, all'interno di un piano economico di un progetto, può organizzare e coordinare alcuni laboratori in maniera gratuita e stabilire una voce di spesa per una sua attività professionale?
Premetto che nel nostro statuto c'è scritto "Nessun compenso, salvo eventuali rimborsi spese sostenute, va fatto ai dirigenti e soci per le attività svolte nell’ambito della vita associativa".
Salve,
Innanzitutto complimenti per il sito!
Siamo una ASD di danza che ha appena iniziato a lavorare, il mio questito è il seguente:
SIamo 3 soci fondatori che prestano servizio come insegnati nella associazione, per quanto riguarda la nostra retribuzione come insegnati, dal punto di vista della forma è più corretto basare il nostro compenso in base alle ore di insegnamento/segreteria, oppure dare un compenso forfettario? Premesso che praticamente non ci sono differenze di ore di insegnamento/segreteria tra di noi?
Grazie mille.
Per ora infatti percepiamo un forfettario ed è contenuto.
Un domani che le ore di insegnamento dovessero arrivare ad assorbire tutta la nostra giornata (e quindi creare un vero reddito) pensavamo a un pagamento con partita iva per ogni socio-insegnante.
A questo punto che sia basato sulle ore o sia forfettario non dovrebbe fare grosse differenze come nel primo caso suppongo.
1) i compensi ai soci di un'associazione culturale (maestri di musica, di canto e altro) che ha aderito al regime della 398/91 possono essere trattati come quelli di un'associazione sportiva (istruttori, allenatori e altro)?
2) se si, vale il limite dei 7.500,00 euro per l'esenzione totale da tassazione?
1. Ni. Solo i compensi erogati a: "direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche"
2. Si.
Salve! Se mi è possibile vorrei chiedervi una consulenza indicativa. La nostra è una a.s.d. senza fini di lucro, ci occupiamo principalmente di yoga, non facciamo formazione ma soltanto corsi e seminari. Abbiamo in affitto un appartamento con un salone e i soci non sono più di 200 all'anno. I soci del direttivo siamo tre, fino al 2013 eravamo io, Milena e una coppia. L'uomo della coppia è uscito fuori perchè la coppia si è separata. Per i primi anni abbiamo pagato l'affitto con i guadagni dei nostri personali corsi di yoga per un ammontare di €6.000.00 circa a persona. Abbiamo pensato di scrivere in un verbale di consiglio direttivo di avere anticipato la somma e che "... sarà rimborsata non appena le disponibilità di cassa lo permetta".
Adesso il socio uscito vuole rimborsata questa somma, somma che l'associazione non possiede e credo non possederà mai, tutti i nostri guadagni vanno investiti per le spese, affitto, utenze e organizzazioni eventi ed anzi negli ultimi due anni abbiamo dovuto anticipare i due mesi estivi di tasca nostra per poi recuperarli ad inizio corsi. Adesso ci scrive l'avvocato del socio dimesso e procede nei nostri confronti per il recupero della somma come si evince dal verbale a titolo di anticipazioni ed inoltre la cifra sarà maggiorata di €500 per le spese professionali.
- Non ci sono i soldi e questo si evince dai bilanci;
- secondo il verbale questi soldi possiamo prenderli quando ce ne sarà disponibilità;
- nel caso in cui ci sarà disponibilità devono prenderli tutti e tre i soci del consiglio direttivo che li hanno anticipati (secondo quello scritto del verbale);
- io e la mia socia non abbiamo altri reditti se non quelli dei corsi di yoga.
1) Secondo voi questa richiesta è discutibile?
2) non avendo contanti come dovremmo restituirli?
3) siamo costretti a prendere un avvocato?
4) qualore ci fosse disponibilità di contanti non devono principalmente essere rinvestiti nell'associazione stessa?
1. In che senso?
2. Se non vi sono soldi non si capisce come possiate restituirli al momento. Quando il socio fece il prestito accettò che la restituzione fosse fatta a certe condizioni. Che aspetti.
3. No. Ma cmq una risposta va data.
4. Si ma... un debito è un debito!
Chiedo delucidazioni circa somme di denaro erogate ai soci volontari sotto forma di contributi risultanti da verbale di assemblea dei soci.
Detti rimborsi forfettari e non documentati sono stati corrisposti poiché l'associazione no profit svolgeva il servizio del 118ASL.
1. Sono soggetti a tassazione, io ritengo di no?
2. Detti rimborsi potevano essere rimborsati tenendo conto del numero delle ore lavorate con riferimento alla delibera consiliare?
Salve vi seguo tantissimo, e ho comprato anche dei libri da voi distribuiti.
vi chiedo cortesemente se avete qualcosa in uscita... con le ultime novità.
Una domanda che voglio fare se possibile, sapere se il presidente di una associazione che insegna canto, o musica, può essere retribuito per il suo lavoro. Che tipo di contratto? lo stesso vale per collaboratori soci e esterni.
Grazie
Sono una psicologa libero-professionista e insieme ad un'altro collega abbiamo intenzione di aprire un'associazione che svolga, per soli soci, attività socio-sanitaria, sia con contributi per prestazioni a pagamento, sia attività gratuite come sportelli di ascolto psicologico che laboratori presso strutture esterne (scuole, parrocchie...).
1) È possibile essere in due per costituire l'associazione?
2) Qual'è la forma associativa più adatta alle ne esigenze?
3) Collaboreranno con noi altre figure professionali, sia a titolo volontario che remunerati per alcune prestazioni. Con quale formula remunerativa andrebbero inquadrati?
buongiorno, siamo un gruppo di persone e stiamo pensando di costituire un'associazione, non sappiamo ancora il tipo. Ci occuperemo di tecniche olistiche: shiatsu agopuntura yoga.....
DOMANDA:
Sono dipendente INAIL, ho fatto la domanda al mio ente per poter svolgere prestazioni occasionali, mi è stato risposto positivamente, e di inviare loro il nominativo dell'ente presso cui svolgerò l'attività e la copia delle fatture/prestazioni occasionali in modo che loro potranno inserirmele nel mio 730 annuale.
A questo punto vorrei sapere:
1. che tipo di associazione dovremmo costituire
2. come fare per le prestazioni che svolgeremo.
3. Posso fare trattamenti shiatsu ai clienti e se si quanti?
4. Posso farmi pagare?
5. se si a chi devo intestare la ricevuta?
Insomma ho bisogno di sapere in modo approfondito come è possibile lavorare come socio dell'associazione in modo corretto.
1. Innanzitutto c'è da capire se ha senso costituire una associazione. Mi sembra che voi vogliate vendere delle prestazioni a dei clienti. Quale sarebbe lo scopo comune? Avete intenzione di trovare nuovi soci?
2. Vedi sopra. Forse ha più senso che pensiate a fare delle prestazioni occasionali nei redditi diversi.
3. Fino a 5000 euro l'anno
4. Vedi sopra
5. Al cliente
Salve,
Con la nostra associazione culturale no profit abbiamo vinto dei bandi per dei laboratori in alcune scuole elementari e medie. Ora dovremo retribuire anche alcuni collaboratori esterni(alcuni di loro sono soci di un'altra associazione). Non hanno partita iva, per cui vorrei sapere se sia meglio un contratto a progetto o una collaborazione occasionale e se ci sono limiti di retribuzione e nel caso quanto possono essere le tasse su un importo netto di 7000 euro annui.
Grazie.
I contratti a progetto non esistono più. Potete usare o i voucher (limite a 7070 euro) o i redditi diversi in ritenuta d'acconto fino a 5000 euro l'anno.
Avrei piacere di sottoporvi alcune domande:
- dovrei costituire una associazione culturale (o sportiva) all'interno della quale vi sono degli associati che fanno diverse attività artistiche (teatro).
i committenti (anche pubblici) chiedono fattura o titolo equiparato per il quantum artistico svolto (o donazione tra associazioni).
- l'ass. dovrà / potrà essere cultuale o anche sportiva? in quest'ultimo caso è obbligatoria una affiliazione?
- quando depositerò lo statuto per il c.f. posso e/o devo chiedere anche la p.i. quando ci viene richiesta fattura (come può un'associazione avere una p.i.?).
- come posso all'occorrenza garantire un quatum a questi per le attività svolte? in che forma e con che limiti?
grazie mille ed attendo vostre
Salve sarei interessato ad aprire una associazione culturale dove tra le varie attività garantire ai soci c'e anche una attività di coworking (locare una stanza ad ore) garantita ai tesserati e magari a terzi.
orbene è possibile per i terzi non iscritti all'associazione rilasciare una ricevuta ed eventualmente gli utili percepiti nell'anno solare dividerli per i vari soci.
qualche forma è maggiormente garantista per l'attività su indicata?
Grazie per la disponibilità
Francesco
Salve,
il socio di un'APS può avere per una stessa attività un compenso occasionale e prestare anche attività volontaria?
Avere quindi un compenso entro i limiti stabiliti dalla legge, e risultare anche volontario?
Grazie.
Salve,
faccio parte del direttivo di una associazione no profit (di fatto non ancora aps in quanto nata da pochi mesi).
Essendo un grafico con regolare P.IVA e dovendo svolgere dei lavori anche per l'associazione, quale è il metodo per poter recepire il compenso per le mie prestazioni?
Basta una regolare fattura da parte della mia ditta verso l'associazione?
Quando potranno essere saldati in questo caso gli importi?
Volevo sapere se ci sono delle convenzioni con enti pubblici tipo viabilità X le scuole e viene dato un rimborso spese X il volontario dove devono essere mandati i soldi del rimborso X gli stessi?GRAZIE
Salve, una associazione culturale che crea serate in forma assolutamente gratuita facendo pagare esclusivamente la quota associativa ai soci, può riconoscere ad alcuni di loro che prestano la loro attività lavorativa per la stessa manifestazione, un compenso minimo e, da quello che capisco, esente da ogni imposizione fiscale e/o previdenziale?
Salve,
la mia associazione aps, di cui sono presidente, deve gestire un servizio estivo. come posso pagare i soci? con compenso e scrittura privata con l'associazione stessa? senza contratti, ma solo compenso, magari ricevendo una ricevuta da questi ultimi?. E' legale? c'è una cifra "soglia" da non dover oltrepassare?
Nell’ambito della nostra attività istituzionale ai soci (per i quali tra l’altro versiamo un premio assicurativo a copertura della responsabilità civile) offriamo, oltre ai corsi culturali ed i laboratori, anche la possibilità di fare attività motoria per cui abbiamo provveduto a far svolgere settimanalmente delle sedute ginniche e di ballo:
-prendendo in affitto delle palestre in cui nostri docenti soci volontari operano in forma gratuita;
-acquisendo degli spazi orari in altre palestre con la presenza di un loro istruttore e remunerando complessivamente contro fattura.
Per queste attività richiediamo ai partecipanti, oltre alla quota associativa ed al contributo annuale, una refusione spese che copre i costi che andiamo a sostenere.
Una ASD che svolge l’attività di ginnastica in acqua ci propone una convenzione agevolata per cui i nostri associati potrebbero frequentare una piscina (che prenderemo direttamente in affitto dal Comune) ma dovrebbero diventare anche soci della predetta ADS, (tesserati alla rispettiva federazione con conseguente copertura assicurativa) e quindi corrispondere, per il nostro tramite (che gireremmo contabilmente pari pari), la loro quota sociale ed il contributo agevolato concordato con la nostra APS.
Si chiede il vostro parere se questa sia una prassi praticabile e trasparente.
Buongiorno
Può un membro del consiglio direttivo diuna a.s.d.sportiva percepire un rimborso/compenso per la sua prestazione di istruttore/allenatore?
Grazie per la cortese attenzione
Vittoriano Rosada
Salve, faccio parte di un'associazione onlus di aiuti alle famiglie, la nostra associazione è stata costituita prevalentemente con lo scopo di offrire servizi qualificati (psicologici, aiuto scolastico, etc) a costi veramente bassi es. 5€/h oppure decide l'utente che usufruisce del servizio la cifra che può permettersi di pagare; ovviamente le persone che effettuano la prestazione, anche se per pochi soldi, vengono rimborsate del tempo che mettono a disposizione. Come possono essere effettuati questi rimborsi/compensi?
Io sono stato vice presidente di un associazione no profit totalmente gestita da un Presidente che decideva tutto lui, esattamente come il capo di un azienda. Mi faceva lavorare 9 ore al giorno in sede pagandomi di tasca sua e in nero con la promessa di mettermi in regola al più presto. Dopo 5 anni gli ho fatto causa quando scopro che non aveva mai neanche visto da lontano il commercialista. Non aveva mai rendicontato niente. Stiamo parlando di una persona molto ricca e con la passione per l'arte. Io dovevo gestirgli tutto, cosa che ho fatto. Alla fine ha chiuso l'associazione lasciandomi in mezzo a una strada e io gli ho fatto causa. Domanda: Il fatto che io fossi Vicepresidente (totalmente a mio discapito) può mettere a rischio la mia vertenza più che lecita dal momento che ogni giorno svolgevo un lavoro che niente aveva a che fare con la mia carica all'interno di questa associazione? E per lavoro intendo aprire ogni giorno e ad orari prestabiliti lo spazio espositivo di proprietà di questo bizzarro Presidente? Premetto che era un associazione non riconosciuta e senza nessun patrimonio, senza entrate e tutte le uscite, compresi i miei regolari stipendi pagati in nero, venivano considerati "spese legate a una passione per l'arte" del Presidente. In poche parole ho fatto il suo schiavo\vicepresidente fino a quando il presidente non si è stufato anche di questa sua passione. E io non ho potuto aprire bocca quando ha deciso di chiudere il tutto perchè bastava solo la sua firma. Grazie per l'attenzione.
Buongiorno, sono la presidente di un'associazione di genitori con finalità di promozione sociale. Ci siamo costituiti una decina di giorni fa, ed abbiamo qualche dubbio su ciò che sia lecito fare o meno come Aps.
Queste le domande che ho da sottoporvi:
1)visto che faremo anche corsi ed attività per i figli dei soci, dobbiamo per forza far tesserare anche i bambini, o bastano i genitori?
2)possiamo creare delle convenzioni con un network di commercianti o liberi professionisti (anche non soci)che applichino degli sconti ai tesserati?
3)come posso pagare una prestazione di lavoro occasionale ad una socia pedagogista (libera professionista)che terrà un corso ai genitori?
4) nel caso di intermediazione con società di formazione(es. corsi in lingua inglese per bambini) o agenzie di viaggi(viaggi a parchi tematici o musei), è possibile che siamo noi a rilasciare le ricevute di pagamento o dev'essere la società che le emette al singolo partecipante?
Grazie dell'attenzione.
Cordiali saluti.
Federica Novelli
1. Se fate attività per i figli, fateli diventare soci
2. Si ma.... di che tipo? Fate attenzione.... Legga questo nostro post
3. Se è libera professionista, vi potrà emettere fattura
4. Voi le dovete emettere se incassate delle quote
ho messo tutti i mi piace. faccio coaching e vorrei creare un associazione culturale come presidente con 2 soci.
1. se chi viene a lezione versa mensilmente una quota associativa e il totale guadagnato annuale è di 7-9 mila euro annui posso imputare a me e a un socio o solo a me una remunerazione annuale?
2. di quanto in proporzione ai guadagni totali su indicati?
3. poi l'associazione fa il 770 e io la dichiarazione redditi senza partita iva?
Buongiorno,
1. il regime dei 7.500 euro si può applicare anche ad associazioni culturali di promozione artistica (pittura, scultura)?
2. Come poter riconoscere un compenso per la docenza ad un corso ad uno dei soci membro del direttivo?
grazie
Salve!
Alcune domande chiarificatrici.
Faccio parte del consiglio direttivo di un'associazione culturale che svolge come attività istituzionale corsi di musica a altre attività musicali.
!) Pensavamo di remunerare gli insegnanti con i voucher. E' corretto?
2) Gli insegnanti che svolgeranno i corsi così remunerati, devono essere necessariamente soci?
3) Come deve venire formalizzato questo incarico? Con una delibera del consiglio direttivo?
Salve,
sono il presidente di un'associazione culturale ricreativa costituenda che si occupa di sostegno alle famiglie in vari modi, erogando vari servizi: puericultura, assistenza educativa, ci sono educatori e assistenti all'infanzia, queste persone sono socie dell'associazione ed il tutto avverrebbe nei locali dell'associazione naturalmente.
Vorrei una delucidazione se possibile, nel post al punto n.2 c'è scritto quanto segue:
2. Essere retribuiti per le vostre ore come Istruttori (sportivi, musicali, linguistici etc) o come Segretari (se ad esempio vi occupate di tenere la contabilità per parecchie ore settimanali)
Ora, posso rimborsarle tranquillamente anche se non hanno un altro lavoro che risulti primario? Insomma, saranno nella sede per parecchie ore alla settimana quindi almeno un rimborso, se non altro per la presenza in sede dovrò darlo o no?
Scusate, magari avete già risposto a questa domanda e non l'ho visto oppure è già chiaro nel post e io non l'ho capito, comunque GRAZIE GRAZIE GRAZIE
Buon giorno.
Mi potete indicare come deve comportarsi chi ha ricevuto un compenso una tantum di € 500,00 per aver tenuto dei corsi.
Il compenso deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi di chi ha ricevuto il compenso?
Oltre al pagamento con ritenuta d'acconto, effettuato con bonifico bancario, il percipiente deve sottoscrivere qualche dichiarazione?
Grato per la vostra collaborazione, colgo l'occasione per porgervi i miei cordiali saluti.
sono il presidente della associazione di volontariato futura infanzia onlus, dovremmo costiture una cooperativa sociale onlus per la gestione di una struttura sanitaria per minori, posso essere anche presidente e amministratore della cooperativa ricevendo da essa un compenso ? sono compatibili le due cariche o non possono coesistere? grazie. cordiali saluti.
Salve, sono il presidente di una associazione culturale locale, nata dal sodalizio di un gruppo di amici, con Statuto proprio e riferimento alla L. 383/2000.
Nello Statuto non prevediamo emolumenti agli amministratori ma il rimborso spesa per spese anticipate o per spese associative in generale si (quindi generalmente pochi spiccioli).
Nella compilazione del modello EAS, alla domanda 10 circa la necessità di sapere se i membri del direttivo percepiscano o meno compensi, indennità o rimborsi spesa forfetari come devo rispondere?? Nel senso che compensi e indennità sicuramente NO ma i rimborsi spesa una tantum invece sono statutariamente previsti. Ma ai fini della compilazione del modella EAS posso dare una sola risposta, quale? Cordialmente. Gianni Palumbo
Buongiorno,
un socio della APS (costituita da pochi anni in Regione Lazio) di cui faccio parte sta aiutando l'associazione a risolvere un contenzioso apertosi con l'ACEA per via di bollette della luce il cui ammontare è da noi contestato.
Il socio che ci sta aiutando da lungo tempo è un Avvocato e ha chiesto all'Associazione un onorario di circa 200 euro.
DOMANDE: 1) l'Associazione è considerata "sostituto d'imposta"? La R.A. l'abbiamo dovuta versare noi. Abbiamo anche altri adempimenti (ad es. 770)?
2) Vorremmo registrarci al Registro regionale delle Associazioni. Ci chiedono, tuttavia, un numero di iscrizione INPS. Cosa dovremmo fare?
Buongiorno,
una scuola ci chiede (siamo un'associazione sportiva anche se per statuto abbiamo previsto altre attività) di stipulare una convenzione con la quale l'associazione dovrebbe garantire la conduzione di alcuni servizi integrativi per gli alunni dell'istituto. Ci concederebbero l'uso gratuito di alcuni specifici locali e farebbero passare dal loro consiglio di istituto il progetto che andremmo a presentare. Quest'ultimo punto anche per garantire una sorta di controllo e monitoraggio delle attività da parte della scuola.
Ciò premesso, ci chiediamo: visto che la scuola, anche se garantisce il controllo e monitoraggio delle attività, resterebbe estranea dalla riscossione delle relative quote versate dalle famiglie. Quest'ultime possono essere considerate esenti iva e quindi decommercializzate? Le attività previste riguarderebbero servizi come pre-post scuola,aiuto compiti, laboratori e similari, quindi, molto assimilabili ad attività didattiche.
Buongiorno, siamo una ASD che svolge regolarmente attività di avviamento allo sport con una Federazione Sportiva in una palestra scolastica. Oggi, la scuola, ci chiede la disponibilità di svolgere in autonomia e con l'utilizzo dei locali offerti dalla stessa, alcuni servizi integrativi tipo pre-post scuola e aiuto compiti, ecc. stabilendo direttamente i rapporti con le famiglie e gli operatori che si intende utilizzare.
1) Almeno per adesso, non abbiamo intenzione di far diventare soci i bambini che usufruiranno dei servizi sopra citati. Si può svolgere l'attività come "non commerciale" se resa dietro contributo volontario dei genitori?
2) Deve intendersi, in questo caso, come erogazione liberale?
3) Se la risposta è no, cioè che è da intendersi commerciale perchè non rivolta si soci, dobbiamo allora rendere il servizio tramite rilascio di regolare fattura, visto che siamo titolari di partita IVA?
4) Volendo remunerare gli operatori tramite voucher, vi è un numero di giornate massimo di utilizzo mensile del sistema voucher?
5) In pratica, gli operatori lavorerebbero tutte le settimane per due ore al giorno dal Lunedì al Sabato, anche se per due ore al giorno e quindi senza superare il limite dei 7.070,00 €. previsto dalle attuali disposizioni?
6) In alternativa, potremmo optare per una prestazione autonoma occasionale?
1. I genitori saranno vostri soci?
2. ASSOLUTAMENTE NO
3. E' una possibilità
4. No
5. Direi che va bene. Ma perchè non usate il regime dei 7500?
6. Discutibile.
Non si tratta di attività sportiva, ma di altre attività educative e, come nel caso del servizio pre-post scuola, di attività diciamo di tipo assistenziale. Si può usare il regime dei 7500,00€. anche se non si tratta di istruttori sportivi?. Potreste fornirmi maggiori notizie o rimandarmi ad un vostro post sull'argomento? Grazie mille
Salve, mi hanno proposto di collaborare con un associazione di categoria occupandomi delle contabilità di alcune ditte associate interessate a tale servizio, che pagherebbero per esso una determinata quota periodica, aggiuntiva a quella annuale di adesione. Tale servizio è previsto da statuto.
1) Premettendo che non mi assumerebbero come dipendente e che io stessa non ho partita IVA nè altri redditi di lavoro, e considerando che tale mia collaborazione non potrebbe definirsi occasionale (dovendo offrire un servizio continuativo per il quale gli interessati pagherebbero un canone periodico), in che altro modo potrebbero riconoscermi il compenso?
2) Come verrebbe trattato fiscalmente il mio compenso, se c'è un modo per escludere l'apertura della partita IVA? ci terrei a fare le cose in piena regola e senza avere future sorprese con il fisco.
3) Secondo qualcuno tramite l'associazione non sarei obbligata ad aprire partita iva, essendo la mia attività di tipo istituzionale, è possibile? io non ne sono così sicura, non ritenendo di poter contare sulla possibilità di emettere ricevute per prestazioni occasionali nè sapendo come ci si potrebbe muovere in tali enti, a me non perfettamente conosciuti.
4) stante quanto premesso sopra, e sapendo che in un'associazione non possono essere distribuiti gli utili, esercitando come associata un'attività di tipo istituzionale per gli altri associati, quale sarebbe il mio compenso netto se il canone mensile fosse ad esempio di euro 100?
5) Sbaglio a ritenere che senza p. iva per tale attività mi spetterebbe solo un rimborso delle spese sostenute da me? perchè in tal caso, trattandosi di un'attività di tipo intellettuale non so se e come potrei quantificrle e finirei per lavorare totalmente gratis...
Prima di accettare vorrei essere sicura della scelta, ma nemmeno vorrei perdere un'esperienza del genere.
Vi ringrazio in anticipo per la cortese risposta che sono certa mi darete.
Cordiali saluti,
Maria
1. Non ne ho la più pallida idea. Perchè non chiederlo a loro?
2. Si faccia dire che soluzione hanno in mente e poi le saprò dire se sta in piedi.
3. "Cagata pazzesca" direbbe Fantozzi.
4. Il ragionamento non sta in piedi. Non si lavora a cottimo nemmeno nelle Associazioni.
5. Credo tu stia confondendo le attività di volontariato con quelle lavorative. Se ti hanno offerto un lavoro... non sarai una volontaria. E viceversa.
In realtà, essendoci stato solo un primo incontro conoscitivo, si è trattato di una proposta ancora molto vaga, per cui dovrò formularne una più precisa io, che però non preveda un rapporto di lavoro dipendente dato che mi hanno già detto che per ora non sarebbe possibile.
Trattandosi di collaborazioni di tipo continuativo ho escluso anche le prestazioni occasionali.
1. Restano quindi i vaucher, ma godendo della Naspi per qualche mese, non posso superare i 3000€, quast'anno, giusto?
2. a questo punto non vedo altro modo di collaborare che con la partita iva, o mi sfugge qualche altra modalità per essere retribuita?
3. Per quanto riguarda la partita IVA, non mi creerebbe grandi problemi, potendo aderire al nuovo regime forfettario e avendo intenzione di collaborare anche con un altri committenti, ma il limite nei confronti delle associazioni sarebbe sempre di 3000€ annui (e 7070€ dal 2016 che non avrò sostegno al reddito), giusto?
grazie ancora...
salve sono presidente di una associazione culturale senza fini di lucro e ci occupiamo principalmente di organizzazione eventi.
Mi hanno chiestodi fare da intermediario o sponsor non so come si dice per la raccolta fondi di un progetto umanitario ovvero se possiamo dare il nostro conto corrente come riferimento per fare i versamenti.
Volevo sapere se è possibile e in caso quali sono le condizioni, non vorrei incorrere in tasse o inutili controlli
I soldi ovviamente andrebbero tutti per il progetto umanitario
grazie saluti
Ciao e complimenti per il Vs lavoro.
Avrei da porre un quesito specifico in merito al rapporto economico tra una Associazione di volontariato ONLUS, che fa primo soccorso, ed i suoi soci.
Lo statuto riporta, come da norme vigenti quanto segue:
4- Le attività dell'Associazione sono svolte prevalentemente tramite le prestazioni personali, gratuite e volontarie fornite dai propri aderenti.
L'attività degli aderenti non può essere retribuita in alcun modo nemmeno da eventuali diretti beneficiari. Agli aderenti possono solo essere rimborsate dall'Associazione le spese effettivamente sostenute per l'attività prestata, previa documentazione ed entro limiti preventivamente stabiliti dall’Associazione stessa.
5- Ogni forma di rapporto economico con l'Associazione, anche derivante da lavoro dipendente o autonomo, è incompatibile con la qualità di socio.
La domanda è la seguente:
Può l'associazione pagare una ditta esterna, nel caso specifico una S.R.L., che le fornisce operatori abilitati 118 (autisti) già soci dell'associazione e da essa formati?
I soci vengono retribuiti quindi dalla S.R.L. e non direttamente dall'Associazione.
Non si tratta comunque di un rapporto economico tra soci ed Associazione?!
In attesa di Vs cortese risposta saluto cordialmente.
Roberto
Ciao e congratulazioni per il sito. Ho un quesito in parte gia esaustivo dalle vs risposte ma ho ancora dei dubbi. Sono presidente di una ASD con cf e sono tecnico presso la stessa con incarico firmato dal vice presidente e segretario (fratello e mamma) percepisco dei compensi sotto i 500 euro mensili e non tutti i mesi regolarmente denunciati nel 770 dell'associazione e nella mia dichiarazione (sotto il limite dei 7500);
1. sono in regola?
2. La scelta del "gruppo "famigliare nel consiglio direttivo e nata solamente in quanto siamo comproprietari dell'immobile e anche a livello di rischio in qualità di presidente ci è sembrato più corretto che sia io ad assumerlo in quanto ci "lavoro" e non degli estranei come qualcuno mi ha consigliato di fare per limitare i rischi (magari nullatenenti).
Gentilissimi,
io ed alcune colleghe vorremo fondare un'associazione culturale che si occupi di organizzare ed erogare laboratori estivi (giugno, luglio, settembre) rivolti a bambini dai 7 agli 11 anni,quali italiano per stranieri, inglese, aiuto compiti e attività artistiche. Alcune perplessità:
1) i bambini o i loro famigliari dovrebbero diventare soci?
2) si può richiedere un contributo volontario (in denaro) per le attività proposte ai famigliari?
3) io e colleghe, per poter ottenere un compenso (siamo già tutte lavoratrici dipendenti presso coop.) come dovremmo essere inquadrate/assunte? Possiamo essere anche socie dell'associazione?
1. Dipende se volete che questa attività sia istituzionale (detassata) oppure commerciale (tassata).
2. Si.
3. Voucher o redditi occasionali direi... ma servirebbe una analisi più approfondita.
3b. Si.
Buongiorno, io e mia moglie vorremmo aprire un'associazione che si occupi di recuperare fondi da donare a vari progetti in Bolivia.
1. Secondo lei quale sarebbe la forma migliore per tale idea (onlus, fondazione, associazione ecc..)?
La nostra idea sarebbe quella di recarci almeno una volta all'anno in Bolivia per capire da vicino il progetto su cui lavorare e poi riuscire a fare progetti fotografici che ci permettano di recuperare fondi da inviare sul posto.
2. Detto questo le chiedo un'ultima cosa... i soci possono avere rimborsi spese ad esempio biglietto aereo? Grazie. Nicola
Un mio amico è presidente di una asd tecnico della stessa e proprietario dell'immobile, consigliato dal suo commercialista si è fatta una lettera d incarico per prestazione compenso fino ai 7500 euro, lo può fare? Non incorre in un conflitto d'interesse giacché come presidente la firma? Grazie resto in attesa di riscontro. Io che per molti anni ho fatto il presidente di una asd la mia commercialista mi ha sempre sconsigliato
In una APS, il presidente che viene assunto a tempo indeterminato dall'APS stessa per svolgere attivita' amministrative e d'insegnamento nei corsi dell'APS, puo' essere considerato lavoratore subordinato perche' e' subordinato all'assemblea dei soci oppure no?
Buona sera e grazie dei preziosi consigli che puntualmente date.
Premessa: sono Presidente di una giovane (nata nel 2013) APS impegnata nella divulgazione delle scienze matematiche.
Abbiamo organizzato un corso per i nostri Soci sul Java.
Adesso dovremmo retribuire correttamente:
- 1 Socio che è stato docente del corso (800 euro);
- 3 Soci che hanno coordinato le attività (75 euro ciascuno);
- 1 Socio che ha curato la promozione (50 euro).
Quesito: qual è il modo adeguato di retribuire i Soci?
Avevamo pensato a prestazione occasionale con ritenuta d'acconto e successiva compilazione dell'F24.
1) Ma l'F24 deve essere compilato anche per questi piccoli importi?
2) il Socio docente è un ricercatore universitario, quindi per legge non dovrebbe svolgere prestazione occasionale, ma potrebbe solo aprire la sua posizione come gestione separata.
Con queste premesse, come possiamo fare le cose rimanendo nei vincoli di legge?
Buongiorno,
mi sto interessando ad aprire una APS. Se il sostentamento economico proviene dagli iscritti all'associazione(quindi soci) e io faccio parte del consiglio direttivo, durante le assemblee dei soci potrei essere estromesso dalla carica di presidente o consigliere? o dal consiglio direttivo?
Mi spiego meglio: il consiglio direttivo viene confermato/rieletto dall'assemblea dei soci? O se faccio parte del consiglio direttivo ci rimango fino alle mie naturali dimissioni?
Vorrei sapere se si può costituire una associazione onlus per assistenza domiciliare e ospedaliera accompagnamento anziani visite mediche spesa poste e tutto ciò che riguarda l anziano. Se possiamo costituirla io e mio fratello. ..
Getile staff, sono il presidente di una giovane associazione culturale che si occuperà prevalentemente di formazione artistica nei campi del teatro e della musica.
Premettendo che tutti gli allievi frequentanti i nostri corsi saranno associati e pagheranno un contributo mensile, le chiedo per gestire il tutto correttamente:
1. io e mia moglie (vicepresidente) siamo entrambi nel consiglio direttivo, iscritti all'ex-enpals, solo io posseggo partita iva. Qual'è la formula più corretta per gestire gli incarichi, i compensi e le tasse che ne deriveranno?
La ringrazio per la risposta. Ho omesso di dirle che io e mia moglie saremo tra gli insegnanti dei corsi. 1. Come dovremmo regolarci quindi, anche ai fini fiscali?
2. Dovremmo prevedere un contratto?
Grazie
Ci sono diversi metodi per pagare i collaboratori e gli insegnanti all'interno di un'associazione.
Legga questo nostro articolo. Clicchi qui.
Francesco
13 Novembre 2015 alle 16:10
Gentile staff, esordisco dichiarandole in modo volutamente eclatante la linea che la nostra associazione vuole fortemente perseguire: Vorremmo pagare tutte le tasse dovute e godere con serenità del frutto del nostro impegno!
Questo sfogo è frutto di un marasma di informazioni contraddittorie e perlopiù semi-illegali a cui sono sottoposto in questo periodo.
Ho letto con maggior attenzione il post che mi ha indicato, ma alcuni dubbi interpretativi rimangono.
Cerco di essere più dettagliato ed esaustivo possibile, sperando in una risposta chiarificatrice.
So che la divisione degli utili non è (legalmente e giustamente) permessa, ma sul nostro (mio e di mia moglie) lavoro quotidiano si regge tutta l'attività dell'associazione che già nei sui primi periodi di attività sta già dando i suoi frutti anche a livello sociale, poiché i nostri progetti sono stati molto apprezzati anche da enti locali e artiterapisti.
I nostri soci sarebbero perlopiù minorenni (gli allievi dei nostri corsi) con regolare versamento della quota associativa e del contributo mensile per i corsi.
1. Aggiungo che attualmente l'associazione culturale non ha partita iva e non può godere del regime 398/91 essendo ass. culturale 1, mi sbaglio?
2. Essendo io (presidente) un professionista (ex-enpals) con partita iva con cui fatturo anche per altri enti, potrei fatturare all'associazione la mia attività di insegnante?
3. Dovrei prevedere una lettera di incarico?
4. Mia moglie (vicepresidente) anche lei professionista (ex-enpals) non ha partita iva e si occuperebbe anche lei dell'insegnamento e della segreteria. Come sarebbe possibile assegnarle lecitamente un compenso per il lavoro svolto?
5. Il nostro lavoro è fatto anche di molta promozione sul territorio nazionale con diverse trasferte e abbiamo approntato lettere di incarico per queste attività con uso anche di mezzo proprio con allegata una distinta dei rimborsi chilometrici (parametri ACI) e pezze d'appoggio. E' corretto?
6. Date le nostre caratteristiche e esigenze alcuni colleghi ci hanno anche consigliato di pensare ad una società o una cooperativa. Le crede che questa sarebbe la linea più corretta?
In attesa che arrivino altri professionisti competenti a darci una mano cerchiamo di lavorare e gestire tutto al meglio. Ora le quote sociali sono "congelate" in attesa di capire come reinvestirle per le attività sul territorio ed assegnarle a chi, presto insieme a noi potrebbe occuparsi dei corsi.
La ringrazio per il suo lavoro.
Francesco
TeamArtist
13 Novembre 2015 alle 16:59
1. Non ti sbagli
2. Si
3. Non è obbligatoria
4. Assumendola
5. Direi di si.
6. Quali motivazioni hanno addotto per darti questo consiglio?
Francesco
13 Novembre 2015 alle 18:40
Finalmente un po' di nebbia si dirada, grazie!
1. Per quanto riguarda il punto 4 del mio precedente post le chiedo dove posso reperire un corretto modulo di assunzione per le mansioni di insegnante/segretaria.
In risposta alla sua domanda al mio punto 6, credo che l'opinione di alcuni miei colleghi sia stata dettata dalla mia fermezza a non voler fare "come fanno tutti" e quindi probabilmente hanno saputo consigliarmi solo in quel modo, anche se, come lei mi ha dimostrato, la strada per fare le cose in modo corretto e trasparente esiste.
La ringrazio ancora
TeamArtist
16 Novembre 2015 alle 09:17
1. Deve rivolgersi ad un professionista. Non è questioni di compilare un modulo di assunzione.
Francesco
16 Novembre 2015 alle 14:42
Benissimo, la ringrazio ancora per la disponibilità. Continuerò a seguire e promuovere il vostro blog con molto piacere
Sono il Presidente di una Associazione Dilettantistica che gestisce una palestra ben attrezzata e dalle dimensioni di circa 600 mq . Può l'Associazione assumere un membro del Consiglio Direttivo per l'espletamento delle pulizie quotidiane necessarie per l'igiene delle attrezzature , dei servizi igienici e delle aree dove si esplicano le attività sportive ? -
Salve, sono in procinto di aprire una asd velica. Vorrei fare corsi di vela e uscite in barca con la mia imbarcazione. Volevo sapere se:
1º è possibile dare in comodato d'uso la barca all'asd che andrei a fondare e se posso (con una parte dei soldi dei vari corsi) pagare le spese della barca (posto barca e manutenzione, circa 7000€ anno).
2Se la barca è in comodato d'uso all'asd poi non potrei più usarla da privato e quindi Tutte le persone che sarebbero a bordo dovranno essere per forza soci dell'asd?
3In tutto ciò per ricavarne eventualmente qualcosa dovrei figurare come socio istruttore e non come presidente vicepresidente o tesoriere?
Grazie mille dell'eventuale risposta. Per ora ho ancora molti dubbi ma se aprirò sarete sicuramente i miei specialisti!!!
Salve avrei un paio di domande da sottoporre (p.s. non riesco a mettere il mi piace su fb perchè a lavoro ho il blocco di FB)
Sto valutando l'apertura di una asd (campi tennis e calcetto)
1) se riesco a formare la ASD con 4/5 soci una volta pagato l'affitto dei campi e le spese (commercialista pubblicità ecc) gli utili devo reinvestirli nell'attività ma quali sono i rimborsi permessi per non lavorare e far lavorare per la gloria? Non posso pretendere di trovare i soci se non hanno un riscontro economico o benefit e mi sembra complesso ogni mese inventare un rimborso auto ecc
2)se uno dei soci è un maestro di tennis può insegnare e percepire lui personalmente il compenso della lezione?
3)con le quote dei soci non copriamo le spese quindi devo affittare i campi. Come faccio a farmi pagare l'affitto delle ore?devo fare ricevuta?
4)se uno dei soci impegna 4/5 ore al giorno ai campi per evitare di assumere una persona, come faccio a dargli il compenso?(essendo uno dei soci)
5)come fccio a contattare il coni, la fit ecc per essere associato?
Perchè non fissa un'ora di consulenza? protremmo spiegarle tutto sul no-profit e indicarle le strade migliori e in linea con la normativa per realizzare i suoi progetti e, perchè no, anche per riuscire a trarre vantaggi economici! Clicchi qui.
Buongiorno, sono amministratore di una associazione culturale. Un nostro socio è anche docente del corso di batteria che l'associazione propone. A. Ho sempre saputo che i soci non possono percepire compensi se non come rimborsi spese giustificati, leggo invece dal vostro articolo che è possibile che i soci vengano retribuiti.
1. Con quale forma chiedo?
2. prestazione occasionale entro i 5000 euro?
3. Tale compenso farà cumulo con il reddito del socio (che per ora è disoccupato, ma in cerca di lavoro)?
4. Quali documenti sono necessari per giustificare tali compensi?
A. e chi glielo ha detto? Sicura di non esservi autoimposti questo limite a statuto?
1. 2. Legga questo nostro post.
3. Dipende
4. Dipende dal tipo di formula utilizzata
Salve.
Sono un dipendete statale, e per motivi di opportunità e concomitanze varie, si sta prospettando la possibilità di erogare corsi e comunque elargire una serie di servizi informatici. Vorrei in qualche modo "assumere" mia moglie che si occuperebbe della contabilità dell'associazione, ma mi rimane difficile capire in che modo una eventuale scuola o committente possa in qualche modo elargire un compenso all'associazione, senza che si configuri un qualche intoppo di tipo tributario. Immagino che l'attività di una associazione sia "lecita" e renumerabile solo ai soci, ma non riesco a capire i contorni della normativa vigente. POtreste darmi un aiuto?
Le attività che vuole perseguire, così come la ha descritte, sono attività prettamente di tipo commerciale, non perseguibili all'interno di un'associazione.
Buongiorno. Sono socio dinin'associazione che si occupa di editoria. Abbiamo un contratto di servizio con una società cHe edita un mensile.
1. Possiamo pagare i collaboratori (soci e non) con ritenuta d'acconto per gli articoli che scrivono e per il lavoro di segreteria?
2. Inoltre: terrete un seminario a Catanzaro nei prossimi giorni? Vorrebbe partecipare qualcuno di noi. Mi date informazioni? Grazie mille
Buonasera, sono segretaria in un'associazione culturale giovanile del Paese. E' nostra intenzione organizzare ripetizioni a pagamento per ragazzi erogate dai nostri soci in misura occasionale (in totale massimo 9 ore alla settimana a disposizione) e vorremmo suddividere il compenso in parte per il socio e parte per l'associazione.
1. Come è possibile farlo?
2. E' possibile fare regolare ricevuta dell'importo ottenuto da parte dell'associazione e poi come associazione dare il compenso al socio sotto forma di rimborso spese con allegato il giustificativo del monte ore erogato?
1. Prima di tutto, realizzata in questo modo, sarebbe una attività commerciale. Dovreste quindi aprire partita iva, aderire al regime 398, emettere fatture. A meno che decidiate di chiedere a tutti i ragazzi di associarsi a voi (anche perchè il costo di tenuta di una partita iva potrebbe essere più alto di quello che potreste ricavare).
2. Si, la prima parte, no la seconda. Mai e poi mai questo compenso ai soci potrebbe essere considerato un rimborso spese. Potreste usare i voucher o la ritenuta d'acconto ad esempio. Legga questo nostro post.
siamo una associazione musicale.
Tra i ns. soci ci sono docenti di vari strumenti che prestano la loro opera come volontari (suonando continuativamente con ragazzi,soci anch'essi,che già sanno suonare). Ci è stato chiesto di organizzare dei corsi di strumento per ragazzi(che diventerebbero soci) che vogliono imparare; i docenti sarebbero disponibili e i corsi si articolerebbero in 33 settimane (ott/giu). Come vanno retribuiti i docenti da parte dell'associazione? quali sono i documenti che vanno emessi?
Grazie e saluti.
Buongiorno. Vi seguo da tempo con attenzione e desidero innanzitutto ringraziarvi per il preziosissimo aiuto indiretto che mi avete fornito finora.
Ora mi trovo a chiederne uno diretto. Sono fondatore e membro del direttivo di un'associazione musicale, purtroppo insieme a un parente a causa dell'indisponibilità di altre persone al ruolo. Nei primi due anni di attività, data l'enorme concorrenza in zona, abbiamo avuto solo 4 soci (allievi), tutti minorenni. Pertanto, seguendo i vostri consigli e onde evitare problemi, abbiamo deliberato che la mia attività di unico insegnante dei corsi sarebbe stata totalmente volontaria fino a un massimo di 5 ore settimanali, cosa che è effettivamente avvenuta. Abbiamo utilizzato i pochi incassi per organizzare saggi, concerti, comprare libri e altro materiale per l'associazione.
Da quest'anno gli iscritti sono aumentati e si pone il problema di percepire una retribuzione. Premetto che la mia attività principale è quella di insegnante della stessa materia, che svolgo con partita iva presso altra struttura.
Data la situazione, stiamo valutando diverse soluzioni, per le quali vi chiedo la vostra opinione:
1. percepire una quota oraria dall'associazione solo per le ore che eccedono le 5 settimanali, di molto inferiore a quella di mercato e rilasciando fattura.
2. fatturare direttamente agli allievi la quota del corso per intero (l'associazione continuerebbe a percepire le quote annuali e le quote corsi fino a 5 ore)
3. fatturare direttamente agli allievi metà della quota del corso, mentre l'altra metà la percepirebbe l'associazione sempre come quota corso.
Nel caso 1 immagino potrebbe venire contestato il fatto di essere nel direttivo, parente del presidente, e unico docente (ma per 4 allievi che senso ha assumere un esterno?). Nei casi 2 e 3 come la vedete? Potrebbe l'associazione, che ha tra i suoi scopi la diffusione della cultura musicale, svolgere la mera funzione di mettere in contatto aspiranti allievi con professionisti, e magari organizzare i saggi di fine anno? Si potrebbe contestare il procacciamento di clienti a docenti privati?
4. Avete soluzioni alternative da proporre?
Vi ringrazio infinitamente per il vostro tempo
buona sera, domanda scontata o ripetitiva ma importante:
"come rimborso un socio di associazione che svolge attività di volontariato insegnando inglese ai propri iscritti???"
l'associazione non è asd;
i soci sono persone che pagano una retta di 50 euro mese;
gli insegnanti presidente e vice presidente (marito e moglie) con altro lavoro dipendente svolgono questa attività in orari serali.
grazie
mario mincigrucci
Salve,
il mio commercialista sostiene che il Consiglio Direttivo non può ricevere compenso di nessun tipo. Ma a me pare di capire che se io, Presidente dell'ASD, organizzo, ad esempio, una escursione, posso chiedere ai soci partecipanti una quota, come compenso per questa attività, giusto?
Ha ragione, non può ricevere compensi in quanto membro del direttivo, ma può ricevere rimborsi spese.
Può certamente chiedere una quota, che ovviamente andrà all'associazione
Salve, siamo un cineclub, quindi associazione di tipo no profit con codice fiscale solamente. Chiedo se è possibile pagare un collaboratore esterno on una normale ricevuta. O è obbligatoria la formula ritenuta d'acconto? Grazie
Allora basta la ricevuta a patto che il rapporto di lavoro occasionale non superi la durata di trenta giorni all’anno e il compenso percepito non superi i 5.000 €.
Associazione di volontariato Onlus.
Il presidente, in virtù della sua carica, svolge la collaborazione a titolo gratuito.
Lo stesso presidente, libero professionista, potrebbe collaborare per l'associazione coordinando attività psicopedagogiche-didattiche venendo retribuito e con compensi non superiori a 300-400 € mensili? Le due cariche sarebbero ben distinte e assoggettate a progetti specifici. Potrebbe il CD rilasciare un verbale chiarendo ruoli e specifico mansionario?
Salve sono il legale rappresentante di Odv regolarmente iscritto al registro regionale di volontariato da molti anni e ho un atroce dubbio che mi attanaglia da tempo e che non riesco a dissipare in alcun modo e spero possiate davvero aiutarmi.
Come prevede la normativa è fatto divieto all'associazione di ditribuire gli utili e ovviamente di compensare gli organi della stessa per la sola carica che rivestono all'interno. Il mio dubbio invece nasce nel caso di progetti finanziati non con fondi dell'Associazione (quote associative, 5xmille ecc) ma da enti terzi pubblici e/o privati e quindi non rientranti nell'ordinaria amministrazione dell'Associazione. In questo caso il presidente, anche se capofila e quindi soggetto responsabile del progetto, può far parte come risorsa umana (e quindi essere remunerato) non in quanto presidente ma perchè presta attività specifica nell'ambito del progetto stesso?? Spero di essermi spiegata bene e confido in voi in una soluzione perchè ad oggi non sono riuscita a trovare alcuna risposta e sto impazzendo. grazie in anticipo
Le associazioni L.299/91 non prevedono compensi per Presidente e Direttivo. Nel caso, però, un Presidente (che opera a titolo volontario) sia anche libero professionista per la stessa associazione, può essere retribuito per il suo coordinamento? Molti dicono che ci sia un conflitto di interesse tra le due cariche. Potete chiarire questo dubbio? Grazie mille per la cortesia e per il vostro servizio!
In questo caso il presidente svolge questa attività in qualità di professionista e non di presidente dell'associazione, quindi ha diritto a ricevere un compenso che sia in linea con quelli di mercato.
Salve.
Riformulo parte della domanda, perdonatemi.
1- Mi pare di capire che se io, Presidente dell'ASD, organizzo, ad esempio, una escursione, posso chiedere ai soci partecipanti una quota, come compenso per questa attività, giusto?
Ho una domanda interessante:
Come presidente di una asd intendo assumere un dipendente con contratto subordinato regolare fulltime....
1) ho diritto ad assumerlo con la legge 190 del dicembre 2014 sulle agevolazioni all assunzione?
2) crea un problema di controlli alla asd?
3) posso detrarre le spese sostenute per i suoi stipendi dalli bilanci di fine anno dell associazione?
1- Mi pare di capire che se io, socio, organizzo, ad esempio, una escursione, posso chiedere ai soci partecipanti una quota, come compenso per questa attività, giusto?
Gentillissimi,
io e altre 5 persone vorremmo costituire un'associazione che si occuperà anche di gestire progetti europei. Per fare questo abbiamo bisogno di inquadrare 3 persone con un contratto di collaborazione coordinato e continuativo.
1) Può essere un problema?
2) e se a fornire la prestazione fossero i soci, andrebbe bene?
3) c'è differenza tra chi fa parte del direttivo e gli altri soci?
grazie mille
cordiali saluti
Ea Polonara
Buongiorno
non mi è molto chiara la "faccenda" della prestazione occasionale che, se ho capito bene, non deve essere un’attività abituale e non deve svolgersi con continuità, appunto deve essere "occasionale". Allora mi chiedo come è possibile "applicarla" a soci istruttori che prestano la loro attività per un minimo di 10 mesi all'anno per 3 ore a settimana e in modo continuativo per tre o quattro anni? Il termine "occasionale" in questi casi non mi sembra molto appropriato.Le sarei grata se mi chiarisse il concetto. Grazie mille.
Buoansera, sono il presidente di un'associazione culturale con partita IVA. Per lavorare ad un progetto, parte dei soldi ricavati da un ente dovrebbero andare a me che ci lavoro attraverso contratto di lavoro. L'associazione può fare un contratto di lavoro al suo presidente e vice presidente?
Grazie
Complimenti per il sito. Ho chiesto anche l'amicizia su Facebook qualche giorno fa. Premetto che sono molto combattuta sul fatto di fondare o no un'associazione culturale, i cui membri del direttivo sarebbero mio padre, mia madre, il mio compagno e io. Non ho letto nessuna clausola sul divieto di associarsi tra familiari e in realtà lo faccio proprio per poter retribuire senza problemi soci esterni. In pratica, in questa associazione sarei l'unica del membro direttivo a guadagnare qualcosa lavorando attivamente (corsi, organizzazione di eventi, laboratori). In partenza, assumerei anche una mia amica socia con mansioni di segreteria e di aiuto nell'organizzazione di eventi.
1. Sulle prime, potrebbe andare bene questa forma di retribuzione: con 400 euro al mese di entrate, 200 a me che sono del direttivo e lavoro e 200 a una socia che collabora e lavora?
A me interessa solo poter avere un'entrata che arrivi a 500 euro mensili senza dover pagare tasse assurde. E accetterei senza problemi di pagare una socia esterna con la stessa cifra.
2. se dovessero entrare 500 euro al mese all'associazione, sarebbe meglio retribuire una socia per 250 euro, se un membro del direttivo prende (su molte ore di lavoro) 250 euro, oppure si può anche fare: 250 socia fondatrice e 100 a un socio e 150 a un'altra socia?
Non parlo di distribuzione di utili ma di retribuzioni oneste per portare avanti attività per gli associati senza dover fare volontariato (anche perché 250 euro al mese non mi sembra un grosso guadagno).
3. Quanti soldi devono rimanere nelle tasche dell'associazione per non poter parlare in nessun modo di distribuzione degli utili?
1. Questa non è una forma di retribuzione, ma solo la descrizione degli importi che vorreste avere. Le forme di retribuzione sono quelle previste dallo stato: voucher, ritenute d'acconto, fatture, contratti di lavoro a tempo determinato/interminato etc etc
2. Vedi sopra. Non può calcolare in questo modo. Si deve stabilire una forma di retribuzione e poi, all'interno di essa, stabilire gli importi orari o mensili.
3. Non è questione di volume di denaro ma di modalità di gestione.
Giusto, quindi 1) con le ritenute d'acconto, quindi con le ricevute, il lavoro dev'essere non abituale vero? Almeno fino a che l'associazione non abbia un reddito di un certo tipo, non credo che si possano fare contratti, soprattutto se l'associazione non ha la Partita Iva.
2. In ogni caso, se si paga mensilmente una persona esterna al direttivo (magari non sempre la stessa) il pagamento per il lavoro di un membro interno è perfettamente legale ma entro che cifre?
3. Bisogna che ci sia sempre un corrispettivo uguale da versare a un lavoratore esterno per una cifra presa da un membro interno (da lì facevo l'esempio: 200 e 200 per iniziare)?
4. E qual è la cifra massima per un membro interno che lavori assiduamente per l'associazione? Considerato che dei 3 membri interni o quattro, è solo uno che lavora. Grazie mille se risponderete ai miei dubbi e complimenti per il sito!
Buonasera, volevo avere delle delucidazioni importanti, sono presidente di un'associazione turistico, artistico, culturale indipendente, regolarmente costituita con atto, statuto e c.f. rilasciato dall'agenzia delle entrate, volevo sapere, se:
1. è obbligatorio la registrazione dello statuto ed atto costitutivo.
Inoltre la stessa si occupa prevalentemente di servizi turistici, tutti i ns soci, durante il periodo estivo si dedicano dalla mattina alla sera ad offrire il massimo dei servizi proposti, come tour turistici, accompagnamento a disabili, etc, vorrei sapere, se:
2. gli stessi possono essere retribuiti in forma di rimborso spese.
In attesa di una vs risposta, colgo l'occasione per porgere distinti saluti.
Buonasera, sto cercando, insieme ad un'amica e al mio fidanzato di formare un aps; gli scopi, tra cui la diffusione di una didattica outdoor tramite convegni serate e incontri o giornate di vita nei boschi per genitori e bambini, giornate dedite a autoproduzione tutte con offerte.
C'é il fatto di voler lavorare con scuole statali, portando un progetto che verrebbe proposto per 1 v a settimana, da ottobre a maggio, per 6 euro al giorno a bambino.
1. questo e possibile?
2. in quale modo?
Buongiorno,
sono la presidente di un'associazione di promozione sociale.
Ho bisogno delle seguenti risposte:
1. Posso assumere il mio vicepresidente?
2. Con che tipo di contratto?
3. Quali sono i costi e i vincoli fiscali per l'associazione?
Grazie e cordiali saluti,
Salve, sono il presidente di un'associazione culturale musicale con codice fiscale ma senza p.iva. La domanda è la seguente:
1) premesso che chiunque suoni nei concerti promossi è socio dell'associazione e svolge prestazione gratuita nei confronti della stessa, qual è la corretta procedura (documenti, mezzo di pagamento, causale bonifico ecc.) per dei rimborsi spesa?
2) Se dovessimo organizzare un corso didattico, legalmente come è più corretto retribuire il docente?
3) Qual è il regime di rapporto con i terzi aderenti al corso che pagano l'iscrizione allo stesso?
1. Quando sono la restituzione di soldi spesi e anticipati col portafoglio altrui (le spese è meglio siano preventivamente autorizzate dal consiglio direttivo). Forfettari, invece, sono una vera e propria retribuzione e come tali vanno trattati.
2. Legga questo nostro post
3. Non essendo soci si tratta di entrate commerciali. Dovrete quindi avere partita iva e pagare iva, ires, irap.
Buongiorno, parteciperò al vostro corso a Bologna sabato prossimo, ma se possibile vorrei sciogliere un dubbio prima...
1. E' possibile pagare qualcuno che si occupa della grafica del logo dell'associazione, del mantenimento del sito web e della pagina facebook?
2. In caso affermativo...in che modo può essere pagato? con un compenso come per gli istruttori?
grazie
Svolgo attività professionale di consulente della sicurezza antinfortunistica con possibilità di assolvere l'incarico di Responsabile del Sevizio di prevenzione e protezione (RSPP) ai sensi D.Lgs 81/08.
Sono entrato a far parte di una APD molto grande in qualità si socio. Sto valutando l'opportunità o meno di sostituire, come professionista, un RSPP attualmente esterno (marito di una socia). Il compenso che richiederei per attività professionale, date anche le responsabilità derivanti, sarebbe incompatibile con lo stato di socio?
Grazie e complimenti ancora per il blog
Salve,
se un membro del Direttivo svolge un lavoro per l'associazione, legato strettamente ad un progetto finanziato da un bando,
può ricevere un compenso?
Oppure sarebbe meglio se fosse un socio NON del direttivo?
Buongiorno, dal momento che è la prima volta che mi trovo di fronte a questi argomenti, vorrei, se possibile, chiedere un paio di delucidazioni. Grazie mille in ogni caso. Cercherò di illustrarle la situazione nel modo più chiaro possibile. Sono un ingegnere civile italiano e sono appena rientrato da un anno di servizio civile nazionale all'estero; sono partito grazie ad una ONG italiana ed ho lavorato in Perù per una ONG locale (con la quale la ONG italiana ha stretto un rapporto di collaborazione) nella progettazione di una scuola per bambini, aiutato a distanza, a titolo totalmente gratuito, da un altro giovane ingegnere e 3 giovani architetti italiani.
In questo momento l'anno di servizio civile è terminato, così come la progettazione della scuola, tuttavia io mi sto continuando ad occupare della ricerca dei fondi necessari alla realizzazione del progetto per conto della ONG locale peruviana; anche in questo caso a titolo personale e gratuito a causa del rapporto di amicizia con le ONG sopracitate. Una volta trovati i fondi (speriamo), si procederà alla costruzione della scuola che necessiterà di manodopera locale peruviana e di manodopera specializzata.
A questo punto arrivano i dubbi. La mia idea sarebbe quella di creare un'associazione che, almeno inizialmente, comprenda me e gli altri 4 ragazzi che mi hanno aiutato nel progetto della scuola, a coprire i ruoli di presidente e consiglio direttivo. L'associazione sarebbe un'associazione di ingegneri ed architetti che si occupano della progettazione e della costruzione di scuole in paesi emergenti.
1. Secondo lei che forma di associazione sarebbe più opportuna, anche alla luce di quanto scritto in seguito: associazione di volontariato? promozione sociale? associazione generica riconosciuta/non riconosciuta? Oppure nessun di queste? Ed in questo caso, cooperativa o cooperativa sociale (non so se i beneficiari siano in linea con i tipi A o B previsti per la cooperativa sociale) potrebbe essere un'idea?
I motivi che mi portano a questa scelta sono essenzialmente tre, che descrivo di seguito (in maniera pratica in modo che sia più comprensibile).
1) Un ente pubblico peruviano finanzia il progetto della scuola alla ONG locale peruviana con 50000 $ (le cifre sono inventate). La ONG locale peruviana è d'accordo di assegnare una fetta dei fondi, diciamo 4000 $, per coprire le spese della manodopera specializzata, alla associazione da me creata dato che abbiamo svolto tutta l'attività progettuale, trasferendola nelle sue casse.
A. questo punto, sia che si tratti di una associazione di volontariato sia che si tratti di associazione di promozione sociale, l'associazione potrebbe rimborsare le spese di viaggio Italia-Perù, le spese dovute all'affitto di un appartamento per i mesi necessari alla costruzione della scuola, le spese di vitto, ecc... al Presidente e al consiglio direttivo (me ed i miei amici) senza alcun particolare problema.
Fermo restando che se qualcosa di quei 4000 $ rimane inutilizzato deve permanere nelle casse dell'associazione.
B) E' corretto?
C) Nel caso di associazione di promozione sociale (o a maggior ragione, credo, di associazione generica), la parte inutilizzata dei 4000 $ potrebbe essere ripartita come stipendio/indennizzo tra presidente e consiglio direttivo?
2) La costruzione della scuola in Perù è terminata. L'associazione da me creata è tuttavia ancora presente. L'associazione riesce a vincere un bando (regionale/comunale/...) per il progetto e la costruzione di una scuola in Bolivia. Per la realizzazione del progetto l'associazione ha bisogno di un altro ingegnere e di un laureato in azione umanitaria che decidono di diventare soci.
L'associazione vorrebbe retribuire le 7 figure (1 presidente, 4 del consiglio direttivo ed i 2 nuovi soci) con ad esempio 800 €/mese ciascuno, contributo nettamente inferiore a quello di mercato.
D) A causa dell'ovvio conflitto di interessi come sarebbe più opportuno procedere? E' da escludere associazione di volontariato? Meglio un'associazione di promozione sociale? Oppure bisognerebbe deviare proprio verso un'associazione generica o cooperativa/cooperativa sociale?
3) Con il tempo ed i progetti realizzati, l'associazione potrebbe richiedere l'approvazione per divenire ONG.
E) Nel caso di associazione generica o cooperativa/cooperativa sociale, come potrebbe essere gestito l'eventuale e magari utopico passaggio ad ONG?
Salve Stefano. Onestamente mi pare che un quesito così articolato non sia affrontabile nello spazio dii questo blog. Servirebbe sedersi ad un tavolo e parlarne un paio d'oro. Un consiglio però volevo dartelo: ci sono MIGLIAIA di Associazioni già costituite in Italia, in assoluta difficoltà per mancanza di volontari, personale, risorse. DAVVERO ha senso farne una nuova? Senza esperienza? Collabora con una ONG già esistente, che funziona, poi COPIA PASSO PASSO il loro sistema, la loro struttura.
Grazie innanzi tutto per la risposta, immagino che abbia messo parecchia carne al fuoco, in ogni caso comprendo bene i limiti che una richiesta fatta per mezzo di un blog ha e debba avere.
Proverò a cercare ulteriormente, ma nel campo dell'ingegneria/architettura che lavora in paesi in via di sviluppo si fa un po' di fatica a trovare a mio parere. Ingegneria ed architettura senza frontiere di sicuro sono delle associazioni onlus presenti nel territorio, ma spesso hanno un target diverso, piuttosto orientato all'ambito universitario.
Ad ogni modo l'idea era, apriamo un'associazione che per 3/4 anni affianchi una o più ONG conosciute che ci coinvolgano per la progettazione di una scuola X nel paese Y, piuttosto che di una mensa o un centro d'aggregazione giovanile Z nel paese W, "vivendo", come accennavo, di rimborsi, quote associative (in piccola parte) e conferenze/eventi; in modo da fare esperienza, acquistare un po' di credibilità e poter contare su alcuni progetti effettivamente portati a termine.
Poi nel futuro magari provare a gestire qualcosa indipendentemente, cercando di trasformarsi, con tutti i se ed i ma necessari, in una piccola ONG. Ecco questa era sostanzialmente la nostra idea, per questo mi chiedevo? Da dove parto? 🙂
Buongiorno. Lavoro presso una associazione culturale. Una delucidazione:
alcuni docenti che tengono corsi lungo tutto l'anno presso la sede e presso scuole e altri enti, sono anche consiglieri del consiglio direttivo. non percepiscono compensi per la carica istituzionale ricoperta, ma per le lezioni, per attività di progettazione e altre collaborazioni svolte con continuità.
1. Le lettere di incarico e i contratti sono obbligatori?
2. I tariffari dei loro compensi devono essere stabiliti collegialmente da tutti i membri del direttivo?
1. Dipende dal tipo di rapporto lavorativo che avete. A prescindere da ciò quantomeno una lettera di incarico (se appunto non è un rapporto che deve essere determinato attraverso un vero e proprio contratto) è opportuna.
2. Meglio di si, e devono essere di mercato (mi raccomando).
Buonasera,sono una dipendente di una associazione di volontariato affiliata A.N.P.AS. Dopo 11 anni di volontariato, alla mia organizzazione è stato possibile effettuare delle assunzioni ed io mi sono ritrovata ad avere un posto di lavoro.
Da allora la domanda, alla quale non riesco ad avere una risposta precisa, con riferimenti giuridico/legislativi è:
1. posso essere anche una volontaria della stessa organizzazione, senza richiedere nessun tipo di rimborso?
2. E se si, come può l'associazione dividere legalmente i due tempi?
3. Cioè, le ore da dipendente da quelle di volontariato?
Spero di essere stata chiara nell'esporre il mio dubbio e che Voi riusciate a fugarlo.
Grazie per l'attenzione ed auguro a tutti Voi Sereno lavoro.
1. Si, se si tratta di mansioni diverse.
2. Uno è normato da un contratto (quello lavorativo), l'altro invece è totalmente libero e svincolato.
3. Vedi sopra.
Salve, approfitto ancora una volta della vostra disponibilità ponendovi 2 domande. Sono presidente di una piccolissima asd nata per diffondere la pratica dello yoga e discipline affini. Di recente siamo stati informati dallo XXXXX che per usufruire dei rimborsi fino ai famosi 7500 euro, i nostri istruttori devono avere un diploma rilasciato dallo csen stesso che li qualifica all'insegnamento. Vorrei capire bene che cosa dice la legge.
1. Se questo è vero come posso pagare dei compensi ad esempio a un insegnante di canto o di counseling, attività sicuramente non sportive che tuttavia vorremmo svolgere poichè in linea con gli scopi dell'associazione?
Puntualizzo che i nostri insegnanti non sono in possesso di partita iva ma comunque avrebbero diritto a un compenso per il loro tempo e impegno.
Siamo preoccupati per la questione "defribillatore".
2. Possibile che una asd che svolge unicamente attività a basso impatto cardio-vascolare, come lo yoga, il canto, la meditazione, debba sostenere un onere tanto pesante?
Inoltre avendo un ospedale a meno di 2 km, in caso di necessità sarebbe molto più sensato chiamare persone specializzate anzichè mettere una persona, per quanto certificata da un corso, a fare il dottore.
Quello che vi dice l'Ente non è vero. Da una parte è comprensibile (qualificare i propri insegnanti è sicuramente una scelta di buon senso) dall'altro può apparire invece come un tentativo di "vendere" dei corsi spacciandoli per obbligatori.
1. Un insegnante di canto non può essere retribuito col regime dei 7500. Questo è per lo sport dilettantistico e non per altro! Idem per l'attività di counseling.
2. Purtroppo si.
Buongiorno, vorrei delucidazioni su compensi/rimborsi.
Per quanto riguarda il rimborso del carburante posso fare un rimborso a pie' di lista applicando marca da bollo se l'importo supera i 77,47 euro.
1. Per i compensi ai soci invece per l'attività svolta (es.Gestione delle fatture, redazione dei contratti,ecc) si deve compilare il famoso modellino (max.7500) ed essi vanno dichiarati nel 770 giusto?
Salve sono il segretario di un'associazione di volontariato.
1. Può un socio essere anche un dipendente e rimanere socio della stessa?
2. si può retribuire, non come dipendente, un socio che fa il soccorritore o l'autista in un'ambulanza?
3. e se si come?
Buongiorno. La nostra ASD (siamo affiliati CONI) a tutti gli istruttori rilascia dei rimborsi forfetari di spesa alla fine di ogni mese, per ogni giornata di prestazione + un contributo auto. Mentre per gli insegnanti di attività culturali (teatro e musica prevalentemente) contribuiamo solo dando loro un rimborso auto quando questi si muovono per le lezioni o le riunioni. Sottolineo che tali insegnanti non sono professionisti e non hanno partita iva. Di conseguenza svolgono la loro attività gratuitamente ricevendo solo un contributo auto. Lo stesso procedimento di retribuzione adottato per gli istruttori (rimborso forfetario di spesa + contributo auto) viene adottato anche nei confronti di coloro (1/2 persone) che si occupano di attività di segreteria: prevalentemente iscrizioni ai corsi e tesseramenti (in quanto si tratta di attività connesse all'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche).
Pongo qui alcuni quesiti:
1) se è il presidente a svolgere questa attività di segreteria può comunque ricevere tale rimborso?
2) tale attività di segreteria comprende anche le ore di gestione della cassa e contabilità o solo le ore dedicate alle iscrizioni?
3) con che mezzi è possibile dare un rimborso agli insegnanti di attività culturali se questi non sono in possesso di partita iva? Voucher, contratto a progetto, prestazione occasionale? Cosa mi consigliate?
4) le ore dedicate dal presidente e dai docenti responsabili per riunioni presso enti/comuni, riunioni didattiche, redazione progetti e organizzazione attività sono rimborsabili in qualche modo?
1. Si. Ma legga questo nostro post.
2. Entrambe.
3. Voucher, contratto a progetto, prestazione occasionale van bene. Consiglio prestazione occasionale.
4. Si, poichè sono comunque attività lavorative non collegate al ruolo elettivo.
Vi ringrazio per le risposte che mi avete fornito. Vista la vostra professionalità, vi chiedo alcuni ulteriori quesiti in materia rimborsi e compensi:
1) detto che i compensi/rimborsi forfettari di spesa possono essere percepiti sia dagli istruttori, sia da chi svolge attività amministrativo-gestionale connessa all'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche. Chiedo: quali sono le attività che all'interno di un'ASD si possono considerare "amministrativo-gestionali"? E che quindi per lo svolgimento di tali attività il collaboratore può ricevere un compenso? Nessuno sa darci risposte precise in merito. C'è chi dice solo le iscrizioni e i tesseramenti, c'è chi chi dice la contabilità, c'è chi dice l'organizzazione dei corsi.
2) un istruttore o collaboratore che svolge le proprie lezioni o funzioni amministrativo-gestionali all'interno del proprio paese può ricevere un rimborso forfetario di spesa della stessa cifra dell'istruttore o collaboratore che svolge le proprie lezioni/funzioni al di fuori del proprio paese di residenza?
3) Ho letto delle franchigie. Il nostro ente di affiliazione non ci ha mai fornito risposte chiare in merito. Abbiamo quindi sempre applicato un rimborso forfettario a chi svolge attività nel proprio paese e un un rimborso forfettario + rimborso auto/viaggio per chi svolge attività al di fuori del proprio paese di residenza senza tener conto delle franchigie. Cosa dovremmo fare ora?
1. Non c'è una definizione precisa ma tutti i compiti da lei indicati vanno benissimo
2. Certamente, avendo presente che si tratta sempre di un compenso come tutti gli altri
3. Legga questo nostro post.
Davide
30 Aprile 2015 alle 10:30
Buongiorno, vi chiedo alcune informazioni:
1- leggo che i compensi ai collaboratori amministrativo-gestionali devono essere rilasciati dalla ASD solo quando l'attività di questi collaboratori è direttamente connessa ad un'attività sportiva. Ma se questi collaboratori lavorano anche per sistemare/organizzare/attivare/gestire corsi non sportivi (come ad esempio canto, teatro) possono o non possono ricevere tale compenso?
Esempio: se un socio (sia presidente, altro membro del CD, o altro socio) un giorno si rende disponibile a stampare e affiggere manifesti in giro per i paesi per promuovere un corso di teatro della nostra ASD, può ricevere tale compenso? Anche se teatro non è da considerarsi "attività sportiva". Stessa cosa vale ad esempio per chi si dedica alle iscrizioni e ai tesseramenti inerenti a corsi non prettamente sportivi.
2- posto che una ASD deve avere al suo interno almeno un socio con certificato di primo soccorso e un socio con certificato di corso antincendio. Quanto valgono i certificati di primo soccorso e di antincendio per chi li fa? E in che casi sono da considerarsi validi ai fini della normativa prevista (nel senso della tipologia di corso, monte orario, ente che ha rilasciato il certificato)?
3- nel libro soci di un'associazione, le domande di ammissione a socio devono essere archiviate: 1 - in ordine alfabetico, 2 - in ordine di presentazione della domanda, 3 - in ordine di approvazione della domanda e effettivo tesseramento/distribuzione tessera sociale
TeamArtist
04 Maggio 2015 alle 10:39
1. Assolutamente NO.
2. Non esiste questo obbligo (anche se mi pare di buon senso), quindi tutto quello che fate in più non risponde ad alcuna esigenza normativa e non avete parametri di riferimento. Se volete potete usare quelli delle Srl.
3. Il libro soci di una Associazione NON è la raccolta delle domande di iscrizione. In ogni caso le terrei ordinate cronologicamente per data di presentazione.
Buon giorno, io e tre amici vorremmo fondare un'associazione di promozione sociale.
Abbiamo letto in merito ai compensi che questo tipo di associazioni "si avvalgono prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati per il perseguimento dei fini istituzionali" ma possono "in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo a propri associati."
1. La domanda è cosa si intende per casi di particolare necessità?
2. In questi casi possono essere retribuiti anche i membri del consiglio direttivo compreso il presidente?
1. Non è stabilito: ma quale attività lavorativa può non esserlo?
2. Non per i loro ruoli elettivi, soltanto per quelli lavorativi veri e proprio (attenzione che lo Statuto però non abbia delle regole ancor più vincolanti in tal senso).
Siamo 5 amici e soci fondatori ed organizziamo un festival di musica di strada con musicisti che vengono dall'estero.
Stiamo chiudendo il bilancio della prima edizione e per contenere i costi abbiamo ospitato nelle nostre case private 4 artisti a testa (20 in totale) per 5 giorni.
Chiedo:
1. è possibile mettere a verbale che deliberiamo un rimborso simbolico ad esempio di 10€ a persona per giorno di ospitalità a copertura del vitto e alloggio degli artisti "risparmiato" dall'associazione? (quindi € 40 al giorno x5gg di ospitalità sarebbero € 200 totali a socio)
2. se si può fare come va catalogato a bilancio?
3. si rischia che possa essere visto come un compenso verso i soci?
Salve, ho letto l'articolo ma vorrei delle delucidazioni in merito a quel che riguarda l'aspetto principale delle associazioni no profit ovvero quello del divieto della distribuzione degli utili.
Vorrei aprire a breve una scuola di ballo come ASD ma ancora non mi è chiaro quale potrà essere il compenso che effettivamente percepirò. E' chiaro il fatto che eventuali avanzi di gestione verranno trasferiti a successivi esercizi ma supponendo un utile di 5000€ quale sarà il mio guadagno effettivo?.
Ho letto navigando su internet che i denari corrisposti ad un membro qualsiasi del Consiglio Direttivo rispondono alle attività che questi hanno effettivamente prestato a favore dell’Ente.. ma cosa si intende per servizi effettivamente prestati? perchè in tal caso un qualsiasi membro del consiglio direttivo potrebbe comunicare che i compensi da lui percepiti siano dovuti a lezioni di ballo impartite o altro e quindi si ritroverebbe con 5000€ ( esempio di prima ) in tasca?
Grazie per l'attenzione.
1. Nell'eventualità in cui un'APS abbia dichiarato nel suo Statuto la possibilità di cambio denominazione / sede / Presidente senza alcuna modifica statutaria, ma tramite delibera interna, è necessario andare all'AdE e registrare statuto con altra denominazione / sede / Presidente, spendendo quindi altro importo per marche da bollo? Lo statuto e gli scopi rimarrebbero invariati.
2. è possibile ricoprire due cariche nel consiglio direttivo di due associazioni (un'APS e una culturale)?
Salve,
Con altri due soci abbiamo costituito una asd finalizzata all'insegnamento dello yoga e di discipline affini. L'asd ha iniziato la sua attività da 6 mesi. Al momento, dei corsi proposti,gli unici che si stanno regolarmente avviando sono quelli di yoga dove l' istruttore è anche il presidente.
A gennaio abbiamo redatto un bilancio dei primi 3 mesi di attività (apertura asd: ottobre 2014). Domande:
A)Non avendo a disposizione fondi per pagare il compenso all'istruttore/presidente di yoga, possiamo riportare il debito nell'anno successivo oppure ci deve rinunciare? Le entrate infatti sono bastate unicamente per pagare le spese (affitto, luce, ecc).
B) Se è possibile riportare il suo compenso nell'anno successivo, in che modo lo dobbiamo mettere in bilancio?
Salve, eccovi subito i miei quesiti, ringraziandovi anticipatamente.
Sono Presidente di una associazione che raggruppa gente che svolge una professione (possono essere iscritti ad Ordini o Collegi ma possono essere anche professionisti legge 4/2013). l'Associazione è iscritta al MISE nell'apposito elenco. Abbiamo solo CF e non PI. Lo Statuto dice che ha lo scopo di tutelarli, rappresentarli, formarli e informarli, organizzare corsi di formazione per soci e per esterni, ecc. Abbiamo costituito come da statuto un Centro studi e ricerche che si occupa di relazioni con l'esterno sia pubblico che privato in virtù di un proprio statuto dipendente dall'associazione.
A- Stampiamo una rivista regolarmente iscritta al tribunale e con un direttore responsabile (io): ai soci è gratis dagli altri accettiamo donazioni libere per l'abbonamento o per un semplice numero (non vendiamo nulla).
Detto ciò:
1) per far cassa abbiamo la possibilità di fare corsi di formazione ad aziende. Possiamo accettare compensi per questi corsi tramite rilascio di semplice ricevuta fiscale?
Mille grazie.
A - ... e se facessimo risultare questi (possibili! ma non è detto che ci siano!) introiti come contributi (alla stampa, p.e.) dato che come lei scrive: Attenzione, le Associazioni culturali o ricreative NON HANNO DIRITTO a ricevere erogazioni liberali che possano poi essere dedotte dal donante?
1 - ... e se anche in questo caso rilasciassimo semplice ricevuta per contributo (spese, p.e.) alle aziende per il corso/i organizzati presso loro?
Gentilissimo nel rispondermi! Mille grazie!
Ci provo.
Premesso che ho letto tanto su questo sito (e forse ancora tanto c'è da leggere)grazie al quale per esempio nel nostro statuto non compaiono tante tipologie di soci ma solo due e sono democraticamente uguali, ecco come potrei rispondere alla sua domanda:
(alla Totò)... dicesi "Contributo" versamento in denaro o latro bene dietro semplice ricevuta contabile per attestatzione di pagamento da non inquadrarsi come elargizione volontaria. Va da se che questo versamento non è deducibile fiscalmente ma va semplicemente dichiarato da entrambe le parti (associazione e chi contribuisce) in contabilità come entrata o come uscita.
Cosa ne pensa?
TeamArtist
23 Marzo 2015 alle 17:08
Non tutti possono contribuire in questo modo però...
Salve la nostra associazione una aps si occupa principalmente di attivita' per bambini...ANIMAZIONE, intrattenimento, corsi di pittura e ludoteca, a carnevale per promuovere l'associazione abbiamo proposto al comune uno spettacolo con un rimborso spese. A questo spettacolo ha partecipato un nostro socio che ha la passione per la fotografia (ed è anche qualificato in materia) che ci ha fornito le foto (è stato 2 ore a fare foto) ed ha stampato alcune foto (con la sua stampante personale) che abbiamo regalato hai bambini. Queste stampe sono sempre comprese nel rimborso del comune. Dopo questa lunga premessa arrivo al punto
1) come posso rimborsare questo socio?
2) ha messo ha disposizione dei macchinari e il suo tempo anche se non è un rimborso come professionista un minimo (essendo previsto nella proposta e nel rimborso) dovrebbe riceverlo?
3) come contabilizzo tutto questo non avendo una fattura o altro?
4) posso fare un forfettario?
5) questo deve essere sempre accompagnato da un verbale o basta la richiesta di liquidazione da parte del socio?
1. Riacquisti tutto il materiale impiegato dal fotografo con fattura intestata all'Associazione e glielo restituisca
2. Se fa così non lo sta rimborsando ma retribuendo per una prestazione lavorativa. Sono 2 cose completamente diverse.
3. vedi 1.
4. In che senso?
5. Meglio avere sempre un verbale.
Buongiorno, sono Presidente di un'associazione culturale e direttrice artistica del festival letterario organizzato dall'associazione. vista l'enorme mole di lavoro che richiede organizzazione del festival (che è diventato praticamente l'unica mia attività):
1. è possibile chiedere un compenso?
naturalmente non è ripartizione di utili ma richiesta di prestazione professionale.
2. Ci sono dei limiti in euro stabiliti per legge?
3. se questi limiti fossero ben al di sotto della mia richiesta, come posso fare?
4. come fiscalmente si chiede il compenso?
5. essendo presidente dell'associazione e al contempo direttrice artistica, c'è conflitto di interessi?
6. è illegale?
7. come si ovvia?
1. In linea di massima, si se ciò non osta col vostro Statuto.
2. Massimo il 20% in più rispetto alla normale retribuzione di mercato per questo tipo di prestazione.
3. Nulla.
4. Dipende dalla sua situazione personale: ha una partita iva? Di che importo annuale stiamo parlando? E' a carico di qualcuno? E' in pensione? E' studentessa universitaria? etc etc.
5. Si
6. No
7. Avendo cura di trovare una figura all'interno dell'Associazione che controlli e valuti il suo operato.
Ciao, sono il presidente di una aps costituita da un paio di mesi, non ancora iscritta in nessun registro. La nostra associazione è nata in seguito all'accoglimento di un progetto presentato nell'ambito di un bando dal titolo "lavoro, inclusione, sviluppo locale" promosso dalla XXXXXXX e dal comune di XXXXXX e finanziato da una fondazione bancaria. Per ora siamo solo tre soci.
Volevo porvi due quesiti:
1. Siamo tenuti a presentare il modello EAS?
2. Dovendo fare dei contratti di collaborazione occasionale (siamo ben al di sotto della soglia dei 5000 euro) sia a noi soci che ad un collaboratore esterno, volevo sapere se nell'ambito di questi contratti, una volta stabilito un range temporale per portare a termine la collaborazione, è possibile erogare degli anticipi sul totale naturalmente a fronte di una notula o di qualcosa del genere?
1. il circolo tennis A (per legge costituito come asd) organizza dei corsi di tennis ma per la parte tecnica di avvale della collaborazione della asd B (specializzata in organizzazione appunto di corsi di tennis)...i pagamenti degli allievi vanno nelle casse di A, che poi gira una somma forfettaria alla asd B...gli allievi devono essere anche soci della asd B o basta che lo siano di A?
2. un maestro di tennis con partita iva fa fattura ad una asd per farsi pagare i corsi e le lezioni svolte...la asd ha qualche spesa dovuta al pagamento di questa fattura?
Buongiorno, volevo aprire un associazione a tutela del credito, ovvero un associazione che si occupa di consigliare e procedere legalmente e non al recupero del credito per fatture insolite di aziende. Abbinata a questa cosa volevo abbinare anche altre, tipo consulenza societaria e via dicendo.ma sembra non ci sia modo di tutelarsi e guadagnare con una associazione, la mia domanda è : cosa mi consigliereste di aprire? Premetto che al momento ho partita iva come consulente.
vorrei fondare un'associazione culturale per la promozione e la diffusione delle lingue straniere a distanza, che prevede per i Soci la possibilità di frequentare corsi a distanza online e partecipare ad attività quali videoconferenze, fruire di contenuti educativi speciali, e così via. Avrei due domande:
1. Non esiste una vera sede fisica, nel senso che l'attività si svolgerebbe sul web e i soci fruirebbero dei corsi a distanza. E' possibile rendere il proprio domicilio la sede dell'associazione, in questi casi?
2. Se io fossi la Presidente dell'associazione, potrei ricevere compensi in qualità di insegnante, al pari di altri soci? O non dovrei essere la Presidente?
1. Si. Ma, in ogni caso, deve esserci un titolo per poter fissare la sede legale al domicilio di qualcuno (comodato d'uso gratuito registrato, come minimo).
2. Può se lo Statuto non lo impedisce, con le dovute accortezze del caso.
Siamo una ASD con solo codice fiscale appena costituita quindi per diversi mesi faremo solo ed esclusivamente promozione/informazione sportiva ad esempio seminari, stage etc. o culturali e prevenzione sanitaria come previsto da statuto.
A. Queste attività saranno rivolte solo ai soci e non prevedono una quota se non eventuale elargizione liberale.
I seminari e stage saranno tenuti da soci in forma gratuita salvo rimborso spese, per ora non abbiamo istruttori veri e propri. Così pure ad esempio seminari sulla prevenzione sanitaria sarà tenuto solo da soci nei confronti di altri soci.
L'organizzazione degli stessi, es. registrazione partecipanti ed invio inviti, sarà sempre effettuata da soci in forma gratuita. Non c'è nessun dipendente o collaboratore a qualsiasi titolo ed utilizziamo dei locali dati in comodato gratuito e fitteremo una stanza di un altra associazione. Le domande sono:
1- i soci in questo caso sono da considerarsi volontari e dunque occorre metter in forma scritta tale accordo, se sì esiste un modello tipo
2- è obbligatorio redigere il DVR e fare la formazione sui luoghi di lavoro per questi soci che danno una mano nelle modalità dette sopra
3- i locali in comodato gratuito sono una porzione di un'abitazione; premesso che l'ingresso è riservato solo ai soci e le attività che si svolgeranno non sono sportive ma ad esempio lettura di libri sportivi, sportello informativo per la prevenzione sanitaria ci sono problemi o requisiti particolari che deve avere detto locale?
4- se in futuro dovessimo prevedere delle quote di partecipazione, sempre e solo per i soci, si configurerebbero come attività decomercializzata o istituzionale.
A. Non possono essere erogazioni liberali, che sono tutt'altro. Legga questo nostro post. Si tratta di un vero e proprio contributo soci (non vedo quale sarebbe il problema).
1. Si, sono volontari. Non vedo l'opportunità dello spiegare una cosa tanto ovvia e naturale.
2. No
3. Dovete verificarlo con l'UT del vostro Comune. Solitamente le sedi associative sono in deroga a tali requisiti.
4. Le attività decommercializzate sono parificate alle istituzionali: non è quindi utile distinguerle. A mio parere queste sono entrate decommercializzate in ogni caso.
buongiorno
sono presidente di un'asd.
avuti un po' di problemi tra consiglio direttivo, di fatto il vicepresidente è sparito in seguito a disguidi personali. Il vicepresidente raccoglieva contributi di soci per pratica danza (io ero impossibilitata ad essere presente in tutti gli orari). Il vicepresidente mi ha consegnato un foglio scritto di mano sua in cui dice le entrate totali da lui raccolte da gennaio a giugno 2014, finchè cioè era presente. Su questo foglio vengono indicati circa 10000 euro in più rispetto a quelli che sono stati consegnati dal vicepresidente all'asd.
Come posso muovermi per recuperarli? Questa persona si rifiuta di darli. Ora devo redigere il rendiconto economico 2014. Ufficialmente mancano questi soldi, ma risultano nelle entrate.
Vi ringrazio per la vostra risposta.
sono presidente di una aps affiliata a una APS Nazionale attraverso la quale tessero i soci che fanno attività sportiva e promozione sociale. Pago per complessive ore 4 (una a settimana) mensilmente una socia universitaria che tiene il corso di ginnastica.
1) optando per la ritenuta d'acconto sarebbero 12 retribuzioni. Sarei in regola o potrebbe apparire un tipo di lavoro continuativo e subordinato dato che si svolgerà anche nei prossimi anni?
2) visto che il tesseramento comprende la copertura di una assicurazione di base per gli infortuni, dovrei anche assicurarla per infortuni sul lavoro?
3) se il contributo dato dai soci che frequentano il corso supera il costo della retribuzione sono in regola?
4) devo tesserare solo i soci che frequentano il corso e fanno in giro promozione sociale o anche gli altri che non partecipano all'attività sociale ma si limitano solo a rinnovare la quota sociale annuale?
5) se dovessimo optare per un lavoro gratuito, di volontariato, che prevede solo rimborsi a piè di lista che tipo di documento, contratto, dovremmo sottoscrivere?
1. E' in regola, ma nulla impedisce che questa attività possa apparire come un lavoro subordinato.
2. Un'assicurazione in più non fa mai male
3. Non vedo il nesso tra questi due aspetti
4. E' una libera scelta vostra
5. Le due cose sono in contraddizione l'una con l'altra: o è un lavoro o è una attività di volontariato!
grazie mille per la risposta. Ciò che intendevo dire è questo:
sino ad ora l'ho pagata con ritenuta d'acconto. Due mensilità durante tutto il 2014.
!)Visto che potrebbe essere contestato come lavoro subordinato potrei chiedere all'interessata di svolgerlo come volontaria, lei volendo, rimborsando solo le spese vive a piè di lista. Dovremmo giustificare comunque l'uscita per rimborso spese attraverso un suo impegno scritto per svolgere il corso gratuitamente?
2) se il corso è gratuito non posso chiedere ai soci un contributo. E' così?
Grazie ancora per le vostre preziose risposte.
1. Si, certo potete rimborsare le spese vive. Non c'è bisogno di spiegare invece perchè un volontario sia un volontario!
2. Non capisco: il corso è gratuito oppure volete un contributo!
Ezia Caredda
19 Gennaio 2015 alle 12:07
al momento danno un contributo di due euro dato che ho pagato con ritenuta d'acconto.
1) se l'istruttore lo fa gratuitamente invece, ancora dobbiamo riprendere il corso nel 2015, va da sè che i soci non dovranno più contribuire neppure per rimborsare le spese vive tipo abbonamento mensile autobus, ecc.. E' così?
TeamArtist
19 Gennaio 2015 alle 13:04
1. No, non è così scontato. Potreste avere mille altre spese (ad esempio di segreteria) di cui rientrare. Le due cose non sono collegate (in teoria potreste chiedere un contributo solo per raccogliere fondi per future attività).
Salve. Vorrei fondare un'associazione (penso di promozione sociale) con la finalità di aprire un FabLab e diffondere i principi della Rivoluzione Digitale. Oltre ad organizzare eventi, acquistare macchinari, e tutti costi che un'associazione deve sostenere per fare promozione, in linea con i principi dell'associazione sarebbe necessario fare assistenza di progettazione, modellazione e stampa 3D, nonché organizzare corsi e seminari.
Trattandosi palesemente di un'attività molto impegnativa e che prevede una preparazione spesso di tipo professionale, mi sembra giusto poter garantire ai soci la possibilità di recepire un "compenso" relativamente a questi progetti, ma in situazioni comunque occasionali, o se dovesse rivelarsi un servizio molto richiesto fatto sicuramente da persone sempre diverse, trattandosi di un ambito di volontariato/ricreativo e non professionale.
1. E' possibile?
2. Se sì, anche per il direttivo, e per me che ne sarei la Presidente?
3. E rimanendo entro quali cifre per non cadere nell'illegalità?
1. Si (suggerisco in ritenuta d'acconto nei redditi diversi) se lo Statuto non lo impedisce espressamente. Legga questo nostro post.
2. Per tutti.
3. 5000 euro/annui
Salve, sono il presidente di un'associazione culturale specializzata in attività teatrali (laboratori teatrali e spettacoli). Ho bisogno del vostro aiuto. Vi faccio alcune domande:
1) Essendo il presidente vorrei sapere se presentando i scontrini per viaggi, alberghi etc etc posso essere rimborsato. I rimborsi valgono anche per il presidente?
2) Se si, sul rendiconto annuale come deve essere giustificato?
3) Cioè come deve esser scritto?
4) Devo riportare la motivazione per la quale ho speso ad esempio 100 euro di viaggio legata al progetto teatrale che l'associazione sta portando avanti o basta soltanto presentare lo scontrino?
Facendo un esempio. Ho fatto un viaggio e ho speso 100 per conoscere degli insegnanti per un laboratorio di teatro oppure per comprare delle scenografie.
5) Devo solo allegare lo scontrino?
6) Se la risposta è no, mi dite come dovrei scrivere?
7) In quanto presidente dell'associazione culturale, e in quanto esperto e insegnante di teatro, posso fare a me stesso un contratto per un laboratorio di teatro verso terzi, per esempio gli alunni di una scuola?
8) O si tratta di conflitto di interesse?
9) E se posso farlo, fino a quale cifra?
10) 7500 euro per le associazioni culturali?
Grazie mille
1. Si, a patto che a Statuto non abbiate scritto qualcosa in contrario. Legga questo nostro post.
2. Rimborsi a piè di lista per i soci volontari.
3. vedi 2.
4. Di solito ogni trasferta dovrebbe essere autorizzata preventivamente dal consiglio direttivo indicando anche un budget di spesa.
5. Di solito si fa una lettera con allegate tutte le pezze giustificativ
6. vedi 5.
7. In linea di massima si. Consiglio di farlo approvare dal direttivo in sua assenza e di nominare un altro membro del Direttivo come suo "supervisore" in questo progetto.
8. C'è un palese conflitto di interessi. Ma le norme lo consentono.
9. Deve essere in linea coi costi di mercato
10. Non so dove abbia preso questa cifra!
il socio che è iscritto regolarmente nel libro soci, ha pagato la quota dell'anno completa anno 2010, esempio iscritto dal 31/07/2010 per l'agenzia delle entrate siccome al 01/01/2011 non è più iscritto non è considerato socio e perciò viene considerata l'attività commerciale ad esso dedicata dall'associazione.
avete qualche riscontro normativo che dice il contrario??
Buongiorno complimenti per il vostro sito, sempre molto chiaro e puntuale. Tre domande sull'organizzazione di corsi e relativi compensi:
1) Come APS possiamo tenere corsi a pagamento rivolti al pubblico o a studenti (in collaborazione con istituzioni scolastiche) o possiamo fare attività rivolta solo ai nostri soci?
2) Possiamo pagare un compenso direttamente al socio (non membro del direttivo) che organizza tali corsi rivolti a terzi (o studenti)?
3) Nel caso quanto sopra non fosse possibile, sarebbe legale affittare locale e attrezzature dell'associazione a un nostro socio che, agendo come privato, tiene un corso a pagamento rivolto a non soci?
1. Tutto si può fare. Ogni tipo di attività va prima, comunque, inquadrata fiscalmente.
2. In linea di massima si, ma ogni caso è a sè stante-
3. Dipende. Legga questo nostro post.
ciao,
ormai vi seguo quasi tutti i giorni!!! leggo i post degli altri per cercare di fare meno domande possibili, ma proprio questa, non la capisco.
io sono presidente di un'ASD senza scopo di lucro. mi occupo io di tutto. contabilità, iscrizioni ai campionati di calcio, organizzare le visite mediche, cercare sponsor, organizzare la trasferta per i nazionali a fine giugno e tutto quello che bisogna fare per poter portare avanti un'Associazione.
perdo tantissimo tempo, almeno 10/12 ore la settimana (io già lavoro full-time).
questa è solo la premessa 😀
le domande sono:
1) ho sempre anticipato io tutte le spese, perchè non abbiamo mai abbastanza soldi per coprire i costi della stagione. mi hanno detto (a voce e non per iscritto) che come presidente non posso riprendermi i soldi spesi per conto dell'associazione, che li devo considerare come contributo a fondo perduto....
2) se ci fossero, non potrei prendermi soldi per i rimborsi spese, sempre perchè sono la presidente
3) non posso calcolare, neanche a 5 € l'ora, con tanto di approvazione dell'assemblea, un compenso per quello che faccio. ovviamente mostrando a fine mese un resoconto delle ore effettivamente lavorate
4) nello statuto abbiamo fatto inserire anche l'organizzazione di viaggi. mi hanno detto che non può essere considerata attività istituzionale. e quindi anche i costi per la trasferta organizzata a giugno, per partecipare ai nazionali di calcio UISP (quindi non per vacanza) me la devo accollare io, perchè altrimenti dovrei farmi fare fattura, mettere a bilancio, e pagare le tasse come attività commerciale, anche se dagli atleti non prendo uno spicciolo!!!
vale la pena chiudere tutto e fare opere di carità!!!
1. Assolutamente no! Doveva versarli però come "prestito infruttifero da soci", autorizzando il tutto con un verbale di direttivo in cui stabilire anche le modalità di restituzione.
2. Falso! Ha diritto ai rimborsi per lo sport dilettantistico.
3. Dipende. Per l'attività di Presidente NO, per quella di segretaria amministrativa, SI (dipende da quello che fa).
4. Non è così. I costi di viaggio per le trasferte sportive non c'entrano nulla con l'organizzazione di viaggi e soggiorni TURISTICI!
Dia retta a me. Cancelli dalla rubrica del telefono chi le ha detto queste stupidaggini.
salve, nel punto ristoro aperto al pubblico in un centro sportivo gestito da una ASD ,
1) il presidente e i soci aventi i requisiti possono continuare a fare del volontariato, senza alcun compenso(all'interno del punto ristoro) o bisogna assumere obbligatoriamente un dipendente, inquadrarlo e retribuirlo???
2) nel caso di una assunzione, è sconsigliato assumere il presidente, anche se è lui ad aver bisogno dei requisiti per poter aprire tale attività commerciale di un ente non commerciale???
3) nel caso si possa fare del volontariato, sotto responsabilità di un socio che sottoscrive una richiesta di incarico, è obbligatorio, facoltativo, o inutile inquadrarlo ai fini assicurativi tramite INAIL???
Spero in una Vostra cortesissima risposta.
è certo che sull'argomento non profit siete i più competenti!!!
Salve, fermo restando che mi sia chiaro che in un APS gli utili non si possano spartire e venuto a conoscenza che comunque si possa stipendiare una persona esterna oppure un socio(per i lavori svolti), la mie due domande sono:
1. in che misura viene calcolato lo stipendio o compenso al netto delle tasse
2. se i soci sono due possono entrambi percepire compensi mensili?
3. E se si in che misura?
1. Secondo il contratto nazionale del commercio, relativamente al livello stabilito.
2. Una APS con due soci? Che riesce ad avere le entrate tali da poter pagare 2 stipendi???? C'è qualcosa che non torna...
3. vedi 1.
Salve, e complimenti per il modo semplice con cui spiegate norme e iter burocratici ben complessi!
Faccio parte di una piccola associazione culturale, fondata alcuni anni fa da un gruppo di pittori ed appassionati di arte. Fino a che il Comune ha finanziato i suoi progetti, l’associazione viveva tenendo corsi d’arte e remunerando gli insegnanti (che erano al contempo anche soci/amministratori/presidente), poi l’attività è andata via via affievolendosi a causa della mancanza di finanziamenti e di entusiasmo. In autunno c’è stato l’ingresso di un gruppo di persone appassionate di artigianato oltre che di arte, che possiedono qualifiche ed esperienza professionali tali da poter essere remunerati per le loro prestazioni all’associazione esattamente come i soci che tengono i corsi. Per esempio c’è chi è esperto di grafica pubblicitaria, chi ha notevole esperienza in ambito amministrativo, chi è esperto nell’organizzazione di eventi e promozione del territorio, chi è abilitato come guida turistica ecc. Tutta una serie di attività previste nello statuto dell’associazione.
Di recente abbiamo organizzato una raccolta fondi, abbinata ad una campagna di sensibilizzazione sociale sull’importanza del riciclo, ma anche per rilanciare l’associazione e aprire la campagna di tesseramento del 2015. L’evento sta avendo successo ma è costato parecchio impegno soprattutto alle new entries specializzate in questo settore (telefonate, reperimento locali, richieste autorizzazione, promozione...)
A gennaio l’associazione terrà un laboratorio di arte finanziato dal comune. I soci fondatori che saranno anche gli insegnanti verranno remunerati perché per ottenere il finanziamento occorre che l’associazione dimostri di aver sostenuto delle spese.
Ergo, tutti vogliono insegnare e nessuno vuole più organizzare eventi. E arrivo ai miei quesiti:
1)E’ possibile che l’associazione remuneri con la forma contrattuale più idonea anche le altre figure professionali che ho citato prima, qualora svolgano delle prestazioni per l’associazione?
2) E’ possibile remunerarle utilizzando i fondi derivati per esempio dalla raccolta pubblica, o dalle altre
3) I compensi per prestazioni professionali rese dai soci, vengono considerati come costi sostenuti dall’associazione per il perseguimento dell’oggetto sociale, oppure possono farla assimilare ad una cooperativa?
4) A proposito dei ricavi conseguiti, se i corsi/laboratori artistici ed artigianali, rappresentano la fonte di maggior introito dell’associazione, è possibile che essa venga assimilata ad un’impresa economica? (ho letto il vostro articolo su quell’associazione che è stata sanzionata perché l’80% degli introiti derivavano da corsi professionali da bagnino!)
Grazie per la disponibilità.
Grazie per la risposta. I corsi sarebbero aperti prevalentemente ai soci. Fanno eccezione quelli tenuti per conto del Comune o delle scuole. In questo caso i corsisti vengono selezionati dal committente e l'associazione è solo il tramite che fornisce gli insegnanti.
Riguardo al conflitto di interessi del direttivo.
La nostra associazione è nata per iniziativa mia e di mia moglie, che è anche istrutturice. L'anno scorso le sono stati pagati solo dei rimborsi spese (per spese veramente sostenute, non finti stipendi). Quest'anno le verrà pagato per la prima volta un corrispettivo per il suo lavoro. Nessun altro del direttivo ha percepito compensi ne li riceverà, solo qualche occasionale rimborso per piccole spese materiali a beneficio dell'associazione.
Ad ora nel direttivo siamo tutti parenti ed io sono il presidente (mia moglie è il segretario), come spesso succede non abbiamo trovato nessun esterno che si volesse prendere il rischio.
Per diminuire il rischio avrebbe senso far uscire mia moglie dal direttivo e lasciarle solo il ruolo di istruttrice (sempre che riesca a convincere la persona per sostituirla) oppure il fatto che il presidente è suo marito rende equivalente il conflitto di interessi agli occhi del legislatore?
E come seconda opzione far approvare dall'assemblea il suo compenso, pur mantenendola nel direttivo?
In questo modo non sarebbe il solo direttivo ad approvare questo esborso, ma l'assemblea dei soci che la conoscono ed apprezzano.
Lo chiedo perché prevedo non sia scontato far accettare a qualcuno il ruolo nel direttivo.
Potete farlo. Come ho spiegato nell'articolo questo tipo di conflitto di interesse non è illegale. Potete quindi continuare a gestire come state facendo; ciò non toglie che sia comunque una situazione imbarazzante-
Massimo
26 Novembre 2014 alle 13:42
Da quello che capisco imbarazzante = possibili sanzioni.
La domanda é quindi se la seguente graduatoria del rischio sanzioni é corretta in modo sostanziale (ossia la probabilità sanzioni di una posizione più bassa é decisamente minore di quelli sopra)
1) situazione attuale
2) situazione attuale + votazione assemblea
3) uscita dal direttivo
buongiorno, avrei bisogno di una delucidazione in merito alla mia situazione, per quando dovrò effettuare la dichiarazione dei redditi. vi illustro la mia posizione: io al momento percepisco già un reddito per il mio primo lavoro (ente privato nulla a che fare con le associazioni sportive), da poco ho iniziato un contratto di collaborazione con un asd.
1. mi è stato detto che per compensi che non superano la soglia dei 7500 posso anche non dichiararli. Ora vorrei chiedervi, ma nei 7500 rientra anche il reddito percepito dal mio primo lavoro?(perchè se no sono già fuori soglia) è corretto quello che mi hanno detto?
Buongiorno, vorrei cortesemente un chiarimento, scusate l'esposizione tipo quiz patente, ma mi sembrava il metodo più chiaro e veloce.
La nostra ASD ha sede nel comune A. Il corso viene tenuto nel comune B. Il tecnico incaricato per tenere il corso è domiciliato nel comune C.
e' lecito che il tecnico:
1 - gestisca il rimborso a piè di lista (e quindi non costituente reddito).
2 - consegnando al presidente una autodichiarazione di domicilio nel comune C.
3 - consegnando mensilmente il totale dei Km fatti e calcolando il consumo tramite tabelle ACI, per il tragitto C-B-C.
4 - consegnando la distinta dei pedaggi effettuati con il suo Telepass scaricata dal portale Telepass ed evidenziando quelli di competenza dell'ASD.
1. Se lo è effettivamente... Si! Il punto è questo: i Comuni B e C sono confinanti?
2. Lo trovo superfluo ma si può fare
3. Si, vedi 1 però
4. Ok, ma legga questo nostro post dedicato.
Grazie per la risposta.
I comuni B e C non sono confinanti, sono a circa 60 km di distanza.
Il tecnico si fa 60+60 km per tre volte a settimana, riceve un compenso ma ora vorremmo, oltre al compenso, rimborsargli i soldi spesi per raggiungere il luogo dove tiene il corso.
Volevamo essere sicuri che:
A - il rimborso così effettuato non costituisca reddito (così sommando il compenso ed il rimborso non si sforino i 7500€ annuali)
B - sia sufficiente presentare una dichiarazione con il conteggio dei km fatti e dei pedaggi telepass, senza portare scontrini del rifornimento benzina, in quanto il tecnico utilizza l'auto anche per motivi di lavoro e sarebbe difficile attribuire uno scontrino specifico alla sola attività per l'ASD.
A. Si, non costituisce reddito (poraccio, chissà quanto spende!).
B. E' sufficiente. Fate una delibera di direttivo che stabilisca questo tipo di rimborsi.
Il segretario di un'ASD è anche insegnante del corso di yoga.
1) Le ricevute per il compenso mensile possono essere firmate da lui o deve firmarle il Presidente?
2) Come si gestisce tutta la faccenda?
Buongiorno, sono Alberto, un vostro assiduo lettore. Vorrei chiedere un’ ulteriore informazione.
sono socio di un aps che ha 14 mesi e che si occupa di attività artistica. Svolgiamo attività di volontariato e non abbiamo dipendenti, però se sia i soci sia i membri del cda percepiscono rimborsi documentati e a pie di lista per spese sostenute per conto dell’associazione. Rimborsi contenuti nella cifra naturalmente proporzionali alla dimensione dell’aps. A gennaio dovremmo aprire partita iva visto il buon numero di attività che stiamo svolgendo. La sede dell’associazione è situata nella ditta del presidente che la mette a disposizione per riunioni. Il presidente però, presto potrebbe trasferire la ditta e cambiare residenza e di conseguenza dovrebbe lasciare la carica. In questo caso dovremmo cambiare sede e presidente. Il quesito è questo:
1) a oggi anche mia moglie fa parte dell’associazione e svolge attività artistica e mio papà è segretario dell’associazione. Meglio cambiare cda?
2) chiedo questa cosa anche perché la mia attività professionale è quella di educatore professionale in area sanitaria e formazione legata sempre a questa area. lavoro per enti privati part time e da marzo 2014 ho partita iva a regime dei minimi; non credo però costituisca problemi in quanto non è attività artistica e in conflitto con attività dell’associazione. me lo confermate?
3) se utilizzassi casa mia e diventassi io presidente, potrei continuare a svolgere le mie attività per l’associazione e contemporaneamente:
a) percepire i rimborsi a piè di lista ?
b)eventualmente emettere una ritenuta d’acconto o essere pagato come cocopro in caso di effettivo intervento professionale artistico risultando l’unico membro in possesso delle abilità per compiere l’intervento?
4) Naturalmente non sarei l’unico socio a percepire compenso. ci serviremmo anche di professionisti esterni. cosa ne pensate?
Buongiorno, vorrei sapere se una persona che lavora come assistente per anziani (regolarmente inquadrato e pagato) presso una casa famiglia, creata da una onlus, possa diventare anche socia dell'associazione stessa.
cordiali saluti
Buonasera, Vorrei sapere se:
1. Devo uscire dal consiglio direttivo per ricevere un compenso per le attività di segreteria e tesoreria che svolgo;
2. E' lecito che la palestra dove svolgiamo la nostra attività sportiva ci richieda la firma di un modulo di concessione ad uso gratuito della palestra stessa e poi facciamo delle donazioni una tantum?
La ringrazio per la risposta celere.
Per attività intendo tenuta libro soci, libro verbale, prima nota, iscrizioni, ricevute e tutta la parte burocratica per la gestione della ASD.
Invece devo verificare cosa dice lo statuto.
La tenuta del libro soci e del libro verbali è attività delle cariche elettive in sè e quindi non può essere retribuita.
Caso diverso per prima nota, iscrizioni e ricevute.
Salve. La mia associazione sin agli esordi circa 12 anni or sono:
- ha deliberato in assemblea di accantonare in apposito fondo gli attivi e passivi di cassa emergenti ad ogni chiusura di bilancio annuale
- questo per creare una sorta di fondo "ammortizzatore" destinato alle esigenze future dell'associazione come ad esempio la possibilità di organizzare attività sociali di notevole consistenza economica.
- Di questi attivi e passivi di bilancio è stato redatto un apposito registro.
Ora visto che l'obiettivo che ci eravamo prefissati di raggiungere con questi accantonamenti non è servito quasi a nulla (accantonamento molto esiguo):
- avremmo intenzione di versarlo nel bilancio corrente (previo delibera dell'assemblea dei soci) e
- chiudere definitivamente con tale riporto contabile. Indi
- proseguire riportando gli utili o perdite di gestione nei correnti bilanci.
1. Stiamo agendo correttamente relativamente ai vari punti?
a. Siamo tre soci fondatori, in atto costitutivo è stata esplicitata la nomina del presidente e del segretario ma non del tesoriere; si può ritenere implicita dato che lo statuto all'art.17 recita: "Nella sua prima seduta il C.D. elegge, fra i suoi membri il Presidente, il Tesoriere e il Segretario".???
b. Purtroppo o per fortuna sono autodidatta e mi rendo conto che avrei dovuto approfondire molti aspetti prima di redigere e registrare atto e statuto; per risolvere il "problema" posso provvedere alla modifica dello statuto?
c. In merito al punto 2 cosa mi consiglia è meglio associare i bambini soltanto oppure bambini e genitori?
Grazie mille
a. No. Fate una seduta, nominate il tesoriere e scrivete un verbale.
b. Si. In assemblea soci straordinaria
c. Dipende da tanti aspetti. Per star tranquilli faccia entrambi.
Salve...sono presidente di un'associazione culturale che si occupa prevalentemente di attività di doposcuola...ho costituito la stessa con mia sorella e mia nipote poichè due mamme da cui era partita l'idea si sono tirate indietro; per rispettare l'impegno preso con le altre mamme che avevano effettiva necessità di far partecipare i propri figli al doposcuola ma non propense a far parte del direttivo, sono stata costretta a ricorrere a persone di famiglia... le mie domande sono:
1. Cosa è giusto e/o possibile fare per evitare che l'associazione possa essere scambiata per una ditta individuale camuffata?
2. Come devo compilare il libro soci?
3. Ossia posso considerare soci direttamente le mamme lavoratrici anche se l'attività è rivolta ai bambini?
4. Oppure devo far associare sia mamme che bambini?
1. Fare in modo che ci sia un continuo rinnovo delle cariche sociali, nuovi iscritti e che piano piano i parenti non siano più nel direttivo insieme
2. Legga questo nostro post.
3. Si, anche se sarebbe meglio diveniate una APS.
4. Qual è l'età dei bambini?
In merito ai punti del mio precedente contatto:
1.Da statuto, i membri del C.D.restano in carica tre anni, quindi prima di tale data non si può apportare alcun cambiamento?
4.I bambini hanno dai 6 ai 10 anni.
Approfittando della vostra cortesia e professionalità avrei bisogno di porvi altre domande:
a. Le cariche di Presidente e Segretario risultano da atto costitutivo, occorre indire cmq un'assemblea ordinaria per confermare le nomine ed eleggere il tesoriere?
b. Lo statuto prevede anche l'elezione di un Collegio dei Revisori dei Conti, composto da 3 membri effettivi e 2 supplenti, come mi comporto dato che non ci sono soci disposti ad assumere l'incarico?
c. La data di richiesta dell'iscrizione e la data di accettazione dell'iscrizione, come da file scaricato e da voi gentilmente messo a disposizione, per i soci fondatori coincidono con quella di costituzione dell'associazione?
Grazie ancora e buon lavoro
1. A meno che si dimettano e si proceda ad un nuova nomina.
2. Può associare o solo i bambini o i bambini e i genitori.
a. No, va bene così (ovviamente durano solo 3 anni). Per il tesoriere dipende cosa dice lo Statuto.
b. Non dovevate metterlo a Statuto... ma chi ve lo ha fatto? Adesso dovete trovare nuovi soci e poi eleggerlo.
c. Si
buongiorno, mi dispiace sicuramente non mi spiego bene perchè mi state rigirando la situazione e mi sembra che stiamo perdendo una logica..allora riprendo il riferimento all'aneddoto del socio di una ASD che vende la tazzina di caffè ad un altro socio della stessa ASD, visto che vendere un integratore ha gli stessi requisiti che vendere una tazzina di caffè desidero capire cosa significa il vs. discorso "La questione è semplice. Un conto è se vende l'Associazione, un altro se vende un privato. Un conto è se l'Associazione vende ai suoi soci, un altro se vende a terzi"
comunque per eliminare qualsiasi dubbio vi descrivo come accade:
il socio della ASD si presenta al bancone e chiede un integratore XXX acquistato dalla ASD ad un altro socio della stessa ASD che presta VOLONTARIAMENTE aiuto alla ASD per quanto riguarda questo tipo di servizio perchè è in possesso di HACCP(quindi non vedo differenza tra questa situazione è una situazione in cui è la ASD che compra la polvere di caffè o la capsula di caffè e un loro socio in possesso dei requisiti somministra caffè ad un altro socio della stessa ASD)... mi sembra tutto chiaro, se ha altri dubbi sono sicuro che leggendo i post di sopra potrà trovare maggior chiarezza
Mi perdo anche io. Ora che ha descritto la situazione, a quali domande vuole una risposta? Detto ciò, se è vero che gli integratori sono considerati come alimenti, dovrà fare anche la procedura per avere una licenza di somministrazione di alimenti e bevande...
Salve gen.le dott., ho spiegato questa realtà perchè Lei in precedenza ha chiesto chi acquista e chi vende gli integratori vedi vs. post del 17/09/2014 alle 15:28:
"Chi li acquista gli integratori? Il socio o l'ASD?"
e a quel punto per FACILITARLE e ILLUSTRARLE AL MEGLIO POSSIBILE la situazione ho riportato l'aneddoto della vicenda del caffè, se rilegge i miei precedenti post HO SPIEGATO PIU' VOLTE CHE GIA' UN SOCIO E' IN POSSESSO DI HACCP PER SOMMINISTRAZIONE BEVANDE..)per cui la domanda è, in base a tutto il poema che sto scrivendo siamo in regola oppure no per vendere integratori ai ns. soci? se non sa rispondere a chi posso chiederlo? distinti saluti
L'HAACP non c'entra NULLA con le licenze di somministrazione di alimenti e bevande! Dovete chiedere al vostro EPS, come fare ad ottenerla. Con questa potrete fare la vendita nei locali, SE SONO IDONEI A LIVELLO IGIENICO/SANITARIO. Tale vendita, a livello manuale, potrà solo essere effettuata da personale con tesserino HACCP, ma anche tutta la gestione degli integratori dovrà seguire le normative HACCP (conservazione etc etc). Fatto ciò si dovrà stabilire, a livello fiscale, se tale vendità è da considerarsi commerciale o decommercializzata.
buongiorno, qual'è il motivo per cui ha domandato chi li acquista? Le faccio presente che gli integratori sono considerati SULLO STESSO PIANO NORMATIVO di acqua, bevande, patatine e alimentari..quindi mi spieghi la differenza che c'è tra una situazione in cui un socio volontario con haccp serva un caffè(macchinetta di proprietà della ASD zucchero acquistato dalla ASD polvere di caffè sempre della ASD) e prende i soldi in mano e lo stesso socio volontario prende i soldi in mano per l'integratore che ha precedentemente acquistato la ASD??
La questione è semplice. Un conto è se vende l'Associazione, un altro se vende un privato. Un conto è se l'Associazione vende ai suoi soci, un altro se vende a terzi.
verissimo non c'è più..ma a me due signore, impiegate, segretarie, alla camera di commercio han parlato di REC..comunque se non il REC, per cortesia mi indica cosa occorre per somministrare bevande ed alimenti ai soli soci
Prima di tutto deve essere affiliato ad una EPS. Questi la aiuteranno a presentare la SCIA in modo da avere i documenti necessari. Dovrà poi essere in regola con tutte le norme HACCP.
gentilmente posso avere i link per consultare i post relativi a IVA, IRES e IRAP?
inoltre per quanto riguarda la vendita di integratori alimentari che prima ho menzionato mi dicono dalla camera di commercio che è OBBLIGATORIO il REC, quindi cortesemente domando se:
1. il REC deve averlo tassativamente un socio mebro del consiglio direttivo (presidente, vice-presidente ecc)
2. oppure visto che "l'angolo ristoro" in cui si trova lo scaffale degli integratori è area accessibile SOLO AI SOCI, può quindi un scocio NON MEBRO del C.D. in possesso di REC somministrare integratori alimentari?
No, impari a usare lo strumento di ricerca. Usi o Google con la parola "teamartist" o il sistema di ricerca interno.
1. Se lo faccia mettere per iscritto. Il REC è stato abolito nel 2006... intende il REA?
2. vedi sopra.
capisco, comunque se posso avere una panoramica per quello che riguarda il regime agevolato adottato dalle ASD che possiedano i requisiti necessari per beneficiarne??
buonasera, ho letto molto di Lei e sono rimasto colmo di entusiamo nella possibilità di contattarla attravervo questo social network poichè ho bisogno di un aiuto da parte sua; mi permetta di presentarmi sono Riccardo ed assieme ad altri 4 amici e parenti a breve avviereme una ASD affiliata al coni con valori istituzionali di promozione della cultura fisica fitness e sollevamento olimpionico, oltre che essere essere nominato presidente della ASD mi consigliano di aprire anche la partita IVA poichè c'è spazio di inserire all'interno della palestra un reparto di INTEGRATORI ALIMENTARI CHE CONSUMERANNO SOLO I SOCI, DIETRO COMPENSO IN DENARO e sarò anche istruttore dei corsi didattici istituzionali da condividere esclusivamente con altri soci.
1. Di conseguenza un dubbio che ancora non riesco a chiarire riguarda la situazione del "rimborso spese" che l'ASD può rilasciarmi in seguito alla mia prestazione che però non sarebbe OCCASIONALE perchè terrei dei corsi mensili
2. mentre per i ricavi degli integratori come posso comportarmi? Quindi dall'alto della Sua esperienza e professionalità cortesemente desidero sapere come posso procedere?
3. inoltre abbiamo bisogno di finanziamento per investire su macchinari utili per i ns. soci..dove mi consiglia di domandare per ottenere il finanziamento gentilmente?
1. Il fatto che sia occasionale o meno poco importa. Non capisco però: di quanti soldi stiamo parlando in un anno? Questa fonte di reddito sarebbe quella con cui poi si sosterrebbe?
2. Dovrà fiscalizzare le entrate dopodichè entreranno nella cassa della Associazione.
3. http://www.creditosportivo.it/index.html
Intanto ringrazio per la celerità e mi mobilito per distribuire gli inviti alla vs. pagina;
1(A). parliamo di circa 7500 euro al max(domanda, deve essere scritto al momento della costituzione dello statuto la somma che andrò a prendere oppure può essere dimostrata/registrata mese per mese/riunione per riunione questo importo che la ASD rilascia per la prestazione? ,
1(B). NO non è la fonte primaria di reddito però tengo a precisare che sono assunto in un'altra azienda a tempo determinato, quindi cosa succede se non mi rinnovano il contratto e tale fonte di reddito diviene la primaria?
2. gentilmente domando, cosa significa "fiscalizzare le entrate"? mi perdoni per la banalità della domanda ma per questo punto mi occorre una spiegazione più approfondita cortesemente
3. grazie, provvedo a controllare il sito segnalato
Saluti
Ringrazio di cuore per la trasparenza nel rispondere, ho già inoltrato gli inviti, un quesito che ancora non ho ben chiaro riguarda il punto 2. si può gentilmente avere un'indicazione di quanto si paga di tasse, contributi e tutto quello che ruota intorno??
TeamArtist
11 Settembre 2014 alle 15:48
Non è così semplice purtroppo e dipende dal regime fiscale che sceglierete. Avete già in mente quale?
Riccardo
11 Settembre 2014 alle 16:30
il regime fiscale scelto è quello agevolato che spetta alle ASD che rispettino tutti i requisiti necessari per beneficiarne..
Buonasera siamo tre laureate in scienze motorie che vogliamo far nascere un asd volevamo chiedere se:
1. il consiglio direttivo può anche far parte dei tecnici che percepiscono uno stipendio?
2. Nel senso il presidente può essere anche tecnico o c\'è qualche problema?
Gent.mo Sig. Damiano,
mi sento quasi “in dovere” di risponderLe.
Certamente non per fare polemica, ma solo per puntualizzare alcune cose.
La Sua risposta alla mia domanda (“Può il presidente di un’associazione svolgere per la stessa un lavoro retribuito?” – “Sì, ma sarebbe meglio di no”), così come altre risposte che ho letto tra i commenti (ad esempio, “il conflitto di interesse non è illegale ma solo «sgradevole»”) apre il varco ad una considerazione piuttosto importante.
Una considerazione di ordine culturale, più che di natura strettamente tecnico-amministrativa.
Per mia “deformazione” intellettuale (sono laureato in legge, anche se non esercito in tale ambito) sono sempre stato abituato a pensare che laddove la legge non vieta, consente.
Ovverosia, che un dato comportamento sia lecito e legittimo fino a che IL LEGISLATORE non decida di proibirlo e, quindi, di sanzionarlo (penalmente o amministrativamente).
Mi trovo, però, a dover prendere atto che esiste tutta una serie di comportamenti che, benché perfettamente leciti, sono tuttavia “sgraditi” o visti “di cattivo occhio” da taluni organi.
Perché?
Probabilmente, perché viviamo in una perenne cultura del sospetto.
Ancora più probabilmente, perché ci sembra normale sovrapporre (quando non addirittura sostituire) al comportamento illecito un comportamento “immorale”.
Orbene, il diritto non si interessa della moralità delle persone (altrimenti, chissà quanti di noi sarebbero perseguibili!).
Un atto illecito è illecito perché è vietato e sanzionato dalla legge.
E non ha alcuna importanza che esso sia anche immorale o meno.
Viceversa, l’atto lecito (quindi, non espressamente vietato) è e rimane lecito anche se a qualche funzionario pubblico o a qualche giudice “puzza” (non si sa bene di che cosa, poi!).
Mi pare chiaro che, in alcuni casi, queste persone si ridisegnino la legge in base alla loro personalissima visione!
Il punto è che siamo talmente assuefatti a questo modo di pensare che, anche quando facciamo cose che la legge consente, cerchiamo il più possibile di non “turbare” e di non attirarci le antipatie di determinati soggetti che hanno, evidentemente, il potere di crearci dei problemi anche al di là di quel che la legge dice.
Io comprendo bene che il Suo ruolo sia quello di consigliare le persone affinché prendano tutte le precauzioni possibili e non corrano rischi inutili. Ed è giusto e sacrosanto.
Allo stesso tempo, però, mi chiedo se sia giusto cercare in tutti i modi di non “scontentare” certi funzionari pubblici, evitando di compiere anche atti che sarebbero di per sé assolutamente leciti, e non, invece, denunciare apertamente l’operato di quei funzionari (senza fare generalizzazioni) che perseguono azioni assolutamente legittime, accampando delle motivazioni che sembrano molto più morali che giuridiche!
Tutto questo mi sembra un po’ come dire “cerchiamo di non irritare troppo il prepotente di turno, così ci fa il minor danno possibile e ci lascia in pace più velocemente!”.
In alcuni casi, può essere la cosa più furba da fare… ma non mi sembra comunque una gran bella conquista!
Mi auguro che il mio post non venga preso come una critica alla Sua risposta (non lo è affatto) quanto, piuttosto, ad un sistema che non aiuta per niente chi cerca di mettersi in gioco e di fare qualcosa di buono in un paese come il nostro.
La ringrazio davvero per la Sua attenzione e disponibilità e Le auguro buon lavoro.
Cordiali saluti,
Enzo
Buonasera Sig. Damiano. Sono capitato su questo blog quasi per caso, cercando informazioni su associazioni culturali e retribuzione. Ho letto il Suo interessante post e gli interessantissimi commenti. Ma c'è qualcosa che ancora mi sfugge. Lei, nell'articolo in oggetto, scrive che l'associazione non può procedere alla distribuzione degli utili... e su questo non c'è alcun dubbio, dato che è proprio ciò che la contraddistingue da una società.
Ma la retribuzione per uno o più compiti svolti è cosa ben diversa dal riparto degli utili.
Infatti, sempre nell'articolo, lei dice che i soci che lavorano per la propria associazione possono «essere retribuiti per le ore come Istruttori (sportivi, musicali, linguistici, etc.) o come Segretari (se ad esempio si occupano di tenere la contabilità per parecchie ore settimanali)» (punto 2).
Chiaramente, aggiunge che «le entrate dell’Associazione non possono essere utilizzate unicamente per pagare i Soci». E anche questo è comprensibile. Eppure, scorrendo i vari commenti e le Sue risposte, leggo in più punti che un membro del consiglio direttivo, nel momento in cui dovesse svolgere per l'associazione culturale un determinato lavoro ed essere retribuito per questo - anche se emettesse regolare fattura all'associazione, in quanto libero professionista - configurerebbe un'ipotesi di conflitto di interessi (mi riferisco, ad esempio, al commento di Tiziana). A questo punto... mi sfugge qualcosa!
1. Un socio - che sia esso parte o meno del consiglio direttivo - può o non può svolgere un lavoro per l'associazione ed essere retribuito di conseguenza? O, forse, la questione sta proprio nella differenza di cariche e di ruoli istituzionali? Quindi, un semplice socio potrebbe, mentre il presidente o il vicepresidente no?
In attesa di un chiarimento, La saluto cordialmente.
Enzo
1. E' un argomento complesso. La risposta precisa alla sua domanda è SI, ma sarebbe meglio di no e, se si decide di farlo, con grande cautela per evitare il conflitto di interesse.
Buonasera, leggo da molto il Vostro bellissimo blog, ma purtroppo credo che debba continuare la Sua lettura in maniera più approfondita e attenta, complimenti comunque per tutte le info che condividete. Dico purtroppo perchè ho constituito il 1 luglio 2014 una "Associazione culturale e sportiva xxxxx" e ora ho un sacco di dubbi su quello che ho fatto.
1. Non riesco a capire se con l'associazione che ho fatto posso "rimborsare" con una quota mensile 2 istruttori che presenzieranno i corso (con il discorso dei 7500€ annui). Si faranno corsi di karate e difesa personale e una volta al mese lezioni/stage sulla cultura orientale. Quello che non ho realmente capito è se per rimborsare istruttori e maestri di karate devo fare ESPLICITAMENTE una ASD, mi spiego: Il nostro statuto che è un documento unico, è composto da: - atto costitutivo - statuto vero e proprio.
Nell'atto costitutivo (primo foglio) che ha questo titolo: ATTO COSTITUTIVO ASSOCIAZIONE CULTURALE E SPORTIVA XXXXXXXX, poi dentro recita:
Nell'anno 2014, mese di Luglio giorno 01, presente i signori blablablabla, è costituita l'associazione avente la seguente denominazione "XXXXXX". Nello statuto vero e proprio (a partire dalla seconda pagina) c'è il titolo: "Statuto associazione culturale e sportiva dilettantistica non rinosciuta" poi iniziano gli articoli: Art1. Denominazione e sede. E' costituita a Bologna un associazione culturale e sportiva dilettantistica ai sensi degli articoli 36 e seguenti del codice civile denominata: "XXXXXX" insomma, non ho ESPLICITATO ASD, e non sono sicuro quindi se ho le carte in regola per retribuire in maniera legale e defiscalizzata (per gli istruttori) gli istruttori stessi.
Nel CF dell'associazione la natura giuridica è: 12
tipo di attività: 949920 - attività di organizzazioni con fini culturali e ricreativi.
2. Devo ancora capire se con questa cosa che ho posso iscrivermi all'UISP per godere dell RC per gli istruttori e allievi.
1. Potrebbero contestarglielo. Quale denominazione è riportata nel certificato di attribuzione del Codice Fiscale?
2. Direi di si. Non credo vogliano muoverle obiezioni... ha provato a chiedere un loro parere?
Sono un analista indipendente finanziario. Ho un blog dove pubblico i miei segnali di compravendita azionaria ect ect tutto in modalità gratuita... dato il successo che stiamo avendo e le numerose richieste dei lettori, vorrei fondare un'associazione culturale ove far pagare un canone mensile associativo per le notizie che inoltro ai lettori tramite mail e sms. Posso io essendo il fondatore e lavoratore ricevere il compenso per il mio operato? Magari inquadrandomi come dipendente? O avete altre soluzioni ?
Leggendo con attenzione tutti i post vorrei porre una domanda. Un'associazione che non richiede i benefici fiscali previsti dal t.u.i.r., perché semplicemente non vende ma offre gratuitamente i propri servizi e si sostenta solo con donazioni liberali, può compensare il lavoro svolto dai soci che fanno parte del consiglio direttivo? Ovvianete non per le funzioni amministrative, ma per la realizzazione di servizi (seminari, corsi e sportelli di ascolto a aiuto gratuiti) che sono, come detto, offerti gratuitamente. Si mantiene un conflitto di interessi che potrebbe essere fuori legge(ribadisco che tutto viene offerto senza alcun costo e che il sostentamento dell'associazione si basa solo ed esclusivamente sulle donazioni che riceve)?
Dipende da cosa dice il vostro Statuto... In ogni caso, il conflitto di interesse non è illegale ma solo "sgradevole": e vi impone una maggior attenzione.
Buongiorno e complimenti per l'interessantissimo blog, fonte inesauribile di informazioni e professionalità. Siamo tre praticanti di arti marziali con una decennale esperienza alle spalle e vorremmo fondare una ASD al fine di divulgare la nostra disciplina. Chiaramente, saremmo gli unici soci che farebbero anche parte del direttivo.
A. Al fine di erogare corsi di arti marziali (non faremmo nient'altro se non questo) dovremmo tesserare i partecipanti all'eps di riferimento in modo da essere a posto senza necessità di associarli.
Nascerebbe però il problema del conflitto di interessi. Saremmo fondatori, membri del direttivo e gli unici istruttori (vorremmo insegnare ciascuno in una palestra comunale diversa).
1. In sostanza non potremmo percepire compenso in nessuna maniera?
Per carità non è questione di volerci guadagnare, nessuno dei tre avrebbe questa come principale attività, ma gli evidenti costi di spostamento e di tempo investito sono da considerare.
2. Come potremmo legalmente sbrogliare questo problema?
Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo e attendo risposta.
A. Non è così. Quanto tesserate qualcuno ad una EPS, dichiarate che sono vostri soci (cosa diversa invece, in alcune FSN)
1. No, potreste, ma con oculatezza. Come istruttori sportivi dilettanti dovreste fare attenzione ad attribuirvi compensi di mercato (o inferiori), possibilmente uguali per tutti e tre.
2. vedi 1.
A. Capito, grazie della spiegazione. In realtà sin dall'inizio prevedevamo di proporre a tutti di associarsi per vivere appunto la vita dell'asd come gruppo, in linea con lo spirito delle arti marziali. Seguiremo comunque le corrette vie legali (avvalendoci di esperti del settore, quali per esempio il vostro team, laddove l'idea dell'asd vada in porto e voi siate disponibili)
1. Ci mancherebbe altro! L'associazione ha il fine di diffondere la disciplina che ci appassiona, il compenso sarebbe minimo, visto solo come un'ulteriore ricompensa per il lavoro che vorremmo svolgere col massimo dell'impegno.
Grazie ancora della disponibilità e dell'impeccabile lavoro che svolgere.
Salve,
sono vice-presidente di una ASD per cui presterò anche servizio d'opera occasionalmente. Tuttavia, leggendo le vostre opinioni mi sorgono dei dubbi: essendo nel direttivo, posso lavorare all'interno dell'ASD e ricevendo un compenso per le prestazioni da me fatte?
quale tipo di contratto è quello maggiormente idoneo e che posso attuare per rimanere in regola di legge,
grazie
Buongiorno, sono il presidente di una ASP che ha come fine istituzionale formare i giovani ad un uso consapevole delle nuove tecnologie.
Oltre a svolgere attività non strutturate di formazione gratuita (lo scorso anno quasi 1000 ore) vorremo anche realizzare progetti formativi a pagamento che solo alcuni soci potrebbero erogare per disponibilità di tempo durante l'orario lavorativo infrasettimanale e per competenze professionali.
1. Questi soci-formatori possono ricevere un corrispettivo a fronte del servizio che svolgono?
2. Se si, tale corrispettivo deve essere a prezzo di mercato o deve essere inferiore?
3. Se per il socio-formatore l'attività per cui riceve un corrispettivo dovesse diventare prevalente in termini di ore rispetto a quella gratuita, la cosa sarebbe ammissibile?
4. Se la cosa non fosse ammissibile, l'associazione si deve rivolgere all'esterno, ai non-soci, per trovare delle professionalità che possano fare formazione?
5. Se utilizzo l'80% dei proventi dei progetti formativi per riconoscere corrispettivi ai soci fondatori e il resto lo uso per sostenere altri costi è ammissibile? Se no quale sarebbe una percentuale ammissibile?
6. Se il socio-formatore è anche il presidente dell'associazione, rispetto al socio-fondatore senza cariche istituzionali, occorre qualche attenzione in più rispetto a quanto detto sopra?
Immagino che l'ASP sia APS. Ma siete davvero una APS solo se siete in un registro pubblico...
1. Siete border-line. Potete con moderazione e assoluta oculatezza.
2. Di mercato o inferiore (non superiore).
3. vedi 1.
4. Sarebbe sempre la soluzione migliore nel caso delle no-profit. Ma la legge non ve lo impone.
5. vedi 1.
6. Si, perchè in questo caso il conflitto di interesse è palese.
scusate, ma qui avete scritto diversamente
Elly
16/12/2013 alle 18:39
Salve,
il presidente di un'associazione culturale può prestare una collaborazione occasionale retribuita dall'associazione? (30gg max 5000, tutto secondo legge)
VOI
Dipende dallo statuto. In linea di massima, si anche se...
IN pratica io ho capito che se l associazione è numerosa e non solo famigliare, il direttivo puo prendere soldi. o no?????
salve, premetto che vi seguo da un po' e il vostro blog è davvero utilissimo per iniziare a fare chiarezza nel mondo associativo, complimenti. Mi restano comunque alcuni dubbi che spero riusciate a risolvere. Abbiamo costituito l'anno scorso un'aps per divulgare la cultura e la cucina vegetariana tramite conferenze, visione di video. Ci hanno anche chiesto di organizzare corsi di cucina o delle cene a tema. So che per quanto riguarda la cucina e la somministrazione di alimenti la faccenda si complica (per questo stavamo pensando di aprire una normale attività).
1. Volevo sapere se era comunque possibile per un'associazione fare corsi o cene in forma domestica o pubblica (nel caso affittando spazi a norma)
2. e nel caso se possono essere rivolti solo ai soci o anche ai non soci.
3. Altra piccola questione, è possibile durante i nostri eventi divulgativi esporre una cassetta per le offerte, e nel caso il derivato (senza avere in questo caso rilasciato delle ricevute) come va inserito nel rendiconto economico?
1. Nel rispetto delle norme urbanistiche ed igienico sanitarie, si.
2. A chi volete. Il problema nasce solo al momento dell'eventuale pagamento.
3. Erogazioni liberali di modesta entità (offerte)
Buongiorno,
vorrei porre un quesito. Sono presidente di una associazione culturale non riconosciuta e senza partita iva che a breve dovrà occuparsi della produzione di un film documentario.
Nella vita io svolgo il lavoro di regista e ho una società di produzioni cinematografiche. Vorrei sapere se l'Associazione per la produzione di questo film può pagare me come regista (magari con un contratto a progetto) e la mia società per il noleggio delle attrezzature. Grazie
Lei tendenzialmente è preferibile di no (è possibile ma il conflitto di interessi è palese). La società per il noleggio della attrezzatura (anche se è sua) decisamente si.
Buongiorno insisto su questo tema perché mi preme capirne i rischi.
Lei ha risposto che l'organo direttivo risponde con i propri beni personali:(parliamo di associazioni non riconosciute)
1) è possibile avere un esempio in cui si potrebbe incappare in questo problema e rischiare i propri beni personali?
Come detto sopra l'unica attività a pagamento sarebbe il servizio di post scuola, tutto il resto sarebbe completamente gratuito.
2) secondo la sua esperienza è una cosa che capita raramente?
1. Ci consiglia di toglierci dal direttivo per il discorso "conflitto di interessi"?
2. e se si nei primi anni se ci viene fatto un controllo potremmo avere dei problemi?
3. E' vero che l'organo direttivo risponde con i propri beni personali?
4. c'e' un modo per evitare questo?
5. tipo scrittura privata in cui i soci lavoratori scrivono che in assenza di denaro rinunciano al compenso?
6. l'associazione deve essere di tipo sociale o possiamo farla anche sportiva non dilettantistica?
Buongiorno, io e altre due amiche vorremmo aprire un'associazione per fare questo:
- per svolgere un lavoro su compenso (esempio attività di post scuola)
- per svolgere attività di volontariato (esempio presso associazioni di volontariato o comunità minorili)
- per organizzare attività gratuite per bambini o anziani (esempio corso di inglese, corso di yoga). Il professionista sarebbe pagato dall'associazione attraverso le quote associative o beneficenza. Vorremmo però essere nell'organo direttivo.
1. E' fattibile un'associazione?
Ovviamente ci occuperemo anche della parte amministrativa come dei rapporti con enti pubblici o privati tutto gratuitamente.
Buongiorno, sono presidente di una asd e al momento unico istruttore.
1. vorrei sapere se è corretto prevedere ad inizio anno con delibera del consiglio direttivo un compenso fisso per lezione (e non per ora), che sarà vincolante anche per eventuali altri istruttori, oppure è necessaria una lettera di incarico ad hoc?
2. Inoltre vorrei ricevere i compensi a fine anno in modo che, se in cassa non vi sarà rimasto molto (abbiamo spese di affitto locali, acquisto attrezzature, iscrizione a gare..), farò uno scritto in cui dichiaro di ricevere solo una parte di quanto mi spetterebbe ma considero estinto il debito.
Grazie e cordiali saluti.
Buongiorno,
1. nella situazione in cui il presidente sia anche l'unica persona in grado di tenere i corsi, può essere destinatario di compensi relativamente a tali prestazioni?
2. come e in che misura si può capire se c'è conflitto di interesse e se è contestabile?
3. Per es. c'è una cifra o percentuale da non superare?
Nello Statuto per ora è solo scritto che l'associazione (asd con solo codice fiscale) è caratterizzata "dalla democraticità della struttura, dall’elettività e gratuità delle cariche associative, delle prestazioni fornite dagli Associati e dall’obbligatorietà di redazione del rendiconto economico-finanziario annuale; si deve avvalere prevalentemente di prestazione volontarie, personali e gratuite dei propri aderenti e non può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo se non per assicurare il regolare funzionamento delle strutture o qualificare e specializzare le sue attività".
4. E' invece meglio specificare la possibilità che i soci ricevano compensi per prestazioni da loro effettuate (appunto, come istruttori, fondamentalmente) o tale possibilità è sottintesa nelle norme generali dell'associazionismo sportivo e non è in conflitto con l'articolo dello Statuto da me riportato?
5. Nel caso sia meglio modificare lo Statuto con tale aggiunta, c'è una dicitura specifica che sia a norma di legge?
1. si
2. in questo c'è sempre ed è sempre contestabile.
3. no, è indipendente. In ogni caso la retribuzione dovrebbe essere almeno inferiore a quella di mercato.
4. è già contemplato dalle norme generali
5. no
Buongiorno, ho provato a leggere molte delle notizie all'interno del blog (peraltro utili e spesso necessarie per sciogliere molti dubbi, meglio degli svariati ebook sulla quale ho sprecato i miei soldi ed il mio tempo, troppo spesso) ma non ho trovato quello che mi serviva per sciogliere il mio dubbio: sono presidente di una socioculturale che si occupa di organizzazione eventi per conto proprio o in collaborazione con altre associazioni o comitati; sono ovviamente membro del direttivo e quindi praticamente "vittima" di queste regole farlocche riguardo l' utilizzare mie risorse (tempo e soldi) senza avere diritto a essere ricompensato per il mio lavoro (spesso stancante e prolungato nel tempo). La mia domanda è: esattamente come i soci che collaborano per la buona riuscita di ogni manifestazione anche io dovrei avere diritto di essere ripagato (in maniera consona al tempo ed alle risorse spese, non fraintendetemi) per il lavoro che svolgo giornalmente! Per chiarezza, siamo un associazione con partita iva e lavoriamo molto anche grazie a sponsor di aziende territoriali.
Come fa un dirigente come me, che coordina la maggior parte delle attività, gestisce la contabilità e prende tutte le responsabilità ad essere ripagato per il lavoro svolto senza essere soggetto a conflitto di interessi?
buongiorno Damiano, complimenti per le informazioni sempre precise e puntuali,ripeto qui la domanda postata in un altro thread in quanto questo mi pare più opportuno: la mia domanda è la seguente:
1. l'associazione culturale può ricevere prestazioni professionali retribuite (fattura) da parte di soci fondatori non facenti parte del consiglio direttivo?
2. l'esempio è questo: siamo una associaz culturale attiva nel campo del teatro, tra i soci fondatori ci sono grafici e professionisti esperti di comunicazione web etc etc. posso far fare il sito web ad uno dei soci fondatori?
3. lo retribuicsco a fronte fattura di importo inferiore ai valori di mercato. è possibile?
Salve, sono vice presidente di un'associazione non profit con p.iva e CF rifaccio la mia domanda:
1)Per un lavoro occasionale che fa i soci di un'associazione non profit come indicato sopra ,alcuni soci possono lavorare come volontari per aiutare l associazione per realizzare le suo attività culturali?(Cioè non ricevere compensi) e altri si.
Devo pagare le ritenute d'account (20%)su quello che dovrebbero ricevere i volontari?
Comunque devo versare l'IVA sulla fattura emessa.
Grazie.
Mi sembra stia facendo un gran casino.
1. In linea di massima si (ma dipende anche da cosa dice lo statuto e dal tipo di prestazione: se le prestazioni fornite fossero le stesse tra volontari e non, non si potrebbe). Ma di che tipo di "lavoro" stiamo parlando?
2. Dipende. Non è mica detto che si debba pagare con ritenuta d'acconto. Di che cifre stiamo parlando?
3. Quale fattura emessa? Per cosa e a chi?
per nostri convincimenti etici ecc. crediamo nell'associazinismo e preferiremmo non diventare SSD. Pensavamo a queste soluzioni, ma abbiamo qualche timore.
1) Io aprirei Partita IVA (e se l'Agenzia me la passasse, magari dei minimi. Altrimenti P.IVA Normale.)
2) Mia moglie diventerebbe a mio carico e potrebbe continuare a fare istruttrice con i benefici ASD?
3) resta il nodo conflitto interessi, che tuttavia nessun socio solleverebbe mai. Potremmo ammorbidirlo sottoponendo ogni decisione che ci riguarda all'assemblea sovrana?
Tutti i soci ci amano (e vorrei vedere altrimenti) e nelle assemblee verbalizzano la loro volontà di rinnovarci nelle cariche (lo statuto lo consente), nonchè di non voler rinunciare ai nostri corsi.
Sono da alcuni anni presidente di un'ASD che si occupa di formazione/didattica con corsi istituzionali per i soci e in regime di convenzione per scuole publiche. Mi sento depresso e in un labirinto senza uscita perchè...
Mi occupo gratuitamente su base quotidiana di iscrizioni, ricevute, tesseramenti, organizzazione corsi, fatturazione, risposte al telefono, email,in pratica tutto l'immane aspetto burocratico.
Tengo (a pagamento) corsi per i soci, percependo compensi sportivi dilett. ovviamente pari a quelli di ogni altro nostro istruttore.
Tuttavia, scopro che essendo il mio unico reddito non "potrei"più essere considerato dilettante (anche se non trovo da nessuna parte una normativa di legge specifica al riguardo). Potrei essere pagato (so per certo che si può) per la mia carica, ma tutti (voi compresi) lo sconsigliano perchè non è prudente. Avrei come alternative solo Partita IVA o assunzione. PERO', essendo presidente non posso auto-assumermi per evitare conflitto di interesse
1) Potrei forse far sottoporre la proposta di assunzione avanzata dal CD -astenendomi personalmente dal voto- all'assemblea dei soci sovrana?
Anche la partita IVA sembra preclusa in quanto l'ASD sarebbe la mia unica committente (accusa di falsa partita IVA?) e comunque avrei ugualmente il problema del conflitto. Lavoro come uno schiavo dalla mattina alla sera e non so come essere pagato senza rischiare... Però, in caso di infrazioni dell'ASD sono io a dover pagare di tasca. In base a tutto questo nessun socio (e li capisco) è disposto a rilevare la mia carica, che per fortuna secondo statuto è perlomeno rinnovabile. Mia moglie (a sua volta socia e istruttrice) sarebbe disposta a sacrificarsi, ma il conflitto glielo impedisce. Siamo in un cul-de-sac
2) Ci sono alternative, oltre alla chiusura... o al suicidio bruciandoci entrambi davanti alla sede locale dell'AdE?
(Naturalmente scherzo, non temete per la nostra vita... ma vi prego indicateci una via d'uscita. 🙂
In queste condizioni non ha senso lavorare come ASD. Siete uno dei rarissimi casi in cui consiglio di diventare una SSD rl.
In quel modo non esiste il conflitto di interesse e potete assumervi.
Salve, sono vice presidente di un'associazione non profit con p.iva e CF. Vorrei sapere:
1) Se un socio doveva ricevere per esempio 100 euro di compenso per un lavoro occasionale svolto come tutti i soci, per sostenere l'associazione riceve 30 euro; e dà 70 euro per sostegno l'associazione fondi di gestione per realizzare iniziative dell'associazione, come mi devo tutelare di fronte a questo?
2) Quanto dovrò pagare come ritenute d'acconto? Dovrò pagare ritenute sulle 100 euro oppure sulle 30 euro?
3) Se una parte di soci decidono di dare i 30% del loro compenso all'associazione per le attività o decidono di lavorare volontariamente devo far firmare una dichiarazione a ogni socio o devo includere questo nel verbale?
Grazie.
Salve sto costituendo un'associazione culturale per la promozione della comunicazione digitale. Siamo 4 soci: io presidente, 2 amici e mia moglie. L'attività principale sarà l'istituzione di corsi di formazione, posso avere delle delucidazioni in merito?
1 I docenti dei corsi saremo noi 4 fondatori. Possiamo percepire un compenso/rimborso derivante da una parte del costo che i corsisti pagheranno per la partecipazione?
2 se Sì come bisogna regolamentare la cosa? lettera di incarico, ricevuta, ritenuta d'acconto?
3 Fare un distinguo tra soci fondatori e soci ordinari mette a rischio la democrazia interna dell'associazione? Cioè tutti hanno diritto di voto ma solo i fondatori/cons. direttivo possono essere eletti?
Salve, sto redigendo lo statuto per un'ass. culturale per la promozione della comunicazione digitale. Siamo 4 i soci fondatori: io il presidente, due amici, e mia moglie. La nostra mission principale sarà quella di fare corsi di formazione. Ho delle domande in merito:
1) i docenti saremo, inizialmente, noi 4 soci fondatori. Possiamo percepire un compenso, derivante dal costo del corso?
2) Se la risp è Sì in che modo bisogna regoalamentarlo? ricevute, fatture, lettere di incarico?
3) Si deve specificare nello statuto che pur non essendo a fini di lucro l'associazione, i corsi e le attività avranno un costo di partecipazione? e che il denaro potrà essere usato per compensi ai docenti dei corsi?
4) Per garantire una democrazia totale all'interno dell'ass.ne non ci devono essere distinzioni tra soci fondatori e soci ordinari? cioè tutti hanno diritto di voto e possono essere eletti nel direttivo? grazie
Salve, sono un dirigente di una ASD di pallavolo. Volevo esporvi il mio caso. Un gruppo di Atleti facenti parte di un'altra asd si sono voluti staccare e crearne una propria. Per farlo 2 dei suddetti hanno assunto la responsabilità e la carica di presidente e vicepresidente e contemporaneamente sono anche giocatori.
Rispetto al vostro articolo, è possibile che il presidente e il vicepresidente percepiscano un compenso, rimborso, etc, sempre entro i 7500?
Salve. Asd Arti Marziali.
Sono consigliere dell'associazione. Il mio status attuale è "disoccupato" ma al contempo usufruisco di un assegno per borsa di ricerca di
700 eu/mese (elargita da una provincia) per attività svolta presso azienda privata. posso ottenere un rimborso forfettario di circa 100/150 mensili per la mia attività di istruttore?
14/01/2014 alle 18:51
TEAMARTIST
Si faccia assumere...
1) Ma potrei essere assunto e retribuito anche se ogni mese faccio orari differenti?
2) Sarebbe più conveniente (per me e/o per l'ASD) se aprissi partita IVA, o i costi sarebbero gli stessi?
grazie per le risposte e mi scusi per averle inoltrato il messaggio del mio collaboratore senza le dovute modifiche:
1) siamo un'APS ma con la vecchia gestione non so se hanno provveduto a riconoscere l'associazione a livello regionale o nazionale. Probabilmente siamo riconosciuti, è possibile? o si deve per forza essere riconosciuti?
2)i corsi (si parla di corsi di lingue, corsi musicali , corsi improntati sul culturale) verranno messi a verbale con la relativa spesa del preposto a fare le lezioni e quanto costeranno agli associati parteciparvi. E' corretto come iter?
3) a chi partecipa ho pensato di utilizzare le ricevute non fiscali (quelle in duplice copia). la matrice rimane a noi e verrà magari messa a verbale.
4) per pagare chi è preposto alle lezioni ( e non so se è in possesso di partita iva) che possiamo fare? vorrei evitare "forme" che poi comportano altri adempimenti (tipo il 770), mi piacerebbe sapere (se possibile) se esiste un modo molto semplice e sbrigativo che non comporti poi problematiche successive.
1. Se non siete riconosciuti, NON siete una APS. Se siete riconosciuti vi sconsiglio di retribuire dei soci come istruttori.
2. Direi di si.
3. Come preferisce. Il mio parere lo trova nel post che le ho suggerito di leggere nella risposta precedente
4. Un modo legale veloce e sbrigativo no. L'unico modo che non prevede il modello 770 sono i voucher. Legga questo nostro post.
Spett.le TeamArtist, Faccio parte di una APS e si è pensato di iniziare dal prossimo mese a fare dei corsi all'interno dell'associazione. Le informazioni che trovo sul Vs. Blog sono sempre molto utili e costituiscono una fonte di spunti quotidiana per poter non incorrere in sanzioni. Qui di seguito Vi inoltrerò delle domande e spero di poter avere delucidazioni ai miei dubbi:
1) Mi potete confermare che per qualsiasi corso fatto all'interno dell'associazione si debba essere soci? (sia l'istruttore che i partecipanti).
2) i corsi verranno messi a verbale con la relativa spesa sia dei partecipanti che per l'istruttore.
3) ai partecipanti verrà data una ricevuta non fiscale in doppia copia.
4) lettera di incarico deliberata in direttivo e messa ai verbali.
5) in che modo possiamo remunerare gli istruttori?
6) si può utilizzare il rimborso forfettario?
7) (ho visto i fac simile che consigliate ma si fa riferimento a spese di benzina ecc ecc e non mi sembrano molto approipriati). Potremmo usare un semplice foglio A4 con una qualche indicazione?
8) per i soci che parteciperanno ai corsi esiste la ricevuta non fiscale che si trova anche alla buffetti e per i compensi agli istruttori?
9) va poi fatto il 770 a fine anno?
1. Per gli istruttori non è obbligatorio, anzi nel vostro caso potrebbe essere sconsigliato. Voi siete una APS riconosciuta? (cioè all'interno dell'albo nazionale o regionale?)
2. I partecipanti sono una spesa? Non sono una entrata?
3. Date due copie della ricevuta ai partecipanti? Di che importi stiamo parlando?
4. Bene
5. In quelli previsti dalla legge. Legga questo nostro post.
6. Si tratta di un compenso. veda 5.
7. Confonde i rimborsi forfettari con quelli a piè di lista.
8. per le ricevute ai soci legga questo nostro post. Per gli istruttori... sono loro a dover fare la ricevuta a voi (visto che siete voi a pagare loro!).
9. Se dati compensi (tranne i voucher) a qualsiasi titolo, si.
Beh, di sicuro non potete accedere alle agevolazioni per lo sport dilettantistico. Perchè per voi è una professione.
O aprite una partita iva o vi fate assumere.
1. Tutte quelle previste dalla legge.
2. Si
3. E' possibile. Ma il punto è: a quanto dovrebbe ammontare il compenso totale annuo? Sarebbe la sua primaria fonte di reddito?
In questo caso voi soci potete... essere retribuiti per le vostre ore come Istruttori ... o come Segretari (se ad esempio vi occupate di tenere la contabilità per parecchie ore settimanali.
Tra l'impegno come socio istruttore + attività di segreteria non professionale (tesseramenti, iscrizioni ecc.) lavoro per l'ASD più o meno 800 ore l'anno.
1) Secondo voi come posso essere retribuito?
Prometto che con questo messaggio chiuderò comunque la questione per non diventare troppo petulante, cosa di cui mi scuso sinceramente fin d'ora. Purtroppo non conosco bene come vanno le cose in questo Paese.
1) Ma se faccio leggere all'ispettore le due normative... la sua autorità può prevaricare le leggi?
2) È lui che ha il diritto di decidere in ultima analisi sull'applicazione della legge, o esiste un potere superiore a cui appellarsi in casi di palese disapplicazione di una norma?
1. le leggi non si prevaricano, si interpretano.
2. ci sono i giudici delle commissioni tributarie provinciali e regionali e poi i giudici di Cassazione. Ma per difendersi bisogna spendere...
Mi scuso in anticipo se non capisco... ma vorrei approfondire meglio questa questione.
Dove stanno il rischio e il pericolo se una risoluzione e un Decreto Lgs si esprimono molto chiaramente al riguardo?
Forse il compenso dovrà anche essere approvato dall'assemblea sovrana, ma una volta superato questo ostacolo...
Che un ispettore può accusarvi di indebita ripartizione di utili motivando il palese conflitto di interessi (il datore di lavoro e il lavoratore concidono: egli si è autoassunto, si paga lo stipendio e valuta il proprio operato).
Tuttavia, secondo la risoluzione dell'AE 9E del 25/01/2007 "... le associazioni/società POSSONO erogare compensi al socio-amministratore in relazione alla carica sociale ricoperta, purché entro il limite previsto dal D.P.R. n. 645/1994"
e per l’art. 10, comma 6, del D. Lgs. n. 460 1997 "...anche per le ASD si considera distribuzione indiretta la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal D.P.R. 10 ottobre 1994, n. 645, e dal D.L. 21 giugno 1995, n. 239 per il presidente del collegio sindacale delle SPA"
Il socio ha una attività di ristorazione, quindi vorrebbe dare un contributo " non erogazione liberale" e quindi penso che sia azienda in questo caso. Cosa cambia se lo fa come persona fisica??? Grazie
1) Investimenti azionari (con rendite tra l'altro di una certa consistenza) possono essere considerati come una fonte primaria di reddito e consentirmi di percepire compensi sportivi dilettantistici?
In fondo, viste le tasse che ci pago, anche lo stato la considera come una vera e propria occupazione.
premetto che sono vice presidente di una asd di cui mio marito è tecnico titolare.
1. Vorrei sapere se la carica di presidente è incompatibile con quella di tecnico-istruttore e se lo stesso puo percepire rimborsi regolarmente documentati.
2. Ultima curiosità... se un socio tesserato vuole sponsorizzare una manifestazione di carattere dilettantistico... l'asd deve pagare le tasse?
1) Posto che per un impegno di piccola segreteria non professionale per una ASD (preparaz. tessere, compilaz. riceute ecc.) è possibile essere retribuiti con le stesse agevolazioni fiscali dei compensi sportivi (7500 € ecc.), i percettori di questi "compensi" devono necessariamente essere soci dell'ASD in questione?
2) che accadrebbe in caso di verifica se non lo fossero?
3) anche gli istruttori di una ASD devono essere suoi soci?
Buonasera sono il presidente di un' A.S.D. volevo domandarle se c'è la possibilità ed il modo di prendere un compenso per la gestione della mia associazione.
Buongiorno, sono un insegnante di ballo e vorrei fare lezioni private. Come mi devo comportare a livello contributivo? E' un' attività, che sicuramente non mi fa guadagnare più di 5.000 euro l'anno. Voucher? Prestazione occasionale? Devo solo denunciare i redditi?
1) Perdonatemi. Potete citare la normativa secondo cui il presidente (o membri del CD) non possono ricevere compensi per la loro carica?
Noi abbiamo trovato una risoluzione dell'AE 9 e del 25/01/2007 che precisa che le associazioni/società possono erogare compensi al socio-amministratore in relazione alla carica sociale ricoperta, purché entro il limite previsto dal D.P.R. n. 645/1994
e ancora... l’art. 10, comma 6, del D. Lgs. n. 460 del 1997 spiega che (anche per le ASD) si considera distribuzione indiretta la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal D.P.R. 10 ottobre 1994, n. 645, e dal D.L. 21 giugno 1995, n. 239 per il presidente del collegio sindacale delle SPA.
2) A oggi il compenso massimo è fissato in Euro 41.316,55. Non penso che qualche ASD sia economicamente in grado di raggiungere quella cifra, ma da qui a gratis ce ne passa. D'accordo le interpretazioni restrittive, ma nei rarissimi casi in cui le norme lasciano un po' di respiro, perchè ignorarle?
1. Lettera a dell'articolo 148 comma 8 del TUIR
2. I nostri consigli vanno nella direzione della massima tutela delle Associazioni. Nulla vi vieta di operare diversamente... a vostro rischio e pericolo! Uomo avvisato...
Data la vostra esperienza al riguardo, seguiremo sicuramente il vostro consiglio, ma permettetemi di osservare che, se per sentirmi tutelato devo ignorare persino le rarissime interpretazioni favorevoli dell'AdE, allora qualsiasi ispettore "impazzito" mi può creare dei problemi e non ho più nessuna possibilità di appellarmi alle regole scritte, visto che persino voi in buona sostanza mi suggerite di fingere che non esistano. Quanto alla lettera a del 148, forse avevo capito erroneamente che la risoluzione dell'AdE esponesse "proprio" la sua intepretazione dello stesso... Sono molto amaraggiato.
Le dico soltanto che nell'ultimo verbale che ho letto hanno contestato come ripartizione di utili il non aver indicato nel REFA come avrebbero utilizzato l'avanzo di 2.000 euro..
Salve, e grazie per il servizio che offrite. Sono il presidente di una ASD, e mio figlio, che fa parte del consiglio direttivo, ha l'incarico di insegnante in seno a detta associazione. Preciso che l'insegnamento viene da lui prestato a titolo gratuito, ma che percepisce un rimborso spese chilometrico forfettario per recarsi ove si svologono i corsi (in un diverso comune), pari ad euro 120,00 mensili. C'è conflitto di interesse o no?
Il rimborso spese forfettario è sempre e comunque un compenso. Fate il modello 770?
Il conflitto di interesse passa in secondo piano...e direi cmq che c'è ma è molto limitato.
Salve,
Tra breve metterò in piedi una Onlus per l'Africa. Il mio quesito riguarda la mia posizione, ifatti io entrerò nel consiglio di amministrazione della onlus insieme ad un altro amico,e fino qui nessun problema. Ora però io sono proprietario di una società che si occupa di mediazioni per l'acquisto di beni e quindi traggo guadagno dal copra e vendi, grazie alla mia società sono riuscito a trovare oggetti ,che la mia onlus vuole portare in africa, ad un prezzo inferiore a quello di mercato. L'inghippo arriva ora, infatti nessuna società lavora senza ricevere guadagni, posso io(proprietario della società di mediazione) vendere alla mia onlus a 12 oggetti che io pago 10 ma che sul mercato valgono 25 ?
Grazie mille
Grazie per le risposte, immaginavo già quanto mi avreste detto dopo aver letto le molte e tante altre testimonianze, domande e risposte da voi date..Preciso che non mi sarei potuta permettere tali costi, la mia era solo una di quelle idee dettate dalla voglia di fare, e di provare..avrei dovuto cercare qlc che facesse il passo com me, ma escludo certamente questo posto e le persone che lo gestiscono! L'illegalità non è sicuramente parte di me..e il rischio non vale i risparmi di tutta una vita! Proverò ad informarmi su come aprire un'attività, certo lo Stato non aiuta e non incentiva la voglia di provare.. con le sue complicate leggi si ha sempre paura di sbagliare, spesso sono equivoche e piene di cavilli..e con l'attuale situazione economica non ci si possono davvero permettere errori!
Grazie e buon lavoro!
Salve,
sono la Presidente di un'associazione non riconosciuta.
Il mio lavoro, nella vita di tutti i giorni, è quello di commercialista e tengo la contabilità dell'Associazione.
Potrebbero sorgere problemi se a fine anno percepisco dei compensi non in qualità di presidente dell'associazione (questo lo faccio gratuitamente), ma in qualità di commercialista/consulente contabile dell'associazione?
1) Visto che è legittimo come potrebbe un ispettore fiscale accusarmi di conflitto di interesse? Cioè senza avvalersi di una norma specifica?
2)E anche se lo facesse quali sarebbero le conseguenze?
Grazie
1. Le ispezioni fiscali sono sia sulla natura formale ma anche su quella sostanziale. Se decide che siete una finta no-profit, pur avendo tutto a posto sul piano formale, comunque vi contesterà.
2. Contestare l'evasione fiscale su tutte le vostre entrate.
Grazia
12 Novembre 2013 alle 15:38
Anche se le nostre entrate fossero costituite esclusivamente da donazioni?
Buon giorno, non sono ancora socia di un Asd, ma dette alcune cose farò le mie domande..
Nella nostra città ha aperto un parco giochi al chiuso con la dicitura Asd nella denominazione sociale, in quanto giocando, salendo e scendendo dai giochi i bambini fanno attività motoria. L'ingresso nell'associazione viene fatto dopo tesseramento (cifra minima di 5€ per i bambini e 1€ per i genitori), in alcuni giorni i soci possono accedere ai giochi pagando una cifra giornaliera per bambino, negli altri giorni della settimana l'associazione mette a dispozione il luogo per effettuare compleanni per i soci alla cifra di 150€. Inoltre si effettuano attività di vario genere, sempre dietro compenso, tipo cinema, corsi di cucina e baby-parking. Dopo 5 mesi di intensa attività e avendo già prenotati compleanni da qui al prossimo autunno, l'attuale presidente socio fondatore decide di vendere, non il locale, ma l'associazione alla cifra di 150.000€..giustificando tale somma, per il successo dimostrabile della stessa. Essendo interessata, ma non conoscendo nulla delle associazioni (fino a quando ieri ho letto quasi tutto il vostro blog) mi domando..
1 E' legale vendere e di conseguenza acquistare un associazione a scopo non lucrativo ad una cifra del genere?
2 Subentrando io all'attuale presidente, e da quanto letto non potendo ricevere utili, non posso recuperare in alcun modo la cifra richiesta?
3 E' legale quanto finora fatto dagli attuali direttivi dell'associazione?
Dopo aver letto quanto da voi scritto, mi sembra più una societa a scopo di lucro e quindi non in regola con quanto concerne le Asd..io non voglio fare cose illegali, ma mi sarebbe piaciuto comprare "un'attività" del genere..cosa dovrei fare per renderla a norma di legge? La condurrei a livello familiare..so che Vi occupate solo di Asd quindi se non risponderete a questa ultima domanda capirò.
Grazie in anticipo
1. ASSOLUTAMENTE NO. La invito ad informare la magistratura.
2. Legalmente, no. Non può nemmeno pagare una cifra del genere. A meno che abbia delle valigette piene di denaro in nero!
3. ASSOLUTAMENTE NO. Il reato minimo che è stato compiuto è quello di evasione fiscale.
Questa attività va fatta attraverso una SRL che paga le tasse... non attraverso una finta ASD defiscalizzata!!!
Buonasera, io sono il presidente di un’Associazione culturale e avrei il seguente dubbio:
dal 2014 inizieremo una campagna di diffusione e divulgazione delle nostre attività istituzionali. Avvieremo incontri in cui illustreremo le nostre iniziative e cercheremo di invitare la gente a divenire sostenitrice della nostra associazione donandoci delle erogazioni liberali per il perseguimento degli scopi statutari.
Quest'attività di divulgazione verrà svolta da alcuni promotori che sono dei professionisti NON soci ed esterni all'associazione. A loro l'associazione riconosce -dietro presentazione di regolare fattura- delle provvigioni sulle elargizioni liberali che sono riusciti a raccogliere, con cadenza mensile.
Fin qui non ho alcun dubbio e la cosa mi sembra abbastanza lineare. Il problema che ho io è il seguente: Io mi occuperò del lavoro maggiore, ovvero reclutare, formare, assistere, coordinare e gestire i promotori sparsi per l'Italia, una sorta di team manager di tutti i promotori. Si tratta di un compito faticoso che deve essere retribuito. Anche questo, per correttezza, avviene in forma provvigionale sulla base delle elargizioni procurate mensilmente dalla "rete" di promotori.
Come potrò ricevere io questi soldi essendo il presidente dell'associazione senza cadere nel divieto di distribuzione degli utili? Che sia chiaro, io non intendo evadere il fisco, io sono disposto a fatturare (e quindi pagare le tasse) all'associazione la mia prestazione. Le chiedo solo se questo sia possibile e se in caso di eventuale accertamento ciò non mi venga contestato.
In fondo la mia azione, come quella dei promotori è finalizzata ad apportare benefici all'associazione. Senza la nostra opera l'associazione non riuscirebbe a raccogliere le elargizioni funzionali al perseguimento dei propri scopi statutari.
Inoltre ho letto in internet che esistono dei limiti quantitativi alla retribuzione degli amministratori. A tal proposito, anche per aiutarla nell'elaborazione della risposta da darmi le indico le percentuali provvigionali di cui parliamo. Consideri che le elargizioni liberali della gente (unica fonte di sostentamento dell'associazione) sono così ripartite:
Il 50% per il perseguimento degli scopi statutari
Il 10% per il sostentamento dei costi associativi (utenze, spese, sede, ecc....)
Il 15% per le provvigioni dei promotori
Il 25% per il reclutamento, formazione, gestione dei promotori (le provvigioni che spetterebbero a me)
Secondo Lei qual'è il modo ottimale per impostare il tutto?
In attesa di un Suo gradito riscontro e speranzoso di intraprendere una lunga collaborazione, La saluto cordialmente.
Non può retribuirsi a "cottimo". Deve stabilire a priori un compenso (che sia di mercato e non faraonico), meglio se approvato dal consiglio direttivo, e lei non dovrebbe essere nè il Presidente nè nel consiglio stesso.
Buonasera, volevo sapere se un socio fondatore nonchè Presidente di una ASD, in questo caso Palestra, poteva essere anche istruttore della palestra stessa e ricevere il compenso (in qualità di istruttore) non imponibile al di sotto dei 7500 euro...grazie
Circolare Enpals n. 13/2006
Rientrano nell'esenzione da contribuzione previdenziale solo gli sportivi dilettanti che non svolgono tale attività nell'esercizio di arte e professione.
Secondo l'Enpals si configurano i presupposti per accedere alla nozione giuridica di reddito professionale laddove lo svolgimento dell'attività inplichi il possesso di specifiche conoscenze tecnico- giuridiche connesse all'attività svolta. (in questo caso diploma di istruttore)
I requisiti di professionalità individuati dall'Enpals sono:
1) l'attività deve avere caratteristiche di abiltualità Attività caratterizzata da ripetitività, regolarità, stabilità e sistematicità di comportamenti)
2) La misura delle somme complessivamente percepite non deve superare la tax area dei professionisti, ossia 4.500.
Da ciò deduco che se un istruttore (non dotato di partita iva) percepisce somme al di sopra dei 4500 euro deve pagare i contributi all'Enpals.
Tu cosa ne pensi?
Grazie
TeamArtist
13 Novembre 2013 alle 07:46
Che l'ENPALS porta l'acqua al suo mulino. Ci sono state più circolari interpretative che hanno chiarito che fino a 7500 gli sportivi dilettanti non devono nulla all'ENPALS.
gentilissimi, ho letto l'articolo che mi avete indicato, e vi ringrazio, mi è chiaro tutto, tranne i miei dubbi in merito ad iva e tasse.
l'associazione familiare investirebbe nel nido, senza fornire uno "stipendio" a noi due educatrici, e mi è stato detto che figurerebbe come no profit, e quindi esente dalle tasse.vorrei evitare guai!
grazie!
Non so come aiutarla. Per capire se davvero la vostra attività si potrebbe configurare come "esentasse" bisognerebbe entrare molto più a fondo nel merito delle vostre attività. In linea di massima potrebbe essere così ma sarebbe indispensabile impostare correttamente tutta la gestione della Associazione. Se vuole potete prendere un appuntamento da noi per discuterne a fondo: http://www.teamartist.com/consulenza/
1. molti commercialisti dicono che le associazioni musicali rientrano nei parametri delle ASD (tetto di esenzione 7500 euro) è vero?
2. oppure devo effettuare il compenso come prestazione occasionale con tetto a 5000 euro?
3. vi è un altra forma di compenso?
1. Non commento mai le affermazioni di altri professionisti. Glielo ha messo per iscritto?
2. Meglio...
3. I voucher dell'inps o un qualsiasi contratto di lavoro in regola.
Buongiorno volevo dei chiarimenti per la nostra associazione musicale appena istituita,in caso di organizzazione di concerti
1. come possiamo procedere al compenso degli artisti che svolgono il medesimo (gratis non viene nessuno mi creda)
2. se qualcuno dei soci o del consiglio direttivo svolgesse il concerto come artista può avere un compenso?
3. se la risposta fosse affermativa in quale modo può essere compensato e come occorre procedere per la tassazione?
Grazie infinite.
1. Dipende. Hanno partita iva? Fatevi emettere fattura. Non ce l'hanno? Usate i buoni dell'inps.
2. Ha letto il post. Sta a voi determinarlo
3. vedi 1.
Innanzitutto complimenti per il sito.
Vorrei sapere se vale l'esenzione fiscale fino a 7500 euro rispetto ai compensi erogati ad un istruttore di ginnastica da un'associazione culturale che persegue ( tra le altre ) finalità sportive dilettantistiche, ha avviato una vera e propria palestra, che è affiliata ad una Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal Coni ma che non ha la denominazione di ASD nè ha scelto esplicitamente di avvalersi del regime agevolato.
Avreste la possibilità di indicarmi normativa di riferimento?
Grazie in anticipo.
Volevo precisare che non siamo iscritti ancora al registro regionale.
Inoltre il nostro statuto è regolato e registrato con questa dicitura :(" regolata a norma della Legge n° 383 del 7 Dicembre 2000 sulla disciplina delle associazioni di promozione sociale e dal Titolo I Cap. III, art. 36 e segg. del codice civile e dalle disposizioni tributarie dettate per le Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, nonché dal presente Statuto").
4. Le porgo un' ulteriore domanda con questa dicitura acquisiamo il titolo di APS.
Grazie ancora per la disponibilità e buon lavoro
Mi scusi le devo porre ancora un altro quesito, noi rilasciamo agli altri soci che intendono partecipare ai corsi la " ricevuta per prestazioni a pagamento rivolte ai soci" con dicitura "operazione fuori campo IVA ex art.4, comma 4, DPR 633/72.
5. E' corretto??
Poi le volevo dire che i soci onorari non hanno partite iva perciò il rimborso spese è rivolto ai soci che prestano attività volontariamente, con compilazione di una NOTA Spese.
6. Cioè gli facciamo compilare una nata spese per avere il rimborso è corretto?.
Buona sera, sono socio di un APS con Codice Fiscale che si occupa di danza , musica, e spettacolo, le volevo porre alcuni quesiti: abbiamo attivato dei corsi che vengono tenuti dai soci onorari all'interno della struttura a favore di altri soci, nel versamento della quota di settembre ci sono dei soci che hanno pagato con essa anche una quota di iscrizione ai vari corsi (es. Batteria, Pianoforte, canto).
1. possono ricevere una tantum un rimborso spese i soci onorari a titolo di compenso per il loro apporto di conoscenza?
2. come le posso giustificare queste entrate?
3. Visto che compriamo del materiale per i corsi posso coprirle con questi costi? Ovviamente facendomi fare fattura.
Grazie della vostra disponibilità e conoscenza che ci mettete a disposizione .
1. NO.
2. Non può. La cosa è molto sospetta: un socio onorario, che lavora come "volontario" e poi viene retribuito...
3. Non capisco la domanda. Se compra dei materiali per l'associazione, si fa fare la fattura, è ovvio che presentandola alla Associazione questa possa essere rimborsata.
L'anno scorso con delle colleghe abbiamo costituito un'aps, ma non avevamo capito che chi faceva parte del consiglio direttivo non potesse percepire compensi compensi per eventuali attività professionali svolte per l'associazione.
Quindi, mi chiedevo, se ci dimettessimo dal consiglio, pur rimanendo delle normali socie, ed eleggessimo un nuovo direttivo con altre persone, noi potremmo percepire compensi per eventuali collaborazioni, giusto?
sarebbe perfettamente legale???
salve, la mia associazione culturale ha organizzato insieme al comune due serate musicali, il comune ci deve dare dei soldi per le spese che abbiamo avuto ma che non possiamo documentarle , del tipo pagare chi ha suonato ed il service audio. La mia domanda è:
1. quando riceveremo i soldi possiamo pagare questi elementi che hanno messo a disposizione la loro opera ed il loro materiale scrivendoli come soci?
2. e come possiamo evitare di pagare iva o altro?
Noi e loro abbiamo solamente il codice fiscale.
1. Non senza che voi e loro paghiate le relative tasse sulle retribuzioni/redditi.
2. l'iva la pagate soltanto se questi elementi hanno una partita iva e vi emettono fattura.
"L’Associazione non ha fini di lucro ed intende perseguire esclusivamente finalità di collaborazione e sostegno all’attività di enti che si occupano della realizzazione di varie forme di assistenza/accoglienza a immigrati e/o soggetti svantaggiati e alla gestione di Centri per l’immigrazione attraverso l’attività di pianificazione e gestione di incarichi da conferire a personale medico e infermieristico, associato e non, di assistenza presso i centri gestiti dai suddetti enti nell’ambito del territorio nazionale ed internazionale" (...)
"É prevista, inoltre, l’opportunità di offrire e/o gestire:
- servizi socio-sanitari ed educativi;(...)
- assistenza infermieristica e socio-assistenziale (OSS);"
Non c'è un esplicito riferimento ai compensi ma nemmeno una frase che dice che gli incarichi saranno gratuiti.
Non è un'associazione di volontariato.
Quindi, se sono associati è possibile? E questi finanziamenti devono essere utilizzati al 100% per pagare questi infermieri o può residuare qualcosa sul conto dall'Associazione?
Grazie mille per il vostro lavoro.
E' possibile ma con molta cautela. Dovete evitare situazioni di conflitto di interesse e devono essere retribuiti con costi di mercato o inferiori.
Sui finanziamenti non so risponderle. Bisognerebbe leggere i documenti di attribuzione.
Buongiorno. Vi ho già scritto altre volte. Mi occupo della gestione di una associazione senza scopo di lucro il cui oggetto sociale prevede che personale sanitario, associato e non, fornisca il proprio lavoro a strutture ed enti locali che si occupano di immigrati e richiedenti asilo politico. L'associazione percepisce di tanto in tanto qualche donazione, a volte anche dal personale sanitario che grazie a noi trova occasioni di lavoro, anche se temporanee.
1. Rischiamo qualcosa facendo così?
Inoltre si prospetta l'opportunità di ricevere un finanziamento da parte di un ente privato che ci permetterebbe di assumere due Operatori socio-sanitari e pagarli noi direttamente con questo finanziamento. Questi due OSS dovrebbero prestare il loro lavoro nell'ambito dei progetti Sprar.
2. Si potrebbe far loro un contratto di reperibilità per cui vengano pagati un tot l'ora e ricevono un surplus in caso di chiamata?
3. E che genere di contratto?
4. La paga oraria a quanto ammonterebbe?
5. E nel caso di chiamata?
Grazie
1. Direi di no. Qual è il suo dubbio?
2. Potete fare il contratto che ritenete più opportuno. Guardate l'equivalente di categoria ed applicate quello.
3. 4. 5. Vedi punto 2
Grazia
18 Settembre 2013 alle 15:31
Il mio dubbio riguarda le presunzioni che si possono avanzare in sede di accertamento: poichè il personale sanitario che noi inviamo viene pagato dagli enti stessi dove prestano il servizio, non da noi, e qualcuno di loro ha deciso di donarci una percentuale del proprio compenso, ho pensato che il fisco potrebbe pensare che siamo noi a chiedere o imporre il pagamento di questi soldi.
TeamArtist
18 Settembre 2013 alle 15:33
Se è una vera erogazione liberale non rischiate nulla. Se la imponete, SI. Se vi comportate onestamente non dovete avere paura di nulla.
Buonasera,
siamo un'associazione che si occupa di offrire assistenza sanitaria attraverso il conferimento di incarichi ai propri associati, infermieri e medici, di turni settimanali presso i Centri di accoglienza immigrati (CARA e CIE)in Italia dove i nostri associati vengono retribuiti dai Centri stessi. Noi non percepiamo nulla dunque come associazione. Il nostro compito è solo quello di sensibilizzare medici e infermieri per sostenere questi Centri che hanno difficoltà a reperire personale visto le condizioni spesso difficili in cui versano tali Centri. Adesso un ente privato vorrebbe finanziarci per la realizzazione di progetti di accoglienza da parte degli enti locali in seno al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Possiamo percepire questi finanziamenti e pagare noi, come associazione, il personale infermieristico?
Ciao Damiano ho una domanda da porti. Ho una palestra ASD, ma se alcuni soci fanno dei lavori per conto della palestra, per migliorare la qualità es: chi mi ha pitturato le sale, chi mi ha montato i battiscopa, chi ha aggiustato i bagni, ecc per l'inizio di quest'anno sportivo. Potrei dare loro un compenso, premio, o come chiamarlo, per il lavoro occasionale che hanno fatto di loro spontanea volontà? I materiali li ho comprati e fatturati a nome della ASD. Grazie
Buonasera, io avrei un'urgenza: siamo 3 insegnanti che fanno parte di un'associazione ludico culturale. Abbiamo effettuato delle attività nelle
scuole primarie volte all'integrazione dei diversamente abili, stranieri ecc e quindi l'associazione ha ricevuto dei contributi.
1. Come retribuire i soci che hanno prestato servizio?
2. Va versata la ritenuta d'acconto?
3. Abbiamo anche diverse fatture possiamo fare rimborso spese?
4. Gradirei conoscere le modalità per ricevere assistenza, tempi, oneri per essere il più corretto possibile.
Buon pomeriggio,
vorrei chiedervi come si configura il compenso di istruttore di asd con il trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria. Sono un dipendente in CIGS e vorrei capire se i compensi che percepirò avranno come conseguenza la perdita dell'ammortizzatore sociale. Faccio presente che svolgo il ruolo di istruttore al di fuori dell'orario di lavoro.
Buongiorno, ho da poco costituito un' ASD Tennis in quanto, in qualità di Istruttore di Tennis, desidero organizzare dei corsi di addestramento per bambini e ragazzi. Praticherò il mio insegnamento senza essere vincolato ad un Circolo Sportivo quindi in maniera libera ed autonoma. Dato che percepisco già una regolare pensione INPS, ho pensato di mettermi in regola con il fisco costituendo appunto un' ASD ove io sono il Presidente. Domande:
1. a seguito di compensi per l'addestramento devo rilasciare regolari ricevute?
2. sicuramente non supererò € 7.500 annue, devo comunque inserire nel mod. 730 gli importi ricevuti ?
3. vi sono altri particolari che mi sfuggono?
1. Dipende. Chi seguirà le sue lezioni saranno suoi soci oppure no?
2. Direi di no ma la questione andrebbe esaminata con più attenzione.
3. Difficile dirlo. Mi pare che lei intenda questa ASD più come una Azienda che una Associazione no-profit...
Non mi è chiara una cosa. Avevo inteso che il Presidente di un'ASD non potesse prendere rimborsi per il suo lavoro di presidente. Ora invece mi pare di capire che non può prendere rimborsi nemmeno come istruttore.
Il vecchio presidente si è dimesso e l'unico candidato è l'istruttore di uno dei corsi dell'ASD. Non ci vedo nulla di strano, ovviamente è una delle persone che passa più tempo in associazione e che ha sempre tutto sotto controllo quindi è stato votato da tutti.
Ora non può più insegnare quindi? oppure deve insegnare senza rimborso?????
Mi pare un po' assurda... spero di aver capito male
No, lo si può fare ma con molta cautela. Si palesa infatti un conflitto di interessi: il datore di lavoro ed il lavoratore coincidono. Inoltre il Fisco potrebbe ritenere che si tratta di un modo per mascherare una illegittima suddivisione degli utili.
Per questi motivi, suggeriamo che:
1. La retribuzione dell'istruttore sia inferiore a quella di mercato
2. Possibilmente nominiate un altro membro del direttivo quale supervisore degli istruttori (non è obbligatorio ma opportuno).
In merito alla distribuzione indiretta di utili si dice che avviene anche quando:
- la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal decreto del Presidente della Repubblica … per il presidente del collegio sindacale delle società per azioni
Che significa? Se si sta sotto a quel compenso (e quant'è) va bene?
Buongiorno faccio parte di un associazione no profit generica di biologi marini con target "divulgazione scientifica e tutela ambientale". Vorrei dei chiarimenti:
1. Qual'ora un grosso incarico venisse assunto in convenzione fra l'Associazione e un ente pubblico (Università) e all'Associazione entrassero unicamente i soldi necessari all'attivazione dei contratti per coloro che svolgeranno il lavoro (alcuni soci altri non)questo sarebbe un problema?
2. Cosa succede se questo resta l'unico introito per quest'anno e quindi tutti i soldi vanno in compensi?
3. Il problema sussiste anche se nello Statuto è espressamente specificato che ai fini dell'Associazione essa può ricoprire ruoli di gestione musei e campionamenti scientifici (ruoli che in pratica hanno come costi unicamente l'assunzione di personale qualificato, in genere i soci)?
1. Dipende. Come verreste pagati? Attraverso l'emissione di una vostra fattura o con un accredito sul conto della Associazione parificato ad un "contributo pubblico" senza l'emissione da parte vostra di pezze giustificative fiscali?
2. Dipende dalla vostra risposta al punto 1.
3. Assolutamente si, dal punto di vista fiscale non cambia nulla.
No no noi intendiamo attivare dei contratti (CoCoPro o Borse di studio, in teoria come associazione possiamo fare entrambi) alle 4 persone, 3 soci e 1 esterno, per lo svolgimento dell'incarico! Quindi ci avvaleremmo di consulente del lavoro e commercialista, insomma tutto documentato!
Ma se i soci sono tutti uguali (visto che non possono esserci soci di serie A e di serie B) perché si possono pagare i famosi compensi esenti fino a 7.500 ai soci che svolgono attività di contabilità, pulizie, ecc., mentre ai membri del consiglio, che sono anch'essi soci paritetici agli altri, non si possono pagare per le stesse cose?
A livello normativo possono essere pagati anche loro. La differenza però è che questi sono in conflitto di interesse: decidono loro di "assumersi", quanto pagarsi, giudicano il loro proprio lavoro e, paradossalmente, dovrebbero auto-richiamarsi se il lavoro da loro svolto è mal fatto. In più spesso questo è un campanello di allarme per gli ispettori fiscali (che sanno come questa modalità sia spesso utilizzata per nascondere l'illecita ripartizione degli utili. In sostanza: si può fare (è previsto dalle norme) ma prestandovi molta attenzione (e noi consigliamo comunque, ove possibile, di evitarlo).
Da quello che ho capito io fin qui,
in sede di accertamento, questo autoincaricarsi ed autopagarsi potrebbe essere interpretato come un modo camuffato di dividere gli utili.
Non ha alcuna importanza se si tratta di 20 o 200 o 2000 euro.
Non è vietato ma meglio evitare.
Poi ognuno fa come crede, ma se un pò tutti lo sconsigliano, compresi i gestori di questo sito che qualcosina la sanno..........
Non capisco bene la questione del "conflitto di interessi".
Se i compensi agli istruttori sono nell'ordine dei 20/30 euro all'ora, perché dovrebbe essere un conflitto di interesse se i presidente o vice o segretario si pagassero lo stesso compenso per i loro servizi di contabilità/gestione/pulizia/etc. ??
Perchè:
1. incaricherebbero sè stessi
2. sarebbero loro a stabilire i propri compensi
3. sarebbero loro a dover controllare se il proprio lavoro è stato effettuato in modo corretto.
Il datore di lavoro cioè coinciderebbe col dipendente.
1. sì, ma se nessun altro socio in sede di assemblee ha nulla da obiettare qual è il problema?
2. i loro compensi sarebbero in linea con quelli degli altri, non sarebbero superiori.
3. se il lavoro è fatto in modo corretto davvero (contabilità fatta nel modo giusto, pulizie fatte bene, etc.) e nessun socio riscontra il contrario, di nuovo non vedo il problema.
4. mi potete indicare la legge o regolamento che vieta questa cosa o che parla del conflitto di interessi? grazie.
Non è vietato... si può anzi fare senza grandi problemi. Si tratta soltanto di opinioni diverse. Noi lo sconsigliamo poi, ovviamente, chiunque può agire come crede.
Buongiorno, ho ancora qualche dubbio su eventuali rimborsi spese o "compensi" del presidente di un ASD.
Sono presidente di un ASD che offre corsi di ginnastica, movimento e simili. Sono anche uno psicologo dello sport.
Non ho mai percepito niente dalla associazione e svolgo la mia attività professionale privatamente, con partita iva.
1. Mi chiedo: posso organizzare, che so, un ciclo di seminari per l'associazione, seminari che terrei io stesso sui temi della psicologia dello sport, e ricevere per la mia prestazione un compenso? O, essendo anche presidente, non posso?
2. E se si in che forma posso avere il compenso?
1. A livello normativo può farlo ma glielo sconsigliamo perchè si creerebbe un forte conflitto di interessi. Inoltre un ispettore fiscale potrebbe accusarla di illecita distribuzione degli utili ed una manciata di altre brutte cose.
2. Dipende da come si configurerebbe la sua prestazione.
Grazie, molto chiaro. Ancora un chiarimento, se non disturbo:
1. posso fare invece a titolo gratuito, cioè non ricevendo alcun compenso e il contributo del socio per partecipare al seminario rimane all'associazione?
2. In questo caso posso ricevere un rimborso spese? Per es per il viaggio in treno o simili?
Un viaggio che faccio per conto dell'associazione, per offrire un servizio ai soci dovrebbe essere rimborsabile dato che io in questo caso non guadagno nulla e tutto è speso per l'organizzazione el'esecuzione dell'evento.
3. O rischio un conflitto di interessi anche in questo caso?
Grazie
Salve, gentilmente vorrei dei chiarimenti inerenti ai contributi erogati dal comune alle associazioni non riconosciute.
Siamo un'associazione che ha contribuito ad organizzare una festa di musica indetta dal comune, questo ci deve dare dei soldi; come facciamo a gestirli perchè noi dobbiamo pagare i musicisti, il service audio ed altre spese non sempre documentate?
possiamo erogare soldi ai soci e non, e a quale titolo? e fiscalmente cosa dobbiamo fare (esempio il service audio ci costa 1800,00 euro)
Ehmmmmm... queste questioni avreste dovuto chiarirle prima di organizzare il tutto. Adesso e' un po' difficile aiutarvi perche' il tema e' vastissimo. Partiamo da un principio: non potete pagare spese non documentate. Dai documenti che i diversi fornitori vi daranno dipenderanno gli eventuali obblighi fiscali.
Il comune ha versato i soldi nel conto corrente dell'associazione. In quei soldi era incluso anche il nostro compenso.
Non ci ha richiesto alcuna fattura.
Il 20% è riferito alla ritenuta d'acconto che l'associazione dovrebbe trattenere dal nostro compenso (incluso nel totale che il comune ha versato nel conto dell'associazione) e che dovrebbe versare all'agenzia dell'entrate. Questo è quello che ci ha detto un commercialista.
E' corretto?
Non metto mai in dubbio quello che dicono gli altri professionisti, per correttezza deontologica. Fate pure quello che vi consiglia questo commercialista. L'unico suggerimento è di farvelo mettere per iscritto e che il parere sia firmato.
ok cerco di spiegarmi meglio: abbiamo partecipato ad un bando di concorso del comune con un progetto che ci è stato approvato.
Nel piano economico richiesto dal comune abbiamo inserito anche il nostro compenso per le ore che noi abbiamo impiegato per svolgere il progetto. Ora, dovremmo calcolare il 20% di quel compenso, o come lo si vuol chiamare, e pagarlo all'agenzia delle entrate?
Le persone che partecipano ai nostri progetti non pagano. Ci chiediamo: non avremmo dovuto farci pagare per il lavoro svolto?
Il primo problema è come il Comune vi ha liquidato quanto pattuito. Vi ha semplicemente fatto un versamento sul conto corrente o vi ha chiesto di rilasciare una fattura?
Secondo problema: continua a fare riferimento a questo "20% del compenso da versare alla Agenzia delle Entrate". A cosa si riferisce?
In termini di tassazione, parte della risposta dipende da come il comune vi ha liquidato.
Terzo problema: i membri del direttivo ed i soci di una Associazione non dovrebbero essere retribuiti dalla Associazione medesima (legga questo post). Ora, se essi hanno lavorato per conto dell'Associazione, potrebbero anche venire retribuiti (con molti se e ma, e studiando bene la questione) ma di certo non... in nero! A seconda del tipo di contratto/accordo stabilito tra le parti si dovrà procedere alla compilazione del modello 770 e ad un certo altro numero di faccende.
Salve, complimenti per la vostra professionalità! avrei della domande da porvi: sono il presidente di un'associazione culturale no profit non riconosciuta.
Siamo 3 soci fondatori e gli unici 3 soci dell'associazione, ci occupiamo di promuovere attività socioculturali e socioeducative, fino ad ora abbiamo svolto due iniziative finanziate dal nostro Comune in cui una non abbiamo ricevuto compenso e l'altra si.
La domanda 1 è: in che maniera va dichiarato quel compenso (l'unico in un anno),
2: dobbiamo pagarci le tasse? un commercialista mi ha detto che avrei dovuto trattenere il 20% e fare la dichiarazione dell'associazione da sostituto d'imposta entro il 16 del mese successivo (termine già scaduto per me oltretutto).
3: Quel compenso va poi dichiarato nelle nostre rispettive dichiarazioni dei redditi dell'anno successivo? Sopratutto mi è sembrato di capire che i soci del consiglio direttivo non possono ricevere compensi: ma perchè se le iniziative le promuoviamo noi e siamo gli unici che possiedono la competenze per farli?
4: i nostri partecipanti sono spesso fruitori in maniera occasionale, non ci rivolgiamo ad un target di persone specifico che potrebbe diventare nostro socio. Per es. abbiamo realizzato un laboratorio con sofferenti mentali e uno con dei detenuti, da qualche parte ho letto che i nostri partecipanti dovrebbero essere anche nostri soci, perchè l'ass culturale dovrebbe rivolgere le loro iniziative agli associati, ma i partecipanti non possono ovviamente far parte dell'associazione, partecipare alle assemblee e assolvere a quei criteri di democraticità che si vorrebbe dall'associazione, come il voto, ect! son persone che vediamo per un paio di mesi e poi non più! come sciogliere l'arcano? grazie per l'aiuto!!!
1. Dipende. Che pezza giustificativa avete rilasciato al Comune per poter incassare il finanziamento? A che titolo il comune vi ha finanziato?
2. Dipende dalla risposta al punto 1. Onestamente non comprendo il consiglio che le hanno dato, così esposto.
3. Lo ha scritto lei che la sua Associazione è "no profit"... Legga questo nostro post. In ogni caso bisognerebbe capire a che titolo avete fatto uscire i soldi dalla cassa della Associazione a voi.
4. Queste persone cui vi rivolgete vi pagano?
salve voi conoscete l'AICS? sapete spiegarmi come funziona? devo prima costituire un'associazione mia e poi affiliarmi? o posso chiedere a loro di aprire un'associazione tramite loro? purtroppo non mi spiegano bene come funziona.
Salve... Volevo sapere, gentilmente, quanti soci fondatori sono necessari per la costituzione di una ASD, e quante e quali figure sono obbligatorie in un consiglio direttivo, grazie mille...
Perfetto... Ora mi serve capìre solamente se i soci fondatori possono corrispondere agli stessi 3 soci che formano il direttivo, e se ciò dev'essere messo nero su bianco nello statuto, grazie...
Si possono corrispondere e può essere messo nero su bianco nell'ATTO COSTITUTIVO (e non nello Statuto). Ma non vi conviene chiederci una consulenza prima di fare qualche errore grave?
Antonello
11 Giugno 2013 alle 11:24
In effetti ci stiamo pensando e vi faremo sapere molto presto... Grazie mille per la disponibilità mostrata finora 🙂
abbiamo appena cambiato, all' assemblea dei soci, il Consiglio Direttivo, cambiando il Presidente ed il vice;
bisogna rifare o aggiornare l'Atto Costitutivo dell' associazione ?
L'Atto costitutivo è uno dei pochi atti di una Associazione NON MODIFICABILE. Quello che dovrete fare è leggere questo post dove troverete alcune indicazioni utili sulle cose da fare quando si cambia il Presidente.
Come presidente faccio parte del Direttivo e svolgo anche attività lavorativa nella formazione specialistica destinata ai soci. Non potrei prendere 25€/l'ora...Se oltre al lavoro di programmazione, progettazione, alle incombenze amministrative (che non vengono retribuiti)dovessi prendere 25€/l'ora, chiuderei domani perchè non ne varrebbe la pena.
Ma mi faccia capire meglio, nei post precedenti mi ha detto che potrebbe sollevarsi il conflitto d'interesse e il fatto di venire disconosciuti come no-profit perchè ripartiamo gli utili.
Come le ho detto, come presidente vengo retribuita per la mia attività lavorativa conseguendo le finalità istituzionali dello statuto. Se come presidente ho le competenze per farlo, perchè non dovrei? Se le entrate dell'associazione, che fino a questo momento sono state esigue, dovessero aumentare sto pensando di mettere in atto, nei miei confronti, un contratto a progetto, lei pensa che sarebbe scorretto? Paghiamo le tasse e facciamo tutto alla luce del sole, senza voler e dover nascondere nulla, non credo ci sia scorrettezza!
Nel direttivo figura un familiare e un socio esterno. Loro non percepiscono nessun compenso.
Agli occhi di un ispettore fiscale la sua Associazione non sarebbe no profit ma uno strumento creato ad hoc per retribuirla. Uno strumento col quale, evitando di far pagare l‘iva ai soci, evadete il Fisco. Per evitare questa accusa bisogna porre dei limiti, come quello che le ho evidenziato.
Salve, sono presidente di un'associazione di promozione sociale che si occupa di formazione e consulenza educativa. Svolgo personalmente attività formativa per i soci all'interno dell'associazione e, spesso, per questo vengo retribuita con contratto di collaborazione occasionale. Le entrate dell'associazione vengono utilizzate anche per ricoprire le spese dell'ente. Ho letto che, in questo caso, ci potrebbe essere un conflitto d'interesse.
Dal momento che, in Italia, il conflitto d'interesse è palese in tutti i settori e per cifre da capogiro, volevo capire se ci fosse una legge che permettesse di perseguire ciò.
Il legale che stilò il nostro statuto (al quale avevo sollevato il dubbio del conflitto d'interesse) ci disse che era legale a patto che le entrate andassero anche a coprire le spese. Nel nostro caso, infatti, non c'è una distribuzione di utili.
Chiedo anche se è possibile retribuire i soci per l'attività svolta (nel nostro caso formativa), come un rimborso spese dell'attività (so che molte associazioni lo fanno) ma non so se sia corretto...
Tema delicatissimo con sentenze di orientamenti opposti.
Io suggerisco di soddisfare due requisiti:
1. Il primo che il direttivo autorizzi questi incarichi
2. Che la sua retribuzione sia INFERIORE ai prezzi di mercato (e che questo venga riportato a verbale)
Il rischio che correte, appunto, è che veniate disconosciuti come no profit e accusati di evasione fiscale per tutti i soldi che avete introitato nella Associazione.
Per i soci valgono le stesse regole facendo attenzione che i rimborsi spese forfettari sono retribuzioni che vanno dichiarate tra i propri redditi e che l'Associazione deve dichiarare col Modello 770 (come le sue occasionali d'altronde).
E' difficile stabilire quali siano i prezzi di mercato e, di conseguenza, valutare se inferiori.
1. Quali sono i criteri per stabilirlo, in assenza di ordini professionali che hanno delle tariffe min e max?
Fino a questo momento, laddove percepito, il mio compenso è stato bassissimo e, in alcuni casi, è andato a coprire interamente le spese sostenute!
2. Il rischio di venire disconosciuti come no profit e accusati di evasione fiscale, a quale legge si appella per il conflitto d'interesse?
3. In passato, per lo svolgimento di alcuni corsi di formazione, ci siamo rivolti anche a personale esterno all'associazione (non soci), retribuendoli con collaborazione occasionale, è corretto o si incorre nel rischio di sanzioni?
Grazie mille per il vostro prezioso aiuto!
1. Basta fare qualche telefonata in giro. Io vi suggerisco non più di 25 euro l'ora.
2. Dal codice civile in poi. I soci di una Associazione non possono ripartirsi gli utili...
3. E' corretto se avete poi compilato il modello 770 e vi siete fatti rilasciare una ricevuta da queste persone. A quanto ammontava la retribuzione?
Rosa
01 Giugno 2013 alle 23:05
Abbiamo compilato il 770 lo scorso anno e con le certificazioni di lavoro siamo in regola (io per prima per il mio compenso).
Un conto sono gli utili (che non abbiamo), un conto la retribuzione del proprio lavoro per il conseguimento delle finalità istituzionali!!
Lei suggerisce una retribuzione oraria di 25€ ma qui parliamo di corsi svolti da personale laureato e specializzato a favore di soci che svolgono determinate professioni altrettanto specializzate...I prezzi di mercato delle coop si aggirano intorno ai 100/120€/ora per i corsi di formazione e a 65€ per le consulenze individuali (parliamo di formazione in campo socio-educativo e di consulenza)...25€ neanche a parlarne, tanto vale farlo gratis...e i docenti non verrebbero!!!
Le retribuzioni per gli esterni dipende, cmq, non superavano il migliaio di € ciascuno...(l'anno scorso abbiamo fatto rifare il sito web e abbiamo pagato con una collaborazione occasionale).
Grazie
TeamArtist
02 Giugno 2013 alle 09:41
La retrubuzione dei 25 euro la suggerivo non per tutti i docenti ma solo per coloro che fanno parte del direttivo della Associazione.
Salve, vorrei fare una domanda sulla sicurezza in una ASD che ha istruttori: quanto del Decreto 81/2008 trova applicazione in una ASD? cioè, occorre avere RSPP, DVR,addetti antincendio e al primo soccorso?
Grazie.
Ancora non abbiamo una ASD, stiamo valutando tutti gli aspetti per aprire una piccola scuola di danza (classica, moderna,ed eventualmente Zumba, ecc.). Gli istruttori dovrebbero essere retribuiti ad ore (quindi non dipendenti). Per la partita IVA ci stiamo pensando. Ci può spiegare i vari casi?
Saluti, Giorgio.
Gentilissimi, rileggendo un po' i vari post sull'argomento, non mi è ancora chiara una cosa, e cioè se l'istruttore socio che riceve un compenso mensilmente dovrà sia rilasciare ricevuta all'asd, sia redigere annualmente un certificato di compenso sportivo (per dimostrare che il proprio reddito annuale è inferiore a 7500€).
E' così o devo correggermi? Ah, un'ultima cosa, dato che il Direttivo che andrà a costituirsi sarà formato da me (Presidente), un amico (Segretario), un'amica (Vice), e da mio padre e mia madre nel ruolo di Consiglieri (visto che non ho altre persone di fiducia né interessate che potrebbero ricoprire tale carica), volevo capire un po' se così formato può andare bene in fase di ispezione, grazie.
Ecco, proprio a questo volevo arrivare... Sconsigliarlo vuol dire che potrebbero sanzionarmi, oppure posso stare tranquillo xké non è obbligatorio che tutti i membri del direttivo non siano parenti?? Grazie...
Spett.le TeamArtist, non me ne vogliate, ma dopo aver letto un pò di commenti in merito, continuano a non essermi chiari 3 punti...
1 - Il Presidente di una Asd può essere anche il socio istruttore volontario (né compensi né rimborsi spese ricevuti) della stessa Asd? Mica ci sono sanzioni in caso di controlli?
2 - Il consiglio direttivo può essere costituito da madre, padre e figlio, oppure almeno un componente, tra presidente, vice e segretario, dev'essere esterno alla famiglia?
3 - Quando parlate di contestazione da parte del fisco, cosa intendete, che sono previste sanzioni o altro?
spero riusciate a far chiarezza nella mia testa, grazie:)
1. Si assolutamente (anzi, direi che è quasi consigliabile!).
2. Si, ma è meglio evitarlo. Troppi conflitti di interesse... meglio che non ci siano familiari all'interno dello stesso direttivo.
3. Assolutamente si. Abbiamo visto sanzioni da 25.000 a 230.000 euro per un solo anno fiscale.
Ottimo, ora mi restano altri 3 dubbi da chiarire per avere il quadro completo...
1 - Anche i "soci consiglieri" di un'asd devono appartenere a nuclei familiari diversi, o ciò è importante solo per il presidente, il vice ed il segretario?
2 - Il timbro personalizzato dell'asd va posto solo su ricevute di pagamento, o anche su altri documenti relativi alle attività dell'asd stessa?
3.1 - Infine, vorrei capìre se l'accettazione della domanda di iscrizione dei soci andrà fatta temporalmente prima di riceverne il relativo pagamento della quota sociale. Se sì, quanto tempo dovrà intercorrere tra accettazione e pagamento quota?
3.2 - L'accettazione va fatta e discussa durante un'assemblea soci ordinaria?
3.3 - In qual documento si annoterà tale accettazione avvenuta?
3.4 - Il socio allievo non potrà partecipare ai corsi sino all'accettazione della sua domanda??
1. Per tutto il Direttivo
2. Non è obbligatorio ma lo apporrei ovunque firma il legale rappresentante.
3.1 Si. Una volta che il direttivo ha deliberato l'accettazione potete riscuotere la quota sociale
3.2 No, in un Direttivo (a meno che a Statuto abbiate scritto qualcosa di diverso)
3.3 Nel verbale di direttivo
3.4 Soprattutto fino a quando non avrà consegnato un certificato medico sportivo valido e non sarà coperto da adeguata assicurazione sportiva.
Marina
28 Maggio 2013 alle 16:20
Perdonatemi, avevo omesso un ultimo quesito, quindi il punto 4:
4 - Se l'asd ha entrate sia per le quote sociali sia per i corsi seguiti (ma tali entrate serviranno solo per far fronte alle spese dell'asd, quindi né per compensi e né per rimborsi spesa istruttori), si è esenti dalla presentazione obbligatoria dei modelli 770 - Eas?
Grazie di tutto...
TeamArtist
28 Maggio 2013 alle 16:31
Sono modelli diversi. Il modello EAS lo dovete fare poichè avete anche le quote dei corsi.
Il Modello 770 lo dovete fare, invece, se e solo se retribuite qualcuno (anche con i soli rimborsi spese forfettari).
Marina
28 Maggio 2013 alle 16:53
Quindi, ricapitolando, il modello Eas va presentato anche nel caso in cui i soci allievi versassero un contributo mensile per la frequenza di un determinato corso, e tali contributi servissero solo ed esclusivamente per tamponare gli esborsi della stessa Asd??
Salve, Vi chiedo ancora una cosa: le somme corrisposte come "contributo per attività sportiva", deve essere considerato un compenso e quindi da dichiarare nel 770? Grazie
Salve,sono il presidente di un circolo nautico,in primis complimenti per il Vs. blog e grazie per le vostre utili risposte.
Vorrei porre un quesito, nel 1997 il Circolo ha sottoscritto, con una scrittura privata con alcuni soci(40), un finanziamento per l'acquisto di pontili galleggianti per creare dei posti barca,poi assegnati ai soci finanziatori. Nell'accordo è previsto che in caso di recesso dall'assegnazione dal posto barca, il socio abbia il rimborso di quanto finanziato.(preciso che il nostro statuto è stato modificato nel 2005 per adeguarlo alla nuova legge per enti non profit- L. 289/02)
1)Come si deve inquadrare questo finanziamento?
2)E'corretto rimborsare quanto finanziato senza incorrere in problemi,(per es.ripartizione di utili ai soci)?
3)In caso di vendita dei pontili (per fine concessione demaniale)i proventi possono essere utilizzati per rimborsare il finanziamento? (questa ipotesi è scritta in quell'accordo).
Grazie.
Difficile poter dare una risposta certa ed accurata senza poter studiare tutte le carte. In ogni caso questo finanziamento potrebbe essere inquadrato come un prestito-soci se al tempo è stato redatto un apposito verbale di Direttivo che ne disciplinasse i termini (tra cui il rimborso in caso di recesso). In questo caso il rimborso potrebbe essere corretto. Se l'Associazione ha quindi formalmente questo debito verso i soci, ha senso che in caso di vendita dei pontili i soldi vadano a rimborsare i finanziatori.
Il tutto però andava pensato e disciplinato nel 1997... oggi potreste avere delle difficoltà.
Vorrei aprire una ASD - scuola di danza. L'ASD darebbe compensi come istruttore anche mio figlio. Pensavo a un CD composto da me (Padre e Presidente) e 2 estranei. Mio figlio sarà fuori dal CD. E' fattibile o in caso di controlli può essere contestato un conflitto d'interessi?
In fondo, la maggioranza del CD non è parente di mio figlio.
Si, é fattibile ma sempre molto delicato. Se non potete evitarlo fatelo pure, ma con giudizio! Mi raccomando che la retribuzione di suo figlio sia di mercato.
Un'altra domanda. In un CD formato da tre persone, le funzioni di segretario e/o tesoriere possono essere svolte dal Presidente? o in alternativa essere svolte da un socio non facente parte del CD?
Tutto dipende da cosa dice il vostro Statuto. Le conviene quindi studiarlo a fondo... In linea di principio ogni ipotesi è possibile ma, appunto, attenti allo Statuto.
Si, é fattibile ma sempre molto delicato. Se non potete evitarlo fatelo pure, ma con giudizio! Mi raccomando che la retribuzione di suo figlio sia di mercato.
Ciao ragazzi, mi sono imbattuto x caso nel vostroo blog e credo di aver trovato ciò che fa al caso mio, xké ultimamente sto brancolando nel buio. Ho notato che siete molto preparati e volenterosi e quindi passo a descrivervi le mie perplessità. Attendo vostre notizie 🙂
1. in primo luogo, vorrei capìre per accertare l'avvenuta erogazione del "compenso sportivo" al socio istruttore, qual documento bisogna redigere?
2. tale certificazione va fatta mensilmente, oppure una sola volta (annualmente), giusto x evidenziare che non si sono superati i 7500€ annui?
3. Chi si occupa di tale certificazione, il presidente asd o altra figura?
in secondo luogo, vorrei delucidazioni in merito alla causale delle ricevute mensili rivolte agli allievi x la frequenza di un corso tenuto da un "socio istruttore volontario"...
4. Cosa dovrebbe essere riportato in quel caso?
5. Forse rimborso spese?
1. il socio istruttore dovrà rilasciare una ricevuta alla ASD (con marca da bollo di 1,81 se superiore ai 77,47 euro)
2. ogni volta che prende dei soldi
3. il socio istruttore
4. Corso di...
5. No, sempre dire esattamente a che titolo si ricevono i soldi. Descrivete quindi la prestazione.
Bene, ora avrei un pò di domande da farvi, cortesemente... Seguirò la numerazione adottata da voi in precedenza.
1 - Dato che l'asd non è tenuta a rilasciare ricevute fiscali, ma almeno semplici ricevute di pagamento, volevo chiedere se il timbro personalizzato dell'asd su tale ricevuta di pagamento (non fiscale) è obbligatorio;
2 - Il timbro personalizzato dell'asd va posto solo sulle ricevute di pagamento (sia madre che figlia??), oppure anche su altri documenti/certificazioni/contratti relativi all'attività dell'asd?
3 - Il libro di cassa scaricabile (formato excel), per le entrate e le uscite, è valido ai fini dei controlli fiscali?
4 - Il libro soci e verbali assemblee possono essere redatti anche su singoli fogli? ((c'è un esempio pratico degli stessi in giro?))
5 - Come comportarsi in occasione di stage nella propria sede asd, da parte di maestri di ballo esterni e non soci? Anche in questo caso bisogna rilasciare ricevute di pagamento agli allievi partecipanti, oltre che certificare la prestazione di lavoro di un solo giorno del maestro esterno? Se sì, come??
Grazie mille, è tutto ciò che mi resta da sapere! 🙂
1. No, le ASD non sono obbligate ad avere un timbro. Certo che darebbe una maggior sensazione di ufficialità e sarebbe anche molto, molto comodo.
2. Come detto sopra non è obbligatorio. Ma male non fa.
3. Se è stampato, si.
4. A nostro parere si, se vengono poi incollati su delle pagine numerate di un quadernone senza anelli. Legga il nostro post.
5. La domanda è un po' vaga...
Dino
27 Maggio 2013 alle 12:18
Ok, cercherò di spiegarmi meglio nel punto 5.
In pratica, m'interesserebbe capìre se, in occasione di una giornata di stage tenuta da un maestro professionista esterno (quindi non socio), la prassi dell'ASd rimarrebbe la stessa e cioè se sarebbe tenuta ugualmente a rilasciare ricevute di pagamento agli allievi soci che frequentano tale stage e se dovrà redigere ugualmente un "certificato di compenso sportivo" relativo all'unica giornata di prestazione al maestro professionista di cui sopra (un certificato, di quelli che attestano reddito annuale < 7500€).
spero di essere stato più chiaro, diversamente riformulerei di nuovo la mia domanda, grazie mille. attendo vostra risposta.
Un saluto, veramente ottimo sito, di quelli che fa crescere il terzo settore e la cultura della legalità associazionistica.
Riguardo al post , se lo riferiamo a un onlus che riporta nel suo
statuto , nel nostro caso AVIS :
Art. 6 c.2
E’ socio chi dona periodicamente il proprio sangue, chi per ragioni di età o di salute ha cessato l’attività donazionale e partecipa con continuità alla attività associativa e chi, non effettuando donazioni, esplica con continuità funzioni non retribuite di riconosciuta validità nell’ambito associativo; fermo restando che il numero dei soci non potrà mai superare di oltre un terzo il numero delle donazioni effettuate nell'anno di riferimento né essere inferiore al terzo di tale numero.
Art. 21
CARICHE
c.1Tutte le cariche sociali sono quadriennali e non retribuite, fatta eccezione per i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti esterni all’associazione.
c.2Ai detentori di cariche sociali spetta esclusivamente il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate in relazione all’assolvimento dell’incarico.
Mi accusano di pignoleria spesso ma credo che non ci sia margine di interpretazione e mi consulto con voi.
1)Fermo restando eventuali rimborsi spese per le spese sostenute e documentate,chi è socio di AVIS non può percepire denaro in alcun modo o sbaglio?
2)Nel caso ci siano violazioni dello statuto,Socio e lavoratore, la competenza disciplinare in materia è di giurisdizione interna all'associazione o il rischio è l'eliminazione dal registro del volontariato e la perdita dello stato di onlus?
1. Non è esatto. La norma riguarda soltanto chi ha cariche sociali (come i membri del direttivo e non il singolo socio) e per quello specifico ruolo. In sintesi il tesoriere (per fare un esempio) non può essere retribuito per fare il tesoriere. Ma se il tesoriere, oltre ad essere un avisino, è un medico e tiene un corso ai soci avis per il primo soccorso, per questo può essere retribuito (perchè è una attività NON CONNESSA con la sua carica). Lo stesso dicasi per gli altri soci. Non possono ricevere denaro per il fatto che sono soci (non possono cioè prendere suddivisioni di profitti) ma possono essere retribuiti per eventuali incarichi lavorativi non connessi al loro essere soci all'interno dell'Associazione.
2. Difficile dare una risposta univoca, si dovrebbe vedere sempre lo specifico caso. In ogni modo sicuramente la giurisdizione interna alla Associazione ha voce in capitolo e sicuramente tra i rischi che una onlus può correre in caso di gravi mancanze c'è la perdita dello status (con quello che ne consegue sul piano fiscale).
Ha assolutamente ragione ma deve soffermarsi sui singoli termini ed il loro significato: la parola "volontario" non equivale a quella di "socio". Il socio che presta attività di volontariato per la sua Associazione non può essere retribuito per essa. Questo non significa che, invece, il socio possa lavorare per la sua associazione non in termini di volontariato. Io credo che moltissimi professionisti dell'AVIS (che so, i commercialisti che rivedono il bilancio nazionale) ne siano anche soci. Ciò non toglie che per le loro prestazioni professionali (che non sono prestazioni volontarie) è giusto che siano retribuiti. Per rimanere all'esempio di prima quindi: il commercialista avisino non può essere retribuito quando presta la sua opera ad un banchetto dell'Avis per cercare nuovi donatori: Ma è giusto che lo sia quando rivede il bilancio nazionale come professionista.
Massimo
26 Maggio 2013 alle 09:02
La ringrazio per la celere risposta e mi adopero nei "mi piace".
Aggiungo solo che il tesoriere nazionale probabilmente non sarebbe daccordo con lei ( le aggiungo un link sperando di non essere invadente http://www.avis.it/risorse-umane/63/109957/volontariato-e-retribuzioni )
Sentiti ringraziamenti!
TeamArtist
26 Maggio 2013 alle 09:56
L'esempio riportato nel link é però molto diverso da quelli fatti da me. Sia perché si riferisce all'abuso dello strumento dei "rimborsi spese", sia perché l'attivitá in questione era nell'ambito istituzionale dell'associazione (paragonabile, nel mio esempio, allo stare ai vostri banchetti per reclutare nuovi donatori).
Se prevalesse la sua interpretazione, così restrittiva, dovreste selezionare ogni vostro fornitore avendo cura che nessuno di essi sia vostro socio... Il che non è possibile.
Buongiorno, io trovo molta difficoltà nell'individuare le distinte figure interne all'associazione, provo a fare degli esempi.
Noi siamo una asd che pratica calcio e quasi tutte le persone che sono da noi o sono atleti o dirigenti, tecnici etc. Questi non devono essere necessariamente soci della asd, giusto?
E poi, molti di questi x il tipo di ruolo che hanno sia tecnici, dirigenti che atleti della prima squadra percepiscono un rimborso. C'è qualcosa di strano?
1)Sono presidente ed unico istruttore della mia stessa asd, non posso percepire compensi per legge, quindi se organizzo corsi di ballo in prima persona come potrei giustificare le entrate mensili dei soci allievi? Giustificandoli come rimborso spese? In tal caso, dovrei dichiararli su qualche modello?
2)Sono socio istruttore di una asd, facente parte del direttivo, posso percepire compensi mensili x un corso di ballo da me organizzato? E' obbligatorio il rilascio della certificazione annuale per compensi corrisposti da parte del Presidente asd? Quali soggetti, in tal caso, sono obbligati a dichiarare il tutto su eventuale modello? Basterebbe solo la certificazione x stare in regola col fisco?
1. Non è esatto: come istruttore può ricevere compensi anche se ciò configura un potenziale conflitto di interessi.
Rispetto a come giustificare le entrate dei soci... cosa intende? Non capisco la domanda.
2. Si, ma sempre col problema del conflitto id interessi (che noi suggeriamo di evitare per questioni etiche).
Cosa intende per "certificazione annuale per compensi corrisposti da parte del Presidente asd"? Il modello 770?
In caso di compensi l'ASd deve fare il modello 770 e l'istruttore dichiarali nei propri redditi.
Su cosa "basterebbe" invece per essere in regola col Fisco, le consiglio di leggere tutti i nostri post.
1. Gentilissimo, quindi mi faccia capìre, per evitare conflitti di interesse, l'istruttore che terrà un corso di ballo nell'asd non dovrà far parte del direttivo?
2. Infine, per quanto riguarda il secondo punto, volevo riferirmi ad una certificazione/ricevuta di compenso corrisposta all'istruttore stesso, nella quale si attesta che tale compenso non supera i 7500€ annui (è obbligatoria questa prassi?).
3. Ecco, in questo caso, se l'istruttore non ha altri redditi al di fuori di tale compenso legato alla sua attività interna all'asd, dovrà ugualmente dichiararlo da qualche parte?
4. Se sì, dove?
5. Mentre l'asd, deve cmq utilizzare il 770 in caso di compensi corrisposti, è così?
Ringrazio in anticipo per le risposte, sperando di essere stato più chiaro...
1. Esatto.
2. Si. A tutela dell'Associazione.
3. Ogni caso è a sè. Non si può dare una regola generica per tutti. Costui è a carico di qualcuno? Ha bene immobili? Presenta l'Unico?
4. Dipende dal punto 3...
5. Esatto.
Antonello
24 Maggio 2013 alle 11:33
Ok, allora passo a chiarire la posizione del punto 3. Se l'istruttore socio non ha altri redditi al di fuori del proprio compenso x attività svolta all'interno dell'asd, è a carico dei genitori, non ha beni immobili e non presenta l'Unico, sarà tenuto a dichiarare tale compenso inferiore ai 7500 annui? Se sì, dove?
Infine, tra A.S.D. ed istruttore socio, oltre la ricevuta compenso, dovrà sussistere anche un "contratto"? Se sì, c'è in giro qualche fac-simile?
Grazie...
TeamArtist
24 Maggio 2013 alle 14:15
No, lui non sarà tenuto a dichiarare nulla.
Abbiamo un facsimile di lettera di incarico, ma lo forniamo ai soli nostri clienti...
Antonello
24 Maggio 2013 alle 16:20
Ottimo, ora avrei alcuni ultimissimi dubbi da sciogliere in merito a tale argomento...
1)Se agli albori dell'asd non ci fossero abbastanza entrate per un compenso al socio istruttore (che terrebbe quindi un corso solo come volontario ed in questo caso quindi tale figura potrebbe anche coincidere con quella di un membro del direttivo come il presidente, visto che non ci sono compensi ma solo rimborsi - no conflitto di interessi), in quel caso ne' il presidente asd ne' l'istruttore volontario sarebbero tenuti a compilare modelli e/o stipulare contratti e/o stilare eventuali dichiarazioni?
2)Inoltre, è obbligatorio un documento che attesti l'attività temporanea di solo volontariato ( se sì, c'è un fac-simile in giro?) del socio istruttore nell'asd, o bisognerebbe indicare tutto ciò a monte, cioè direttamente nell'atto costitutivo??
Grazie...
TeamArtist
24 Maggio 2013 alle 16:23
1. Una lettera di incarico tra ASD e istruttore, seppur non obbligatoria, è sempre buona cosa.
2. Come per il punto 1. Nell'atto costitutivo non servirebbe a nulla... piuttosto l'incarico è consigliabile che venga discusso e stabilito in una riunione di direttivo.
Antonello
24 Maggio 2013 alle 19:08
E a seguire gli ultimi 4 punti relativi a tale argomentazione...
3)Da quel che ho capìto, quindi, l'incarico del socio istruttore volontario, facente parte o meno del direttivo, viene sempre discusso e deciso prima dall'intero direttivo in fase di assemblea, per poi essere verbalizzato, giusto?
4)Quindi nulla vieta ad un asd di non erogare obbligatoriamente un compenso sportivo ad un socio istruttore, ovvero è possibile anche la forma di cui sopra, è cioè il volontariato da parte dell'istruttore?
5)Le quote mensili d'iscrizione ad un corso da parte dei soci allievi, possono essere utilizzate liberamente dall'asd per far fronte alle proprie spese, in caso di socio istruttore volontario che non percepisce compensi?
6)Per concludere, il socio istruttore volontario può percepire rimborso spese x carburante, anche se propria dimora e sede asd sono situate nella stessa città? Se sì, dovrà conservare ricevute apposite di erogazione carburante avvenuta??
Vi ringrazio in anticipo per queste ultime risposte... Siete un team fantastico, fatto di gente preparata e disponibilissima. Grazie 🙂
TeamArtist
24 Maggio 2013 alle 20:18
3. Si, sarebbe meglio.
4. Esatto.
5. Certamente.
6. No, non può. Solo se si sposta fuori dal suo comune.
Salve e complimenti per il blog, è davvero una fonte inesauribile di informazioni preziosissime, soprattutto per chi si appresta a cominciare un'avventura associativa.
Ho dei dubbi sull'acquisto di beni, per la nostra neonata ASD abbiamo bisogno di diverse bici, come possiamo fare? Avevamo pensato che:
1) le acquista il Presidente e le offre in comodato all'associazione (meglio gratutito o sarebbe possibile pagargli un fitto, naturalmente contenuto?);
2) se invece le bici vengono acquistate a nome dell'associazione è possibile far anticipare i soldi al presidente o ad altri soci fondatori, e poi nel corso dell'anno usare le quote associative dei nuovi iscritti per rimborsarli?
Grazie mille
1. e 2. Le acquista l'associazione con un prestito fruttifero fatto dal Presidente (o da altri soci). Farete una delibera di Direttivo che stabilirà modi e tempi della restituzione dei soldi.
Ogni altra soluzione ve la sconsiglio.
Carissimo Damiano... complimenti per quanto fa per le nostre associazioni! Una domanda: il nostro direttore non percepisce compensi, però ultimamente noto che gradirebbe ricevere qualcosa almeno per la benzina usata per la sua vettura per venire a fare le prove in sede, visto che ne facciamo 2 alla settimana per circa 10 mesi all'anno. Questo rientra come rimborso spese?
Grazie ancora
Grazie per la pronta risposta. Ho visitato il link per il calcolo rimborso kilometrico ma non capisco come quantificare l'importo da destinare come rimborso. Facciamo un esempio: se il direttore percorre circa 600 km all'anno per dirigersi in sede prove,possiede un auto Fiat Bravo 1.6 16V SX 3 porte benzina, devo moltiplicare i km percorsi x i costi complessivi per le percorrenze annue richieste? E i costi non proporzionali e proporzionali come si quantificano? Mi scuso per la mia scarsa dimistichezza... Tengo a precisare che il nostro direttore è iscritto come socio. Altro quesito inerente ai rimborsi kilometrici: i vari coristi/soci in occasione di trasferte per concerti e vanno usare i propri mezzi, hanno diritto al rimborso kilometrico?
Grazie ancora per la disponibilità.
Per le tabelle ACI dovete dargli 0,62 euro al km (se vive in un comune di residenza diverso da quello delle sale prove).
Per 600 km sono quindi 372 euro all'anno. Anche chi va ai concerti ha diritto a questi rimborsi (purchè autorizzati dal Direttivo perchè in missione per l'Associazione).
Alberto
16 Maggio 2013 alle 09:38
Ehmm, scusate, sempre io... Come avete calcolato 0,62 al km? Forse per la fascia di 10000 km.? E se sì, perchè? Visto che in totale ne ha percorso non più di 600? Vorrei capirci meglio così da poter calcolare i rimborsi per i vari coristi... Portate pazienza!
TeamArtist
16 Maggio 2013 alle 09:53
Perchè immagino che con quell'auto il vostro socio faccia sui 10.000 km/annui...
Siamo un'Associazione non profit costituita da rappresentanze pubbliche (Comuni, Provincia, Camera di Commercio) e da rappresentanze private (associazioni di categoria, consorzi). Nello Statuto non si fa alcun riferimento ai compensi dei componenti del Consiglio Direttivo ma si fa riferimento che "L’Associazione non persegue finalità di lucro; i proventi delle attività sono destinati interamente alla realizzazione degli scopi istituzionali, con divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge". Visto quanto indicato dall'art. 6 comma 2 del Decreto-legge n. 78 del 31/05/2010 sembrerebbe, i componenti del Direttivo possono ricevere compensi che non devono superare i 30 euro a seduta. Quindi non ci è chiaro se tali possono ricevere oppure no, un gettone di presenza e se questo importo è quello indicato dal suddetto Decreto-legge. Grazie in anticipo della vostra risposta.
Rispetto a quanto ci ha scritto, riteniamo che non possano ricevere un gettone di presenza ma possano ricevere dei rimborsi spese a piè di lista. Ad esempio per gli spostamenti, pernottamenti, pranzi etc etc.
Più o meno a quanto dovrebbe ammontare un compenso annuo per un insegnante e per un compensoper la figura del segretario per rimanere nell'ambito dilettantistico?
Boh dipende dal numero di ore di lavoro... La retribuzione deve essere mercato. Direi una cifra compresa tra i 15 e i 30 euro/ora. Ma senta un po' di colleghi della sua zona prima.
Buon pomeriggio,volevo sapere se un insegnante di danza in una asd per usufruire del compenso con agevolazione fiscale, può anche essere un insegnante in altre asd. Ed in ogni caso per percepisce un compenso per attività all'interno della asd usufruendo dell'agevolazione deve essere obbligatoriamente pensionato, studente o avere altro reddito da lavoro?. Grazie.
Siamo in affitto ed è intestato alla associazione. Il contratto permette il subaffitto, ma con questa Onlus è una collaborazione non continuativa quindi un contratto di sub locazione è eccessivo forse. E' solo un uso sale per un mese e solo di sabato e al momento è tutto gratis, ma se le cose per la nostra associazione peggiorano dal punto di vista economico visti i tempi volevamo capire se era possibile avere contributi da altre associazioni. Grazie della vostra cortese risposta
Contributi si... ma questi non lo sarebbero visto che vi pagherebbero l'uso di una sala che, ripeto, è una operazione commerciale su cui si devono pagare le tasse.
La sede è intestata alla associazione. In cosa consiste la differenza? E la Onlus può farci una erogazione liberale x aver usufruito dei nostri spazi?
Grazie anticipatamente perchè anche le collaborazioni fatte per sostenere il sociale sono complicate...
Se foste in affitto invece che in proprietà, potreste avere un contratto che vieta la sublocazione.
La onlus non può farvi una donazione (erogazione liberale)... in cambio di qualcosa! Perchè automaticamente diventa il pagamento di un servizio (l'affitto di una sala per l'appunto) sul quale si devono pagare le tasse.
Salve! Sono qui a chiedere info a lei perchè leggendo le sue cose intravedo un grande bagaglio di info e aggiornamenti sulle associazioni. Eccomi al dunque. Siamo asd di Yoga. Abbiamo una sede nostra. Collaboriamo con una Onlus da anni che non ha una sede propria. Attualmente questa onlus ha fatto partire un corso al quale hanno risposto in molti.
1. Domande: La onlus deve essere nostra socia x essere inregola se usufruisce dei nostri locali anche se gratuitamente?
2. E i partecipanti al corso?
3. Nel caso invece che potessimo o dovessimo chiedere un contributo sale come ci possiamo comportare per essere in regola in tutto?
Ringraziando anticipatamente, saluto e aspetto impaziente la risposta. Grazie! Paola
1. No ma sarebbe opportuno che almeno il loro direttivo sia di persone che si associno a voi. Ricordatevi di fare una delibera di direttivo in cui stabilite di concedere gratuitamente i vostri spazi a questa onlus.
2. No. Ma immagino vi farebbe piacere... quindi, perchè no?
3. Non siete obbligati ed anzi, avreste un sacco di complicazioni.
PS: quando dice che la sede è vostra: intestata alla Associazione o ad un socio? Perchè questo potrebbe cambiare tutto.
Buongiorno. se è già verbalizzato che il sig. Tizio terrà tal corso e il compenso è fissato a tot euro, alla fine del corso occorre verbalizzare anche l'erogazione del compenso o basta avere la fattura? e nel caso di un compenso per lavori al sito web fatto da un socio (che è anche libero professionista nel settore)? basta la fattura o occorre verbalizzare che verranno spesi quei soldi per lo sviluppo/manutenzione del sito web? Grazie
Consiglio di verbalizzare la sola decisione di spesa, gli importi e il fornitore. Ovviamente per poter emettere il pagamento dovrete avere le fatture dei fornitori.
Salve, dopo tutto quello che ho letto ne deduco che nessuno del direttivo può percepire un compenso per attività gestionale/contabile. Ma allora chi può avere questo tipo di compenso visto che normalmente la contabilità la fanno il segretario o il presidente (parlo di una normale e modesta a.s.d.)?
non si può elargire un compenso così come si fa con gli istruttori?
Lo sconsigliamo. Chi vuole fare segreteria e percepire un compenso, sia un socio non membro del direttivo. Poi, nulla vi vieta di farlo ma sappiate che vi esponete a dei rischi e create un palese conflitto di interessi (il controllore e il controllato coincidono: così come il datore di lavoro e il lavoratore).
Grazie1000, infatti ho capito benissimo che voi avete prove concrete e sicuramente seguirò il vostro prezioso consiglio. E' veramente difficile a questo punto cercare di fare le cose giuste, sembra sempre che cmq possano trovare qualcosa che non vada. Forse sarebbe meglio costituire una SSD, che ha sicuramente dei costi maggiori, ma che perlomeno può tutelare maggiormente da errori fatti sicuramente in buona fede vista la complessità della materia in se. Alle volte mi sembra di parlare di non ASD ma di estremo VOLONTARIATO. Noi ad esempio siamo 3 persone due ballerine ed un insegnante interessate a costituire appunto una ASD in quanto la danza è la nostra passione ma a questo punto diventa veramente complicato trovare altre 3 persone da mettere nel direttivo a titolo gratuito visto che sarebbe bene da quanto si legge che non facessimo parte dello stesso. Grazie ancora.
Buonpomeriggio, mi riallaccio al discorso compensi... Io ho chiesto ad un legale del settore no profit e mi ha detto che un insegnante che diventa socio della ASD può anche essere tranquillamente membro del direttivo (chiaramente per tale carica non percepisce nulla in quanto vietato) e percepire compenso per l'insegnamento tramite lettera di incarico e con accordo di collaborazione sportiva usufruendo anche dell'agevolazione fiscale. Mi sembra che cio' sia in contrapposizione con quanto richiestovi alcuni giorni fa. Sinceramente sono un pò confusa. Grazie1000
I nostri suggerimenti sono sempre tesi alla massima tutela delle Associazioni e derivano dalla nostra esperienza sul campo. Abbiamo visto verbali in cui questa pratica è stata attaccata dal Fisco perchè nascondeva
illegali ripartizioni degli utili tra soci. Faccia così, chieda al legale di farle un parere scritto... così se dovessero farle un verbale potrà rivalersi su di lui che le ha dato questo parere.
Buongiorno,
ho un dubbio, mi sono informata per la costituzione di un'associazione nel mio paese per fare corsi di musica canto ballo e strumenti ed eventualmente teatro i corsi verranno effettuati da insegnanti, mi hanno detto che non è possibile fare tutto questo con un' associazione per i compensi, ciò che non capisco è l'esistenza di scuole di musica sottoforma di APS, potreste darmi gentilmente delucidazioni? grazie
mi spiego meglio, un'associazione può essere una scuola di musica con corsi di canto, di danza, di teatro? i corsi verrebbero fatti da insegnanti che vogliono essere retribuiti, si può fare tutto con l'associazione invece che con una società vera e propria? a me hanno detto di no che è meglio fare una società perchè l'associazione non può retribuire le persone mensilmente.
ma so che ci sono molte scuole sottoforma di associazione come è possibile? sono illegali?
Certo che si può fare, nella assoluta legalità. Basta che gli insegnanti non siano i 3 membri del direttivo e che non vengano retribuiti con stipendi fuori mercato.
manuela
08 Maggio 2013 alle 12:28
grazie per la risposta, possono avere anceh contratti di collaborazione? o sono semplicemente dei piccoli rimborsi? ultima domanda mi scusi, quindi le uniche persone che non possono percepire nulla sono il presidente il vicepresidente e nemmeno il tesoriere? grazie
TeamArtist
08 Maggio 2013 alle 16:56
Nessun socio, per la sua attività all'interno della Associazione, può ricevere compensi (quindi nemmeno chi è nel consiglio direttivo). Se però un socio decide di tenere un corso all'interno della Associazione avendo una specifica professionalità acquisita, non è parente di nessuno del Direttivo, e la sua retribuzione sarà di mercato è possibile chiudere un occhio.
Buongiorno, volevo sapere se si può costituire una società sportiva dilettantistica a r.l. a capitale ridotto e in caso affermativo se hanno anche le stesse agevolazioni fiscali delle asd. Grazie
Grazie1000! Quindi affinchè non ci siano problemi bisogna che non faccia parte del direttivo ma che sia socio dell'associazione con incarico di insegnante...giusto?
Buongiorno, volevo sapere: se una persona ricopre una carica nel direttivo (ad esempio Presidente) per la quale carica non percepisce ovviamente nulla, potrebbe anche essere l'insegnante di danza (socio della A.S.D.) e percepire il compenso con accordo di collaborazione? Grazie.
1. Si ma in che senso conflitto di interesse? Se il presidente, il vicepresidente o altri del direttivo svolgono il ruolo di liberi professionisti è un conto. Se risultano disoccupati ma hanno una qualifica accademica o lavorativa tale per cui vogliono e possono fare una prestazione d'opera all'interno dell'associazione, quale sarebbe il conflitto di interesse?
2. Voglio fare un'escursione, ho investito dei soldi per aprire un'associazione e devo farlo gratis? Ancora?
3. Nonostante il precariato del lavoro che c'è adesso?
Il lavoro si paga, in qualunque forma venga fatta. Il lucro non è questo: in economia, il lucro si ha quando un'azienda/associazione produce un profitto contabile in cui i suoi ricavi contabilizzati superano i costi contabilizzati.
1. Che si auto-assumono, auto-giudicano il proprio operato, si auto-attribuiscono il proprio compenso-
2. "Ha investito dei soldi per aprire una auto-associazione". Li ha donati o prestati alla Associazione?
3. Mai sentito parlare di "volontariato"?
Ma il presidente di una aps, non può mai ricevere compensi di alcun tipo per eventuali prestazioni professionali che svolge in progetti promossi dall'associazione?
Ad esempio, l'associazione promuove un progetto di interventi psico-sociale, ed il presidente, che è sociologo, svolge un incarico all'interno del progetto, proprio in quanto psicologo, non può essere remunerato per l'attività svolta?
Si, potrebbe. E' evidente però il conflitto di interessi che si viene a palesare in questo modo.
teresa
07 Maggio 2013 alle 08:50
ed in caso di controlli sull'aps, questo potrebbe comportare qualcosa? considerando che ovviamente non sarebbe una prassi, ma avverrebbe una tantum e le altre volte le varie attività sarebbero svolte gratuitamente
TeamArtist
07 Maggio 2013 alle 13:00
Dipende dall'interpretazione puntuale che ne darebbe l'ispettore fiscale. Diciamo che al 50% si.
Salve, sono un dirigente di un'ASD affiliata a due federazioni, FIRAFT e FICK, e organizziamo da circa 15 anni gare a carattere regionale e nazionale in entrambe le discipline. Per il rafting durante l'estate facciamo escursioni per i turisti che vengono in zona ai quali (non essendo manifestazioni sportive anche se in attuazione degli scopi statutari) rilasciamo una ricevuta fiscale per la quota relativa all'attività e una tessera della federazione (per motivi anche di assicurazione). Per questo tipo di attività possiamo fare una lettera di incarico per prestazioni sportive ai i tecnici (brevettati Firaft) e poi una ricevuta per il pagamento o necessita di altre forme di contratto.
Detto questo, ci sono delle cose che non capisco: la federazione vi consente di tesserare persone che non sono socie della vostra Associazione?
Come vi regolate per i certificati medici di questi praticanti "mordi e fuggi"?
Salve, grazie per la risposta. Per precisare non è la mia federazione che me lo permette, forse siamo noi che sbagliamo :), avevo preso spunto da un vostro post (http://www.teamartist.com/blog/2013/03/28/soci-ordinari-simpatizzanti-sostenitori-onorari-tesserati/) dove scrivete che non è obbligati ad essere sia soci che tesserati, pensando che viaggiavano separatamente. Noi facciamo queste tessere (che la federazione chiama "turisti amatori") per questioni assicurative e anche per aumentare i tesserati di una federazione "giovane". in quest'altro post (http://www.teamartist.com/blog/2013/04/28/decreto-defibrillatori-certificati-medici-sportivi/) dice che non sono tenuti all’obbligo della certificazione le persone che svolgono attività amatoriale occasionale o saltuario. Dove sbagliamo? Grazie e complimenti per il blog
Prima di tutto complimenti. Fa piacere sapere che ci legge attentamente. Dunque, si, esistono federazioni che permettono il tesseramento anche a persone non socie di una ASD: non è sempre così e va verificato, soprattutto ai fini assicurativi (prima che l'Assicurazione usi questa scusa per non pagare un infortunio); come sempre fate una domanda scritta e pretendete una risposta scritta. Il vero vantaggio è, così facendo, che potreste considerare anche le entrate di questi tesserati non soci come entrate istituzionali, col solo obbligo di emissione di una ricevuta NON fiscale. Come state facendo oggi va comunque bene ma, domanda: le entrate da queste attività ai tesserati, percentualmente, a quanto ammontano rispetto le entrate totali del vostro anno sociale? Se fossero sopra il 50% perdereste il diritto al regime fiscale agevolato.
Rispetto ai certificati medici, legga bene quello che abbiamo scritto (che poi è il comunicato stampa del Ministero e stiamo aspettando il testo del decreto definitivo): "chi la svolge in forma autonoma e al di fuori di contesti organizzati"... diciamo, insomma, che è interpretabile. Ma il punto è: arriva una famigliola in vacanza dalle vostre parti, il papà si mette a fare rafting e ad un certo punto gli viene un infarto e muore. Voi non vi siete preoccupati di chiedergli un certificato medico. Il giudice indagherebbe immediatamente il Presidente per omicidio colposo (oggi accade questo). Mettiamo che poi il Presidente venga assolto: ma nei confronti della famiglia, come si sentirebbe?
Davide
06 Maggio 2013 alle 08:39
grazie ancora per la risposta. Se la federazione lo permette o meno devono averlo scritto da qualche parte (statuto, regolamento, verbale di consiglio...). Per i certificati lei ha perfettamente ragione, però capisce bene che una famiglia in vacanza non va in giro con i certificati. Inutile dire che gli incidenti non sono mai una cosa bella con o senza certificati. Grazie ancora
Buongiorno,
mi chiedo, ma il presidente e il consiglio direttivo di una asd di cosa dovrebbero vivere?
Mi sembra di avere capito ci siano due strade:
1) Sei un filantropo, guadagni bene già di tuo, fai una asd per scopi appunto filantropici. Oppure:
2) Ti piacciono lo sport e i suoi valori, vorresti vivere di questo, della tua passione. Metti su una azienda.
Mi chiedo: ma chi percorre in Italia la seconda strada, con la "concorrenza sleale" delle asd? Pechè devo farmi un sedere triplo per pagare gli oneri di una azienda quando lo stato non mi tutela, controllando e cancellando le asd che retribuiscono il presidente e l'organo direttivo?
Esiste una qualche via di mezzo per vivere (non arricchirsi, vivere) della propria passione legalmente, un assetto associativo/societario intermedio tra asd e società commerciale che permetta, che so, al presidente di guadagnare non più di una certa cifra? O anche in questo settore l'apparato legislativo è concepito per incentivare il sotterfugio e l'illegalità?
Cordialmente, Giovanni.
1. Ho letto statuti in cui al socio è concesso il voto consultivo, che non ha potere decisionale, non rientra nel voto assembleare; è definito un voto come un consiglio, un parere, ecc..
1. bene, benissimo.
2. anche qui chiarito un punto centrale e determinante.
1) Quindi le Ass.ni che "consentono" ad alcuni soci il voto consultivo - non deliberativo - non sono in regola? O meglio il voto consultivo non significa nulla.
2) Che senso hanno le Ass.ni che consentono 4/5 categorie di soci (a parte gli onorari), se poi hanno (dovrebbero) avere tutti gli stessi diritti?
Prendo atto anche che è meglio evitare l'iscrizione gratuita, cosa che invece avevo pensato di fare per facilitare l'adesione..
1. Non capisco, mi faccia un esempio.
2. Spesso sono associazioni in cui non si vuole realmente la democrazia interna e si cerca quindi di dare meno potere ad alcuni in modo che questi non possano "spodestare" il direttivo: ciò è illegale.
In altri casi invece, quelli virtuosi, tutti possono diventare soci pagando la stessa quota base poi, chi vuole, può pagare quote più alte per aiutare l'Associazione.
Dal Link che ha postato http://www.teamartist.com/blog/2013/03/28/soci-ordinari-simpatizzanti-sostenitori-onorari-tesserati/ ho scoperto una dura verità (dura perché avevo un'altra idea): l'irregolarità nel dichiarare un socio senza diritto di voto, e questo cambia molte cose nel mio progetto, ma non vorrei ancora sbagliarmi. Certo che è incredibile che molti statuti prevedano soci senza diritto di voto, ne ho letti diversi e a loro ho fatto, benevolmente, riferimento anche se il dubbio si faceva sempre più forte. Ma il vostro post (lInk) non lascia alcun dubbio..
Cerco di capire di più:
1) Se il Consiglio Direttivo si riunisce per programmare il corso "Vogliamoci bene", previsto da un programma presente sul sito (senza date) nel mese corrente o nei tre mesi successivi, la scelta dei docenti, delle date, dei luoghi, deve essere tutto posto all'Assemblea dei Soci per essere votato per la sua attuazione con maggioranza dei voti?!
2) In base alla risposta: allora che cosa compete o quali decisioni devono essere poste al voto di tutti i soci in Assemblea, che sia ordinaria o straordinaria?
Sembrava più facile.. come mi dicevano tanti amici, è semplice, trova due amici, fai uno statuto, lo registri e inizi. Si, facile per non far nulla, o per dire che si ha un'Ass.ne, magari si è il Presidente, poi i soci se ci sono o no, non cambia molto.. (astenetevi dai commenti su questo, è solo per sfogo..)
Grazie ancora del supporto.
P.s. Per scaricare il Vs software per la demo occorre averla costituita l'Ass.ne?
1. No, può essere deciso dal solo Presidente o da un socio da lui delegato.
2. Il voto sul REFA, lo scioglimento della Associazione, le modifiche dello Statuto. Più altri eventuali casi previsti a Statuto o casi straordinari molto particolari (che so: fare un mutuo, acquistare un immobile etc etc).
2. FSN/EPS? Ops, cosa sono..?
Mi sfugge qualcosa: perché distinguete tra socio e tesserato? Non sono la stessa cosa? La tessera non si rilascia a chi si associa?
4. "sono entrate istituzionali"? Paghiamo un socio, che esercita l'attività di docenza per un corso, esp 300,00 euro, questi saranno i suoi compensi, ma non saranno entrate per l'Ass.ne? Oppure per "entrate istituzionali" intendete la differenza della quota pagata dal socio per il corso al netto del corrispettivo pagato al docente?
Immagino questa situazione:
Si organizza un Corso a cui possono partecipare esclusivamente i Soci (sarebbe il vantaggio di associarsi), il costo di partecipazione è di 100,00 a socio, di cui 70,00 all'Ass.ne e 30,00 al docente socio. Lui emetterà ricevuta fiscale o non fiscale per i 30 euro, i 70 euro entrano nella cassa come "entrate istituzionali"?
2. Federazioni Sportive Nazionali - Enti di Promozione Sportiva
Legga questo nostro post: http://www.teamartist.com/blog/2013/03/28/soci-ordinari-simpatizzanti-sostenitori-onorari-tesserati/
4. Fa confusione- Se il socio paga 100 euro, questi vanno nella cassa della Associazione che gli farà una ricevuta non fiscale in doppia copia (una per lui e una per la contabilità della Associazione stessa). Poi l'Associazione pagherà il suo docente secondo le modalità concordate (se fate a "cottimo" dovete fare un rimborso spese forfettario con una lettera di incarico deliberata in direttivo e messa a libro verbali: occhio al modello 770 e alla ricevuta fiscale che dovrà fare il docente, con marca da bollo se sopra i 77,47 euro).
Buonasera, l'argomento è cruciale, anche se molti punti si vanno chiarendo preferisco approfondire.
Come esempio abbiamo un'Ass.ne Culturale, organizza Corsi e seminari, con solo Cod.Fisc.
1) Abbiamo chiarito tutto sui rimborsi (sono possibili se ben documentati);
2) Abbiamo bisogno di docenti, di cui alcuni facenti parte dell'Ass.ne altri chiamati dall'esterno (non associati);
3) Un compenso (di modesta entità e solo per l'occasione - senza continuità) è possibile? E lo è sia per i docenti associati che per chi non lo è? Per questi ultimi forse è più facile?
4) Leggo di molte Ass.ni che con quota annuale offrono corsi con pagamento extra per gli stessi, alla domanda che ho fatto: perché i corsi non sono compresi nella quota annuale? Mi rispondo: caro signore i docenti vanno pagati, non possono lavorare gratis. Fermo restando che siano in regola, quale posizione giuridica gli permette di farlo? La P. IVA? E' solo questa la differenza?
Grazie.
1. bene
2. ok. io li assocerei sempre tutti... oppure, perlomeno, siano tesserati alla vostra stessa FSN/EPS
3. si, è possibile. Meglio se a soci o tesserati (vedi punto 2)
4. No, potete farlo benissimo anche voi. Un conto è la quota sociale annuale (che da diritto a partecipare alla vita della associazione, a votare ed essere votato) un altro i costi per eventuali corsi rivolti ai soci. Questi sono legittimi (purchè compresi tra le finalità sociali della Associazione) e sono entrate istituzionali. Non serve P. Iva per farli.
eccoci quà, il tema compensi, molto scottante. Nel mio caso penso che mi verranno a prendere tra breve!! La nostra asd è stata creata da me e mio marito. Lui è istruttore nonchè vicepresidente, io segretaria, contabile donne delle pulizie e tuttofare nonchè presidente. E' stata una nostra idea, è cresciuta e adesso parliamo di un discreto gruppetto di seguaci (circa 50). Noi ci lavoriamo all'interno (eccome se ci lavoriamo) !!Se non ci fossimo noi, nessun altro farebbe ne da istruttore ne da contabile (per il compenso che prendiamo!!).
La domanda è :"cosa c'è di male?".
Salve,
se nei primi mesi dell'anno cambia il presidente di una ASD (senza P.Iva ma solo con C.F. e Registro spese prima nota), il presidente uscente è tenuto a chiudere subito il rendiconto annuale prodottosi fino a quel momento o può rimanere aperto fino alla sua naturale conclusione, cioè a fine anno? E in tal caso sarà cura del nuovo presidente rendicontare l'intero anno?
Grazie.
Il Rendiconto non è legato al Presidente ma alla Associazione. Ciò significa che, a prescindere da chi è il Presidente, entro 4 mesi dopo il termine dell'anno sociale, bisogna portarlo in Assemblea Soci per presentarlo, discuterlo e farlo approvare.
Le modalità per modificare lo Statuto sono contenute... all'interno dello Statuto stesso! Per prima cosa quindi vada a studiarselo; se aveste omesso come si fa, dovrete seguire le indicazioni del Codice Civile. In linea di massima comunque si deve convocare una apposita Assemblea soci, mettendo all'odg che si vuole modificare lo Statuto, si deve mettere ai voti, verbalizzare e mettere a libro verbali, e poi ri-registrare all'Ufficio del Registro dell'AdE (se avete registrato anche l'originale). A Statuto dovreste trovare le maggioranze necessarie per poterlo fare... Attenzione anche a come avete fatto lo Statuto all'inizio: se lo avete fatto con atto pubblico dal Notaio, dovrete tornarci.
Buon giorno Damiano, nella guida associativa che l'Aics rilascia all'atto dell'iscrizione annuale, è evidenziato quanto segue.
Prestazioni e Collaborazioni "sportivo dilettantistiche":
Negli ultimi anni, il legislatore fiscale ha avvertito l'esigenza di individuare forme agevolate di tassazione delle somme che le società sportive dilettantistiche riconoscono quali "compensi premi o rimborsi spese" agli operatori sportivi, agli atleti e collaboratori indispensabili per lo svolgimento dell'attività sportiva.
Tale esigenza, deriva dalla considerazione che l'attività sportiva dilettantistica sia meritevole di tutela e di agevolazione in relazione alla propria valenza sociale ed educativa, si è concretizzata con diversi provvedimenti legislativi che hanno configurato lo speciale trattamento anche ai fini previdenziali ed assistenziali, dei compensi sportivi, come recepito dall'art.67,comma 1 lett.m)del tuir (redditi diversi).
Ed ancora Le Vorrei evidenziare quanto segue:
L’Agenzia delle Entrate con risoluzione 26 marzo 2001, n. 34/E ha chiarito che il legislatore riferendosi
all'“esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche”, ha voluto delimitare l’ambito di applicazione del
regime agevolativo in esame, escludendo i compensi corrisposti per lo svolgimento di “attività contabili ed
amministrative in quanto non direttamente finalizzate alla realizzazione delle manifestazioni sportive
dilettantistiche”.
Di conseguenza, possono beneficiare della norma prevista dall’art. 67, comma 1, lett. m) del TUIR i compensi
erogati a soggetti che partecipano direttamente alla realizzazione della manifestazione sportiva a carattere
dilettantistico. In altre parole, l’agevolazione fiscale si riferisce a tutti quei soggetti le cui prestazioni sono
funzionali alla manifestazione sportiva dilettantistica, determinandone la concreta realizzazione, ivi compresi
coloro che nell’ambito e per effetto delle funzioni di rappresentanza dell’associazione di norma presenziano
all’evento sportivo.
Si considerano, quindi, corrisposti nell’esercizio diretto dell’attività sportiva dilettantistica i compensi
riconosciuti a:
- atleti dilettanti;
- allenatori;
- giudici di gara;
- commissari speciali che durante le gare/manifestazioni devono visionare o giudicare l’operato degli arbitri;
- dirigenti che di solito presenziano direttamente a ciascuna manifestazione, consentendone il regolare
svolgimento, a condizione che non siano legati al soggetto erogatore dei compensi da rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa.
Di contro, non possono beneficiare della norma agevolativa i soggetti che svolgono “mera attività
amministrativa”.
In conclusione, affinché le somme corrisposte possano rientrare nella disciplina dei redditi diversi di cui all’art.
67, comma 1, lett. m) del TUIR devono sussistere contemporaneamente due requisiti:
- il soggetto percipiente deve rientrare in una delle categorie sopra individuate (requisito soggettivo);
- la manifestazione sportiva deve avere carattere dilettantistico (requisito oggettivo).
Successivamente, l’art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 nell’introdurre una serie di novità per
l’attività sportiva dilettantistica, ha stabilito che il regime agevolativo previsto dall’art. 67, comma 1, lett. m)
del TUIR (come modificato dalla legge n. 342/2000), per le somme erogate nell’esercizio diretto di attività
sportive dilettantistiche agli sportivi dilettanti si applichi anche ai rapporti di collaborazione coordinata e
continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società ed associazioni sportive dilettantistiche.
L’Agenzia delle Entrate con la circolare 22 aprile 2003, n. 21/E ha chiarito che rientrano in tali rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa le prestazioni connesse ai compiti tipici di segreteria svolte
dall’associazione o società sportiva dilettantistica, quali ad esempio la raccolta delle iscrizioni, la tenuta della
cassa e la tenuta della contabilità da parte di soggetti non professionisti.
Tutto ciò mi sembra che vada contro quanto da lei evidenziato.
"I soci di una Associazione noprofit non sono come i soci di una Azienda e per questo motivo non possono essere ricompensati perchè il concetto di "utile" è diverso" ,,, è probabile che sia a nn vedere la corretta sintassi ma è un affermazione o una negazione, quanto sopra, relativamente al ricompensare? è assodato che: a) non vi debbano essere spartizioni di utili, sarebbe errato anche moralmente. b) è corretto rimborsare costi sostenuti (nell'interesse sociale!) ... per il resto chi conduce una "vera" associazione sa quanto spesso si metta mano al portafoglio [in special modo presidente & co(odirettivo) ]
ci tengo a precisare che il mio dubbio nasce partendo dal presupposto che il termine "compenso" [Corrispettivo economico di una cosa che è stata fatta] lo si consideri sinonimo di "retribuzione" [Compenso, perlopiù in denaro, corrisposto a un lavoratore dipendente, proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto]
Probabilmente mi sto perdendo in un bicchier d'acqua ma... non capisco cosa non sia chiaro nella nostra affermazione! Detto ciò la sua analisi susseguente è perfettamente corretta. PS: ho dato un'occhiata al sito della vostra Associazione e mi piace molto. La prossima volta che sarò a Palermo verrò a Capo Gallo 😉
Ma che cosa si intende che le entrate dell'Associazione non possono essere utilizzate unicamente per pagare i Soci?! Per quali altre cose bisognerebbe utilizzarle?
salve, io invece credo che stiamo toccando l'assurdo. Se una asd, con iscrizione al registro coni, tiene regolarmente atto c. e statuto, albo soci, verbali assemblee c.d. e soci, registro entrate e uscite ecc ecc. cioè è in regola con quanto prevedono i vari articoli di legge per le agevolazioni a cui hanno diritto le asd perchè non bisogna star tranquilli? Vedere la sentenza della CTP di Salerno n° 359/11. In quale articolo di legge è scritto che il presidente non può fare l'istruttore, o anche gli altri soci del direttivo non possano fare gli istruttori? prendendo un giusto compenso.
Due, tre o anche più amici o fratelli, appassionati di sport decidono di creare una asd, sono i soci fondatori e fanno parte del c.d.. Tengono i corsi e prendono un compenso. Al rinnovo del consiglio direttivo nessun altro socio vuole fare il presidente, perchè, ed è logico, nessuno vuole assumersi responsabilità legali.
In caso di controlli si può presumere qualsiasi cosa ma poi bisogna vedere che ne pensa il giudice. Certo che gli ispettori ti fanno il verbale e vogliono toglierti le aggevolazioni, in base alle presunzioni, e ti chiedono di pagare. Un buon avvocato e poi si vedrà.
Se non fosse per le asd lo sport in italia sarebbe impraticabile. Diverrebbe molto costoso. una asd con p. iva è molto costosa.
Buongiorno carissimo Damiano, secondo lei se in una associazione si fanno dei compensi di carattere amministrativo/contabile per 3000 euro annui fatti però a membri del consiglio Direttivo e non al presidente, secondo te è un conflitto di interessi??
Salutoni e buona giornata, Daniele.
Buongiorno, stiamo valutando insieme a degli amici di creare un associazione per offrire servizi alla persona.
Il dubbio che sorge è quello dei compensi ai Soci, nel mio caso ad esempio mi ritroverei a svolgere un lavoro più corposo all'interno dell'associazione che andrà dal marketing, all'organizzazione di corsi,... Dedicando quindi parecchie ore ogni giorno alle varie attività,
1. è possibile percepire un compenso facendo anche parte dell'organo direttivo oppure è consigliato essere una semplice socia dell'associazione.
2. E ancora, come membro del consiglio direttivo (Presidente o Segretario ad es.) se svolgessi la mia attività per l'associazione con partita iva ed emettessi quindi regolari fatture, si crea nuovamente conflitto di interessi?
1. Dipende dal tipo di Associazione che andrete a creare. In ogni caso è sempre sconsigliabile anche laddove sia contemplato dalle norme.
2. Certamente.
Buongiorno e complimenti per il vostro prezioso supporto. Stiamo costituendo una Asd finalizzata all'insegnamento dello Yoga. il direttivo è composto da tre persone.
1. Possiamo anticipare dei soldi per iniziare l'attività?
2. Per affittare il locale, pagare l'affiliazione, ecc?
noi vorremmo mettere una cifra X per le spese di apertura della sede e poi riprenderla quando inizierà il tesseramento.
3. E' fattibile?
1. Si. Attraverso un prestito infruttifero verbalizzato in Consiglio Direttivo. Dovete prevedere le modalità di restituzione e il prestito se è sopra i 516,46 euro deve essere fatto in modo tracciabile (meglio BB dal conto di chi presta a quello della Associazione).
2. Si.
3. Si.
Sono presidente di una onlus, i membri non sono imparentati tra loro. Non inserisco dati sensibili per legge sulla privacy. Il c.d. e composto da 3 + 1
Ora abbiamo stabilito in sede di assemblea dei soci di dare una liquidazione al.presudente uscente dopo 29 anni di lavoro integerrimo. Su quali basi economiche o tabelle o cifre si può stabilire? Grazie della risposta
Ciao Patricja,
Purtroppo non è possibile dare una liquidazione ad un socio in quanto vista come una distribuzione degli utili.
Possiamo fissare un appuntamento per darti delucidazioni sul caso.
Saluti
Salve,
Nel caso di un'associazione senza scopo di lucro, io che sono un utente esterno, posso pagare una quota associativa da loro decisa per usufruire di un servizio di uno specialista? Per esempio come avviene nel caso di un percorso nutrizionale in un' ASD. E se sì, se il pacchetto offerto (nell'esempio un pacchetto nutrizionale di diversi mesi) non mi piace, è possibile chiedere il rimborso?
Buongiorno Mariarita,
di norma sì, un'ASD ad esempio può far usufruire i propri soci del servizio. Per le condizioni del servizio bisognerebbe chiedere direttamente all'erogatore del servizio.
1 - tenendo dei corsi di disegno retribuiti all‘interno della mia associazione, posso essere pagato dall‘associazione stessa?
Si certo.
Buonasera.
Sono presidente di una onlus che opera nel settore culturale. Ho compreso che in quanto presidente è possibile ricevere dei rimborsi/compensi entro certi limiti e se non osta lo statuto, per la gestione, organizzazione delle attività dell'associazione. Poiché ho partita iva, nel caso dovessi svolgere una prestazione specifica richiesta all'associazione in quanto professionista esperto per quel tipo di prestazione (lavori di catalogazione, servizi archivistici ed altri attinenti la mia professione) posso fatturare la prestazione professionale secondo i paramentri di mercato e ricevere comunque il compenso forfetario per il lavoro invece svolto in associazione come presidente? Grazie!
Buongiorno Linda.
Si, tecnicamente è possibile. Col passaggio al RUNTS però lo sconsiglierei.
Buongiorno,
come altri miei amici, sono socio e lavoro gratuitamente per un'associazione di natura religiosa (no ETS).
Nel vostro post del 23 Aprile 2013 "Compensi ai Soci di una Associazione?" si riporta che si può "essere retribuiti per le vostre ore come Istruttori (sportivi, musicali, linguistici etc) o come Segretari (se ad esempio vi occupate di tenere la contabilità per parecchie ore settimanali)."
Vale anche per l'attività specializzata di ognuno di noi?
Siamo inseriti in un organigramma (Direttore del Personale, Supervisore dei Corsi, Consulente tecnico, ecc. ecc.) e per tutte le nostre posizioni viene rihiesta una apposita specializzazione fornita internamente all'Associazione).
Grazie per il cortese riscontro.
Buongiorno Maurizio,
che cosa intendi per lavorare in modo gratuito? Siete volontari?
Andrebbero approfonditi diversi aspetti: le attività svolte dalla vostra associazione, il vostro ruolo ecc.
Un'associazione comunque deve essere organizzata per retribuire in modo corretto le persone che vi lavorano, a seconda della mansione che svolgono e della professionalità che hanno.
Buonasera. Sono nel direttivo di un'associazione che organizza corsi di musica e da settembre insegnerò all'interno della stessa. La mia retribuzione sarà pari o inferiore a quella di mercato. Volendo tenere le quote versate dagli allievi più basse possibile, in che percentuale è opportuno suddividere le stesse tra profitto dell'associazione e costo della docenza senza rischiare di incorrere nella redistribuzione indiretta degli utili?
Buongiorno Elsa, è molto difficile rispondere a questa domanda. Bisognerebbe sapere a quanto ammonta il contributo per il corso, la durata, il numero di soci etc etc... Ad ogni modo come giustamente scritto nella sua domanda, se la retribuzione sarà inferiore a quelle di mercato non si prospetterà sicuramente la suddivisione indiretta degli utili.
Buonasera, sono socio di una Associazione Culturale che si occupa di diverse ate mi è stato chiesto di offrire dei corsi di strumento (ho capito che possono essere ritenuti non professionali in base alle vostre delucidazioni, non sono diplomato, faccio un altro lavoro ecc.)
1.Come deve essere redatto e che contenuti deve avere il verbale del consiglio direttivo che delibera per tale attività?
2.E' corretta la retribuzione (al netto di spese rendicontate) mediante ritenuta d'acconto per prestazione occasionale?
1. Non c'è nessuna maniera specifica. Si segue il normale iter e si riporta nel verbale la decisione del direttivo di fare un determinato corso stabilendo anche il compenso dell'insegnante. In ogni caso controllate sempre il vostro statuto. Soprattutto scopi e attività.
2. Corretto. State attenti ai limiti che comporta.
La gestione in autonomia del bar ristorante riservato ai soli soci può essere affidata ad un socio esperto del settore. L,utile di tale attività sarà del socio gestore a compenso del servizio prestato ai soci. L'Asd ha autorizzazioni asl, è iscritta alla fit ed è autorizzata coni.
Si può fare, ma non è corretto che l'utile venga dato tutto al socio, altrimenti si avrebbe indiretta distribuzione di risorse associative
Salve,
prima di tutto complimenti per l'ottimo servizio che prestate. Avrei una veloce domanda da farvi.
Può una associazione, che ha come scopo aiutare scrittori emergenti a pubblicare e promuovere i propri libri, incassare le royalties dei libri che ha aiutato a produrre e versarne parte agli autori (magari sotto forma di premi o altro)?
In pratica l'associazione dovrebbe dare in concessione i diritti dei testi che ha aiutato a produrre ad un editore, percepire le royalties e girarne parte all'autore corrispondente (sotto forma di premio o retribuzione).
Ovviamente le royalties rimanenti sarebbero reinvestite tutte nelle attività associative.
Qualora la cosa non fosse fattibile, l'associazione potrebbe vincolare l'autore ad una sorta di donazione di una percentuale delle royalties frutatte dal libro che l'associazione ha aiutato a produrre? Sarebbe una sorta di riconoscimento verso l'associazione per il servizio (personalizzato, in quanto destinato all'autore specifico) prestato.
Grazie mille.
La tua domanda è molto particolare e a nostro giudizio merita di essere approfondita in una consulenza privata. https://www.teamartist.com/consulenza/.
Esiste un limite di rimborso a piè di lista come per le retribuzioni (7500 euro) ?
Al momento, no. Ma la riforma del Terzo Settore ha previsto dei limiti anche per quelli (totalmente assurdi) e se dovesse diventare operativa anche per voi ASD... sarebbero gran rogne.
Ciao, volevo sapere come si può retribuite dei soci di un'associazione che oltre a ore di volontariato forniscono anche un servizio professionale occasionale come ad esempio contabilità, istruttori, educatori....
Come possono essere pagati all'infuori del del rimborso spese se l'associazione non ha una partita iva ?
Grazie
Il possesso o meno di partita iva non c'entra nulla con la retribuzione dei propri collaboratori. Per retribuire i collaboratori ci sono formule diverse, le stesse delle Aziende: assunzioni, nuovi voucher, prestazioni occasionali in ritenuta d'acconto, etc...
Sono pensionato, se dovessi decidere di prestare la mia opera come maestro chitarrista in una accademia musicale, che opera a titolo dilettantistico, non sono un professionista, (l’accademia non è né coro né banda né filodrammatica ma è un’associazione culturale musicale, non vengono organizzati concerti ma saggi degli allievi), gli introiti percepiti, max. 6500 euro annuali.
1. Questi fanno cumulo con la mia pensione si/no?
2. Devo pagarci le tasse oppure non concorrono alla formazione del reddito?
3. Posso essere considerato collaboratore tecnico, visto che non ho un lavoro subordinato con l'accademia?
1. Si
2. Si, vi sono tasse da pagare.
3. A quale fine?
Salve, a breve costituirò con un altro ragazzo una nuova ASD con relativo consiglio direttivo, di cui quantomeno inizialmente faremo parte. I locali in cui opererà l'ASD sono di proprietà mia e di questo ragazzo, pertanto percepiremmo il relativo canone di locazione per l'uso dei locali. Può sorgere qualche problema in caso di accertamento essendo io e l'altro ragazzo sia locatori che membri del consiglio direttivo?
Grazie
Ciao Elena, diciamo che non è il massimo farsi pagare un affitto di locazione dall'associazione di cui si fa parte in qualità di membri del direttivo.
Sembra una cosa sola: una redistribuzione indiretta degli utili dell'associazione, che è illegale.
Buongiorno, innanzi tutto complimenti per la chiarezza, la precisione e la professionalità con cui viene svolto questo lavoro di consulenza.
la mia domanda riguarda la stipulazione di una Convenzione per la realizzazione di un corso tra un Asilo Nido privato e l'Associazione della quale faccio parte.
1) ho letto che si realizza attraverso un accordo scritto in forma privata con data certa da convalidare con timbro alle poste. è corretto?
2) come si realizza concretamente questa convalida?
3) come si distribuisce l'utile ricavato da
Leggi qui:
https://www.teamartist.com/blog/2014/12/29/come-scrivere-una-convenzione-tra-la-tua-associazione-ed-una-scuola/
https://www.teamartist.com/blog/2013/10/08/associazioni-corsi-scuole-esenzione-iva/
Salve,
innanzitutto grazie del lavoro che curate quotidianamente e che hanno aiutato molte persone di mia conoscenza. Adesso credo sia il mio turno!
Da circa tre anni, nel tempo libero, curo il sito internet e i social di un'associazione sportiva dilettantistica, regolarmente iscritta al CONI e alla federazione di riferimento, dotata di CF e PI. Poiché la cosa finora non mi ha mai tolto troppo tempo (circa 20-40 minuti la settimana fino all'anno scorso) abbiamo fatto tutto "in amicizia": posso strutturare gli aggiornamenti nei tempi e nei modi che preferisco, ovviamente promuovendo le attività a disposizione dei soci tesserati e non tesserati.
Alla ASD di cui sopra le cose stanno andando piuttosto bene rispetto ai primi tempi quando "si vivacchiava", e si discuteva della possibilità di trasformare questo rapporto volontario in uno che tenga conto sia del mio desiderio di sostenerli, sia del mio impegno.
1) Anziché concludere una transazione amichevole tra privati, posso richiedere che la ASD si faccia carico delle spese di trasloco del sito a un server proprio, o in alternativa di parte delle spese che sostengo per l'affitto del mio server su cui è appoggiato anche il sito della ASD? Se sì, in che modo/sotto quale forma potrebbero erogare tali spese? (Ho affittato il server da persona fisica e non dispongo al momento di PI; l'azienda per cui lavoro attualmente, su mia richiesta, ha certificato che il mio contributo presso la ASD non lede in alcun modo i suoi interessi.)
2) La ASD può erogare a mio favore un forfettario annuale, di modesta entità (meno di 1000 euro), a titolo di compenso per la mia attività per la loro presenza online? Se sì, in che modo/sotto quale forma?
3) Risiedendo fuori regione rispetto alla sede della ASD, la ASD può coprire a suo carico le mie spese di alloggio e trasporto (treno 2a classe) in occasione di gare di rilevanza nazionale e/o sovranazionale, per la copertura puntuale delle gare e degli atleti tesserati che vi partecipano? Se sì, in che modo/sotto quale forma potrebbero erogare tali spese?
4) Nel caso in cui diventassi socio (non tesserato) della ASD, le risposte alle domande 1-2-3 cambierebbero?
5) Nel caso in cui aprissi una PI, le risposte alle domande 1-2-3 cambierebbero?
L'ultima domanda è meno inerente ma vorrei evitare di pubblicare in due post diversi:
6) un libero professionista può sponsorizzare la ASD in occasione di un evento sportivo da essa organizzata, fornendo prodotti enogastronomici e/o buoni libri ai vincitori di tale evento?
Grazie in anticipo per la pazienza!
1. Se sono delle spese che tu sostieni per la ASD (mi sembra di capire che sia così), allora puoi chiedere il rimborso spese
2. Per questo tipo di prestazione difficilmente, dato che vale per allenatori e per collaboratori amministrativo-gestionali
3. Certo. Basta eichiedere il rimborso delle stesse
4. No
5. NI. Potresti emettere fattura per essere retribuito
6. Si, ma la ASD deve avere partita Iva
Grazie mille per le risposte esaurienti!
5) Se avessi (meglio: quando avrò) una partita IVA potrei (potrò) fatturare l'attività di gestione contenuti del sito? O meglio: la ASD può saldare quella fattura o rischia di essere un'attività non inerente al corretto funzionamento della stessa? Il mio desiderio primario è sempre quello di non mettere la ASD in questione in qualche guaio.
6) Il libero professionista può sponsorizzare l'evento della ASD visto che entrambi hanno partita IVA; ma può farlo con beni non inerenti alla sua attività? (Per la precisione: il l.p. è una illustratrice a progetto.)
Grazie ancora e auguri di buona Pasqua!
5. Certamente si, nessun problema a riguardo
6. Si
Salve sto per aprire un'associazione culturale per donne che vogliono stare in forma corsi di fitness e facendosi seguire da una nutrizionista. In pratica, visita nutrizionistica, controlli gratuiti e corsi di fitness sarebbero i servizi di cui potranno usufruire le sole soce. Di questa associazione, io sarei sia l'istruttrice di fitness che nutrizionista perchè preferirei non caricarmi di altre persone da dover pagare non sapendo come andranno le cose. Considerando che io investirò sicuramente parte dei profitti per comprare attrezzature, fitto, miglioramento della struttura e incremento di "organico" anche secondo le segnalazioni delle associate( dato che ho intenzione di raccogliere periodicamente consigli e considerazioni), potrò percepire un compenso?...legalmente e fiscalmente parlando....
puoi percepire compenso per l'attività di insegnamento se così deliberato dal consiglio direttivo; non puoi ricevere compensi per la carica di presidente
Salve, gestisco un'associazione musicale che svolge, tra le varie, attività di scuola di musica. Ovviamente abbiamo dei docenti (7 persone, associate e registrate in Libro Soci), di cui il 50% sono diplomati al Conservatorio l'altro 50%, ovviamente perché per insegnare c'è bisogno di competenza reale. Ognuno svolge attività settimanale da un minimo di 1 ora ad un massimo di 15-16 con una media di 7-8, in forma non esclusiva, ma non sempre documentabile, visto il settore.
Chiediamo ai soci-allievi contributi più bassi della media di altre scuole del territorio e quindi, anche i docenti ricevono compensi nettamente più bassi della media, diciamo tra il 50 ed il 60% in meno.
Quale sarebbe la formula corretta e più agevole per retribuirli?
ritenuta d'acconto
Buonasera, sono pedagogista e farò dei corsi e delle consulenze individuali ai soci presso un'associazione culturale di cui sono socia. Posso essere retribuita con ritenuta d'acconto anche se i corsi non saranno saltuari? Si tratta comunque di cifre totali al di sotto Dei 5000 euro annui.quale è la modalità più corretta per me e per l'associazione?
buonasera. io e altre 2persone siamo intenzionati a formare un'asd. cercando sul web mi sono imbattuto in pareri contrastanti sul fatto dell'erogazione dei compensi a istruttori. la domanda è:
1. possiamo noi 3 soci fondatori ricevere compensi per l'attività di formazione svolta in quanto saremo noi 3 a fare lezione? (in pratica, noi 3 formiamo l'asd, noi facciamo lezione, noi ci retribuiamo)
grazie mille
dipende,
1)sarebbe la vostra principale fonte di guadagno?
2)inoltre...qualcuno di voi 3 è laureato in scienze motorie?
1) io ho lavorato x 6 anni in ASD come collaboratore sportivo, e nonostante non abbia mai passato i 7500€ annui era (e ho intenzione che sia) la mia fonte di reddito principale. una ragazza è coltivatrice diretta. il terzo nulla
2) la ragazza è laureata SM, noi altri 2 laureandi
Allora non potreste essere retribuiti con questa forma di pagamento.
Leggi BENE questo nostro post
siamo un aps e marginalmente anche una asd: come remunerare i soci svolgono mansioni di istruttori sportivi?
Potete pagarli con il regime dei 7500€
Salve, la mia associazione culturale ha ricevuto una certa somma da un comune per un affidamento di servizi educativi. Ha regolare partita iva e sono i primi contributi che riceve dalla sua costituzione (2015). Gli associati (compreso il presidente) hanno tenuto vari corsi per i bambini (varie età) e adesso si dovrebbe rimborsare la loro opera.
1. Come si deve procedere? è necessario un rimborso forfetario (con applicazione di ritenuta) oppure si può procedere ad un eventuale compenso (non sono dipendenti in alcun modo della associazione e non hanno alcun documento giustificativo).
2. Devo provvedere a far compilare il modello eas entro il 31 marzo?
1. Ci sono diverse possibilità ma direi che la ritenuta d'acconto nei redditi diversi è la cosa migliore.
2. Da dove nasce questo dubbio?
Buongiorno,
intanto vorrei ringraziarvi per ciò che fate!
Lavoro come infermiera e sono presidente fondatore di un'associazione culturale per cui tengo dei corsi. (Mi piacerebbe anche chiamare altri esperti a tenerne) L'Associazione può pagare con dei compensi per questo? (es. con ritenuta d'acconto?) e in tal caso questi compensi vanno ad aumentare il reddito imponibile? Premetto che non faccio dichiarazione dei redditi perchè non sono proprietaria di immobile e non ho molte spese da scaricare. Grazie
1- sì
2- sì
Buongiorno,
abbiamo costituito una ASD che promuove attività/corsi sportivi a tutti i propri tesserati che vogliono avvicinarsi e conoscere l’ambiente montano in tutte le sue sfaccettature.
Tra i soci fondatori è presente un ragazzo che ha la qualifica di guida alpina e che organizzata e tiene regolarmente per la ASD alcuni corsi.
Volevo chiedere se è possibile remunerare il lavoro di questo Socio Fondatore.
Vi ringrazio.
Si, salvo che a Statuto abbiate scritto voi qualcosa che lo impedisca.
Salve, la mia curiosità mi spinge a chiedervi: ma non si potrebbe creare una cooperativa che presti servizio ad un'associazione? noi vorremmo far nascere un Caffè Letterario. In modo da offrire agli associati un servizio di intrattenimento musicale, artistico, culturale e di svago. Ma si potrebbe guadagnare da questa iniziativa?
1.Sì
2.Sì, e questo tipo di attività potrebbe essere gestita direttamente dalla associazione senza appoggiarsi a una cooperativa
Se nelle Onlus i soci possono essere retribuiti per le prestazioni e le Odv sono Onlus di diritto, una Odv-Onlus iscritta al registro delle Onlus, può retribuire i soci che lavorano per la stessa associazione?
No
Il Presidente di un 'Associazione (che è anche un libero professionista), a cui si fanno regolari rimborsi per il lavoro di Presidente, può fatturare quindi all'associazione per una retribuzione in cambio delle lezioni di musica che tiene agli allievi iscritti all'Associazione?
Grazie
si
Quali sono i passaggi per aprire una associazione senza scopo di lucro? Io vorrei aprire una associazione senza scopo di lucro
Ciao, ti consiglio di scaricare, leggere e studiare la guida che trovi a questo link: http://www.teamartist.com/costituire-nuova-associazione/
in che modo posso retribuire per le ore prestate come Istruttori sportivi i soci della aps?
Voucher, ritenute d'acconto...
Buonasera e complimenti. Alcuni anni fa ho depositato a mio nome presso l'UIBM un marchio verbale. Ho inoltre costruito a mie spese un sito web collegato a questo marchio.
Attualmente sono in procinto di creare un'associazione culturale no profit assieme ad altri soci. Questa associazione avrà come denominazione il marchio suddetto e userà il sito web da me creato.
1. E' consentito che io possa concedere in licenza all'associazione il marchio e il sito web di mia proprietà in cambio di una royalty annuale o una sorta di contratto di locazione?
2. Se si è possibile anche qualora io fossi socio fondatore, presidente o membro del Comitato Direttivo?
Nel caso ciò non fosse possibile, in che modo posso mantenere la paternità del marchio e del sito.
La ringrazio anticipatamente.
1.2. Si
La ringrazio.
Un'ultima delucidazione su questo aspetto.
Immagino che la modalità corretta sia quella di costituire l'associazione con un suo nome e successivamente questa sottoscrive un contratto di licenza per l'uso del mio marchio, potendo da quel momento, utilizzare questo come denominazione. Oppure l'associazione può già nascere col nome del mio marchio, dichiarando a statuto e atto costitutivo che il nome è un marchio concesso in licenza da me?
Grazie tante e un cordiale saluto.
Sono possibili entrambe le soluzioni. Anche se io seguirei una terza via. Terrei nomi distinti e direi che l'ASD usa il metodo XY (quello che hai registrato). Per dire... più o meno come ha fatto chi ha inventato la Zumba (cerca su Google la storia).
Salve! Sono il responsabile dell associazine e vorrei svolgere anke io attività ludica all interno. In che modalità devo essere pagata?!
Con una qualsiasi delle forme, legittime, previste dalle normative italiane... Lo so che la risposta è molto vaga, ma purtroppo lo è anche la domanda. Davi entrare molto più nel dettaglio.
Salve desidero sapere se il pagamento di un compenso sportivo pari ad € 7.500,00 erogato da una ASD, (regolarmente affilata ed iscritta al registro CONI e che svolge regolare attività sportiva) ad un proprio istruttore/associato si configura come riparto indiretto di utili.
Mi è stato detto che per l'A.F. i compensi sportivi erogati agli istruttori non possono superare i 3.000,00 € perché oltre questa somma sono considerati riparto indiretto di utili.
Qual è il comportamento corretto?
Grazia
Anna Previte
Falso, se ci fosse davvero questo fantomatico limite di 3.000€, per quale motivo si chiamerebbe "regime dei 7.500€"?
grazie per la vostra cortese risposta.
buongiorno,sono presidente di un associazione che ha anche la partita iva,da statuto possiamo far collaborare delle persone retribuendole,come si fa per dichiarare le uscite? una auto-fattura come lavoro occasionale con iva agevolata o cosa? grazie.
Il poter retribuire delle persone non è collegato al possesso di partita iva dell'associazione.
Le collaborazioni dipendono non dallo status dell'associazione ma dalla specifica situazione del collaboratore (pensionato? disoccupato? studente?), dal tipo di collaborazione, dalle altre sue fonti di reddito, da quanto dovete retribuirlo in un anno solare... etc etc.
Di solito si usa la ritenuta d'acconto nei redditi diversi o i voucher
Buongiorno.
inizio 2016 abbiamo aperto una palestra esclusivamente Fitness e costituendo una SSD, di cui mia moglie Presidene (40%), mentre io (10%) e altri due persone (40%+10%), soci fondatori.
Nello stesso momento io e mia moglie insegnamo ballo tramite una ASD, ma l\'anno prossimo (2017), avremo intenzione di metterci per conto nostro nella Danza e quindi costituire un\'ASD esclusivamente per la Danza. (l\'attuale asd che siamo ora comprende tante scuole e non ci piace la gestione).
La domanda è: Essendo mia moglie Presidente di una SSD e io socio, posso io fare il presidente nella nuova ASD? C\'è qualche conflitto se abbiamo una SSD e una ASD?
In teoria se tu non sei dirigente della SSD non dovrebbero esserci problemi...
Buon giorno, Vi chiedo una informazione.
Solitamente per un gestore di una palestra comunale e\' previsto un compenso? Se si di quanto?
Grazie
Oddio... dipende! Domanda troppo vago. Certo è che chi lavora deve essere pagato (lo dice la Costituzione italiana).
Mi sono sempre posto il dubbio se un componente del consiglio direttivo, incluso lo stesso presidente, possa prestare lavoro autonomo a carattere occasionale, per la propria associazione? Nello specifico stiamo parlando di attività appartenenti ad un progetto finanziato dalle istituzioni. Grazie in anticipo, buon lavoro.
Dipende dal tipo di associazione (nelle OdV costituite in base al DL 266/91 assolutamente no, ad esempio) e dal proprio Statuto.
una associazione di ricamo organizza dei corsi a pagamento riservati ai soci come pagare l'insegnate anch'esso socio ?
Ritenuta d'acconto o voucher a naso... ma senza conoscere la situazione retributiva contributiva personale dell'insegnante e quanto deve essere retribuito da voi in un anno, è davvero difficile dare un consiglio.
Buona sera,
Sono vicepresidente di un'associazione culturale appena costituita con un consiglio direttivo di 5 soci.
La nostra associazione si occuperà di promozione turistica e di tutela del territorio con varie iniziative e in collaborazione con altra associazione, con annesso bar.
1. In quanto vice presidente posso essere assunto e pagato per il lavoro svolto all'interno del bar dell'associazione?
2. In quanto vicepresidente posso ricevere rimborsi spese per gli spostamenti e per l'organizzazione delle attività dell'associazione? Se si fino a che cifra mensile/annuale?
3. Gli eventuali dipendenti che svolgono poche ore di lavoro al bar possono essere pagati in voucher?
Grazie mille.
1. Si
2. Si, tecnicamente senza limiti dato che non si tratta di compenso ma di un rimborso spese
3. Si
Salve, sono un socio di un'associazione di volontariato onlus e avrei alcune domande.
1. Nel caso in cui l'associazione volesse partecipare ad un progetto finanziato da un altro ente è possibile, come presidente o come socio, svolgere attività di volontariato e allo stesso tempo stabilire un compenso per un'attività di tipo professionale? Ad esempio il presidente, all'interno di un piano economico di un progetto, può organizzare e coordinare alcuni laboratori in maniera gratuita e stabilire una voce di spesa per una sua attività professionale?
Premetto che nel nostro statuto c'è scritto "Nessun compenso, salvo eventuali rimborsi spese sostenute, va fatto ai dirigenti e soci per le attività svolte nell’ambito della vita associativa".
Grazie e buona giornata
1. Assolutamente no.
Salve,
Innanzitutto complimenti per il sito!
Siamo una ASD di danza che ha appena iniziato a lavorare, il mio questito è il seguente:
SIamo 3 soci fondatori che prestano servizio come insegnati nella associazione, per quanto riguarda la nostra retribuzione come insegnati, dal punto di vista della forma è più corretto basare il nostro compenso in base alle ore di insegnamento/segreteria, oppure dare un compenso forfettario? Premesso che praticamente non ci sono differenze di ore di insegnamento/segreteria tra di noi?
Grazie per le preziose informazioni sul sito.
Fabrizio
E' abbastanza indifferente, basta sia una retribuzione contenuta.
Grazie mille.
Per ora infatti percepiamo un forfettario ed è contenuto.
Un domani che le ore di insegnamento dovessero arrivare ad assorbire tutta la nostra giornata (e quindi creare un vero reddito) pensavamo a un pagamento con partita iva per ogni socio-insegnante.
A questo punto che sia basato sulle ore o sia forfettario non dovrebbe fare grosse differenze come nel primo caso suppongo.
Grazie e buona giornata.
Corretto.
1) i compensi ai soci di un'associazione culturale (maestri di musica, di canto e altro) che ha aderito al regime della 398/91 possono essere trattati come quelli di un'associazione sportiva (istruttori, allenatori e altro)?
2) se si, vale il limite dei 7.500,00 euro per l'esenzione totale da tassazione?
Se intende il regime dei 7.500€, no non è possibile. E' utilizzabile solo da cori/bande e filodrammatiche, oltre ovviamente alle asd
1. Ni. Solo i compensi erogati a: "direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filodrammatiche che perseguono finalità dilettantistiche"
2. Si.
Salve! Se mi è possibile vorrei chiedervi una consulenza indicativa. La nostra è una a.s.d. senza fini di lucro, ci occupiamo principalmente di yoga, non facciamo formazione ma soltanto corsi e seminari. Abbiamo in affitto un appartamento con un salone e i soci non sono più di 200 all'anno. I soci del direttivo siamo tre, fino al 2013 eravamo io, Milena e una coppia. L'uomo della coppia è uscito fuori perchè la coppia si è separata. Per i primi anni abbiamo pagato l'affitto con i guadagni dei nostri personali corsi di yoga per un ammontare di €6.000.00 circa a persona. Abbiamo pensato di scrivere in un verbale di consiglio direttivo di avere anticipato la somma e che "... sarà rimborsata non appena le disponibilità di cassa lo permetta".
Adesso il socio uscito vuole rimborsata questa somma, somma che l'associazione non possiede e credo non possederà mai, tutti i nostri guadagni vanno investiti per le spese, affitto, utenze e organizzazioni eventi ed anzi negli ultimi due anni abbiamo dovuto anticipare i due mesi estivi di tasca nostra per poi recuperarli ad inizio corsi. Adesso ci scrive l'avvocato del socio dimesso e procede nei nostri confronti per il recupero della somma come si evince dal verbale a titolo di anticipazioni ed inoltre la cifra sarà maggiorata di €500 per le spese professionali.
- Non ci sono i soldi e questo si evince dai bilanci;
- secondo il verbale questi soldi possiamo prenderli quando ce ne sarà disponibilità;
- nel caso in cui ci sarà disponibilità devono prenderli tutti e tre i soci del consiglio direttivo che li hanno anticipati (secondo quello scritto del verbale);
- io e la mia socia non abbiamo altri reditti se non quelli dei corsi di yoga.
1) Secondo voi questa richiesta è discutibile?
2) non avendo contanti come dovremmo restituirli?
3) siamo costretti a prendere un avvocato?
4) qualore ci fosse disponibilità di contanti non devono principalmente essere rinvestiti nell'associazione stessa?
Grazie infinite,
Milena
1. In che senso?
2. Se non vi sono soldi non si capisce come possiate restituirli al momento. Quando il socio fece il prestito accettò che la restituzione fosse fatta a certe condizioni. Che aspetti.
3. No. Ma cmq una risposta va data.
4. Si ma... un debito è un debito!
Chiedo delucidazioni circa somme di denaro erogate ai soci volontari sotto forma di contributi risultanti da verbale di assemblea dei soci.
Detti rimborsi forfettari e non documentati sono stati corrisposti poiché l'associazione no profit svolgeva il servizio del 118ASL.
1. Sono soggetti a tassazione, io ritengo di no?
2. Detti rimborsi potevano essere rimborsati tenendo conto del numero delle ore lavorate con riferimento alla delibera consiliare?
1. Si
2. A mio parere, no. A quali leggi si riferisce il vostro Statuto?
Salve vi seguo tantissimo, e ho comprato anche dei libri da voi distribuiti.
vi chiedo cortesemente se avete qualcosa in uscita... con le ultime novità.
Una domanda che voglio fare se possibile, sapere se il presidente di una associazione che insegna canto, o musica, può essere retribuito per il suo lavoro. Che tipo di contratto? lo stesso vale per collaboratori soci e esterni.
Grazie
Si, può essere assunto. Legga questo nostro post
Buongiorno.
Sono una psicologa libero-professionista e insieme ad un'altro collega abbiamo intenzione di aprire un'associazione che svolga, per soli soci, attività socio-sanitaria, sia con contributi per prestazioni a pagamento, sia attività gratuite come sportelli di ascolto psicologico che laboratori presso strutture esterne (scuole, parrocchie...).
1) È possibile essere in due per costituire l'associazione?
2) Qual'è la forma associativa più adatta alle ne esigenze?
3) Collaboreranno con noi altre figure professionali, sia a titolo volontario che remunerati per alcune prestazioni. Con quale formula remunerativa andrebbero inquadrati?
Grazie
Per tutte le domande, consiglio di scaricare e leggere la nostra guida
http://www.teamartist.com/costituire-nuova-associazione/
buongiorno, siamo un gruppo di persone e stiamo pensando di costituire un'associazione, non sappiamo ancora il tipo. Ci occuperemo di tecniche olistiche: shiatsu agopuntura yoga.....
DOMANDA:
Sono dipendente INAIL, ho fatto la domanda al mio ente per poter svolgere prestazioni occasionali, mi è stato risposto positivamente, e di inviare loro il nominativo dell'ente presso cui svolgerò l'attività e la copia delle fatture/prestazioni occasionali in modo che loro potranno inserirmele nel mio 730 annuale.
A questo punto vorrei sapere:
1. che tipo di associazione dovremmo costituire
2. come fare per le prestazioni che svolgeremo.
3. Posso fare trattamenti shiatsu ai clienti e se si quanti?
4. Posso farmi pagare?
5. se si a chi devo intestare la ricevuta?
Insomma ho bisogno di sapere in modo approfondito come è possibile lavorare come socio dell'associazione in modo corretto.
1. Innanzitutto c'è da capire se ha senso costituire una associazione. Mi sembra che voi vogliate vendere delle prestazioni a dei clienti. Quale sarebbe lo scopo comune? Avete intenzione di trovare nuovi soci?
2. Vedi sopra. Forse ha più senso che pensiate a fare delle prestazioni occasionali nei redditi diversi.
3. Fino a 5000 euro l'anno
4. Vedi sopra
5. Al cliente
Salve,
Con la nostra associazione culturale no profit abbiamo vinto dei bandi per dei laboratori in alcune scuole elementari e medie. Ora dovremo retribuire anche alcuni collaboratori esterni(alcuni di loro sono soci di un'altra associazione). Non hanno partita iva, per cui vorrei sapere se sia meglio un contratto a progetto o una collaborazione occasionale e se ci sono limiti di retribuzione e nel caso quanto possono essere le tasse su un importo netto di 7000 euro annui.
Grazie.
I contratti a progetto non esistono più. Potete usare o i voucher (limite a 7070 euro) o i redditi diversi in ritenuta d'acconto fino a 5000 euro l'anno.
Avrei piacere di sottoporvi alcune domande:
- dovrei costituire una associazione culturale (o sportiva) all'interno della quale vi sono degli associati che fanno diverse attività artistiche (teatro).
i committenti (anche pubblici) chiedono fattura o titolo equiparato per il quantum artistico svolto (o donazione tra associazioni).
- l'ass. dovrà / potrà essere cultuale o anche sportiva? in quest'ultimo caso è obbligatoria una affiliazione?
- quando depositerò lo statuto per il c.f. posso e/o devo chiedere anche la p.i. quando ci viene richiesta fattura (come può un'associazione avere una p.i.?).
- come posso all'occorrenza garantire un quatum a questi per le attività svolte? in che forma e con che limiti?
grazie mille ed attendo vostre
Salve, questo nostro servizio fa al caso suo http://www.teamartist.com/costituire-nuova-associazione/
Salve sarei interessato ad aprire una associazione culturale dove tra le varie attività garantire ai soci c'e anche una attività di coworking (locare una stanza ad ore) garantita ai tesserati e magari a terzi.
orbene è possibile per i terzi non iscritti all'associazione rilasciare una ricevuta ed eventualmente gli utili percepiti nell'anno solare dividerli per i vari soci.
qualche forma è maggiormente garantista per l'attività su indicata?
Grazie per la disponibilità
Francesco
Assolutamente no: dividere gli utili tra i soci è la cosa più vietata in una no-profit. Leggi questa pagina per chiarirti il concetto.
Salve,
il socio di un'APS può avere per una stessa attività un compenso occasionale e prestare anche attività volontaria?
Avere quindi un compenso entro i limiti stabiliti dalla legge, e risultare anche volontario?
Grazie.
Certamente
Salve,
faccio parte del direttivo di una associazione no profit (di fatto non ancora aps in quanto nata da pochi mesi).
Essendo un grafico con regolare P.IVA e dovendo svolgere dei lavori anche per l'associazione, quale è il metodo per poter recepire il compenso per le mie prestazioni?
Basta una regolare fattura da parte della mia ditta verso l'associazione?
Quando potranno essere saldati in questo caso gli importi?
Grazie,
saluti
Paolo
Faccia regolare fattura all'associazione.
Il pagamento dovrebbe essere entro 30 giorni
Volevo sapere se ci sono delle convenzioni con enti pubblici tipo viabilità X le scuole e viene dato un rimborso spese X il volontario dove devono essere mandati i soldi del rimborso X gli stessi?GRAZIE
Il rimborso spese va intestato al direttivo. Fa parte di un'associazione?
Salve, una associazione culturale che crea serate in forma assolutamente gratuita facendo pagare esclusivamente la quota associativa ai soci, può riconoscere ad alcuni di loro che prestano la loro attività lavorativa per la stessa manifestazione, un compenso minimo e, da quello che capisco, esente da ogni imposizione fiscale e/o previdenziale?
Si, si può
Salve,
la mia associazione aps, di cui sono presidente, deve gestire un servizio estivo. come posso pagare i soci? con compenso e scrittura privata con l'associazione stessa? senza contratti, ma solo compenso, magari ricevendo una ricevuta da questi ultimi?. E' legale? c'è una cifra "soglia" da non dover oltrepassare?
Legga questo nostro post
Buon giorno ho costituito un APS,vorrei sapere se io presidente posso assumermi con contratto indeterminato?
Può essere assunta dall'associazione
Nell’ambito della nostra attività istituzionale ai soci (per i quali tra l’altro versiamo un premio assicurativo a copertura della responsabilità civile) offriamo, oltre ai corsi culturali ed i laboratori, anche la possibilità di fare attività motoria per cui abbiamo provveduto a far svolgere settimanalmente delle sedute ginniche e di ballo:
-prendendo in affitto delle palestre in cui nostri docenti soci volontari operano in forma gratuita;
-acquisendo degli spazi orari in altre palestre con la presenza di un loro istruttore e remunerando complessivamente contro fattura.
Per queste attività richiediamo ai partecipanti, oltre alla quota associativa ed al contributo annuale, una refusione spese che copre i costi che andiamo a sostenere.
Una ASD che svolge l’attività di ginnastica in acqua ci propone una convenzione agevolata per cui i nostri associati potrebbero frequentare una piscina (che prenderemo direttamente in affitto dal Comune) ma dovrebbero diventare anche soci della predetta ADS, (tesserati alla rispettiva federazione con conseguente copertura assicurativa) e quindi corrispondere, per il nostro tramite (che gireremmo contabilmente pari pari), la loro quota sociale ed il contributo agevolato concordato con la nostra APS.
Si chiede il vostro parere se questa sia una prassi praticabile e trasparente.
E' possibile, ma se diventano soci di entrambe, devono pagare la quota associativa in entrambe le associazioni
Buongiorno
Può un membro del consiglio direttivo diuna a.s.d.sportiva percepire un rimborso/compenso per la sua prestazione di istruttore/allenatore?
Grazie per la cortese attenzione
Vittoriano Rosada
Certamente
il marito della dipendente del circolo può essere socio e se affermativo può essere candidato per il consiglio direttivo?
Può
Salve, faccio parte di un'associazione onlus di aiuti alle famiglie, la nostra associazione è stata costituita prevalentemente con lo scopo di offrire servizi qualificati (psicologici, aiuto scolastico, etc) a costi veramente bassi es. 5€/h oppure decide l'utente che usufruisce del servizio la cifra che può permettersi di pagare; ovviamente le persone che effettuano la prestazione, anche se per pochi soldi, vengono rimborsate del tempo che mettono a disposizione. Come possono essere effettuati questi rimborsi/compensi?
Grazie
Gemma
Dipende da molti fattori, quali importo, durata, impegno profuso....
Può usare rimborsi spese, voucher o contratti di lavoro
Io sono stato vice presidente di un associazione no profit totalmente gestita da un Presidente che decideva tutto lui, esattamente come il capo di un azienda. Mi faceva lavorare 9 ore al giorno in sede pagandomi di tasca sua e in nero con la promessa di mettermi in regola al più presto. Dopo 5 anni gli ho fatto causa quando scopro che non aveva mai neanche visto da lontano il commercialista. Non aveva mai rendicontato niente. Stiamo parlando di una persona molto ricca e con la passione per l'arte. Io dovevo gestirgli tutto, cosa che ho fatto. Alla fine ha chiuso l'associazione lasciandomi in mezzo a una strada e io gli ho fatto causa. Domanda: Il fatto che io fossi Vicepresidente (totalmente a mio discapito) può mettere a rischio la mia vertenza più che lecita dal momento che ogni giorno svolgevo un lavoro che niente aveva a che fare con la mia carica all'interno di questa associazione? E per lavoro intendo aprire ogni giorno e ad orari prestabiliti lo spazio espositivo di proprietà di questo bizzarro Presidente? Premetto che era un associazione non riconosciuta e senza nessun patrimonio, senza entrate e tutte le uscite, compresi i miei regolari stipendi pagati in nero, venivano considerati "spese legate a una passione per l'arte" del Presidente. In poche parole ho fatto il suo schiavo\vicepresidente fino a quando il presidente non si è stufato anche di questa sua passione. E io non ho potuto aprire bocca quando ha deciso di chiudere il tutto perchè bastava solo la sua firma. Grazie per l'attenzione.
Buongiorno, sono la presidente di un'associazione di genitori con finalità di promozione sociale. Ci siamo costituiti una decina di giorni fa, ed abbiamo qualche dubbio su ciò che sia lecito fare o meno come Aps.
Queste le domande che ho da sottoporvi:
1)visto che faremo anche corsi ed attività per i figli dei soci, dobbiamo per forza far tesserare anche i bambini, o bastano i genitori?
2)possiamo creare delle convenzioni con un network di commercianti o liberi professionisti (anche non soci)che applichino degli sconti ai tesserati?
3)come posso pagare una prestazione di lavoro occasionale ad una socia pedagogista (libera professionista)che terrà un corso ai genitori?
4) nel caso di intermediazione con società di formazione(es. corsi in lingua inglese per bambini) o agenzie di viaggi(viaggi a parchi tematici o musei), è possibile che siamo noi a rilasciare le ricevute di pagamento o dev'essere la società che le emette al singolo partecipante?
Grazie dell'attenzione.
Cordiali saluti.
Federica Novelli
1. Se fate attività per i figli, fateli diventare soci
2. Si ma.... di che tipo? Fate attenzione.... Legga questo nostro post
3. Se è libera professionista, vi potrà emettere fattura
4. Voi le dovete emettere se incassate delle quote
ho messo tutti i mi piace. faccio coaching e vorrei creare un associazione culturale come presidente con 2 soci.
1. se chi viene a lezione versa mensilmente una quota associativa e il totale guadagnato annuale è di 7-9 mila euro annui posso imputare a me e a un socio o solo a me una remunerazione annuale?
2. di quanto in proporzione ai guadagni totali su indicati?
3. poi l'associazione fa il 770 e io la dichiarazione redditi senza partita iva?
1. Si tratta di ripartizione di utili. E' illecito in una noprofit
2. Vedi sopra
3. Se qualcuno viene retribuito, l'associazione deve fare il 770
Buongiorno,
1. il regime dei 7.500 euro si può applicare anche ad associazioni culturali di promozione artistica (pittura, scultura)?
2. Come poter riconoscere un compenso per la docenza ad un corso ad uno dei soci membro del direttivo?
grazie
1. No
2. Dipende da molti fattori. Legga questo nostro post
Salve, sto cercando di capire come si apre un'assiciazione familiare, lei può darmi indicazioni a riguardo?
Il primo consiglio in questi casi è vedere se esiste un'associazione simile in zona.... ce ne sono tante in difficoltà a cui una mano sarebbe d'aiuto
Salve!
Alcune domande chiarificatrici.
Faccio parte del consiglio direttivo di un'associazione culturale che svolge come attività istituzionale corsi di musica a altre attività musicali.
!) Pensavamo di remunerare gli insegnanti con i voucher. E' corretto?
2) Gli insegnanti che svolgeranno i corsi così remunerati, devono essere necessariamente soci?
3) Come deve venire formalizzato questo incarico? Con una delibera del consiglio direttivo?
Grazie anticipatamente per la disponibilità!
1. Si. Legga questo nostro post
1. Si. Legga questo nostro post
2. Non necessariamente
3. Si, meglio
Salve,
sono il presidente di un'associazione culturale ricreativa costituenda che si occupa di sostegno alle famiglie in vari modi, erogando vari servizi: puericultura, assistenza educativa, ci sono educatori e assistenti all'infanzia, queste persone sono socie dell'associazione ed il tutto avverrebbe nei locali dell'associazione naturalmente.
Vorrei una delucidazione se possibile, nel post al punto n.2 c'è scritto quanto segue:
2. Essere retribuiti per le vostre ore come Istruttori (sportivi, musicali, linguistici etc) o come Segretari (se ad esempio vi occupate di tenere la contabilità per parecchie ore settimanali)
Ora, posso rimborsarle tranquillamente anche se non hanno un altro lavoro che risulti primario? Insomma, saranno nella sede per parecchie ore alla settimana quindi almeno un rimborso, se non altro per la presenza in sede dovrò darlo o no?
Scusate, magari avete già risposto a questa domanda e non l'ho visto oppure è già chiaro nel post e io non l'ho capito, comunque GRAZIE GRAZIE GRAZIE
Si, si può fare, ma legga questo nostro post
Buon giorno.
Mi potete indicare come deve comportarsi chi ha ricevuto un compenso una tantum di € 500,00 per aver tenuto dei corsi.
Il compenso deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi di chi ha ricevuto il compenso?
Oltre al pagamento con ritenuta d'acconto, effettuato con bonifico bancario, il percipiente deve sottoscrivere qualche dichiarazione?
Grato per la vostra collaborazione, colgo l'occasione per porgervi i miei cordiali saluti.
Deve essere preparata la Certificazione Unica e il Modello 770
sono il presidente della associazione di volontariato futura infanzia onlus, dovremmo costiture una cooperativa sociale onlus per la gestione di una struttura sanitaria per minori, posso essere anche presidente e amministratore della cooperativa ricevendo da essa un compenso ? sono compatibili le due cariche o non possono coesistere? grazie. cordiali saluti.
Onestamente... non lo so. Lato associazione non è un problema... lato coooperativa... non è il nostro mestiere.
Salve, sono il presidente di una associazione culturale locale, nata dal sodalizio di un gruppo di amici, con Statuto proprio e riferimento alla L. 383/2000.
Nello Statuto non prevediamo emolumenti agli amministratori ma il rimborso spesa per spese anticipate o per spese associative in generale si (quindi generalmente pochi spiccioli).
Nella compilazione del modello EAS, alla domanda 10 circa la necessità di sapere se i membri del direttivo percepiscano o meno compensi, indennità o rimborsi spesa forfetari come devo rispondere?? Nel senso che compensi e indennità sicuramente NO ma i rimborsi spesa una tantum invece sono statutariamente previsti. Ma ai fini della compilazione del modella EAS posso dare una sola risposta, quale? Cordialmente. Gianni Palumbo
Indichi "NO". Legga questo nostro post
Buongiorno,
un socio della APS (costituita da pochi anni in Regione Lazio) di cui faccio parte sta aiutando l'associazione a risolvere un contenzioso apertosi con l'ACEA per via di bollette della luce il cui ammontare è da noi contestato.
Il socio che ci sta aiutando da lungo tempo è un Avvocato e ha chiesto all'Associazione un onorario di circa 200 euro.
DOMANDE: 1) l'Associazione è considerata "sostituto d'imposta"? La R.A. l'abbiamo dovuta versare noi. Abbiamo anche altri adempimenti (ad es. 770)?
2) Vorremmo registrarci al Registro regionale delle Associazioni. Ci chiedono, tuttavia, un numero di iscrizione INPS. Cosa dovremmo fare?
1. Si. Si, CU e 770
2. Dove ve lo chiedono?
Buongiorno,
una scuola ci chiede (siamo un'associazione sportiva anche se per statuto abbiamo previsto altre attività) di stipulare una convenzione con la quale l'associazione dovrebbe garantire la conduzione di alcuni servizi integrativi per gli alunni dell'istituto. Ci concederebbero l'uso gratuito di alcuni specifici locali e farebbero passare dal loro consiglio di istituto il progetto che andremmo a presentare. Quest'ultimo punto anche per garantire una sorta di controllo e monitoraggio delle attività da parte della scuola.
Ciò premesso, ci chiediamo: visto che la scuola, anche se garantisce il controllo e monitoraggio delle attività, resterebbe estranea dalla riscossione delle relative quote versate dalle famiglie. Quest'ultime possono essere considerate esenti iva e quindi decommercializzate? Le attività previste riguarderebbero servizi come pre-post scuola,aiuto compiti, laboratori e similari, quindi, molto assimilabili ad attività didattiche.
I bambini sarebbero vostri soci?
Buongiorno, siamo una ASD che svolge regolarmente attività di avviamento allo sport con una Federazione Sportiva in una palestra scolastica. Oggi, la scuola, ci chiede la disponibilità di svolgere in autonomia e con l'utilizzo dei locali offerti dalla stessa, alcuni servizi integrativi tipo pre-post scuola e aiuto compiti, ecc. stabilendo direttamente i rapporti con le famiglie e gli operatori che si intende utilizzare.
1) Almeno per adesso, non abbiamo intenzione di far diventare soci i bambini che usufruiranno dei servizi sopra citati. Si può svolgere l'attività come "non commerciale" se resa dietro contributo volontario dei genitori?
2) Deve intendersi, in questo caso, come erogazione liberale?
3) Se la risposta è no, cioè che è da intendersi commerciale perchè non rivolta si soci, dobbiamo allora rendere il servizio tramite rilascio di regolare fattura, visto che siamo titolari di partita IVA?
4) Volendo remunerare gli operatori tramite voucher, vi è un numero di giornate massimo di utilizzo mensile del sistema voucher?
5) In pratica, gli operatori lavorerebbero tutte le settimane per due ore al giorno dal Lunedì al Sabato, anche se per due ore al giorno e quindi senza superare il limite dei 7.070,00 €. previsto dalle attuali disposizioni?
6) In alternativa, potremmo optare per una prestazione autonoma occasionale?
1. I genitori saranno vostri soci?
2. ASSOLUTAMENTE NO
3. E' una possibilità
4. No
5. Direi che va bene. Ma perchè non usate il regime dei 7500?
6. Discutibile.
Non si tratta di attività sportiva, ma di altre attività educative e, come nel caso del servizio pre-post scuola, di attività diciamo di tipo assistenziale. Si può usare il regime dei 7500,00€. anche se non si tratta di istruttori sportivi?. Potreste fornirmi maggiori notizie o rimandarmi ad un vostro post sull'argomento? Grazie mille
Assolutamente NO.
Salve, mi hanno proposto di collaborare con un associazione di categoria occupandomi delle contabilità di alcune ditte associate interessate a tale servizio, che pagherebbero per esso una determinata quota periodica, aggiuntiva a quella annuale di adesione. Tale servizio è previsto da statuto.
1) Premettendo che non mi assumerebbero come dipendente e che io stessa non ho partita IVA nè altri redditi di lavoro, e considerando che tale mia collaborazione non potrebbe definirsi occasionale (dovendo offrire un servizio continuativo per il quale gli interessati pagherebbero un canone periodico), in che altro modo potrebbero riconoscermi il compenso?
2) Come verrebbe trattato fiscalmente il mio compenso, se c'è un modo per escludere l'apertura della partita IVA? ci terrei a fare le cose in piena regola e senza avere future sorprese con il fisco.
3) Secondo qualcuno tramite l'associazione non sarei obbligata ad aprire partita iva, essendo la mia attività di tipo istituzionale, è possibile? io non ne sono così sicura, non ritenendo di poter contare sulla possibilità di emettere ricevute per prestazioni occasionali nè sapendo come ci si potrebbe muovere in tali enti, a me non perfettamente conosciuti.
4) stante quanto premesso sopra, e sapendo che in un'associazione non possono essere distribuiti gli utili, esercitando come associata un'attività di tipo istituzionale per gli altri associati, quale sarebbe il mio compenso netto se il canone mensile fosse ad esempio di euro 100?
5) Sbaglio a ritenere che senza p. iva per tale attività mi spetterebbe solo un rimborso delle spese sostenute da me? perchè in tal caso, trattandosi di un'attività di tipo intellettuale non so se e come potrei quantificrle e finirei per lavorare totalmente gratis...
Prima di accettare vorrei essere sicura della scelta, ma nemmeno vorrei perdere un'esperienza del genere.
Vi ringrazio in anticipo per la cortese risposta che sono certa mi darete.
Cordiali saluti,
Maria
1. Non ne ho la più pallida idea. Perchè non chiederlo a loro?
2. Si faccia dire che soluzione hanno in mente e poi le saprò dire se sta in piedi.
3. "Cagata pazzesca" direbbe Fantozzi.
4. Il ragionamento non sta in piedi. Non si lavora a cottimo nemmeno nelle Associazioni.
5. Credo tu stia confondendo le attività di volontariato con quelle lavorative. Se ti hanno offerto un lavoro... non sarai una volontaria. E viceversa.
In realtà, essendoci stato solo un primo incontro conoscitivo, si è trattato di una proposta ancora molto vaga, per cui dovrò formularne una più precisa io, che però non preveda un rapporto di lavoro dipendente dato che mi hanno già detto che per ora non sarebbe possibile.
Trattandosi di collaborazioni di tipo continuativo ho escluso anche le prestazioni occasionali.
1. Restano quindi i vaucher, ma godendo della Naspi per qualche mese, non posso superare i 3000€, quast'anno, giusto?
2. a questo punto non vedo altro modo di collaborare che con la partita iva, o mi sfugge qualche altra modalità per essere retribuita?
3. Per quanto riguarda la partita IVA, non mi creerebbe grandi problemi, potendo aderire al nuovo regime forfettario e avendo intenzione di collaborare anche con un altri committenti, ma il limite nei confronti delle associazioni sarebbe sempre di 3000€ annui (e 7070€ dal 2016 che non avrò sostegno al reddito), giusto?
grazie ancora...
1. Si
2. Direi di no
3. Direi di si
salve sono presidente di una associazione culturale senza fini di lucro e ci occupiamo principalmente di organizzazione eventi.
Mi hanno chiestodi fare da intermediario o sponsor non so come si dice per la raccolta fondi di un progetto umanitario ovvero se possiamo dare il nostro conto corrente come riferimento per fare i versamenti.
Volevo sapere se è possibile e in caso quali sono le condizioni, non vorrei incorrere in tasse o inutili controlli
I soldi ovviamente andrebbero tutti per il progetto umanitario
grazie saluti
Dipende...
E' una raccolta fondi? Legga questo nostro post
Oppure riceverete donazioni costantemente nel tempo?
Ciao e complimenti per il Vs lavoro.
Avrei da porre un quesito specifico in merito al rapporto economico tra una Associazione di volontariato ONLUS, che fa primo soccorso, ed i suoi soci.
Lo statuto riporta, come da norme vigenti quanto segue:
4- Le attività dell'Associazione sono svolte prevalentemente tramite le prestazioni personali, gratuite e volontarie fornite dai propri aderenti.
L'attività degli aderenti non può essere retribuita in alcun modo nemmeno da eventuali diretti beneficiari. Agli aderenti possono solo essere rimborsate dall'Associazione le spese effettivamente sostenute per l'attività prestata, previa documentazione ed entro limiti preventivamente stabiliti dall’Associazione stessa.
5- Ogni forma di rapporto economico con l'Associazione, anche derivante da lavoro dipendente o autonomo, è incompatibile con la qualità di socio.
La domanda è la seguente:
Può l'associazione pagare una ditta esterna, nel caso specifico una S.R.L., che le fornisce operatori abilitati 118 (autisti) già soci dell'associazione e da essa formati?
I soci vengono retribuiti quindi dalla S.R.L. e non direttamente dall'Associazione.
Non si tratta comunque di un rapporto economico tra soci ed Associazione?!
In attesa di Vs cortese risposta saluto cordialmente.
Roberto
A mio parere potete farlo. Ma capisco che qualche burocrate poco esperto potrebbe invece avere un'opinione diversa.
Ciao e congratulazioni per il sito. Ho un quesito in parte gia esaustivo dalle vs risposte ma ho ancora dei dubbi. Sono presidente di una ASD con cf e sono tecnico presso la stessa con incarico firmato dal vice presidente e segretario (fratello e mamma) percepisco dei compensi sotto i 500 euro mensili e non tutti i mesi regolarmente denunciati nel 770 dell'associazione e nella mia dichiarazione (sotto il limite dei 7500);
1. sono in regola?
2. La scelta del "gruppo "famigliare nel consiglio direttivo e nata solamente in quanto siamo comproprietari dell'immobile e anche a livello di rischio in qualità di presidente ci è sembrato più corretto che sia io ad assumerlo in quanto ci "lavoro" e non degli estranei come qualcuno mi ha consigliato di fare per limitare i rischi (magari nullatenenti).
1. Dipende, troppe poche informazioni per poterlo dire con certezza. Leggi questo post.
2. Non mi immagino chi ti abbia dato certi consigli.
Gentilissimi,
io ed alcune colleghe vorremo fondare un'associazione culturale che si occupi di organizzare ed erogare laboratori estivi (giugno, luglio, settembre) rivolti a bambini dai 7 agli 11 anni,quali italiano per stranieri, inglese, aiuto compiti e attività artistiche. Alcune perplessità:
1) i bambini o i loro famigliari dovrebbero diventare soci?
2) si può richiedere un contributo volontario (in denaro) per le attività proposte ai famigliari?
3) io e colleghe, per poter ottenere un compenso (siamo già tutte lavoratrici dipendenti presso coop.) come dovremmo essere inquadrate/assunte? Possiamo essere anche socie dell'associazione?
Grazie, anticipatamente. Cordiali saluti.
1. Dipende se volete che questa attività sia istituzionale (detassata) oppure commerciale (tassata).
2. Si.
3. Voucher o redditi occasionali direi... ma servirebbe una analisi più approfondita.
3b. Si.
Buongiorno, io e mia moglie vorremmo aprire un'associazione che si occupi di recuperare fondi da donare a vari progetti in Bolivia.
1. Secondo lei quale sarebbe la forma migliore per tale idea (onlus, fondazione, associazione ecc..)?
La nostra idea sarebbe quella di recarci almeno una volta all'anno in Bolivia per capire da vicino il progetto su cui lavorare e poi riuscire a fare progetti fotografici che ci permettano di recuperare fondi da inviare sul posto.
2. Detto questo le chiedo un'ultima cosa... i soci possono avere rimborsi spese ad esempio biglietto aereo? Grazie. Nicola
1. Onlus
2. Si
Un mio amico è presidente di una asd tecnico della stessa e proprietario dell'immobile, consigliato dal suo commercialista si è fatta una lettera d incarico per prestazione compenso fino ai 7500 euro, lo può fare? Non incorre in un conflitto d'interesse giacché come presidente la firma? Grazie resto in attesa di riscontro. Io che per molti anni ho fatto il presidente di una asd la mia commercialista mi ha sempre sconsigliato
Tecnicamente è legalmente fattibile. Detto ciò, lo sconsiglio anche io per il conflitto di interessi che si palesa.
In una APS, il presidente che viene assunto a tempo indeterminato dall'APS stessa per svolgere attivita' amministrative e d'insegnamento nei corsi dell'APS, puo' essere considerato lavoratore subordinato perche' e' subordinato all'assemblea dei soci oppure no?
Ci sono pareri (e sentenze del tribunale del lavoro) difformi a questo riguardo. Io ritengo di si.
Buona sera e grazie dei preziosi consigli che puntualmente date.
Premessa: sono Presidente di una giovane (nata nel 2013) APS impegnata nella divulgazione delle scienze matematiche.
Abbiamo organizzato un corso per i nostri Soci sul Java.
Adesso dovremmo retribuire correttamente:
- 1 Socio che è stato docente del corso (800 euro);
- 3 Soci che hanno coordinato le attività (75 euro ciascuno);
- 1 Socio che ha curato la promozione (50 euro).
Quesito: qual è il modo adeguato di retribuire i Soci?
Avevamo pensato a prestazione occasionale con ritenuta d'acconto e successiva compilazione dell'F24.
1) Ma l'F24 deve essere compilato anche per questi piccoli importi?
2) il Socio docente è un ricercatore universitario, quindi per legge non dovrebbe svolgere prestazione occasionale, ma potrebbe solo aprire la sua posizione come gestione separata.
Con queste premesse, come possiamo fare le cose rimanendo nei vincoli di legge?
Grazie mille.
Buongiorno,
mi sto interessando ad aprire una APS. Se il sostentamento economico proviene dagli iscritti all'associazione(quindi soci) e io faccio parte del consiglio direttivo, durante le assemblee dei soci potrei essere estromesso dalla carica di presidente o consigliere? o dal consiglio direttivo?
Grazie mille
Ciao, non ho capito la domanda. Prova a riformularla.
Mi spiego meglio: il consiglio direttivo viene confermato/rieletto dall'assemblea dei soci? O se faccio parte del consiglio direttivo ci rimango fino alle mie naturali dimissioni?
Il consiglio direttivo viene eletto dall'assemblea dei soci e la sua durata "naturale", è scritta sulla statuto dell'associazione.
Vorrei sapere se si può costituire una associazione onlus per assistenza domiciliare e ospedaliera accompagnamento anziani visite mediche spesa poste e tutto ciò che riguarda l anziano. Se possiamo costituirla io e mio fratello. ..
Certo che si può. Siete però in grado di farlo?
Noi vi possiamo aiutare.
Clicchi qui.
possono essere riconosciuti dei compensi ai nostri istruttori musicali in qualità di "GETTONI DI PRESENZA" per un massimo di 30 euro a seduta?
grazie
valerio
Certamente. Basta che tu sappia che si tratta di vere e proprie retribuzioni (e come tali devi trattarle).
Buongiorno vorrei sapere se può un dipendente di una associazione esserne anche il presidente?
Grazie
Si rischia un palese conflitto di interessi
Getile staff, sono il presidente di una giovane associazione culturale che si occuperà prevalentemente di formazione artistica nei campi del teatro e della musica.
Premettendo che tutti gli allievi frequentanti i nostri corsi saranno associati e pagheranno un contributo mensile, le chiedo per gestire il tutto correttamente:
1. io e mia moglie (vicepresidente) siamo entrambi nel consiglio direttivo, iscritti all'ex-enpals, solo io posseggo partita iva. Qual'è la formula più corretta per gestire gli incarichi, i compensi e le tasse che ne deriveranno?
La ringrazio
Francesco
1) non potete ricevere un compenso per la vostra qualità di "membri del consiglio direttivo".
La ringrazio per la risposta. Ho omesso di dirle che io e mia moglie saremo tra gli insegnanti dei corsi. 1. Come dovremmo regolarci quindi, anche ai fini fiscali?
2. Dovremmo prevedere un contratto?
Grazie
Ci sono diversi metodi per pagare i collaboratori e gli insegnanti all'interno di un'associazione.
Legga questo nostro articolo.
Clicchi qui.
Gentile staff, esordisco dichiarandole in modo volutamente eclatante la linea che la nostra associazione vuole fortemente perseguire: Vorremmo pagare tutte le tasse dovute e godere con serenità del frutto del nostro impegno!
Questo sfogo è frutto di un marasma di informazioni contraddittorie e perlopiù semi-illegali a cui sono sottoposto in questo periodo.
Ho letto con maggior attenzione il post che mi ha indicato, ma alcuni dubbi interpretativi rimangono.
Cerco di essere più dettagliato ed esaustivo possibile, sperando in una risposta chiarificatrice.
So che la divisione degli utili non è (legalmente e giustamente) permessa, ma sul nostro (mio e di mia moglie) lavoro quotidiano si regge tutta l'attività dell'associazione che già nei sui primi periodi di attività sta già dando i suoi frutti anche a livello sociale, poiché i nostri progetti sono stati molto apprezzati anche da enti locali e artiterapisti.
I nostri soci sarebbero perlopiù minorenni (gli allievi dei nostri corsi) con regolare versamento della quota associativa e del contributo mensile per i corsi.
1. Aggiungo che attualmente l'associazione culturale non ha partita iva e non può godere del regime 398/91 essendo ass. culturale 1, mi sbaglio?
2. Essendo io (presidente) un professionista (ex-enpals) con partita iva con cui fatturo anche per altri enti, potrei fatturare all'associazione la mia attività di insegnante?
3. Dovrei prevedere una lettera di incarico?
4. Mia moglie (vicepresidente) anche lei professionista (ex-enpals) non ha partita iva e si occuperebbe anche lei dell'insegnamento e della segreteria. Come sarebbe possibile assegnarle lecitamente un compenso per il lavoro svolto?
5. Il nostro lavoro è fatto anche di molta promozione sul territorio nazionale con diverse trasferte e abbiamo approntato lettere di incarico per queste attività con uso anche di mezzo proprio con allegata una distinta dei rimborsi chilometrici (parametri ACI) e pezze d'appoggio. E' corretto?
6. Date le nostre caratteristiche e esigenze alcuni colleghi ci hanno anche consigliato di pensare ad una società o una cooperativa. Le crede che questa sarebbe la linea più corretta?
In attesa che arrivino altri professionisti competenti a darci una mano cerchiamo di lavorare e gestire tutto al meglio. Ora le quote sociali sono "congelate" in attesa di capire come reinvestirle per le attività sul territorio ed assegnarle a chi, presto insieme a noi potrebbe occuparsi dei corsi.
La ringrazio per il suo lavoro.
Francesco
1. Non ti sbagli
2. Si
3. Non è obbligatoria
4. Assumendola
5. Direi di si.
6. Quali motivazioni hanno addotto per darti questo consiglio?
Finalmente un po' di nebbia si dirada, grazie!
1. Per quanto riguarda il punto 4 del mio precedente post le chiedo dove posso reperire un corretto modulo di assunzione per le mansioni di insegnante/segretaria.
In risposta alla sua domanda al mio punto 6, credo che l'opinione di alcuni miei colleghi sia stata dettata dalla mia fermezza a non voler fare "come fanno tutti" e quindi probabilmente hanno saputo consigliarmi solo in quel modo, anche se, come lei mi ha dimostrato, la strada per fare le cose in modo corretto e trasparente esiste.
La ringrazio ancora
1. Deve rivolgersi ad un professionista. Non è questioni di compilare un modulo di assunzione.
Benissimo, la ringrazio ancora per la disponibilità. Continuerò a seguire e promuovere il vostro blog con molto piacere
Sono il Presidente di una Associazione Dilettantistica che gestisce una palestra ben attrezzata e dalle dimensioni di circa 600 mq . Può l'Associazione assumere un membro del Consiglio Direttivo per l'espletamento delle pulizie quotidiane necessarie per l'igiene delle attrezzature , dei servizi igienici e delle aree dove si esplicano le attività sportive ? -
Sì; immagino che non sia un modo per retribuire un membro del consiglio direttivo.....Vero?
Salve,
Sono il presidente di una asd posso essere contribuito visto che sono disoccupata e lavoro come segretaria nella suddetta.
In attesa ringrazio.
Sì, ma non utilizzando il regime dei 7500€ annui.
Salve, sono in procinto di aprire una asd velica. Vorrei fare corsi di vela e uscite in barca con la mia imbarcazione. Volevo sapere se:
1º è possibile dare in comodato d'uso la barca all'asd che andrei a fondare e se posso (con una parte dei soldi dei vari corsi) pagare le spese della barca (posto barca e manutenzione, circa 7000€ anno).
2Se la barca è in comodato d'uso all'asd poi non potrei più usarla da privato e quindi Tutte le persone che sarebbero a bordo dovranno essere per forza soci dell'asd?
3In tutto ciò per ricavarne eventualmente qualcosa dovrei figurare come socio istruttore e non come presidente vicepresidente o tesoriere?
Grazie mille dell'eventuale risposta. Per ora ho ancora molti dubbi ma se aprirò sarete sicuramente i miei specialisti!!!
1) sì.
2) sì.
3) giusto.
Salve avrei un paio di domande da sottoporre (p.s. non riesco a mettere il mi piace su fb perchè a lavoro ho il blocco di FB)
Sto valutando l'apertura di una asd (campi tennis e calcetto)
1) se riesco a formare la ASD con 4/5 soci una volta pagato l'affitto dei campi e le spese (commercialista pubblicità ecc) gli utili devo reinvestirli nell'attività ma quali sono i rimborsi permessi per non lavorare e far lavorare per la gloria? Non posso pretendere di trovare i soci se non hanno un riscontro economico o benefit e mi sembra complesso ogni mese inventare un rimborso auto ecc
2)se uno dei soci è un maestro di tennis può insegnare e percepire lui personalmente il compenso della lezione?
3)con le quote dei soci non copriamo le spese quindi devo affittare i campi. Come faccio a farmi pagare l'affitto delle ore?devo fare ricevuta?
4)se uno dei soci impegna 4/5 ore al giorno ai campi per evitare di assumere una persona, come faccio a dargli il compenso?(essendo uno dei soci)
5)come fccio a contattare il coni, la fit ecc per essere associato?
Grazie
Perchè non fissa un'ora di consulenza? protremmo spiegarle tutto sul no-profit e indicarle le strade migliori e in linea con la normativa per realizzare i suoi progetti e, perchè no, anche per riuscire a trarre vantaggi economici!
Clicchi qui.
Salve, io come presidente ho diritto ad una remunerazione?
Per la sua qualità di presidente, no.
Buongiorno, sono amministratore di una associazione culturale. Un nostro socio è anche docente del corso di batteria che l'associazione propone. A. Ho sempre saputo che i soci non possono percepire compensi se non come rimborsi spese giustificati, leggo invece dal vostro articolo che è possibile che i soci vengano retribuiti.
1. Con quale forma chiedo?
2. prestazione occasionale entro i 5000 euro?
3. Tale compenso farà cumulo con il reddito del socio (che per ora è disoccupato, ma in cerca di lavoro)?
4. Quali documenti sono necessari per giustificare tali compensi?
A. e chi glielo ha detto? Sicura di non esservi autoimposti questo limite a statuto?
1. 2. Legga questo nostro post.
3. Dipende
4. Dipende dal tipo di formula utilizzata
Salve.
Sono un dipendete statale, e per motivi di opportunità e concomitanze varie, si sta prospettando la possibilità di erogare corsi e comunque elargire una serie di servizi informatici. Vorrei in qualche modo "assumere" mia moglie che si occuperebbe della contabilità dell'associazione, ma mi rimane difficile capire in che modo una eventuale scuola o committente possa in qualche modo elargire un compenso all'associazione, senza che si configuri un qualche intoppo di tipo tributario. Immagino che l'attività di una associazione sia "lecita" e renumerabile solo ai soci, ma non riesco a capire i contorni della normativa vigente. POtreste darmi un aiuto?
Grazie
Le attività che vuole perseguire, così come la ha descritte, sono attività prettamente di tipo commerciale, non perseguibili all'interno di un'associazione.
Buongiorno. Sono socio dinin'associazione che si occupa di editoria. Abbiamo un contratto di servizio con una società cHe edita un mensile.
1. Possiamo pagare i collaboratori (soci e non) con ritenuta d'acconto per gli articoli che scrivono e per il lavoro di segreteria?
2. Inoltre: terrete un seminario a Catanzaro nei prossimi giorni? Vorrebbe partecipare qualcuno di noi. Mi date informazioni? Grazie mille
1. Si
2. Legga questo nostro post
Buonasera, sono segretaria in un'associazione culturale giovanile del Paese. E' nostra intenzione organizzare ripetizioni a pagamento per ragazzi erogate dai nostri soci in misura occasionale (in totale massimo 9 ore alla settimana a disposizione) e vorremmo suddividere il compenso in parte per il socio e parte per l'associazione.
1. Come è possibile farlo?
2. E' possibile fare regolare ricevuta dell'importo ottenuto da parte dell'associazione e poi come associazione dare il compenso al socio sotto forma di rimborso spese con allegato il giustificativo del monte ore erogato?
1. Dipende. Avete la partita iva o solo il CF?
2. No
1. Prima di tutto, realizzata in questo modo, sarebbe una attività commerciale. Dovreste quindi aprire partita iva, aderire al regime 398, emettere fatture. A meno che decidiate di chiedere a tutti i ragazzi di associarsi a voi (anche perchè il costo di tenuta di una partita iva potrebbe essere più alto di quello che potreste ricavare).
2. Si, la prima parte, no la seconda. Mai e poi mai questo compenso ai soci potrebbe essere considerato un rimborso spese. Potreste usare i voucher o la ritenuta d'acconto ad esempio.
Legga questo nostro post.
siamo una associazione musicale.
Tra i ns. soci ci sono docenti di vari strumenti che prestano la loro opera come volontari (suonando continuativamente con ragazzi,soci anch'essi,che già sanno suonare). Ci è stato chiesto di organizzare dei corsi di strumento per ragazzi(che diventerebbero soci) che vogliono imparare; i docenti sarebbero disponibili e i corsi si articolerebbero in 33 settimane (ott/giu). Come vanno retribuiti i docenti da parte dell'associazione? quali sono i documenti che vanno emessi?
Grazie e saluti.
Dipende, ci sono varie forme di lavoro possibili. Legga questo nostro post.
In base a cosa si sceglie, ci saranno differenti adempimenti
Buongiorno. Vi seguo da tempo con attenzione e desidero innanzitutto ringraziarvi per il preziosissimo aiuto indiretto che mi avete fornito finora.
Ora mi trovo a chiederne uno diretto. Sono fondatore e membro del direttivo di un'associazione musicale, purtroppo insieme a un parente a causa dell'indisponibilità di altre persone al ruolo. Nei primi due anni di attività, data l'enorme concorrenza in zona, abbiamo avuto solo 4 soci (allievi), tutti minorenni. Pertanto, seguendo i vostri consigli e onde evitare problemi, abbiamo deliberato che la mia attività di unico insegnante dei corsi sarebbe stata totalmente volontaria fino a un massimo di 5 ore settimanali, cosa che è effettivamente avvenuta. Abbiamo utilizzato i pochi incassi per organizzare saggi, concerti, comprare libri e altro materiale per l'associazione.
Da quest'anno gli iscritti sono aumentati e si pone il problema di percepire una retribuzione. Premetto che la mia attività principale è quella di insegnante della stessa materia, che svolgo con partita iva presso altra struttura.
Data la situazione, stiamo valutando diverse soluzioni, per le quali vi chiedo la vostra opinione:
1. percepire una quota oraria dall'associazione solo per le ore che eccedono le 5 settimanali, di molto inferiore a quella di mercato e rilasciando fattura.
2. fatturare direttamente agli allievi la quota del corso per intero (l'associazione continuerebbe a percepire le quote annuali e le quote corsi fino a 5 ore)
3. fatturare direttamente agli allievi metà della quota del corso, mentre l'altra metà la percepirebbe l'associazione sempre come quota corso.
Nel caso 1 immagino potrebbe venire contestato il fatto di essere nel direttivo, parente del presidente, e unico docente (ma per 4 allievi che senso ha assumere un esterno?). Nei casi 2 e 3 come la vedete? Potrebbe l'associazione, che ha tra i suoi scopi la diffusione della cultura musicale, svolgere la mera funzione di mettere in contatto aspiranti allievi con professionisti, e magari organizzare i saggi di fine anno? Si potrebbe contestare il procacciamento di clienti a docenti privati?
4. Avete soluzioni alternative da proporre?
Vi ringrazio infinitamente per il vostro tempo
Ha delle questioni piuttosto spinose. Perchè non ci contatta per una consulenza? clicchi qui
buona sera, domanda scontata o ripetitiva ma importante:
"come rimborso un socio di associazione che svolge attività di volontariato insegnando inglese ai propri iscritti???"
l'associazione non è asd;
i soci sono persone che pagano una retta di 50 euro mese;
gli insegnanti presidente e vice presidente (marito e moglie) con altro lavoro dipendente svolgono questa attività in orari serali.
grazie
mario mincigrucci
Una lettera d'incarico potrebbe essere adatta
Salve,
il mio commercialista sostiene che il Consiglio Direttivo non può ricevere compenso di nessun tipo. Ma a me pare di capire che se io, Presidente dell'ASD, organizzo, ad esempio, una escursione, posso chiedere ai soci partecipanti una quota, come compenso per questa attività, giusto?
C'è un riferimento di legislativo?
Grazie.
Ha ragione, non può ricevere compensi in quanto membro del direttivo, ma può ricevere rimborsi spese.
Può certamente chiedere una quota, che ovviamente andrà all'associazione
Salve, siamo un cineclub, quindi associazione di tipo no profit con codice fiscale solamente. Chiedo se è possibile pagare un collaboratore esterno on una normale ricevuta. O è obbligatoria la formula ritenuta d'acconto? Grazie
Dipende dal tipo di rapporto, è continuativo o una tantum?
Una tantum
Allora basta la ricevuta a patto che il rapporto di lavoro occasionale non superi la durata di trenta giorni all’anno e il compenso percepito non superi i 5.000 €.
Associazione di volontariato Onlus.
Il presidente, in virtù della sua carica, svolge la collaborazione a titolo gratuito.
Lo stesso presidente, libero professionista, potrebbe collaborare per l'associazione coordinando attività psicopedagogiche-didattiche venendo retribuito e con compensi non superiori a 300-400 € mensili? Le due cariche sarebbero ben distinte e assoggettate a progetti specifici. Potrebbe il CD rilasciare un verbale chiarendo ruoli e specifico mansionario?
Grazie.
Sì, è possibile.
Salve sono il legale rappresentante di Odv regolarmente iscritto al registro regionale di volontariato da molti anni e ho un atroce dubbio che mi attanaglia da tempo e che non riesco a dissipare in alcun modo e spero possiate davvero aiutarmi.
Come prevede la normativa è fatto divieto all'associazione di ditribuire gli utili e ovviamente di compensare gli organi della stessa per la sola carica che rivestono all'interno. Il mio dubbio invece nasce nel caso di progetti finanziati non con fondi dell'Associazione (quote associative, 5xmille ecc) ma da enti terzi pubblici e/o privati e quindi non rientranti nell'ordinaria amministrazione dell'Associazione. In questo caso il presidente, anche se capofila e quindi soggetto responsabile del progetto, può far parte come risorsa umana (e quindi essere remunerato) non in quanto presidente ma perchè presta attività specifica nell'ambito del progetto stesso?? Spero di essermi spiegata bene e confido in voi in una soluzione perchè ad oggi non sono riuscita a trovare alcuna risposta e sto impazzendo. grazie in anticipo
A mio parere non è possibile. Le OdV sono molto vincolanti da questo punto di vista.
Le associazioni L.299/91 non prevedono compensi per Presidente e Direttivo. Nel caso, però, un Presidente (che opera a titolo volontario) sia anche libero professionista per la stessa associazione, può essere retribuito per il suo coordinamento? Molti dicono che ci sia un conflitto di interesse tra le due cariche. Potete chiarire questo dubbio? Grazie mille per la cortesia e per il vostro servizio!
In questo caso il presidente svolge questa attività in qualità di professionista e non di presidente dell'associazione, quindi ha diritto a ricevere un compenso che sia in linea con quelli di mercato.
Si
Mi scusi.... ma ho sempre letto che i 7500 sono per le ASD e non anche per le Associazioni Culturali. Ho capito male?
Grazie.
Ha capito bene. SOLO per ASD.
Salve.
Riformulo parte della domanda, perdonatemi.
1- Mi pare di capire che se io, Presidente dell'ASD, organizzo, ad esempio, una escursione, posso chiedere ai soci partecipanti una quota, come compenso per questa attività, giusto?
Mi riferisco ad un'asd con solo codice fiscale.
Grazie.
Ho una domanda interessante:
Come presidente di una asd intendo assumere un dipendente con contratto subordinato regolare fulltime....
1) ho diritto ad assumerlo con la legge 190 del dicembre 2014 sulle agevolazioni all assunzione?
2) crea un problema di controlli alla asd?
3) posso detrarre le spese sostenute per i suoi stipendi dalli bilanci di fine anno dell associazione?
Grazie per l attenzione
1. Certo, non mi risulta abrogata
2. No
3. ???? In che senso?
Salve.
1- Mi pare di capire che se io, socio, organizzo, ad esempio, una escursione, posso chiedere ai soci partecipanti una quota, come compenso per questa attività, giusto?
2- Per questi soldi devo rilasciare una ricevuta?
3- Devo registrarli nel libro della contabilità.
Mi riferisco ad un'asd con solo codice fiscale.
Grazie.
1. Si
2. Si
3. Si
Gentillissimi,
io e altre 5 persone vorremmo costituire un'associazione che si occuperà anche di gestire progetti europei. Per fare questo abbiamo bisogno di inquadrare 3 persone con un contratto di collaborazione coordinato e continuativo.
1) Può essere un problema?
2) e se a fornire la prestazione fossero i soci, andrebbe bene?
3) c'è differenza tra chi fa parte del direttivo e gli altri soci?
grazie mille
cordiali saluti
Ea Polonara
1. No
2. Si
3. Nessuna
Buongiorno
non mi è molto chiara la "faccenda" della prestazione occasionale che, se ho capito bene, non deve essere un’attività abituale e non deve svolgersi con continuità, appunto deve essere "occasionale". Allora mi chiedo come è possibile "applicarla" a soci istruttori che prestano la loro attività per un minimo di 10 mesi all'anno per 3 ore a settimana e in modo continuativo per tre o quattro anni? Il termine "occasionale" in questi casi non mi sembra molto appropriato.Le sarei grata se mi chiarisse il concetto. Grazie mille.
Infatti quello di cui parla lei è un rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.
Legga questo nostro articolo.
Buoansera, sono il presidente di un'associazione culturale con partita IVA. Per lavorare ad un progetto, parte dei soldi ricavati da un ente dovrebbero andare a me che ci lavoro attraverso contratto di lavoro. L'associazione può fare un contratto di lavoro al suo presidente e vice presidente?
Grazie
In linea generale sì, è possibile fare contratti di lavoro al presidente o al vice.
Complimenti per il sito. Ho chiesto anche l'amicizia su Facebook qualche giorno fa. Premetto che sono molto combattuta sul fatto di fondare o no un'associazione culturale, i cui membri del direttivo sarebbero mio padre, mia madre, il mio compagno e io. Non ho letto nessuna clausola sul divieto di associarsi tra familiari e in realtà lo faccio proprio per poter retribuire senza problemi soci esterni. In pratica, in questa associazione sarei l'unica del membro direttivo a guadagnare qualcosa lavorando attivamente (corsi, organizzazione di eventi, laboratori). In partenza, assumerei anche una mia amica socia con mansioni di segreteria e di aiuto nell'organizzazione di eventi.
1. Sulle prime, potrebbe andare bene questa forma di retribuzione: con 400 euro al mese di entrate, 200 a me che sono del direttivo e lavoro e 200 a una socia che collabora e lavora?
A me interessa solo poter avere un'entrata che arrivi a 500 euro mensili senza dover pagare tasse assurde. E accetterei senza problemi di pagare una socia esterna con la stessa cifra.
2. se dovessero entrare 500 euro al mese all'associazione, sarebbe meglio retribuire una socia per 250 euro, se un membro del direttivo prende (su molte ore di lavoro) 250 euro, oppure si può anche fare: 250 socia fondatrice e 100 a un socio e 150 a un'altra socia?
Non parlo di distribuzione di utili ma di retribuzioni oneste per portare avanti attività per gli associati senza dover fare volontariato (anche perché 250 euro al mese non mi sembra un grosso guadagno).
3. Quanti soldi devono rimanere nelle tasche dell'associazione per non poter parlare in nessun modo di distribuzione degli utili?
1. Questa non è una forma di retribuzione, ma solo la descrizione degli importi che vorreste avere. Le forme di retribuzione sono quelle previste dallo stato: voucher, ritenute d'acconto, fatture, contratti di lavoro a tempo determinato/interminato etc etc
2. Vedi sopra. Non può calcolare in questo modo. Si deve stabilire una forma di retribuzione e poi, all'interno di essa, stabilire gli importi orari o mensili.
3. Non è questione di volume di denaro ma di modalità di gestione.
Giusto, quindi 1) con le ritenute d'acconto, quindi con le ricevute, il lavoro dev'essere non abituale vero? Almeno fino a che l'associazione non abbia un reddito di un certo tipo, non credo che si possano fare contratti, soprattutto se l'associazione non ha la Partita Iva.
2. In ogni caso, se si paga mensilmente una persona esterna al direttivo (magari non sempre la stessa) il pagamento per il lavoro di un membro interno è perfettamente legale ma entro che cifre?
3. Bisogna che ci sia sempre un corrispettivo uguale da versare a un lavoratore esterno per una cifra presa da un membro interno (da lì facevo l'esempio: 200 e 200 per iniziare)?
4. E qual è la cifra massima per un membro interno che lavori assiduamente per l'associazione? Considerato che dei 3 membri interni o quattro, è solo uno che lavora. Grazie mille se risponderete ai miei dubbi e complimenti per il sito!
1. Esatto
2. Deve essere in linea con le retribuzioni di mercato
3. Non necessariamente
4. Vedi 2
Buonasera, volevo avere delle delucidazioni importanti, sono presidente di un'associazione turistico, artistico, culturale indipendente, regolarmente costituita con atto, statuto e c.f. rilasciato dall'agenzia delle entrate, volevo sapere, se:
1. è obbligatorio la registrazione dello statuto ed atto costitutivo.
Inoltre la stessa si occupa prevalentemente di servizi turistici, tutti i ns soci, durante il periodo estivo si dedicano dalla mattina alla sera ad offrire il massimo dei servizi proposti, come tour turistici, accompagnamento a disabili, etc, vorrei sapere, se:
2. gli stessi possono essere retribuiti in forma di rimborso spese.
In attesa di una vs risposta, colgo l'occasione per porgere distinti saluti.
1. Si
2. Si. Legga questo nostro post.
Buonasera, sto cercando, insieme ad un'amica e al mio fidanzato di formare un aps; gli scopi, tra cui la diffusione di una didattica outdoor tramite convegni serate e incontri o giornate di vita nei boschi per genitori e bambini, giornate dedite a autoproduzione tutte con offerte.
C'é il fatto di voler lavorare con scuole statali, portando un progetto che verrebbe proposto per 1 v a settimana, da ottobre a maggio, per 6 euro al giorno a bambino.
1. questo e possibile?
2. in quale modo?
1. Si
2. Legga questo nostro post.
Buongiorno,
sono la presidente di un'associazione di promozione sociale.
Ho bisogno delle seguenti risposte:
1. Posso assumere il mio vicepresidente?
2. Con che tipo di contratto?
3. Quali sono i costi e i vincoli fiscali per l'associazione?
Grazie e cordiali saluti,
Bianca
1. per far cosa?
2. dipende da 1.
3. dipende da 1.
Salve, sono il presidente di un'associazione culturale musicale con codice fiscale ma senza p.iva. La domanda è la seguente:
1) premesso che chiunque suoni nei concerti promossi è socio dell'associazione e svolge prestazione gratuita nei confronti della stessa, qual è la corretta procedura (documenti, mezzo di pagamento, causale bonifico ecc.) per dei rimborsi spesa?
2) Se dovessimo organizzare un corso didattico, legalmente come è più corretto retribuire il docente?
3) Qual è il regime di rapporto con i terzi aderenti al corso che pagano l'iscrizione allo stesso?
1. Forfettari o a piè di lista?
2. Dipende, ci sono formule diverse. Dalla ritenuta d'acconto ai voucher.
3. Dipende se sono soci o non soci.
1) Forfettari. Ma quando è necessario che siano a piè di lista?
2) Come funzionano i voucher?
3) Se non sono soci?
1. Quando sono la restituzione di soldi spesi e anticipati col portafoglio altrui (le spese è meglio siano preventivamente autorizzate dal consiglio direttivo). Forfettari, invece, sono una vera e propria retribuzione e come tali vanno trattati.
2. Legga questo nostro post
3. Non essendo soci si tratta di entrate commerciali. Dovrete quindi avere partita iva e pagare iva, ires, irap.
Buongiorno, parteciperò al vostro corso a Bologna sabato prossimo, ma se possibile vorrei sciogliere un dubbio prima...
1. E' possibile pagare qualcuno che si occupa della grafica del logo dell'associazione, del mantenimento del sito web e della pagina facebook?
2. In caso affermativo...in che modo può essere pagato? con un compenso come per gli istruttori?
grazie
1. Si
2. Con le forme previste dalla legge. A fattura, ritenuta d'acconto etc etc. Non col regime dei 7500 per lo sport dilettantistico però.
Può un dipendente essere anche consigliere all'interno del CDA di un'APS?
Dipende dallo Statuto. In linea di massima non ci sono impedimenti.
Svolgo attività professionale di consulente della sicurezza antinfortunistica con possibilità di assolvere l'incarico di Responsabile del Sevizio di prevenzione e protezione (RSPP) ai sensi D.Lgs 81/08.
Sono entrato a far parte di una APD molto grande in qualità si socio. Sto valutando l'opportunità o meno di sostituire, come professionista, un RSPP attualmente esterno (marito di una socia). Il compenso che richiederei per attività professionale, date anche le responsabilità derivanti, sarebbe incompatibile con lo stato di socio?
Grazie e complimenti ancora per il blog
In linea di massima, no. A patto che il vostro Statuto non lo escluda espressamente.
Salve,
se un membro del Direttivo svolge un lavoro per l'associazione, legato strettamente ad un progetto finanziato da un bando,
può ricevere un compenso?
Oppure sarebbe meglio se fosse un socio NON del direttivo?
Dipende dal tipo di Associazione e da cosa dice il vostro Statuto.
Siamo una APS e nello statuto non ci sono indicazioni in merito.
Quindi... potete farlo.
Buongiorno, dal momento che è la prima volta che mi trovo di fronte a questi argomenti, vorrei, se possibile, chiedere un paio di delucidazioni. Grazie mille in ogni caso. Cercherò di illustrarle la situazione nel modo più chiaro possibile. Sono un ingegnere civile italiano e sono appena rientrato da un anno di servizio civile nazionale all'estero; sono partito grazie ad una ONG italiana ed ho lavorato in Perù per una ONG locale (con la quale la ONG italiana ha stretto un rapporto di collaborazione) nella progettazione di una scuola per bambini, aiutato a distanza, a titolo totalmente gratuito, da un altro giovane ingegnere e 3 giovani architetti italiani.
In questo momento l'anno di servizio civile è terminato, così come la progettazione della scuola, tuttavia io mi sto continuando ad occupare della ricerca dei fondi necessari alla realizzazione del progetto per conto della ONG locale peruviana; anche in questo caso a titolo personale e gratuito a causa del rapporto di amicizia con le ONG sopracitate. Una volta trovati i fondi (speriamo), si procederà alla costruzione della scuola che necessiterà di manodopera locale peruviana e di manodopera specializzata.
A questo punto arrivano i dubbi. La mia idea sarebbe quella di creare un'associazione che, almeno inizialmente, comprenda me e gli altri 4 ragazzi che mi hanno aiutato nel progetto della scuola, a coprire i ruoli di presidente e consiglio direttivo. L'associazione sarebbe un'associazione di ingegneri ed architetti che si occupano della progettazione e della costruzione di scuole in paesi emergenti.
1. Secondo lei che forma di associazione sarebbe più opportuna, anche alla luce di quanto scritto in seguito: associazione di volontariato? promozione sociale? associazione generica riconosciuta/non riconosciuta? Oppure nessun di queste? Ed in questo caso, cooperativa o cooperativa sociale (non so se i beneficiari siano in linea con i tipi A o B previsti per la cooperativa sociale) potrebbe essere un'idea?
I motivi che mi portano a questa scelta sono essenzialmente tre, che descrivo di seguito (in maniera pratica in modo che sia più comprensibile).
1) Un ente pubblico peruviano finanzia il progetto della scuola alla ONG locale peruviana con 50000 $ (le cifre sono inventate). La ONG locale peruviana è d'accordo di assegnare una fetta dei fondi, diciamo 4000 $, per coprire le spese della manodopera specializzata, alla associazione da me creata dato che abbiamo svolto tutta l'attività progettuale, trasferendola nelle sue casse.
A. questo punto, sia che si tratti di una associazione di volontariato sia che si tratti di associazione di promozione sociale, l'associazione potrebbe rimborsare le spese di viaggio Italia-Perù, le spese dovute all'affitto di un appartamento per i mesi necessari alla costruzione della scuola, le spese di vitto, ecc... al Presidente e al consiglio direttivo (me ed i miei amici) senza alcun particolare problema.
Fermo restando che se qualcosa di quei 4000 $ rimane inutilizzato deve permanere nelle casse dell'associazione.
B) E' corretto?
C) Nel caso di associazione di promozione sociale (o a maggior ragione, credo, di associazione generica), la parte inutilizzata dei 4000 $ potrebbe essere ripartita come stipendio/indennizzo tra presidente e consiglio direttivo?
2) La costruzione della scuola in Perù è terminata. L'associazione da me creata è tuttavia ancora presente. L'associazione riesce a vincere un bando (regionale/comunale/...) per il progetto e la costruzione di una scuola in Bolivia. Per la realizzazione del progetto l'associazione ha bisogno di un altro ingegnere e di un laureato in azione umanitaria che decidono di diventare soci.
L'associazione vorrebbe retribuire le 7 figure (1 presidente, 4 del consiglio direttivo ed i 2 nuovi soci) con ad esempio 800 €/mese ciascuno, contributo nettamente inferiore a quello di mercato.
D) A causa dell'ovvio conflitto di interessi come sarebbe più opportuno procedere? E' da escludere associazione di volontariato? Meglio un'associazione di promozione sociale? Oppure bisognerebbe deviare proprio verso un'associazione generica o cooperativa/cooperativa sociale?
3) Con il tempo ed i progetti realizzati, l'associazione potrebbe richiedere l'approvazione per divenire ONG.
E) Nel caso di associazione generica o cooperativa/cooperativa sociale, come potrebbe essere gestito l'eventuale e magari utopico passaggio ad ONG?
Salve Stefano. Onestamente mi pare che un quesito così articolato non sia affrontabile nello spazio dii questo blog. Servirebbe sedersi ad un tavolo e parlarne un paio d'oro. Un consiglio però volevo dartelo: ci sono MIGLIAIA di Associazioni già costituite in Italia, in assoluta difficoltà per mancanza di volontari, personale, risorse. DAVVERO ha senso farne una nuova? Senza esperienza? Collabora con una ONG già esistente, che funziona, poi COPIA PASSO PASSO il loro sistema, la loro struttura.
Grazie innanzi tutto per la risposta, immagino che abbia messo parecchia carne al fuoco, in ogni caso comprendo bene i limiti che una richiesta fatta per mezzo di un blog ha e debba avere.
Proverò a cercare ulteriormente, ma nel campo dell'ingegneria/architettura che lavora in paesi in via di sviluppo si fa un po' di fatica a trovare a mio parere. Ingegneria ed architettura senza frontiere di sicuro sono delle associazioni onlus presenti nel territorio, ma spesso hanno un target diverso, piuttosto orientato all'ambito universitario.
Ad ogni modo l'idea era, apriamo un'associazione che per 3/4 anni affianchi una o più ONG conosciute che ci coinvolgano per la progettazione di una scuola X nel paese Y, piuttosto che di una mensa o un centro d'aggregazione giovanile Z nel paese W, "vivendo", come accennavo, di rimborsi, quote associative (in piccola parte) e conferenze/eventi; in modo da fare esperienza, acquistare un po' di credibilità e poter contare su alcuni progetti effettivamente portati a termine.
Poi nel futuro magari provare a gestire qualcosa indipendentemente, cercando di trasformarsi, con tutti i se ed i ma necessari, in una piccola ONG. Ecco questa era sostanzialmente la nostra idea, per questo mi chiedevo? Da dove parto? 🙂
Dallo Statuto 😉
Legga questo nostro post però.
Buongiorno. Lavoro presso una associazione culturale. Una delucidazione:
alcuni docenti che tengono corsi lungo tutto l'anno presso la sede e presso scuole e altri enti, sono anche consiglieri del consiglio direttivo. non percepiscono compensi per la carica istituzionale ricoperta, ma per le lezioni, per attività di progettazione e altre collaborazioni svolte con continuità.
1. Le lettere di incarico e i contratti sono obbligatori?
2. I tariffari dei loro compensi devono essere stabiliti collegialmente da tutti i membri del direttivo?
1. Dipende dal tipo di rapporto lavorativo che avete. A prescindere da ciò quantomeno una lettera di incarico (se appunto non è un rapporto che deve essere determinato attraverso un vero e proprio contratto) è opportuna.
2. Meglio di si, e devono essere di mercato (mi raccomando).
Buonasera,sono una dipendente di una associazione di volontariato affiliata A.N.P.AS. Dopo 11 anni di volontariato, alla mia organizzazione è stato possibile effettuare delle assunzioni ed io mi sono ritrovata ad avere un posto di lavoro.
Da allora la domanda, alla quale non riesco ad avere una risposta precisa, con riferimenti giuridico/legislativi è:
1. posso essere anche una volontaria della stessa organizzazione, senza richiedere nessun tipo di rimborso?
2. E se si, come può l'associazione dividere legalmente i due tempi?
3. Cioè, le ore da dipendente da quelle di volontariato?
Spero di essere stata chiara nell'esporre il mio dubbio e che Voi riusciate a fugarlo.
Grazie per l'attenzione ed auguro a tutti Voi Sereno lavoro.
1. Si, se si tratta di mansioni diverse.
2. Uno è normato da un contratto (quello lavorativo), l'altro invece è totalmente libero e svincolato.
3. Vedi sopra.
Salve, approfitto ancora una volta della vostra disponibilità ponendovi 2 domande. Sono presidente di una piccolissima asd nata per diffondere la pratica dello yoga e discipline affini. Di recente siamo stati informati dallo XXXXX che per usufruire dei rimborsi fino ai famosi 7500 euro, i nostri istruttori devono avere un diploma rilasciato dallo csen stesso che li qualifica all'insegnamento. Vorrei capire bene che cosa dice la legge.
1. Se questo è vero come posso pagare dei compensi ad esempio a un insegnante di canto o di counseling, attività sicuramente non sportive che tuttavia vorremmo svolgere poichè in linea con gli scopi dell'associazione?
Puntualizzo che i nostri insegnanti non sono in possesso di partita iva ma comunque avrebbero diritto a un compenso per il loro tempo e impegno.
Siamo preoccupati per la questione "defribillatore".
2. Possibile che una asd che svolge unicamente attività a basso impatto cardio-vascolare, come lo yoga, il canto, la meditazione, debba sostenere un onere tanto pesante?
Inoltre avendo un ospedale a meno di 2 km, in caso di necessità sarebbe molto più sensato chiamare persone specializzate anzichè mettere una persona, per quanto certificata da un corso, a fare il dottore.
Quello che vi dice l'Ente non è vero. Da una parte è comprensibile (qualificare i propri insegnanti è sicuramente una scelta di buon senso) dall'altro può apparire invece come un tentativo di "vendere" dei corsi spacciandoli per obbligatori.
1. Un insegnante di canto non può essere retribuito col regime dei 7500. Questo è per lo sport dilettantistico e non per altro! Idem per l'attività di counseling.
2. Purtroppo si.
Buongiorno, vorrei delucidazioni su compensi/rimborsi.
Per quanto riguarda il rimborso del carburante posso fare un rimborso a pie' di lista applicando marca da bollo se l'importo supera i 77,47 euro.
1. Per i compensi ai soci invece per l'attività svolta (es.Gestione delle fatture, redazione dei contratti,ecc) si deve compilare il famoso modellino (max.7500) ed essi vanno dichiarati nel 770 giusto?
1. Dipende, ci sono tanti se e tanti ma. Legga questo nostro post.
Scusate non vi ho ringraziato
Salve sono il segretario di un'associazione di volontariato.
1. Può un socio essere anche un dipendente e rimanere socio della stessa?
2. si può retribuire, non come dipendente, un socio che fa il soccorritore o l'autista in un'ambulanza?
3. e se si come?
1. Dipende dal vostro Statuto.
2. No
3. vedi 2.
Buongiorno. La nostra ASD (siamo affiliati CONI) a tutti gli istruttori rilascia dei rimborsi forfetari di spesa alla fine di ogni mese, per ogni giornata di prestazione + un contributo auto. Mentre per gli insegnanti di attività culturali (teatro e musica prevalentemente) contribuiamo solo dando loro un rimborso auto quando questi si muovono per le lezioni o le riunioni. Sottolineo che tali insegnanti non sono professionisti e non hanno partita iva. Di conseguenza svolgono la loro attività gratuitamente ricevendo solo un contributo auto. Lo stesso procedimento di retribuzione adottato per gli istruttori (rimborso forfetario di spesa + contributo auto) viene adottato anche nei confronti di coloro (1/2 persone) che si occupano di attività di segreteria: prevalentemente iscrizioni ai corsi e tesseramenti (in quanto si tratta di attività connesse all'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche).
Pongo qui alcuni quesiti:
1) se è il presidente a svolgere questa attività di segreteria può comunque ricevere tale rimborso?
2) tale attività di segreteria comprende anche le ore di gestione della cassa e contabilità o solo le ore dedicate alle iscrizioni?
3) con che mezzi è possibile dare un rimborso agli insegnanti di attività culturali se questi non sono in possesso di partita iva? Voucher, contratto a progetto, prestazione occasionale? Cosa mi consigliate?
4) le ore dedicate dal presidente e dai docenti responsabili per riunioni presso enti/comuni, riunioni didattiche, redazione progetti e organizzazione attività sono rimborsabili in qualche modo?
Grazie dell'aiuto!!!
1. Si. Ma legga questo nostro post.
2. Entrambe.
3. Voucher, contratto a progetto, prestazione occasionale van bene. Consiglio prestazione occasionale.
4. Si, poichè sono comunque attività lavorative non collegate al ruolo elettivo.
Consiglio anche la lettura di questo nostro post.
Vi ringrazio per le risposte che mi avete fornito. Vista la vostra professionalità, vi chiedo alcuni ulteriori quesiti in materia rimborsi e compensi:
1) detto che i compensi/rimborsi forfettari di spesa possono essere percepiti sia dagli istruttori, sia da chi svolge attività amministrativo-gestionale connessa all'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche. Chiedo: quali sono le attività che all'interno di un'ASD si possono considerare "amministrativo-gestionali"? E che quindi per lo svolgimento di tali attività il collaboratore può ricevere un compenso? Nessuno sa darci risposte precise in merito. C'è chi dice solo le iscrizioni e i tesseramenti, c'è chi chi dice la contabilità, c'è chi dice l'organizzazione dei corsi.
2) un istruttore o collaboratore che svolge le proprie lezioni o funzioni amministrativo-gestionali all'interno del proprio paese può ricevere un rimborso forfetario di spesa della stessa cifra dell'istruttore o collaboratore che svolge le proprie lezioni/funzioni al di fuori del proprio paese di residenza?
3) Ho letto delle franchigie. Il nostro ente di affiliazione non ci ha mai fornito risposte chiare in merito. Abbiamo quindi sempre applicato un rimborso forfettario a chi svolge attività nel proprio paese e un un rimborso forfettario + rimborso auto/viaggio per chi svolge attività al di fuori del proprio paese di residenza senza tener conto delle franchigie. Cosa dovremmo fare ora?
1. Non c'è una definizione precisa ma tutti i compiti da lei indicati vanno benissimo
2. Certamente, avendo presente che si tratta sempre di un compenso come tutti gli altri
3. Legga questo nostro post.
Buongiorno, vi chiedo alcune informazioni:
1- leggo che i compensi ai collaboratori amministrativo-gestionali devono essere rilasciati dalla ASD solo quando l'attività di questi collaboratori è direttamente connessa ad un'attività sportiva. Ma se questi collaboratori lavorano anche per sistemare/organizzare/attivare/gestire corsi non sportivi (come ad esempio canto, teatro) possono o non possono ricevere tale compenso?
Esempio: se un socio (sia presidente, altro membro del CD, o altro socio) un giorno si rende disponibile a stampare e affiggere manifesti in giro per i paesi per promuovere un corso di teatro della nostra ASD, può ricevere tale compenso? Anche se teatro non è da considerarsi "attività sportiva". Stessa cosa vale ad esempio per chi si dedica alle iscrizioni e ai tesseramenti inerenti a corsi non prettamente sportivi.
2- posto che una ASD deve avere al suo interno almeno un socio con certificato di primo soccorso e un socio con certificato di corso antincendio. Quanto valgono i certificati di primo soccorso e di antincendio per chi li fa? E in che casi sono da considerarsi validi ai fini della normativa prevista (nel senso della tipologia di corso, monte orario, ente che ha rilasciato il certificato)?
3- nel libro soci di un'associazione, le domande di ammissione a socio devono essere archiviate: 1 - in ordine alfabetico, 2 - in ordine di presentazione della domanda, 3 - in ordine di approvazione della domanda e effettivo tesseramento/distribuzione tessera sociale
1. Assolutamente NO.
2. Non esiste questo obbligo (anche se mi pare di buon senso), quindi tutto quello che fate in più non risponde ad alcuna esigenza normativa e non avete parametri di riferimento. Se volete potete usare quelli delle Srl.
3. Il libro soci di una Associazione NON è la raccolta delle domande di iscrizione. In ogni caso le terrei ordinate cronologicamente per data di presentazione.
Buon giorno, io e tre amici vorremmo fondare un'associazione di promozione sociale.
Abbiamo letto in merito ai compensi che questo tipo di associazioni "si avvalgono prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati per il perseguimento dei fini istituzionali" ma possono "in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo a propri associati."
1. La domanda è cosa si intende per casi di particolare necessità?
2. In questi casi possono essere retribuiti anche i membri del consiglio direttivo compreso il presidente?
1. Non è stabilito: ma quale attività lavorativa può non esserlo?
2. Non per i loro ruoli elettivi, soltanto per quelli lavorativi veri e proprio (attenzione che lo Statuto però non abbia delle regole ancor più vincolanti in tal senso).
Siamo 5 amici e soci fondatori ed organizziamo un festival di musica di strada con musicisti che vengono dall'estero.
Stiamo chiudendo il bilancio della prima edizione e per contenere i costi abbiamo ospitato nelle nostre case private 4 artisti a testa (20 in totale) per 5 giorni.
Chiedo:
1. è possibile mettere a verbale che deliberiamo un rimborso simbolico ad esempio di 10€ a persona per giorno di ospitalità a copertura del vitto e alloggio degli artisti "risparmiato" dall'associazione? (quindi € 40 al giorno x5gg di ospitalità sarebbero € 200 totali a socio)
2. se si può fare come va catalogato a bilancio?
3. si rischia che possa essere visto come un compenso verso i soci?
Grazie dell'aiuto,
Paolo
1. Si, ma si tratterebbe di un compenso... e come tale andrebbe trattato. Potreste usare i voucher.
2. Compenso collaboratori
3. Lo è!
Salve, ho letto l'articolo ma vorrei delle delucidazioni in merito a quel che riguarda l'aspetto principale delle associazioni no profit ovvero quello del divieto della distribuzione degli utili.
Vorrei aprire a breve una scuola di ballo come ASD ma ancora non mi è chiaro quale potrà essere il compenso che effettivamente percepirò. E' chiaro il fatto che eventuali avanzi di gestione verranno trasferiti a successivi esercizi ma supponendo un utile di 5000€ quale sarà il mio guadagno effettivo?.
Ho letto navigando su internet che i denari corrisposti ad un membro qualsiasi del Consiglio Direttivo rispondono alle attività che questi hanno effettivamente prestato a favore dell’Ente.. ma cosa si intende per servizi effettivamente prestati? perchè in tal caso un qualsiasi membro del consiglio direttivo potrebbe comunicare che i compensi da lui percepiti siano dovuti a lezioni di ballo impartite o altro e quindi si ritroverebbe con 5000€ ( esempio di prima ) in tasca?
Grazie per l'attenzione.
Salve, dal modo in cui ha posto la domanda si percepisce che sia lontano anni luce dall'aver compreso che cosa sia e a cosa serva e come funzioni una Associazione no profit. Le conviene partecipare al nostro prossimo corso: http://www.teamartist.com/blog/2015/03/24/il-primo-corso-in-toscana-per-super-dirigenti-di-associazione-di-teamartist/
Buongiorno.
1. Nell'eventualità in cui un'APS abbia dichiarato nel suo Statuto la possibilità di cambio denominazione / sede / Presidente senza alcuna modifica statutaria, ma tramite delibera interna, è necessario andare all'AdE e registrare statuto con altra denominazione / sede / Presidente, spendendo quindi altro importo per marche da bollo? Lo statuto e gli scopi rimarrebbero invariati.
2. è possibile ricoprire due cariche nel consiglio direttivo di due associazioni (un'APS e una culturale)?
Grazie
Lara
1. Sarebbe uno statuto scorretto. Legga questo nostro post.
2. Si ma è sconveniente.
Salve,
Con altri due soci abbiamo costituito una asd finalizzata all'insegnamento dello yoga e di discipline affini. L'asd ha iniziato la sua attività da 6 mesi. Al momento, dei corsi proposti,gli unici che si stanno regolarmente avviando sono quelli di yoga dove l' istruttore è anche il presidente.
A gennaio abbiamo redatto un bilancio dei primi 3 mesi di attività (apertura asd: ottobre 2014). Domande:
A)Non avendo a disposizione fondi per pagare il compenso all'istruttore/presidente di yoga, possiamo riportare il debito nell'anno successivo oppure ci deve rinunciare? Le entrate infatti sono bastate unicamente per pagare le spese (affitto, luce, ecc).
B) Se è possibile riportare il suo compenso nell'anno successivo, in che modo lo dobbiamo mettere in bilancio?
Grazie infinite del vostro aiuto!
A) Certamente
B) Come un debito.
Salve, eccovi subito i miei quesiti, ringraziandovi anticipatamente.
Sono Presidente di una associazione che raggruppa gente che svolge una professione (possono essere iscritti ad Ordini o Collegi ma possono essere anche professionisti legge 4/2013). l'Associazione è iscritta al MISE nell'apposito elenco. Abbiamo solo CF e non PI. Lo Statuto dice che ha lo scopo di tutelarli, rappresentarli, formarli e informarli, organizzare corsi di formazione per soci e per esterni, ecc. Abbiamo costituito come da statuto un Centro studi e ricerche che si occupa di relazioni con l'esterno sia pubblico che privato in virtù di un proprio statuto dipendente dall'associazione.
A- Stampiamo una rivista regolarmente iscritta al tribunale e con un direttore responsabile (io): ai soci è gratis dagli altri accettiamo donazioni libere per l'abbonamento o per un semplice numero (non vendiamo nulla).
Detto ciò:
1) per far cassa abbiamo la possibilità di fare corsi di formazione ad aziende. Possiamo accettare compensi per questi corsi tramite rilascio di semplice ricevuta fiscale?
Mille grazie.
A. Non si tratta di una erogazione liberale raccontata così. Legga questo nostro post-
1. A mio parere, no.
A - ... e se facessimo risultare questi (possibili! ma non è detto che ci siano!) introiti come contributi (alla stampa, p.e.) dato che come lei scrive: Attenzione, le Associazioni culturali o ricreative NON HANNO DIRITTO a ricevere erogazioni liberali che possano poi essere dedotte dal donante?
1 - ... e se anche in questo caso rilasciassimo semplice ricevuta per contributo (spese, p.e.) alle aziende per il corso/i organizzati presso loro?
Gentilissimo nel rispondermi! Mille grazie!
Cosa intende per "contributi"?
Ci provo.
Premesso che ho letto tanto su questo sito (e forse ancora tanto c'è da leggere)grazie al quale per esempio nel nostro statuto non compaiono tante tipologie di soci ma solo due e sono democraticamente uguali, ecco come potrei rispondere alla sua domanda:
(alla Totò)... dicesi "Contributo" versamento in denaro o latro bene dietro semplice ricevuta contabile per attestatzione di pagamento da non inquadrarsi come elargizione volontaria. Va da se che questo versamento non è deducibile fiscalmente ma va semplicemente dichiarato da entrambe le parti (associazione e chi contribuisce) in contabilità come entrata o come uscita.
Cosa ne pensa?
Non tutti possono contribuire in questo modo però...
Salve la nostra associazione una aps si occupa principalmente di attivita' per bambini...ANIMAZIONE, intrattenimento, corsi di pittura e ludoteca, a carnevale per promuovere l'associazione abbiamo proposto al comune uno spettacolo con un rimborso spese. A questo spettacolo ha partecipato un nostro socio che ha la passione per la fotografia (ed è anche qualificato in materia) che ci ha fornito le foto (è stato 2 ore a fare foto) ed ha stampato alcune foto (con la sua stampante personale) che abbiamo regalato hai bambini. Queste stampe sono sempre comprese nel rimborso del comune. Dopo questa lunga premessa arrivo al punto
1) come posso rimborsare questo socio?
2) ha messo ha disposizione dei macchinari e il suo tempo anche se non è un rimborso come professionista un minimo (essendo previsto nella proposta e nel rimborso) dovrebbe riceverlo?
3) come contabilizzo tutto questo non avendo una fattura o altro?
4) posso fare un forfettario?
5) questo deve essere sempre accompagnato da un verbale o basta la richiesta di liquidazione da parte del socio?
1. Riacquisti tutto il materiale impiegato dal fotografo con fattura intestata all'Associazione e glielo restituisca
2. Se fa così non lo sta rimborsando ma retribuendo per una prestazione lavorativa. Sono 2 cose completamente diverse.
3. vedi 1.
4. In che senso?
5. Meglio avere sempre un verbale.
Buongiorno, sono Presidente di un'associazione culturale e direttrice artistica del festival letterario organizzato dall'associazione. vista l'enorme mole di lavoro che richiede organizzazione del festival (che è diventato praticamente l'unica mia attività):
1. è possibile chiedere un compenso?
naturalmente non è ripartizione di utili ma richiesta di prestazione professionale.
2. Ci sono dei limiti in euro stabiliti per legge?
3. se questi limiti fossero ben al di sotto della mia richiesta, come posso fare?
4. come fiscalmente si chiede il compenso?
5. essendo presidente dell'associazione e al contempo direttrice artistica, c'è conflitto di interessi?
6. è illegale?
7. come si ovvia?
1. In linea di massima, si se ciò non osta col vostro Statuto.
2. Massimo il 20% in più rispetto alla normale retribuzione di mercato per questo tipo di prestazione.
3. Nulla.
4. Dipende dalla sua situazione personale: ha una partita iva? Di che importo annuale stiamo parlando? E' a carico di qualcuno? E' in pensione? E' studentessa universitaria? etc etc.
5. Si
6. No
7. Avendo cura di trovare una figura all'interno dell'Associazione che controlli e valuti il suo operato.
Ciao, sono il presidente di una aps costituita da un paio di mesi, non ancora iscritta in nessun registro. La nostra associazione è nata in seguito all'accoglimento di un progetto presentato nell'ambito di un bando dal titolo "lavoro, inclusione, sviluppo locale" promosso dalla XXXXXXX e dal comune di XXXXXX e finanziato da una fondazione bancaria. Per ora siamo solo tre soci.
Volevo porvi due quesiti:
1. Siamo tenuti a presentare il modello EAS?
2. Dovendo fare dei contratti di collaborazione occasionale (siamo ben al di sotto della soglia dei 5000 euro) sia a noi soci che ad un collaboratore esterno, volevo sapere se nell'ambito di questi contratti, una volta stabilito un range temporale per portare a termine la collaborazione, è possibile erogare degli anticipi sul totale naturalmente a fronte di una notula o di qualcosa del genere?
1. Si
2. Si
Buonasera...avrei due quesiti...
1. il circolo tennis A (per legge costituito come asd) organizza dei corsi di tennis ma per la parte tecnica di avvale della collaborazione della asd B (specializzata in organizzazione appunto di corsi di tennis)...i pagamenti degli allievi vanno nelle casse di A, che poi gira una somma forfettaria alla asd B...gli allievi devono essere anche soci della asd B o basta che lo siano di A?
2. un maestro di tennis con partita iva fa fattura ad una asd per farsi pagare i corsi e le lezioni svolte...la asd ha qualche spesa dovuta al pagamento di questa fattura?
grazie
1. basta che lo siano di A... se ho capito!
2. dipende se è in ritenuta d'acconto o meno.
Buonasera Vorrei sapere se come dipendente o disoccupato che percepisce il sussidio può aprire
Un associazione no profit Grazie
Certamente.
Buongiorno, volevo aprire un associazione a tutela del credito, ovvero un associazione che si occupa di consigliare e procedere legalmente e non al recupero del credito per fatture insolite di aziende. Abbinata a questa cosa volevo abbinare anche altre, tipo consulenza societaria e via dicendo.ma sembra non ci sia modo di tutelarsi e guadagnare con una associazione, la mia domanda è : cosa mi consigliereste di aprire? Premetto che al momento ho partita iva come consulente.
Rimarrei con la sua partita iva.
Buongiorno,
vorrei fondare un'associazione culturale per la promozione e la diffusione delle lingue straniere a distanza, che prevede per i Soci la possibilità di frequentare corsi a distanza online e partecipare ad attività quali videoconferenze, fruire di contenuti educativi speciali, e così via. Avrei due domande:
1. Non esiste una vera sede fisica, nel senso che l'attività si svolgerebbe sul web e i soci fruirebbero dei corsi a distanza. E' possibile rendere il proprio domicilio la sede dell'associazione, in questi casi?
2. Se io fossi la Presidente dell'associazione, potrei ricevere compensi in qualità di insegnante, al pari di altri soci? O non dovrei essere la Presidente?
Grazie.
1. Si. Ma, in ogni caso, deve esserci un titolo per poter fissare la sede legale al domicilio di qualcuno (comodato d'uso gratuito registrato, come minimo).
2. Può se lo Statuto non lo impedisce, con le dovute accortezze del caso.
Siamo una ASD con solo codice fiscale appena costituita quindi per diversi mesi faremo solo ed esclusivamente promozione/informazione sportiva ad esempio seminari, stage etc. o culturali e prevenzione sanitaria come previsto da statuto.
A. Queste attività saranno rivolte solo ai soci e non prevedono una quota se non eventuale elargizione liberale.
I seminari e stage saranno tenuti da soci in forma gratuita salvo rimborso spese, per ora non abbiamo istruttori veri e propri. Così pure ad esempio seminari sulla prevenzione sanitaria sarà tenuto solo da soci nei confronti di altri soci.
L'organizzazione degli stessi, es. registrazione partecipanti ed invio inviti, sarà sempre effettuata da soci in forma gratuita. Non c'è nessun dipendente o collaboratore a qualsiasi titolo ed utilizziamo dei locali dati in comodato gratuito e fitteremo una stanza di un altra associazione. Le domande sono:
1- i soci in questo caso sono da considerarsi volontari e dunque occorre metter in forma scritta tale accordo, se sì esiste un modello tipo
2- è obbligatorio redigere il DVR e fare la formazione sui luoghi di lavoro per questi soci che danno una mano nelle modalità dette sopra
3- i locali in comodato gratuito sono una porzione di un'abitazione; premesso che l'ingresso è riservato solo ai soci e le attività che si svolgeranno non sono sportive ma ad esempio lettura di libri sportivi, sportello informativo per la prevenzione sanitaria ci sono problemi o requisiti particolari che deve avere detto locale?
4- se in futuro dovessimo prevedere delle quote di partecipazione, sempre e solo per i soci, si configurerebbero come attività decomercializzata o istituzionale.
A. Non possono essere erogazioni liberali, che sono tutt'altro. Legga questo nostro post. Si tratta di un vero e proprio contributo soci (non vedo quale sarebbe il problema).
1. Si, sono volontari. Non vedo l'opportunità dello spiegare una cosa tanto ovvia e naturale.
2. No
3. Dovete verificarlo con l'UT del vostro Comune. Solitamente le sedi associative sono in deroga a tali requisiti.
4. Le attività decommercializzate sono parificate alle istituzionali: non è quindi utile distinguerle. A mio parere queste sono entrate decommercializzate in ogni caso.
buongiorno
sono presidente di un'asd.
avuti un po' di problemi tra consiglio direttivo, di fatto il vicepresidente è sparito in seguito a disguidi personali. Il vicepresidente raccoglieva contributi di soci per pratica danza (io ero impossibilitata ad essere presente in tutti gli orari). Il vicepresidente mi ha consegnato un foglio scritto di mano sua in cui dice le entrate totali da lui raccolte da gennaio a giugno 2014, finchè cioè era presente. Su questo foglio vengono indicati circa 10000 euro in più rispetto a quelli che sono stati consegnati dal vicepresidente all'asd.
Come posso muovermi per recuperarli? Questa persona si rifiuta di darli. Ora devo redigere il rendiconto economico 2014. Ufficialmente mancano questi soldi, ma risultano nelle entrate.
Vi ringrazio per la vostra risposta.
Gli faccia mandare una diffida da un legale.
sono presidente di una aps affiliata a una APS Nazionale attraverso la quale tessero i soci che fanno attività sportiva e promozione sociale. Pago per complessive ore 4 (una a settimana) mensilmente una socia universitaria che tiene il corso di ginnastica.
1) optando per la ritenuta d'acconto sarebbero 12 retribuzioni. Sarei in regola o potrebbe apparire un tipo di lavoro continuativo e subordinato dato che si svolgerà anche nei prossimi anni?
2) visto che il tesseramento comprende la copertura di una assicurazione di base per gli infortuni, dovrei anche assicurarla per infortuni sul lavoro?
3) se il contributo dato dai soci che frequentano il corso supera il costo della retribuzione sono in regola?
4) devo tesserare solo i soci che frequentano il corso e fanno in giro promozione sociale o anche gli altri che non partecipano all'attività sociale ma si limitano solo a rinnovare la quota sociale annuale?
5) se dovessimo optare per un lavoro gratuito, di volontariato, che prevede solo rimborsi a piè di lista che tipo di documento, contratto, dovremmo sottoscrivere?
Grazie mille!!
1. E' in regola, ma nulla impedisce che questa attività possa apparire come un lavoro subordinato.
2. Un'assicurazione in più non fa mai male
3. Non vedo il nesso tra questi due aspetti
4. E' una libera scelta vostra
5. Le due cose sono in contraddizione l'una con l'altra: o è un lavoro o è una attività di volontariato!
grazie mille per la risposta. Ciò che intendevo dire è questo:
sino ad ora l'ho pagata con ritenuta d'acconto. Due mensilità durante tutto il 2014.
!)Visto che potrebbe essere contestato come lavoro subordinato potrei chiedere all'interessata di svolgerlo come volontaria, lei volendo, rimborsando solo le spese vive a piè di lista. Dovremmo giustificare comunque l'uscita per rimborso spese attraverso un suo impegno scritto per svolgere il corso gratuitamente?
2) se il corso è gratuito non posso chiedere ai soci un contributo. E' così?
Grazie ancora per le vostre preziose risposte.
1. Si, certo potete rimborsare le spese vive. Non c'è bisogno di spiegare invece perchè un volontario sia un volontario!
2. Non capisco: il corso è gratuito oppure volete un contributo!
al momento danno un contributo di due euro dato che ho pagato con ritenuta d'acconto.
1) se l'istruttore lo fa gratuitamente invece, ancora dobbiamo riprendere il corso nel 2015, va da sè che i soci non dovranno più contribuire neppure per rimborsare le spese vive tipo abbonamento mensile autobus, ecc.. E' così?
1. No, non è così scontato. Potreste avere mille altre spese (ad esempio di segreteria) di cui rientrare. Le due cose non sono collegate (in teoria potreste chiedere un contributo solo per raccogliere fondi per future attività).
Salve. Vorrei fondare un'associazione (penso di promozione sociale) con la finalità di aprire un FabLab e diffondere i principi della Rivoluzione Digitale. Oltre ad organizzare eventi, acquistare macchinari, e tutti costi che un'associazione deve sostenere per fare promozione, in linea con i principi dell'associazione sarebbe necessario fare assistenza di progettazione, modellazione e stampa 3D, nonché organizzare corsi e seminari.
Trattandosi palesemente di un'attività molto impegnativa e che prevede una preparazione spesso di tipo professionale, mi sembra giusto poter garantire ai soci la possibilità di recepire un "compenso" relativamente a questi progetti, ma in situazioni comunque occasionali, o se dovesse rivelarsi un servizio molto richiesto fatto sicuramente da persone sempre diverse, trattandosi di un ambito di volontariato/ricreativo e non professionale.
1. E' possibile?
2. Se sì, anche per il direttivo, e per me che ne sarei la Presidente?
3. E rimanendo entro quali cifre per non cadere nell'illegalità?
1. Si (suggerisco in ritenuta d'acconto nei redditi diversi) se lo Statuto non lo impedisce espressamente. Legga questo nostro post.
2. Per tutti.
3. 5000 euro/annui
Salve, sono il presidente di un'associazione culturale specializzata in attività teatrali (laboratori teatrali e spettacoli). Ho bisogno del vostro aiuto. Vi faccio alcune domande:
1) Essendo il presidente vorrei sapere se presentando i scontrini per viaggi, alberghi etc etc posso essere rimborsato. I rimborsi valgono anche per il presidente?
2) Se si, sul rendiconto annuale come deve essere giustificato?
3) Cioè come deve esser scritto?
4) Devo riportare la motivazione per la quale ho speso ad esempio 100 euro di viaggio legata al progetto teatrale che l'associazione sta portando avanti o basta soltanto presentare lo scontrino?
Facendo un esempio. Ho fatto un viaggio e ho speso 100 per conoscere degli insegnanti per un laboratorio di teatro oppure per comprare delle scenografie.
5) Devo solo allegare lo scontrino?
6) Se la risposta è no, mi dite come dovrei scrivere?
7) In quanto presidente dell'associazione culturale, e in quanto esperto e insegnante di teatro, posso fare a me stesso un contratto per un laboratorio di teatro verso terzi, per esempio gli alunni di una scuola?
8) O si tratta di conflitto di interesse?
9) E se posso farlo, fino a quale cifra?
10) 7500 euro per le associazioni culturali?
Grazie mille
1. Si, a patto che a Statuto non abbiate scritto qualcosa in contrario. Legga questo nostro post.
2. Rimborsi a piè di lista per i soci volontari.
3. vedi 2.
4. Di solito ogni trasferta dovrebbe essere autorizzata preventivamente dal consiglio direttivo indicando anche un budget di spesa.
5. Di solito si fa una lettera con allegate tutte le pezze giustificativ
6. vedi 5.
7. In linea di massima si. Consiglio di farlo approvare dal direttivo in sua assenza e di nominare un altro membro del Direttivo come suo "supervisore" in questo progetto.
8. C'è un palese conflitto di interessi. Ma le norme lo consentono.
9. Deve essere in linea coi costi di mercato
10. Non so dove abbia preso questa cifra!
il socio che è iscritto regolarmente nel libro soci, ha pagato la quota dell'anno completa anno 2010, esempio iscritto dal 31/07/2010 per l'agenzia delle entrate siccome al 01/01/2011 non è più iscritto non è considerato socio e perciò viene considerata l'attività commerciale ad esso dedicata dall'associazione.
avete qualche riscontro normativo che dice il contrario??
Salve, non comprendo il quesito. Provi a riformularlo.
Buongiorno complimenti per il vostro sito, sempre molto chiaro e puntuale. Tre domande sull'organizzazione di corsi e relativi compensi:
1) Come APS possiamo tenere corsi a pagamento rivolti al pubblico o a studenti (in collaborazione con istituzioni scolastiche) o possiamo fare attività rivolta solo ai nostri soci?
2) Possiamo pagare un compenso direttamente al socio (non membro del direttivo) che organizza tali corsi rivolti a terzi (o studenti)?
3) Nel caso quanto sopra non fosse possibile, sarebbe legale affittare locale e attrezzature dell'associazione a un nostro socio che, agendo come privato, tiene un corso a pagamento rivolto a non soci?
1. Tutto si può fare. Ogni tipo di attività va prima, comunque, inquadrata fiscalmente.
2. In linea di massima si, ma ogni caso è a sè stante-
3. Dipende. Legga questo nostro post.
ciao,
ormai vi seguo quasi tutti i giorni!!! leggo i post degli altri per cercare di fare meno domande possibili, ma proprio questa, non la capisco.
io sono presidente di un'ASD senza scopo di lucro. mi occupo io di tutto. contabilità, iscrizioni ai campionati di calcio, organizzare le visite mediche, cercare sponsor, organizzare la trasferta per i nazionali a fine giugno e tutto quello che bisogna fare per poter portare avanti un'Associazione.
perdo tantissimo tempo, almeno 10/12 ore la settimana (io già lavoro full-time).
questa è solo la premessa 😀
le domande sono:
1) ho sempre anticipato io tutte le spese, perchè non abbiamo mai abbastanza soldi per coprire i costi della stagione. mi hanno detto (a voce e non per iscritto) che come presidente non posso riprendermi i soldi spesi per conto dell'associazione, che li devo considerare come contributo a fondo perduto....
2) se ci fossero, non potrei prendermi soldi per i rimborsi spese, sempre perchè sono la presidente
3) non posso calcolare, neanche a 5 € l'ora, con tanto di approvazione dell'assemblea, un compenso per quello che faccio. ovviamente mostrando a fine mese un resoconto delle ore effettivamente lavorate
4) nello statuto abbiamo fatto inserire anche l'organizzazione di viaggi. mi hanno detto che non può essere considerata attività istituzionale. e quindi anche i costi per la trasferta organizzata a giugno, per partecipare ai nazionali di calcio UISP (quindi non per vacanza) me la devo accollare io, perchè altrimenti dovrei farmi fare fattura, mettere a bilancio, e pagare le tasse come attività commerciale, anche se dagli atleti non prendo uno spicciolo!!!
vale la pena chiudere tutto e fare opere di carità!!!
grazie per l'aiuto
1. Assolutamente no! Doveva versarli però come "prestito infruttifero da soci", autorizzando il tutto con un verbale di direttivo in cui stabilire anche le modalità di restituzione.
2. Falso! Ha diritto ai rimborsi per lo sport dilettantistico.
3. Dipende. Per l'attività di Presidente NO, per quella di segretaria amministrativa, SI (dipende da quello che fa).
4. Non è così. I costi di viaggio per le trasferte sportive non c'entrano nulla con l'organizzazione di viaggi e soggiorni TURISTICI!
Dia retta a me. Cancelli dalla rubrica del telefono chi le ha detto queste stupidaggini.
salve, nel punto ristoro aperto al pubblico in un centro sportivo gestito da una ASD ,
1) il presidente e i soci aventi i requisiti possono continuare a fare del volontariato, senza alcun compenso(all'interno del punto ristoro) o bisogna assumere obbligatoriamente un dipendente, inquadrarlo e retribuirlo???
2) nel caso di una assunzione, è sconsigliato assumere il presidente, anche se è lui ad aver bisogno dei requisiti per poter aprire tale attività commerciale di un ente non commerciale???
3) nel caso si possa fare del volontariato, sotto responsabilità di un socio che sottoscrive una richiesta di incarico, è obbligatorio, facoltativo, o inutile inquadrarlo ai fini assicurativi tramite INAIL???
Spero in una Vostra cortesissima risposta.
è certo che sull'argomento non profit siete i più competenti!!!
Non capisco. Il bar sarebbe aperto con una licenza intestata al Presidente come persona fisica, oppure con una SCIA presentata in comune dalla ASD?
bUONGIORNO, LA DOMANDA è LA SEGUENTE : ESSENDO PRESIDENTE E ISTRUTTORE DELLA SUDDETTA SOCIETA', POSSO ASSUMERMI COME ISTRUTTORE?
1. Si, con le dovute cautele indicate nel post di questa pagina.
Salve, fermo restando che mi sia chiaro che in un APS gli utili non si possano spartire e venuto a conoscenza che comunque si possa stipendiare una persona esterna oppure un socio(per i lavori svolti), la mie due domande sono:
1. in che misura viene calcolato lo stipendio o compenso al netto delle tasse
2. se i soci sono due possono entrambi percepire compensi mensili?
3. E se si in che misura?
1. Secondo il contratto nazionale del commercio, relativamente al livello stabilito.
2. Una APS con due soci? Che riesce ad avere le entrate tali da poter pagare 2 stipendi???? C'è qualcosa che non torna...
3. vedi 1.
Salve, e complimenti per il modo semplice con cui spiegate norme e iter burocratici ben complessi!
Faccio parte di una piccola associazione culturale, fondata alcuni anni fa da un gruppo di pittori ed appassionati di arte. Fino a che il Comune ha finanziato i suoi progetti, l’associazione viveva tenendo corsi d’arte e remunerando gli insegnanti (che erano al contempo anche soci/amministratori/presidente), poi l’attività è andata via via affievolendosi a causa della mancanza di finanziamenti e di entusiasmo. In autunno c’è stato l’ingresso di un gruppo di persone appassionate di artigianato oltre che di arte, che possiedono qualifiche ed esperienza professionali tali da poter essere remunerati per le loro prestazioni all’associazione esattamente come i soci che tengono i corsi. Per esempio c’è chi è esperto di grafica pubblicitaria, chi ha notevole esperienza in ambito amministrativo, chi è esperto nell’organizzazione di eventi e promozione del territorio, chi è abilitato come guida turistica ecc. Tutta una serie di attività previste nello statuto dell’associazione.
Di recente abbiamo organizzato una raccolta fondi, abbinata ad una campagna di sensibilizzazione sociale sull’importanza del riciclo, ma anche per rilanciare l’associazione e aprire la campagna di tesseramento del 2015. L’evento sta avendo successo ma è costato parecchio impegno soprattutto alle new entries specializzate in questo settore (telefonate, reperimento locali, richieste autorizzazione, promozione...)
A gennaio l’associazione terrà un laboratorio di arte finanziato dal comune. I soci fondatori che saranno anche gli insegnanti verranno remunerati perché per ottenere il finanziamento occorre che l’associazione dimostri di aver sostenuto delle spese.
Ergo, tutti vogliono insegnare e nessuno vuole più organizzare eventi. E arrivo ai miei quesiti:
1)E’ possibile che l’associazione remuneri con la forma contrattuale più idonea anche le altre figure professionali che ho citato prima, qualora svolgano delle prestazioni per l’associazione?
2) E’ possibile remunerarle utilizzando i fondi derivati per esempio dalla raccolta pubblica, o dalle altre
3) I compensi per prestazioni professionali rese dai soci, vengono considerati come costi sostenuti dall’associazione per il perseguimento dell’oggetto sociale, oppure possono farla assimilare ad una cooperativa?
4) A proposito dei ricavi conseguiti, se i corsi/laboratori artistici ed artigianali, rappresentano la fonte di maggior introito dell’associazione, è possibile che essa venga assimilata ad un’impresa economica? (ho letto il vostro articolo su quell’associazione che è stata sanzionata perché l’80% degli introiti derivavano da corsi professionali da bagnino!)
Grazie per la disponibilità.
1. Si
2. Si
3. Come costi sostenuti, legittimamente, dall'Associazione
4. Dipende. A chi sarebbero rivolti questi corsi?
Grazie per la risposta. I corsi sarebbero aperti prevalentemente ai soci. Fanno eccezione quelli tenuti per conto del Comune o delle scuole. In questo caso i corsisti vengono selezionati dal committente e l'associazione è solo il tramite che fornisce gli insegnanti.
Non dovreste aver problemi da questo punto di vista.
Riguardo al conflitto di interessi del direttivo.
La nostra associazione è nata per iniziativa mia e di mia moglie, che è anche istrutturice. L'anno scorso le sono stati pagati solo dei rimborsi spese (per spese veramente sostenute, non finti stipendi). Quest'anno le verrà pagato per la prima volta un corrispettivo per il suo lavoro. Nessun altro del direttivo ha percepito compensi ne li riceverà, solo qualche occasionale rimborso per piccole spese materiali a beneficio dell'associazione.
Ad ora nel direttivo siamo tutti parenti ed io sono il presidente (mia moglie è il segretario), come spesso succede non abbiamo trovato nessun esterno che si volesse prendere il rischio.
Per diminuire il rischio avrebbe senso far uscire mia moglie dal direttivo e lasciarle solo il ruolo di istruttrice (sempre che riesca a convincere la persona per sostituirla) oppure il fatto che il presidente è suo marito rende equivalente il conflitto di interessi agli occhi del legislatore?
Sicuramente diminuirebbe il rischio.
E come seconda opzione far approvare dall'assemblea il suo compenso, pur mantenendola nel direttivo?
In questo modo non sarebbe il solo direttivo ad approvare questo esborso, ma l'assemblea dei soci che la conoscono ed apprezzano.
Lo chiedo perché prevedo non sia scontato far accettare a qualcuno il ruolo nel direttivo.
Potete farlo. Come ho spiegato nell'articolo questo tipo di conflitto di interesse non è illegale. Potete quindi continuare a gestire come state facendo; ciò non toglie che sia comunque una situazione imbarazzante-
Da quello che capisco imbarazzante = possibili sanzioni.
La domanda é quindi se la seguente graduatoria del rischio sanzioni é corretta in modo sostanziale (ossia la probabilità sanzioni di una posizione più bassa é decisamente minore di quelli sopra)
1) situazione attuale
2) situazione attuale + votazione assemblea
3) uscita dal direttivo
Si-
nel senso che non vengono sommati al mio primo reddito e che quindi posso anche non dichiararli?
grazie mille per il vostro riscontro
No, nel senso che nel caso faccia l'Unico deve dichiararli. Ma in nessun caso cumulano col suo reddito attuale.
buongiorno, avrei bisogno di una delucidazione in merito alla mia situazione, per quando dovrò effettuare la dichiarazione dei redditi. vi illustro la mia posizione: io al momento percepisco già un reddito per il mio primo lavoro (ente privato nulla a che fare con le associazioni sportive), da poco ho iniziato un contratto di collaborazione con un asd.
1. mi è stato detto che per compensi che non superano la soglia dei 7500 posso anche non dichiararli. Ora vorrei chiedervi, ma nei 7500 rientra anche il reddito percepito dal mio primo lavoro?(perchè se no sono già fuori soglia) è corretto quello che mi hanno detto?
1. Si, se non deve presentare l'Unico.
Buongiorno, vorrei cortesemente un chiarimento, scusate l'esposizione tipo quiz patente, ma mi sembrava il metodo più chiaro e veloce.
La nostra ASD ha sede nel comune A. Il corso viene tenuto nel comune B. Il tecnico incaricato per tenere il corso è domiciliato nel comune C.
e' lecito che il tecnico:
1 - gestisca il rimborso a piè di lista (e quindi non costituente reddito).
2 - consegnando al presidente una autodichiarazione di domicilio nel comune C.
3 - consegnando mensilmente il totale dei Km fatti e calcolando il consumo tramite tabelle ACI, per il tragitto C-B-C.
4 - consegnando la distinta dei pedaggi effettuati con il suo Telepass scaricata dal portale Telepass ed evidenziando quelli di competenza dell'ASD.
1. Se lo è effettivamente... Si! Il punto è questo: i Comuni B e C sono confinanti?
2. Lo trovo superfluo ma si può fare
3. Si, vedi 1 però
4. Ok, ma legga questo nostro post dedicato.
Grazie per la risposta.
I comuni B e C non sono confinanti, sono a circa 60 km di distanza.
Il tecnico si fa 60+60 km per tre volte a settimana, riceve un compenso ma ora vorremmo, oltre al compenso, rimborsargli i soldi spesi per raggiungere il luogo dove tiene il corso.
Volevamo essere sicuri che:
A - il rimborso così effettuato non costituisca reddito (così sommando il compenso ed il rimborso non si sforino i 7500€ annuali)
B - sia sufficiente presentare una dichiarazione con il conteggio dei km fatti e dei pedaggi telepass, senza portare scontrini del rifornimento benzina, in quanto il tecnico utilizza l'auto anche per motivi di lavoro e sarebbe difficile attribuire uno scontrino specifico alla sola attività per l'ASD.
Cordiali saluti e grazie di nuovo!
A. Si, non costituisce reddito (poraccio, chissà quanto spende!).
B. E' sufficiente. Fate una delibera di direttivo che stabilisca questo tipo di rimborsi.
Il segretario di un'ASD è anche insegnante del corso di yoga.
1) Le ricevute per il compenso mensile possono essere firmate da lui o deve firmarle il Presidente?
2) Come si gestisce tutta la faccenda?
1. Le ricevute le rilascia chi prende i soldi... e questa persona la deve firmare.
2. vedi sopra.
Buongiorno, sono Alberto, un vostro assiduo lettore. Vorrei chiedere un’ ulteriore informazione.
sono socio di un aps che ha 14 mesi e che si occupa di attività artistica. Svolgiamo attività di volontariato e non abbiamo dipendenti, però se sia i soci sia i membri del cda percepiscono rimborsi documentati e a pie di lista per spese sostenute per conto dell’associazione. Rimborsi contenuti nella cifra naturalmente proporzionali alla dimensione dell’aps. A gennaio dovremmo aprire partita iva visto il buon numero di attività che stiamo svolgendo. La sede dell’associazione è situata nella ditta del presidente che la mette a disposizione per riunioni. Il presidente però, presto potrebbe trasferire la ditta e cambiare residenza e di conseguenza dovrebbe lasciare la carica. In questo caso dovremmo cambiare sede e presidente. Il quesito è questo:
1) a oggi anche mia moglie fa parte dell’associazione e svolge attività artistica e mio papà è segretario dell’associazione. Meglio cambiare cda?
2) chiedo questa cosa anche perché la mia attività professionale è quella di educatore professionale in area sanitaria e formazione legata sempre a questa area. lavoro per enti privati part time e da marzo 2014 ho partita iva a regime dei minimi; non credo però costituisca problemi in quanto non è attività artistica e in conflitto con attività dell’associazione. me lo confermate?
3) se utilizzassi casa mia e diventassi io presidente, potrei continuare a svolgere le mie attività per l’associazione e contemporaneamente:
a) percepire i rimborsi a piè di lista ?
b)eventualmente emettere una ritenuta d’acconto o essere pagato come cocopro in caso di effettivo intervento professionale artistico risultando l’unico membro in possesso delle abilità per compiere l’intervento?
4) Naturalmente non sarei l’unico socio a percepire compenso. ci serviremmo anche di professionisti esterni. cosa ne pensate?
1. Potendo, si.
2. Confermo
3a. Si
3b. Si
4. Nulla osta.
Buongiorno, vorrei sapere se una persona che lavora come assistente per anziani (regolarmente inquadrato e pagato) presso una casa famiglia, creata da una onlus, possa diventare anche socia dell'associazione stessa.
cordiali saluti
Meglio evitare.
Buonasera, Vorrei sapere se:
1. Devo uscire dal consiglio direttivo per ricevere un compenso per le attività di segreteria e tesoreria che svolgo;
2. E' lecito che la palestra dove svolgiamo la nostra attività sportiva ci richieda la firma di un modulo di concessione ad uso gratuito della palestra stessa e poi facciamo delle donazioni una tantum?
1. Dipende da come è scritto lo Statuto e da cosa intende per attività di segreteria e tesoreria.
2. Ovviamente no. E' un modo per evadere il fisco.
La ringrazio per la risposta celere.
Per attività intendo tenuta libro soci, libro verbale, prima nota, iscrizioni, ricevute e tutta la parte burocratica per la gestione della ASD.
Invece devo verificare cosa dice lo statuto.
La tenuta del libro soci e del libro verbali è attività delle cariche elettive in sè e quindi non può essere retribuita.
Caso diverso per prima nota, iscrizioni e ricevute.
Salve. La mia associazione sin agli esordi circa 12 anni or sono:
- ha deliberato in assemblea di accantonare in apposito fondo gli attivi e passivi di cassa emergenti ad ogni chiusura di bilancio annuale
- questo per creare una sorta di fondo "ammortizzatore" destinato alle esigenze future dell'associazione come ad esempio la possibilità di organizzare attività sociali di notevole consistenza economica.
- Di questi attivi e passivi di bilancio è stato redatto un apposito registro.
Ora visto che l'obiettivo che ci eravamo prefissati di raggiungere con questi accantonamenti non è servito quasi a nulla (accantonamento molto esiguo):
- avremmo intenzione di versarlo nel bilancio corrente (previo delibera dell'assemblea dei soci) e
- chiudere definitivamente con tale riporto contabile. Indi
- proseguire riportando gli utili o perdite di gestione nei correnti bilanci.
1. Stiamo agendo correttamente relativamente ai vari punti?
1. Si. Anche se il Fisco pretende di verificare che ad ogni approvazione del REFA, i soci deliberino in merito agli utili/perdite dell'anno in esame.
a. Siamo tre soci fondatori, in atto costitutivo è stata esplicitata la nomina del presidente e del segretario ma non del tesoriere; si può ritenere implicita dato che lo statuto all'art.17 recita: "Nella sua prima seduta il C.D. elegge, fra i suoi membri il Presidente, il Tesoriere e il Segretario".???
b. Purtroppo o per fortuna sono autodidatta e mi rendo conto che avrei dovuto approfondire molti aspetti prima di redigere e registrare atto e statuto; per risolvere il "problema" posso provvedere alla modifica dello statuto?
c. In merito al punto 2 cosa mi consiglia è meglio associare i bambini soltanto oppure bambini e genitori?
Grazie mille
a. No. Fate una seduta, nominate il tesoriere e scrivete un verbale.
b. Si. In assemblea soci straordinaria
c. Dipende da tanti aspetti. Per star tranquilli faccia entrambi.
Salve...sono presidente di un'associazione culturale che si occupa prevalentemente di attività di doposcuola...ho costituito la stessa con mia sorella e mia nipote poichè due mamme da cui era partita l'idea si sono tirate indietro; per rispettare l'impegno preso con le altre mamme che avevano effettiva necessità di far partecipare i propri figli al doposcuola ma non propense a far parte del direttivo, sono stata costretta a ricorrere a persone di famiglia... le mie domande sono:
1. Cosa è giusto e/o possibile fare per evitare che l'associazione possa essere scambiata per una ditta individuale camuffata?
2. Come devo compilare il libro soci?
3. Ossia posso considerare soci direttamente le mamme lavoratrici anche se l'attività è rivolta ai bambini?
4. Oppure devo far associare sia mamme che bambini?
1. Fare in modo che ci sia un continuo rinnovo delle cariche sociali, nuovi iscritti e che piano piano i parenti non siano più nel direttivo insieme
2. Legga questo nostro post.
3. Si, anche se sarebbe meglio diveniate una APS.
4. Qual è l'età dei bambini?
In merito ai punti del mio precedente contatto:
1.Da statuto, i membri del C.D.restano in carica tre anni, quindi prima di tale data non si può apportare alcun cambiamento?
4.I bambini hanno dai 6 ai 10 anni.
Approfittando della vostra cortesia e professionalità avrei bisogno di porvi altre domande:
a. Le cariche di Presidente e Segretario risultano da atto costitutivo, occorre indire cmq un'assemblea ordinaria per confermare le nomine ed eleggere il tesoriere?
b. Lo statuto prevede anche l'elezione di un Collegio dei Revisori dei Conti, composto da 3 membri effettivi e 2 supplenti, come mi comporto dato che non ci sono soci disposti ad assumere l'incarico?
c. La data di richiesta dell'iscrizione e la data di accettazione dell'iscrizione, come da file scaricato e da voi gentilmente messo a disposizione, per i soci fondatori coincidono con quella di costituzione dell'associazione?
Grazie ancora e buon lavoro
1. A meno che si dimettano e si proceda ad un nuova nomina.
2. Può associare o solo i bambini o i bambini e i genitori.
a. No, va bene così (ovviamente durano solo 3 anni). Per il tesoriere dipende cosa dice lo Statuto.
b. Non dovevate metterlo a Statuto... ma chi ve lo ha fatto? Adesso dovete trovare nuovi soci e poi eleggerlo.
c. Si
buongiorno, mi dispiace sicuramente non mi spiego bene perchè mi state rigirando la situazione e mi sembra che stiamo perdendo una logica..allora riprendo il riferimento all'aneddoto del socio di una ASD che vende la tazzina di caffè ad un altro socio della stessa ASD, visto che vendere un integratore ha gli stessi requisiti che vendere una tazzina di caffè desidero capire cosa significa il vs. discorso "La questione è semplice. Un conto è se vende l'Associazione, un altro se vende un privato. Un conto è se l'Associazione vende ai suoi soci, un altro se vende a terzi"
comunque per eliminare qualsiasi dubbio vi descrivo come accade:
il socio della ASD si presenta al bancone e chiede un integratore XXX acquistato dalla ASD ad un altro socio della stessa ASD che presta VOLONTARIAMENTE aiuto alla ASD per quanto riguarda questo tipo di servizio perchè è in possesso di HACCP(quindi non vedo differenza tra questa situazione è una situazione in cui è la ASD che compra la polvere di caffè o la capsula di caffè e un loro socio in possesso dei requisiti somministra caffè ad un altro socio della stessa ASD)... mi sembra tutto chiaro, se ha altri dubbi sono sicuro che leggendo i post di sopra potrà trovare maggior chiarezza
Mi perdo anche io. Ora che ha descritto la situazione, a quali domande vuole una risposta? Detto ciò, se è vero che gli integratori sono considerati come alimenti, dovrà fare anche la procedura per avere una licenza di somministrazione di alimenti e bevande...
Salve gen.le dott., ho spiegato questa realtà perchè Lei in precedenza ha chiesto chi acquista e chi vende gli integratori vedi vs. post del 17/09/2014 alle 15:28:
"Chi li acquista gli integratori? Il socio o l'ASD?"
e a quel punto per FACILITARLE e ILLUSTRARLE AL MEGLIO POSSIBILE la situazione ho riportato l'aneddoto della vicenda del caffè, se rilegge i miei precedenti post HO SPIEGATO PIU' VOLTE CHE GIA' UN SOCIO E' IN POSSESSO DI HACCP PER SOMMINISTRAZIONE BEVANDE..)per cui la domanda è, in base a tutto il poema che sto scrivendo siamo in regola oppure no per vendere integratori ai ns. soci? se non sa rispondere a chi posso chiederlo? distinti saluti
L'HAACP non c'entra NULLA con le licenze di somministrazione di alimenti e bevande! Dovete chiedere al vostro EPS, come fare ad ottenerla. Con questa potrete fare la vendita nei locali, SE SONO IDONEI A LIVELLO IGIENICO/SANITARIO. Tale vendita, a livello manuale, potrà solo essere effettuata da personale con tesserino HACCP, ma anche tutta la gestione degli integratori dovrà seguire le normative HACCP (conservazione etc etc). Fatto ciò si dovrà stabilire, a livello fiscale, se tale vendità è da considerarsi commerciale o decommercializzata.
buongiorno, qual'è il motivo per cui ha domandato chi li acquista? Le faccio presente che gli integratori sono considerati SULLO STESSO PIANO NORMATIVO di acqua, bevande, patatine e alimentari..quindi mi spieghi la differenza che c'è tra una situazione in cui un socio volontario con haccp serva un caffè(macchinetta di proprietà della ASD zucchero acquistato dalla ASD polvere di caffè sempre della ASD) e prende i soldi in mano e lo stesso socio volontario prende i soldi in mano per l'integratore che ha precedentemente acquistato la ASD??
La questione è semplice. Un conto è se vende l'Associazione, un altro se vende un privato. Un conto è se l'Associazione vende ai suoi soci, un altro se vende a terzi.
Gli integratori sono venduti da un socio ed il ricavato finesce nelle entrate NON commerciali della ASD..
Chi li acquista gli integratori? Il socio o l'ASD?
capisco, quindi quali documenti mi occorrono per dare ai soci la possibilità di utilizzare integratori alimentari, dietro compenso?
Deve avere una partita iva e fare fattura.
abbia pazienza ho bisogno di una specifica, la p.iva sarà aperta per la ASD oppure dal socio che effettua la vendita degli integratori?
Ma chi li vende questi integratori? L'Asd o un vostro socio? Se li vende un vostro socio, l'Asd che c'entra?
verissimo non c'è più..ma a me due signore, impiegate, segretarie, alla camera di commercio han parlato di REC..comunque se non il REC, per cortesia mi indica cosa occorre per somministrare bevande ed alimenti ai soli soci
Prima di tutto deve essere affiliato ad una EPS. Questi la aiuteranno a presentare la SCIA in modo da avere i documenti necessari. Dovrà poi essere in regola con tutte le norme HACCP.
gentilmente posso avere i link per consultare i post relativi a IVA, IRES e IRAP?
inoltre per quanto riguarda la vendita di integratori alimentari che prima ho menzionato mi dicono dalla camera di commercio che è OBBLIGATORIO il REC, quindi cortesemente domando se:
1. il REC deve averlo tassativamente un socio mebro del consiglio direttivo (presidente, vice-presidente ecc)
2. oppure visto che "l'angolo ristoro" in cui si trova lo scaffale degli integratori è area accessibile SOLO AI SOCI, può quindi un scocio NON MEBRO del C.D. in possesso di REC somministrare integratori alimentari?
No, impari a usare lo strumento di ricerca. Usi o Google con la parola "teamartist" o il sistema di ricerca interno.
1. Se lo faccia mettere per iscritto. Il REC è stato abolito nel 2006... intende il REA?
2. vedi sopra.
capisco, comunque se posso avere una panoramica per quello che riguarda il regime agevolato adottato dalle ASD che possiedano i requisiti necessari per beneficiarne??
Dovrà pagare IVA, IRES e IRAP. Se cerca sul nostro blog troverà i tre post relativi con tutte le indicazioni su come si calcolano.
buonasera, ho letto molto di Lei e sono rimasto colmo di entusiamo nella possibilità di contattarla attravervo questo social network poichè ho bisogno di un aiuto da parte sua; mi permetta di presentarmi sono Riccardo ed assieme ad altri 4 amici e parenti a breve avviereme una ASD affiliata al coni con valori istituzionali di promozione della cultura fisica fitness e sollevamento olimpionico, oltre che essere essere nominato presidente della ASD mi consigliano di aprire anche la partita IVA poichè c'è spazio di inserire all'interno della palestra un reparto di INTEGRATORI ALIMENTARI CHE CONSUMERANNO SOLO I SOCI, DIETRO COMPENSO IN DENARO e sarò anche istruttore dei corsi didattici istituzionali da condividere esclusivamente con altri soci.
1. Di conseguenza un dubbio che ancora non riesco a chiarire riguarda la situazione del "rimborso spese" che l'ASD può rilasciarmi in seguito alla mia prestazione che però non sarebbe OCCASIONALE perchè terrei dei corsi mensili
2. mentre per i ricavi degli integratori come posso comportarmi? Quindi dall'alto della Sua esperienza e professionalità cortesemente desidero sapere come posso procedere?
3. inoltre abbiamo bisogno di finanziamento per investire su macchinari utili per i ns. soci..dove mi consiglia di domandare per ottenere il finanziamento gentilmente?
1. Il fatto che sia occasionale o meno poco importa. Non capisco però: di quanti soldi stiamo parlando in un anno? Questa fonte di reddito sarebbe quella con cui poi si sosterrebbe?
2. Dovrà fiscalizzare le entrate dopodichè entreranno nella cassa della Associazione.
3. http://www.creditosportivo.it/index.html
Intanto ringrazio per la celerità e mi mobilito per distribuire gli inviti alla vs. pagina;
1(A). parliamo di circa 7500 euro al max(domanda, deve essere scritto al momento della costituzione dello statuto la somma che andrò a prendere oppure può essere dimostrata/registrata mese per mese/riunione per riunione questo importo che la ASD rilascia per la prestazione? ,
1(B). NO non è la fonte primaria di reddito però tengo a precisare che sono assunto in un'altra azienda a tempo determinato, quindi cosa succede se non mi rinnovano il contratto e tale fonte di reddito diviene la primaria?
2. gentilmente domando, cosa significa "fiscalizzare le entrate"? mi perdoni per la banalità della domanda ma per questo punto mi occorre una spiegazione più approfondita cortesemente
3. grazie, provvedo a controllare il sito segnalato
Saluti
1a. Mese per mese
1b. Potrebbero essere messi in dubbio i redditi da "dilettante"
2. Che dovrà emettere scontrini fiscali e pagare le tasse.
avevo inoltrato una domanda...ancora non è stata pubblicata
Controlli meglio.
Ringrazio di cuore per la trasparenza nel rispondere, ho già inoltrato gli inviti, un quesito che ancora non ho ben chiaro riguarda il punto 2. si può gentilmente avere un'indicazione di quanto si paga di tasse, contributi e tutto quello che ruota intorno??
Non è così semplice purtroppo e dipende dal regime fiscale che sceglierete. Avete già in mente quale?
il regime fiscale scelto è quello agevolato che spetta alle ASD che rispettino tutti i requisiti necessari per beneficiarne..
Buonasera siamo tre laureate in scienze motorie che vogliamo far nascere un asd volevamo chiedere se:
1. il consiglio direttivo può anche far parte dei tecnici che percepiscono uno stipendio?
2. Nel senso il presidente può essere anche tecnico o c\'è qualche problema?
1. Si ma... legga il post di questa pagina.
2. idem
Gent.mo Sig. Damiano,
mi sento quasi “in dovere” di risponderLe.
Certamente non per fare polemica, ma solo per puntualizzare alcune cose.
La Sua risposta alla mia domanda (“Può il presidente di un’associazione svolgere per la stessa un lavoro retribuito?” – “Sì, ma sarebbe meglio di no”), così come altre risposte che ho letto tra i commenti (ad esempio, “il conflitto di interesse non è illegale ma solo «sgradevole»”) apre il varco ad una considerazione piuttosto importante.
Una considerazione di ordine culturale, più che di natura strettamente tecnico-amministrativa.
Per mia “deformazione” intellettuale (sono laureato in legge, anche se non esercito in tale ambito) sono sempre stato abituato a pensare che laddove la legge non vieta, consente.
Ovverosia, che un dato comportamento sia lecito e legittimo fino a che IL LEGISLATORE non decida di proibirlo e, quindi, di sanzionarlo (penalmente o amministrativamente).
Mi trovo, però, a dover prendere atto che esiste tutta una serie di comportamenti che, benché perfettamente leciti, sono tuttavia “sgraditi” o visti “di cattivo occhio” da taluni organi.
Perché?
Probabilmente, perché viviamo in una perenne cultura del sospetto.
Ancora più probabilmente, perché ci sembra normale sovrapporre (quando non addirittura sostituire) al comportamento illecito un comportamento “immorale”.
Orbene, il diritto non si interessa della moralità delle persone (altrimenti, chissà quanti di noi sarebbero perseguibili!).
Un atto illecito è illecito perché è vietato e sanzionato dalla legge.
E non ha alcuna importanza che esso sia anche immorale o meno.
Viceversa, l’atto lecito (quindi, non espressamente vietato) è e rimane lecito anche se a qualche funzionario pubblico o a qualche giudice “puzza” (non si sa bene di che cosa, poi!).
Mi pare chiaro che, in alcuni casi, queste persone si ridisegnino la legge in base alla loro personalissima visione!
Il punto è che siamo talmente assuefatti a questo modo di pensare che, anche quando facciamo cose che la legge consente, cerchiamo il più possibile di non “turbare” e di non attirarci le antipatie di determinati soggetti che hanno, evidentemente, il potere di crearci dei problemi anche al di là di quel che la legge dice.
Io comprendo bene che il Suo ruolo sia quello di consigliare le persone affinché prendano tutte le precauzioni possibili e non corrano rischi inutili. Ed è giusto e sacrosanto.
Allo stesso tempo, però, mi chiedo se sia giusto cercare in tutti i modi di non “scontentare” certi funzionari pubblici, evitando di compiere anche atti che sarebbero di per sé assolutamente leciti, e non, invece, denunciare apertamente l’operato di quei funzionari (senza fare generalizzazioni) che perseguono azioni assolutamente legittime, accampando delle motivazioni che sembrano molto più morali che giuridiche!
Tutto questo mi sembra un po’ come dire “cerchiamo di non irritare troppo il prepotente di turno, così ci fa il minor danno possibile e ci lascia in pace più velocemente!”.
In alcuni casi, può essere la cosa più furba da fare… ma non mi sembra comunque una gran bella conquista!
Mi auguro che il mio post non venga preso come una critica alla Sua risposta (non lo è affatto) quanto, piuttosto, ad un sistema che non aiuta per niente chi cerca di mettersi in gioco e di fare qualcosa di buono in un paese come il nostro.
La ringrazio davvero per la Sua attenzione e disponibilità e Le auguro buon lavoro.
Cordiali saluti,
Enzo
Buonasera Sig. Damiano. Sono capitato su questo blog quasi per caso, cercando informazioni su associazioni culturali e retribuzione. Ho letto il Suo interessante post e gli interessantissimi commenti. Ma c'è qualcosa che ancora mi sfugge. Lei, nell'articolo in oggetto, scrive che l'associazione non può procedere alla distribuzione degli utili... e su questo non c'è alcun dubbio, dato che è proprio ciò che la contraddistingue da una società.
Ma la retribuzione per uno o più compiti svolti è cosa ben diversa dal riparto degli utili.
Infatti, sempre nell'articolo, lei dice che i soci che lavorano per la propria associazione possono «essere retribuiti per le ore come Istruttori (sportivi, musicali, linguistici, etc.) o come Segretari (se ad esempio si occupano di tenere la contabilità per parecchie ore settimanali)» (punto 2).
Chiaramente, aggiunge che «le entrate dell’Associazione non possono essere utilizzate unicamente per pagare i Soci». E anche questo è comprensibile. Eppure, scorrendo i vari commenti e le Sue risposte, leggo in più punti che un membro del consiglio direttivo, nel momento in cui dovesse svolgere per l'associazione culturale un determinato lavoro ed essere retribuito per questo - anche se emettesse regolare fattura all'associazione, in quanto libero professionista - configurerebbe un'ipotesi di conflitto di interessi (mi riferisco, ad esempio, al commento di Tiziana). A questo punto... mi sfugge qualcosa!
1. Un socio - che sia esso parte o meno del consiglio direttivo - può o non può svolgere un lavoro per l'associazione ed essere retribuito di conseguenza? O, forse, la questione sta proprio nella differenza di cariche e di ruoli istituzionali? Quindi, un semplice socio potrebbe, mentre il presidente o il vicepresidente no?
In attesa di un chiarimento, La saluto cordialmente.
Enzo
1. E' un argomento complesso. La risposta precisa alla sua domanda è SI, ma sarebbe meglio di no e, se si decide di farlo, con grande cautela per evitare il conflitto di interesse.
Buonasera, leggo da molto il Vostro bellissimo blog, ma purtroppo credo che debba continuare la Sua lettura in maniera più approfondita e attenta, complimenti comunque per tutte le info che condividete. Dico purtroppo perchè ho constituito il 1 luglio 2014 una "Associazione culturale e sportiva xxxxx" e ora ho un sacco di dubbi su quello che ho fatto.
1. Non riesco a capire se con l'associazione che ho fatto posso "rimborsare" con una quota mensile 2 istruttori che presenzieranno i corso (con il discorso dei 7500€ annui). Si faranno corsi di karate e difesa personale e una volta al mese lezioni/stage sulla cultura orientale. Quello che non ho realmente capito è se per rimborsare istruttori e maestri di karate devo fare ESPLICITAMENTE una ASD, mi spiego: Il nostro statuto che è un documento unico, è composto da: - atto costitutivo - statuto vero e proprio.
Nell'atto costitutivo (primo foglio) che ha questo titolo: ATTO COSTITUTIVO ASSOCIAZIONE CULTURALE E SPORTIVA XXXXXXXX, poi dentro recita:
Nell'anno 2014, mese di Luglio giorno 01, presente i signori blablablabla, è costituita l'associazione avente la seguente denominazione "XXXXXX". Nello statuto vero e proprio (a partire dalla seconda pagina) c'è il titolo: "Statuto associazione culturale e sportiva dilettantistica non rinosciuta" poi iniziano gli articoli: Art1. Denominazione e sede. E' costituita a Bologna un associazione culturale e sportiva dilettantistica ai sensi degli articoli 36 e seguenti del codice civile denominata: "XXXXXX" insomma, non ho ESPLICITATO ASD, e non sono sicuro quindi se ho le carte in regola per retribuire in maniera legale e defiscalizzata (per gli istruttori) gli istruttori stessi.
Nel CF dell'associazione la natura giuridica è: 12
tipo di attività: 949920 - attività di organizzazioni con fini culturali e ricreativi.
2. Devo ancora capire se con questa cosa che ho posso iscrivermi all'UISP per godere dell RC per gli istruttori e allievi.
1. Potrebbero contestarglielo. Quale denominazione è riportata nel certificato di attribuzione del Codice Fiscale?
2. Direi di si. Non credo vogliano muoverle obiezioni... ha provato a chiedere un loro parere?
Sono un analista indipendente finanziario. Ho un blog dove pubblico i miei segnali di compravendita azionaria ect ect tutto in modalità gratuita... dato il successo che stiamo avendo e le numerose richieste dei lettori, vorrei fondare un'associazione culturale ove far pagare un canone mensile associativo per le notizie che inoltro ai lettori tramite mail e sms. Posso io essendo il fondatore e lavoratore ricevere il compenso per il mio operato? Magari inquadrandomi come dipendente? O avete altre soluzioni ?
Se ho compreso cosa vuol fare, credo non vi siano problemi acciocchè venga assunto e stipendiato da questa futura Associazione.
Leggendo con attenzione tutti i post vorrei porre una domanda. Un'associazione che non richiede i benefici fiscali previsti dal t.u.i.r., perché semplicemente non vende ma offre gratuitamente i propri servizi e si sostenta solo con donazioni liberali, può compensare il lavoro svolto dai soci che fanno parte del consiglio direttivo? Ovvianete non per le funzioni amministrative, ma per la realizzazione di servizi (seminari, corsi e sportelli di ascolto a aiuto gratuiti) che sono, come detto, offerti gratuitamente. Si mantiene un conflitto di interessi che potrebbe essere fuori legge(ribadisco che tutto viene offerto senza alcun costo e che il sostentamento dell'associazione si basa solo ed esclusivamente sulle donazioni che riceve)?
Dipende da cosa dice il vostro Statuto... In ogni caso, il conflitto di interesse non è illegale ma solo "sgradevole": e vi impone una maggior attenzione.
Buongiorno e complimenti per l'interessantissimo blog, fonte inesauribile di informazioni e professionalità. Siamo tre praticanti di arti marziali con una decennale esperienza alle spalle e vorremmo fondare una ASD al fine di divulgare la nostra disciplina. Chiaramente, saremmo gli unici soci che farebbero anche parte del direttivo.
A. Al fine di erogare corsi di arti marziali (non faremmo nient'altro se non questo) dovremmo tesserare i partecipanti all'eps di riferimento in modo da essere a posto senza necessità di associarli.
Nascerebbe però il problema del conflitto di interessi. Saremmo fondatori, membri del direttivo e gli unici istruttori (vorremmo insegnare ciascuno in una palestra comunale diversa).
1. In sostanza non potremmo percepire compenso in nessuna maniera?
Per carità non è questione di volerci guadagnare, nessuno dei tre avrebbe questa come principale attività, ma gli evidenti costi di spostamento e di tempo investito sono da considerare.
2. Come potremmo legalmente sbrogliare questo problema?
Vi ringrazio anticipatamente per il vostro tempo e attendo risposta.
A. Non è così. Quanto tesserate qualcuno ad una EPS, dichiarate che sono vostri soci (cosa diversa invece, in alcune FSN)
1. No, potreste, ma con oculatezza. Come istruttori sportivi dilettanti dovreste fare attenzione ad attribuirvi compensi di mercato (o inferiori), possibilmente uguali per tutti e tre.
2. vedi 1.
A. Capito, grazie della spiegazione. In realtà sin dall'inizio prevedevamo di proporre a tutti di associarsi per vivere appunto la vita dell'asd come gruppo, in linea con lo spirito delle arti marziali. Seguiremo comunque le corrette vie legali (avvalendoci di esperti del settore, quali per esempio il vostro team, laddove l'idea dell'asd vada in porto e voi siate disponibili)
1. Ci mancherebbe altro! L'associazione ha il fine di diffondere la disciplina che ci appassiona, il compenso sarebbe minimo, visto solo come un'ulteriore ricompensa per il lavoro che vorremmo svolgere col massimo dell'impegno.
Grazie ancora della disponibilità e dell'impeccabile lavoro che svolgere.
Salve,
sono vice-presidente di una ASD per cui presterò anche servizio d'opera occasionalmente. Tuttavia, leggendo le vostre opinioni mi sorgono dei dubbi: essendo nel direttivo, posso lavorare all'interno dell'ASD e ricevendo un compenso per le prestazioni da me fatte?
quale tipo di contratto è quello maggiormente idoneo e che posso attuare per rimanere in regola di legge,
grazie
Può, con i dovuti accorgimenti. Il tipo di contratto dipende dalla prestazione, dalla durata e dall'emolumento.
Grazie per la Vostra risposta
Buongiorno, sono il presidente di una ASP che ha come fine istituzionale formare i giovani ad un uso consapevole delle nuove tecnologie.
Oltre a svolgere attività non strutturate di formazione gratuita (lo scorso anno quasi 1000 ore) vorremo anche realizzare progetti formativi a pagamento che solo alcuni soci potrebbero erogare per disponibilità di tempo durante l'orario lavorativo infrasettimanale e per competenze professionali.
1. Questi soci-formatori possono ricevere un corrispettivo a fronte del servizio che svolgono?
2. Se si, tale corrispettivo deve essere a prezzo di mercato o deve essere inferiore?
3. Se per il socio-formatore l'attività per cui riceve un corrispettivo dovesse diventare prevalente in termini di ore rispetto a quella gratuita, la cosa sarebbe ammissibile?
4. Se la cosa non fosse ammissibile, l'associazione si deve rivolgere all'esterno, ai non-soci, per trovare delle professionalità che possano fare formazione?
5. Se utilizzo l'80% dei proventi dei progetti formativi per riconoscere corrispettivi ai soci fondatori e il resto lo uso per sostenere altri costi è ammissibile? Se no quale sarebbe una percentuale ammissibile?
6. Se il socio-formatore è anche il presidente dell'associazione, rispetto al socio-fondatore senza cariche istituzionali, occorre qualche attenzione in più rispetto a quanto detto sopra?
Grazie
Immagino che l'ASP sia APS. Ma siete davvero una APS solo se siete in un registro pubblico...
1. Siete border-line. Potete con moderazione e assoluta oculatezza.
2. Di mercato o inferiore (non superiore).
3. vedi 1.
4. Sarebbe sempre la soluzione migliore nel caso delle no-profit. Ma la legge non ve lo impone.
5. vedi 1.
6. Si, perchè in questo caso il conflitto di interesse è palese.
scusate, ma qui avete scritto diversamente
Elly
16/12/2013 alle 18:39
Salve,
il presidente di un'associazione culturale può prestare una collaborazione occasionale retribuita dall'associazione? (30gg max 5000, tutto secondo legge)
VOI
Dipende dallo statuto. In linea di massima, si anche se...
IN pratica io ho capito che se l associazione è numerosa e non solo famigliare, il direttivo puo prendere soldi. o no?????
E' come scritto nel post: è legale ma attenzione ai conflitti di interesse.
salve, premetto che vi seguo da un po' e il vostro blog è davvero utilissimo per iniziare a fare chiarezza nel mondo associativo, complimenti. Mi restano comunque alcuni dubbi che spero riusciate a risolvere. Abbiamo costituito l'anno scorso un'aps per divulgare la cultura e la cucina vegetariana tramite conferenze, visione di video. Ci hanno anche chiesto di organizzare corsi di cucina o delle cene a tema. So che per quanto riguarda la cucina e la somministrazione di alimenti la faccenda si complica (per questo stavamo pensando di aprire una normale attività).
1. Volevo sapere se era comunque possibile per un'associazione fare corsi o cene in forma domestica o pubblica (nel caso affittando spazi a norma)
2. e nel caso se possono essere rivolti solo ai soci o anche ai non soci.
3. Altra piccola questione, è possibile durante i nostri eventi divulgativi esporre una cassetta per le offerte, e nel caso il derivato (senza avere in questo caso rilasciato delle ricevute) come va inserito nel rendiconto economico?
1. Nel rispetto delle norme urbanistiche ed igienico sanitarie, si.
2. A chi volete. Il problema nasce solo al momento dell'eventuale pagamento.
3. Erogazioni liberali di modesta entità (offerte)
Buongiorno,
vorrei porre un quesito. Sono presidente di una associazione culturale non riconosciuta e senza partita iva che a breve dovrà occuparsi della produzione di un film documentario.
Nella vita io svolgo il lavoro di regista e ho una società di produzioni cinematografiche. Vorrei sapere se l'Associazione per la produzione di questo film può pagare me come regista (magari con un contratto a progetto) e la mia società per il noleggio delle attrezzature. Grazie
Lei tendenzialmente è preferibile di no (è possibile ma il conflitto di interessi è palese). La società per il noleggio della attrezzatura (anche se è sua) decisamente si.
Buongiorno insisto su questo tema perché mi preme capirne i rischi.
Lei ha risposto che l'organo direttivo risponde con i propri beni personali:(parliamo di associazioni non riconosciute)
1) è possibile avere un esempio in cui si potrebbe incappare in questo problema e rischiare i propri beni personali?
Come detto sopra l'unica attività a pagamento sarebbe il servizio di post scuola, tutto il resto sarebbe completamente gratuito.
2) secondo la sua esperienza è una cosa che capita raramente?
Grazie
1. In caso di sanzioni fiscali o di danni causati senza copertura assicurativa adeguata
2. Si, ma può capitare appunto.
1. Ci consiglia di toglierci dal direttivo per il discorso "conflitto di interessi"?
2. e se si nei primi anni se ci viene fatto un controllo potremmo avere dei problemi?
3. E' vero che l'organo direttivo risponde con i propri beni personali?
4. c'e' un modo per evitare questo?
5. tipo scrittura privata in cui i soci lavoratori scrivono che in assenza di denaro rinunciano al compenso?
6. l'associazione deve essere di tipo sociale o possiamo farla anche sportiva non dilettantistica?
1. Si
2. Si, anche se non accade spesso.
3. Si
4. Diventare una associazione riconosciuta.
5. No
6. Di sicuro non sportiva!
Buongiorno, io e altre due amiche vorremmo aprire un'associazione per fare questo:
- per svolgere un lavoro su compenso (esempio attività di post scuola)
- per svolgere attività di volontariato (esempio presso associazioni di volontariato o comunità minorili)
- per organizzare attività gratuite per bambini o anziani (esempio corso di inglese, corso di yoga). Il professionista sarebbe pagato dall'associazione attraverso le quote associative o beneficenza. Vorremmo però essere nell'organo direttivo.
1. E' fattibile un'associazione?
Ovviamente ci occuperemo anche della parte amministrativa come dei rapporti con enti pubblici o privati tutto gratuitamente.
Si. Consiglio però che dopo un primo periodo (1-2 anni) usciate dal Direttivo.
Buongiorno, sono presidente di una asd e al momento unico istruttore.
1. vorrei sapere se è corretto prevedere ad inizio anno con delibera del consiglio direttivo un compenso fisso per lezione (e non per ora), che sarà vincolante anche per eventuali altri istruttori, oppure è necessaria una lettera di incarico ad hoc?
2. Inoltre vorrei ricevere i compensi a fine anno in modo che, se in cassa non vi sarà rimasto molto (abbiamo spese di affitto locali, acquisto attrezzature, iscrizione a gare..), farò uno scritto in cui dichiaro di ricevere solo una parte di quanto mi spetterebbe ma considero estinto il debito.
Grazie e cordiali saluti.
1. E' possibile stabilire il compenso in questo modo. Ma la lettera di incarico andrebbe fatta comunque.
2. Si può fare.
Buongiorno,
1. nella situazione in cui il presidente sia anche l'unica persona in grado di tenere i corsi, può essere destinatario di compensi relativamente a tali prestazioni?
2. come e in che misura si può capire se c'è conflitto di interesse e se è contestabile?
3. Per es. c'è una cifra o percentuale da non superare?
Nello Statuto per ora è solo scritto che l'associazione (asd con solo codice fiscale) è caratterizzata "dalla democraticità della struttura, dall’elettività e gratuità delle cariche associative, delle prestazioni fornite dagli Associati e dall’obbligatorietà di redazione del rendiconto economico-finanziario annuale; si deve avvalere prevalentemente di prestazione volontarie, personali e gratuite dei propri aderenti e non può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo se non per assicurare il regolare funzionamento delle strutture o qualificare e specializzare le sue attività".
4. E' invece meglio specificare la possibilità che i soci ricevano compensi per prestazioni da loro effettuate (appunto, come istruttori, fondamentalmente) o tale possibilità è sottintesa nelle norme generali dell'associazionismo sportivo e non è in conflitto con l'articolo dello Statuto da me riportato?
5. Nel caso sia meglio modificare lo Statuto con tale aggiunta, c'è una dicitura specifica che sia a norma di legge?
1. si
2. in questo c'è sempre ed è sempre contestabile.
3. no, è indipendente. In ogni caso la retribuzione dovrebbe essere almeno inferiore a quella di mercato.
4. è già contemplato dalle norme generali
5. no
Buongiorno, ho provato a leggere molte delle notizie all'interno del blog (peraltro utili e spesso necessarie per sciogliere molti dubbi, meglio degli svariati ebook sulla quale ho sprecato i miei soldi ed il mio tempo, troppo spesso) ma non ho trovato quello che mi serviva per sciogliere il mio dubbio: sono presidente di una socioculturale che si occupa di organizzazione eventi per conto proprio o in collaborazione con altre associazioni o comitati; sono ovviamente membro del direttivo e quindi praticamente "vittima" di queste regole farlocche riguardo l' utilizzare mie risorse (tempo e soldi) senza avere diritto a essere ricompensato per il mio lavoro (spesso stancante e prolungato nel tempo). La mia domanda è: esattamente come i soci che collaborano per la buona riuscita di ogni manifestazione anche io dovrei avere diritto di essere ripagato (in maniera consona al tempo ed alle risorse spese, non fraintendetemi) per il lavoro che svolgo giornalmente! Per chiarezza, siamo un associazione con partita iva e lavoriamo molto anche grazie a sponsor di aziende territoriali.
Come fa un dirigente come me, che coordina la maggior parte delle attività, gestisce la contabilità e prende tutte le responsabilità ad essere ripagato per il lavoro svolto senza essere soggetto a conflitto di interessi?
Semplice, non può. Il conflitto di interesse permarrà sempre. Ciò non toglie che possa comunque essere compensato...
buongiorno Damiano, complimenti per le informazioni sempre precise e puntuali,ripeto qui la domanda postata in un altro thread in quanto questo mi pare più opportuno: la mia domanda è la seguente:
1. l'associazione culturale può ricevere prestazioni professionali retribuite (fattura) da parte di soci fondatori non facenti parte del consiglio direttivo?
2. l'esempio è questo: siamo una associaz culturale attiva nel campo del teatro, tra i soci fondatori ci sono grafici e professionisti esperti di comunicazione web etc etc. posso far fare il sito web ad uno dei soci fondatori?
3. lo retribuicsco a fronte fattura di importo inferiore ai valori di mercato. è possibile?
1. Si (salvo lo statuto non dica qualcosa in merito)
2. Si
3. Si
Salve, sono vice presidente di un'associazione non profit con p.iva e CF rifaccio la mia domanda:
1)Per un lavoro occasionale che fa i soci di un'associazione non profit come indicato sopra ,alcuni soci possono lavorare come volontari per aiutare l associazione per realizzare le suo attività culturali?(Cioè non ricevere compensi) e altri si.
Devo pagare le ritenute d'account (20%)su quello che dovrebbero ricevere i volontari?
Comunque devo versare l'IVA sulla fattura emessa.
Grazie.
Mi sembra stia facendo un gran casino.
1. In linea di massima si (ma dipende anche da cosa dice lo statuto e dal tipo di prestazione: se le prestazioni fornite fossero le stesse tra volontari e non, non si potrebbe). Ma di che tipo di "lavoro" stiamo parlando?
2. Dipende. Non è mica detto che si debba pagare con ritenuta d'acconto. Di che cifre stiamo parlando?
3. Quale fattura emessa? Per cosa e a chi?
per nostri convincimenti etici ecc. crediamo nell'associazinismo e preferiremmo non diventare SSD. Pensavamo a queste soluzioni, ma abbiamo qualche timore.
1) Io aprirei Partita IVA (e se l'Agenzia me la passasse, magari dei minimi. Altrimenti P.IVA Normale.)
2) Mia moglie diventerebbe a mio carico e potrebbe continuare a fare istruttrice con i benefici ASD?
3) resta il nodo conflitto interessi, che tuttavia nessun socio solleverebbe mai. Potremmo ammorbidirlo sottoponendo ogni decisione che ci riguarda all'assemblea sovrana?
Tutti i soci ci amano (e vorrei vedere altrimenti) e nelle assemblee verbalizzano la loro volontà di rinnovarci nelle cariche (lo statuto lo consente), nonchè di non voler rinunciare ai nostri corsi.
1. ok
2. direi di si
3. meglio
Sono da alcuni anni presidente di un'ASD che si occupa di formazione/didattica con corsi istituzionali per i soci e in regime di convenzione per scuole publiche. Mi sento depresso e in un labirinto senza uscita perchè...
Mi occupo gratuitamente su base quotidiana di iscrizioni, ricevute, tesseramenti, organizzazione corsi, fatturazione, risposte al telefono, email,in pratica tutto l'immane aspetto burocratico.
Tengo (a pagamento) corsi per i soci, percependo compensi sportivi dilett. ovviamente pari a quelli di ogni altro nostro istruttore.
Tuttavia, scopro che essendo il mio unico reddito non "potrei"più essere considerato dilettante (anche se non trovo da nessuna parte una normativa di legge specifica al riguardo). Potrei essere pagato (so per certo che si può) per la mia carica, ma tutti (voi compresi) lo sconsigliano perchè non è prudente. Avrei come alternative solo Partita IVA o assunzione. PERO', essendo presidente non posso auto-assumermi per evitare conflitto di interesse
1) Potrei forse far sottoporre la proposta di assunzione avanzata dal CD -astenendomi personalmente dal voto- all'assemblea dei soci sovrana?
Anche la partita IVA sembra preclusa in quanto l'ASD sarebbe la mia unica committente (accusa di falsa partita IVA?) e comunque avrei ugualmente il problema del conflitto. Lavoro come uno schiavo dalla mattina alla sera e non so come essere pagato senza rischiare... Però, in caso di infrazioni dell'ASD sono io a dover pagare di tasca. In base a tutto questo nessun socio (e li capisco) è disposto a rilevare la mia carica, che per fortuna secondo statuto è perlomeno rinnovabile. Mia moglie (a sua volta socia e istruttrice) sarebbe disposta a sacrificarsi, ma il conflitto glielo impedisce. Siamo in un cul-de-sac
2) Ci sono alternative, oltre alla chiusura... o al suicidio bruciandoci entrambi davanti alla sede locale dell'AdE?
(Naturalmente scherzo, non temete per la nostra vita... ma vi prego indicateci una via d'uscita. 🙂
In queste condizioni non ha senso lavorare come ASD. Siete uno dei rarissimi casi in cui consiglio di diventare una SSD rl.
In quel modo non esiste il conflitto di interesse e potete assumervi.
Salve, sono vice presidente di un'associazione non profit con p.iva e CF. Vorrei sapere:
1) Se un socio doveva ricevere per esempio 100 euro di compenso per un lavoro occasionale svolto come tutti i soci, per sostenere l'associazione riceve 30 euro; e dà 70 euro per sostegno l'associazione fondi di gestione per realizzare iniziative dell'associazione, come mi devo tutelare di fronte a questo?
2) Quanto dovrò pagare come ritenute d'acconto? Dovrò pagare ritenute sulle 100 euro oppure sulle 30 euro?
3) Se una parte di soci decidono di dare i 30% del loro compenso all'associazione per le attività o decidono di lavorare volontariamente devo far firmare una dichiarazione a ogni socio o devo includere questo nel verbale?
Grazie.
Purtroppo non ho capito nulla della domanda. Può provare a ri-formularla?
Salve sto costituendo un'associazione culturale per la promozione della comunicazione digitale. Siamo 4 soci: io presidente, 2 amici e mia moglie. L'attività principale sarà l'istituzione di corsi di formazione, posso avere delle delucidazioni in merito?
1 I docenti dei corsi saremo noi 4 fondatori. Possiamo percepire un compenso/rimborso derivante da una parte del costo che i corsisti pagheranno per la partecipazione?
2 se Sì come bisogna regolamentare la cosa? lettera di incarico, ricevuta, ritenuta d'acconto?
3 Fare un distinguo tra soci fondatori e soci ordinari mette a rischio la democrazia interna dell'associazione? Cioè tutti hanno diritto di voto ma solo i fondatori/cons. direttivo possono essere eletti?
1. Si.
2. Dipende dalle modalità e dagli importi annui. Sotto i 2000 euro suggerisco i voucher.
3. Esattamente. Quello che propone NON si può fare.
Salve, sto redigendo lo statuto per un'ass. culturale per la promozione della comunicazione digitale. Siamo 4 i soci fondatori: io il presidente, due amici, e mia moglie. La nostra mission principale sarà quella di fare corsi di formazione. Ho delle domande in merito:
1) i docenti saremo, inizialmente, noi 4 soci fondatori. Possiamo percepire un compenso, derivante dal costo del corso?
2) Se la risp è Sì in che modo bisogna regoalamentarlo? ricevute, fatture, lettere di incarico?
3) Si deve specificare nello statuto che pur non essendo a fini di lucro l'associazione, i corsi e le attività avranno un costo di partecipazione? e che il denaro potrà essere usato per compensi ai docenti dei corsi?
4) Per garantire una democrazia totale all'interno dell'ass.ne non ci devono essere distinzioni tra soci fondatori e soci ordinari? cioè tutti hanno diritto di voto e possono essere eletti nel direttivo? grazie
Uno Statuto fai-da-te è un azzardo pericolosissimo. Meglio che chieda a noi di rivederlo: http://www.teamartist.com/consulenza/
Detto questo:
1. Legga questo nostro post.
2. Legga questo nostro post
3. No, sono elementi già normati dalla legge.
4. Esattamente
Salve, sono un dirigente di una ASD di pallavolo. Volevo esporvi il mio caso. Un gruppo di Atleti facenti parte di un'altra asd si sono voluti staccare e crearne una propria. Per farlo 2 dei suddetti hanno assunto la responsabilità e la carica di presidente e vicepresidente e contemporaneamente sono anche giocatori.
Rispetto al vostro articolo, è possibile che il presidente e il vicepresidente percepiscano un compenso, rimborso, etc, sempre entro i 7500?
Grazie mille
Si-
Salve. Asd Arti Marziali.
Sono consigliere dell'associazione. Il mio status attuale è "disoccupato" ma al contempo usufruisco di un assegno per borsa di ricerca di
700 eu/mese (elargita da una provincia) per attività svolta presso azienda privata. posso ottenere un rimborso forfettario di circa 100/150 mensili per la mia attività di istruttore?
A naso direi di si. Un assegnista non è propriamente un disoccupato.
14/01/2014 alle 18:51
TEAMARTIST
Si faccia assumere...
1) Ma potrei essere assunto e retribuito anche se ogni mese faccio orari differenti?
2) Sarebbe più conveniente (per me e/o per l'ASD) se aprissi partita IVA, o i costi sarebbero gli stessi?
1. Si
2. Per lei meno, per l'ASD di più.
grazie per le risposte e mi scusi per averle inoltrato il messaggio del mio collaboratore senza le dovute modifiche:
1) siamo un'APS ma con la vecchia gestione non so se hanno provveduto a riconoscere l'associazione a livello regionale o nazionale. Probabilmente siamo riconosciuti, è possibile? o si deve per forza essere riconosciuti?
2)i corsi (si parla di corsi di lingue, corsi musicali , corsi improntati sul culturale) verranno messi a verbale con la relativa spesa del preposto a fare le lezioni e quanto costeranno agli associati parteciparvi. E' corretto come iter?
3) a chi partecipa ho pensato di utilizzare le ricevute non fiscali (quelle in duplice copia). la matrice rimane a noi e verrà magari messa a verbale.
4) per pagare chi è preposto alle lezioni ( e non so se è in possesso di partita iva) che possiamo fare? vorrei evitare "forme" che poi comportano altri adempimenti (tipo il 770), mi piacerebbe sapere (se possibile) se esiste un modo molto semplice e sbrigativo che non comporti poi problematiche successive.
grazie per le risposte.
1. Se non siete riconosciuti, NON siete una APS. Se siete riconosciuti vi sconsiglio di retribuire dei soci come istruttori.
2. Direi di si.
3. Come preferisce. Il mio parere lo trova nel post che le ho suggerito di leggere nella risposta precedente
4. Un modo legale veloce e sbrigativo no. L'unico modo che non prevede il modello 770 sono i voucher. Legga questo nostro post.
Spett.le TeamArtist, Faccio parte di una APS e si è pensato di iniziare dal prossimo mese a fare dei corsi all'interno dell'associazione. Le informazioni che trovo sul Vs. Blog sono sempre molto utili e costituiscono una fonte di spunti quotidiana per poter non incorrere in sanzioni. Qui di seguito Vi inoltrerò delle domande e spero di poter avere delucidazioni ai miei dubbi:
1) Mi potete confermare che per qualsiasi corso fatto all'interno dell'associazione si debba essere soci? (sia l'istruttore che i partecipanti).
2) i corsi verranno messi a verbale con la relativa spesa sia dei partecipanti che per l'istruttore.
3) ai partecipanti verrà data una ricevuta non fiscale in doppia copia.
4) lettera di incarico deliberata in direttivo e messa ai verbali.
5) in che modo possiamo remunerare gli istruttori?
6) si può utilizzare il rimborso forfettario?
7) (ho visto i fac simile che consigliate ma si fa riferimento a spese di benzina ecc ecc e non mi sembrano molto approipriati). Potremmo usare un semplice foglio A4 con una qualche indicazione?
8) per i soci che parteciperanno ai corsi esiste la ricevuta non fiscale che si trova anche alla buffetti e per i compensi agli istruttori?
9) va poi fatto il 770 a fine anno?
1. Per gli istruttori non è obbligatorio, anzi nel vostro caso potrebbe essere sconsigliato. Voi siete una APS riconosciuta? (cioè all'interno dell'albo nazionale o regionale?)
2. I partecipanti sono una spesa? Non sono una entrata?
3. Date due copie della ricevuta ai partecipanti? Di che importi stiamo parlando?
4. Bene
5. In quelli previsti dalla legge. Legga questo nostro post.
6. Si tratta di un compenso. veda 5.
7. Confonde i rimborsi forfettari con quelli a piè di lista.
8. per le ricevute ai soci legga questo nostro post. Per gli istruttori... sono loro a dover fare la ricevuta a voi (visto che siete voi a pagare loro!).
9. Se dati compensi (tranne i voucher) a qualsiasi titolo, si.
circa 22.000 / 25.000 euro io
ca. 7.500 mia moglie (istruttrice nella stessa ASD)
fonte di reddito unica per entrambi
Qual è la soluzione migliore?
Mille grazie!!
Beh, di sicuro non potete accedere alle agevolazioni per lo sport dilettantistico. Perchè per voi è una professione.
O aprite una partita iva o vi fate assumere.
... si faccia assumere.
1) Sono possibili altre soluzioni? E se sì, quali?
2) Tipo aprire una partita IVA?
3) Compensi per contabilità ecc.
Grazie.
1. Tutte quelle previste dalla legge.
2. Si
3. E' possibile. Ma il punto è: a quanto dovrebbe ammontare il compenso totale annuo? Sarebbe la sua primaria fonte di reddito?
In questo caso voi soci potete... essere retribuiti per le vostre ore come Istruttori ... o come Segretari (se ad esempio vi occupate di tenere la contabilità per parecchie ore settimanali.
Tra l'impegno come socio istruttore + attività di segreteria non professionale (tesseramenti, iscrizioni ecc.) lavoro per l'ASD più o meno 800 ore l'anno.
1) Secondo voi come posso essere retribuito?
Si faccia assumere.
Ma per difendersi bisogna spendere...
1) Anche se alla fine si vince?
Prometto che con questo messaggio chiuderò comunque la questione per non diventare troppo petulante, cosa di cui mi scuso sinceramente fin d'ora. Purtroppo non conosco bene come vanno le cose in questo Paese.
Di solito si, anche se vince. Il rimborso è infatti calcolato con parametri... minimi!
1) Ma se faccio leggere all'ispettore le due normative... la sua autorità può prevaricare le leggi?
2) È lui che ha il diritto di decidere in ultima analisi sull'applicazione della legge, o esiste un potere superiore a cui appellarsi in casi di palese disapplicazione di una norma?
1. le leggi non si prevaricano, si interpretano.
2. ci sono i giudici delle commissioni tributarie provinciali e regionali e poi i giudici di Cassazione. Ma per difendersi bisogna spendere...
Mi scuso in anticipo se non capisco... ma vorrei approfondire meglio questa questione.
Dove stanno il rischio e il pericolo se una risoluzione e un Decreto Lgs si esprimono molto chiaramente al riguardo?
Forse il compenso dovrà anche essere approvato dall'assemblea sovrana, ma una volta superato questo ostacolo...
Che un ispettore può accusarvi di indebita ripartizione di utili motivando il palese conflitto di interessi (il datore di lavoro e il lavoratore concidono: egli si è autoassunto, si paga lo stipendio e valuta il proprio operato).
Tuttavia, secondo la risoluzione dell'AE 9E del 25/01/2007 "... le associazioni/società POSSONO erogare compensi al socio-amministratore in relazione alla carica sociale ricoperta, purché entro il limite previsto dal D.P.R. n. 645/1994"
e per l’art. 10, comma 6, del D. Lgs. n. 460 1997 "...anche per le ASD si considera distribuzione indiretta la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal D.P.R. 10 ottobre 1994, n. 645, e dal D.L. 21 giugno 1995, n. 239 per il presidente del collegio sindacale delle SPA"
A suo rischio e pericolo...
Come possiamo "retribuire" i membri del consiglio direttivo, in modo compliance con la normativa?
Non si può. Leggete questo post all'inizio della pagina.
Il socio ha una attività di ristorazione, quindi vorrebbe dare un contributo " non erogazione liberale" e quindi penso che sia azienda in questo caso. Cosa cambia se lo fa come persona fisica??? Grazie
Si, si devono pagare le tasse sulla sponsorizzazione. L'Associazione deve avere partita iva, emettere fattura e poi pagare iva, ires, irap...
1) Investimenti azionari (con rendite tra l'altro di una certa consistenza) possono essere considerati come una fonte primaria di reddito e consentirmi di percepire compensi sportivi dilettantistici?
In fondo, viste le tasse che ci pago, anche lo stato la considera come una vera e propria occupazione.
Non lo so. E' la prima volta che mi capita un caso simile... Direi di no.
premetto che sono vice presidente di una asd di cui mio marito è tecnico titolare.
1. Vorrei sapere se la carica di presidente è incompatibile con quella di tecnico-istruttore e se lo stesso puo percepire rimborsi regolarmente documentati.
2. Ultima curiosità... se un socio tesserato vuole sponsorizzare una manifestazione di carattere dilettantistico... l'asd deve pagare le tasse?
1. Legga questo post al riguardo.
2. Come persona fisica o come azienda?
"... anche se personalmente lo ritengo assurdo..."
1) assurdo che non lo siano?
Mi scusi ma non ho ben capito la sua risposta...
Esattamente. Se fai l'istruttore per una ASD vuoi non esserne socio?
1) Posto che per un impegno di piccola segreteria non professionale per una ASD (preparaz. tessere, compilaz. riceute ecc.) è possibile essere retribuiti con le stesse agevolazioni fiscali dei compensi sportivi (7500 € ecc.), i percettori di questi "compensi" devono necessariamente essere soci dell'ASD in questione?
2) che accadrebbe in caso di verifica se non lo fossero?
3) anche gli istruttori di una ASD devono essere suoi soci?
1. No.
2. Nulla
3. Non obbligatoriamente (anche se personalmente lo ritengo assurdo).
Buonasera sono il presidente di un' A.S.D. volevo domandarle se c'è la possibilità ed il modo di prendere un compenso per la gestione della mia associazione.
Salve, legga il post di questa pagina.
Buongiorno, sono un insegnante di ballo e vorrei fare lezioni private. Come mi devo comportare a livello contributivo? E' un' attività, che sicuramente non mi fa guadagnare più di 5.000 euro l'anno. Voucher? Prestazione occasionale? Devo solo denunciare i redditi?
Voucher.
1) Perdonatemi. Potete citare la normativa secondo cui il presidente (o membri del CD) non possono ricevere compensi per la loro carica?
Noi abbiamo trovato una risoluzione dell'AE 9 e del 25/01/2007 che precisa che le associazioni/società possono erogare compensi al socio-amministratore in relazione alla carica sociale ricoperta, purché entro il limite previsto dal D.P.R. n. 645/1994
e ancora... l’art. 10, comma 6, del D. Lgs. n. 460 del 1997 spiega che (anche per le ASD) si considera distribuzione indiretta la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal D.P.R. 10 ottobre 1994, n. 645, e dal D.L. 21 giugno 1995, n. 239 per il presidente del collegio sindacale delle SPA.
2) A oggi il compenso massimo è fissato in Euro 41.316,55. Non penso che qualche ASD sia economicamente in grado di raggiungere quella cifra, ma da qui a gratis ce ne passa. D'accordo le interpretazioni restrittive, ma nei rarissimi casi in cui le norme lasciano un po' di respiro, perchè ignorarle?
1. Lettera a dell'articolo 148 comma 8 del TUIR
2. I nostri consigli vanno nella direzione della massima tutela delle Associazioni. Nulla vi vieta di operare diversamente... a vostro rischio e pericolo! Uomo avvisato...
Data la vostra esperienza al riguardo, seguiremo sicuramente il vostro consiglio, ma permettetemi di osservare che, se per sentirmi tutelato devo ignorare persino le rarissime interpretazioni favorevoli dell'AdE, allora qualsiasi ispettore "impazzito" mi può creare dei problemi e non ho più nessuna possibilità di appellarmi alle regole scritte, visto che persino voi in buona sostanza mi suggerite di fingere che non esistano. Quanto alla lettera a del 148, forse avevo capito erroneamente che la risoluzione dell'AdE esponesse "proprio" la sua intepretazione dello stesso... Sono molto amaraggiato.
Le dico soltanto che nell'ultimo verbale che ho letto hanno contestato come ripartizione di utili il non aver indicato nel REFA come avrebbero utilizzato l'avanzo di 2.000 euro..
Salve, e grazie per il servizio che offrite. Sono il presidente di una ASD, e mio figlio, che fa parte del consiglio direttivo, ha l'incarico di insegnante in seno a detta associazione. Preciso che l'insegnamento viene da lui prestato a titolo gratuito, ma che percepisce un rimborso spese chilometrico forfettario per recarsi ove si svologono i corsi (in un diverso comune), pari ad euro 120,00 mensili. C'è conflitto di interesse o no?
Il rimborso spese forfettario è sempre e comunque un compenso. Fate il modello 770?
Il conflitto di interesse passa in secondo piano...e direi cmq che c'è ma è molto limitato.
Salve,
Tra breve metterò in piedi una Onlus per l'Africa. Il mio quesito riguarda la mia posizione, ifatti io entrerò nel consiglio di amministrazione della onlus insieme ad un altro amico,e fino qui nessun problema. Ora però io sono proprietario di una società che si occupa di mediazioni per l'acquisto di beni e quindi traggo guadagno dal copra e vendi, grazie alla mia società sono riuscito a trovare oggetti ,che la mia onlus vuole portare in africa, ad un prezzo inferiore a quello di mercato. L'inghippo arriva ora, infatti nessuna società lavora senza ricevere guadagni, posso io(proprietario della società di mediazione) vendere alla mia onlus a 12 oggetti che io pago 10 ma che sul mercato valgono 25 ?
Grazie mille
Meglio di no. Non entri nel direttivo se vuole farlo.
Grazie per le risposte, immaginavo già quanto mi avreste detto dopo aver letto le molte e tante altre testimonianze, domande e risposte da voi date..Preciso che non mi sarei potuta permettere tali costi, la mia era solo una di quelle idee dettate dalla voglia di fare, e di provare..avrei dovuto cercare qlc che facesse il passo com me, ma escludo certamente questo posto e le persone che lo gestiscono! L'illegalità non è sicuramente parte di me..e il rischio non vale i risparmi di tutta una vita! Proverò ad informarmi su come aprire un'attività, certo lo Stato non aiuta e non incentiva la voglia di provare.. con le sue complicate leggi si ha sempre paura di sbagliare, spesso sono equivoche e piene di cavilli..e con l'attuale situazione economica non ci si possono davvero permettere errori!
Grazie e buon lavoro!
Salve,
sono la Presidente di un'associazione non riconosciuta.
Il mio lavoro, nella vita di tutti i giorni, è quello di commercialista e tengo la contabilità dell'Associazione.
Potrebbero sorgere problemi se a fine anno percepisco dei compensi non in qualità di presidente dell'associazione (questo lo faccio gratuitamente), ma in qualità di commercialista/consulente contabile dell'associazione?
Ni. E' legittimo ma sconsigliato per il conflitto di interessi che si genera.
1) Visto che è legittimo come potrebbe un ispettore fiscale accusarmi di conflitto di interesse? Cioè senza avvalersi di una norma specifica?
2)E anche se lo facesse quali sarebbero le conseguenze?
Grazie
1. Le ispezioni fiscali sono sia sulla natura formale ma anche su quella sostanziale. Se decide che siete una finta no-profit, pur avendo tutto a posto sul piano formale, comunque vi contesterà.
2. Contestare l'evasione fiscale su tutte le vostre entrate.
Anche se le nostre entrate fossero costituite esclusivamente da donazioni?
Certamente.
Buon giorno, non sono ancora socia di un Asd, ma dette alcune cose farò le mie domande..
Nella nostra città ha aperto un parco giochi al chiuso con la dicitura Asd nella denominazione sociale, in quanto giocando, salendo e scendendo dai giochi i bambini fanno attività motoria. L'ingresso nell'associazione viene fatto dopo tesseramento (cifra minima di 5€ per i bambini e 1€ per i genitori), in alcuni giorni i soci possono accedere ai giochi pagando una cifra giornaliera per bambino, negli altri giorni della settimana l'associazione mette a dispozione il luogo per effettuare compleanni per i soci alla cifra di 150€. Inoltre si effettuano attività di vario genere, sempre dietro compenso, tipo cinema, corsi di cucina e baby-parking. Dopo 5 mesi di intensa attività e avendo già prenotati compleanni da qui al prossimo autunno, l'attuale presidente socio fondatore decide di vendere, non il locale, ma l'associazione alla cifra di 150.000€..giustificando tale somma, per il successo dimostrabile della stessa. Essendo interessata, ma non conoscendo nulla delle associazioni (fino a quando ieri ho letto quasi tutto il vostro blog) mi domando..
1 E' legale vendere e di conseguenza acquistare un associazione a scopo non lucrativo ad una cifra del genere?
2 Subentrando io all'attuale presidente, e da quanto letto non potendo ricevere utili, non posso recuperare in alcun modo la cifra richiesta?
3 E' legale quanto finora fatto dagli attuali direttivi dell'associazione?
Dopo aver letto quanto da voi scritto, mi sembra più una societa a scopo di lucro e quindi non in regola con quanto concerne le Asd..io non voglio fare cose illegali, ma mi sarebbe piaciuto comprare "un'attività" del genere..cosa dovrei fare per renderla a norma di legge? La condurrei a livello familiare..so che Vi occupate solo di Asd quindi se non risponderete a questa ultima domanda capirò.
Grazie in anticipo
1. ASSOLUTAMENTE NO. La invito ad informare la magistratura.
2. Legalmente, no. Non può nemmeno pagare una cifra del genere. A meno che abbia delle valigette piene di denaro in nero!
3. ASSOLUTAMENTE NO. Il reato minimo che è stato compiuto è quello di evasione fiscale.
Questa attività va fatta attraverso una SRL che paga le tasse... non attraverso una finta ASD defiscalizzata!!!
Buonasera, io sono il presidente di un’Associazione culturale e avrei il seguente dubbio:
dal 2014 inizieremo una campagna di diffusione e divulgazione delle nostre attività istituzionali. Avvieremo incontri in cui illustreremo le nostre iniziative e cercheremo di invitare la gente a divenire sostenitrice della nostra associazione donandoci delle erogazioni liberali per il perseguimento degli scopi statutari.
Quest'attività di divulgazione verrà svolta da alcuni promotori che sono dei professionisti NON soci ed esterni all'associazione. A loro l'associazione riconosce -dietro presentazione di regolare fattura- delle provvigioni sulle elargizioni liberali che sono riusciti a raccogliere, con cadenza mensile.
Fin qui non ho alcun dubbio e la cosa mi sembra abbastanza lineare. Il problema che ho io è il seguente: Io mi occuperò del lavoro maggiore, ovvero reclutare, formare, assistere, coordinare e gestire i promotori sparsi per l'Italia, una sorta di team manager di tutti i promotori. Si tratta di un compito faticoso che deve essere retribuito. Anche questo, per correttezza, avviene in forma provvigionale sulla base delle elargizioni procurate mensilmente dalla "rete" di promotori.
Come potrò ricevere io questi soldi essendo il presidente dell'associazione senza cadere nel divieto di distribuzione degli utili? Che sia chiaro, io non intendo evadere il fisco, io sono disposto a fatturare (e quindi pagare le tasse) all'associazione la mia prestazione. Le chiedo solo se questo sia possibile e se in caso di eventuale accertamento ciò non mi venga contestato.
In fondo la mia azione, come quella dei promotori è finalizzata ad apportare benefici all'associazione. Senza la nostra opera l'associazione non riuscirebbe a raccogliere le elargizioni funzionali al perseguimento dei propri scopi statutari.
Inoltre ho letto in internet che esistono dei limiti quantitativi alla retribuzione degli amministratori. A tal proposito, anche per aiutarla nell'elaborazione della risposta da darmi le indico le percentuali provvigionali di cui parliamo. Consideri che le elargizioni liberali della gente (unica fonte di sostentamento dell'associazione) sono così ripartite:
Il 50% per il perseguimento degli scopi statutari
Il 10% per il sostentamento dei costi associativi (utenze, spese, sede, ecc....)
Il 15% per le provvigioni dei promotori
Il 25% per il reclutamento, formazione, gestione dei promotori (le provvigioni che spetterebbero a me)
Secondo Lei qual'è il modo ottimale per impostare il tutto?
In attesa di un Suo gradito riscontro e speranzoso di intraprendere una lunga collaborazione, La saluto cordialmente.
Non può retribuirsi a "cottimo". Deve stabilire a priori un compenso (che sia di mercato e non faraonico), meglio se approvato dal consiglio direttivo, e lei non dovrebbe essere nè il Presidente nè nel consiglio stesso.
Magari bisognerebbe usarle per perseguire "lo scopo" dell'associazione non credi !?! ...o non ne avete uno al di fuori della ripartizione!
Buonasera, volevo sapere se un socio fondatore nonchè Presidente di una ASD, in questo caso Palestra, poteva essere anche istruttore della palestra stessa e ricevere il compenso (in qualità di istruttore) non imponibile al di sotto dei 7500 euro...grazie
Può... ma attenzione al conflitto di interessi. E' bene che il compenso sia in linea col mercato e non superiore a quello degli altri istruttori.
Grazie, anche se però poi devono essere versati i contributi all'Enpals, 33%
E chi lo dice?
Circolare Enpals n. 13/2006
Rientrano nell'esenzione da contribuzione previdenziale solo gli sportivi dilettanti che non svolgono tale attività nell'esercizio di arte e professione.
Secondo l'Enpals si configurano i presupposti per accedere alla nozione giuridica di reddito professionale laddove lo svolgimento dell'attività inplichi il possesso di specifiche conoscenze tecnico- giuridiche connesse all'attività svolta. (in questo caso diploma di istruttore)
I requisiti di professionalità individuati dall'Enpals sono:
1) l'attività deve avere caratteristiche di abiltualità Attività caratterizzata da ripetitività, regolarità, stabilità e sistematicità di comportamenti)
2) La misura delle somme complessivamente percepite non deve superare la tax area dei professionisti, ossia 4.500.
Da ciò deduco che se un istruttore (non dotato di partita iva) percepisce somme al di sopra dei 4500 euro deve pagare i contributi all'Enpals.
Tu cosa ne pensi?
Grazie
Che l'ENPALS porta l'acqua al suo mulino. Ci sono state più circolari interpretative che hanno chiarito che fino a 7500 gli sportivi dilettanti non devono nulla all'ENPALS.
gentilissimi, ho letto l'articolo che mi avete indicato, e vi ringrazio, mi è chiaro tutto, tranne i miei dubbi in merito ad iva e tasse.
l'associazione familiare investirebbe nel nido, senza fornire uno "stipendio" a noi due educatrici, e mi è stato detto che figurerebbe come no profit, e quindi esente dalle tasse.vorrei evitare guai!
grazie!
Non so come aiutarla. Per capire se davvero la vostra attività si potrebbe configurare come "esentasse" bisognerebbe entrare molto più a fondo nel merito delle vostre attività. In linea di massima potrebbe essere così ma sarebbe indispensabile impostare correttamente tutta la gestione della Associazione. Se vuole potete prendere un appuntamento da noi per discuterne a fondo: http://www.teamartist.com/consulenza/
1. molti commercialisti dicono che le associazioni musicali rientrano nei parametri delle ASD (tetto di esenzione 7500 euro) è vero?
2. oppure devo effettuare il compenso come prestazione occasionale con tetto a 5000 euro?
3. vi è un altra forma di compenso?
1. Non commento mai le affermazioni di altri professionisti. Glielo ha messo per iscritto?
2. Meglio...
3. I voucher dell'inps o un qualsiasi contratto di lavoro in regola.
Buongiorno volevo dei chiarimenti per la nostra associazione musicale appena istituita,in caso di organizzazione di concerti
1. come possiamo procedere al compenso degli artisti che svolgono il medesimo (gratis non viene nessuno mi creda)
2. se qualcuno dei soci o del consiglio direttivo svolgesse il concerto come artista può avere un compenso?
3. se la risposta fosse affermativa in quale modo può essere compensato e come occorre procedere per la tassazione?
Grazie infinite.
1. Dipende. Hanno partita iva? Fatevi emettere fattura. Non ce l'hanno? Usate i buoni dell'inps.
2. Ha letto il post. Sta a voi determinarlo
3. vedi 1.
potrei eventualmente integrare i voucher con il rimborso spese chilometrico?
Si, certamente (a patto che queste persone siano vostri associati)-
Innanzitutto complimenti per il sito.
Vorrei sapere se vale l'esenzione fiscale fino a 7500 euro rispetto ai compensi erogati ad un istruttore di ginnastica da un'associazione culturale che persegue ( tra le altre ) finalità sportive dilettantistiche, ha avviato una vera e propria palestra, che è affiliata ad una Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal Coni ma che non ha la denominazione di ASD nè ha scelto esplicitamente di avvalersi del regime agevolato.
Avreste la possibilità di indicarmi normativa di riferimento?
Grazie in anticipo.
A nostro parere si. Legga questo nostro post.
Volevo precisare che non siamo iscritti ancora al registro regionale.
Inoltre il nostro statuto è regolato e registrato con questa dicitura :(" regolata a norma della Legge n° 383 del 7 Dicembre 2000 sulla disciplina delle associazioni di promozione sociale e dal Titolo I Cap. III, art. 36 e segg. del codice civile e dalle disposizioni tributarie dettate per le Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, nonché dal presente Statuto").
4. Le porgo un' ulteriore domanda con questa dicitura acquisiamo il titolo di APS.
Grazie ancora per la disponibilità e buon lavoro
Mi scusi le devo porre ancora un altro quesito, noi rilasciamo agli altri soci che intendono partecipare ai corsi la " ricevuta per prestazioni a pagamento rivolte ai soci" con dicitura "operazione fuori campo IVA ex art.4, comma 4, DPR 633/72.
5. E' corretto??
Poi le volevo dire che i soci onorari non hanno partite iva perciò il rimborso spese è rivolto ai soci che prestano attività volontariamente, con compilazione di una NOTA Spese.
6. Cioè gli facciamo compilare una nata spese per avere il rimborso è corretto?.
5. Direi di no. Legga questo nostro post.
4. NO.
Buona sera, sono socio di un APS con Codice Fiscale che si occupa di danza , musica, e spettacolo, le volevo porre alcuni quesiti: abbiamo attivato dei corsi che vengono tenuti dai soci onorari all'interno della struttura a favore di altri soci, nel versamento della quota di settembre ci sono dei soci che hanno pagato con essa anche una quota di iscrizione ai vari corsi (es. Batteria, Pianoforte, canto).
1. possono ricevere una tantum un rimborso spese i soci onorari a titolo di compenso per il loro apporto di conoscenza?
2. come le posso giustificare queste entrate?
3. Visto che compriamo del materiale per i corsi posso coprirle con questi costi? Ovviamente facendomi fare fattura.
Grazie della vostra disponibilità e conoscenza che ci mettete a disposizione .
1. NO.
2. Non può. La cosa è molto sospetta: un socio onorario, che lavora come "volontario" e poi viene retribuito...
3. Non capisco la domanda. Se compra dei materiali per l'associazione, si fa fare la fattura, è ovvio che presentandola alla Associazione questa possa essere rimborsata.
L'anno scorso con delle colleghe abbiamo costituito un'aps, ma non avevamo capito che chi faceva parte del consiglio direttivo non potesse percepire compensi compensi per eventuali attività professionali svolte per l'associazione.
Quindi, mi chiedevo, se ci dimettessimo dal consiglio, pur rimanendo delle normali socie, ed eleggessimo un nuovo direttivo con altre persone, noi potremmo percepire compensi per eventuali collaborazioni, giusto?
sarebbe perfettamente legale???
Se non sono parenti/ conviventi/ amici di infanzia... sarebbe molto meglio.
salve, la mia associazione culturale ha organizzato insieme al comune due serate musicali, il comune ci deve dare dei soldi per le spese che abbiamo avuto ma che non possiamo documentarle , del tipo pagare chi ha suonato ed il service audio. La mia domanda è:
1. quando riceveremo i soldi possiamo pagare questi elementi che hanno messo a disposizione la loro opera ed il loro materiale scrivendoli come soci?
2. e come possiamo evitare di pagare iva o altro?
Noi e loro abbiamo solamente il codice fiscale.
1. Non senza che voi e loro paghiate le relative tasse sulle retribuzioni/redditi.
2. l'iva la pagate soltanto se questi elementi hanno una partita iva e vi emettono fattura.
"L’Associazione non ha fini di lucro ed intende perseguire esclusivamente finalità di collaborazione e sostegno all’attività di enti che si occupano della realizzazione di varie forme di assistenza/accoglienza a immigrati e/o soggetti svantaggiati e alla gestione di Centri per l’immigrazione attraverso l’attività di pianificazione e gestione di incarichi da conferire a personale medico e infermieristico, associato e non, di assistenza presso i centri gestiti dai suddetti enti nell’ambito del territorio nazionale ed internazionale" (...)
"É prevista, inoltre, l’opportunità di offrire e/o gestire:
- servizi socio-sanitari ed educativi;(...)
- assistenza infermieristica e socio-assistenziale (OSS);"
Non c'è un esplicito riferimento ai compensi ma nemmeno una frase che dice che gli incarichi saranno gratuiti.
Non è un'associazione di volontariato.
Quindi, se sono associati è possibile? E questi finanziamenti devono essere utilizzati al 100% per pagare questi infermieri o può residuare qualcosa sul conto dall'Associazione?
Grazie mille per il vostro lavoro.
E' possibile ma con molta cautela. Dovete evitare situazioni di conflitto di interesse e devono essere retribuiti con costi di mercato o inferiori.
Sui finanziamenti non so risponderle. Bisognerebbe leggere i documenti di attribuzione.
Buongiorno. Vi ho già scritto altre volte. Mi occupo della gestione di una associazione senza scopo di lucro il cui oggetto sociale prevede che personale sanitario, associato e non, fornisca il proprio lavoro a strutture ed enti locali che si occupano di immigrati e richiedenti asilo politico. L'associazione percepisce di tanto in tanto qualche donazione, a volte anche dal personale sanitario che grazie a noi trova occasioni di lavoro, anche se temporanee.
1. Rischiamo qualcosa facendo così?
Inoltre si prospetta l'opportunità di ricevere un finanziamento da parte di un ente privato che ci permetterebbe di assumere due Operatori socio-sanitari e pagarli noi direttamente con questo finanziamento. Questi due OSS dovrebbero prestare il loro lavoro nell'ambito dei progetti Sprar.
2. Si potrebbe far loro un contratto di reperibilità per cui vengano pagati un tot l'ora e ricevono un surplus in caso di chiamata?
3. E che genere di contratto?
4. La paga oraria a quanto ammonterebbe?
5. E nel caso di chiamata?
Grazie
1. Direi di no. Qual è il suo dubbio?
2. Potete fare il contratto che ritenete più opportuno. Guardate l'equivalente di categoria ed applicate quello.
3. 4. 5. Vedi punto 2
Il mio dubbio riguarda le presunzioni che si possono avanzare in sede di accertamento: poichè il personale sanitario che noi inviamo viene pagato dagli enti stessi dove prestano il servizio, non da noi, e qualcuno di loro ha deciso di donarci una percentuale del proprio compenso, ho pensato che il fisco potrebbe pensare che siamo noi a chiedere o imporre il pagamento di questi soldi.
Se è una vera erogazione liberale non rischiate nulla. Se la imponete, SI. Se vi comportate onestamente non dovete avere paura di nulla.
Si, da nostri associati.
Il vostro Statuto permette di dare compensi ai Soci? Le consiglio la lettura di questo post.
Buonasera,
siamo un'associazione che si occupa di offrire assistenza sanitaria attraverso il conferimento di incarichi ai propri associati, infermieri e medici, di turni settimanali presso i Centri di accoglienza immigrati (CARA e CIE)in Italia dove i nostri associati vengono retribuiti dai Centri stessi. Noi non percepiamo nulla dunque come associazione. Il nostro compito è solo quello di sensibilizzare medici e infermieri per sostenere questi Centri che hanno difficoltà a reperire personale visto le condizioni spesso difficili in cui versano tali Centri. Adesso un ente privato vorrebbe finanziarci per la realizzazione di progetti di accoglienza da parte degli enti locali in seno al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Possiamo percepire questi finanziamenti e pagare noi, come associazione, il personale infermieristico?
Dipende. Il personale infermieristico sarebbe composto da vostri associati?
Ciao Damiano ho una domanda da porti. Ho una palestra ASD, ma se alcuni soci fanno dei lavori per conto della palestra, per migliorare la qualità es: chi mi ha pitturato le sale, chi mi ha montato i battiscopa, chi ha aggiustato i bagni, ecc per l'inizio di quest'anno sportivo. Potrei dare loro un compenso, premio, o come chiamarlo, per il lavoro occasionale che hanno fatto di loro spontanea volontà? I materiali li ho comprati e fatturati a nome della ASD. Grazie
No, non è possibile. Puoi fargli però una bella lettera di ringraziamento su pergamena, incorniciarla e regalargliela.
Buonasera, io avrei un'urgenza: siamo 3 insegnanti che fanno parte di un'associazione ludico culturale. Abbiamo effettuato delle attività nelle
scuole primarie volte all'integrazione dei diversamente abili, stranieri ecc e quindi l'associazione ha ricevuto dei contributi.
1. Come retribuire i soci che hanno prestato servizio?
2. Va versata la ritenuta d'acconto?
3. Abbiamo anche diverse fatture possiamo fare rimborso spese?
4. Gradirei conoscere le modalità per ricevere assistenza, tempi, oneri per essere il più corretto possibile.
1. Dipende, ci sono tanti modi diversi. Leggete questo post.
2. Dipende dagli accordi che avete preso con l'Associazione. Che di solito vanno presi PRIMA della prestazione.
3. Certamente.
4. http://www.teamartist.com/blog/consulenza/
Buon pomeriggio,
vorrei chiedervi come si configura il compenso di istruttore di asd con il trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria. Sono un dipendente in CIGS e vorrei capire se i compensi che percepirò avranno come conseguenza la perdita dell'ammortizzatore sociale. Faccio presente che svolgo il ruolo di istruttore al di fuori dell'orario di lavoro.
E' un quesito troppo delicato perchè le si possa rispondere noi. Le conviene chiederlo all'INPS per avere una risposta certa.
Buongiorno, ho da poco costituito un' ASD Tennis in quanto, in qualità di Istruttore di Tennis, desidero organizzare dei corsi di addestramento per bambini e ragazzi. Praticherò il mio insegnamento senza essere vincolato ad un Circolo Sportivo quindi in maniera libera ed autonoma. Dato che percepisco già una regolare pensione INPS, ho pensato di mettermi in regola con il fisco costituendo appunto un' ASD ove io sono il Presidente.
Domande:
1. a seguito di compensi per l'addestramento devo rilasciare regolari ricevute?
2. sicuramente non supererò € 7.500 annue, devo comunque inserire nel mod. 730 gli importi ricevuti ?
3. vi sono altri particolari che mi sfuggono?
1. Dipende. Chi seguirà le sue lezioni saranno suoi soci oppure no?
2. Direi di no ma la questione andrebbe esaminata con più attenzione.
3. Difficile dirlo. Mi pare che lei intenda questa ASD più come una Azienda che una Associazione no-profit...
Non mi è chiara una cosa. Avevo inteso che il Presidente di un'ASD non potesse prendere rimborsi per il suo lavoro di presidente. Ora invece mi pare di capire che non può prendere rimborsi nemmeno come istruttore.
Il vecchio presidente si è dimesso e l'unico candidato è l'istruttore di uno dei corsi dell'ASD. Non ci vedo nulla di strano, ovviamente è una delle persone che passa più tempo in associazione e che ha sempre tutto sotto controllo quindi è stato votato da tutti.
Ora non può più insegnare quindi? oppure deve insegnare senza rimborso?????
Mi pare un po' assurda... spero di aver capito male
No, lo si può fare ma con molta cautela. Si palesa infatti un conflitto di interessi: il datore di lavoro ed il lavoratore coincidono. Inoltre il Fisco potrebbe ritenere che si tratta di un modo per mascherare una illegittima suddivisione degli utili.
Per questi motivi, suggeriamo che:
1. La retribuzione dell'istruttore sia inferiore a quella di mercato
2. Possibilmente nominiate un altro membro del direttivo quale supervisore degli istruttori (non è obbligatorio ma opportuno).
In merito alla distribuzione indiretta di utili si dice che avviene anche quando:
- la corresponsione ai componenti gli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto dal decreto del Presidente della Repubblica … per il presidente del collegio sindacale delle società per azioni
Che significa? Se si sta sotto a quel compenso (e quant'è) va bene?
Non c'entra nulla. Nelle no profit gli organi amministrativi non possono essere retribuiti.
Buongiorno faccio parte di un associazione no profit generica di biologi marini con target "divulgazione scientifica e tutela ambientale". Vorrei dei chiarimenti:
1. Qual'ora un grosso incarico venisse assunto in convenzione fra l'Associazione e un ente pubblico (Università) e all'Associazione entrassero unicamente i soldi necessari all'attivazione dei contratti per coloro che svolgeranno il lavoro (alcuni soci altri non)questo sarebbe un problema?
2. Cosa succede se questo resta l'unico introito per quest'anno e quindi tutti i soldi vanno in compensi?
3. Il problema sussiste anche se nello Statuto è espressamente specificato che ai fini dell'Associazione essa può ricoprire ruoli di gestione musei e campionamenti scientifici (ruoli che in pratica hanno come costi unicamente l'assunzione di personale qualificato, in genere i soci)?
1. Dipende. Come verreste pagati? Attraverso l'emissione di una vostra fattura o con un accredito sul conto della Associazione parificato ad un "contributo pubblico" senza l'emissione da parte vostra di pezze giustificative fiscali?
2. Dipende dalla vostra risposta al punto 1.
3. Assolutamente si, dal punto di vista fiscale non cambia nulla.
No no noi intendiamo attivare dei contratti (CoCoPro o Borse di studio, in teoria come associazione possiamo fare entrambi) alle 4 persone, 3 soci e 1 esterno, per lo svolgimento dell'incarico! Quindi ci avvaleremmo di consulente del lavoro e commercialista, insomma tutto documentato!
Si, ma non ha risposto alle mie domande...
Ma se i soci sono tutti uguali (visto che non possono esserci soci di serie A e di serie B) perché si possono pagare i famosi compensi esenti fino a 7.500 ai soci che svolgono attività di contabilità, pulizie, ecc., mentre ai membri del consiglio, che sono anch'essi soci paritetici agli altri, non si possono pagare per le stesse cose?
A livello normativo possono essere pagati anche loro. La differenza però è che questi sono in conflitto di interesse: decidono loro di "assumersi", quanto pagarsi, giudicano il loro proprio lavoro e, paradossalmente, dovrebbero auto-richiamarsi se il lavoro da loro svolto è mal fatto. In più spesso questo è un campanello di allarme per gli ispettori fiscali (che sanno come questa modalità sia spesso utilizzata per nascondere l'illecita ripartizione degli utili. In sostanza: si può fare (è previsto dalle norme) ma prestandovi molta attenzione (e noi consigliamo comunque, ove possibile, di evitarlo).
1) E se gli incarichi, i compensi, le modalità di lavoro, ecc. fossero decisi in sede di Assemblea generale dei soci?
2) c'è differenza tra compensi e rimborsi?
1. non cambia nulla
2. certamente.
1) Quindi per rimborsi cosa si intende? cosa è compreso nella voce "rimborsi"?
Col rimborso si restituiscono dei soldi anticipati.
Il compenso è invece una forma di retribuzione per una prestazione.
Da quello che ho capito io fin qui,
in sede di accertamento, questo autoincaricarsi ed autopagarsi potrebbe essere interpretato come un modo camuffato di dividere gli utili.
Non ha alcuna importanza se si tratta di 20 o 200 o 2000 euro.
Non è vietato ma meglio evitare.
Poi ognuno fa come crede, ma se un pò tutti lo sconsigliano, compresi i gestori di questo sito che qualcosina la sanno..........
Non capisco bene la questione del "conflitto di interessi".
Se i compensi agli istruttori sono nell'ordine dei 20/30 euro all'ora, perché dovrebbe essere un conflitto di interesse se i presidente o vice o segretario si pagassero lo stesso compenso per i loro servizi di contabilità/gestione/pulizia/etc. ??
Perchè:
1. incaricherebbero sè stessi
2. sarebbero loro a stabilire i propri compensi
3. sarebbero loro a dover controllare se il proprio lavoro è stato effettuato in modo corretto.
Il datore di lavoro cioè coinciderebbe col dipendente.
1. sì, ma se nessun altro socio in sede di assemblee ha nulla da obiettare qual è il problema?
2. i loro compensi sarebbero in linea con quelli degli altri, non sarebbero superiori.
3. se il lavoro è fatto in modo corretto davvero (contabilità fatta nel modo giusto, pulizie fatte bene, etc.) e nessun socio riscontra il contrario, di nuovo non vedo il problema.
4. mi potete indicare la legge o regolamento che vieta questa cosa o che parla del conflitto di interessi? grazie.
Non è vietato... si può anzi fare senza grandi problemi. Si tratta soltanto di opinioni diverse. Noi lo sconsigliamo poi, ovviamente, chiunque può agire come crede.
Buongiorno, ho ancora qualche dubbio su eventuali rimborsi spese o "compensi" del presidente di un ASD.
Sono presidente di un ASD che offre corsi di ginnastica, movimento e simili. Sono anche uno psicologo dello sport.
Non ho mai percepito niente dalla associazione e svolgo la mia attività professionale privatamente, con partita iva.
1. Mi chiedo: posso organizzare, che so, un ciclo di seminari per l'associazione, seminari che terrei io stesso sui temi della psicologia dello sport, e ricevere per la mia prestazione un compenso? O, essendo anche presidente, non posso?
2. E se si in che forma posso avere il compenso?
1. A livello normativo può farlo ma glielo sconsigliamo perchè si creerebbe un forte conflitto di interessi. Inoltre un ispettore fiscale potrebbe accusarla di illecita distribuzione degli utili ed una manciata di altre brutte cose.
2. Dipende da come si configurerebbe la sua prestazione.
Grazie, molto chiaro. Ancora un chiarimento, se non disturbo:
1. posso fare invece a titolo gratuito, cioè non ricevendo alcun compenso e il contributo del socio per partecipare al seminario rimane all'associazione?
2. In questo caso posso ricevere un rimborso spese? Per es per il viaggio in treno o simili?
Un viaggio che faccio per conto dell'associazione, per offrire un servizio ai soci dovrebbe essere rimborsabile dato che io in questo caso non guadagno nulla e tutto è speso per l'organizzazione el'esecuzione dell'evento.
3. O rischio un conflitto di interessi anche in questo caso?
Grazie
1. Si
2. Si, si chiama rimborso a piè di lista. Legga questo nostro post.
Salve, gentilmente vorrei dei chiarimenti inerenti ai contributi erogati dal comune alle associazioni non riconosciute.
Siamo un'associazione che ha contribuito ad organizzare una festa di musica indetta dal comune, questo ci deve dare dei soldi; come facciamo a gestirli perchè noi dobbiamo pagare i musicisti, il service audio ed altre spese non sempre documentate?
possiamo erogare soldi ai soci e non, e a quale titolo? e fiscalmente cosa dobbiamo fare (esempio il service audio ci costa 1800,00 euro)
Ehmmmmm... queste questioni avreste dovuto chiarirle prima di organizzare il tutto. Adesso e' un po' difficile aiutarvi perche' il tema e' vastissimo. Partiamo da un principio: non potete pagare spese non documentate. Dai documenti che i diversi fornitori vi daranno dipenderanno gli eventuali obblighi fiscali.
Il comune ha versato i soldi nel conto corrente dell'associazione. In quei soldi era incluso anche il nostro compenso.
Non ci ha richiesto alcuna fattura.
Il 20% è riferito alla ritenuta d'acconto che l'associazione dovrebbe trattenere dal nostro compenso (incluso nel totale che il comune ha versato nel conto dell'associazione) e che dovrebbe versare all'agenzia dell'entrate. Questo è quello che ci ha detto un commercialista.
E' corretto?
Non metto mai in dubbio quello che dicono gli altri professionisti, per correttezza deontologica. Fate pure quello che vi consiglia questo commercialista. L'unico suggerimento è di farvelo mettere per iscritto e che il parere sia firmato.
ok cerco di spiegarmi meglio: abbiamo partecipato ad un bando di concorso del comune con un progetto che ci è stato approvato.
Nel piano economico richiesto dal comune abbiamo inserito anche il nostro compenso per le ore che noi abbiamo impiegato per svolgere il progetto. Ora, dovremmo calcolare il 20% di quel compenso, o come lo si vuol chiamare, e pagarlo all'agenzia delle entrate?
Le persone che partecipano ai nostri progetti non pagano. Ci chiediamo: non avremmo dovuto farci pagare per il lavoro svolto?
Il primo problema è come il Comune vi ha liquidato quanto pattuito. Vi ha semplicemente fatto un versamento sul conto corrente o vi ha chiesto di rilasciare una fattura?
Secondo problema: continua a fare riferimento a questo "20% del compenso da versare alla Agenzia delle Entrate". A cosa si riferisce?
In termini di tassazione, parte della risposta dipende da come il comune vi ha liquidato.
Terzo problema: i membri del direttivo ed i soci di una Associazione non dovrebbero essere retribuiti dalla Associazione medesima (legga questo post). Ora, se essi hanno lavorato per conto dell'Associazione, potrebbero anche venire retribuiti (con molti se e ma, e studiando bene la questione) ma di certo non... in nero! A seconda del tipo di contratto/accordo stabilito tra le parti si dovrà procedere alla compilazione del modello 770 e ad un certo altro numero di faccende.
Salve, complimenti per la vostra professionalità! avrei della domande da porvi: sono il presidente di un'associazione culturale no profit non riconosciuta.
Siamo 3 soci fondatori e gli unici 3 soci dell'associazione, ci occupiamo di promuovere attività socioculturali e socioeducative, fino ad ora abbiamo svolto due iniziative finanziate dal nostro Comune in cui una non abbiamo ricevuto compenso e l'altra si.
La domanda 1 è: in che maniera va dichiarato quel compenso (l'unico in un anno),
2: dobbiamo pagarci le tasse? un commercialista mi ha detto che avrei dovuto trattenere il 20% e fare la dichiarazione dell'associazione da sostituto d'imposta entro il 16 del mese successivo (termine già scaduto per me oltretutto).
3: Quel compenso va poi dichiarato nelle nostre rispettive dichiarazioni dei redditi dell'anno successivo? Sopratutto mi è sembrato di capire che i soci del consiglio direttivo non possono ricevere compensi: ma perchè se le iniziative le promuoviamo noi e siamo gli unici che possiedono la competenze per farli?
4: i nostri partecipanti sono spesso fruitori in maniera occasionale, non ci rivolgiamo ad un target di persone specifico che potrebbe diventare nostro socio. Per es. abbiamo realizzato un laboratorio con sofferenti mentali e uno con dei detenuti, da qualche parte ho letto che i nostri partecipanti dovrebbero essere anche nostri soci, perchè l'ass culturale dovrebbe rivolgere le loro iniziative agli associati, ma i partecipanti non possono ovviamente far parte dell'associazione, partecipare alle assemblee e assolvere a quei criteri di democraticità che si vorrebbe dall'associazione, come il voto, ect! son persone che vediamo per un paio di mesi e poi non più! come sciogliere l'arcano? grazie per l'aiuto!!!
1. Dipende. Che pezza giustificativa avete rilasciato al Comune per poter incassare il finanziamento? A che titolo il comune vi ha finanziato?
2. Dipende dalla risposta al punto 1. Onestamente non comprendo il consiglio che le hanno dato, così esposto.
3. Lo ha scritto lei che la sua Associazione è "no profit"... Legga questo nostro post. In ogni caso bisognerebbe capire a che titolo avete fatto uscire i soldi dalla cassa della Associazione a voi.
4. Queste persone cui vi rivolgete vi pagano?
salve voi conoscete l'AICS? sapete spiegarmi come funziona? devo prima costituire un'associazione mia e poi affiliarmi? o posso chiedere a loro di aprire un'associazione tramite loro? purtroppo non mi spiegano bene come funziona.
Le consiglio la lettura di questo post.
Detto questo: a che scopo vuole aprire una Associazione?
Salve... Volevo sapere, gentilmente, quanti soci fondatori sono necessari per la costituzione di una ASD, e quante e quali figure sono obbligatorie in un consiglio direttivo, grazie mille...
3 soci fondatori e 3 membri di direttivo di cui uno deve essere il presidente.
Perfetto... Ora mi serve capìre solamente se i soci fondatori possono corrispondere agli stessi 3 soci che formano il direttivo, e se ciò dev'essere messo nero su bianco nello statuto, grazie...
Si possono corrispondere e può essere messo nero su bianco nell'ATTO COSTITUTIVO (e non nello Statuto). Ma non vi conviene chiederci una consulenza prima di fare qualche errore grave?
In effetti ci stiamo pensando e vi faremo sapere molto presto... Grazie mille per la disponibilità mostrata finora 🙂
abbiamo appena cambiato, all' assemblea dei soci, il Consiglio Direttivo, cambiando il Presidente ed il vice;
bisogna rifare o aggiornare l'Atto Costitutivo dell' associazione ?
L'Atto costitutivo è uno dei pochi atti di una Associazione NON MODIFICABILE. Quello che dovrete fare è leggere questo post dove troverete alcune indicazioni utili sulle cose da fare quando si cambia il Presidente.
Come presidente faccio parte del Direttivo e svolgo anche attività lavorativa nella formazione specialistica destinata ai soci. Non potrei prendere 25€/l'ora...Se oltre al lavoro di programmazione, progettazione, alle incombenze amministrative (che non vengono retribuiti)dovessi prendere 25€/l'ora, chiuderei domani perchè non ne varrebbe la pena.
Ma mi faccia capire meglio, nei post precedenti mi ha detto che potrebbe sollevarsi il conflitto d'interesse e il fatto di venire disconosciuti come no-profit perchè ripartiamo gli utili.
Come le ho detto, come presidente vengo retribuita per la mia attività lavorativa conseguendo le finalità istituzionali dello statuto. Se come presidente ho le competenze per farlo, perchè non dovrei? Se le entrate dell'associazione, che fino a questo momento sono state esigue, dovessero aumentare sto pensando di mettere in atto, nei miei confronti, un contratto a progetto, lei pensa che sarebbe scorretto? Paghiamo le tasse e facciamo tutto alla luce del sole, senza voler e dover nascondere nulla, non credo ci sia scorrettezza!
Nel direttivo figura un familiare e un socio esterno. Loro non percepiscono nessun compenso.
Agli occhi di un ispettore fiscale la sua Associazione non sarebbe no profit ma uno strumento creato ad hoc per retribuirla. Uno strumento col quale, evitando di far pagare l‘iva ai soci, evadete il Fisco. Per evitare questa accusa bisogna porre dei limiti, come quello che le ho evidenziato.
Salve, sono presidente di un'associazione di promozione sociale che si occupa di formazione e consulenza educativa. Svolgo personalmente attività formativa per i soci all'interno dell'associazione e, spesso, per questo vengo retribuita con contratto di collaborazione occasionale. Le entrate dell'associazione vengono utilizzate anche per ricoprire le spese dell'ente. Ho letto che, in questo caso, ci potrebbe essere un conflitto d'interesse.
Dal momento che, in Italia, il conflitto d'interesse è palese in tutti i settori e per cifre da capogiro, volevo capire se ci fosse una legge che permettesse di perseguire ciò.
Il legale che stilò il nostro statuto (al quale avevo sollevato il dubbio del conflitto d'interesse) ci disse che era legale a patto che le entrate andassero anche a coprire le spese. Nel nostro caso, infatti, non c'è una distribuzione di utili.
Chiedo anche se è possibile retribuire i soci per l'attività svolta (nel nostro caso formativa), come un rimborso spese dell'attività (so che molte associazioni lo fanno) ma non so se sia corretto...
Tema delicatissimo con sentenze di orientamenti opposti.
Io suggerisco di soddisfare due requisiti:
1. Il primo che il direttivo autorizzi questi incarichi
2. Che la sua retribuzione sia INFERIORE ai prezzi di mercato (e che questo venga riportato a verbale)
Il rischio che correte, appunto, è che veniate disconosciuti come no profit e accusati di evasione fiscale per tutti i soldi che avete introitato nella Associazione.
Per i soci valgono le stesse regole facendo attenzione che i rimborsi spese forfettari sono retribuzioni che vanno dichiarate tra i propri redditi e che l'Associazione deve dichiarare col Modello 770 (come le sue occasionali d'altronde).
E' difficile stabilire quali siano i prezzi di mercato e, di conseguenza, valutare se inferiori.
1. Quali sono i criteri per stabilirlo, in assenza di ordini professionali che hanno delle tariffe min e max?
Fino a questo momento, laddove percepito, il mio compenso è stato bassissimo e, in alcuni casi, è andato a coprire interamente le spese sostenute!
2. Il rischio di venire disconosciuti come no profit e accusati di evasione fiscale, a quale legge si appella per il conflitto d'interesse?
3. In passato, per lo svolgimento di alcuni corsi di formazione, ci siamo rivolti anche a personale esterno all'associazione (non soci), retribuendoli con collaborazione occasionale, è corretto o si incorre nel rischio di sanzioni?
Grazie mille per il vostro prezioso aiuto!
1. Basta fare qualche telefonata in giro. Io vi suggerisco non più di 25 euro l'ora.
2. Dal codice civile in poi. I soci di una Associazione non possono ripartirsi gli utili...
3. E' corretto se avete poi compilato il modello 770 e vi siete fatti rilasciare una ricevuta da queste persone. A quanto ammontava la retribuzione?
Abbiamo compilato il 770 lo scorso anno e con le certificazioni di lavoro siamo in regola (io per prima per il mio compenso).
Un conto sono gli utili (che non abbiamo), un conto la retribuzione del proprio lavoro per il conseguimento delle finalità istituzionali!!
Lei suggerisce una retribuzione oraria di 25€ ma qui parliamo di corsi svolti da personale laureato e specializzato a favore di soci che svolgono determinate professioni altrettanto specializzate...I prezzi di mercato delle coop si aggirano intorno ai 100/120€/ora per i corsi di formazione e a 65€ per le consulenze individuali (parliamo di formazione in campo socio-educativo e di consulenza)...25€ neanche a parlarne, tanto vale farlo gratis...e i docenti non verrebbero!!!
Le retribuzioni per gli esterni dipende, cmq, non superavano il migliaio di € ciascuno...(l'anno scorso abbiamo fatto rifare il sito web e abbiamo pagato con una collaborazione occasionale).
Grazie
La retrubuzione dei 25 euro la suggerivo non per tutti i docenti ma solo per coloro che fanno parte del direttivo della Associazione.
Salve, vorrei fare una domanda sulla sicurezza in una ASD che ha istruttori: quanto del Decreto 81/2008 trova applicazione in una ASD? cioè, occorre avere RSPP, DVR,addetti antincendio e al primo soccorso?
Grazie.
Ci sono punti di vista molto diversi. Voi avete una partita iva? Avete dipendenti?
Ancora non abbiamo una ASD, stiamo valutando tutti gli aspetti per aprire una piccola scuola di danza (classica, moderna,ed eventualmente Zumba, ecc.). Gli istruttori dovrebbero essere retribuiti ad ore (quindi non dipendenti). Per la partita IVA ci stiamo pensando. Ci può spiegare i vari casi?
Saluti, Giorgio.
Se gli istruttori vengono retribuiti, SONO vostri dipendenti! Dovete quindi procedere come se foste una azienda e fare tutti gli atti conseguenti.
Forse mi sono spiegato male, gli istruttori riceveranno compensi/rimborsi forfettari come da legge 342.
E quindi? Il nostro suggerimento rimane valido...
Gentilissimi, rileggendo un po' i vari post sull'argomento, non mi è ancora chiara una cosa, e cioè se l'istruttore socio che riceve un compenso mensilmente dovrà sia rilasciare ricevuta all'asd, sia redigere annualmente un certificato di compenso sportivo (per dimostrare che il proprio reddito annuale è inferiore a 7500€).
E' così o devo correggermi? Ah, un'ultima cosa, dato che il Direttivo che andrà a costituirsi sarà formato da me (Presidente), un amico (Segretario), un'amica (Vice), e da mio padre e mia madre nel ruolo di Consiglieri (visto che non ho altre persone di fiducia né interessate che potrebbero ricoprire tale carica), volevo capire un po' se così formato può andare bene in fase di ispezione, grazie.
Tutto corretto. Vanno bene anche i genitori nel direttivo anche se lo sconsiglio.
Ecco, proprio a questo volevo arrivare... Sconsigliarlo vuol dire che potrebbero sanzionarmi, oppure posso stare tranquillo xké non è obbligatorio che tutti i membri del direttivo non siano parenti?? Grazie...
Non é obbligatorio ma desta sempre molti sospetti.
Spett.le TeamArtist, non me ne vogliate, ma dopo aver letto un pò di commenti in merito, continuano a non essermi chiari 3 punti...
1 - Il Presidente di una Asd può essere anche il socio istruttore volontario (né compensi né rimborsi spese ricevuti) della stessa Asd? Mica ci sono sanzioni in caso di controlli?
2 - Il consiglio direttivo può essere costituito da madre, padre e figlio, oppure almeno un componente, tra presidente, vice e segretario, dev'essere esterno alla famiglia?
3 - Quando parlate di contestazione da parte del fisco, cosa intendete, che sono previste sanzioni o altro?
spero riusciate a far chiarezza nella mia testa, grazie:)
1. Si assolutamente (anzi, direi che è quasi consigliabile!).
2. Si, ma è meglio evitarlo. Troppi conflitti di interesse... meglio che non ci siano familiari all'interno dello stesso direttivo.
3. Assolutamente si. Abbiamo visto sanzioni da 25.000 a 230.000 euro per un solo anno fiscale.
Ottimo, ora mi restano altri 3 dubbi da chiarire per avere il quadro completo...
1 - Anche i "soci consiglieri" di un'asd devono appartenere a nuclei familiari diversi, o ciò è importante solo per il presidente, il vice ed il segretario?
2 - Il timbro personalizzato dell'asd va posto solo su ricevute di pagamento, o anche su altri documenti relativi alle attività dell'asd stessa?
3.1 - Infine, vorrei capìre se l'accettazione della domanda di iscrizione dei soci andrà fatta temporalmente prima di riceverne il relativo pagamento della quota sociale. Se sì, quanto tempo dovrà intercorrere tra accettazione e pagamento quota?
3.2 - L'accettazione va fatta e discussa durante un'assemblea soci ordinaria?
3.3 - In qual documento si annoterà tale accettazione avvenuta?
3.4 - Il socio allievo non potrà partecipare ai corsi sino all'accettazione della sua domanda??
grazie mille in anticipo!!!
1. Per tutto il Direttivo
2. Non è obbligatorio ma lo apporrei ovunque firma il legale rappresentante.
3.1 Si. Una volta che il direttivo ha deliberato l'accettazione potete riscuotere la quota sociale
3.2 No, in un Direttivo (a meno che a Statuto abbiate scritto qualcosa di diverso)
3.3 Nel verbale di direttivo
3.4 Soprattutto fino a quando non avrà consegnato un certificato medico sportivo valido e non sarà coperto da adeguata assicurazione sportiva.
Perdonatemi, avevo omesso un ultimo quesito, quindi il punto 4:
4 - Se l'asd ha entrate sia per le quote sociali sia per i corsi seguiti (ma tali entrate serviranno solo per far fronte alle spese dell'asd, quindi né per compensi e né per rimborsi spesa istruttori), si è esenti dalla presentazione obbligatoria dei modelli 770 - Eas?
Grazie di tutto...
Sono modelli diversi. Il modello EAS lo dovete fare poichè avete anche le quote dei corsi.
Il Modello 770 lo dovete fare, invece, se e solo se retribuite qualcuno (anche con i soli rimborsi spese forfettari).
Quindi, ricapitolando, il modello Eas va presentato anche nel caso in cui i soci allievi versassero un contributo mensile per la frequenza di un determinato corso, e tali contributi servissero solo ed esclusivamente per tamponare gli esborsi della stessa Asd??
Si.
Salve, Vi chiedo ancora una cosa: le somme corrisposte come "contributo per attività sportiva", deve essere considerato un compenso e quindi da dichiarare nel 770? Grazie
Assolutamente si.
Grazie, per la risposta, ancora complimenti.
Salve,sono il presidente di un circolo nautico,in primis complimenti per il Vs. blog e grazie per le vostre utili risposte.
Vorrei porre un quesito, nel 1997 il Circolo ha sottoscritto, con una scrittura privata con alcuni soci(40), un finanziamento per l'acquisto di pontili galleggianti per creare dei posti barca,poi assegnati ai soci finanziatori. Nell'accordo è previsto che in caso di recesso dall'assegnazione dal posto barca, il socio abbia il rimborso di quanto finanziato.(preciso che il nostro statuto è stato modificato nel 2005 per adeguarlo alla nuova legge per enti non profit- L. 289/02)
1)Come si deve inquadrare questo finanziamento?
2)E'corretto rimborsare quanto finanziato senza incorrere in problemi,(per es.ripartizione di utili ai soci)?
3)In caso di vendita dei pontili (per fine concessione demaniale)i proventi possono essere utilizzati per rimborsare il finanziamento? (questa ipotesi è scritta in quell'accordo).
Grazie.
Difficile poter dare una risposta certa ed accurata senza poter studiare tutte le carte. In ogni caso questo finanziamento potrebbe essere inquadrato come un prestito-soci se al tempo è stato redatto un apposito verbale di Direttivo che ne disciplinasse i termini (tra cui il rimborso in caso di recesso). In questo caso il rimborso potrebbe essere corretto. Se l'Associazione ha quindi formalmente questo debito verso i soci, ha senso che in caso di vendita dei pontili i soldi vadano a rimborsare i finanziatori.
Il tutto però andava pensato e disciplinato nel 1997... oggi potreste avere delle difficoltà.
Vorrei aprire una ASD - scuola di danza. L'ASD darebbe compensi come istruttore anche mio figlio. Pensavo a un CD composto da me (Padre e Presidente) e 2 estranei. Mio figlio sarà fuori dal CD. E' fattibile o in caso di controlli può essere contestato un conflitto d'interessi?
In fondo, la maggioranza del CD non è parente di mio figlio.
Grazie, Giorgio.
Si, é fattibile ma sempre molto delicato. Se non potete evitarlo fatelo pure, ma con giudizio! Mi raccomando che la retribuzione di suo figlio sia di mercato.
Un'altra domanda. In un CD formato da tre persone, le funzioni di segretario e/o tesoriere possono essere svolte dal Presidente? o in alternativa essere svolte da un socio non facente parte del CD?
Grazie della sua disponibilità.
Giorgio
Tutto dipende da cosa dice il vostro Statuto. Le conviene quindi studiarlo a fondo... In linea di principio ogni ipotesi è possibile ma, appunto, attenti allo Statuto.
Si, é fattibile ma sempre molto delicato. Se non potete evitarlo fatelo pure, ma con giudizio! Mi raccomando che la retribuzione di suo figlio sia di mercato.
Ciao ragazzi, mi sono imbattuto x caso nel vostroo blog e credo di aver trovato ciò che fa al caso mio, xké ultimamente sto brancolando nel buio. Ho notato che siete molto preparati e volenterosi e quindi passo a descrivervi le mie perplessità. Attendo vostre notizie 🙂
1. in primo luogo, vorrei capìre per accertare l'avvenuta erogazione del "compenso sportivo" al socio istruttore, qual documento bisogna redigere?
2. tale certificazione va fatta mensilmente, oppure una sola volta (annualmente), giusto x evidenziare che non si sono superati i 7500€ annui?
3. Chi si occupa di tale certificazione, il presidente asd o altra figura?
in secondo luogo, vorrei delucidazioni in merito alla causale delle ricevute mensili rivolte agli allievi x la frequenza di un corso tenuto da un "socio istruttore volontario"...
4. Cosa dovrebbe essere riportato in quel caso?
5. Forse rimborso spese?
1. il socio istruttore dovrà rilasciare una ricevuta alla ASD (con marca da bollo di 1,81 se superiore ai 77,47 euro)
2. ogni volta che prende dei soldi
3. il socio istruttore
4. Corso di...
5. No, sempre dire esattamente a che titolo si ricevono i soldi. Descrivete quindi la prestazione.
Bene, ora avrei un pò di domande da farvi, cortesemente... Seguirò la numerazione adottata da voi in precedenza.
1 - Dato che l'asd non è tenuta a rilasciare ricevute fiscali, ma almeno semplici ricevute di pagamento, volevo chiedere se il timbro personalizzato dell'asd su tale ricevuta di pagamento (non fiscale) è obbligatorio;
2 - Il timbro personalizzato dell'asd va posto solo sulle ricevute di pagamento (sia madre che figlia??), oppure anche su altri documenti/certificazioni/contratti relativi all'attività dell'asd?
3 - Il libro di cassa scaricabile (formato excel), per le entrate e le uscite, è valido ai fini dei controlli fiscali?
4 - Il libro soci e verbali assemblee possono essere redatti anche su singoli fogli? ((c'è un esempio pratico degli stessi in giro?))
5 - Come comportarsi in occasione di stage nella propria sede asd, da parte di maestri di ballo esterni e non soci? Anche in questo caso bisogna rilasciare ricevute di pagamento agli allievi partecipanti, oltre che certificare la prestazione di lavoro di un solo giorno del maestro esterno? Se sì, come??
Grazie mille, è tutto ciò che mi resta da sapere! 🙂
1. No, le ASD non sono obbligate ad avere un timbro. Certo che darebbe una maggior sensazione di ufficialità e sarebbe anche molto, molto comodo.
2. Come detto sopra non è obbligatorio. Ma male non fa.
3. Se è stampato, si.
4. A nostro parere si, se vengono poi incollati su delle pagine numerate di un quadernone senza anelli. Legga il nostro post.
5. La domanda è un po' vaga...
Ok, cercherò di spiegarmi meglio nel punto 5.
In pratica, m'interesserebbe capìre se, in occasione di una giornata di stage tenuta da un maestro professionista esterno (quindi non socio), la prassi dell'ASd rimarrebbe la stessa e cioè se sarebbe tenuta ugualmente a rilasciare ricevute di pagamento agli allievi soci che frequentano tale stage e se dovrà redigere ugualmente un "certificato di compenso sportivo" relativo all'unica giornata di prestazione al maestro professionista di cui sopra (un certificato, di quelli che attestano reddito annuale < 7500€).
spero di essere stato più chiaro, diversamente riformulerei di nuovo la mia domanda, grazie mille. attendo vostra risposta.
La risposta è si ad entrambe le domande.
Un saluto, veramente ottimo sito, di quelli che fa crescere il terzo settore e la cultura della legalità associazionistica.
Riguardo al post , se lo riferiamo a un onlus che riporta nel suo
statuto , nel nostro caso AVIS :
Art. 6 c.2
E’ socio chi dona periodicamente il proprio sangue, chi per ragioni di età o di salute ha cessato l’attività donazionale e partecipa con continuità alla attività associativa e chi, non effettuando donazioni, esplica con continuità funzioni non retribuite di riconosciuta validità nell’ambito associativo; fermo restando che il numero dei soci non potrà mai superare di oltre un terzo il numero delle donazioni effettuate nell'anno di riferimento né essere inferiore al terzo di tale numero.
Art. 21
CARICHE
c.1Tutte le cariche sociali sono quadriennali e non retribuite, fatta eccezione per i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti esterni all’associazione.
c.2Ai detentori di cariche sociali spetta esclusivamente il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate in relazione all’assolvimento dell’incarico.
Mi accusano di pignoleria spesso ma credo che non ci sia margine di interpretazione e mi consulto con voi.
1)Fermo restando eventuali rimborsi spese per le spese sostenute e documentate,chi è socio di AVIS non può percepire denaro in alcun modo o sbaglio?
2)Nel caso ci siano violazioni dello statuto,Socio e lavoratore, la competenza disciplinare in materia è di giurisdizione interna all'associazione o il rischio è l'eliminazione dal registro del volontariato e la perdita dello stato di onlus?
1. Non è esatto. La norma riguarda soltanto chi ha cariche sociali (come i membri del direttivo e non il singolo socio) e per quello specifico ruolo. In sintesi il tesoriere (per fare un esempio) non può essere retribuito per fare il tesoriere. Ma se il tesoriere, oltre ad essere un avisino, è un medico e tiene un corso ai soci avis per il primo soccorso, per questo può essere retribuito (perchè è una attività NON CONNESSA con la sua carica). Lo stesso dicasi per gli altri soci. Non possono ricevere denaro per il fatto che sono soci (non possono cioè prendere suddivisioni di profitti) ma possono essere retribuiti per eventuali incarichi lavorativi non connessi al loro essere soci all'interno dell'Associazione.
2. Difficile dare una risposta univoca, si dovrebbe vedere sempre lo specifico caso. In ogni modo sicuramente la giurisdizione interna alla Associazione ha voce in capitolo e sicuramente tra i rischi che una onlus può correre in caso di gravi mancanze c'è la perdita dello status (con quello che ne consegue sul piano fiscale).
Non sono convinto,
se parliamo di onlus rimane valida la legge quadro sul volontariato:
comma 3 dell'art. 2 della L.266/91 recita: "La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo.
Ha assolutamente ragione ma deve soffermarsi sui singoli termini ed il loro significato: la parola "volontario" non equivale a quella di "socio". Il socio che presta attività di volontariato per la sua Associazione non può essere retribuito per essa.
Questo non significa che, invece, il socio possa lavorare per la sua associazione non in termini di volontariato.
Io credo che moltissimi professionisti dell'AVIS (che so, i commercialisti che rivedono il bilancio nazionale) ne siano anche soci. Ciò non toglie che per le loro prestazioni professionali (che non sono prestazioni volontarie) è giusto che siano retribuiti. Per rimanere all'esempio di prima quindi: il commercialista avisino non può essere retribuito quando presta la sua opera ad un banchetto dell'Avis per cercare nuovi donatori: Ma è giusto che lo sia quando rivede il bilancio nazionale come professionista.
La ringrazio per la celere risposta e mi adopero nei "mi piace".
Aggiungo solo che il tesoriere nazionale probabilmente non sarebbe daccordo con lei ( le aggiungo un link sperando di non essere invadente http://www.avis.it/risorse-umane/63/109957/volontariato-e-retribuzioni )
Sentiti ringraziamenti!
L'esempio riportato nel link é però molto diverso da quelli fatti da me. Sia perché si riferisce all'abuso dello strumento dei "rimborsi spese", sia perché l'attivitá in questione era nell'ambito istituzionale dell'associazione (paragonabile, nel mio esempio, allo stare ai vostri banchetti per reclutare nuovi donatori).
Se prevalesse la sua interpretazione, così restrittiva, dovreste selezionare ogni vostro fornitore avendo cura che nessuno di essi sia vostro socio... Il che non è possibile.
Buongiorno, io trovo molta difficoltà nell'individuare le distinte figure interne all'associazione, provo a fare degli esempi.
Noi siamo una asd che pratica calcio e quasi tutte le persone che sono da noi o sono atleti o dirigenti, tecnici etc. Questi non devono essere necessariamente soci della asd, giusto?
E poi, molti di questi x il tipo di ruolo che hanno sia tecnici, dirigenti che atleti della prima squadra percepiscono un rimborso. C'è qualcosa di strano?
Sulla prima domanda la rimando alla lettura di questo nostro post: http://www.teamartist.com/blog/2013/03/28/soci-ordinari-simpatizzanti-sostenitori-onorari-tesserati/
Come dice lei non esiste l'obbligo ma nasce una domanda spontanea: ed allora i soci dell'Associazione chi sono?
Sui rimborsi. L'importante è che facciate il modello 770 e seguiate le regole.
OK GRAZIE
Salve, volevo riportarvi 2 esempi...
1)Sono presidente ed unico istruttore della mia stessa asd, non posso percepire compensi per legge, quindi se organizzo corsi di ballo in prima persona come potrei giustificare le entrate mensili dei soci allievi? Giustificandoli come rimborso spese? In tal caso, dovrei dichiararli su qualche modello?
2)Sono socio istruttore di una asd, facente parte del direttivo, posso percepire compensi mensili x un corso di ballo da me organizzato? E' obbligatorio il rilascio della certificazione annuale per compensi corrisposti da parte del Presidente asd? Quali soggetti, in tal caso, sono obbligati a dichiarare il tutto su eventuale modello? Basterebbe solo la certificazione x stare in regola col fisco?
Ringrazio in anticipo...
1. Non è esatto: come istruttore può ricevere compensi anche se ciò configura un potenziale conflitto di interessi.
Rispetto a come giustificare le entrate dei soci... cosa intende? Non capisco la domanda.
2. Si, ma sempre col problema del conflitto id interessi (che noi suggeriamo di evitare per questioni etiche).
Cosa intende per "certificazione annuale per compensi corrisposti da parte del Presidente asd"? Il modello 770?
In caso di compensi l'ASd deve fare il modello 770 e l'istruttore dichiarali nei propri redditi.
Su cosa "basterebbe" invece per essere in regola col Fisco, le consiglio di leggere tutti i nostri post.
1. Gentilissimo, quindi mi faccia capìre, per evitare conflitti di interesse, l'istruttore che terrà un corso di ballo nell'asd non dovrà far parte del direttivo?
2. Infine, per quanto riguarda il secondo punto, volevo riferirmi ad una certificazione/ricevuta di compenso corrisposta all'istruttore stesso, nella quale si attesta che tale compenso non supera i 7500€ annui (è obbligatoria questa prassi?).
3. Ecco, in questo caso, se l'istruttore non ha altri redditi al di fuori di tale compenso legato alla sua attività interna all'asd, dovrà ugualmente dichiararlo da qualche parte?
4. Se sì, dove?
5. Mentre l'asd, deve cmq utilizzare il 770 in caso di compensi corrisposti, è così?
Ringrazio in anticipo per le risposte, sperando di essere stato più chiaro...
1. Esatto.
2. Si. A tutela dell'Associazione.
3. Ogni caso è a sè. Non si può dare una regola generica per tutti. Costui è a carico di qualcuno? Ha bene immobili? Presenta l'Unico?
4. Dipende dal punto 3...
5. Esatto.
Ok, allora passo a chiarire la posizione del punto 3. Se l'istruttore socio non ha altri redditi al di fuori del proprio compenso x attività svolta all'interno dell'asd, è a carico dei genitori, non ha beni immobili e non presenta l'Unico, sarà tenuto a dichiarare tale compenso inferiore ai 7500 annui? Se sì, dove?
Infine, tra A.S.D. ed istruttore socio, oltre la ricevuta compenso, dovrà sussistere anche un "contratto"? Se sì, c'è in giro qualche fac-simile?
Grazie...
No, lui non sarà tenuto a dichiarare nulla.
Abbiamo un facsimile di lettera di incarico, ma lo forniamo ai soli nostri clienti...
Ottimo, ora avrei alcuni ultimissimi dubbi da sciogliere in merito a tale argomento...
1)Se agli albori dell'asd non ci fossero abbastanza entrate per un compenso al socio istruttore (che terrebbe quindi un corso solo come volontario ed in questo caso quindi tale figura potrebbe anche coincidere con quella di un membro del direttivo come il presidente, visto che non ci sono compensi ma solo rimborsi - no conflitto di interessi), in quel caso ne' il presidente asd ne' l'istruttore volontario sarebbero tenuti a compilare modelli e/o stipulare contratti e/o stilare eventuali dichiarazioni?
2)Inoltre, è obbligatorio un documento che attesti l'attività temporanea di solo volontariato ( se sì, c'è un fac-simile in giro?) del socio istruttore nell'asd, o bisognerebbe indicare tutto ciò a monte, cioè direttamente nell'atto costitutivo??
Grazie...
1. Una lettera di incarico tra ASD e istruttore, seppur non obbligatoria, è sempre buona cosa.
2. Come per il punto 1. Nell'atto costitutivo non servirebbe a nulla... piuttosto l'incarico è consigliabile che venga discusso e stabilito in una riunione di direttivo.
E a seguire gli ultimi 4 punti relativi a tale argomentazione...
3)Da quel che ho capìto, quindi, l'incarico del socio istruttore volontario, facente parte o meno del direttivo, viene sempre discusso e deciso prima dall'intero direttivo in fase di assemblea, per poi essere verbalizzato, giusto?
4)Quindi nulla vieta ad un asd di non erogare obbligatoriamente un compenso sportivo ad un socio istruttore, ovvero è possibile anche la forma di cui sopra, è cioè il volontariato da parte dell'istruttore?
5)Le quote mensili d'iscrizione ad un corso da parte dei soci allievi, possono essere utilizzate liberamente dall'asd per far fronte alle proprie spese, in caso di socio istruttore volontario che non percepisce compensi?
6)Per concludere, il socio istruttore volontario può percepire rimborso spese x carburante, anche se propria dimora e sede asd sono situate nella stessa città? Se sì, dovrà conservare ricevute apposite di erogazione carburante avvenuta??
Vi ringrazio in anticipo per queste ultime risposte... Siete un team fantastico, fatto di gente preparata e disponibilissima. Grazie 🙂
3. Si, sarebbe meglio.
4. Esatto.
5. Certamente.
6. No, non può. Solo se si sposta fuori dal suo comune.
Salve e complimenti per il blog, è davvero una fonte inesauribile di informazioni preziosissime, soprattutto per chi si appresta a cominciare un'avventura associativa.
Ho dei dubbi sull'acquisto di beni, per la nostra neonata ASD abbiamo bisogno di diverse bici, come possiamo fare? Avevamo pensato che:
1) le acquista il Presidente e le offre in comodato all'associazione (meglio gratutito o sarebbe possibile pagargli un fitto, naturalmente contenuto?);
2) se invece le bici vengono acquistate a nome dell'associazione è possibile far anticipare i soldi al presidente o ad altri soci fondatori, e poi nel corso dell'anno usare le quote associative dei nuovi iscritti per rimborsarli?
Grazie mille
1. e 2. Le acquista l'associazione con un prestito fruttifero fatto dal Presidente (o da altri soci). Farete una delibera di Direttivo che stabilirà modi e tempi della restituzione dei soldi.
Ogni altra soluzione ve la sconsiglio.
Carissimo Damiano... complimenti per quanto fa per le nostre associazioni! Una domanda: il nostro direttore non percepisce compensi, però ultimamente noto che gradirebbe ricevere qualcosa almeno per la benzina usata per la sua vettura per venire a fare le prove in sede, visto che ne facciamo 2 alla settimana per circa 10 mesi all'anno. Questo rientra come rimborso spese?
Grazie ancora
Trova la risposta in questo post: http://www.teamartist.com/blog/2013/03/14/rimborsi-spese-trasferta-dipendenti-collaboratori-professionisti-associazione/ Guardi i rimborsi a piè di lista. Domanda, il direttore risiede nello stesso comune della sede delle prove?
Grazie per la pronta risposta. Ho visitato il link per il calcolo rimborso kilometrico ma non capisco come quantificare l'importo da destinare come rimborso. Facciamo un esempio: se il direttore percorre circa 600 km all'anno per dirigersi in sede prove,possiede un auto Fiat Bravo 1.6 16V SX 3 porte benzina, devo moltiplicare i km percorsi x i costi complessivi per le percorrenze annue richieste? E i costi non proporzionali e proporzionali come si quantificano? Mi scuso per la mia scarsa dimistichezza... Tengo a precisare che il nostro direttore è iscritto come socio. Altro quesito inerente ai rimborsi kilometrici: i vari coristi/soci in occasione di trasferte per concerti e vanno usare i propri mezzi, hanno diritto al rimborso kilometrico?
Grazie ancora per la disponibilità.
Per le tabelle ACI dovete dargli 0,62 euro al km (se vive in un comune di residenza diverso da quello delle sale prove).
Per 600 km sono quindi 372 euro all'anno. Anche chi va ai concerti ha diritto a questi rimborsi (purchè autorizzati dal Direttivo perchè in missione per l'Associazione).
Ehmm, scusate, sempre io... Come avete calcolato 0,62 al km? Forse per la fascia di 10000 km.? E se sì, perchè? Visto che in totale ne ha percorso non più di 600? Vorrei capirci meglio così da poter calcolare i rimborsi per i vari coristi... Portate pazienza!
Perchè immagino che con quell'auto il vostro socio faccia sui 10.000 km/annui...
Siamo un'Associazione non profit costituita da rappresentanze pubbliche (Comuni, Provincia, Camera di Commercio) e da rappresentanze private (associazioni di categoria, consorzi). Nello Statuto non si fa alcun riferimento ai compensi dei componenti del Consiglio Direttivo ma si fa riferimento che "L’Associazione non persegue finalità di lucro; i proventi delle attività sono destinati interamente alla realizzazione degli scopi istituzionali, con divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge". Visto quanto indicato dall'art. 6 comma 2 del Decreto-legge n. 78 del 31/05/2010 sembrerebbe, i componenti del Direttivo possono ricevere compensi che non devono superare i 30 euro a seduta. Quindi non ci è chiaro se tali possono ricevere oppure no, un gettone di presenza e se questo importo è quello indicato dal suddetto Decreto-legge. Grazie in anticipo della vostra risposta.
Rispetto a quanto ci ha scritto, riteniamo che non possano ricevere un gettone di presenza ma possano ricevere dei rimborsi spese a piè di lista. Ad esempio per gli spostamenti, pernottamenti, pranzi etc etc.
Per quali mansioni e per quali figure i soci di una asd possono percepire dei compensi?
Sono indicati in questo post: http://www.teamartist.com/blog/2013/01/15/indennita-rimborsi-premi-compensi-sportivi-dilettanti/
Più o meno a quanto dovrebbe ammontare un compenso annuo per un insegnante e per un compensoper la figura del segretario per rimanere nell'ambito dilettantistico?
Boh dipende dal numero di ore di lavoro... La retribuzione deve essere mercato. Direi una cifra compresa tra i 15 e i 30 euro/ora. Ma senta un po' di colleghi della sua zona prima.
Buon pomeriggio,volevo sapere se un insegnante di danza in una asd per usufruire del compenso con agevolazione fiscale, può anche essere un insegnante in altre asd. Ed in ogni caso per percepisce un compenso per attività all'interno della asd usufruendo dell'agevolazione deve essere obbligatoriamente pensionato, studente o avere altro reddito da lavoro?. Grazie.
Si e si. In sostanza il reddito da istruttore di ASD non può essere il reddito principale o di "sostentamento". Le consiglio la lettura di questi post:
http://www.teamartist.com/blog/2012/10/10/indennita-rimborsi-premi-compensi-allenatori-giudici-gara-commissari-speciali-medici-sportivi-dirigenti-collaboratori-amministrativi-atleti-dilettanti/
http://www.teamartist.com/blog/2013/01/15/indennita-rimborsi-premi-compensi-sportivi-dilettanti/
Siamo in affitto ed è intestato alla associazione. Il contratto permette il subaffitto, ma con questa Onlus è una collaborazione non continuativa quindi un contratto di sub locazione è eccessivo forse. E' solo un uso sale per un mese e solo di sabato e al momento è tutto gratis, ma se le cose per la nostra associazione peggiorano dal punto di vista economico visti i tempi volevamo capire se era possibile avere contributi da altre associazioni. Grazie della vostra cortese risposta
Contributi si... ma questi non lo sarebbero visto che vi pagherebbero l'uso di una sala che, ripeto, è una operazione commerciale su cui si devono pagare le tasse.
La sede è intestata alla associazione. In cosa consiste la differenza? E la Onlus può farci una erogazione liberale x aver usufruito dei nostri spazi?
Grazie anticipatamente perchè anche le collaborazioni fatte per sostenere il sociale sono complicate...
Se foste in affitto invece che in proprietà, potreste avere un contratto che vieta la sublocazione.
La onlus non può farvi una donazione (erogazione liberale)... in cambio di qualcosa! Perchè automaticamente diventa il pagamento di un servizio (l'affitto di una sala per l'appunto) sul quale si devono pagare le tasse.
Salve! Sono qui a chiedere info a lei perchè leggendo le sue cose intravedo un grande bagaglio di info e aggiornamenti sulle associazioni. Eccomi al dunque. Siamo asd di Yoga. Abbiamo una sede nostra. Collaboriamo con una Onlus da anni che non ha una sede propria. Attualmente questa onlus ha fatto partire un corso al quale hanno risposto in molti.
1. Domande: La onlus deve essere nostra socia x essere inregola se usufruisce dei nostri locali anche se gratuitamente?
2. E i partecipanti al corso?
3. Nel caso invece che potessimo o dovessimo chiedere un contributo sale come ci possiamo comportare per essere in regola in tutto?
Ringraziando anticipatamente, saluto e aspetto impaziente la risposta. Grazie! Paola
1. No ma sarebbe opportuno che almeno il loro direttivo sia di persone che si associno a voi. Ricordatevi di fare una delibera di direttivo in cui stabilite di concedere gratuitamente i vostri spazi a questa onlus.
2. No. Ma immagino vi farebbe piacere... quindi, perchè no?
3. Non siete obbligati ed anzi, avreste un sacco di complicazioni.
PS: quando dice che la sede è vostra: intestata alla Associazione o ad un socio? Perchè questo potrebbe cambiare tutto.
Buongiorno. se è già verbalizzato che il sig. Tizio terrà tal corso e il compenso è fissato a tot euro, alla fine del corso occorre verbalizzare anche l'erogazione del compenso o basta avere la fattura? e nel caso di un compenso per lavori al sito web fatto da un socio (che è anche libero professionista nel settore)? basta la fattura o occorre verbalizzare che verranno spesi quei soldi per lo sviluppo/manutenzione del sito web? Grazie
Consiglio di verbalizzare la sola decisione di spesa, gli importi e il fornitore. Ovviamente per poter emettere il pagamento dovrete avere le fatture dei fornitori.
Salve, dopo tutto quello che ho letto ne deduco che nessuno del direttivo può percepire un compenso per attività gestionale/contabile. Ma allora chi può avere questo tipo di compenso visto che normalmente la contabilità la fanno il segretario o il presidente (parlo di una normale e modesta a.s.d.)?
non si può elargire un compenso così come si fa con gli istruttori?
Lo sconsigliamo. Chi vuole fare segreteria e percepire un compenso, sia un socio non membro del direttivo. Poi, nulla vi vieta di farlo ma sappiate che vi esponete a dei rischi e create un palese conflitto di interessi (il controllore e il controllato coincidono: così come il datore di lavoro e il lavoratore).
Grazie1000, infatti ho capito benissimo che voi avete prove concrete e sicuramente seguirò il vostro prezioso consiglio. E' veramente difficile a questo punto cercare di fare le cose giuste, sembra sempre che cmq possano trovare qualcosa che non vada. Forse sarebbe meglio costituire una SSD, che ha sicuramente dei costi maggiori, ma che perlomeno può tutelare maggiormente da errori fatti sicuramente in buona fede vista la complessità della materia in se. Alle volte mi sembra di parlare di non ASD ma di estremo VOLONTARIATO. Noi ad esempio siamo 3 persone due ballerine ed un insegnante interessate a costituire appunto una ASD in quanto la danza è la nostra passione ma a questo punto diventa veramente complicato trovare altre 3 persone da mettere nel direttivo a titolo gratuito visto che sarebbe bene da quanto si legge che non facessimo parte dello stesso. Grazie ancora.
Buonpomeriggio, mi riallaccio al discorso compensi... Io ho chiesto ad un legale del settore no profit e mi ha detto che un insegnante che diventa socio della ASD può anche essere tranquillamente membro del direttivo (chiaramente per tale carica non percepisce nulla in quanto vietato) e percepire compenso per l'insegnamento tramite lettera di incarico e con accordo di collaborazione sportiva usufruendo anche dell'agevolazione fiscale. Mi sembra che cio' sia in contrapposizione con quanto richiestovi alcuni giorni fa. Sinceramente sono un pò confusa. Grazie1000
I nostri suggerimenti sono sempre tesi alla massima tutela delle Associazioni e derivano dalla nostra esperienza sul campo. Abbiamo visto verbali in cui questa pratica è stata attaccata dal Fisco perchè nascondeva
illegali ripartizioni degli utili tra soci. Faccia così, chieda al legale di farle un parere scritto... così se dovessero farle un verbale potrà rivalersi su di lui che le ha dato questo parere.
vorrei sapere qualcosa in piu' sul documento eas, dove si ha , a cosa serve, e se è obbligatorio per una a.s.d.
Grazie, Elio.
Legga questo nostro post: http://www.teamartist.com/blog/2012/09/21/il-modello-eas-chi-come-dove-e-quando-lo-deve-fare/
Buongiorno,
ho un dubbio, mi sono informata per la costituzione di un'associazione nel mio paese per fare corsi di musica canto ballo e strumenti ed eventualmente teatro i corsi verranno effettuati da insegnanti, mi hanno detto che non è possibile fare tutto questo con un' associazione per i compensi, ciò che non capisco è l'esistenza di scuole di musica sottoforma di APS, potreste darmi gentilmente delucidazioni? grazie
Salve, non abbiamo compreso la sua domanda. Qual è il problema specifico rispetto ai compensi? Cosa vorrebbe fare esattamente?
mi spiego meglio, un'associazione può essere una scuola di musica con corsi di canto, di danza, di teatro? i corsi verrebbero fatti da insegnanti che vogliono essere retribuiti, si può fare tutto con l'associazione invece che con una società vera e propria? a me hanno detto di no che è meglio fare una società perchè l'associazione non può retribuire le persone mensilmente.
ma so che ci sono molte scuole sottoforma di associazione come è possibile? sono illegali?
Certo che si può fare, nella assoluta legalità. Basta che gli insegnanti non siano i 3 membri del direttivo e che non vengano retribuiti con stipendi fuori mercato.
grazie per la risposta, possono avere anceh contratti di collaborazione? o sono semplicemente dei piccoli rimborsi? ultima domanda mi scusi, quindi le uniche persone che non possono percepire nulla sono il presidente il vicepresidente e nemmeno il tesoriere? grazie
Nessun socio, per la sua attività all'interno della Associazione, può ricevere compensi (quindi nemmeno chi è nel consiglio direttivo). Se però un socio decide di tenere un corso all'interno della Associazione avendo una specifica professionalità acquisita, non è parente di nessuno del Direttivo, e la sua retribuzione sarà di mercato è possibile chiudere un occhio.
Buongiorno, volevo sapere se si può costituire una società sportiva dilettantistica a r.l. a capitale ridotto e in caso affermativo se hanno anche le stesse agevolazioni fiscali delle asd. Grazie
Salve, noi ci occupiamo solo di ASD.
Grazie1000! Quindi affinchè non ci siano problemi bisogna che non faccia parte del direttivo ma che sia socio dell'associazione con incarico di insegnante...giusto?
Questa è senz'altro la scelta migliore.
Buongiorno, volevo sapere: se una persona ricopre una carica nel direttivo (ad esempio Presidente) per la quale carica non percepisce ovviamente nulla, potrebbe anche essere l'insegnante di danza (socio della A.S.D.) e percepire il compenso con accordo di collaborazione? Grazie.
Si, ma si crea un conflitto di interesse e noi lo sconsigliamo. Inoltre potreste essere accusati di suddivisione illecita degli utili...
1. Si ma in che senso conflitto di interesse? Se il presidente, il vicepresidente o altri del direttivo svolgono il ruolo di liberi professionisti è un conto. Se risultano disoccupati ma hanno una qualifica accademica o lavorativa tale per cui vogliono e possono fare una prestazione d'opera all'interno dell'associazione, quale sarebbe il conflitto di interesse?
2. Voglio fare un'escursione, ho investito dei soldi per aprire un'associazione e devo farlo gratis? Ancora?
3. Nonostante il precariato del lavoro che c'è adesso?
Il lavoro si paga, in qualunque forma venga fatta. Il lucro non è questo: in economia, il lucro si ha quando un'azienda/associazione produce un profitto contabile in cui i suoi ricavi contabilizzati superano i costi contabilizzati.
1. Che si auto-assumono, auto-giudicano il proprio operato, si auto-attribuiscono il proprio compenso-
2. "Ha investito dei soldi per aprire una auto-associazione". Li ha donati o prestati alla Associazione?
3. Mai sentito parlare di "volontariato"?
Ma il presidente di una aps, non può mai ricevere compensi di alcun tipo per eventuali prestazioni professionali che svolge in progetti promossi dall'associazione?
Così la domanda è troppo vaga. Spieghi meglio con un esempio...
Ad esempio, l'associazione promuove un progetto di interventi psico-sociale, ed il presidente, che è sociologo, svolge un incarico all'interno del progetto, proprio in quanto psicologo, non può essere remunerato per l'attività svolta?
Si, potrebbe. E' evidente però il conflitto di interessi che si viene a palesare in questo modo.
ed in caso di controlli sull'aps, questo potrebbe comportare qualcosa? considerando che ovviamente non sarebbe una prassi, ma avverrebbe una tantum e le altre volte le varie attività sarebbero svolte gratuitamente
Dipende dall'interpretazione puntuale che ne darebbe l'ispettore fiscale. Diciamo che al 50% si.
Salve, sono un dirigente di un'ASD affiliata a due federazioni, FIRAFT e FICK, e organizziamo da circa 15 anni gare a carattere regionale e nazionale in entrambe le discipline. Per il rafting durante l'estate facciamo escursioni per i turisti che vengono in zona ai quali (non essendo manifestazioni sportive anche se in attuazione degli scopi statutari) rilasciamo una ricevuta fiscale per la quota relativa all'attività e una tessera della federazione (per motivi anche di assicurazione). Per questo tipo di attività possiamo fare una lettera di incarico per prestazioni sportive ai i tecnici (brevettati Firaft) e poi una ricevuta per il pagamento o necessita di altre forme di contratto.
Beh, prenda con le pinze la nostra risposta perchè i dati sono pochini per un parere "definitivo". In ogni caso si, potete fare una lettera di incarico per prestazioni sportive dilettantistiche ai tecnici Firaft, e poi saranno LORO a rilasciare alla ASD una ricevuta di avvenuto pagamento (in marca da bollo da 1,81 per importi superiori ai 77,47 euro). Attenzione che devono anche farvi una autodichiarazione di non superamento dei 7500 euro (legga il nostro post: http://www.teamartist.com/blog/2013/01/15/indennita-rimborsi-premi-compensi-sportivi-dilettanti/). Attenzione anche alla compilazione del modello 770: http://www.teamartist.com/blog/2012/10/15/il-modello-770-quando-perche-e-come-va-presentato-dalle-associazioni/).
Detto questo, ci sono delle cose che non capisco: la federazione vi consente di tesserare persone che non sono socie della vostra Associazione?
Come vi regolate per i certificati medici di questi praticanti "mordi e fuggi"?
Salve, grazie per la risposta. Per precisare non è la mia federazione che me lo permette, forse siamo noi che sbagliamo :), avevo preso spunto da un vostro post (http://www.teamartist.com/blog/2013/03/28/soci-ordinari-simpatizzanti-sostenitori-onorari-tesserati/) dove scrivete che non è obbligati ad essere sia soci che tesserati, pensando che viaggiavano separatamente. Noi facciamo queste tessere (che la federazione chiama "turisti amatori") per questioni assicurative e anche per aumentare i tesserati di una federazione "giovane". in quest'altro post (http://www.teamartist.com/blog/2013/04/28/decreto-defibrillatori-certificati-medici-sportivi/) dice che non sono tenuti all’obbligo della certificazione le persone che svolgono attività amatoriale occasionale o saltuario. Dove sbagliamo? Grazie e complimenti per il blog
Prima di tutto complimenti. Fa piacere sapere che ci legge attentamente. Dunque, si, esistono federazioni che permettono il tesseramento anche a persone non socie di una ASD: non è sempre così e va verificato, soprattutto ai fini assicurativi (prima che l'Assicurazione usi questa scusa per non pagare un infortunio); come sempre fate una domanda scritta e pretendete una risposta scritta. Il vero vantaggio è, così facendo, che potreste considerare anche le entrate di questi tesserati non soci come entrate istituzionali, col solo obbligo di emissione di una ricevuta NON fiscale. Come state facendo oggi va comunque bene ma, domanda: le entrate da queste attività ai tesserati, percentualmente, a quanto ammontano rispetto le entrate totali del vostro anno sociale? Se fossero sopra il 50% perdereste il diritto al regime fiscale agevolato.
Rispetto ai certificati medici, legga bene quello che abbiamo scritto (che poi è il comunicato stampa del Ministero e stiamo aspettando il testo del decreto definitivo): "chi la svolge in forma autonoma e al di fuori di contesti organizzati"... diciamo, insomma, che è interpretabile. Ma il punto è: arriva una famigliola in vacanza dalle vostre parti, il papà si mette a fare rafting e ad un certo punto gli viene un infarto e muore. Voi non vi siete preoccupati di chiedergli un certificato medico. Il giudice indagherebbe immediatamente il Presidente per omicidio colposo (oggi accade questo). Mettiamo che poi il Presidente venga assolto: ma nei confronti della famiglia, come si sentirebbe?
grazie ancora per la risposta. Se la federazione lo permette o meno devono averlo scritto da qualche parte (statuto, regolamento, verbale di consiglio...). Per i certificati lei ha perfettamente ragione, però capisce bene che una famiglia in vacanza non va in giro con i certificati. Inutile dire che gli incidenti non sono mai una cosa bella con o senza certificati. Grazie ancora
Ma nel caso di apertura di SSR rl, il titolare deve avere dei requisiti ad esempio per l'apertura di una scuola di danza? Grazie
Credo di no. Ma noi non ci occupiamo di SSD rl.
Buongiorno,
mi chiedo, ma il presidente e il consiglio direttivo di una asd di cosa dovrebbero vivere?
Mi sembra di avere capito ci siano due strade:
1) Sei un filantropo, guadagni bene già di tuo, fai una asd per scopi appunto filantropici. Oppure:
2) Ti piacciono lo sport e i suoi valori, vorresti vivere di questo, della tua passione. Metti su una azienda.
Mi chiedo: ma chi percorre in Italia la seconda strada, con la "concorrenza sleale" delle asd? Pechè devo farmi un sedere triplo per pagare gli oneri di una azienda quando lo stato non mi tutela, controllando e cancellando le asd che retribuiscono il presidente e l'organo direttivo?
Esiste una qualche via di mezzo per vivere (non arricchirsi, vivere) della propria passione legalmente, un assetto associativo/societario intermedio tra asd e società commerciale che permetta, che so, al presidente di guadagnare non più di una certa cifra? O anche in questo settore l'apparato legislativo è concepito per incentivare il sotterfugio e l'illegalità?
Cordialmente, Giovanni.
Esiste la strada delle SSR rl.
1. Ho letto statuti in cui al socio è concesso il voto consultivo, che non ha potere decisionale, non rientra nel voto assembleare; è definito un voto come un consiglio, un parere, ecc..
Pura follia.
1. bene, benissimo.
2. anche qui chiarito un punto centrale e determinante.
1) Quindi le Ass.ni che "consentono" ad alcuni soci il voto consultivo - non deliberativo - non sono in regola? O meglio il voto consultivo non significa nulla.
2) Che senso hanno le Ass.ni che consentono 4/5 categorie di soci (a parte gli onorari), se poi hanno (dovrebbero) avere tutti gli stessi diritti?
Prendo atto anche che è meglio evitare l'iscrizione gratuita, cosa che invece avevo pensato di fare per facilitare l'adesione..
1. Non capisco, mi faccia un esempio.
2. Spesso sono associazioni in cui non si vuole realmente la democrazia interna e si cerca quindi di dare meno potere ad alcuni in modo che questi non possano "spodestare" il direttivo: ciò è illegale.
In altri casi invece, quelli virtuosi, tutti possono diventare soci pagando la stessa quota base poi, chi vuole, può pagare quote più alte per aiutare l'Associazione.
Dal Link che ha postato http://www.teamartist.com/blog/2013/03/28/soci-ordinari-simpatizzanti-sostenitori-onorari-tesserati/ ho scoperto una dura verità (dura perché avevo un'altra idea): l'irregolarità nel dichiarare un socio senza diritto di voto, e questo cambia molte cose nel mio progetto, ma non vorrei ancora sbagliarmi. Certo che è incredibile che molti statuti prevedano soci senza diritto di voto, ne ho letti diversi e a loro ho fatto, benevolmente, riferimento anche se il dubbio si faceva sempre più forte. Ma il vostro post (lInk) non lascia alcun dubbio..
Cerco di capire di più:
1) Se il Consiglio Direttivo si riunisce per programmare il corso "Vogliamoci bene", previsto da un programma presente sul sito (senza date) nel mese corrente o nei tre mesi successivi, la scelta dei docenti, delle date, dei luoghi, deve essere tutto posto all'Assemblea dei Soci per essere votato per la sua attuazione con maggioranza dei voti?!
2) In base alla risposta: allora che cosa compete o quali decisioni devono essere poste al voto di tutti i soci in Assemblea, che sia ordinaria o straordinaria?
Sembrava più facile.. come mi dicevano tanti amici, è semplice, trova due amici, fai uno statuto, lo registri e inizi. Si, facile per non far nulla, o per dire che si ha un'Ass.ne, magari si è il Presidente, poi i soci se ci sono o no, non cambia molto.. (astenetevi dai commenti su questo, è solo per sfogo..)
Grazie ancora del supporto.
P.s. Per scaricare il Vs software per la demo occorre averla costituita l'Ass.ne?
1. No, può essere deciso dal solo Presidente o da un socio da lui delegato.
2. Il voto sul REFA, lo scioglimento della Associazione, le modifiche dello Statuto. Più altri eventuali casi previsti a Statuto o casi straordinari molto particolari (che so: fare un mutuo, acquistare un immobile etc etc).
2. FSN/EPS? Ops, cosa sono..?
Mi sfugge qualcosa: perché distinguete tra socio e tesserato? Non sono la stessa cosa? La tessera non si rilascia a chi si associa?
4. "sono entrate istituzionali"? Paghiamo un socio, che esercita l'attività di docenza per un corso, esp 300,00 euro, questi saranno i suoi compensi, ma non saranno entrate per l'Ass.ne? Oppure per "entrate istituzionali" intendete la differenza della quota pagata dal socio per il corso al netto del corrispettivo pagato al docente?
Immagino questa situazione:
Si organizza un Corso a cui possono partecipare esclusivamente i Soci (sarebbe il vantaggio di associarsi), il costo di partecipazione è di 100,00 a socio, di cui 70,00 all'Ass.ne e 30,00 al docente socio. Lui emetterà ricevuta fiscale o non fiscale per i 30 euro, i 70 euro entrano nella cassa come "entrate istituzionali"?
2. Federazioni Sportive Nazionali - Enti di Promozione Sportiva
Legga questo nostro post: http://www.teamartist.com/blog/2013/03/28/soci-ordinari-simpatizzanti-sostenitori-onorari-tesserati/
4. Fa confusione- Se il socio paga 100 euro, questi vanno nella cassa della Associazione che gli farà una ricevuta non fiscale in doppia copia (una per lui e una per la contabilità della Associazione stessa). Poi l'Associazione pagherà il suo docente secondo le modalità concordate (se fate a "cottimo" dovete fare un rimborso spese forfettario con una lettera di incarico deliberata in direttivo e messa a libro verbali: occhio al modello 770 e alla ricevuta fiscale che dovrà fare il docente, con marca da bollo se sopra i 77,47 euro).
Buonasera, l'argomento è cruciale, anche se molti punti si vanno chiarendo preferisco approfondire.
Come esempio abbiamo un'Ass.ne Culturale, organizza Corsi e seminari, con solo Cod.Fisc.
1) Abbiamo chiarito tutto sui rimborsi (sono possibili se ben documentati);
2) Abbiamo bisogno di docenti, di cui alcuni facenti parte dell'Ass.ne altri chiamati dall'esterno (non associati);
3) Un compenso (di modesta entità e solo per l'occasione - senza continuità) è possibile? E lo è sia per i docenti associati che per chi non lo è? Per questi ultimi forse è più facile?
4) Leggo di molte Ass.ni che con quota annuale offrono corsi con pagamento extra per gli stessi, alla domanda che ho fatto: perché i corsi non sono compresi nella quota annuale? Mi rispondo: caro signore i docenti vanno pagati, non possono lavorare gratis. Fermo restando che siano in regola, quale posizione giuridica gli permette di farlo? La P. IVA? E' solo questa la differenza?
Grazie.
1. bene
2. ok. io li assocerei sempre tutti... oppure, perlomeno, siano tesserati alla vostra stessa FSN/EPS
3. si, è possibile. Meglio se a soci o tesserati (vedi punto 2)
4. No, potete farlo benissimo anche voi. Un conto è la quota sociale annuale (che da diritto a partecipare alla vita della associazione, a votare ed essere votato) un altro i costi per eventuali corsi rivolti ai soci. Questi sono legittimi (purchè compresi tra le finalità sociali della Associazione) e sono entrate istituzionali. Non serve P. Iva per farli.
Buongiorno Damiano,
eccoci quà, il tema compensi, molto scottante. Nel mio caso penso che mi verranno a prendere tra breve!! La nostra asd è stata creata da me e mio marito. Lui è istruttore nonchè vicepresidente, io segretaria, contabile donne delle pulizie e tuttofare nonchè presidente. E' stata una nostra idea, è cresciuta e adesso parliamo di un discreto gruppetto di seguaci (circa 50). Noi ci lavoriamo all'interno (eccome se ci lavoriamo) !!Se non ci fossimo noi, nessun altro farebbe ne da istruttore ne da contabile (per il compenso che prendiamo!!).
La domanda è :"cosa c'è di male?".
Il punto è: siete una azienda a conduzione familiare o una Associazione?
Vorrei trasferire la mia asd in un locale di mia proprietà ,posso far contare come spese del,associazione il mutuo . Grazie .
Assolutamente no. Il canone di affitto, si.
Salve,
se nei primi mesi dell'anno cambia il presidente di una ASD (senza P.Iva ma solo con C.F. e Registro spese prima nota), il presidente uscente è tenuto a chiudere subito il rendiconto annuale prodottosi fino a quel momento o può rimanere aperto fino alla sua naturale conclusione, cioè a fine anno? E in tal caso sarà cura del nuovo presidente rendicontare l'intero anno?
Grazie.
Il Rendiconto non è legato al Presidente ma alla Associazione. Ciò significa che, a prescindere da chi è il Presidente, entro 4 mesi dopo il termine dell'anno sociale, bisogna portarlo in Assemblea Soci per presentarlo, discuterlo e farlo approvare.
associazione socio culturale, gentilmente: ogni qual volta si aggiunge qualcosa allo statuto come va fatto e si deve forse andare all'agenzia entrate?
Le modalità per modificare lo Statuto sono contenute... all'interno dello Statuto stesso! Per prima cosa quindi vada a studiarselo; se aveste omesso come si fa, dovrete seguire le indicazioni del Codice Civile. In linea di massima comunque si deve convocare una apposita Assemblea soci, mettendo all'odg che si vuole modificare lo Statuto, si deve mettere ai voti, verbalizzare e mettere a libro verbali, e poi ri-registrare all'Ufficio del Registro dell'AdE (se avete registrato anche l'originale). A Statuto dovreste trovare le maggioranze necessarie per poterlo fare... Attenzione anche a come avete fatto lo Statuto all'inizio: se lo avete fatto con atto pubblico dal Notaio, dovrete tornarci.
Buon giorno Damiano, nella guida associativa che l'Aics rilascia all'atto dell'iscrizione annuale, è evidenziato quanto segue.
Prestazioni e Collaborazioni "sportivo dilettantistiche":
Negli ultimi anni, il legislatore fiscale ha avvertito l'esigenza di individuare forme agevolate di tassazione delle somme che le società sportive dilettantistiche riconoscono quali "compensi premi o rimborsi spese" agli operatori sportivi, agli atleti e collaboratori indispensabili per lo svolgimento dell'attività sportiva.
Tale esigenza, deriva dalla considerazione che l'attività sportiva dilettantistica sia meritevole di tutela e di agevolazione in relazione alla propria valenza sociale ed educativa, si è concretizzata con diversi provvedimenti legislativi che hanno configurato lo speciale trattamento anche ai fini previdenziali ed assistenziali, dei compensi sportivi, come recepito dall'art.67,comma 1 lett.m)del tuir (redditi diversi).
Ed ancora Le Vorrei evidenziare quanto segue:
L’Agenzia delle Entrate con risoluzione 26 marzo 2001, n. 34/E ha chiarito che il legislatore riferendosi
all'“esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche”, ha voluto delimitare l’ambito di applicazione del
regime agevolativo in esame, escludendo i compensi corrisposti per lo svolgimento di “attività contabili ed
amministrative in quanto non direttamente finalizzate alla realizzazione delle manifestazioni sportive
dilettantistiche”.
Di conseguenza, possono beneficiare della norma prevista dall’art. 67, comma 1, lett. m) del TUIR i compensi
erogati a soggetti che partecipano direttamente alla realizzazione della manifestazione sportiva a carattere
dilettantistico. In altre parole, l’agevolazione fiscale si riferisce a tutti quei soggetti le cui prestazioni sono
funzionali alla manifestazione sportiva dilettantistica, determinandone la concreta realizzazione, ivi compresi
coloro che nell’ambito e per effetto delle funzioni di rappresentanza dell’associazione di norma presenziano
all’evento sportivo.
Si considerano, quindi, corrisposti nell’esercizio diretto dell’attività sportiva dilettantistica i compensi
riconosciuti a:
- atleti dilettanti;
- allenatori;
- giudici di gara;
- commissari speciali che durante le gare/manifestazioni devono visionare o giudicare l’operato degli arbitri;
- dirigenti che di solito presenziano direttamente a ciascuna manifestazione, consentendone il regolare
svolgimento, a condizione che non siano legati al soggetto erogatore dei compensi da rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa.
Di contro, non possono beneficiare della norma agevolativa i soggetti che svolgono “mera attività
amministrativa”.
In conclusione, affinché le somme corrisposte possano rientrare nella disciplina dei redditi diversi di cui all’art.
67, comma 1, lett. m) del TUIR devono sussistere contemporaneamente due requisiti:
- il soggetto percipiente deve rientrare in una delle categorie sopra individuate (requisito soggettivo);
- la manifestazione sportiva deve avere carattere dilettantistico (requisito oggettivo).
Successivamente, l’art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 nell’introdurre una serie di novità per
l’attività sportiva dilettantistica, ha stabilito che il regime agevolativo previsto dall’art. 67, comma 1, lett. m)
del TUIR (come modificato dalla legge n. 342/2000), per le somme erogate nell’esercizio diretto di attività
sportive dilettantistiche agli sportivi dilettanti si applichi anche ai rapporti di collaborazione coordinata e
continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società ed associazioni sportive dilettantistiche.
L’Agenzia delle Entrate con la circolare 22 aprile 2003, n. 21/E ha chiarito che rientrano in tali rapporti di
collaborazione coordinata e continuativa le prestazioni connesse ai compiti tipici di segreteria svolte
dall’associazione o società sportiva dilettantistica, quali ad esempio la raccolta delle iscrizioni, la tenuta della
cassa e la tenuta della contabilità da parte di soggetti non professionisti.
Tutto ciò mi sembra che vada contro quanto da lei evidenziato.
Cortesissimo, quanto da lei evidenziato è stato da noi meglio chiarito in questo post di alcuni mesi fa: http://www.teamartist.com/blog/2012/10/10/indennita-rimborsi-premi-compensi-allenatori-giudici-gara-commissari-speciali-medici-sportivi-dirigenti-collaboratori-amministrativi-atleti-dilettanti/ ed in questo: http://www.teamartist.com/blog/2013/01/15/indennita-rimborsi-premi-compensi-sportivi-dilettanti/
Perchè le pare che il nostro post vada contro tutto ciò?
"I soci di una Associazione noprofit non sono come i soci di una Azienda e per questo motivo non possono essere ricompensati perchè il concetto di "utile" è diverso" ,,, è probabile che sia a nn vedere la corretta sintassi ma è un affermazione o una negazione, quanto sopra, relativamente al ricompensare? è assodato che: a) non vi debbano essere spartizioni di utili, sarebbe errato anche moralmente. b) è corretto rimborsare costi sostenuti (nell'interesse sociale!) ... per il resto chi conduce una "vera" associazione sa quanto spesso si metta mano al portafoglio [in special modo presidente & co(odirettivo) ]
ci tengo a precisare che il mio dubbio nasce partendo dal presupposto che il termine "compenso" [Corrispettivo economico di una cosa che è stata fatta] lo si consideri sinonimo di "retribuzione" [Compenso, perlopiù in denaro, corrisposto a un lavoratore dipendente, proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto]
Probabilmente mi sto perdendo in un bicchier d'acqua ma... non capisco cosa non sia chiaro nella nostra affermazione! Detto ciò la sua analisi susseguente è perfettamente corretta. PS: ho dato un'occhiata al sito della vostra Associazione e mi piace molto. La prossima volta che sarò a Palermo verrò a Capo Gallo 😉
Ma che cosa si intende che le entrate dell'Associazione non possono essere utilizzate unicamente per pagare i Soci?! Per quali altre cose bisognerebbe utilizzarle?
Voi non avete nessun costo come Associazione?
salve, io invece credo che stiamo toccando l'assurdo. Se una asd, con iscrizione al registro coni, tiene regolarmente atto c. e statuto, albo soci, verbali assemblee c.d. e soci, registro entrate e uscite ecc ecc. cioè è in regola con quanto prevedono i vari articoli di legge per le agevolazioni a cui hanno diritto le asd perchè non bisogna star tranquilli? Vedere la sentenza della CTP di Salerno n° 359/11. In quale articolo di legge è scritto che il presidente non può fare l'istruttore, o anche gli altri soci del direttivo non possano fare gli istruttori? prendendo un giusto compenso.
Due, tre o anche più amici o fratelli, appassionati di sport decidono di creare una asd, sono i soci fondatori e fanno parte del c.d.. Tengono i corsi e prendono un compenso. Al rinnovo del consiglio direttivo nessun altro socio vuole fare il presidente, perchè, ed è logico, nessuno vuole assumersi responsabilità legali.
In caso di controlli si può presumere qualsiasi cosa ma poi bisogna vedere che ne pensa il giudice. Certo che gli ispettori ti fanno il verbale e vogliono toglierti le aggevolazioni, in base alle presunzioni, e ti chiedono di pagare. Un buon avvocato e poi si vedrà.
Se non fosse per le asd lo sport in italia sarebbe impraticabile. Diverrebbe molto costoso. una asd con p. iva è molto costosa.
Io concordo pienamente con quanto esposto!
No no, semplici amici e zero grado di parentela!!!
Capito Sig.Damiano!! e se invece questi compensi vengano fatti a soci ordinari che non fan parte del consiglio direttivo??
Grazie Daniele
Sono parenti di qualcuno nel direttivo?
Buongiorno carissimo Damiano, secondo lei se in una associazione si fanno dei compensi di carattere amministrativo/contabile per 3000 euro annui fatti però a membri del consiglio Direttivo e non al presidente, secondo te è un conflitto di interessi??
Salutoni e buona giornata, Daniele.
Si, è un conflitto di interesse comunque...
Buongiorno, stiamo valutando insieme a degli amici di creare un associazione per offrire servizi alla persona.
Il dubbio che sorge è quello dei compensi ai Soci, nel mio caso ad esempio mi ritroverei a svolgere un lavoro più corposo all'interno dell'associazione che andrà dal marketing, all'organizzazione di corsi,... Dedicando quindi parecchie ore ogni giorno alle varie attività,
1. è possibile percepire un compenso facendo anche parte dell'organo direttivo oppure è consigliato essere una semplice socia dell'associazione.
2. E ancora, come membro del consiglio direttivo (Presidente o Segretario ad es.) se svolgessi la mia attività per l'associazione con partita iva ed emettessi quindi regolari fatture, si crea nuovamente conflitto di interessi?
1. Dipende dal tipo di Associazione che andrete a creare. In ogni caso è sempre sconsigliabile anche laddove sia contemplato dalle norme.
2. Certamente.
Buongiorno e complimenti per il vostro prezioso supporto. Stiamo costituendo una Asd finalizzata all'insegnamento dello Yoga. il direttivo è composto da tre persone.
1. Possiamo anticipare dei soldi per iniziare l'attività?
2. Per affittare il locale, pagare l'affiliazione, ecc?
noi vorremmo mettere una cifra X per le spese di apertura della sede e poi riprenderla quando inizierà il tesseramento.
3. E' fattibile?
1. Si. Attraverso un prestito infruttifero verbalizzato in Consiglio Direttivo. Dovete prevedere le modalità di restituzione e il prestito se è sopra i 516,46 euro deve essere fatto in modo tracciabile (meglio BB dal conto di chi presta a quello della Associazione).
2. Si.
3. Si.