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26 Febbraio 2013

Recensione del manuale “Linee Guida per la Raccolta dei fondi”

Stefano Marini Scritto da Stefano Marini
Categoria dell'articolo: Gestione dell'associazione
Recensione del manuale “Linee Guida per la Raccolta dei fondi”

Oggi vogliamo consigliarvi una buona ed utile lettura che potrete trovare QUI in formato pdf, da stampare e leggere con calma ed attenzione.

Si tratta di un manuale, o potremmo dire anche un vademecum, dal titolo già di per sé piuttosto esplicativo “Linee Guida per la Raccolta dei Fondi”, ovviamente in riferimento al terzo settore. Il manuale è edito infatti dall’Agenzia per il Terzo Settore e l’edizione di cui vi parliamo è la seconda, risalente ad ottobre 2011.

La divisione in capitoli agevola la lettura e soprattutto agevola la vostra ricerca nel caso in cui stiate puntando ad un argomento specifico relativo al mare magnum della raccolta fondi per un’Associazione.

Su cosa si basano i dati raccolti nel manuale? Come espresso chiaramente nell’introduzione, il manuale è stato prodotto in seguito allo “svolgimento di una ricerca su un gruppo campione di associazioni di medio-piccole dimensioni, finalizzata a raccogliere dati e informazioni sulle principali modalità di raccolta dei fondi, le criticità che le raccolte possono manifestare e gli elementi indicatori di buone prassi; la ricerca è stata curata dall’Istituto Italiano della Donazione, che ha prodotto un documento conclusivo dal titolo “Ricerca sull’attività di raccolta fondi nel terzo settore”, il quale ha rappresentato la base di discussione e di analisi per le successive elaborazioni delle linee guida”.

Il documento è stato poi suddiviso in tre parti: la prima è quella in cui sono elencate le vere e proprie linee guida, ovvero la parte fondante del manuale stesso, e vuole essere una raccolta dei principi essenziali e imprescindibili da rispettare nel momento in cui un’Associazione vuole raccogliere dei fondi. Si tratta di principi che tutelano tutte le parti in causa: donatore, destinatario della donazione e ovviamente l’Associazione stessa.

Nella seconda parte, invece, si analizzano i comportamenti, le tecniche e gli strumenti per avere una buona prassi nella raccolta dei fondi, tramite i vari strumenti che possono essere di volta in volta scelti e utilizzati per veicolare le informazioni e ottenere le donazioni, ad esempio: direct mail, telemarketing, face-to-face, eventi, eventi di piazza, salvadanai, imprese for profit, grandi donatori, lasciti testamentari, SMS solidali, donazioni on line tramite il sito web dell’organizzazione.

La terza parte è dedicata agli aspetti fiscali relativi alle raccolte fondi e alle donazioni: vengono infatti riportate delle tabelle di sintesi delle norme da osservare, di cui tenere conto e su cui informarsi sia per i beneficiari delle donazioni, sia per chi decide di effettuarle.

Ora non ci resta che augurarvi Buona Lettura!

SE VI INTERESSA L’ARGOMENTO, POTETE LEGGERE ANCHE QUESTO ARTICOLO.

Damiano Dalerba & Stefano Cabot

Direttori area noprofit di TeamArtist

 

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66 risposte a “Recensione del manuale “Linee Guida per la Raccolta dei fondi””

  1. Rispondi
    Simona

    Buongiorno, la nostra ass. culturale musicale ogni anno organizza una manifestazione musicale. Per far fronte alle spese (siae, service audio-luci, pagamento dei gruppi musicali, varie domande per i permessi ecc.) durante le serate organizziamo una raccolta fondi attraverso la vendita di bevande ( lattine varie + birra alla spina) e cibi cucinati da noi ( salcicce, patatine e pizze fritte). Essendo l' associazione in possesso del solo CF, volevo sapere se stiamo in regola e se siamo esenti dall' emissione di scontrini. La ringrazio per l' attenzione.

  2. Rispondi
    servizio telemarketing

    Complimenti ottima risorsa... condivido sui social 🙂

  3. Rispondi
    Alessia

    Siamo una APS e vorremmo organizzare un mercatino di Natale con gli oggetti creati nei laboratori artistici della nostra associazione. Vorremmo sapere:
    1. Se il mercatino è rivolto solo ai soci, dobbiamo richiedere qualche autorizzazione o inviare qualche comunicazione agli enti pubblici? Se sì, quali?
    2. Se invece volessimo aprire il mercatino anche ai non soci, l'iter sarebbe diverso?
    3. Dobbiamo emettere ricevute (generiche e numerate) per i beni acquistati oppure basta la matrice madre-figlia?
    4. I proventi del mercatino devono essere configurati come proventi da raccolta fondi, con la conseguente rendicontazione a parte?
    5. E' giusto che se i fondi sono raccolti fra soli soci non sono soggetti a tassazione e se sono raccolti anche fra non soci va pagata l'aliquota del 10%?
    Grazie mille.

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Dipende. Quanti soci avete e quanto immaginate di incassare?
      2. Evento di raccolta fondi. Leggi questo post.
      3. Meglio emettere ricevute.
      4. vedi 2.
      5. ???? In che senso? A cosa fa riferimento?

      • Rispondi
        Alessia

        In breve:
        1. Abbiamo circa 50 soci, l'incasso sarà sicuramente sotto i 1000€.
        2. Ok.
        3. Ok, anche se le ricevute madre-figlia sarebbero state più comode.
        4. Ok.
        5. Ho letto da qualche parte che se la raccolta fondi è aperta anche ai non soci, i proventi della raccolta verranno tassati al 10%. Ho letto male?
        Grazie mille per i preziosi consigli.

  4. Rispondi
    marino

    Siamo un a.s.d. durante un torneo serale abbiamo raccolto offerte tra il pubblico. Al termine del torneo abbiamo raccolto circa 2.000 euro. Come vanno contabilizzati?
    grazie

  5. Rispondi
    Annalisa

    In effetti il post indicato risponde alla 4° domanda, ma non trovo risposta per quel che riguarda l'approvazione/accettazione da parte del consiglio direttivo delle liberalità e dei contributi... noi ce l'abbiamo a Statuto, ma in realtà non so come vada fatto!

    • Rispondi
      TeamArtist

      E' una norma che non ha senso e vi consiglio di modificare lo Statuto... Si metteva una opzione del genere per i lasciti testamentari (che, a volte, invece di essere un vantaggio si possono rivelare uno svantaggio). Ma se per ogni minima liberalità si deve riunire preventivamente il direttivo.... follia.

  6. Rispondi
    Annalisa

    Grazie mille, superveloci!!
    1. Invece per quanto riguarda l'accettazione delle liberalità e contributi da parte del Consiglio direttivo come funziona? 2. Qual è l'iter giusto da seguire?
    3. Ad esempio nella riunione del CD 2014, vanno approvate le liberalità già versate - anche da privati, di qualsiasi entità (spesso ignoriamo il fatto che i privati siano intenzionati ad effettuare una donazione in nostro favore)- o quelle richieste o segnalate da aziende/Enti che ci avvisano che sono intenzionati a contribuire alle nostre attività?
    4. Invece in caso di donazioni di beni da privati (un privato vuole donarci un letto elettrico antiribalta)?

  7. Rispondi
    Annalisa

    Buongiorno,
    ho un dubbio sulla redazione del rendiconto e della relazione sulla raccolta fondi: vanno redatte sia quando la raccolta è organizzata direttamente dall'Associazione sia quando è organizzata da terzi e noi risultiamo solamente come beneficiari?
    Grazie mille, cordiali saluti

    • Rispondi
      TeamArtist

      Se ne siete beneficiari e basta, no.

  8. Rispondi
    mario

    Buongiorno, in merito alle domande che Vi ho posto posso aggiungere che:
    A. Da ulteriore verifica riscontro che la raccolta fondi per una ASD in 398/91 non necessita di occasionalità o saltuarietà;
    Leggendo uno scritto dell’Ente XXXXX si rilevo che gli incassi da raccolta fondi di una ASD in 398/91 non sono soggetti ad imposte dirette mentre sono soggetti ad IVA.
    Se mi è permesso vorrei farVi una domanda che esula dal tema sin qui trattato e che riguarda il c/c di una ASD.
    1. A Voi risulta che per questo conto corrente bancario si debba versare l’imposta di bollo?
    Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      A. Faccia come crede. A nostro parere la legge è chiarissima: le raccolte fondi attuate secondo i dettami sono decommercializzate e quindi totalmente detassate.
      1. C'è una interpretazione della AdE che stabilisce come siano esenti bollo. Ma il 95% delle Banche si rifiuta di interpretare tale norma in questo modo...

  9. Rispondi
    daniela

    Salve, sono segretaria di un' Associazione Culturale che tiene corsi di Yoga presso una Palestra e alcuni Seminari che vengono gestiti dall'Associazione stessa. Avrei alcune domande:

    1) lo yoga è una filosofia /disciplina indiana, che non si impara a scuola e i nostri istruttori non hanno diplomi in questa disciplina pur avendo pratiche di insegnamento ventennali (dimostrabili). E' necessario essere riconosciuti con un patentino italiano/europeo e in tal caso che iter devono sostenere?
    2) l'Associazione deve essere affiliata al Csen per il tesseramento?
    3) Quali requisiti occorrono per l'affiliazione?
    4) Essendo una Associazione Culturale non è necessario che sia riconosciuta dal CONI, giusto?

    Stiamo navigando nella confusione e vi saremmo molto riconoscenti se potessimo avere una traccia su cui procedere.

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. No, non servono patentini. Deve però capire se per offrire una copertura assicurativa ai suoi praticanti vuole affiliarsi ad un ente nazionale. In tal caso l'Ente in questione potrebbe pretendere un patentino.
      2. La questione non è, appunto, il tesseramento in sè ma l'assicurazione ed esso connessa. Oltre all'ente citato (che è prevalentemente per Associazioni sportive, non culturali come la sua) ce ne sono molte altre. Volendo, può anche stipulare una Assicurazione privata senza affiliarsi a nessuno.
      3. Dipendono dal singolo Ente in questione. Normalmente uno Statuto con certi criteri ed un numero minimo di tesseramenti.
      4. Giusto

  10. Rispondi
    mario

    Salve, desidero sottoporvi le seguenti domande:
    1)Una ASD (398/91) organizza, annualmente, una manifestazione sportiva, non spettacolistica, rivolta anche ai non soci, grazie alla quale raccoglie le quote di partecipazione degli sportivi. Questa iniziativa aperta al tutti si può definire occasionale o saltuaria?
    2)Nella totalità dei casi in cui ho svolto iscrizioni ad eventi similari, anche di rilievo nel panorama agonistico, organizzati da Enti come ASD titolari di partita iva in 398/91, per contante o tramite bonifico bancario, non ho mai ottenuto un documento fiscale attestante il pagamento. Pertanto mi chiedo se in virtù del D.M. 21/12/1992 v’è per l’ASD un esonero dal rilascio della ricevuta e dello scontrino fiscale?
    3)Gli importi ottenuti in tali occasioni, che non superano la soglia di 51.645,69 euro, si possono considerare come raccolta fondi mentre la sponsorizzazione, svolta sempre in queste occasioni e strutturalmente funzionale all’evento sportivo, come attività commerciale connessa agli scopi istituzionali?
    4)Questi importi non sono soggetti a IRES (3%) ma unicamente ad IVA nella misura del 22% con detrazione sull’aliquota applicata del 50% ?
    5)Diversamente ovvero se non fosse una raccolta fondi l’imposizione fiscale sarebbe data da IRES ed IVA come da regime forfetario 398/91 per redditi generici?
    Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Dipende. Perchè le interessa se siete in 398?
      2. Vi è la non obbligatorietà, ma noi consigliamo di rilasciare cmq le dovute ricevute.
      3. Si può considerare una raccolta fondi SE e SOLO SE lo è davvero! E come tale la pubblicizzate e gestite (seguendo la prassi di legge). La sponsorizzazione invece è sempre attività commerciale.
      4. E perchè mai? L'imponibile è sempre soggetto ad IRES
      5. Fa confusione... Se è raccolta fondi non è attività commerciale ed è quindi esentasse. Se è commerciale invece si devono pagare iva, ires ed irap (semplifico: ci sono poi dei rari casi in cui l'imponibile viene esentato dall'iva, ma non questo).

Attendi...