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11 Ottobre 2021

Coronavirus: disposizioni del Governo (Marzo 2020).

Voglio fare chiarezza su cosa può e cosa NON può fare la tua associazione. Considera che le ordinanze e i provvedimenti cambiano nel tempo per cui cercherò di tenerti aggiornato il più possibile sulla situazione. Questo articolo si riferisce alla situazione del 5 marzo 2020.

Questa emergenza è un grossissimo problema, lo sappiamo tutti. Sia dal punto di vista sanitario che da quello economico. 

Spero di darti le indicazioni necessarie per continuare a lavorare. E’ vero, è una rottura, ma bisogna farsene una ragione. Per cui forza e coraggio, attieniti a quello che c’è scritto sotto, vai avanti e non ti abbattere.

PER LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE e LE SOCIETA’ SPORTIVE

Bisogna per prima cosa distinguere tra chi svolge sport agonistico/non-agonistico e chi svolge attività ludico motoria. Ricordati che le ASD iscritte al CONI svolgono sport agonistico o non-agonistico (NON svolgono attività ludico motoria). 

La disposizione prevede per le ASD che:

c)      sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano

Prima di tutto nei seguenti paesi è vietata qualsiasi attività per le ASD:

 Comuni:       

1) nella Regione Lombardia:         

a) Bertonico;        
b) Casalpusterlengo;        
c) Castelgerundo;        
d) Castiglione D’Adda;        
e) Codogno;        
f) Fombio;        
g) Maleo;        
h) San Fiorano;        
i) Somaglia;        
l) Terranova dei Passerini.       

2) nella Regione Veneto:        
a) Vo’. 

Tutte le ASD che non hanno sede nei comuni scritti qui sopra possono svolgere la loro regolare attività A PORTE CHIUSE, consigliando, al di fuori dal campo, di mantenere la distanza di almeno 1 metro tra gli atleti.

In aggiunta, per le associazioni che non hanno un medico interno che possa fornire disposizioni più precise, raccomandiamo CALDAMENTE di applicare la profilassi descritta nella circolare della FMSI di cui segue l’estratto che ti interessa.

“Dalla circolare della FMSI

NORME IGIENICO-SANITARIE E BUONE PRASSI 

Trattasi di alcune semplici, ma fondamentali norme igienico-sanitarie, da considerare da parte delle società e dei custodi degli impianti sportivi sia negli spogliatoi, sia nei locali comuni e nei servizi igienici degli impianti, atte a prevenire la diffusione del coronavirus durante le gare e negli allenamenti. Tali norme vanno esposte ben visibili a tutti e rispettate non solo dagli atleti, ma anche da accompagnatori, arbitri, allenatori, dirigenti, massaggiatori, spettatori e addetti ai lavori. 

1. Non bere dalla stessa bottiglietta/borraccia/bicchiere né in gara né in allenamento, utilizzando sempre bicchieri monouso o una bottiglietta nominale o comunque personalizzata, e non scambiare con i compagni altri oggetti (asciugamani, accappatoi, ecc.). 

2. Evitare di consumare cibo negli spogliatoi.  

3. Riporre oggetti e indumenti personali nelle proprie borse, evitando di lasciarli esposti negli spogliatoi o in ceste comuni. 

4. Buttare subito negli appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati come cerotti, bende, ecc. 

5. Lavarsi accuratamente le mani il più spesso possibile: il lavaggio e la disinfezione delle mani sono decisivi per prevenire l’infezione. Le mani vanno lavate con acqua e sapone per almeno 20 secondi e poi, dopo averle sciacquate accuratamente, vanno asciugate con una salvietta monouso; se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol al 60%.

6. Evitare, nell’utilizzo di servizi igienici comuni, di toccare il rubinetto prima e dopo essersi lavati le mani, ma utilizzare salviette monouso per l’apertura e la chiusura dello stesso. 

7. Favorire l’uso di dispenser automatici con adeguate soluzioni detergenti disinfettanti, sia negli spogliatoi, sia nei servizi igienici. 

8. Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate. 

9. Coprirsi la bocca e il naso con un fazzoletto, preferibilmente monouso, o con il braccio, ma non con la mano, qualora si tossisca o starnutisca.

10. Arieggiare tutti i locali il più spesso possibile. 

11. Disinfettare periodicamente tavoli, panche, sedie, attaccapanni, pavimenti, rubinetti, maniglie, docce e servizi igienici con soluzioni disinfettanti a base di candeggina o cloro, solventi, etanolo al 75%, acido paracetico e cloroformio. 

12. In caso di attività sportiva in vasca, richiedere un costante monitoraggio dei parametri chimici (cloro o altre soluzioni disinfettanti) e dei parametri fisici (tra cui, il pH o la temperatura, che influisce sul livello di clorazione). 

13. Gli atleti che manifestino sintomi evidenti di infezione respiratoria in atto e/o febbre devono immediatamente abbandonare il resto della squadra – e, possibilmente, isolarsi – e avvisare il medico sociale nelle squadre professionistiche o il responsabile medico della federazione nei raduni federali, che provvederà a rivolgersi – se ne sussistesse l’indicazione – al Numero 112 o al Numero 1500 del Ministero della Salute operativo 24 ore su 24, senza recarsi al Pronto Soccorso. In tutte le altre categorie, l’atleta -fermo restando che deve immediatamente abbandonare il resto della squadra e, possibilmente, isolarsi – deve rivolgersi telefonicamente al proprio medico curante (Medico di medicina generale per gli adulti, Pediatra di libera scelta per i minori), che potrà invitare l’atleta stesso a rivolgersi al Numero 112 o al Numero 1500 del Ministero della Salute operativo 24 ore su 24, senza recarsi al Pronto Soccorso. 

14. Per chi non fosse ancora vaccinato contro l’influenza, consigliare il più rapidamente possibile il vaccino anti-influenzale, in modo da rendere più semplice la diagnosi e la gestione dei casi sospetti. Da monitorare anche la sintomatologia gastrointestinale (non necessariamente tipica). 

15. Informarsi dagli atleti e dal personale societario se ci sono stati eventuali contatti in prima persona o all’interno del proprio ambito familiare con persone rientrate da zone a rischio o in quarantena. 

16. Utilizzare la visita medico-sportiva quale fondamentale strumento di screening, attraverso un’attenta anamnesi ed esame obiettivo per l’individuazione di soggetti potenzialmente a rischio immunitario o con sintomatologia. 

17. In caso di raduni nazionali di atleti o di manifestazioni di circuito internazionale autorizzate anche all’estero, prevedere sempre la presenza di un Medico di Federazione che possa valutare clinicamente, a livello preventivo, tutti i partecipanti, identificando eventuali soggetti a rischio e adottando le più idonee misure di isolamento, seguendo adeguate procedure gestionali secondo gli indirizzi del Ministero della Salute. 

18. Con riferimento ai Medici Sociali e, in particolare, a quelli delle squadre professionistiche o degli atleti professionisti ai sensi della Legge 23 marzo 1981, n. 91 e comunque di tutte quelle Società i cui atleti svolgono attività a livello internazionale, monitorare con attenzione i Paesi verso cui si è diretti o da cui si rientra, secondo le indicazioni del Ministero della Salute.”

Per tutte le associazioni non iscritte al CONI che svolgono attività sportiva fa fede quello che segue.

“Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d);”

Se la tua associazione fa sport, ma non sei iscritto al CONI si parla di attività ludico motorie tra cui, per esempio, lo sport scolastico. E’ un caso raro ma che esiste. Ricordati che le ASD NON fanno sport ludico motorio ma solo sport agonistico o non agonistico.

In questo caso è possibile svolgere l’attività a PORTE CHIUSE ma, in aggiunta, va garantito il metro di distanza ANCHE IN CAMPO. Riteniamo che questo sia impossibile per gli sport di squadra mentre sia generalmente possibile per gli sport individuali. La valutazione va poi fatta caso per caso.

PER LE ASSOCIAZIONI NO-PROFIT GENERICHE E PER GLI ENTI DEL TERZO SETTORE

Le indicazioni che seguono possono sembrare difficili, ma considera che ci vuole più tempo a scriverle che a metterle in opera dopo averle organizzate la prima volta

LEZIONI CON UN ALLIEVO

E’ possibile svolgere le lezioni individuali a condizione che la distanza tra l’insegnante/istruttore sia di almeno 1 metro. Ti ricordo che questa distanza deve essere mantenuta per tutto il tempo in cui il socio/iscritto si trova all’interno della struttura.

MANIFESTAZIONI

“sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all’allegato 1, lettera d);

Se intendi organizzare un “evento” (intendendo con evento tutte le attività spiegate al paragrafo sopra), DEVI assicurarti che le persone mantengano almeno un metro di distanza tra una e l’altra durante tutto il periodo e in tutto lo spazio in cui si svolge l’evento stesso.

Devi fare attenzione ai posti a sedere. Per fare questo basta ridurre i biglietti venduti rispetto alla capienza della struttura in cui si svolgerà l’evento, avendo prima misurato col metro quante file devi lasciare libere tra quelle riempite e quante sedie lasciare libere tra le persone della stessa fila.

Devi fare attenzione genericamente alle code, prevedendo la distanza di sicurezza magari segnandola con dello scotch di carta sul pavimento come in farmacia.

Devi fare attenzione ai bagni, converrebbe controllare questa parte perché è delicata, magari regolando il numero di persone che possono entrare contemporaneamente, altrimenti nelle pause rischi di avere degli assembramenti.

Devi fare attenzione genericamente a tutti gli spazi, come il bar dove potresti avere dei contatti ravvicinati perché magari è vero che la sala ha 400 posti e tu fai entrare 100 persone ma se il bar ha capienza di 30 persone devi regolare anche l’accesso a quello.

Ti consiglio di controllare anche i contratti/offerte commerciali che hai messo in circolazione o hai fatto sottoscrivere nel momento della vendita dei biglietti. Secondo me è possibile che con l’aggravarsi della situazione le ordinanze diventino più restrittive e tu debba cancellare l’evento. In quel caso devi verificare se puoi evitare di pagare la sala/spazio/teatro/ecc. Prudenzialmente dovresti verificare se c’è una data entro cui puoi cancellare la prenotazione della sala con una minima penale e tenerlo ben presente per poter agire per tempo nel caso in cui tu percepisca il rischio di non poter fare l’evento.  

Devi verificare l’inquadramento del personale e dei collaboratori coinvolti per evitare lo stesso problema.

Devi avere una politica chiara sulla restituzione dei soldi dei biglietti. Sia nel caso che tu decida di restituirli, sia nel caso tu decida di tenerli. Guarda il macello che s’è creato sulla restituzione dei soldi dei biglietti delle partite di calcio.

CONCLUSIONI

In questo momento di difficoltà lo stesso decreto legge ti invita ad avere un po’ di fantasia. Prova ad andare oltre alle attività che svolgi di solito e pensare qualcosa di diverso per questo periodo. Ripensa l’attività della tua associazione. La gente a scasa si annoia.

“è raccomandato ai comuni e agli altri enti territoriali, nonché alle associazioni culturali e sportive, di offrire attività ricreative individuali alternative a quelle collettive interdette dal presente decreto, che promuovano e favoriscano le attività svolte all’aperto, purché svolte senza creare assembramenti di persone ovvero svolte presso il domicilio degli interessati;”

Riguardo, infine, la valutazione relativa agli aiuti economici da parte dello stato. Per il settore PROFIT il governo, al momento, ha stanziato una cifra irrisoria rispetto al danno. Nulla, invece,  è previsto per il settore no-profit che come al solito è “terzo settore” per un motivo. Perché arriva per ultimo dopo tutti gli altri. 

Sperando che tutte le informazioni e gli strumenti contenuti in questo articolo possano esserti utili, mi auguro che la situazione possa tornare rapidamente alla normalità e noi tutti alle nostre attività quotidiane.

A presto,
Stefano

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