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20 marzo 2017

Le Associazioni e l’acquisto di Beni Usati: ecco come si fa

Le Associazioni e l’acquisto di Beni Usati: ecco come si fa

Sfatiamo un mito e facciamo un po’ di chiarezza, perché nella testa di numerosi Presidenti di Associazione (e non di rado anche in quella di qualche luminare di economia) vi è il tarlo mentale che non si possano acquistare beni usati da utilizzare in ambito Associativo, se questi vengono comprati da soggetti non in grado di emettere una fattura, ovvero da soggetti privati (persone comune, Associazioni col solo codice fiscale e simili…).

NIENTE DI PIÙ FALSO.

Le Associazioni possono risparmiare molti soldi acquistando dei beni usati da utilizzare al proprio interno, anche se questi vengono ceduti da soggetti privati (senza partita iva) che, come tali, non possono emettere una fattura. Quante persone (magari soci stessi dell’Associazione) o quante Associazioni potrebbero vendere dei propri beni usati ad altre Associazioni e che farebbero comodo?

Pensiamo ad esempio a della attrezzatura per le proprie attività (anche sportiva) una scrivania, una libreria oppure tanti oggetti che sono presenti anche in un ufficio, un condizionatore con ruote, un piccolo frigorifero, una lampada ecc… perché quindi privarsi della possibilità di risparmiare?

Nella testa di molti, vi è il sinonimo, NIENTE FATTURA=NON LO POSSO SCARICARE, si perchè in gergo la parola “scaricare” ha oramai impropriamente preso il sopravvento… 

Cosa significa fiscalmente “scaricare un costo”  e cosa, sbagliando, pensano significhi i Presidenti di Associazione medi

Fiscalmente “scaricare un costo” significa diminuire l’importo delle tasse da pagare allo Stato decurtandolo dei costi sostenuti. Ovviamente nel caso di una Associazione No Profit col solo codice fiscale non essendovi tasse da pagare (o, nel caso delle Associazioni con partita iva nel regime 398/1991, essendo le tasse calcolate in modo forfettario a prescindere dalle spese) chiedersi “Si, ma posso scaricare questa spesa?” è una stupidaggine.

Ed infatti nella testa del Presidente medio di Associazione “scaricare” significa tutt’altra cosa: “Posso fare questa spesa coi soldi dell’Associazione?“.

Per “scaricare” non è necessaria la “FATTURA”

L’importante è che l’acquisto sia certo e dimostrabile e nel caso dell’acquisto da un soggetto privato la fattura può essere sostituita da una dichiarazione che è a tutti gli effetti equivalente; dovrà solo riportare le generalità complete del soggetto privato che cede e vende, il suo codice fiscale, la descrizione dell’oggetto/bene che viene ceduto, il prezzo di cessione e naturalmente i dati comprensivi di Codice Fiscale (e Partita iva se posseduta dall’Associazione) del soggetto acquirente.

Si dovrà inoltre indicare che l’operazione non è soggetta ad I.V.A. ai sensi degli art. 1,2,4 e 5 del D.P.R. 633/1972.

Il documento dovrà essere firmato e datato da colui che cede il bene. Tranquillo però, qui ti metto a disposizione un FACSIMILE da scaricare:

>>> Ricevuta Acquisto Beni Usati facsimile <<<

Vi è inoltre un ulteriore piccola incombenza: l’applicazione di una marca da bollo da € 2.00 (ma solo se l’importo totale del documento supera € 77,47). Reperibile in qualsiasi tabaccheria autorizzata, andrà apposta sul documento e dovrà essere annullata con un semplice colpo di penna (anche se ad onor del vero una volta applicata sarebbe impossibile staccarla perchè si spaccherebbe in tanti pezzettini).

In buona sostanza non vi è alcuna legge ne disposizione che vieta l’acquisto di beni che andranno a far parte del patrimonio dell’Associazione se questi sono acquistati da un soggetto non in grado di emettere una fattura, purché l’acquisto sia provato e certo, a tal proposito si dovranno seguire le regole e le leggi in vigore sulla limitazione all’uso del contante, quindi in caso il valore d’acquisto superi l’importo stabilito come limitativo (attualmente € 2.999,00 per le Associazioni con solo CF e di € 999,00 per le Associazioni con Partita Iva in regime 398/1991) è bene che il pagamento avvenga attraverso un mezzo tracciabile come ad esempio un assegno o un bonifico bancario.

E le tasse? Non è che il venditore se vende la sua libreria usata poi l’Agenzia delle entrate lo va a cercare per fargli pagare le tasse?

Verrebbe da rispondere che in questo paese può capitare di tutto, tuttavia la risposta è NO, infatti si tratta di una vendita occasionale da parte di un soggetto privato e come tale trattata e quindi esente da qualsiasi tassa.

Ma quindi io Presidente perdo la possibilità di detrarre l’IVA

Da attento lettore avrai notato che nell’esempio sopra riportato l’IVA non è applicata, quindi non verrà portata in detrazione semplicemente perché non la si è pagata (e se l’Associazione è in Regime 398/1991 o ha solo Codice Fiscale… proprio non si può), o meglio è già stata pagata dal soggetto privato che aveva acquistato il bene e quindi il suo fine ultimo di tassa che colpisce il consumatore finale è già stato raggiunto.

Ma lo potrò detrarre/dedurre dagli acquisti effettuati e metterlo in ammortamento?

Ma allora sei proprio gnucco. Se l’Associazione è in Regime 398/1991 o ha solo Codice Fiscale… non esiste il concetto di ammortamento!

E come la mettiamo se poi quel bene l’Associazione lo volesse rivendere?

Varrà la stessa procedura descritta sopra (e lo stesso fac-simile) se l’Associazione ha solo Codice Fiscale. Laddove avesse anche partita iva invece, potrai tranquillamente rivendere emettendo fattura (sempre esente iva, se si tratta di vendite occasionali e non di una vera e propria attività di impresa).

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14 risposte a “Le Associazioni e l’acquisto di Beni Usati: ecco come si fa”

  1. Rispondi
    Tristano

    Grazie mille per questo post utilissimo.
    A questo punto mi viene però il dubbio su come gestire gli acquisti nei casi più comuni in cui l'associazione ONLUS debba acquistare dei beni (es. spille, striscioni, magliette con logo,...) nuovi da soggetti in grado di emettere fattura. In questi casi:
    - Va bene se la fattura è intestata al presidente?
    - Va bene se il presidente anticipa i soldi e poi li recupera? Per il recupero, è possibile un bonifico dal conto dell'associazione a quello personale del presidente? In tal caso, occorre fare un modulo rimborso spese?
    Grazie.

    • Rispondi
      TeamArtist

      La cosa migliore è una fattura intestata direttamente all'associazione e pagata dal conto dell'associazione stessa


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  2. Rispondi
    Angelo Toscano

    Se il bene è un'auto usata e viene donata da un socio? Il passaggio di proprietà usufruisce di qualche beneficio fiscale?

    • Rispondi
      TeamArtist

      No, nessuno


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  3. Rispondi
    Xenio

    Scusate, io ricevo costantemente le Vostre informazioni, e VI ringrazio.

    Ma com'è che non Vi siete accorti/non mi è arrivato nulla sul fatto che È STATO CANCELLATO IL 2 X 1000 PER LE ASSOCIAZIONI CULTURALI DALLA PROSSIMA DICHIARAZIONE DEI REDDITI ??
    (naturalmente, invece il 2 x 1000 per i partiti politici è rimasto...).

    Forse avete pensato che ogni commento era superfluo??

    Grazie ancora di tutto, e saluti.

    • Rispondi
      TeamArtist

      Lo abbiamo scritto in questo nostro post


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  4. Rispondi
    Lorenzo

    Grazie del post. Una precisazione, se possibile. Nel modulo c'è indicato un campo "data", uno "ricevuta n. --- del ----". Fanno riferimento ad un ipotetico registro del privato che vende, giusto? Non dell'associazione, è corretto?

    • Rispondi
      TeamArtist

      corretto


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  5. Rispondi
    Albamaria Roberta vignotto

    Ho ricevuto una fattura per merce ceduta a titolo gratuito e devo fare dichiarazione sostitutiva atto notorio per accettazione. Avete un facsimile o mi spiegate la procedura? Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      RICEVUTA PER LIBERALITÀ IN NATURA
      DEDUCIBILI SOLO DAL REDDITO D’IMPRESA
      IN FORMA DI DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO NOTORIO
       REDIGERE IN DUPLICE COPIA
       SU CARTA INTESTATA DELL’ASSOCIAZIONE
       NUMERARE PROGRESSIVAMENTE RICOMINCIANDO DA 1 OGNI ANNO
      Il sottoscritto, ………………, legale rappresentante di ………………..……, con sede nel
      Comune di …………….., codice fiscale n………………………, ASSOCIAZIONE ONLUS riconosciuta con
      provvedimento della Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate ………………………
      in data ………… , e avente finalità di ………………………o,
      DICHIARA
      di aver ricevuto dall’Impresa .........……………........,con sede in ………………………..,
      CF/P.IVA n. . ……………, a titolo gratuito,
      1) ................................ (natura, qualità e quantità dei beni ceduti)
      2) ................................
      3) ...............................
      per un valore totale pari a € …………,.. ai sensi dell’art. 100, comma 2, lettera a), DPR
      22 dicembre 1986, n. 917 e del DPR 10 novembre 1997, n. 441, risultanti da
      Documento di trasporto n. ........ del ...../...../..... con causale “donazione ad …………………….”.
      L’Associazione ………………………. si impegna all’utilizzo
      diretto dei beni ricevuti per i soli propri fini istituzionali, assicurando che tale utilizzo
      sarà effettivamente attuato. Si allega copia del documento di identità ai sensi dell’art.
      47e 38, comma 3, del DPR 28 dicembre 2000, n. 445.
      …………., lì …………….
      _________________
      (timbro dell’Associazione e firma del legale rappresentante)
      (esente da bollo: D.P.R. 642/72, all. B., n. 8, ultimo comma)
      __________________
      Allegato: copia del documento di identità del firmatario


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  6. Rispondi
    Lino

    Buongiorno, chiedo per quanto riguarda invece l'acquisizione di beni usati a titolo gratutito la procedura da utilizzare è la stessa indicata nell'articolo con la differenza che nella ricevuta rilasciata dal venditore l'importo da indicare è nullo? L'eventuale bene acquisito potrà poi essere portato in ammortamento? Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      come si può ammortare un bene iscritto con valore 0?


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      • Rispondi
        Lino

        difatti io ho specificato solo che la cessione è a titolo gratuito non che il bene sia iscritto in bilancio a valore zero..."Immobilizzazioni acquisite a titolo gratuito" in base all' OIC n°16 vanno iscritte nell'attivo dello Stato Patrimoniale in base al presumibile valore di mercato attribuibile alle stesse alla data di acquisizione.
        La domanda è semplicemente se quanto sopra può riferirsi anche alla contabilità di un'associazione che non è tenuta ad applicare necessariamente quanto previsto dagli OIC.
        saluti

        • Rispondi
          TeamArtist

          non si applica alla contabilità dell'associazione


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