Scarica gratis la nostra NUOVA guida per evitare le multe

Per il nuovo GDPR Regolamento UE 2016/679 questa è una newsletter commerciale. Scopri di più.

28 Gennaio 2013

Le associazioni non riconosciute

Giovanni Damiano Dalerba Scritto da Giovanni Damiano Dalerba
Categoria dell'articolo: Statuto e Dintorni
Le associazioni non riconosciute

Fin ad oggi abbiamo sempre parlato di associazioni riconosciute dagli enti competenti, ma sul nostro territorio operano molto spesso anche associazioni non riconosciute. Quali sono le differenze e perché un’associazione può risultare “non riconosciuta”?

Il primo e più banale motivo può essere che l’associazione stessa non abbia voluto avviare le procedure per chiedere il proprio riconoscimento, oppure può essere che sia in attesa che si concluda il processo di riconoscimento o che questo sia stato rifiutato. Quel che è certo è che un’associazione non riconosciuta non costituisce una personalità giuridica e di conseguenza non può beneficiare dell’autonomia patrimoniale destinata invece alle associazioni riconosciute.

Dal un punto di vista disciplinare, all’interno di un’associazione non riconosciuta vi è una libertà piuttosto ampia: essa infatti si fonda sugli accordi tra gli associati, che di fatto regolano il funzionamento dell’associazione stessa come meglio credono, ovviamente nel rispetto della legge e degli ordinamenti. Un campo di azione così vasto può essere un’arma a doppio taglio, ecco perché chi è a capo di un’associazione non riconosciuta dovrebbe tenere in seria considerazione l’idea di avvalersi di un professionista specializzato per evitare di creare regole inadeguate o siglare accordi facilmente aggirabili che magari possono trasformarsi in fonti di problematiche. A fronte di questo aspetto, però, ve n’è sicuramente anche uno positivo, ovvero, un’associazione non riconosciuta e la sua struttura più snella e flessibile sono l’ideale per perseguire i più svariati scopi di divulgazione (basti pensare che molti partiti politici sono associazioni non riconosciute!).

Sono a capo di un’associazione non riconosciuta ma vorrei avviare le pratiche per il riconoscimento: come faccio?

Prima di tutto è necessario che l’associazione possieda un patrimonio adeguato alle finalità che desidera perseguire; inoltre lo scopo istituzionale dovrà essere ben definito e soprattutto raggiungibile (esempio banale: meglio non dire che la vostra associazione ha lo scopo di risolvere il problema della fame in tutta l’Africa, ma piuttosto che si occupa di aiuti umanitari in una determinata regione dell’Africa).

La procedura da seguire è regolamentata dal D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361 che prevede che siano le province a verificare che sussistano le condizioni essenziali per il riconoscimento e procedere all’iscrizione della vostra associazione nel registro delle persone giuridiche.

A questo proposito di consigliamo anche la lettura di questo nostro vecchio post.

 

Damiano Dalerba & Stefano Cabot

Direttori area noprofit di TeamArtist

 

HAI ANCORA DEI DUBBI? Scrivici qui di seguito i tuoi QUESITI (facendo un ELENCO NUMERATO di tutte le tue domande) e ti risponderemo GRATUITAMENTE dandoti la precedenza SE (ci vogliono solo 30 secondi): 

1. avrai messo “MI PIACE” sulla nostra pagina Facebook:  https://www.facebook.com/TeamArtist.Italy

2. avrai portato il mouse sopra il pulsante “TI PIACE” e selezionato “AGGIUNGI ALLE  LISTE DEGLI INTERESSI”. Solo così continuerai a ricevere tutti i nostri aggiornamenti (senza far ciò non vedrai circa il 60% di ciò che pubblicheremo!)

3. ci avrai chiesto l’amiciziaClicca qui: https://www.facebook.com/Associazioninonprofit.

Scrivi la tua domanda GRATUITA qui

*: campi obbligatori

78 risposte a “Le associazioni non riconosciute”

  1. Rispondi
    Mariangela

    Salve,
    dovendo costituire un' associazione culturale non riconosciuta che nel futuro chiederà l' opzione p.i. agevolata (si può vero?!), questo dato dovrà essere menzionato nello statuto? Grazie mille

    • Rispondi
      TeamArtist

      Non va indicato a statuto

  2. Rispondi
    Elisa Lastrucci

    Buongiorno a tutti, stiamo cercando di fondare una piccola associazione di promozione culturale ma, dopo aver cercato di documentarci e di consultare qualche esperto (abbiamo provato a chiedere lumi anche alla CNA ma con risultati non proprio brillanti), siamo ancora molto dubbiosi riguardo la forma associativa da scegliere.
    Il nostro obiettivo è affittare una sede (una signora a cui piace il nostro progetto ce ne ha proposta una a bassissimo prezzo) nel centro del nostro piccolo Comune e allestirla in modo che funzioni da galleria espositiva in cui gli artisti locali possano esporre a rotazione, centro di promozione del territorio (che raccolga quindi su bacheche e altro materiale informativo sulle attività/eventi culturali disponibili in zona) e magari piccola biblioteca (quelle dove si "scambiano" i libri donati da chi vuole). La sede dovrebbe essere aperta e disponibile secondo un orario stabilito dai soci che intendono contribuire mettendo a disposizione il loro tempo libero e regolarmente affisso fuori dalla sede. Le altre attività previste dall'associazione dovrebbero essere tutte o gratuite e aperte a tutti (ad esempio vernissage, conferenze, presentazioni di libri o altri progetti artistici) o limitate ai soli soci, previo contributo libero o quota di partecipazione da definirsi in base alla tipologia di attività. Ad esempio potremmo voler organizzare una breve dimostrazione di pittura all'acquerello, in cui i soci che desiderano partecipare dovranno versare una quota per coprire il costo del materiale occorrente (a meno che non se lo portino da casa) e dell'eventuale insegnante che venisse a tenere la dimostrazione. Oppure una volta al mese vorremmo organizzare una serata cineforum per i soli soci in cui il contributo viene lasciato libero.
    Avevamo pensato inizialmente ad un'associazione culturale non riconosciuta vista l'esiguità del numero iniziale dei soci attivi (cioè quelli che materialmente vogliono dedicare il loro tempo alle attività associative), ma poi ci è stato fatto notare che potremmo organizzarci anche come un'associazione di volontariato riconosciuta.
    Visto che abbiamo anche qualche difficoltà a pagare i contributi necessari per fondare l'associazione e per il momento non siamo molti, vorremmo evitare di trovarci coinvolti fin da subito in qualcosa di più grande di noi. Speriamo (e dati i nostri contatti con Proloco e Comune ne siamo quasi certi) che offrire un servizio gratuito alla nostra città possa portare diversi privati cittadini a voler sostenere il nostro progetto associandosi o facendo delle donazioni libere (anche se poi di fatto non contribuiranno con il loro tempo alle nostre attività), il che ci aiuterebbe a pagare le spese (affitto, luce) ma forse complicherebbe le comunicazioni con i Soci in caso di assemblea plenaria e forse anche la compilazione del modello EAS.
    Quindi ecco la domanda:

    1) Quale forma associativa ci consigliate per questo progetto?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Perchè non prenota un'ora di consulenza privata, all'interno della quale potremo vedere nel dettaglio ogni aspetto organizzativo e burocratico per far partire un'attività con le seguenti caratteristiche?
      clicchi qui.

      • Rispondi
        Elisa Lastrucci

        Sarebbe davvero utile poterlo fare, ma come ho detto riusciremo a malapena a trovare i soldi per far partire le pratiche all'ufficio del registro e per fare la voltura del contatore della luce, purtroppo non è una spesa che ci possiamo permettere al momento.

  3. Rispondi
    ANTONELLA

    buongiorno , volevo avere informazioni relativo a come ottenere il 5/1000 a favore di una scuola di musica nata come associazione musicale per lo sviluppo dei bambini a scopo ludico ed educativo.
    molte volte facciamo anche concerti a favore di associazioni onlus

  4. Rispondi
    luigi

    Buongiorno e complimenti per la chiarezza del sito. Faccio parte di un associazione culturale non riconosciuta. Organizziamo una volta l'anno un evento in collaborazione con il comune, che in sostanza ci copre i costi.
    Ora, il comune vuole sempre fattura ma noi insistiamo sul fatto che la nostra è attività istituzionale e in ogni caso essendo l'evento completamente gratuito di certo non si tratta di attività commerciale che ci obbligherebbe ad aprire partita iva. Pertanto l'anno scorso abbiamo rilasciato semplice ricevuta a seguito del pagamento della prestazione (non vogliono sentire la parola contributo).
    1. Volevo chiedervi quindi, è giusta la nostra impostazione?
    2. O siamo a rischio controlli?

    Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Non lo so... non si capisce come vi paghino!
      2. Questo sempre e comunque.

      • Rispondi
        luigi

        Perdonami mi sono spiegato male. Ci riprovo.
        Allora gli step che seguiamo sono questi:
        - proponiamo l'evento
        - loro ce lo concedono entro un determinato budget e gli presentiamo un preventivo dei costi in base al budget preventivato.
        - tutti i costi sono a carico nostro, le fatture passive sono tutte intestate all'associazione che le paga direttamente.
        - presentiamo ricevuta per l'importo stabilito e veniamo rimborsati tramite bonifico.
        Nella ricevuta scriviamo "l'associazione ... dichiara di ricevere € ... per la prestazione svolta nell'ambito della manifestazione ... approvata con delibera ... e che tale attività rientra in quelle istituzionalmente previste dallo statuto.

        Inoltre nella stessa ricevuta dichiariamo che siamo esonerati dagli obblighi di fatturazione non svolgendo attività d'impresa nemmeno occasionalmente, non perseguiamo finalità di lucro, non siamo organizzati in forma d'impresa, e che gli organi di amministrazione dell'associazione non percepiscono nessun compenso.

        Il comune ci vieta di inserire la parola contributo nella ricevuta, perchè per loro non lo è. Tuttavia noi ci muoviamo secondo quando finanziato da loro, solo a copertura delle spese.
        L'evento è gratuito ed è ad accesso libero.

        1.Secondo voi è corretto continuare così o ci dovremmo dotare di partita iva?
        2.Nel caso dovessimo aprire partita iva, l'importo della prestazione supererebbe l'importo delle quote sociali acquisite. Perderemmo la qualifica di ente non commerciale? mi sembrerebbe assurdo...
        3.Per aprire partita iva dobbiamo prima registrare l'atto in prefetto o si può aprire anche rimanendo nell'ambito delle associazione non riconosciute?

        Grazie, i dubbi sono tanti. Il problema è che nella sostanza noi effettivamente ci muoviamo come associazione senza guadagnare un soldo ma non vorrei che per via di questi "paletti" delle amministrazioni pubbliche ci trovassimo in difetto con l'Agenzia delle Entrate.

        • Rispondi
          TeamArtist

          1. A mio parere è tutto molto dubbio. Suggerisco di aprire partita iva ed emettere fattura.
          2. Se aderirete alla legge 398/1991 non vi è un limite unico delle attività commerciali a 250mila euro l'anno. Non vi sarebbe più il confronto con l'importo delle entrate istituzionali.
          3. L'importante è che lo statuto sia registrato all'AdE.

  5. Rispondi
    EMILIA

    Buongiorno ,ringrazio sempre per la vostra disponibilità e gentilezza nel rispondere.
    vorrei sapere un ASD si può affiliare a due enti,no federazioni, sportivi del CONI?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Si

  6. Rispondi
    Alessandra

    Buongiorno, siamo un gruppo di rievocazione storica medievale e stiamo per costituire un associazione non riconosciuta (di tipo culturale - sportivo). Da quanto ho visto è necessario richiedere il codice fiscale e registrare statuto/atto costituito all'agenzia delle entrate. E fin qui tutto ok.
    1. Vorrei sapere invece come funziona la gestione dei fondi dell'associazione: entrate per tesseramenti, rimborsi spese, rimborsi da comuni/pro-loco ecc per i servizi dai noi svolti.
    2. E' necessario tenere un libro contabile e a fine anno dichiarare le entrate oppure non è necessaria nessuna operazione?
    3. Le associazioni no profit sono obbligate ad arrivare a fine anno con cassa a 0€?

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. In che senso? Si contabilizzano e si rilasciano le necessarie pezze giustificative
      2. Credo che la stia prendendo molto alla leggera. Serve non solo un libro contabile ma molte altre cose. Ad esempio, Libro Soci, Libro Verbali etc etc
      3. No. L'importante è che l'assemblea soci che vota sull'approvazione del Refa, voti come utilizzare l'avanzo o come sanare gli eventuali debiti.

  7. Rispondi
    stefano

    Buongiorno, sono istuttore di equitazione, collaboro con una ASD dove impartisco lezioni di equitazione.
    1. Da chi devo farmi pagare le lezioni?
    2. E' corretto che le lezioni vengano pagate direttamente alla ASD dietro semplice ricevuta e poi la ASD le gira a me?

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Dalla ASD.
      2. Si. Ovviamente bisognerà poi verificare con quale modalità l'ASD la compensa... questa è tutta un'altra partita.

  8. Rispondi
    Alessandro Cricchio

    Buongiorno, credo con questo quesito di affrontare un tema che possa interessare a molti. Sono presidente di una asd non riconosciuta di pugilato.
    Come tutte le asd, in quanto necessariamente affiliata coni, siamo obbligati ad assicurare con il tesseramento tutti i nostri atleti.
    Ho tuttavia scoperto che l'assicurazione da noi sottoscritta con la federazione pugilistica offre una copertura scarsa, soprattutto in termini di massimali di danno.
    Stante la mancanza di personalità giuridica dell'associazione, in caso di mancata copertura assicurativa (o se si sforano i massimali), io come presidente e, solidarmente insieme a me, i componenti del direttivo, siamo personalmente responsabili del risarcimento del danneggiato.
    Esiste un modo per assicurare il direttivo da questa forma di responsabilità civile?

    Il problema è che l'assicurazione della federazione pugilistica che abbiamo contratto copre come massimale solo fino a 80.000 euro che è niente considerando quanto può essere chiesto in caso di danni gravi.
    Noi come direttivo siamo responsabili dei danni non coperti dall'assicurazione nei confronti del danneggiato con i nostri personali patrimoni. Ovviamente lo siamo anche per la mal gestione finanziaria dell'associazione ma questo dipende esclusivamente da noi e non è una circostanza assicurabile.

    • Rispondi
      TeamArtist

      Il massimale è bassissimo. Potete in ogni caso fare una assicurazione privata con massimali molto più alti (siete sicuri che la federazione non abbia altri "pacchetti" da offrirvi?).

  9. Rispondi
    Renato

    Salve, complimenti per il sito, una miniera d'oro per gli addetti ai lavori! La mia domanda è questa:
    abbiamo un'ASD con atto costitutivo e statuto registrato presso l'Agenzia delle Entrate.
    1. dobbiamo considerarci nelle associazioni non riconosciute, giusto?
    2. se si, i soci che elargiscono erogazioni liberali possono detrarle sulla dichiarazione dei redditi?
    Specifico che siamo affiliati alla FIGC e iscritti al CONI.

  10. Rispondi
    valentina

    Salve, vorrei aprire un'associazione culturale musicale non riconosciuta, con all'interno uno spazio per esposizioni, libri, somministrazione di cibo e bevande e una sala prove. Quali sono i primi passi da fare? per la somministrazione di cibo e bevande (non ristorante) serve qualche permesso aggiuntivo?

    Grazie
    Valentina

  11. Rispondi
    Emanuele

    Buongiorno, sono il presidente di una associazione società escursionisti e all'interno della nostra assiciazione si sta costituendo un gruppo che vuole fare mezze maratone e quindi dobbiamo affiliarci alla Fidal. Per farlo:
    1. E' necessaria la variazione di statuto da semplice Associazione Società Escursionisti a ASD ?
    2. Deve essere effettuata modifica di statuto o possiamo fare solo assemblea straordinaria?
    3. A livello fiscale cosa cambia?

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Non basta solo quello. Per diventare ASD bisogna cambiare molte più cose rispetto al solo cambio di denominazione.
      2. Modifica di Statuto attraverso assemblea straordinaria e nuova registrazione all'AdE
      3. Che potrete godere delle agevolazioni riservate alle ASD: legge 398 e compensi fino a 7.500 euro per gli istruttori. Dall'altra parte avrete qualche vincolo in più: tracciabilità dei movimenti di denaro, obbligo di registrazione al CONI etc etc.

  12. Rispondi
    massimo

    buongiorno, la mia domanda è un pò complessa e cercherò di essere più chiaro possibile. Siamo un'associazione culturale con parita iva e nel nostro statuto è prevista la possibilità di collaborare con enti pubblici per l'organizzazione di master universitari, corsi ecc. ora l'amministrazione pubblica ci chiede di fatturare l'intero importo che ci verserà. diciamo che per il 10% saranno costi di gestione amministrativa, compreso un contratto che dovremo fare alla persona che vi si dedicherà, per il 90% saranno pagamenti di lezioni al corpo docente, rimborsi spese di trasferta ecc..
    La mia domanda è:
    1.se fatturiamo è attività commerciale e questa è di gran lunga superiore all'attività istituzionale che peraltro è iniziata da pochi mesi, questo è possibile o possiamo andare incontro a rilievi fiscali, anche se possiamo dimostrare con le spese che rimane ben poco all'associazione per le attività istituzionali?
    2.non è possibile fatturare il servizio di gestione organizzativa e il rimanente trasferimento come contributo?
    3.ammesso che l'ente pubblico voglia fattura, posso comunque dimostrare che si tratta di attività istituzionale?
    4. L'attività può essere considerata occasionale anche se il corso ha la durata di un anno con incontri di un giorno al mese?
    la ringrazio

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. No, non è possibile. Le no-profit nascono per fare attività non commerciale (altrimenti sono Aziende), se non in modo occasionale e marginale.
      2. Comunque fatturiate, sempre di attività commerciale si tratta.
      3. NO.
      4. NO.

      Il punto è un altro: l'amministrazione pubblica dovrebbe assegnarvi il contributo senza pretendere una fattura (altrimenti non si tratta di un contributo ma, appunto, del pagamento di una prestazione). Il nodo è tutto qui.

Attendi...