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03 aprile 2019

Riforma del Terzo Settore: al via la modifica degli statuti

Riforma del Terzo Settore: al via la modifica degli statuti

Quest’anno c’è una nuova scadenza per le associazioni coinvolte dalla Riforma del Terzo Settore.

Entro il 2 agosto 2019 infatti le attuali associazioni di promozione sociale (APS), le ONLUS e le organizzazioni di volontariato (ODV) dovranno “rivedere i loro statuti” adeguandosi alle indicazioni previste per gli Enti del Terzo Settore.

Se hai letto il nostro libro “La riforma del terzo settore fa schifo” sai che la dicitura “rivedere i loro statuti”  nasconde un tranello enorme.

Se si trattasse solo di rivedere uno statuto cambiando, per esempio, l’esercizio sociale la dicitura utilizzata sarebbe comprensibile a tutti, ma purtroppo non è così.

Con la semplice dicitura “rivedere i loro statuti” le persone normali come me e te che non siamo dei super burocrati non possiamo capire cosa in realtà c’è dietro. E’ vero che fra i vari adempimenti quello più rilevante è sicuramente quello relativo al rifacimento dello statuto, ma quello che TU devi veramente capire è che sta cambiando la forma giuridica della tua associazione. 

Cosa vuol dire forma giuridica? Vuol dire che cambierà tutto il sistema di regole dell’associazione, tutta la parte di gestione fiscale e amministrativa. Anche il nome per capirsi. 

Per rendere l’idea “rivedere lo statuto”, in questo caso, è come dire: “facciamo tutto nuovo, però il codice fiscale te lo faccio tenere perchè sono buono”.

Dovrai imparare a gestire una nuova associazione che avrà regole diverse. E’ bene che tu lo sappia.

NON devi pensare che questo cambio di statuto sia solamente un passaggio formale giusto per romperti le scatole, i soldi che dovrai spendere per adeguarti sono spiccioli in confronto ai danni che potrai fare se non capisci che non si tratta di forma ma di sostanza.

 

Per chi vale la scadenza del 2 agosto?

Per tutti i coloro che hanno il certificato di iscrizione all’albo territoriale di riferimento 

Come ti dicevo, questo termine vale per le attuali APS, ONLUS e OdV. Adeguando lo statuto entro il 2 agosto 2019 potranno iscriversi automaticamente al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore).

Già qui, è bene fare una precisazione. Moltissime associazioni pensano di rientrare in una di queste tipologie associative per il semplice fatto di aver indicato nel loro attuale statuto la natura di associazioni di promozione sociale (APS), le ONLUS e le organizzazioni di volontariato (ODV). In realtà l’unico documento che certifica l’apparenza a una di queste grandi famiglie associative è il certificato di iscrizione all’albo territoriale di riferimento.

Per intenderci, non basta che la tua associazione si dichiari associazione di promozione sociale. Per essere davvero tale dovresti avere fra tuoi documenti la conferma di iscrizione al registro provinciale o regionale delle APS. Dalla nostra esperienza, oltre la metà delle associazione che si dichiarano APS in realtà non lo sono affatto.

Quindi, prima di tutto, devi controllare che effettivamente la tua associazione sia iscritta al registro competente.

 

Cosa comporta la modifica dello statuto?

Attenzione, come ho scritto all’inizio, a non sottovalutare le modifiche statutarie imposte dalla Riforma. Non si tratta infatti di un mero adeguamento formale. Cambiando la natura giuridica della propria associazione, cambiano radicalmente anche le regole che la governano. 

 

Cosa succede una volta che si è modificato lo statuto?

La procedura per ottenere il certificato d’iscrizione al registro unico del terzo settore è lunga e tortuosa.

Una volta approvata la modifica statutaria le associazioni coinvolte dovranno registrarsi presso il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

Come funziona il RUNTS ancora non è chiaro, così come non è chiara quale sarà la procedura per iscriversi. Al momento l’unica indicazione è che per le attuali APS ONLUS e OdV che modificano lo statuto entro il 2 agosto l’iscrizione dovrebbe avvenire in automatico.

 

Sono chiare le regole che varranno per gli Enti del Terzo Settore?

Questo è proprio il punto che lascia davvero senza parole. Imponendo la scadenza del 2 agosto di fatto si avvia l’iter di modifica della natura giuridica di moltissime associazioni.

Il problema è che tutto ciò avviene senza che siano state definite in modo chiaro le regole a cui saranno sottoposti gli Enti del Terzo Settore. In particolare, al momento non è stato ancora approvato il decreto attuativo he definisce in modo chiaro quali regole fiscali saranno in vigore per gli Enti del Terzo Settore.

Quindi sostanzialmente si stanno obbligando alcune associazioni a modificare i propri statuti  e la propria natura giuridica senza chiarire loro quali saranno gli effetti  di questa modifica in termini di tassazione delle attività che dovranno andare a svolgere.

 

Cosa succede se non ti adegui alla riforma e non diventi ETS?

Come abbiamo già anticipato più volte la Riforma del Terzo Settore impatta in maniera importante non solo su APS ONLUS e OdV, ma anche sulle associazioni no profit generiche.

Infatti, se l’implementazione della riforma non verrà stoppata, cambieranno moltissime cose anche per quelle associazioni che decideranno di rimanere fuori dal Registro Unico Nazionale de Terzo Settore.

 

Cosa non fare?

Non copiare uno statuto prestampato o adattare un facsimile perchè la prima parte dello statuto impatterà direttamente sulla gestione operativa e fiscale dell’associazione. Rischi di fare dei grossi danni. Lo statuto è l’insieme delle regole che governano l’associazione, una volta che te le sei date e l’hai approvato poi le dovrai rispettare. Serve un’analisi della tua associazione prima per capire cosa fare.

 

Cosa fare?

Innanzitutto prenditi un po’ di tempo per capire. La riforma attuale prevede vantaggi e svantaggi collegati sia alla trasformazione in Enti del Terzo Settore, sia per chi decide di rimanere no profit generica.

Alcune novità sono già molto chiare, altre al momento sono solo indicazioni di massima che necessitano di ulteriori passaggi da parte del Governo per essere più definite.

A seconda di cosa fa la tua associazione, quali attività svolge, quali sono le principali fonti di entrata, potrebbe essere più o meno vantaggioso diventare Ente del Terzo Settore oppure diventare una No Profit Generica.

Nel nostro libro “La Riforma del Terzo Settore fa schifo”, prima di tutti gli altri abbiamo analizzato vantaggi e svantaggi di questa Riforma, denunciando proprio quello che secondo noi rimane il vero obiettivo di fondo di questo Disegno di Legge: portare alla chiusura moltissime esperienze associative.

Prima di partire di corsa ad adeguarti leggi il nostro libro, almeno eviterai un sacco di fregature.

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NB: questo libro è stato pensato proprio per rendere comprensibili gli effetti della riforma ai presidenti di associazione. Per questo, pur partendo da un’analisi rigorosa della Riforma, è stato scritto in modo che anche sia comprensibile anche per i non addetti ai lavori.

Per questo se sei il residente di una associazione no profit generica, APS Onlus o OdV devi formarti sui cambiamenti in atto che riguardano anche la TUA ASSOCIAZIONE

In questo libro NON ci sono le istruzioni per adeguare la tua associazione alla nuova normativa degli ETS. Per quello abbiamo un servizio apposito

Qui sotto puoi inserire una domanda gratuita sugli argomenti di questo post.

Se vuoi invece una soluzione specifica ad un problema della tua Associazione richiedi una consulenza privata.

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