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31 Agosto 2016

Associazione senza scopo di lucro: chi percepisce lo stipendio?

Giovanni Damiano Dalerba Scritto da Giovanni Damiano Dalerba
Categoria dell'articolo: Commercialista Per Associazioni
Associazione senza scopo di lucro: chi percepisce lo stipendio?

Si tratta di un argomento da sempre molto dibattuto e che nel tempo ha visto molti cambiamenti. Per affrontarlo correttamente è necessario fare due premesse. 

La prima è che conviene sempre verificare che la fonte che state leggendo sia aggiornata: è normale in Italia che escano sentenze, circolari, aggiornamenti, in grado di ribaltare quanto definito magari anche pochi anni prima. 

La seconda è che non esiste una regola fissa per TUTTE le tipologie associative; ecco quindi che nell’affrontare questo tema sia necessario identificare la natura della propria Associazione (ASD, ETS, APS, ODV, ANPG, etc) e poi leggere le norme dedicate senza fare di tutta l’erba un fascio – senza pensare, ad esempio, che le regole delle Associazioni Sportive Dilettantistiche siano uguali a quelle delle Associazioni di promozione sociale e viceversa. 

Per capire meglio la gestione e la contabilità delle associazioni, è consigliabile consultare una guida dedicata, come quelle disponibili su siti specializzati.

L’importanza delle Statuto per un’associazione senza scopo di lucro

Nessuna norma obbliga le Associazioni italiane a definire nel proprio Statuto il divieto nel retribuire i membri dei propri Organi di Amministrazione (a esclusione del solo caso delle ODV – Organizzazioni di Volontariato, che poi vedremo separatamente). 

Per molti anni è stata invece diffusa una leggenda metropolitana, assimilata da tanti “professionisti”, per cui fosse invece obbligatorio per tutti inserire una clausola di quel tipo in tutti gli Statuti associativi, mal interpretando il concetto di “divieto di suddivisione degli utili”. 

In realtà le retribuzioni delle attività lavorative (ivi comprese le prestazioni come membri del Consiglio Direttivo, se sono di mercato e all’interno di precisi parametri, non sono “suddivisione di utili” ma un semplice legittimo costo da sostenere. 

La corretta gestione del bilancio annuale e la trasparenza finanziaria sono fondamentali per gli Enti del Terzo settore, comprese le associazioni senza scopo di lucro. Per questo, è essenziale avere un’adeguata conoscenza in materia di contabilità e bilancio.

Ecco quindi che la prima cosa da verificare per capire se un’associazione possa o meno retribuire i propri membri dell’organo di amministrazione è se ci sia o meno tale clausola di divieto e andare a rimuoverla. 

Mettere mano a uno Statuto però non è mai semplice – anzi, è una attività delicatissima – e per questo, nel caso ti servisse, ti consigliamo di utilizzare il nostro servizio di revisione dello statuto.

Una revisione accurata può richiedere anche la consultazione del Registro delle associazioni per assicurarsi della conformità agli aggiornamenti legislativi.

Potrebbe interessarti leggere i seguenti articoli:

ASD – Associazioni Sportive Dilettantistiche 

Nelle ASD il tema della retribuzione dei membri del Consiglio Direttivo è dibattuto sin dal 2002 a causa di quanto previsto all’articolo 90 del Dl 289/2002 in cui si riportava alla sezione 1 paragrafo 1.1 lettera a) punto 5) tra i requisiti statutari la “gratuità degli incarichi degli amministratori”. ù

Molti non sanno però che la l. n. 128/2004 eliminò tale disposizione in quanto in contrasto non solo con l’art. 2389 del c.c. (in materia di retribuzione dell’attività di amministratori di capitali). 

Il tema è stato sdoganato tempo fa in un documento ufficiale della Agenzia 

delle Entrate della Direzione Regionale del Piemonte (aggiornato a Luglio 2015) dal titolo “Associazioni Sportive Dilettantistiche: come fare per non sbagliare”. 

Ecco cosa viene scritto a pag.40, punto 4.4. 

Presunzione di distribuzione di utili nell’erogazione di compensi 

Per i compensi erogati ad associati o a componenti del Consiglio Direttivo è necessario fare attenzione non solo al trattamento fiscale ma anche alla loro misura. Infatti, se superano determinate soglie, l’Agenzia delle Entrate presume che si tratti di una distribuzione indiretta di utili e, conseguentemente, decadono le agevolazioni fiscali. 

In particolare, tale presunzione scatta quando la ASD eroga: 

  • all’associato che presta opera nell’ASD compensi superiori del 20% rispetto agli stipendi previsti per le medesime qualifiche dai contratti collettivi di lavoro;
  • ai componenti del consiglio direttivo compensi annui superiori al compenso massimo previsto per il presidente del collegio sindacale delle Spa: D.P.R. 645/1994 e D.L. 239/1995 convertito dalla Legge 336/1995“. 

Secondo l’Agenzia delle Entrate, quindi, i membri del Consiglio Direttivo di una Associazione Sportiva Dilettantistica possono ricevere compensi annui, pari fino al massimo previsto. Ad esempio per un Presidente di Collegio Sindacale di Spa (41.316,55 annui– i vecchi 80 milioni di Lire), salvo poi spiegare che però esso va calcolato in base alla “sommatoria dei componenti positivi di reddito lordi e delle attività” e che fino a che questi non superano i 5 milioni di euro in un anno (tranquillo, alla tua Associazione non credo capiterà mai), il compenso oscilla tra i 6.000 e gli 8.000 euro. 

Non solo, il compenso del Presidente può essere aumentato del 50%. 

Quindi: 

  • Presidente: da euro 9.000 a euro 12.000 annui lordi. 
  • Segretario/ Tesoriere/ Consigliere: da euro 6.000 ad

euro 8.000 annui lordi. 

Mica poco! Anche se questa formula è molto poco utilizzata poiché il compenso percepito in relazione all’attività di amministratore è, ai sensi dell’art.1 comma c-bis) dell’art. 50 del T.U.I.R. (d.p.r. n. 917/1986), assimilato a quello di lavoro dipendente e come tale, ai sensi del combinato disposto dagli artt. 51 e 52 sempre del T.U.I.R., è soggetto alle medesime imposizioni fiscali del lavoratore subordinato. 

PER GLI APPASSIONATI DELLA BUROCRAZIA: tutto questo si ricava studiando l’articolo n°29 del Decreto del Ministero della Giustizia del 20 luglio 2012 n. 140, più il riquadro 11 e la Tabella C di pagina 28-29-30. 

Ma con quale sistema conviene andare a retribuire queste figure? 

Non è ancora stato definitivamente sdoganato, ma poiché un membro di un Organo di amministrazione di una ASD può essere a tutti gli effetti considerato un Dirigente Sportivo – e tale mansione è ricompresa tra quelle per cui sono utilizzabili i CoCoCo sportivi – si potrà utilizzare tale formula. 

Altra strada, se ci si accontenta di massimo 150 euro mensili, è quella di considerare il Dirigente Sportivo quale Volontario Sportivo e procedere con tali rimborsi forfettari. 

E se il membro del Consiglio Direttivo della ASD svolgesse altre mansioni all’interno della stessa e volesse essere retribuito per la stessa? 

Su questo aspetto dobbiamo fare una ulteriore precisazione. 

Una prima lettura della Riforma dello Sport (D.Lgs 36/2021) sembrava suggerire che tutti i membri dei Consigli Direttivi delle ASD si dovessero considerare quali Volontari Sportivi (e che quindi, in virtù dell’articolo 29, comma 3, del d.lgs. 28 febbraio 2021, n. 36 fosse vietato retribuirli oltre i rimborsi spese forfettari o a piè di lista anche nel caso svolgessero altre mansioni). 

È dovuto intervenire lo stesso Ministero dello Sport (con una nota di Dicembre 2023) a cui ha dovuto far seguito anche il presidente del CONI Malagò, per spiegare che tale interpretazione fosse sbagliata. 

Ecco le loro parole “i membri del consiglio direttivo, poi svolgendo gratuitamente il mandato loro conferito dall’assemblea dei soci, non rientrano nella categoria dei volontari e, pertanto, non si ravvisano in tali casi le incompatibilità di cui all’articolo 29, comma 3, del d.lgs. 28 febbraio 2021, n. 36“. 

Non è una questione di poco conto e, anzi, potremmo dire che è la situazione più diffusa: quasi in ogni ASD italiana almeno un membro del Consiglio Direttivo lavora per la ASD stessa occupandosi della Segreteria o come Allenatore eccetera.

Ecco quindi che possiamo definitivamente confermare che sia possibile per un membro di un Consiglio Direttivo di una ASD essere retribuito per svolgere anche altre mansioni nella medesima ASD.

Ma con quale formula? A questo proposito ti consiglio di acquistare il nostro prodotto COLLABORO, specificatamente pensato per districarsi in questa materia, tra le più complesse e delicate (ma che qualsiasi Dirigente Sportivo dovrebbe conoscere perfettamente). 

Esistono infatti precisi limiti e regole, è facile sbagliare o non scegliere la modalità più conveniente. 

APS – Associazioni di Promozione Sociale (sottocategoria di ETS nel RUNTS) 

Nelle APS si deve rammentare che i membri del Consiglio Direttivo, quale Organo di Amministrazione, devono essere eletti tra gli Associati in Assemblea Soci. 

La Riforma del Terzo Settore ammetterebbe, in linea di principio, che una parte degli amministratori possa essere scelta anche tra non-soci ma poi, nella realtà, gli Statuti contengono quasi sempre una regola precisa che tende a escludere questa possibilità 

In qualità di soci quindi, per essere retribuiti devono rispettare alcuni requisiti fondamentali, tra cui, per prima cosa, il rispetto degli obblighi contabili delle associazioni e un adeguato atto costitutivo dell’associazione che regoli tali aspetti. 

Inoltre, è importante ricordare che le APS, come altre tipologie di enti non commerciali, enti no profit, enti non profit, enti non a scopo di lucro, enti del volontariato, enti associativi, enti sociali e enti culturali, devono navigare all’interno di un complesso sistema normativo che regola le loro attività e la loro struttura.

In secondo luogo nelle APS i lavoratori non possono essere nel contempo ANCHE Volontari (si deve essere o uno o l’altro) e non vale l’equivalenza che chi sia parte del Consiglio Direttivo sia automaticamente anche un volontario. 

Ciò potrebbe essere vero solo se non fosse retribuito. 

In terzo luogo la retribuzione non deve superare determinati limiti per non sfociare nell’illecita ripartizione degli utili (a nostro parere vanno benissimo i limiti sopra esposti per gli amministratori delle ASD). 

Soddisfatti questi requisiti il componente di un Consiglio Direttivo di una APS può essere retribuito per tale mansione o per altre. Spesso infatti, prendiamo l’esempio di una Scuola di Musica APS, il Presidente è anche insegnante di un

corso di uno strumento e viene però retribuito solo per questo secondo incarico.

Anche qui si apre la domanda su quale sia la miglior formula retributiva da adottare caso per caso. Purtroppo è un tema talmente vasto e complesso e in continua mutazione da non poter essere affrontato qui. Nel caso tu abbia dubbi su come fare puoi chiederci una consulenza.

OdV – Organizzazioni di Volontariato (sottocategoria di ETS nel RUNTS) 

In queste particolare tipologia è escluso che un Socio o un Volontario possano essere retribuiti, sia come membri del Consiglio Direttivo che per qualsiasi altro impiego. Lo prevede proprio la normativa nazionale ed è stato ribadito in più e più Note Ministeriali. 

L’unica possibilità potrebbe essere quella di prevedere a Statuto che alcuni membri del Consiglio Direttivo possano essere scelti tra non-soci e non volontari e quindi andare a retribuirli. Ma sinceramente non abbiamo mai visto Statuti che prevedano tale possibilità – seppure ammessa dalle norme. 

Altri ETS sotto forma associativa e Associazioni no profit generiche Dipende dalle norme specifiche previste nei propri Statuti. Ma, se nulla osta (se non vi sono definiti particolari limiti), per omogeneità suggeriamo di seguire tutte le regole qui sopra previste per le APS – Associazioni di promozione sociale. 

In caso di contenzioso infatti i Giudici utilizzano un principio giurisprudenziale, in assenza di norme specifiche, che tende ad applicare le casistiche più simili.

Aggiornato il 20/02/2024

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69 risposte a “Associazione senza scopo di lucro: chi percepisce lo stipendio?”

  1. Rispondi
    Tracchini Barbara

    spiegando in modo pratico
    mettiamo il caso che
    un aps debba sostenere un affitto di € 1000
    TRAMITE VARIE ATTIVITÀ RIESCA A FARE UN INCASSO DI € 1300 al mese coprendo quindi affitto e altre spese accessorie.....
    come funziona la parte fiscale? ci sarebbero altre spese da affrontare?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ciao Barbara,

      dipende da come hai incassato questi 1300€! solo contributi istituzionali?

      Saluti

  2. Rispondi
    BOTTA STEFANO

    Salve, in quanto Tesoriere di una APS posso assumere il ruolo di Responsabile della rendicontazione di un progetto redatto dalla APS nell'ambito di un bando pubblico ed essere retribuito (anche con i fondi del progetto nel caso fosse accettato)? Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ciao Stefano,

      In linea generale, non conoscendo in dettaglio la situazione sì

      puoi assumere il ruolo e ricevere compenso con i fondi del progetto, se previsto dal bando e se tutto viene formalizzato con trasparenza e atti deliberativi.

      Di sicuro va approfondito il tutto e analizzare vari aspetti.

  3. Rispondi
    Paschelli Giulia

    Buon pomeriggio!
    Io sono presidente e fondatrice di un'associazione di volontariato. Impiego sempre e sempre più ore a gestirla e anche se la adoro vorrei che divenisse il mio unico lavoro. Posso pagarmi uno stipendio?
    O, comunque, posso usare alcune donazioni investendole nel tempo che uso per creare nuovi progetti?
    Grazie sono confusa ma non voglio sbagliare.
    Giulia

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buonasera Giulia,

      il presidente non può essere retribuito in quanto tale, ma potrebbe essere remunerato in base alla mansione che svolge all'interno dell'associazione.

  4. Rispondi
    Mistri Elisa

    Consiglieri di una fondazione Onlus possono avere compensi?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Buongiorno Elisa, posto che le ONLUS non esistono più e devono trasformarsi in ETS, si deve prima controllare lo Statuto della Fondazione. Una Fondazione ETS, senza vincoli statutari ad hoc, può retribuire i propri consiglieri all'interno di precise procedure e limiti di legge.

  5. Rispondi
    Ammendolia Domenico

    Buongiorno. Sono Socio Di un centro anziani APS del Lazio ( Non vorrei fare il nome del centro, per ora ): Sono stato, di questo centro, Segretario senza nessun compenso.
    La mia domanda: la partecipazione di un socio al contributo in Euro per ciò che riguarda gite, pranzi sociali e organizzazioni simili. Grazie

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Domenico,

      per la partecipazione a tali eventi credo debba sentire direttamente l'associazione in questione.

  6. Rispondi
    Ammendolia Domenico

    Buona sera, sono socio di un centro anziani APS del Lazio. Sono stato anche segretario( senza alcun compenso ). La mia domanda si riferisce in particolare alle gite, ai pranzi sociali: Cioè quale è la quota, in Euro, di partecipazione di un socio ad una gita o un pranzo sociale, oppure a qualcosa di simile?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Domenico,

      non posso rispondere a questa domanda in quanto le quote di partecipazione non sono importi fissi ma che variano in base all'attività.

  7. Rispondi
    GIOVANNA COPPOLA

    con la riforma può il presidente di una asd percepire compenso come istruttore, nella forma del co.co.co avendo tutti i requisiti per farlo?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Sì certo.

  8. Rispondi
    RECANATI ONESTO

    un dipendente di una federazione sindacale ,può come socio assumere la carica di presidente di aps e/o odv

    • Rispondi
      Andrea Brizzolari

      Buongiorno Onesto,

      lo può fare, ma avviserei per iscritto i responsabili della tua federazione che stai per ricoprire questo incarico.

  9. Rispondi
    COPPOLA DORIANA

    La nostra Odv è iscritta al Runts e nello statuto modificato è riportato che gli associati non volontari possono essere retribuiti con contratti di lavoro. L'associato non volontario non deve appunto avere i requisiti dell'art. 17 del CTS. Non siamo a conoscenza di norme che vietano la possibilità di instaurare con gli associati non volontari dei contratti per prestazioni occasionali ad esempio in progetti finanziati. È possibile farlo o è vietato? Inoltre un amministratore con partita Iva non volontario potrebbe nella odv svolgere un incarico retribuito che non rientra nella sua carica sociale che resta ovviamente gratuita? Grazie in anticipo per le risposte

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Doriana,

      è possibile assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura, anche dei propri associati.

  10. Rispondi
    Conte Laura

    Salve, sono Presidente di un'associazione culturale che a breve potrebbe diventare APS. Lavoro nella scuola pubblica con contratti annuali, ma tutto il mio tempo libero lo dedico alla gestione e organizzazione dell'associazione... Come posso capire qual è la cifra giusta per un compenso senza dover pagare tasse eccessivamente? Non so cosa comporterebbe a livello fiscale inserire il compenso come Reddito assimilato a lavoro dipendente... Grazie mille in ogni caso

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Laura,

      nel nostro articolo spieghiamo che è possibile per alcune associazioni riconoscere un compenso a presidente e consiglieri.
      Non possiamo però entrare nel merito di valutazioni economico-finanziarie relative a situazioni personali

  11. Rispondi
    Floriano

    Salve vi volevo chiedere se in un'associazione culturale musicale no profit è possibile erogare un compenso ad un consigliere che ha già p.iva e potrebbe emettere fattura mensilmente come professionista.

    • Rispondi
      TeamArtist

      Certamente

  12. Rispondi
    Luisa

    Salve.
    Nello statuto della nostra associazione cinofila indicheremo le seguenti attività:
    - consulenze preadozione,
    - consulenze individuali,
    - puppy class,
    - classi di socializzazione,
    - passeggiate didattiche,
    - mobility dog,
    - tellington ttouch,
    - pensione casalinga,
    - ludoteca,
    - corsi di preparazione al test "buon cittadino a 4 zampe",
    - progetti di zooantropologia didattica,
    - seminari,
    - pet-therapy,
    - clicker training,
    - toelettatura,
    - recupero animali dispersi,
    - manifestazioni ed eventi.
    1. Può essere solo un aps o anche una asd?
    2. Le attività indicate possono essere solo verso soci o anche verso terzi?
    3. Sia una aps sia una asd possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo anche ricorrendo ai propri associati?
    Grazie e buona serata.

    Luisa

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. ASD
      2. Anche verso terzi, ma occorrerà partita Iva
      3. Esatto

  13. Rispondi
    marco

    Salve,
    sono presidente di una ass. onlus e gestiamo una struttura.
    posso ricevere il compenso annuo da voi citato ? "ai componenti del consiglio direttivo compensi annui superiori al compenso massimo previsto per il presidente del collegio sindacale delle Spa: D.P.R. 645/1994 e D.L. 239/1995 convertito dalla Legge 336/1995."
    cioè di 41.316,55 annui lordi.
    si consideri che gli altri due soci non percepiscono nulla.
    io lavoro in qualità di amministrativo all'interno della stessa.
    Grazie

    Marco

    • Rispondi
      TeamArtist

      Rileggi bene l'articolo. Spieghiamo che il compenso annuo per il Presidente oscilla tra i 9 e i 12mila euro annui.
      Potrai ricevere questo compenso però solo se lo Statuto non lo vieta espressamente.
      Altra cosa invece è se lavori come amministrativo: tale lavoro non c'entra nulla coll'essere Presidente e segue altre regole.

  14. Rispondi
    giorgio

    Buongiorno, dirigo una associazione culturale che si occupa di organizzare corsi di musica presso le nostre sedei e presso le scuole primarie e secondarie del territorio. Ormai ci stiamo ingrandendo parecchio ed abbiamo bisogno di figure professionali quali una segretaria fissa, due insegnanti fissi e vorrei darmi uno stipendio in quanto devo dedicare troppo tempo per non averlo.

    1. Si può dunque assumere?
    2. Come mi posso muovere?
    3. è meglio essere una fondazione, oppure una onlus?

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Certamente, con un occhio ad eventuali impedimenti del vostro attuale Statuto.
      2. Cominciando a stabilire quali sono i compensi che vorreste attribuire alle diverse figure, quale il costo per l'Associazione e se prevedete di essere in grado di sostenerlo.
      3. Indifferente.

  15. Rispondi
    Luca

    Buongiorno,
    sono parte del CDA di un associazione culturale. vorrei aprire una ditta individuale che organizza eventi. Può questo generare un conflitto d'interessi?
    essendo io inoltre il fondatore dell'associazione, posso utilizzare per la ditta individuale lo stesso nome dell'associazione (senza ovviamente l'indicazione "associazione culturale")?
    esempio: Associazione Culturale FOGLIA AL VENTO (per l'associazione) e FOGLIA AL VENTO DI LUCA ROSSI (per la ditta individuale)
    Grazie per il vostro supporto, vi aspetto in veneto!

    • Rispondi
      TeamArtist

      Buongiorno Luca,
      qual è la ratio di questa idea?

  16. Rispondi
    luigi momo

    Rispetto allo stato ed allo stipendio dei dirigenti e dipendenti di una Associazione che gestisce una casa di riposo, non ONLUS, ma riconosciuta dalla Regione di pertinenza, faccio presente la seguente situazione.
    L'associazione ha solamente 9 soci, di cui n.5 fanno parte del CdA e dei n. 4 restanti, sono i due dirigenti, un dipendente ed un esterno.
    Ora il codice civile prevede che il bilancio - che contiene la gestione dell'Associazione, i compensi degli Amministratori, i compensi dei dirigenti e dei dipendenti e tutte le attivitò dell'Associazione - non possa essere approvato, in sede di assemblea dai soci amministratori.
    Pertanto i bilanci dell'Associazione di cui sopra, che hanno -come è noto - tutte le funzioni sopradescritte, possono essere approvate solamente dai tre dipendenti e dall'esterno.
    Poichè i dipendenti sono in maggioranza, sono determinanti nell'approvazione delle deliberazioni assembleari che riguardano il bilancio.
    I dipendenti quindi approvano la gestione e i compensi degli amministratori e gli Amministratori gestiscono i dipendenti in tutte le attività della Associazione, compresi i loro stipendi.
    Ciò premesso, chiedo se i dipendenti di una Associazione così come è strutturata quella che ho descritto, possano essere in maggioranza tra i soci della Associazione stessa o se il loro stipendio debba essere trasformato in compenso da computarsi nella gestione separata dell'INPS.
    Comunque se l'evidente situazione di controllori controllati sia legittima.
    Chiedo inoltre di conoscere se esistono leggi, circolari del'Agenzia delle Entrate o dell'INPS o comunque giurisprudenza che consenta questa situazione.
    Attendo con fiducia e urgenza la vostra risposta.
    Cordiali saluti,
    Luigi Momo

    • Rispondi
      TeamArtist

      Buiongiorno Luigi, il suo quesito è molto complesso e non può trovare soluzione in un nostro commento. La contattiamo in privato.

  17. Rispondi
    Giovanna Del Regno

    Sono un assistente sociale vorrei aprire un associazione a carattere di promozione sociale tipo proloco

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ciao, consigliamo di scaricare e leggere con attenzione questa guida.

  18. Rispondi
    Lorenzo

    Buongiorno, in qualità di presidente di una no profit generica posso percepire una retribuzione inferiore a € 6000 all'anno o devo mantenermi nel range 6000-8000 di cui parlate nell'articolo?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Inferiore va sempre bene

  19. Rispondi
    Piero

    buonasera, sono il presidente di un'associazione culturale no profit, avendo in atto un rimborso spese forfettario per la nostra associazione per Presidente e Vice Presidente, ritenuto che gli stessi prestano servizio nella nostra associazione culturale, ma che il tutto non supera i 2500 euro annui, come si deve agire per non sbagliare? Cordialità.

    • Rispondi
      TeamArtist

      Buongiorno, il rimborso forfettario è considerato un compenso quindi genera semplicemente l'obbligo della Certificazione Unica.
      Per maggiori informazioni può consultare questo articolo: http://www.teamartist.com/blog/2016/04/08/rimborsi-spese-un-nuovo-regolamento-da-approvare-nelle-associazioni-per-lagenzia-delle-entrate-in-regalo-i-fac-simile/

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