
Abbiamo notato ultimamente una fioritura di dubbi sul tema di figli e coniugi che percepiscono redditi sportivi e sul come ci si deve comportare in queste situazioni nel momento della compilazione della dichiarazione dei redditi. Dubbi che spesso assomigliano a questo:
“Mio figlio nel 2013 ha ricevuto 11mila euro di compensi per attività sportive dilettantistiche. Posso comunque considerarlo a carico?”
Ora come ci si deve comportare?
Le detrazioni di imposta per figli a carico spettano a condizione che questi ultimi possiedano un reddito complessivo annuo non superiore a 2.841,51 euro, al lordo degli oneri deducibili (articolo 12, comma 2, del Tuir).
E’ importante considerare però che: le indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi e i compensi erogati nell’esercizio diretto dell’attività sportiva dilettantistica da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche riconosciuto dal Coni o dagli enti di promozione sportiva sono considerati redditi diversi (articolo 67, comma 1, lettera m, del Tuir).
Ora, riguardo allo sportivo dilettante, non esiste una norma specifica che stabilisca i contenuti e le modalità delle attività cosiddette “dilettantistiche”. Di conseguenza, quando nello sport si parla di dilettantismo, si vuole intendere quel tipo di esercizio fisico per il quale la Federazione di appartenenza non ne abbia formalmente previsto una modalità di possibile esercizio professionistico all’interno del proprio statuto. La tassazione agevolata è dunque applicabile ai compensi erogati alle seguenti figure:
atleti, allenatori, arbitri e giudici di gara dilettanti;
istruttori;
massaggiatori;
dirigenti che svolgono funzioni non retribuite in base a norme organizzative interne ma indispensabili alla realizzazione della manifestazione sportiva dilettantistica;
soggetti che intrattengono in favore di società ed associazioni sportive dilettantistiche rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo/gestionale di natura non professionale (ad esempio personale di segreteria; istruttori sportivi; dirigenti sportivi che prestano la loro opera in favore dell’associazione; addetti agli impianti quali custodi, giardinieri etc.).
Occorre adesso vedere nel dettaglio come funziona il meccanismo della tassazione agevolata sui compensi “dilettantistici”. Esiste anzitutto una prima soglia di reddito che se non oltrepassata garantisce l’esenzione da qualunque imposta. Parliamo in questo caso dei compensi annui (cioè percepiti nell’anno d’imposta dal 1° gennaio al 31 dicembre) pari o inferiori a 7.500 euro.
Tali somme sono esenti da imposta, cioè non concorrono a formare il reddito imponibile Irpef del percettore fino al limite annuo di 7.500 euro; sui successivi 20.658,28 euro viene operata una ritenuta a titolo di imposta, con aliquota del 23%, mentre sulle somme eccedenti l’importo complessivo di 28.158,28 euro viene operata una ritenuta a titolo d’acconto, sempre con aliquota del 23 per cento.
Poiché ai fini della detrazione per familiari a carico non rilevano i redditi esenti da Irpef né quelli assoggettati a ritenuta a titolo di imposta, i compensi corrisposti da associazioni sportive dilettantistiche fino a 28.158,28 euro non rientrano nel calcolo del reddito complessivo.
Chi percepisce compensi per attività sportiva fino a 28.158,28 euro, può essere lo stesso fiscalmente a carico. A questo reddito si possono aggiungere i 2840 euro di redditi di altro tipo. In altre parole i redditi percepiti da sportivi dilettanti fino a 28.158,28 sono un non reddito.
Vi è infine un terzo livello di tassazione che sfocia direttamente nelle imposte ordinarie e scatta nel momento in cui i compensi erogati scavallano il limite di 28.158,28 euro. In questo caso, ferma restando comunque l’esenzione fino a 7.500 euro, non solo verrà applicata la ritenuta d’imposta del 23% sui 20.658,28 euro che “intercorrono” fra la due soglie di 7.500 e 28.158,28 euro, ma verrà anche applicata una seconda ritenuta, sempre del 23%, questa volta a titolo di acconto, sulla quota eccedente i 28.158,28 euro. Volendo allora fare l’esempio di un atleta che abbia percepito un compenso di 30mila euro, da questi 30mila verranno anzitutto trattenuti a titolo di imposta 4.751 euro, equivalenti al 23% della differenza fra 7.500 e 28.158,28 euro, e in più, a titolo di acconto, verranno trattenuti altri 423 euro, equivalenti al 23% dei 1.841 euro che eccedono la soglia di 28.158,28 euro. Tali regole vanno poi a incidere anche sull’adempimento della dichiarazione dei redditi.
Speriamo così di aver trovato risposta ai tuoi dubbi e di aver contribuito a far un po di luce sul rapporto che esiste tra attività sportiva dilettantistica retribuita e dichiarazione fiscale. In caso in cui aveste ancora dubbi non esitate ad approfittare della possibilità di porre quesiti gratuiti su questo blog (nel caso in cui i vostri dubbi richiedano una risposta veloce e diretta) oppure se la situazione che vi preoccupa è più complessa prenotate la professionalità di un nostro esperto cliccando su questo link.
Buongiorno,
Sono istruttore presso un asd e percepisco dei compensi(2024 €1600), inoltre ho un airbnb che nel 2024 ha fruttato 2100euro netti(tolta cedolare secca)
Farò 730 congiunto con mio marito...
Sarò ancora a suo carico??
Grazie mille per qualsiasi risposta e chiarezza riuscirete a fare
Buongiorno Monica,
in tutti questi casi finché tua moglie non supera i 28.000 puoi tenerla a carico.
Mio figlio di 30 anni, ha percepito nel 2022 un reddito pari a 2900 euro da una ASD, e non ha altri redditi. È da considerarsi fiscalmente a mio carico? O può fare ISEE separatamente? Non vive più con me, ha residenza altrove.
Buonasera Giulia,
di norma se non vive più con te e ha residenza altrove può essere considerato non più a tuo carico.
figlio di 20 anni che ha percepito, nel 2023, 4900,00 euro nel primo semestre e ulteriori 5000,00 nel secondo (non ha ulteriori redditi): lo posso considerare fiscalmente a carico ? Grazie.
Buongiorno Francesco,
in questo caso specifico, no.
Mia figlia di 28 anni ha percepito nel 2023 premi per concorsi sportivi per un totale di Euro 3.900, non ha altri redditi, devo considerarla a carico e non farle fare un 730 anche a lei?
Grazie mille
Vanessa
Buongiorno Vanessa,
Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi non vanno dichiarati dall'atleta, né tali premi vanno esplicitati per la dichiarazione dei redditi dei quali tali soggetti fossero eventualmente a carico, dato che non compaiono nell’elenco dei redditi esenti che concorrono a formare il “tetto” al di sopra del quale il famigliare non è più a carico.
mio figlio di anni 20 ha un contratto co.co.co sportivo luglio 2023 con un compenso mensile di euro 1.100 volevo chiedere ed assicurarmi se per l’anno 2024 posso considerarlo ancora a carico. Grazie
Buongiorno Pierpaolo,
Sono considerati fiscalmente a carico i familiari che possiedono un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Tale limite è elevato a 4.000 euro per i figli di età non superiore ai 24 anni. Quindi in questo caso specifico, no.
Bravi!
Grazie!
siete fortissimi!
grazie Sante!
veramente bravi!
bellissimo articolo, complimenti!
grazie!
mia figlia marianna ,nell'anno 2016 ha percepitp redditi da aasociazione sportiva dilettantistica esente da irpef di €7500 . vorrei sapere se posso sapere se rimane fiscalmente a carico mio e di mia moglie . inoltre per cortesia vorrei conoscere la norma che lo prevede . grazie e distinti saluti vincenzo pizzuto cell.3385401745
se leggessi l'articolo troveresti risposta ai tuoi dubbi, compresi i riferimenti di legge
Buongiorno. Percepiro' dal gennaio 2017 come Presidente di una A.S.D. redditi di euro 2800 annui come compenso attività amministrative e gestionali (possibilità prevista dalla guida Ag.Entrate Piemonte).
Svolgo attività di docente precario presso la scuola secondaria durante risultando disoccupato nei mesi estivi. Potrebbe tale compenso influire e causare la revoca dell'assegno di disoccupazione che percepisco nei mesi di luglio e agosto?
Grazie saluti
Se riceverà tale compenso nel regime dei 7500, assolutamente no.
siamo una ASD in 398... abbiamo diverse categorie del Settore Giovanile e Scolastico e di conseguenza degli istruttori/tecnici e una segretaria per le ricevute e organizzazione.
questi ragazzi che svolgono i su detti incarichi hanno 24, 31, 37... anni ma sono tutti a carico dei genitori. i loro compensi vanno dai 200 ai 250 euro al mese per gli otto/nove (settembre/maggio) mesi di durata della scuola calcio. per una maggiore sicurezza delle nostre azioni chiediamo:
1. sono persone che posso ricevere compensi?
grazie di tuttooooo............
1. Possono percepirli
Buonasera,
A. Mi risulta che redditi derivanti da attività sportiva dilettantistica seppur inferiori ad Euro 7500,00 annui e quindi considerati "non reddito" devono comunque essere indicati ai fini del calcolo dell'ammontare dell'assegno familiare. Ciò significa che essi concorrono alla formazione quel reddito complessivo del nucleo sulla base della quale viene calcolato l'importo dell'assegno erogabile. 1. Ma ciò significa anche che essi concorrono a determinare il diritto stesso all'assegno famigliare?
Sappiamo la condizione affinché si abbia diritto all'assegno è che i redditi complessivi siano per il 70% derivanti da lavoro dipendente.
2. I redditi derivanti da attività sportiva inferiori ad euro 7500 annui vanno computati ai fini della verifica di del diritto all'assegno?
3. Facendo un esempio pratico per dare maggior chiarezza alla domanda: Un nucleo familiare in cui ci sia un reddito da lavoro dipendente pari a 5000 euro ed un reddito da attività sportiva pari ad euro 6000 consente il diritto all'assegno familiare?
4. E corretto ritenere che essi siano ininfluenti ai fini del diritto all'assegno in quanto "non reddito" ma debbano essere indicati ai soli fini della determinazione dell'ammontare dell'assegno erogabile?
A. Da dove ti "risulta"?
1. A mio parere, no
2. Idem
3. A mio parere, si
4. Idem
Salve,
Io sono un lavoratore dipendente di una ditta privata ,percepisco regolarmente uno stipendio mensile ed ho mia moglie a carico. Se entrambe dovessimo decidere di collaborare ad una asd percependo dei compensi vorrei sapere come comportarmi. Per capirlo vi faccio degli esempi:
1 se entrambi percepiamo oltre al mio stipendio da impiegato compensi per asd che singolarmente non superano i 7500€ (es: io 7000€ e mia moglie 6000€) è corretto non indicare nulla nel rigo D4?
2 se solo mia moglie supera i 7500€ devo indicarla nel rigo D4? Per intero ? Senza sommare il mio compenso?
3 de entrambe superiamo i 7500€ devo indicare la somma dei compensi? (Es: io 10.000€ lei 10.000€ devo indicare 20.000 nel rigo D4?)
4 in tutti questi casi finché mia moglie non supera i 28.000 posso tenerla a carico?
Grazie in anticipo per le risposte cordiali saluti
1. Si
2. No
3. No
4. Si (l'ho scritto nel post)