
Molte Associazioni No Profit ci segnalano di ricevere, da tempo ormai, una comunicazione di questo tipo:
“Buongiorno,
a seguito della Sentenza della Corte di Cassazione del 2007 e del Tribunale di Milano del 2010 in allegato alla presente trasmettiamo informativa e modulo Licenza da compilare e restituire via fax al numero 02.94750990 oppure via email all’indirizzo [email protected] per regolarizzare la VS. posizione con SCF Consorzio Fonografici (Consorzio che tutela i diritti delle Case Discografiche) qualora Vi sia diffusione di musica registrata all’interno della struttura o durante le varie attività della stessa.
Il compenso per i diritti connessi (ovvero quelli dovuti alle case discografiche) è autonomo e indipendente rispetto a quanto dovuto a SIAE. Chi diffonde musica REGISTRATA, anche a scopo non di lucro, deve riconoscerli entrambi. Siete pregati di allegare alla Licenza compilata la copia del certificato di adesione al Vostro Ente di Promozione Sportiva. Per ulteriori informazioni potete visitare il nostro sito www.scfitalia.it oppure contattarci telefonicamente allo 02.86882327.
Restando in attesa di VS. gentile riscontro ed a disposizione per qualsiasi eventuale chiarimento, porgiamo cordiali saluti.
Ufficio Licenze – SCF Consorzio Fonografici – Via Leone XIII, 14 – 20145 Milano
Tel: 02.86882327 – Fax: 02.94750990 – Email: [email protected]“
Ed è chiaro che a tutti sorge spontanea una domanda: “Ma davvero dobbiamo pagare, oltre alla Siae, anche questo Ente?“. La nostra risposta al momento, purtroppo, non è certa. Stiamo infatti facendo delle verifiche con SCF perchè, a nostro parere, se la musica (quelli che loro chiamano “fonogrammi”) è diffusa non al pubblico ma solo ai soci dell’Associazione no profit, stando alle sentenze cui fanno riferimento, il compenso cui fanno riferimento NON DOVREBBE ESSERE DOVUTO.
Per questo motivo abbiamo mandato loro questa comunicazione ufficiale in data 2 Novembre 2015, cui attendiamo ancora risposta:
“Cortesi Signori, rappresentiamo alcune centinaia di Associazioni no profit sul Territorio italiano che a noi si riferiscono per gli aspetti legali e fiscali connessi alle loro attività.
Una di queste afferma di aver ricevuto da voi una comunicazione nella quale richiedete di restituire compilato un modulo “qualora Vi sia diffusione di musica registrata all’interno della struttura o durante le varie attività della stessa”. Sempre nella stessa comunicazione affermate che “Il compenso per i diritti connessi (ovvero quelli dovuti alle case discografiche) è autonomo e indipendente rispetto a quanto dovuto a SIAE. Chi diffonde musica REGISTRATA in pubblico, anche a scopo non di lucro, deve riconoscerli entrambi”.
Ora, poichè molte di queste realtà ci chiedono se siano tenute o meno a fare quanto voi richiedete e se, più in generale, siano davvero tenute a riconoscervi tale compenso, siamo a chiedervi un confronto in merito ai seguente punto, per noi dirimente.
Voi affermate che tale compenso sia dovuto per chi diffonde musica REGISTRATA in pubblico: le Associazioni, di norma (se non in casi eccezionali) NON DIFFONDONO musica in pubblico, ma in privato: a questo scopo infatti l’accesso ai locali sociali è RISERVATA ai soli iscritti. Le norme sono molto chiare rispetto a quali siano le attività istituzionali di una Associazione (che hanno una natura di ambito privatistico, paragonabile al domicilio privato, ed è per questo che sono totalmente defiscalizzate) rispetto a quelle commerciali (che per loro natura sono invece rivolte al pubblico).
Questo principio è anche contenuto e ribadito più volte nella LDA 633/41 che parla sempre espressamente di “diffusione in pubblico”, nella sentenza sentenza n. 2289/2010 del Tribunale Civile di Milano (che parla di “esercizi pubblici”, fattispecie per le motivazioni sopra espresse non riconducibile tout court alle sedi delle Associazioni no profit).
A nostro parere quindi il compenso è a voi dovuto solo nei casi in cui le Associazioni no Profit riproducano musica in attività aperte al pubblico e non durante le proprie attività istituzionali riservate ai soci.
Nel merito di questo aspetto sono a richiedere un vostro parere.
Vi ringrazio, a presto.“
Hanno scritto anche a voi e volete aiutarci?
Semplice, dichiarate loro che state attendendo che ci rispondano!
in questi giorni SCF sta tornando alla carica.
hanno mai risposto alle vostre corrette e pertinenti istanze?
saluti
marco gatti
No, ma voi usate musiche coperte dai loro diritti d'autore?
Salve team! Innanzitutto grazie per le risposte dei mesi scorsi riguardo la questione SCF.
ho un chiarimento da chiedere: la sede Uisp alla quale siamo affiliati come ASD mi dice che devo pagare la SCF entro il 30/11/16.
pagherò per il 2017 e una annualità in più per il 2016 e un "tombale" degli anni precedenti.
cosa mi consigliate?
grazie anticipatamente.
gabriella
Ma voi usate musiche protette da SCF? Se si, perchè? Avete pensato ad usare musiche di NON loro clienti?
ammetto la mia ignoranza, non ho idea se utilizziamo musica protetta da SCF...
Come posso scoprirlo?
grazie
Stiamo per scrivere un post al riguardo, a breve (in ogni caso puoi chiederlo direttamente loro...)
credo che aspetterò il vostro post...
sarà sicuramente più preciso ed attendibile! 🙂
Vorrei dire la mia su questo ennesimo diritto accampato, direi.
I signori si rifanno a :I DIRITTI CONNESSI
(come da:www.siae.it/it/diritto-dautore/diritti-connessi/i-diritti-connessi)
I diritti connessi al diritto d’autore sono i diritti che la legge riconosce ad altri soggetti comunque collegati all’autore dell’opera. Si tratta degli artisti, interpreti o esecutori, dei produttori di supporti fonografici, dei produttori di opere cinematografiche o audiovisive, delle emittenti radiofoniche e televisive e così via. Sono coloro cioè che offrono l’opera alla fruizione del pubblico e sono anch’essi titolari di diritti patrimoniali e, in taluni casi, anche di diritti morali (artisti interpreti o esecutori).
Ma essendo noi che diffondiamo l'opera durante la nostra attività, per assurdo potremmo quindi ritenerci esecutori e quindi avere anche noi diritto a tale compenso.
Che ne pensate ho esagerato ?
Cordiali Saluti
Marco Mariani