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05 giugno 2013

Appello al CONI perchè salvi le ASD dagli assurdi costi per la “sicurezza”

Appello al CONI perchè salvi le ASD dagli assurdi costi per la “sicurezza”

Non bastava il decreto Balduzzi sui defibrillatori e certificati medici, col quale si è inserito un nuovo importante costo (e responsabilità) a carico delle ASD.

Adesso si è anche finalmente chiarito che la corretta interpretazione del  d. lgs. 81/2008 equipara i volontari e i collaboratori di Associazioni Sportive Dilettantistiche o di Promozione Sociale ai lavoratori di aziende o altri settori produttivi, in ambito di sicurezza sul lavoro! Quanto costa ad una Associazione fare il DVR, il piano di evacuazione, il corso per il “datore di lavoro-Presidente” con funzione di responsabile per la sicurezza, i corsi di primo soccorso, antincendio e formazione per tutti i collaboratori? Lo diciamo a chiare lettere: questa operazione sembra (come nel caso dei defibrillatori) il solito regalo ad una lobby.

Anche questo intervento si traduce, immediatamente, in un danno per centinaia di migliaia di Associazioni già pesantemente penalizzate da burocrazia e vincoli incomprensibili.

Sia chiaro: noi di TeamArtist condividiamo che non ci possa/debba essere il Far West nello sport dilettantistico. Ma non si può nemmeno continuare a mettere tutti sullo stesso piano e caricare di costi sempre nuovi le ASD! Perchè l’unico risultato non sarà quello di aumentare il livello di tutela degli atleti e dei volontari ma di far chiudere centinaia di Associazioni! La piccola Associazione di 20 soci che giocano a Bridge NON è una Palestra con 500 iscritti e 50 istruttori!

TeamArtist quindi, chiede il vostro contributo, per appellarsi al Coni ed impedire l’ennesimo schiaffo al volontariato.

 

Come già abbiamo fatto per il decreto Balduzzi (ottenendo alcuni importanti risultati), vi chiediamo di compilare questo form:

https://docs.google.com/forms/d/1OVu25N3Z3nc-5Dk5K7bDNA8GEnKc2FE43FOkkbKLBIE/viewform

 

Damiano Dalerba & Stefano Cabot

Direttori area noprofit di TeamArtist

 

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13 risposte a “Appello al CONI perchè salvi le ASD dagli assurdi costi per la “sicurezza””

  1. Rispondi
    oriana francioni

    Associazione sportiva dilettantistica ha ottenuto la gestione del campo da gioco e riceve dal Comune un contributo per le spese di gestione:
    1. tale contributo è da assoggettare ad Iva?
    2. per quanto riguarda la ritenuta d'acconto ho un dubbio, mi sembra che non sia da assoggettare?
    3. ma se la ASD riceve anche dei proventi di sponsorizzazione e/o pubblicità per cartelloni installati ai bordi del campo, quindi proventi di natura commerciale, il provento ottenuto dal Comune è da assoggettare alla ritenuta del 4%?

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Se è un contributo... no! Legga questo nostro post.
      2. Quale ritenuta d'acconto? Questa si applica sulle retribuzioni di alcune tipologie di collaborazioni (tra un datore di lavoro e un lavoratore).
      3. Se fate attività di sponsorizzazione e pubblicità, dovrete avere partita iva, emettere fatture, pagare iva, ires, irap. L'iva sarà sempre al 22%


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  2. Rispondi
    Carlo Cattaneo

    Quali sono gli adempienti sul Dlgs 81 ai quali un asd deve ottemperare?
    una società mi chiede un canone semestrale di 400€ per questi documenti sul Dlgs 81, mi ha rilasciato il documento valutazione rischi, il piano di emrgenza e la designazione del resposanbile servizio precenzione e protezione
    grazie saluti

    • Rispondi
      TeamArtist

      Tutto dipende da chi siete, cosa fate, e chi impiegate. Detto questo, mi pare un ottimo prezzo. Soldi ben spesi se i documenti sono fatti bene e li utilizzate.


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      • Rispondi
        Carlo Cattaneo

        siamo una asd che gestisce una palestra con dei corsi di karate e arti marziali, abbiamo tutti sportivi dilettanti che percepiscono redditi inferiori a 7500€ e facciamo solo attività istuzionale,come dovremmo agire?

        grazie e ancora complimenti

        • Rispondi
          TeamArtist

          Come vi detta la vostra coscienza! Non è obbligatorio ma... senz'altro sensato.


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  3. Rispondi
    Vittorio

    quindi la questione è definivamente chiarita o conviene aspettare? per una nuova asd quali sono i termini di adeguamento? 90 giorni?
    grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      I termini di adeguamento, stando alle diverse interpretazioni, è già scaduto.


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  4. Rispondi
    daniela

    Salve e deve costituire una ASD ma i soci risultano nello statuto come volontari? si è obbligati a fare il DVR e tutti i corsi sulla sicurezza?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Alla luce delle ultime interpretazioni pare di si...


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      • Rispondi
        Delia Santalucia Bini

        Credo ci siano scarse informazioni in tal senso, in quanto già da aprile 2008 il D.lgs 81 T.U. sulla salute e sicurezza sui posti di lavoro era abbastanza chiaro per quanto riguarda il campo di applicazione: in
        tutti gli ambienti di lavoro e di vita.Per essere altrettanto chiari nel 2010 e stata sollevata analoga domanda, ovvero se le associazioni sportive dilettantistiche rientravano nella casistica dettata dal Dlgs 81, al ministero del lavoro che rispose così:
        Qual è la normativa applicabile in materia di tutela della salute e sicurezza dei
        lavoratori nell’ambito delle Associazioni sportive dilettantistiche?
        (Risposta a quesito del 1 settembre 2010)
        A riscontro del quesito su emarginato, relativo alla applicabilità alle associazioni sportive dilettantistiche (indicate di seguito come ASD), si forniscono le seguenti indicazioni generali.
        In via preliminare si osserva che, alla luce della ampia definizione normativa di lavoratore e di datore di lavoro dettata dal D. Lgs. n. 81/2008 alle lettere a) e b) dell’art.
        2, nonché del campo di applicazione di cui all’art. 3 comma 1, che ricomprende tutti i settori di attività e tutte le tipologie di rischio, il mondo del non profit in generale e pertanto anche le associazioni o società sportive dilettantistiche, rientrano nel campo di applicazione del decreto in esame.
        Infatti il lavoratore è “la persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge una attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di
        lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere un’arte o una professione…”, mentre la definizione di datore di lavoro è ormai
        svincolata dalla titolarità della responsabilità dell’impresa, e deriva invece, più in generale, dalla responsabilità dell’organizzazione delle prestazioni lavorative o allestesse equiparate.
        Bisogna ulteriormente rilevare che le prestazioni lavorative rese nell’ambito delle suddette associazioni non sono oggetto di una disciplina particolare nei commi successivi del citato articolo 3, come invece avviene per altre categorie di prestazioni
        lavorative o tipologie di lavoratori.
        Stante quanto sopra, occorre stabilire se, in mancanza di una espressa limitazione operata dal legislatore, le norme del D.Lgs. n. 81/2008 siano applicabili integralmente
        nell’ambito delle suddette associazioni ovvero se dalle norme che disciplinano le stesse – legge 16 dicembre 1991, n. 398 “Disposizioni relative alle associazioni sportive dilettantistiche”, l’art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, oltre che da disposizioni di carattere fiscale e previdenziale concernenti le stesse – possano discendere
        indirettamente alcune limitazioni alla integrale applicazione delle stesse.
        La principale fonte normativa che regolamenta le ASD è il citato art. 90 della legge n. 289/2002, che, nell’estendere le disposizioni della legge 16 dicembre 1991, n. 298 e
        s.m. e le altre disposizioni tributarie riguardanti le ASD anche alle società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fini di lucro, disciplina, ai commi 17 e
        18, alcuni aspetti relativi alla loro costituzione nonché al contenuto dell’atto costitutivo e dello statuto, fra i quali i principi generali in materia di contenuti dello statuto e dell’atto costitutivo delle stesse, come l’assenza del fine di lucro, il rispetto del principio di democrazia interna, la gratuità degli incarichi degli amministratori.
        Per quanto riguarda il profilo tributario, va rilevata l’inclusione fra i redditi diversi ad opera dell’art. 67, comma 1, lett. m) del Testo Unico del 22/12/1986 n. 917 (T.U.I.R.), delle “ indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi e i compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle federazioni sportive nazionali, .…dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che sia da essi riconosciuto”, ai quali sono stati equiparati, con le modifiche apportate a tale testo normativo, dal comma 3 del citato art. 90 della L. n. 89/2006, quelli derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società o di associazioni sportive dilettantistiche.
        Credo che tale parere sia esaustivo ad ogni domanda...

  5. Rispondi
    maurizio

    Buon giorno. Proprio in questi giorni stiamo decidendo di iniziare a fondare una ASD.
    Leggendo il vostro articolo mi sorgono dei dubbi.
    1- faccio corsi di difesa personale (pochi allievi in una palestra comunale )nessuno mi ha detto che devo fare dei corsi sanitari per il defribillatore ne tanto meno il piano d'evacuazione.
    2- come deve comportarmi visto che la struttura non è mia?
    3- la sede posso farla ovunque ?
    4- come faccio a pagare altri istruttori con un rimborso spese?Grazie.