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11 dicembre 2015

SCF e SIAE. Se abbiamo ragione le Associazioni che fanno corsi ai soci non devono pagare i diritti d’autore per la musica

SCF e SIAE. Se abbiamo ragione le Associazioni che fanno corsi ai soci non devono pagare i diritti d’autore per la musica

Vi ricordate la prima puntata della questione che abbiamo aperta con SCF? Bene, abbiamo ricevuto la risposta del loro Ufficio Legale. Approfondendo abbiamo scoperto che è possibile (è ancora troppo presto per cantare vittoria quindi state tutti tranquilli) che da decenni in qua le Associazioni abbiano pagato ingiustamente i diritti d’autore.

Questo vorrebbe dire che:

1. Potreste eliminare questa spesa dai vostri Bilanci. Figo, eh? 😉

2. Forse forse potreste anche chiedere di essere rimborsati di quanto ingiustamente pagato negli anni passati. Ancora meglio, vero?

Ma veniamo alla risposta che abbiamo ricevuto:

“Gentile Dott. Dalerba,

Si dà riscontro con la presente alla Sua comunicazione inviata via posta elettronica certificata, in data 12 novembre 2015 in merito alla quale pare opportuno chiarire alcuni equivoci sui quali si basa la pretesa di poter legittimamente diffondere musica, nell’ambito dell’attività svolte dalle Sue assistite, senza l’acquisizione della licenza SCF e senza la corresponsione dei relativi compensi.

Pare opportuno, in primis, chiarire che la diffusione di musica registrata effettuata nei locali delle associazioni sportive Sue assistite, non può, in alcun modo, essere considerato un utilizzo privato del fonogramma.

All’interpretazione degli art. 73 e 73bis della legge sul diritto d’autore, l. 633/1941, nel seguito l.d.a., (“Il produttore di fonogrammi, nonché gli artisti interpreti e gli artisti esecutori che abbiano compiuto l’interpretazione o l’esecuzione fissata o riprodotta nei fonogrammi, indipendentemente dai diritti di distribuzione, noleggio e prestito loro spettanti, hanno diritto ad un compenso per l’utilizzazione a scopo di lucro dei fonogrammi a mezzo della cinematografia, della diffusione radiofonica e televisiva, ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite, nelle pubbliche feste danzanti, nei pubblici esercizi ed in occasione di qualsiasi altra pubblica utilizzazione dei fonogrammi stessi. L’esercizio di tale diritto spetta al produttore, il quale ripartisce il compenso con gli artisti interpreti o esecutori interessati” e “Gli artisti interpreti o esecutori e il produttore del fonogramma utilizzato hanno diritto ad un equo compenso anche quando l’utilizzazione di cui all’art. 73 è effettuata a scopo non di lucro”) soccorre il secondo comma dell’art. 15 della stessa l.d.a. a norma del quale “Non è considerata pubblica la esecuzione, rappresentazione o recitazione dell’opera entro la cerchia ordinaria della famiglia, del convitto, della scuola o dell’istituto di ricovero, purché non effettuata a scopo di lucro”.

Orbene, in tutte le ipotesi in cui è ravvisabile un utilizzo della musica tale da realizzare un superamento della “cerchia ordinaria” della famiglia, del convitto, della scuola o dell’istituto di ricovero, si ha certamente una pubblica esecuzione dell’opera.

E la giurisprudenza concorda con una simile interpretazione, chiarendo come: “L’elencazione fatta nella norma, delle ipotesi nelle quali la cerchia ordinaria si specializza, chiarisce l’ambito qualitativo cui il legislatore vuole garantire una legittima esenzione dall’onere del compenso; si tratta di una cerchia consueta, assimilabile alla quotidianità della famiglia (…)” (Cass. N. 8304/1997).

A sostegno di quanto sopra si aggiunga il dettato dell’art. 15-bis l.d.a. che prevede comunque l’obbligo di un compenso, seppur ridotto, anche quando “l’esecuzione avviene all’interno di centri o istituti di assistenza, o da associazioni di volontariato purché destinate ai soli soci ed invitate e sempre che non vengano effettuate a scopo di lucro”. Pertanto, come si può agevolmente derivare da una simile previsione, il legislatore della legge sul diritto d’autore, considera esecuzione svolta in pubblico, e quindi pubblica utilizzazione dell’opera, anche quella svolta nell’ambito di attività quali quelle delle Sue assistite.

A fronte di quanto sopra risulta chiara l’applicabilità, all’utilizzazione effettuata dalle Sue assistite, degli artt. 73 e 73bis l.d.a.

Certi, alla luce di quanto sopra, di aver chiarito la legittimità delle ragioni di SCF, La invitiamo a voler tempestivamente sollecitare alle associazioni Sue assistite a procedere all’invio della licenza, debitamente compilata e sottoscritta, evidenziando che la riproduzione e la pubblica diffusione di Fonogrammi del repertorio dei produttori fonografici mandanti e consorziati di SCF, effettuata senza che sia stata preventivamente richiesta e ottenuta apposita licenza rappresenta una lesione dei diritti dei produttori rappresentati da SCF, perseguibile sia in sede civile che in sede penale.

Cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.

SCF Consorzio Fonografici

Responsabile Ufficio Legale”

Ed ecco la nostra replica da cui potete capire la nostra posizione:

“Cortesissima dott.ssa XXXXX, La ringrazio della sua sollecita e approfondita risposta.

Pur tuttavia, mi trovo a doverLe muovere una ulteriore eccezione.

Vede, l’esecuzione delle musiche registrate all’interno delle Associazioni Sportive Dilettantistiche o Associazioni Culturali o ancora Associazioni Ricreative viene svolta per lo più all’interno di Corsi (per loro natura non lucrativi perchè rivolti ai soci) che si riferiscono propriamente a scuole vere e proprie, così come previsto dal Lei citato secondo comma dell’art. 15 della legge sul diritto d’autore, l. 633/1941 a norma del quale “Non è considerata pubblica la esecuzione, rappresentazione o recitazione dell’opera entro la cerchia ordinaria della famiglia, del convitto, della scuola o dell’istituto di ricovero, purché non effettuata a scopo di lucro”.

Non esistendo una definizione giuridica del termine scuola (sia per manifesta volontà del legislatore che per vetustà della norma) ritengo ci si possa propriamente ed unanimemente riferire alla definizione dell’Enciclopedia Treccani: Istituzione sociale, pubblica o privata, preposta all’istruzione, quale trasmissione del patrimonio di conoscenze proprio della cultura d’appartenenza, o alla trasmissione di una formazione specifica in una determinata disciplina, arte, tecnica, professione, mediante un’attivitа didattica organizzata secondo regole condivise.”

Questa definizione coincide perfettamente con le attività dei Corsi che le Associazioni mie assistite fanno ai propri associati. Avendo già appurato (e non avendo Lei contestato questo aspetto) che tali attività non sono effettuate a scopo di lucro, ritengo che le richiesta da noi formulata nella precedente missiva possa essere così riformulata:

A nostro parere quindi il compenso è a voi dovuto solo nei casi in cui le Associazioni no Profit riproducano musica in attività aperte al pubblico e non durante i Corsi istituzionali riservati ai soci all’interno delle proprie Scuole di danza, Scuola di Musica e/o assimilabili da esse istituite.

Nel merito di questa nuova rilettura sono quindi a richiedere un vostro parere.

Vi ringrazio, a presto.”

Cosa ne pensate?

Riceviamo & Pubblichiamo. da Giorgio:Ho appena ricevuto telefonata da DAVID di SCF per sollecito alla compilazione del modulo di licenza. Ho informato loro che hanno già ricevuto risposta da TeamArtist in merito alla stessa, e che siamo tutti in attesa di ricevere risposta definitiva da SCF. Mi han detto che vi chiameranno o risponderanno alla mail. Ho fatto presente che la cosa è di interesse di parecchie associazioni in Italia, quindi sarebbe il caso di muoversi per chiudere questo balzello nell’interesse di tutti. Spero vi chiamino subito. Per inciso, la telefonata è iniziata con «salve sono David e volevo sapere se nella vostra associazione diffondete musica». Telefonata ricevuta dal numero +39 02 86882327

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19 risposte a “SCF e SIAE. Se abbiamo ragione le Associazioni che fanno corsi ai soci non devono pagare i diritti d’autore per la musica”

  1. Rispondi
    Alice

    Salve! Avevo già scritto lo scorso anno in merito alla questione SCF e martedì hanno ricominciato a batter cassa. Ho replicato le vostre motivazioni e mi hanno detto che oramai con voi il discorso è chiuso e strachiuso! Ora è legge ed il mio ente di affiliazione (UISP) si è legato a loro creando una convenzione dunque DEVO pagare. Io ribatto e mi mandano diversi allegati via mail e ora mi telefonano di continuo pressando per un pagamento (di non so neppure quale cifra) poichè da 2 anni si sono "slegati" dalla SIAE, prima percepivano una percentuale dalle tasse che pagavamo a loro. Questo mi hanno detto. Io non intendo pagare finchè non ricevo una vera richiesta, una raccomandata, una "multa"? qualcosa di più di una telefonata da una segretaria... no? che ne pensate?

    • Rispondi
      TeamArtist

      "Chiuso e strachiuso"? Non ci pare proprio!!!!
      Detto questo... il punto è un altro. Voi usate musica sottoposta a diritti SCF?
      Di certo se pensano di avere delle ragioni ed hanno un "conto da pagare" devono chiedervelo per iscritto e non per telefono.


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  2. Rispondi
    Emanuela Mangano

    Buongiorno, in qualità di Presidente di una Asd di danza e fitness di recente costituzione ho ricevuto oggi una Telefonata dalla SCF che mi ha comunicato la mancata richiesta di licenza da parte dell'Associazione che rappresento. Mi hanno prontamente inviato una mail con moduli da compilare e informative varie. Che fare? Compilare, pagare, inviare... O attendere Vs nuove? Grazie infinite

    • Rispondi
      TeamArtist

      Non ho capito. Vuoi usate musiche o canzoni di cui SCF dispone i diritti? Lo hanno verificato? Oppure pretendono un pagamento a prescindere anche se usate musica non protetta da diritti d'autore?


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      • Rispondi
        Emanuela Mangano

        Nei nostri corsi di ballo usiamo musiche varie e sinceramente non ho idea se si tratti di brani con diritti detenuti dalla SCF. Abbiamo regolarmente pagato la quota annuale alla SIAE e pensavamo quindi di aver adempiuto al nostro dovere relativamente ai diritti musicali. Ho chiesto ad altre ASD di ballo della mia zona se anche a loro era pervenuta una richiesta simile e mi hanno risposto di non sapere neanche cosa sia la SCF (anche il mio commercialista non sapeva di cosa si parlasse, anche se segue da tempo la gestione di altre ASD di ballo). Perchè alla nostra ASD è pervenuta tale richiesta e alle altre invece no? Una risposta me la sono data da sola....La nostra ASD è affiliata FIDS (e la FIDS ha stipulato una convenzione con SCF) mentre le altre ASD non lo sono. Possibile quindi che la SCF sia andata a prendere il nostro nominativo tra le ASD affiliate alla Federazione di Danza Sportiva? Ma se si trattasse di un diritto che tutti devono pagare, allora questa richiesta dovrebbe essere arrivata anche a tutte le altre ASD che come la mia svolgono attività di ballo con utilizzo di musica...Non vi sembra? Nel frattempo, non sapendo cosa fare, ho evitato di rispondere alla mail della SCF sperando di chiarirmi un pochino le idee sul da farsi. Grazie e buona giornata.

        • Rispondi
          TeamArtist

          Secondo noi non è una tassa da pagare prescindere, in quanto siete una no profit.
          Legga questo nostro post


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  3. Rispondi
    Andrea Sergon

    Ciao ragazzi, sono il presidente di una ASD che fa corsi di ballo per i propri soci.
    Abbiamo pagato SCF l'anno scorso e quest'anno mi hanno ripresentato una fattura.
    Non ho pagato e quando mi hanno chiamato ho seguito il vostro consiglio di dire che siamo rappresentati da voi per questa faccenda e che siccome non avete ancora ricevuto risposta e la questione non è stata chiusa, allora noi non abbiamo più mandato nessun pagamento.

    Mi hanno risposto una cosa del genere:
    "Ah sì con Team Artist la questione è già passata e risolta, il nostro ufficio legale ha già risposto e lì la questione è chiusa, li abbiamo incoraggiati a non proseguire su quella strada perchè veramente si stavano basando su elementi totalmente infondati."

    Ho ribattuto dicendo che mi risulta che loro non hanno più replicato all'ultima mail di Team Artist, ha insistito dicendo che:
    "Comunque la questione è stata chiusa, tanto che abbiamo già degli accordi con le associazioni di categoria, che si occupano di scuole di danza".
    Il che in parte è anche vero, perchè il mio Ente di Promozione Sportiva, AICS, ha effettivamente una convenzione per il pagamento a SCF, quindi ne riconosce il potere.
    La telefonata è arrivata da questo numero: 02 92853842.

    Ragazzi, io sinceramente non so cosa fare, cosa mi consigliate?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Per noi non è chiusa affatto, siamo in attesa di una risposta
      Se l'importo comunque non è particolarmente alto potreste pagare...


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      • Rispondi
        Andrea Sergon

        Grazie, ok, farò come mi dite, terrò la cifra molto bassa dichiarando il minimo indispensabile.
        Avanti ragazzi, non mollate la presa sulla questione SCF, potreste veramente essere gli unici professionisti a smascherare e fermare questi enti estorsori, facendo risparmiare molti soldi e umiliazioni a molto associazioni sportive.
        Sì, perchè dover pagare in cambio di nulla qualcuno che fa leva su dei decreti legislativi, e vedere spesi così i soldi dei propri soci, è umiliante tanto quanto pagare il pizzo.
        Grazie!

  4. Rispondi
    Walter

    Faccio parte di una APS che fa corsi di musica per i propri associati.Siamo tenuti al pagamento dei diritti d'autore. Grazie e saluti

    • Rispondi
      TeamArtist

      Se rivolta solo ai soci, secondo noi no


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  5. Rispondi
    Mario

    Grazie. Volevamo sapere se in base a tutte le entrate (quote associative, contributi, liberalità ecc.) che si hanno durante l' anno, si deve fare riferimento ad una precisa percentualità per elargire rimborsi analitici ai soci volontari.

    • Rispondi
      TeamArtist

      No.


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  6. Rispondi
    Mario

    Buonasera, siamo un associazione musicale e volevamo porre qualche domanda:
    1) sul regolamento interno, possiamo inserire che ogni ora di lezione di strumento verso i soci, costa 10 euro?
    2) sempre sul regolamento, possiamo inserire che ogni socio a fine mese pagherà solo le lezioni svolte? quindi i soci ogni fine mese si troveranno a pagare contributi diversi in base alle lezioni svolte.
    3) Dai contributi richiesti per i corsi di strumento, quale percentuale si può usare per pagare i rimborsi a piè di lista ai soci volontari?
    Grazie per la risposta e per il lavoro che fate

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Si. Occhio che il regolamento interno va approvato dalla assemblea straordinaria dei soci. Perchè invece non fate solo un tariffario, approvato dal Direttivo?
      2. Idem
      3. Le due cose sono scollegate. I rimborsi a piè di lista si pagano a parte! Se si usasse una % sarebbe il pagamento di una retribuzione...


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  7. Rispondi
    Anna Maria Della Valle

    Non solo! Noi, Associazioni di danza sportiva, che paghiamo regolarmente la Siae sia in forfait annuale per corsi, sia ogni volta vi è una serata a pagamento, in quell'ambito paghiamo già, come fattomi notare dalla Siae stessa, il contributo alla SCF.
    Quindi nulla dovrebbe essere dovuto anche in quell'ambito.

  8. Rispondi
    vera premoli

    si concorda con la vs risposta , si precisa inoltre che i n Italia bel 11 società sono state riconosciute dallo Stato e non solo la SCF .

    • Rispondi
      TeamArtist

      Interessante! Quali?


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  9. Rispondi
    Guido Bachatero

    Ritengo che siete davvero una mano dal cielo e che finalmente qualcuno si sta interessando come si deve ad un problema così largamente diffuso! Grazie per ciò che fate... E speriamo finisca come giustamente deve finire (e che soprattutto rimborsino).
    GRAZIE a nome di tutte le Associazioni!!!