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12 Novembre 2015

Le entrate commerciali della mia Associazione devono essere inferiori a quelle istituzionali?

Giovanni Damiano Dalerba Scritto da Giovanni Damiano Dalerba
Categoria dell'articolo: Adempimenti Fiscali, Contabili e Gestionali
Le entrate commerciali della mia Associazione devono essere inferiori a quelle istituzionali?

Oggi parliamo di questa bella “Leggenda Metropolitana”, diffusissima nel mondo delle Associazioni.

LA DOMANDA

Questo è un quesito sul tema, arrivato ad esempio nel nostro Gruppo per Super Dirigenti di Associazioni su Facebook (se non ne fai ancora parte… peggio per te!):

“Buongiorno cari super dirigenti. Avrei un quesito che spero non alimenti il mio dubbio.

La mia squadretta di pallavolo, riesce a vivere grazie ai piccoli sponsor che riesce a ricevere dalle ditte della città.  Stiamo parlando di circa 5000 euro (entrate commerciali).

I soci invece contribuiscono con le quote ordinarie con 1.000 euro (entrate istituzionali).

L ‘Associazione finanziandosi maggiormente con le entrate commerciali derivanti dalla pubblicità perde lo status di ente non commerciale e quindi perde diritto all’opzione 398/91?”

LA RISPOSTA

Quando la tua Associazione con Partita Iva opta per la 398/91 il limite fisso delle entrate commerciali è di 250mila euro l’anno, SENZA ALCUN problema legato alla quota di entrate istituzionali (per paradosso potresti avere 250mila euro di entrate commerciali e mille euro di entrate istituzionali: non importerebbe).

Perchè? Perchè la 398 nasce proprio per permettere alle Associazioni No Profit di trovare soldi per finanziare le attività istituzionali!

DA DOVE NASCE LA LEGGENDA?

Da un altro errore legato alle entrate commerciali “marginali e occasionali” per le Associazioni No Profit col solo codice fiscale: in tanti (sbagliando) pensano che le entrate commerciali marginali e occasionali siano tali fino a che sono inferiori alle entrate istituzionali (quindi, per esempio: si potrebbero avere 5000 euro di entrate istituzionali e 4999 di entrate commerciali).

Questa è una STUPIDAGGINE. Le entrate marginali e occasionali sono tali quando economicamente sono trascurabili (su 5.000 euro potremmo dire fino a 3-400 euro) e capitano raramente.

Il caso tipico è l’Associazione che chiede un contributo ai soci per le proprie attività ed in mezzo ad un centinaio di questi vengono un paio di esterni. Che fai, li mandi a casa? No, li fai pagare ma questa attività è commerciale (non sono soci), marginale (2 contributi da esterni su 100 non sono rilevanti economicamente) ed occasionali (i 2 tipi parteciperanno da esterni solo per questa volta, mica a tutte le occasioni).

-> AGGIORNAMENTO 12 LUGLIO 2016

Una variante della leggenda è questa: “Come la mettiamo con gli artt. 148 e 149 del TUIR (dove tra le cause per la perdita della qualifica di ENC leggo chiaramente: prevalenza dei redditi derivanti da attività commerciali rispetto alle entrate istituzionali, intendendo per queste ultime i contributi, le sovvenzioni, le liberalità e le quote associative)?

Per rispondere a questo dubbio si deve tener presente che i TUIR è del 1986 mentre la 398 del 1991 (5 anni dopo). La 398 quindi supera il TUIR… da ciò deriva che se hai optato per la 398 valgono le regole della 398, mentre se non hai optato per la 398 rimangono valide le regole del TUIR (l’ho spiegata un po’ grezzamente ma questa è la sostanza).

Tra l’altro questo mi è stato confermato da un interpello fatto all’AdE da un nostro lettore dopo aver letto il nostro post. L’AdE ha risposto che in una associazione no profit in 398 (non asd) dove le entrate commerciali siano superiori a quelle istituzionali questo aspetto può al limite costituire un fatto “INDIZIARIO ” ma non può far perdere in automatico la qualifica di ente non commerciale.

Ecco uno stralcio dell’interpello datato 19/12/2015: “Pur tuttavia si vuole evidenziare che la prevalenza dei ricavi da attività commerciali rispetto al valore normale delle cessioni o prestazioni afferenti le attività istituzionali, prevalenza che per il comma 2 dell’art. 149 è uno dei sintomi di non commercialità, ha un valore non assoluto ma indiziario. Consente quindi di pervenire alla perdita della qualifica di ente non commerciale solo in presenza di un “giudizio complesso” che si concluda con una valutazione in verso, come precisato dalla circolare 124 del 12/05/1998

 

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81 risposte a “Le entrate commerciali della mia Associazione devono essere inferiori a quelle istituzionali?”

  1. Rispondi
    Guazzoni Deborah

    Se la mia associazione senza scopo di lucro organizza una mostra e riceve dal Ministero un compenso per l'organizzazione è attività commerciale?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Deborah,

      per rispondere avrei bisogno di maggiori informazioni, ma tendenzialmente ti direi di no.

  2. Rispondi
    Longhi Laura

    Buongiorno io e le mie amiche vorrei aprire una Onlus ma avere dei guadagni da questa attività vorremmo prendere una cascina e allevare cani e animali da compagnia e in più con la ns nutrizionista creare una ns linea di cibo e avvalerci dell'aiuto di ragazzi con disabilità e aprire anche in b&b e un laboratorio dove i ragazzi possano imparare a cucinare x un inserimento lavorativo dove reperiamo i soldi x acquisire la struttura e come imparo a conoscere le leggi e tutto quello che serve x aprire... grazie in anticipo

    • Rispondi
      Andrea Brizzolari

      Buongiorno Laura,

      è certamente un progetto importante il vostro e anche molto sfidante e complesso che andrebbe approfondito. 
      Una strada da percorrere potrebbe essere quella di rivolgervi a delle realtà non profit della vostra zona (magari a cooperative sociali strutturate e di una certa dimensione) per capire se possono essere interessate ad accompagnarvi nella realizzazione di questo progetto.

  3. Rispondi
    Ennio Bazzoni

    Purtroppo mi torna sempre indietro il messaggio. Spero ora...
    Siamo una costituenda associazione che vorrebbe gestire una libreria altrimenti destinata alla chiusura.
    Non siamo sicuri che l'incasso della vendita dei libri ai soci (e anche ai turisti che saltuariamente passano di qui) sia alla fine inferiore a quello relativo alle attività istituzionali (tessere, contributi, corsi ecc.). Diventiamo automaticamente un'attività puramente commerciale, con contabilità ordinaria? Rinunceremmo subito, forse...

    • Rispondi
      TeamArtist

      piccola precisazione iniziale: se vendeste i libri ai soci sarebbe comunque attività istituzionale. Detto questo non è necessario che le entrate istituzionali superino quelle commerciali, basta che le cose siano fatte con criterio e che non ci sia una sproporzione esagerata tra le une e le altre.

  4. Rispondi
    Antonio

    Un'associazione culturale che svolge attività nell'ambito della musica, occasionalmente effettua delle attività come service audio luci nei confronti di non soci, a pagamento, al fine di reperire dei fondi per il finanziamento delle proprie iniziative.
    E' obbligata ad aprire la partita IVA comunque, oppure essendo iniziative sporadiche (una al mese circa) o puo' rilasciare semplici ricevute senza aprire la partita IVA?
    Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      No, serve la p. IVA.

  5. Rispondi
    raffaella abeniacar

    come Presidente di una associazione culturale artistica, le chiedo se i miei soci-artisti possono esporre le opere del proprio ingegno in una sede della stessa e vendere privatamente le loro opere con ricevuta generica. grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      no e no: possono esporre all'interno dell'associazione ma solo i soci hanno diritto di entrare nelle sedi! per quale motivo poi basterebbe ricevuta e non regolare fattura?

  6. Rispondi
    Tommaso

    Salve, vorrei costituire un'associazione culturale (con Partita Iva e aderente alla 398/91) che si occupi di cinema e non solo con libri e film a disposizione di soci e non, corsi e altre iniziative simili. Per sostenere gli scopi dell'associazione vorremmo prevedere l'acquisto e la rivendita di gadget, poster e oggettistica varia. Aderendo alla 398/91 possiamo farlo tranquillamente?
    E inoltre: possiamo optare per l'affitto di un locale su strada, con vetrina come fossimo un negozio? Più in generale: esistono casi di associazioni culturali che sono anche negozi?
    grazie mille

    • Rispondi
      TeamArtist

      1.Sì, ma sono entrate commerciali
      2. Sì, ma occhio a non sembrare un negozio
      3. esistono casi di associazioni culturali che fanno anche vendita, ma deve essere una attività accessoria e non la principale

  7. Rispondi
    sandro

    buongiorno
    Volevo sapere se le quote di iscrizione , DAI 20 AI 30 EURO, incassate da noi relative alla partecipazione ad una gara sportiva siano esenti oppure assoggettate ad IVA . i PARTECIPANTI non sono nostri associati ma risultano essere tesserati per la federazione di nostra appartenenza, tesserati per altre federazioni spportive, per EPS oppure senza tessera alcuna in quanto ad es. provenienti dall'estero.

    In attesa saluto cordialmente

    • Rispondi
      TeamArtist

      Sono de-tassate le quote da vostri soci e/o dagli atleti tesserati a FSN/DSA/EPC cui la vostra ASD è affiliata.
      Potete però detassare anche le quote di terzi se fate un evento di raccolta fondi, con le regole di questo post.

  8. Rispondi
    Carla

    Salve, vorrei costituire una piccola casa editrice e inquadrarla come associazione culturale con P.IVA. Dato che la vendita di libri sarebbe rivolta prevalentemente a terzi, vorrei sapere se l'attività di vendita è compatibile con la forma dell'associazione culturale.
    Grazie e saluti.

  9. Rispondi
    Angelo

    Buonasera, abbiamo costituito un'associazione di promozione sociale con Partita Iva e abbiamo optato per la 398/91.
    Dall'articolo si evince che essendo il limite delle entrate commerciali stabiito in € 250.000 all'anno, non si ponga il problema della prevalenza delle entrate commerciali rispetto a quelle istituzionali.
    Da dove si deduce tale affermazione?
    Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      Dal fatto che non viene specificato il contrario

  10. Rispondi
    Associazione culturale Antigone

    Salve.
    Siamo un'associazione culturale che realizza spettacoli teatrali. Il numero di tali spettacoli è di 5 o 7 all'anno. Possiamo far pagare un biglietto d'ingresso agli spettatori rilasciando loro una ricevuta non fiscale?
    Grazie e saluti.

  11. Rispondi
    Giuseppe

    Buonasera,
    un coro (attività istituzionale di una APS) che vince un concorso corale e riceve un premio dalla propria associazione regionale (organizzatrice del concorso):
    1. In quale voce di entrata rientra tale premio? Mi riferisco alla 383 quando elenca le risorse economiche delle APS.
    A me viene in mente "altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale" (beh così vale tutto?!) oppure "erogazioni liberale di terzi" anche se non so quanto possa essere considerata "liberalità" l'erogazione di un premio...

    • Rispondi
      TeamArtist

      Direi istituzionale

  12. Rispondi
    diego

    salve volevo sapere se è giusto fare 2 libretti delle ricevute uno per le quote sociali e uno per gli abbonamenti(mensili, trimestrali,ecc) per le attività svolte per i soci.
    Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      Direi che non è né giusto né sbagliato. Sicuramente è molto comodo e farei anche io così 😉

  13. Rispondi
    Silvia vincenti

    Buongiorno, scrivo per avere un'informazione sulla
    Nascita di una associazione culturale. La promotrice dell'idea È un'intraprendente neolaureata in lingue. Varie collaborazioni con istituti privati e scuole di lingua inglese, un anno a londra e diverse esperienze educative con bambini e ragazzi. Ora segue diversi bambini di scuola elementare e scuola media con attività di doposcuola e dà ripetizioni di inglese anche a liceali. Come strutturare in associazione questa attività ? I ragazzi devono essere tutti associati? Come potrà lei, socio dell'associazione, poter essere remunerata per l'attività svolta? Ci sarà bisogno di un contratto? Sarà considerata tutta attività istituzionale?

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