I limiti aggiornati possono essere di 1.000 o di 5.000 euro, a seconda dei casi
Questo tema ha subito variazioni frequenti, quasi a ogni cambio di governo nazionale.
La spiegazione è semplice: alcuni partiti politici pongono al centro della propria agenda la lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio di denaro proveniente da attività criminali, mentre altri tendono a compiacere coloro che si sentono oppressi dallo Stato e credono che ricevere denaro non dichiarato non sia poi così grave.
Di conseguenza, il limite di denaro contante utilizzabile cambia continuamente, variando anche in base alla natura del soggetto coinvolto. Per le associazioni no-profit, eccetto le Associazioni Sportive Dilettantistiche, è applicabile il limite previsto dall’articolo 1, comma 384, della Legge 197/2022, che vieta pagamenti in contante e trasferimenti di titoli al portatore per importi pari o superiori a 5.000 euro.
L’utilizzo di contanti è generalmente consentito fino a 4.999,99 euro. Le sanzioni per il superamento di tale soglia variano: per importi fino a 250.000 euro, la sanzione amministrativa pecuniaria va da 1.000 a 50.000 euro.
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Le Associazioni Sportive Dilettantistiche e gli Enti del Terzo Settore, comprese le Onlus, godono di un regime fiscale agevolato, che comporta specifici obblighi e agevolazioni.
Questi soggetti, iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore, devono seguire una contabilità separata per le loro attività commerciali e possono beneficiare di criteri forfetari per le imposte sul reddito e riduzioni dell’IVA.
Questo regime speciale necessita dell’autorizzazione da parte della Commissione europea per assicurarsi che sia conforme con le norme sugli aiuti di stato.
Per le sole Associazioni Sportive Dilettantistiche rimane fermo l’obbligo di eseguire i pagamenti e gli incassi, se di importo pari o superiore a €. 1.000, tramite mezzi tracciabili (cioè: conti correnti bancari o postali, carte di credito, bancomat, ecc) come previsto dalla normativa speciale.
Infatti l’art. 25 comma 5 della l. 133/1999 prevede, per le associazioni e le società sportive dilettantistiche, a prescindere dal regime fiscale adottato, che i pagamenti in favore di queste e i versamenti da queste effettuati, se di importo pari o superiore a 1.000 euro, debbano essere eseguiti tramite conti correnti bancari o postali.
Nel caso di violazione di questa norma si applica l’art. 11 del d.lgs. 471/1997 in materia sanzionatoria tributaria non penale, che infligge la sanzione amministrativa da 250 euro a 2.000 euro.
L’unica buona notizia è che dal 2016 il non rispetto di questa norma non comporta l’automatica esclusione all’accesso del regime agevolato semplificato di cui al DL.398/1991.
In aggiunta, le attività di intermediazione per la gestione dei diritti d’autore, specialmente i rapporti tra SIAE e Associazioni, richiedono attenzione. Inoltre, l’attività di intermediazione per la gestione dei diritti d’autore richiede una particolare attenzione.
Le associazioni che si occupano di eventi culturali e musicali devono seguire le linee guida stabilite dal Codice del Terzo settore e assicurarsi che tutti i diritti d’autore siano gestiti correttamente, evitando sanzioni e garantendo la trasparenza nelle transazioni finanziarie
Per quanto riguarda prelevamenti o versamenti in banca di denaro contante, il MEF chiarisce che non vi sono limiti legali, poiché queste operazioni non implicano trasferimenti di denaro tra soggetti diversi.
Diversamente, per quanto concerne il pagamento delle retribuzioni, dal 1° luglio 2018, i datori di lavoro sono obbligati, come previsto dalla Legge di Bilancio 2018 (articoli da 910 a 915, L. 205/2017), a utilizzare mezzi bancari o postali. La violazione di tale obbligo comporta sanzioni da 1.000 a 5.000 euro.
Concludendo, il pagamento in contanti non appare più razionale.
I dati mostrano che le associazioni (e le aziende) che privilegiano metodi di pagamento moderni, come wallet elettronici o sistemi di pagamento digitale come PayPal e Satispay, ottengono maggiori incassi.
Persistere nel mantenere parte delle entrate non dichiarate indica una limitata visione imprenditoriale, poiché impedisce di comprendere il reale andamento economico. È dunque un’abitudine superata che, probabilmente, scomparirà nei prossimi anni.
Giovanni Damiano Dalerba
Associazionista senior di TeamArtist
Aggiornato Marzo 2024
Buonasera, una ASD con finalità inerente la realizzazioni di cortometraggi deve necessariamente iscriversi al registro del Coni per validare l'opzione alla L. 398/1991? Grazie.
Deve iscriversi al Coni per poter essere una ASD e godere dei vantaggi riservati a queste ultime, ma l'opzione 398/91 vale solo per le associazioni che operano con la partita Iva
L'opzione 398/91 in caso di bar punto ristoro di somministrazione bevande e alimenti, permette la libera consumazione alla clientela tutta o è consentita solo ai soci, come per la gestione associativa?
Buongiorno Angelo, lei è il gestore di un bar o il dirigente di un'associazione?
è obbligatorio fruire delle agevolazioni L. 398/91
non è obbligatorio
Salve, siamo un associazione culturale con partita I.V.A., l'ente di affiliazione deve essere riconosciuto dal ministero degli interni? se la parte commerciale supera come volume di entrate la parte istituzionale , viene assoggettata ad I.V.A. anche la parte istituzionale degli degli incassi (tesseramento) GRAZIE
1. No
2. Non necessariamente, ma un eventuale controllo potrebbe dare questo risultato
buona sera, sono il presidente di una associazione sportiva dilettantistica,
in regime 389, so che il limita della 398 è stato alzato a 400,000,
nell'anno in corso abbiamo aumentato i proventi derivanti da attività commerciale, rispetto alle quelle istituzionali.
c'e l'obbligo di prevalenza istituzionale per mantenere i requisiti di ente non commerciale?
rispetto a una quota associativa istituzione
una quota sotto il regime 398 quali detrazione subisce oltre al 50% dell'iva
grazie mille
non c'è obbligo di prevalenza dell'attività istituzionale, corretto non superare il limite dei 400.000€
Buongiorno,
vorrei chiedere un consiglio per un associazione culturale associata ad un ente di promozione sociale nazionale. L'associazione svolgerà anche somministrazione di alimenti e bevande (no ristorazione). Vorrei chiedervi se tale attività la dobbiamo considerare commerciale anche se svolta nei confronti dei soci, oppure decommercializzata. Inoltre, possiamo applicare la 398/91? oppure il fatto di considerare tale attività (di somministrazione) commerciale, ci espone a dei rischi cioè che possano considerare l'attività prevalente commerciale e disconoscere la 398/91?
Grazie
Roberto
3492603541
Dipende da quale è l'ente nazionale a cui siete affiliati.
buongiorno,
asd aperta in luglio 2015,
presentata dichiarazione con regime 398, non barrando il quadro vo, comunicazione siae già effettuata.
siamo in sanzione? c'è un metodo per regolarizzare il tutto?
grazie mille e spero in una vostra celere risposta
grazie ancora
No, semplicemente non godrete delle agevolazioni dettate dalla legge 398
Buongiorno,
ma non esiste il comportamento concludente?
Esistere esiste. Fai così: presenta il modello EAS adesso e indica l'opzione 398... (è una delle ultime domande). Mi raccomando esercita anche l'opzione con la SIAE.
Buongiorno ho un associazione che svolge attività senza scopo di lucro, i proventi si originano dalle quote associative ed essendo dei proventi non commerciali non ho obbligo di detenere partita iva, il regime 398/1991 comma uno definisce il limite dimensionale di 250.000€ di proventi commerciali, io avrei interesse al regime tributario del 3 % dei proventi,
_ posso aderire lo stesso al 398/1991?
Se c'è obbligo di partita iva, dato che non ne ho avuto riscontro dalle mie ricerche potreste darmi un riferimento normativo, o di prassi?
Vi ringrazio per la vostra cortese risposta.
il regime 398/91 è vincolato al possedere PARTITA IVA
Buongiorno, devo costituire una nuova associazione. Leggo che per accederre al regime fiscale agevolato occorre presentare domanda alla Siae prima dell’inizio dell’anno solare per il quale l’associazione intende usufruire del regime forfetario.
1) Nascendo a Febbraio 2017 posso presentare ora la domanda?
2) Devo presentarla ogni anno o la stessa vale per 5 anni?
Grazie
1) sì
2) presentandola quest'anno poi sei vincolato per i prossimi 5 anni ad usufruire del regime forfettario
Buongiorno,
avremmo gentilmente bisogno di un chiarimento.
Siamo un'associazione culturale con P.IVA e vorremmo sapere se possaimo usufruire della legge 398/91 regime siae.
Certamente
SALVE
VORREI SAPERE UNA ASD IN REGIME FISCALE 398/91 AGEVOLATO DOVRA' COMPILARE LA FATTURA CON L'IVA GIA' SCORPORATA AL 50% OSI DOVRA'FARE NEL MOMENTO DEL VERSAMENTO?
al versamento