
Partiamo da un presupposto: in un paese civile tutte le fatture dovrebbero essere elettroniche e si dovrebbero poter fare gratuitamente, direttamente con un software online gratuito, messo a disposizione dallo Stato. Questo allo scopo non solo di combattere l’evasione fiscale e le false fatturazioni ma anche per poter tenere sotto controllo, minuto per minuto, l’economia di una nazione e degli enti pubblici.
In Italia, dal 2014 in poi, si sono succedute tante regole diverse in merito alla fatturazione elettronica per le Associazioni no profit.
All’inizio si era scritta una norma, il Decreto MEF del 17 giugno 2014 (Gazzetta Ufficiale del 26 giugno 2014, numero 146), che obbligava alla fatturazione elettronica soltanto quelle Associazioni no profit che dovessero emettere delle fatture verso Enti Pubblici.
Poi, nel 2019, fu introdotta una diversa norma che obbligava le Associazioni no profit che avevano adottato il il regime agevolato semplificato di cui al DL 398/1991 e che nell’anno fiscale precedente avessero superato il tetto di 65mila euro di entrate istituzionali, a emettere solo fatture elettroniche.
Tale limite, nel 2022, veniva poi abbassato a 25mila euro e, a partire dal 1° gennaio 2024, anche tale soglia è stata eliminata.
Dal 2024 quindi, tutte le Associazioni no profit italiane CON PARTITA IVA (perché senza partita iva non si possono avere entrate commerciali e quindi non si possono proprio emettere fatture) sia che abbiano adottato il regime agevolato semplificato di cui al DL 398/1991 o che siano in regime ordinario, DEVONO emettere FATTURE ELETTRONICHE.
Al momento no. Sia che siate:
Non vi è tale obbligo se l’Associazione svolge solo attività istituzionale e non anche attività commerciale.
Attenzione però: vi è un provvedimento preteso dalla Comunità Economica Europea, ma continuamente rinviato, che vorrebbe introdurre a prescindere l’obbligo di apertura della partita IVA a tutte le Associazioni no profit col solo codice fiscale e la trasformazione di tutte le entrate istituzionali in entrate commerciali… Esenzione IVA (follie da burocrati).
Al momento il prossimo rinvio scade al 1° gennaio 2025. Dobbiamo stare a vedere cosa accadrà quindi a dicembre 2024.
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Si deve avere un indirizzo mail PEC e avere uno specifico software. A nostro parere (non siamo pagati per dirlo) il servizio col miglior rapporto qualità prezzo è quello di Aruba che vi permette di avere sia la PEC che il software dedicato e hanno tutti i tutorial necessari per utilizzarli al meglio.
A seguito della Legge di Bilancio 2021 e del successivo Decreto Fiscale 2022, si sono introdotte importanti novità per il Terzo settore e le Associazioni, in particolare riguardo alla Partita IVA e alle attività commerciali secondarie.
Queste norme hanno l’obiettivo di chiarire gli obblighi fiscali e di facilitare il finanziamento degli scopi associativi attraverso attività finalizzate a finanziare gli scopi associativi, pur mantenendo l’esenzione IVA per le entrate istituzionali e le quote versate dagli associati per iscrizione e rinnovi.
Importante sottolineare come la modifica dell’art. 4 del D.P.R 633/72 abbia ridefinito lo spettro dell’IVA per le associazioni, stabilendo criteri più chiari per distinguere le attività istituzionali esenti IVA da quelle commerciali soggette a tassazione. Questo per evitare distorsioni nella concorrenza con i soggetti IVA tradizionali e garantire una maggiore equità fiscale.
Novità dal 1° gennaio 2022 hanno ulteriormente rafforzato il quadro normativo, sottolineando l’importanza dell’adeguamento alle nuove regole fiscali per tutte le Associazioni con Partita IVA, inclusa l’obbligo di apertura della partita IVA per quelle che svolgono attività commerciali o secondarie, non strettamente legate ai loro scopi associativi.
In conclusione, il panorama fiscale per le Associazioni no profit si è significativamente evoluto, richiedendo un’attenzione costante alle novità legislative e un’adeguata pianificazione fiscale per assicurare la continuità nel finanziamento degli scopi associativi, nel rispetto delle normative vigenti.
Giovanni Damiano Dalerba
Associazionista senior di TeamArtist
Aggiornamento: marzo 2024
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Salve. Sono presidente di un' APS.
1. Ho fatto entrare in partenariato l'aps con un'associazione di Brussels per un progetto Erasmus plus. Loro ci hanno corrisposto 8950 per pagare una filmmaker che ha lavorato al loro progetto. Per fare ciò ho aperto una partita iva con il CF dell'associazione e poi l'ho fatta registrare al VIES. La filmmaker ha presentato una fattura di 8000 euro con una cooperativa e noi l'abbiamo pagata con bonifico. 950 euro, sono rimasto a noi per le spese amministrative. Dobbiamo pagare l'iva su questa fattura?
2. Stiamo facendo una raccolta fondi per fare una statua. I fondi raccolti sono esentasse?
3. Per fare la statua vorremmo pagare uno scultore esterno all'associazione, è possibile? Quale sarebbe la forma corretta per farlo?
4. Vorrei pagare uno dei soci, un consigliere che è anche fondatore per delle spese che ha fatto nel 2024 ma lui non ha conservato nessuna fattura e scontrino, non ha pezze giustificative. Sarebbe possibile retribuirlo un mini per il lavoro che ha svolto? Quale sarebbe la forma più indicata?
Grazie
Ciao Egidio,
Siamo felici di aiutarti e rispondere a tutte le tue domande.
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Saluti
Gentilissimi,
sono presidente di un'associazione culturale con solo codice fiscale. Volevo sapere se è necessario avere anche una partita IVA qualora ricevessimo affidamento diretto di un progetto da parte di un Comune che, ci richiede l'emissione di fattura elettronica. Si può comunque procedere con il solo codice fiscale?
Lo stesso Comune, inoltre, richiede il DURC. Potrei avere maggiori informazioni a riguardo?
In attesa di un vostro gentile riscontro
Vi porgo cordiali saluti.
Ciao Francesca, potresti provare a stipulare una convenzione con il comune dove scrivi che il corrispettivo verrà elargito a fronte di una semplice ricevuta. Non siete obbligati ad avere il DURC. Ciao
Buongiorno, volevo sapere se per fare la fattura avete bisogno della nostra partita iva o fate voi come studio utilizzando il voatro pacchetto ? Noi siamo una associazione musicale è dovremmo svolgere un servizo per il comune che ci ha chiesto la fattura elettronica
Ci vogliono alcuni dati, tra cui la partita Iva, il codice del comune ecc.
la ns associazione deve fare una fattura al comune. probabilmente sara' l unica fattura che faremo a un ente. se la facciamo con voi ci costera' 55 euro? o dobbiamo comprare un pacchetto da 10? grazie della preziosa informazione che ci date.
Potete farne una sola
devo fatturare una manifestazione sportiva al comune di roma dipartimento sport e qualità della vita fatta il 1 maggio a roma alla prima pagina non ho avuto problemi ho inserito il codice ufficio, alla seconda pagina chiede il codice articolo e la quantità, ma, ovviamente, non so cosa mettere perchè non si tratta di un articolo materiale, nè di un prodotto, nè di un oggetto e tanto meno non è riferito a nessuna quantità, bensì a un'iniziativa sportiva.
Se fosse possibile un chiarimento a riguardo grazie
Mica ho capito. Che software sta utilizzando?
Gentilissimo Giovanni Damiano
Siamo un'associazione culturale che si occupa di teatro per ragazzi. Abbiamo vinto un bando del Comune per partecipare con un nostro spettacolo ad un festival a fronte di un finanziamento di 1250 euro. Con questa cifra noi paghiamo l'affitto del teatro e la siae; il resto del finanziamento rimane nelle casse dell'associazione (gli attori e i tecnici, per intenderci, non percepiscono compenso). Ora ci chiedono fattura elettronica dal momento che, per la parte più sostanziosa (la realizzazione dello spettacolo), non possiamo presentare pezza giustificativa (e non possiamo presentare dunque una nota di debito per 1250 euro).
1. Le mie domande sono: può questo spettacolo considerarsi attività istituzionale?
2. Possiamo quindi presentare una fattura esente iva per ricevere questo finanziamento?
3. In un caso come questo, la fatturazione elettronica è l'unica strada?
Prima di tutto: avete la partita iva?
Sì, l'abbiamo.
1. Se fate fattura è per forza attività commerciale.
2. Su quali presupposti?
3. Direi di si.
Credevo che, dal momento che abbiamo un contratto col Comune che ci incarica di svolgere quest'attività, e quest'attività è prevista dal nostro statuto e persegue i nostri fini istituzionali, potesse considerarsi attività istituzionale. Dove sbaglio?
E' vero che abbiamo aperto la partita iva, ma siamo un'associazione che svolge prioritariamente attività senza scopo di lucro.
Sono le norme dello Stato, e non il vostro Statuto, che determinano QUALI attività siano istituzionali e quali. Quelle rivolte ai non soci, ad esempio, sono quasi sempre attività commerciali a prescindere. Come detto poi, se fatturate E' SEMPRE ATTIVITà COMMERCIALE!
Salve, per una rasseggna teatrale amatoriale (circuito UILT) un comune ci hanno chiesto la fattura ma non avendo partita iva mi chiedevo se:
1. possiamo farla con il codice fiscale dell'associazione magari specificando il regime fiscale a cui siamo sottoposti.
2. Io so che la UILT ha una convenzione con l'Agenzia delle Entrate pensate che possa avere qualche valenza?
1. Assolutamente no.
2. No