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29 settembre 2015

Bambino di 9 anni muore in allenamento: indagato per omicidio colposo il medico che ha rilasciato il certificato di idoneità sportiva

Bambino di 9 anni muore in allenamento: indagato per omicidio colposo il medico che ha rilasciato il certificato di idoneità sportiva

Purtroppo ci son da dare anche queste notizie: il piccolo Marco di 9 anni è deceduto all’ospedale di Atri (Teramo) Venerdì 25 Settembre dopo un malore durante l’allenamento.

E’ morto per una fibrillazione ventricolare, probabilmente causata da una malformazione genetica.

Oramai una giovane vita se ne è andata ma resta una domanda: Marco si poteva salvare?

Vorremmo che la sua morte non fosse vana, siamo intenzionati ad aprire un dibattito per valutare se non sia il caso di introdurre esami più approfonditi nello sport (obbligatori dai 12 anni; ndr). Marco è l’ultima vittima in ordine di tempo dello sport, non può accadere, c’è bisogno di criteri rigidi”. Così esprime la propria opinione la famiglia del piccolo atleta.

Per la prima volta a seguito del decesso di un atleta non viene indagato per omicidio colposo il Presidente dell’Associazione come raccontato in questo nostro post – ma il medico che ha rilasciato il Certificato di Idoneità.

Rimane il dubbio che con un ECG sotto sforzo eseguito seriamente il problema sarebbe stato individuato prima, possibilmente evitando così il peggio.

Il direttore tecnico del settore giovanile del Pineto calcio, Franco Oddo, ex calciatore e allenatore di varie squadre di serie A e B, ha ricordato che «il certificato medico del bambino scadeva a novembre ma come prassi, nel momento in cui iniziamo la stagione, noi gli facciamo nuovamente la visita medica».

«Lui aveva fatto visita medica e elettrocardiogramma che per legge non è obbligatorio. È stato fatto tutto quello che si poteva fare. In questo senso a mio parere la legge è sbagliata, perché prevede l’elettrocardiogramma sotto sforzo solo per chi è sopra i 12 anni. Per me va prescritto per tutti, anche perché possono esserci difetti latenti, nascosti, che si vedono solo attraverso visite molto specialistiche».

Dopo questo tragico episodio speriamo anche che Associazioni e famiglie capiscano l’importanza di far fare i MIGLIORI esami medici ai piccoli atleti, senza puntare al risparmio economico. Come abbiamo scritto in questo nostro post, la vita dei nostri cari vale molto di più di 30 euro!

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7 risposte a “Bambino di 9 anni muore in allenamento: indagato per omicidio colposo il medico che ha rilasciato il certificato di idoneità sportiva”

  1. Rispondi
    bruno

    Per cortesia , vorrei capire, ma si devono fare le visite medico sportive anche per i piccoli da 7 anni , e non più dai 12? grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

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  2. Rispondi
    Gianpiero

    Chi deve contestare l'assenza del defibrillatore nella sede di gara, io posso rifiutarmi di giocare in assenza del DAE e personale specializzato all'uso? il giudice di gara puo' non far disputare la competizione.
    Grazie del vostro servizio
    Gianpiero

    • Rispondi
      TeamArtist

      Nella regione Lombardia, dove il defibrillatore è obbligatorio a partire dal 13 settembre 2012, Sì.


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  3. Rispondi
    ANTONIO FIORE

    In questi articoli si denota a mio avviso una scarsa conoscenza delle problematiche reali connesse allo svolgimento delle visite medico sportive.
    Il costo sociale di un'operazione simile non sarebbe sostenibile e la massa di piccoli sportivi da sottoporre a controlli più approfonditi finirebbe con l'intasare ulteriormente gli ambulatori di Medicina dello Sport, a meno che non si voglia pensare di attribuire la responsabilità di una valutazione così specialistica a medici con ben altre competenze, come ad esempio i cardiologi: i quali, però, ben difficilmente si accontenterebbero di soli 30 euro a visita, poiché tale categoria di specialisti applica (fortunatamente per loro) parcelle molto, molto più alte.
    Inoltre, chi afferma l'importanza di un ECG da sforzo in bambini sotto i 10 anni non conosce la fisiologia dei bambini di quest'età, che rende assai poco incisiva questa metodica, in termini di prevenzione della morte improvvisa.
    Oltretutto, l'effettuazione di questi esami non è per nulla semplice, perché solo un medico che si occupa di questa materia quotidianamente conosce tutte le difficoltà insite nell'ottenere la collaborazione di un bambino o di una bambina, al fine di realizzare un aumento della frequenza cardiaca significativo: i soggetti di questa età, infatti, ben difficilmente comprendono la necessità di superare la percezione soggettiva della fatica - che è già sensibile sopra i 140-150 battiti al minuto - e quindi sono assai scarsamente collaborativi in certe situazioni.
    Voglio rammentare che una prova da sforzo 'seria' per uno sportivo deve portare il soggetto almeno fino all'85-90% della Frequenza cardiaca massimale teorica, il che significa che un bambino di 10 anni, ad esempio, deve raggiungere almeno i 180 bpm.
    Tutto ciò, in parole povere, rende le visite sui bambini molto più impegnative e lunghe (non meno di 30-40 minuti) di quelle che routinariamente vengono effettuate sulla popolazione sportiva, a fronte di una scarsa, anzi scarsissima propensione delle famiglie a spendere soldi per questo tipo di prevenzione.
    L'alternativa sarebbe quella di organizzare le squallide 'catene di montaggio' di visitine fatte di corsa, senza nemmeno un'anamnesi seria, in locali spesso inadeguati (spogliatoi), le quali ancora in qualche regione italiana si verificano, senza che nessuno intervenga per porre loro fine.
    In altri termini, appare francamente ridicolo e squalificante per la categoria degli specialisti in Medicina dello Sport l'applicazione di tariffe di 30 euro per una visita che comporta il rilascio di una certificazione così impegnativa: come documentato, del resto, dall'avviso di garanzia emanato dal magistrato per il medico che ha visitato il bambino abruzzese.
    In conclusione, ben venga una maggiore prevenzione, ma attuata sulla base di linee guida serie emanate dagli specialisti della materia - cioè i medici sportivi - nonché, soprattutto, di tariffe adeguate alla complessità e alla delicatezza di queste visite e delle relative certificazioni.
    Prendersi cura della salute dei bambini rappresenta un'attività medica che vale assai più di 30 euro.

  4. Rispondi
    Stefano

    Buon giorno,
    sono uno dei soci fondatori dell'associazione del paese attività svolta: Calcio.
    Avevo la carica di segretario ed ho ad oggi la carica di Amministratore.
    Sono entrato in contrasto per alcune decisioni non condivise con il mio socio nonchè presidente dell'associazione e con alcuni membri del consiglio direttivo.

    Queste divergenze hanno fatto si che il presidente autonomamente ha deciso di nominare un nuovo segretario (la sua attuale compagna), ed inoltre ha provveduto ad estromettermi dalla vita dell'assocciazione, non permettendomi di svolgere la funzione di tesoriere, non ho più accesso al conto della cassa e della banca, oltre che alle documentazioni per le tenute contabili.

    Non so se avete già avuto casi del genere, come dovrei comportarmi, per riprendere in mano le redini dell'associazione, che ho contruito in sette anni di sacrifici???
    grazie
    Stefano

    • Rispondi
      TeamArtist

      Può appellarsi agli altri membri del consiglio direttivo o, più in generale, a tutti gli altri soci, facendo valere il principio di democraticità vigente all'interno dell'associazione. Tenga conto che solo l'assemblea dei soci può revocare un membro del consiglio direttivo, e non il presidente in completa autonomia.


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