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17 febbraio 2015

Elia, il piccolo rugbista morto in partita davanti al suo gemello

Elia, il piccolo rugbista morto in partita davanti al suo gemello

Pubblichiamo questo articolo per approfondire un tema difficile e controverso come quello dei defibrillatori e i certificati medici in ambito sportivo-associativo. A volte, purtroppo, anche rispettare tutte le regole si rivela inutile.

Succede a Macerata: il ragazzino aveva 12 anni e aveva accusato dolori alla pancia mentre era in campo. La mamma e il papà erano in tribuna

di Leonard Berberi

estratto da Corriere.it

«Mi fa male la pancia, fatemi uscire». Aveva lasciato da poco il campo dopo quaranta minuti di gioco. Non si sentiva bene e aveva chiesto di essere sostituito. Ma prima ancora di capire cosa stesse succedendo, ha perso i sensi e non si è più ripreso. Nonostante l’intervento di due medici e l’utilizzo di un defibrillatore.

Il cuore di Elia, 12 anni, non ne ha voluto più sapere: si è fermato per sempre verso le mezzogiorno e mezza di ieri — in una giornata di sole — su un campo da rugby di Villa Potenza a Macerata. In campo con Elia c’era il fratello gemello. Seduti sugli spalti, mamma Cristina e papà Giorgio, presenze fisse in tutte le sfide dove i figli correvano e si divertivano dietro alla palla ovale. Una tragedia che sarà chiarita soltanto con l’autopsia.

Perché per ora sono senza risposta le domande sulla morte avvenuta durante la partita tra l’Amatori Rugby Macerata (la squadra di Elia) e il Fabriano, nel campionato di rugby under 14.

Una vicenda che allunga l’elenco delle tragedie in campo, di giovani e giovanissimi morti durante le attività agonistiche. E in presenza, quasi sempre, di certificati di idoneità sportiva. Chi ha seguito la partita dalla panchina racconta che il dodicenne aveva detto di voler uscire perché non si sentiva bene e aveva dolori all’addome. «Abbiamo pensato a un momento di affanno o a sintomi influenzali», mettono a verbale i testimoni con i carabinieri di Macerata. Così, una volta fuori, Elia viene seguito da una dottoressa. Ma proprio in quegli istanti il ragazzo perde i sensi. C’è chi dice di averlo visto tremare. Il medico inizia a praticargli il massaggio cardiaco, quindi decide con l’altro collega di ricorrere al defibrillatore. Sul posto i arrivano prima un’ambulanza del 118, poi l’eliambulanza.

Le operazioni di soccorso durano diversi minuti. Attimi interminabili con i genitori disperati, vicino, e il gemello che viene fatto allontanare per risparmiare — almeno a lui — lo strazio. Ma non serve a nulla. L’eliambulanza torna vuota alla base. La partita viene sospesa. In campo si vedono soltanto auto della polizia e dei carabinieri, sirene e mezzi del pronto soccorso.

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2 risposte a “Elia, il piccolo rugbista morto in partita davanti al suo gemello”

  1. Rispondi
    Claudio

    Buongiorno, volevo sapere se era entrata in vigore la legge Balduzzi o se era ancora ferma alla corte dei conti, grazie.

    • Rispondi
      TeamArtist

      Si, e ce lo ha già chiesto in un altro post...


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