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30 novembre 2017

L’ennesimo scandalo su una Onlus getta fango su tutte le Associazioni No Profit oneste

L’ennesimo scandalo su una Onlus getta fango su tutte le Associazioni No Profit oneste

ONLUS: Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale.

La definizione del termine Onlus è forse tra le più chiare tra le varie denominazioni delle tipologie di associazione.

In quattro parole c’è dentro tutto: la natura non a scopo di lucro dell’associazione e, in più, la sua vocazione di utilità sociale.

Nonostante sembri tutto così chiaro, accade sempre più spesso di sentire che dietro al nome di Onlus si nascondano delle attività illecite votate assolutamente al guadagno e senza alcuno scopo di utilità sociale.

L’ultima notizia in tal senso risale a pochi giorni fa, quando i Carabinieri di Milano hanno eseguito un giro di arresti nell’ambito di un’indagine riguardante un traffico illecito di vestiti usati, con al centro una finta associazione Onlus della Liguria.

In buona sostanza, l’associazione Onlus in causa prestava il nome per effettuare raccolte di vestiti usati per persone bisognose, che poi venivano stoccati in un magazzino della provincia di Milano per essere rivenduti in Tunisia o in Campania.

Con buona pace delle persone bisognose.

Tutti avranno sicuramente pensato: “ecco siamo alle solite, alla fine ti vogliono sempre fregare!”.

Infatti questi scandali odiosi hanno sempre una conseguenza devastante: gettare benzina sul fuoco del pregiudizio e del sospetto nei confronti dell’onestà del mondo no profit.

Un elemento fondamentale, tra i tanti, su cui si fonda il no profit è proprio la fiducia: io scelgo di venire ai tuoi corsi, di associarmi, di sostenerti perché ritengo seria e di qualità la tua proposta, ma anche perché mi fido di te, perché ti ritengo una persona o un gruppo di persone affidabili e oneste.

Purtroppo però, come si dice, fa più rumore un albero che cade che un milione di alberi che crescono: e così al primo scandalo riguardante un’associazione no profit succede che tutto il settore viene letteralmente infangato, delegittimato, svilito.

Non è giusto!

Detto ciò, questo è un caso limite perché stiamo parlando di una vera e propria attività illecita e criminale.

Tuttavia, quello che può sembrare solo un problema di immagine e di cattiva pubblicità in realtà contribuisce pesantemente ad alimentare il pre-giudizio degli enti di controllo, che nel corso degli anni hanno invertito il principio per cui si è innocenti fino a prova contraria:

l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza partono sempre e comunque dal presupposto che la tua Associazione sia la copertura di un’attività commerciale.

Per cui, più si verificano questi scandali più si intensifica questo controllo a tappeto teso a controllare tutti in maniera indiscriminata partendo dall’idea che se hai fondato un’associazione no profit lo hai fatto con l’intento di fregare lo Stato e farti i tuoi porci comodi e interessi.

Così accade come per la pesca in alto mare: si getta un’enorme rete che tira su tutto quello che c’è, pescando i pesci grossi ma ammazzando anche tutti i pesci che passavano di lì per caso.

Intendiamoci: i criminali e i ladri devono essere beccati e puniti.

Bisogna definire con estrema attenzione la differenza tra chi compie un crimine e chi invece viene punito per degli errori materiali.

Succede che arriva il controllo: il tuo Statuto non è aggiornato, il Rendiconto è scritto male, la contabilità è un caos unico e non hai i verbali delle assemblee.

E vieni multato, punito e trattato quasi come un delinquente.

E tutto grazie ai delinquenti veri, che in gran parte sono anche talmente furbi da riuscire a farla franca mentre tu vieni controllato.

È vero che, come si dice, la legge non ammette ignoranza.

Ma la legge italiana è complessa e non alla portata della comprensione di tutti.

In più ci si mettono anche molti professionisti che millantando di conoscere la normativa in materia di associazioni mettono nei guai molti presidenti di Associazioni.

Proprio per questo non smetterò mai di ripeterlo:

rivolgiti solo ad ASSOCIAZIONISTI, ossia a professionisti che si occupano SOLO di Associazioni e che non possono fare minestroni con la normativa del profit!

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