Gestisco una A.P.S. , la sede è un ex agriturismo, abbiamo quindi una struttura che comprende la cucina di un ristorante, il salone con bar dove una volta servivano i clienti e 4 miniappartamenti (2 camere e bagno in comune) che era la parte destinata ai clienti per pernotto e colazione.
Attualmente ci occupiamo di centri estivi, doposcuola e accoglienza in residenziale di minori non accompagnati e donne maltrattate e progetti rivolti all'autonomia di giovani adulti in uscita dalle comunità educative per minori.. Vorremmo sfruttare la parte del bar e del salone per poter raccogliere dei fondi necessari a sostenere i costi di affitto e bollette della struttura e per farlo pensavamo di aprire la parte commerciale per fare qualche cena su prenotazione per chi vuole sostenerci (solo grandi compagnie e cene aziendali) e poter tenere aperto il bar (anche allo scopo di non rovinare le attrezzature tenendole inutilizzate) simile al classico baretto da oratorio con l'aggiunta di un angolo dove poter rivendere alcuni prodotti di prima necessità per chi è in residenziale e deve anche imparare a farsi la spesa in autonomia , considerando che siamo lontani almeno 6 Km dal primo supermercato e spesso queste persone sono sprovviste di auto. Ho 2 domande, 1) se apriamo il baretto essendo aperta la parte commerciale (tanto c'è obbligo di partita iva dal 2026) ci conviene emettere normale scontrino aprendo a tutti o fare la tessera a chiunque entri? 2) Possiamo rivendere pane, pasta, latte, affettati , tutto confezionato però rincarando almeno un po' in quanto abbiamo delle spese per fare tutto ciò....perchè ho letto che non possiamo rincarare i prezzi, ma rivendere allo stesso prezzo di acquisto, è vero? Grazie se potrete rispondermi.
Gestisco una A.P.S. , la sede è un ex agriturismo, abbiamo quindi una struttura che comprende la cucina di un ristorante, il salone con bar dove una volta servivano i clienti e 4 miniappartamenti (2 camere e bagno in comune) che era la parte destinata ai clienti per pernotto e colazione.
Attualmente ci occupiamo di centri estivi, doposcuola e accoglienza in residenziale di minori non accompagnati e donne maltrattate e progetti rivolti all'autonomia di giovani adulti in uscita dalle comunità educative per minori.. Vorremmo sfruttare la parte del bar e del salone per poter raccogliere dei fondi necessari a sostenere i costi di affitto e bollette della struttura e per farlo pensavamo di aprire la parte commerciale per fare qualche cena su prenotazione per chi vuole sostenerci (solo grandi compagnie e cene aziendali) e poter tenere aperto il bar (anche allo scopo di non rovinare le attrezzature tenendole inutilizzate) simile al classico baretto da oratorio con l'aggiunta di un angolo dove poter rivendere alcuni prodotti di prima necessità per chi è in residenziale e deve anche imparare a farsi la spesa in autonomia , considerando che siamo lontani almeno 6 Km dal primo supermercato e spesso queste persone sono sprovviste di auto. Ho 2 domande, 1) se apriamo il baretto essendo aperta la parte commerciale (tanto c'è obbligo di partita iva dal 2026) ci conviene emettere normale scontrino aprendo a tutti o fare la tessera a chiunque entri? 2) Possiamo rivendere pane, pasta, latte, affettati , tutto confezionato però rincarando almeno un po' in quanto abbiamo delle spese per fare tutto ciò....perchè ho letto che non possiamo rincarare i prezzi, ma rivendere allo stesso prezzo di acquisto, è vero? Grazie se potrete rispondermi.
Ciao Raffaella,
Possiamo fissare un appuntamento con un nostro consulente.
Saluti