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30 maggio 2016

Somministrare Alimenti e Bevande durante gli eventi dell’Associazione

Somministrare Alimenti e Bevande durante gli eventi dell’Associazione

Partiamo da questa importante premessa: l’accoglienza, in tutte le sue forme, è il valore aggiunto fornito da qualsiasi Ente (che sia singola Associazione, Circolo o Club Privato o Federazione, poco importa) che si trovi ad organizzare un Evento (che siano Open Day, Tornei, Gare, Convention… quello che vuoi).

E, parliamoci chiaro, quale occasione migliore per stare insieme e divertirsi di quella dove si beve e si mangia?

Per questo motivo quando si organizzano eventi di qualsiasi genere, quanto più i partecipanti vengono da lontano tanto più sarà utile e necessario fornire loro un punto ed un momento di Ristoro per somministrare alimenti e bevande (conosciamo realtà nelle quali si innescano vere e proprie “gare” tra gli organizzatori nel dimostrare di essere “meglio” degli altri anche in questo campo!).

Ecco quindi la prima domanda: qual è il corretto atteggiamento da tenere per offrire un Ristoro e somministrare Alimenti e Bevande agli iscritti ad un evento, senza incorrere in sanzioni nell’eventualità di un controllo?

La domanda non è peregrina perchè a far le cose senza metterci la testa si rischia molto. Ricorderai il caso di quella Associazione veneta che l’anno scorso si è beccata Ottomila euro di multa per essersi messa a vendere panini abusivamente…

Partiamo da questo assunto: si devono tenere in considerazione 3 aspetti molto diversi tra loro.

  • Voglio VENDERE o voglio OFFIRE da mangiare?
  • IL “TITOLO AUTORIZZATIVO” (volgarmente detta “La Licenza”)
  • IL RISPETTO DELLE NORME IGIENICO SANITARIO (l’obbligo di prendere tutte le cautele necessarie per non avvelenare nessuno).

 

OFFRIRE o VENDERE?

Si tratta di due possibilità diverse che portano a ragionamenti diversi.

Se voglio OFFRIRE alimenti e bevande da somministrare (senza cioè chiedere un corrispettivo economico in cambio) NON SERVE un titolo autorizzativo: gli unici obblighi sono quelli di carattere igienico-sanitario.

Se voglio VENDERE alimenti e bevande da somministrare (chiedendo cioè un corrispettivo economico in cambio) SERVE un titolo autorizzativo, oltre agli obblighi di carattere igienico-sanitario.

Esiste poi un confine tutto da esplorare e mai chiarito fino in fondo. Cosa succederebbe se voleste somministrare alimenti e bevande all’interno di un evento per il quale i partecipanti hanno già pagato generiche quote di partecipazione (casistica estremamente diffusa, pensate soltanto a tutti i Convegni dove tipicamente alle pause ci sono caffè e pasticcini per tutti)? Finora, te lo posso assicurare, questa casistica vive in un “limbo” tutto suo e non mi è mai capitato di vedere casi di contestazione da parte degli organi preposti a questo tipo di controlli. È chiaro quindi che esiste una astuzia: far rientrare il costo del pasto all’interno del costo di partecipazione all’evento e far risultare la somministrazione di Alimenti e Bevande OFFERTA e NON PAGATA. ATTENZIONE: si tratta di furbate che non ci sentiamo di consigliare ma che ti illustriamo a solo scopo didattico.

 

IL TITOLO AUTORIZZATIVO

Esistono due possibilità a seconda che si desideri somministrare Alimenti e Bevande ai soli Soci dell’Associazione e Tesserati all’Ente cui l’Associazione è affiliata, oppure che si desideri somministrareAlimenti e Bevandea chiunque.

  • Per somministrare Alimenti e Bevande ai soli soci / tesserati: serve che la vostra Associazione sia affiliata a APS Nazionali (ricordiamo alle ASD che quasi tutti gli EPS lo sono) attraverso la quale potrete fare, al Comune dove avete la vostra sede in cui volete fare somministrazione, la Segnalazione Certificata di inizio attività (S.C.I.A.). Si tratterà in questo caso di attività decommercializzata, esentasse. 

 

IL RISPETTO DELLE NORME IGIENICO SANITARIE

Tutto dipende dall’organizzazione che vi darete. Dobbiamo dividere però gli obblighi a seconda di due diversi tipi di attività:

  • Preparare Alimenti e Bevande
  • Somministrare Alimenti e Bevande

– PREPARARE ALIMENTI E BEVANDE

Per questo tipo di attività avete 4 possibilità:

  1. Usate un catering e vi fate portare quello che volete da Aziende esterne;
  2. Usate solo prodotti confezionati e sigillati;
  3. Usate prodotti cucinati in loco da voi;
  4. Usate prodotti cucinati a casa dai vostri volontari.

Vediamole:

1. Usate un catering e vi fate portare quello che volete da Aziende esterne

Tutti gli obblighi di carattere igienico sanitario sono a carico dell’Azienda che avrete scelto. Potete quindi stare abbastanza tranquilli. Nel caso dovesse andare qualcosa storto, la vostra bella fattura pagata scaricherà le responsabilità dal Presidente della tua Associazione al responsabile legale dell’azienda fornitrice.

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2. Usate solo prodotti confezionati e sigillati

Sarà indispensabile conservare tutte le fatture di acquisto ed anche le confezioni vuote (per qualche giorno, non per gli anni a venire). Nel caso dovesse andare qualcosa storto, la vostra bella fattura pagata e la confezione vuota (con riportata la data di scadenza e tutte le altre informazioni necessarie) scaricherà le responsabilità dal Presidente della tua Associazione al responsabile legale dell’azienda fornitrice.

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3. Usate prodotti cucinati in loco da voi

Qui la faccenda si complica dannatamente. Non solo, similmente al caso precedente, sarà indispensabile conservare tutte le fatture di acquisto ed anche le confezioni vuote delle materie prime che utilizzerete ma dovrete essere certi che tutta l’attrezzatura che utilizzerete e il personale addetto alla preparazione, rispetto le norme igienico sanitarie locali (variano da Regione a Regione, da Comune a Comune – i Regolamenti di Igiene possono essere diversi da ASL a ASL -; non solo, spesso lo stesso ispettore sanitario della stessa ASL ha diverse interpretazioni rispetto agli altri suoi colleghi. QUINDI: armati di Santa Pazienza e cercate un professionista locale che abbia già esperienza in questo settore.).

Sembra banale ma non lo è. E spesso si fa fatica pure ad accettarlo perchè “Io cucino a casa mia per la mia famiglia da sempre e nessuno è mai stato male…“. Purtroppo invece cucinare per pochi familiari non è uguale a cucinare per 10-20-50-100 persone.

  • I locali di preparazione: devono essere a norma igienico sanitaria. Quindi, ad esempio, devono avere un bagno ed un locale spogliatoio esclusivo per il personale. Ma non puoi credere a quanti DETTAGLI bisogna tenere sotto controllo: dai pedali per avviare scarichi e rubinetti, alle scossaline a pavimento per evitare che lo sporco rimanga nello spigolo tra parete e pavimento, al soffiatore per asciugare le mani… insomma un mare di cosa che non puoi sapere da te (e che, appunto, variano da comune a comune).
  • Le attrezzature: frigo con termometri per il controllo e la registrazione periodica delle temperature, banconi in acciaio inox con bordi saldati e non accostati, piastrellature, cappe aspiranti, ripiani a più di 50cm di altezza dal pavimento… anche qui non si finisce mai di impararne di nuove. Ad esempio: lo sapevi che i taglieri devono essere diversi a seconda degli alimenti? Frutta, Verdura, Carne, Pesce e pane hanno bisogno di un tagliere ad hoc…
  • Il personale: a seconda delle lavorazioni possono servire buste per i capelli, soprascarpe, mascherine… o solo le mani e le unghie pulite. Un tempo era obbligatorio l’attestato HACCP oggi non più ma sarebbe utile farlo fare lo stesso un corso ad hoc… le cose da fare sono tante e di sicuro male non fa!

I prodotti alimentari posti in vendita o somministrati dovranno poi essere muniti di apposito cartellino degli ingredienti con evidenziati gli eventuali allergeni utilizzati, dovranno essere tenuti a non meno di 50cm da terra, conservati al pulito e nel rispetto del ciclo del freddo se richiesto… anche qui ci sono moltissime norme da conoscere.

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4. Usate prodotti cucinati a casa dai vostri volontari.

Qui si apre davvero un mondo. Prima di tutto è bene sapere che NON TUTTI I CIBI che si producono in casa possono essere somministrati a terzi. Vediamo cosa si può e cosa non si può fare.

NON POSSONO ESSERE PRODOTTI PER LA SOMMINISTRAZIONE tutti gli  alimenti di origine animale (carne e prodotti a base di carne, selvaggina, latte e prodotti a base di latte, uova e ovoprodotti, prodotti della pesca e derivati trasformati, molluschi bivalvi vivi, gelatina e collagene). Sono il Regolamento (CE) n. 852/2004 insieme alle disposizioni specifiche contenute nel Regolamento (CE) n. 853/2004 a stabilirlo.

POSSONO ESSERE PRODOTTI PER LA SOMMINISTRAZIONE:  tutti gli alimenti compresi in un unico genere merceologico, ad esempio: gastronomia, pasticceria, prodotti da forno, ecc. Vediamo degli esempi:

  • pasticceria secca (torte, biscotti…)
  • pane
  • crackers
  • pizze
  • salatini
  • riso freddo
  • zuppe
  • lasagne
  • farro freddo
  • riso freddo
  • zuppe, insalate
  • paste al forno
  • torte salate
  • pasta fresca di grano o essiccata
  • pasta all’uovo fatta in casa
  • pasticceria fresca
  • torte con pasta di zucchero
  • cioccolato
  • cioccolatini
  • torrone
  • conserve dolci e salate, marmellate

ATTENZIONE: il tipo di produzione prescelta va dichiarata con la apposita SCIA (Segnalazione Certificata d’Inizio Attività). 

I LOCALI PER LA PRODUZIONE DI QUESTI ALIMENTI FATTI IN CASA richiesti dall’autorità sanitaria sono: o un locale cucina diverso da quello usato per la propria famiglia, o, previa valutazione dell’autorità sanitaria locale, l’allestimento della cucina in uno spazio separato all’interno di un altro locale con i requisiti previsti dal Regolamento (CE) n. 852/2004 e i requisiti di cui all’art. 28 del DPR 327/1980 (per quanto possano essere applicabili); inoltre l’ultimo requisito essenziale è avere Bagno familiare dotato di antibagno o disimpegno, asciugamani monouso e rubinetto a comando non manuale (pedale, fotocellula o sistemi simili…). Ma chi voglia produrre cibo in casa da portare a questi eventi difficilmente dispone di un’altra cucina: viene data così la possibilità, previa valutazione da parte dell’ASL locale, di organizzare e attrezzare la cucina di casa per far convivere la produzione destinata all’Evento, con la preparazione del cibo quotidiano per la famiglia. Si tratta quindi di definire delle procedure organizzative che, relativamente agli alimenti che si sceglie di produrre, dimostrino che la gestione della produzione destinata alla garantisce sicurezza alimentare pur convivendo nello stesso locale dove si cucina per la famiglia.

Per produrre e vendere alimenti fatti in casa è necessario mettere in atto procedure di “gestione della sicurezza alimentare” basate sui principi del sistema HACCP (analisi dei rischi e controllo dei punti critici). In pratica , questo significa che è necessario disporre di un modo di procedere definito che vi consenta di gestire i “rischi” rispetto alla possibilità che il vostro cibo venga contaminato.

I Prodotti poi dovranno rispettare sia le normative riguardo l’Etichettatura che la Rintracciabilità

ETICHETTATURA

L’etichettatura serve ad assicurare la corretta e trasparente informazione ai consumatori. Perciò è nell’interesse di chi produce, per certificare la qualità del suo prodotto e del suo modo di operare, redarre ed apporre delle etichette a norma di legge. Il riferimento è il Regolamento europeo N. 1169/2011 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 25 ottobre 2011.

RINTRACCIABILITÀ

Le garanzie di rintracciabilità degli alimenti fatti in casa sono definite dal Regolamento CE 178/2002. La finalità di questo regolamento è sempre ovviamente la tutela della salute umana e degli interessi dei consumatori: sapere da dove arrivano gli ingredienti, per farla facile, è molto utile nel caso dovesse succedere qualcosa.

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– SOMMINISTRARE ALIMENTI E BEVANDE

Identicamente a quanto specificato sopra per coloro che sono addetti alla preparazione, anche gli addetti alla somministrazione sono soggetti alle medesime prescrizioni, che vi ripeto: possono servire buste per i capelli, soprascarpe, mascherine… o solo le mani e le unghie pulite. Un tempo era obbligatorio l’attestato HACCP oggi non più ma sarebbe utile farlo fare lo stesso un corso ad hoc… le cose da fare sono tante e di sicuro male non fa!

Esiste però un decalogo predisposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle Norme di Comportamento per la preparazione / manipolazione sicura degli Alimenti che andrebbe fatto leggere, studiare e sottoscrivere da tutti i volontari dell’Associazione che si accingono a maneggiare cibi e bevande.

 

I SUPERALCOLICI

ATTENZIONE: somministrare di bevande aventi un contenuto alcolico superiore al 21% del volume all’interno di impianti sportivi / fiere / complessi di attrazione dello spettacolo viaggiante nel corso di manifestazioni Sportive e Musicali all’aperto è VIETATO, secondo l’art. 5 comma II della LEGGE 25 agosto 1991 n.287. Il Sindaco può anche estendere il divieto alle bevande alcoliche di qualsiasi gradazione.

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22 risposte a “Somministrare Alimenti e Bevande durante gli eventi dell’Associazione”

  1. Rispondi
    simona

    Volevo ringraziarvi perchè tramite questo post, ho finalmente trovato la risposta che cercavo. Sono tesoriere di un ASD . Vorremmo in occasione dei mercatini di Natale, (seconda raccolta fondi del 2016) vendere conserve salate preparate in casa.Previo invio scia al comune e avendo preposto. Se non ho male inteso, il tipo di prodotto rientra fra quelli vendibili ai mercatini
    Grazie
    Simona Pasotti

    • Rispondi
      TeamArtist

      Si.


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  2. Rispondi
    Liliana

    Buongiorno a tutti!
    La nostra ASD, che ha ricevuto in dono da un'azienda locale un defibrillatore, vorrebbe fare una serata per ringraziare i rappresentanti dell'azienda (che peraltro sono due nostri Soci) alla presenza di tutti i Soci. Contestualmente presenteremmo i corsi di primo soccorso di cui ci occupiamo e aggiorneremo i Soci su alcune tematiche legate all'uso del defibrillatore.
    Per fare questo, utilizzeremo una sala (non la nostra sede legale perchè è una casa) nella zona della città più comoda ai nostri Soci.
    Trattandosi di una sorta di "festeggiamento" vorremmo OFFRIRE ai Soci un piccolo rinfresco.
    Quesiti:
    1) trattandosi di OFFRIRE SOLO A SOCI basta che facciamo la Segnalazione Certificata di inizio attività (S.C.I.A.) tramite MSP Italia (EPS a cui siamo affiliati che è nel registro EPS)?
    2) da quanto ho capito noi facciamo la Segnalazione e il Comune non deve risponderci. Ci sono dei tempi di presentazione particolari da osservare?
    3) il fatto che la sala dove si terrà l'evento non è la sede della nostra Associazione può costituire un problema?
    4) esiste una fac-simile della Segnalazione Certificata o devo chiedere al mio Comune?
    5) noi a volte quando portiamo i Soci a fare immersione compriamo la focaccia in un panificio (scontrino fiscale) e i Soci la mangiano in gommone dopo l'immersione: dobbiamo anche in questo fare ogni volta la Segnalazione?
    Grazie mille in anticipo come sempre!!

    • Rispondi
      TeamArtist

      1.2.4 Non si è mai visto fare una SCIA per offrire un rinfresco gratuito. Si fa... e basta!
      3. No
      5. No


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  3. Rispondi
    costantino capezzuto

    siamo una asd sportiva e abbiamo svolto un evento, la festa dell'estate,
    con eventi mostre e vendita panini.
    abbiamo sostenute delle spese, pane, bibite enel per evento, cartoleria.
    Ci chiediamo poichè l'evento e da riepilogare e poi l'utile realizzato travasarlo nel bilancio della asd, come comportarci con le spese sostenute.Le registriamo insieme ai costi istituzionali tipo tasse gara , spese trasferte, cosi come gli incassi. Oppure li teniamo fuori e l'avanzo lo riportiamo tra gli incassi

    • Rispondi
      TeamArtist

      Leggi questo nostro post.


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  4. Rispondi
    anna

    Buongiorno ,
    stiamo per aprire un asociazione no profit in puglia promozione delle discipline olistiche, ripetizioni gratuite per i bambini delle elementari e medie come sostegno alla lingua inglese e compiti estivi. Vorremmo dato che ci piacerebbe insgnare ai bambini l gricoltura sinergica e biologica sporadicamente offrire pasti cucinati nella nostra cucina di casa con la voce Aggiungi un posto a tavola offrire un pasti. No super alcolici cucina prettamente vegetariana.
    1 crede potremmo anche solo chiedere un autorizzazione della asl temporanea?
    2

    • Rispondi
      TeamArtist

      Dovete chiedere alla vostra asl locale in merito


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  5. Rispondi
    francesco

    Salve ho letto la risposta che avete dato alla signora Stefania Pineider che vi chiedeva se essendoci la collaborazione di un ristorante che scontrina le cosa da mangiare servite a persone che partecipano a un'iniziativa dell'associazione fatta gratuitamente, mi chiedevo le persone che partecipano gratuitamente devono essere obbligatoriamente socie

    • Rispondi
      TeamArtist

      No


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  6. Rispondi
    Lucag

    Buongiorno.
    Sarebbe utile capire le problematiche legali (e non) per una ASD nel caso di installazione di distributori automatici di bibite e/o alimenti confezionati.
    Grazie

  7. Rispondi
    stefania pineider

    ma se un locale che somministra cibo, munito di tutte le autorizzazioni del caso, decidesse di collaborare con la nostra associazione per la realizzazione di un evento, e, supponiamo, noi facessimo un concerto ad ingresso gratuito e loro proponessero un brunch dopo concerto ad un tot che poi scontrinano loro stessi, ma saremmo in regola fiscalmente? o qualcuno potrebbe contestarci qualcosa?
    grazie mille per la risposta
    stefania

    • Rispondi
      TeamArtist

      Se voi non incassate i soldi, cosa rischiate?


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  8. Rispondi
    LORENZO GUIDOZZI

    buongiorno ho letto dal vostro articolo

    Un tempo era obbligatorio l’attestato HACCP oggi non più ma sarebbe utile farlo fare lo stesso un corso ad hoc… le cose da fare sono tante e di sicuro male non fa!

    che per la somministrazione non serve l'attestato haccp.
    volevo chiarimenti in merito perchè non mi risulta che abbiano abrogato l'obbligatorietà ad avere il corso in tal senso.

    grazie

    Lorenzo Guidozzi
    APS Eurosport

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ti consiglio di rileggere l'articolo con più attenzione.


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  9. Rispondi
    Antonella

    Centri estivi con somministrazione di pranzi ai soci (bambini).
    La nostra associazione è una APS e dà servizio di centro estivo e doposcuola; durante l'anno, come da statuto, diamo tutti i supporti alle famiglie per il raggiungimento dello scopo sociale, tra cui anche la somministrazione dei pranzi ai bambini; pranzi che non prepariamo noi, ma che una ditta esterna ci fornisce. Inviamo la Nia all'azienda sanitaria e Scia al comune; facciamo il corso HACCP per la somministrazione ogni due anni. Per gli aspetti fiscali invece non capiamo bene come dobbiamo fare le ricevute ai nostri associati. Per i centri estivi dove vi è un costo onnicomprensivo tra pranzi e costo settimanale, compiliamo una ricevuta che distingue l'importo messo a contributo e il pranzo che viene maggiorato dell'iva, questo è corretto? Nella spiegazione voi dite che se la somministrazione è rivolta agli associati è esentasse e decommercializzata, ma solo per alcuni tipi di associazioni (tipo le Onlus) o per tutte? Avremo bisogno di fare chiarezza per noi e i nostri associati. Ringraziamo cordialmente.

    • Rispondi
      TeamArtist

      I pagamenti che ricevete dai vostri associati sono SEMPRE esentasse, e vale per TUTTE le associazioni


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  10. Rispondi
    mauro beltrama

    Buongiorno, un chiarimento siamo un APS iscritta ai registri provinciali, ma non siamo affiliati a nessuna APS nazionale. Quest'estate organizzeremo dei campus a cui prenderanno parte i ragazzi iscritti alla nostra associazione. I ragazzi si fermeranno a pranzo il quale verrà acquistato da un catering esterno e da noi sommnistrato. Forse ho capito male ma sembrerebbe che dobbiamo essere affiliati ad una APS nazionale la quale deve inoltrare la SCIA al comune, oppure possiamo/dobbiamo farlo pure noi?

    Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      Potete farlo anche voi


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  11. Rispondi
    LIVIO PRIMO

    chiedo avendo la nostra a.s.d acquistato diritto di superficie in convenzione per 12 anni con il comune chi deve pagare l'imu (o come adesso si chiama) e se affermativo se abbiamo diritto come asd a qualche esenzione o sconto?

    • Rispondi
      TeamArtist

      E' compito del proprietario


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  12. Rispondi
    Annalena

    Il post è dettagliatissimo e pieno di informazioni utili. Con la mia Associazione di Volontariato non ci siamo mai "azzardati" a preparare o somministrare alimenti e bevande proprio per paura di incorrere in qualche multa. Nel caso della preparazione degli alimenti a casa propria (caso 4. Usate prodotti cucinati a casa dai vostri volontari) per cui è necessario la valutazione della ASL per i locali cucina, mi chiedo quanto tempo ha a disposizione la ASL per esprimere il proprio parere o se, passato un tot di tempo, vale il silenzio-assenso. Grazie mille.