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02 Gennaio 2016

Controllare TUTTE le Associazioni: il progetto Ercole della Guardia di Finanza

Giovanni Damiano Dalerba Scritto da Giovanni Damiano Dalerba
Categoria dell'articolo: Accertamento e Controllo Fiscale
Controllare TUTTE le Associazioni: il progetto Ercole della Guardia di Finanza

Pochissimi ne sono a conoscenza anche se basta andare su Google e fare qualche ricerca per trovare alcuni indizi di quello che vi sto per raccontare.

Partiamo  dall’ottimo libro del 2012 di Giuseppe Incarnato e Andrea D’Ambrosio dal significativo titolo “Evasione Fiscale- Parola alla difesa!” edizioni Lampi di Stampa.

Ve ne riporto un breve stralcio:

«La “maschera” delle organizzazioni no-profit

Solo da pochissimo tempo il fenomeno delle organizzazioni no profit “mascherate” si annovera tra le varie tipologie di evasione. Nonostante si tratti di un fenomeno di recentissima nascita risulta essere in fortissima espansione. È un fenomeno che forse è solo sotto gli occhi degli over 30 ovvero i maggiori frequentatori di locali notturni (ma si parla anche di palestre, associazioni sportive e ristoranti).

Non di rado capita ormai che per entrare in un locale occorra “associarsi” ovvero venga rilasciata una tessera (sotto pagamento di un’esigua cifra) con la quale si è “soci” del locale. La particolarità è che si tratti alla fin fine di un locale come tutti gli altri, senza, ad esempio “nessun privilegio” per chi è socio e non esiste alcun vincolo per essere associati o meno.

La realtà è che ormai sempre più locali ricorrono alla forma di “associazione no-profit” che gode di un regime fiscale agevolato ma  in realtà si tratti di un locale “normale” senza alcuna particolarità i cui prezzi sono identici a quelli di mercato praticati dagli altri esercenti. Secondo l’Istat esistono 235.000 unità di privato sociale (dati 2011 ndA), ma tra di esse si calcola si annidino delle vere e proprie attività imprenditoriali.

Da qualche mese Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza stanno cercando di analizzare il fenomeno ed i risultati fin qui pervenuti risultano essere sorprendenti. Ad esempio, su un campione di 62 società dilettantistiche sportive controllate dalla Guardia di Finanza con il “progetto Ercole” solo 5 sono risultate in regola: il 92% ha commesso qualche illecito. Sette di loro, il 15% , sono da considerare “evasori totali”.

Il dato balza agli occhi. È sicuramente sbalorditivo, ne sono state controllate soltanto 62 e se si allargasse il campione estendendo l’indagine sull’intero territorio nazionale? Quanti “evasori totali” potrebbero essere trovati! I controlli fin qui effettuati riguardano 200 società e i primi 35 accertamenti (per la maggior parte ristoranti, bar e palestre) hanno portato alla luce una un’evasione che oscilla fra i 50mila e i 70mila euro, con punte di 100mila.

Facendo una media tra loro, che dichiarano tutte le entrate, e i furbetti, si può ipotizzare che, in media, ogni ente sottragga al fisco tra i 5 e i 10mila euro. Moltiplicandoli per i duecentomila enti no-profit italiani si può avere un ordine di grandezza delle dimensioni del “nero” prodotto dal privato sociale. La cifra che si può ipotizzare, forse per difetto, è di 1-2 miliardi di euro, pari al 5-10% delle risorse mosse dall’economia sociale secondo il rapporto Cnel-Istat del 2008 ovvero 23 miliardi di euro.

Gli enti no-profit mascherati dunque rappresenterebbero una fetta del 1,66%, stimato per difetto, dell’intera evasione nazionale. Il dato potrebbe apparire irrisorio, ma in realtà non lo è se si pensa trattasi di “enti no-profit” e dunque senza fini di lucro. Se poi a questi dati si aggiunge quella quota di evasione totale potenzialmente posta in essere da alcune Associazioni allora si capisce che il fenomeno non è per nulla da sottovalutare.

Il pressing sul regolare pagamento delle tasse ha l’obiettivo di “scremare” gli enti che si occupano di volontariato da quelli che utilizzano abusivamente i vantaggi fiscali ma in realtà hanno finalità strettamente commerciali. Le verifiche effettuate direttamente con gli ispettori fiscali sul campo, da gennaio a ottobre 2011, sono state circa 800, a seguito delle quali è risultato un mancato pagamento dell’iva per circa 31,5 milioni di euro e una “dimenticanza” sulla dichiarazioni dei redditi (Ires, Irap e ritenute) per circa 233 milioni di euro. 

Questo tipo di evasione porta con sé un problema ancora più grave ovvero quello della concorrenza sleale nei confronti degli altri operatori del mercato, alterando quest’ultimo. »

È dal 2011 quindi che gli organi preposti (nome in codice Progetto Ercole) hanno deciso di passare al setaccio TUTTE le Associazioni italiane per scremare quelle disoneste da quelle oneste sincere. Ma, come i nostri lettori ormai hanno ben imparato, spesso si sono andate a sanzionare anche Associazioni VERE che potevano si essere “colpevoli” di qualche piccola mancanza formale ma che nulla c’entrano col fenomeno descritto dal libro qui sopra.

Spesso infatti si confondono le Associazioni mal gestite (per ignoranza, incompetenza delle persone cui ci si è affidati – tra cui tanti falsi-professionisti, per mancanza di tempo o voglia – parliamo di volontari e volontariato non dimentichiamolo, per fiducia mal riposta, etc etc) con le Associazioni false che cercano solo di evadere il Fisco.

COME METTERSI AL RIPARO?

Qualche “professionista” racconta che “bastano pochi documenti per mettersi in salvo o segnare la propria fine”. Non è così. Serve saper gestire, giorno per giorno, la propria Associazione nel modo corretto, in modo che i documenti (che sono, alla fine, solo lo “specchio” della propria gestione) si generino automaticamente nel modo corretto (e non siano invece solo “creati ad hoc”, dopo, per cercare di mettere una pezza ad un eventuale controllo – gli ispettori non sono cretini e li fiutano lontano un chilometro).

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58 risposte a “Controllare TUTTE le Associazioni: il progetto Ercole della Guardia di Finanza”

  1. Rispondi
    Capoferri Samuela

    La legge italiana permette la formazione di associazioni sportive all'interno delle quali esistono soci con possibilità di sgravi fiscali: nell’ambito della pesca sportiva la maggior parte delle ASD sono vere e proprie attività commerciali mascherate da associazioni.

    Le nuove normativa entrata in vigore a luglio del 2024 sulle associazioni di sportive pesca prevedono di praticare scuola pesca per i bambini cosa che nel mio territorio ma in anche in altri laghi A SD non avviene. Nelle ASD, non vi è la possibilità di fare campagne pubblicitarie se non messaggistica rivolta ai soci e invece, tutti i fine settimana, sui social, sono presenti locandine pubblicitarie in cui , non solo non viene specificato che l'accesso è riservato ai solo ma sono vera e propria pubblicità commerciale per richiamare clienti. L'accesso dei clienti all'interno delle strutture asd non è quasi mai preceduta dal tesseramento anche se in obbligo e cosi tanti pescatori entrano all'interno delle strutture ASD senza essere soci.La tessera socio tra l'altro, cosa che molti pescatori non sanno, rappresentare l unica copertura assicurativa che ti tutela all interno di queste strutture e quindi il non tesseramento preclude a problematiche che potrebbero essere ancora più gravi in caso di sinistro. Non vi è riunione dei soci, non vi è pubblicazione del bilancio, non vengono effettuate fatture e scontrini o comunque sia non risulta una tracciabilità delle entrate reali incassati ogni giorno.

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ciao Samuela,

      Capisco perfettamente la tua amarezza e purtroppo situazioni del genere non sono rare. L’importante, però, è che tu sia consapevole di come le cose vadano fatte correttamente e che non segua il loro esempio. Agire con serietà e nel rispetto delle regole è sempre la scelta migliore: magari richiede più impegno, ma alla lunga tutela l’associazione e chi la guida. Chi sceglie scorciatoie o comportamenti discutibili, prima o poi, rischia inevitabilmente di pagarne le conseguenze.

  2. Rispondi
    Bianchi Pippo

    Buonasera.
    Odv cinofili, che nello statuto non cita nessuna quota mensile da pagare, ma viene riechiesta una quota mensile per seguire corsi cinofili da fare con il proprio cane per diventare operativi per quella odv (ricerca persone disperse). Va bene?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Pippo, 

      per darti una risposta più precisa dovrei entrare nel merito della questione e chiederti maggiori dettagli.

  3. Rispondi
    Raffaella

    Buongiorno. Vorrei sapere se in caso di un accertamento fiscale il responsabile è solo il presidente oppure l'intero consiglio direttivo (vicepresidente e consiglieri). Ovvero, è l'unico a risponderne penalmente in ogni circostanza?

    • Rispondi
      TeamArtist

      risponde il presidente in qualità di rappresentante legale dell'associazione

  4. Rispondi
    DIOP

    Buongiorno,
    Siamo un gruppo di senegalese, voliamo costituire una associazione onlus no lucrativo per svolgere attività di promozione sociale ,culturale nel ambito della diaspora senegalese.
    Abbiamo con finalità di sviluppare de progetti in In Senegal ( scolarizzazione de bambini, raccolta materiale igienico sanitarie,realizzazione di pozzi , etc...

    Voliamo sapere quella tipologia di statuto deviamo avere!
    Grazie !!

  5. Rispondi
    Fabio

    Buon giorno, vi scrivo per sapere chi risponde nel caso di un controllo ad un'associazione e cioè quali sono le responsabilitè per il consiglio direttivo.
    o meglio fino a che punto risponde il presidente e in che casi vengono interessati i membri del direttivo

    cordiali saluti

    • Rispondi
      TeamArtist

      risponde sempre il presidente

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