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I 9 SEGRETI per dirigere la tua associazione che nessuno ti dirà mai.

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21 dicembre 2017

Il Burraco e le Associazioni Sportive Dilettantistiche: la Guida per sopravvivere al CONI

Il Burraco e le Associazioni Sportive Dilettantistiche: la Guida per sopravvivere al CONI

Se sei il Presidente di un Associazione Sportiva Dilettantistica che si occupa di BURRACO saprai senza dubbio che il CONI sta facendo di tutto per “espellerti” dallo Sport Dilettantistico e farti perdere tutte le agevolazioni di legge di natura fiscale di cui fino ad oggi hai goduto.

In particolare il vero problema è che per tutta una serie di collaboratori della tua ASD non potrai più utilizzare il tanto amato “regime dei 7500” che ti permette, appunto, di retribuire fino a 7500 euro l’anno gli “sportivi dilettanti” (giocatori, arbitri, etc etc).

Questo colpo di mano è avvenuto nei mesi passati, a partire da febbraio, con 2 delibere allucinanti: la 1566 e la 1568 che, appunto, stabiliscono quali siano le discipline sportive riconosciute in Italia o meno. Se la tua disciplina sportiva non è riconosciuta (come nel caso del Burraco) a partire dal 2018 non potrai più essere iscritto nel “Registro delle Società Sportive” del CONI e perderai quindi l’accesso al regime dei 7500.

Sul fatto che questa sia una vera e propria ingiustizia (come per il Burraco così per tanti altri sport non riconosciuti) abbiamo già speso fiumi di inchiostro digitale. Soprattutto se pensiamo che vi sono tanti altri “Sport della Mente” riconosciuti (Scacchi, Dama, Bridge i più noti… ma anche il “GO” di cui personalmente non conosco UN praticante in Italia: chiedo scusa agli appassionati ma è così), tanti non-sport riconosciuti (come la Morra, vietata peraltro del Testo Unico per La Pubblica Sicurezza), tanti sport del cavolo (come il “Lancio del Formaggio” o l’Areomodellismo) e sport in cui non competono gli esseri umani ma gli animali (vedi la Cinofilia).

C’è chi sostiene che questo dipenda dal fatto che il Burraco non possa essere considerato uno Sport (nonostante i migliaia di praticanti in tutta Italia) perchè in questo gioco non conta solo la bravura del giocatore ma conta anche il “caso” (come cioè vengono distribuite le carte ai diversi giocatori). Ma forse il caso non è spesso determinante anche in tutti gli altri sport? Nel ciclismo se prendi un chiodo mentre sei in testa? Nel calcio se giochi contro-sole un tempo e nel secondo il sole è già calato quando c’è il cambio campo? Insomma… si potrebbero scrivere pagine e pagine di opinioni a sostegno di una tesi o della sua opposta.

Ultimamente però parecchi presidenti di Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) di Burraco mi hanno chiesto cosa fare per sopravvivere a questa decisione del CONI e… soprattutto dopo aver sentito i consigli degli altri “professionisti” cui avevano la stessa domanda ho capito di dover intervenire.

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I due veri problemi delle Associazioni di Burraco

I problemi delle Associazioni di Burraco sono essenzialmente due:

  1. quello di pagare giocatori ed arbitri nei numerosi Tornei che svolgono. E l’unico modo sensato non potendo applicare il regime dei 7500 sono le ritenute d’acconto nei redditi diversi sino ad un massimo di 5000 euro l’anno per percipiente. E tale modo prescinde dalla natura giuridica dell’Associazione (che sia ASD, APS o generica).
  2. quello di poter ritirare le quote dei partecipanti ai tornei che non sono della propria Associazione ma provengono da altre associazioni. Questo aspetto fino ad oggi era stato risolto utilizzando il comma 3 dell’articolo 148 del TUIR che recita: “Per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale, dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali…” cui però la recente Riforma del Terzo Settore ha CANCELLATO le parole che ho messo in grassetto.

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Trasformarsi in Associazione no profit generica (ANPG): la scelta che risolve (a metà) solo uno dei due problemi

Con questa trasformazione succede che l’Associazione potrà si pagare in ritenuta d’acconto giocatori ed arbitri ma, viceversa, non potrà ricevere contributi esentasse da chiunque non sia già socio stesso dell’Associazione. Molto difficile quindi partecipare a tornei e campionati di altre Associazioni.

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Trasformarsi in Associazione di Promozione Sociale (APS): la scelta che risolve (a metà) solo uno dei due problemi e ne crea molti altri

A che pro? Quali sarebbero i vantaggi superiori rispetto alle ANPG?

Intanto, per capirsi, si dovrebbe rifare il proprio Statuto (e quindi sostenere i costi sia di revisione che di convocazione di Assemblea Straordinaria che di imposta di Registro e Marche da bollo), fare domanda per essere iscritti al proprio albo provinciale/regionale/nazionale, adeguarsi a tutta la burocrazia ed ogni anno produrre tutti i documenti che servono per dimostrare all’ente che vi ha iscritto il mantenimento dei requisiti necessari.

Inoltre le APS sono state uccise dalla Riforma del Terzo Settore che ne ha abolito la legge (il DL 383/2000) e quindi potrebbe anche essere possibile che Province/ Regioni e Stato oggi blocchino nuove richieste di iscrizione. Oppure, ancora peggio, potrebbero accettarvi e voi nel 2019 potreste essere in automatico inserite nel Registro degli Enti del Terzo Settore, subendo una serie di pesantissimi svantaggi (tali da portarvi nel giro di breve a chiusura). E’ vero, gli Enti del Terzo Settore affiliati ad organizzazioni nazionali potranno organizzare tornei in cui le quote di iscrizioni degli ” 8..) associati di altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale (…)” (art. 85 comma 1 DL 117/2017) – non si considerano commerciali bensì esentasse. Ma vi assicuro che OGGI gli svantaggi di essere un ETS sono ben più alti di questo svantaggio (ho scritto un libro apposta per spiegare tutto questo).

Certo, alcuni enti di affiliazione nazionale (APS nazionali o EPS nazionali) raccontano che invece questo sia utile per “assicurare i giocatori” (peccato che sia solo una spese non a vostro vantaggio e non obbligatoria per legge, visto che non sareste ASD e il Burraco non è ad alto impatto cardio-circolatorio) ma lo fanno… per vendervi affiliazioni e tesseramenti.

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Rimanere una Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) senza dire bugie: la scelta che risolve tutti i problemi

Inutile credere a tutte le balle che sentite in giro. Come ha riconosciuto anche la Commissione Affari Sociali della Camera, che ha lavorato sulla Riforma del Terzo Settore, le ASD sono la tipologia associativa coi maggiori vantaggi, rispetto a TUTTE le altre. DEVI quindi LOTTARE con TUTTE le TUE FORZE per RIMANERE UNA ASD. Mettitelo bene in testa e non credere alle balle che senti in giro. Potrai infatti continuare ad usare il Regime dei 7500 per pagare i Dirigenti e la Segreteria Amministrativa (mentre per giocatori ed arbitri potrai usare la ritenuta d’acconto) ma, soprattutto, potrai continuare senza dubbi a fare tornei con quote di iscrizione esentasse per tutti i tesserati del tuo EPS (Ente di Promozione Sportiva) cui sei affiliato (visto che tutte le maggiori Federazioni di Burraco italiane continueranno ad appoggiarsi ad un EPS).

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I 3 modi per rimanere una Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) e praticare il Burraco anche se non è uno Sport riconosciuto

Esistono queste 3 possibilità (che nessuno ti ha spiegato perchè  sono come i 3 Segreti di Fatima):

  1. Rifai il tuo Statuto come ASD che pratica gli “Sport per la mente” (che sono riconosciuti dal CONI). Dovrai inserire Scacchi, Dama, Bridge, Go e potrai inserire anche Burraco, Poker e Pinnacola. Dalla mia esperienza nelle ASD dove si gioca a Burraco c’è sempre una quota di praticanti di quegli altri Sport. Non si tratta quindi di dichiarare il falso, ma dire una parte di una verità a cui non hai fino ad oggi dato peso. Si tratta di uno Statuto difficile da redigere ma un buon Associazionista saprà aiutarti.
  2. Fondati con un’altra ASD che pratica uno Sport riconosciuto dal CONI. Dalla mia esperienza le ASD di Burraco spesso sono ospiti di Club di Tennis, Golf, Equitazione etc etc che sono già a loro volta ASD. Inutile avere 2 Associazioni diverse: vi potete fondare in una e godere una dell’altra dei rispettivi vantaggi. Le fusioni sono possibili ed anche auspicabili per ridurre i costi di tutti (e poi le stesse persone eviterebbero di avere in tasca due tesser di due Associazioni diverse… nello stesso posto!). Gli atti di fusione non sono semplici; anche in questo caso un buon Associazionista è sicuramente utile.
  3. Crea una Associazione Polisportiva Dilettantistica: si tratta di Associazioni composte non solo dai soci ma anche da un corpo intermedio, la SEZIONE. La Sezione è come se fosse una Associazione dentro l’Associazione che raccoglie tutti coloro che praticano un solo Sport. Facciamo un esempio: la Polisportiva San Luigi di Milano è una ASD che pratica Tennis, Calcio e Burraco. Ogni Sport ha una sezione con un suo Presidente, un suo Consiglio Direttivo e un suo Conto Corrente (ha quindi una certa autonomia economica e patrimoniale). In Italia esistono da sempre: una volta erano molto più diffuse ed oggi sono entrate nel dimenticatoio. Ma si tratta di un’ottima soluzione con tanti vantaggi: si riducono i costi gestionali, burocratici ed amministrativi ad esempio. Lo Statuto però è difficilissimo da redigere e in Italia noi di TeamArtist siamo tra i pochissimi in grado di farlo.

 

Per adesso questo è tutto. Se hai delle domande nel merito di questo post puoi farle nel form che trovi qui sotto.

 

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16 risposte a “Il Burraco e le Associazioni Sportive Dilettantistiche: la Guida per sopravvivere al CONI”

  1. Rispondi
    Giovanni

    Buonasera, sono presidente di una asd che pratica modellismo radiocomandato ( escluso dal coni). Siamo affiliati alla Uisp , non abbiamo partita iva e non retribuiamo collaboratori ne sportivi.
    La domanda è se permarrà tale esclusione come possiamo praticare la nostra disciplina associando e percependo quote e contributi associativi ?
    Tali quote rimangono attività istituzionale o come si sente dire sarà attività commerciale e andrà fatturata ?
    Ringrazio della Vostra attenzione

    • Rispondi
      TeamArtist

      Questa domanda apparentemente banale meriterebbe un approfondimento. Bisognerebbe valutare se e come restare una ASD oppure se diventare no profit generica. In ogni caso la domanda che poni tu è relativa a quelli che decideranno di aderire al nuovo regime degli ETS.


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  2. Rispondi
    Alberta

    Se l'asd che pratica solo uno sport non più riconosciuto decide di non adottare nessuna delle soluzioni da voi prospettate, cosa succede alle attività che continua a svolgere?

    a)Diviene attività commerciale, con pagamento iva 22% (così sembra discendere dalla recente legge di bilancio 2018)?

    b) oppure, come mi sembra più logico, continua a poter ritenere decommercializzati i contributi per i corsi provenienti dai propri associati (come succede per le ass.ni culturali, in fondo, almeno finché non sarà in vigore la riforma del terzo settore)?

    • Rispondi
      TeamArtist

      b) senza dubbio ma con notevoli problemi nel gestire tornei con altre associazioni.
      Attenzione: in quell'aspetto la Riforma non riguarda tutte le Associazioni no profit a prescindere quanto quelle che decidono di diventare ETS


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  3. Rispondi
    Isabella santilli

    Salve ho letto attentamente l’articolo buttavo. Noi siamo una Asd di fitness...e al 80%pratichiamo ciò che non rientra più nel registro coni: Pilates , Zumba quelle più conosciute. Per noi piccola associazione di un piccolo paese è un grosso problema. Non ci sentiamo di aprire p.iva perché sarebbe un costo (per agevolato che sia) insostenibile per noi. Al momento tutto quello che entra dai soci basta per pagare le utenze/affitti e gli istruttori. Ho letto del consiglio di modificare lo statuto, penso che mi informerò meglio su questa cosa. Grazie per quello che fate vi seguo sempre

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ciao! Ma qui abbiamo parlato... di Burraco! Per Zumba e Pilate i consigli sono diversi! 😉 Aspetta l'articolo dedicato e vedrai!


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  4. Rispondi
    Fabio

    Ringraziandola anticipatamente per gli esaustivi chiarimenti in merito alla vicenda, vorrei porgerle due domande:
    1. Pur consapevole che la scelta ottimale sia quella di depositare un nuovo statuto, ritiene che un verbale di assemblea straordinaria sia sufficiente per inserire le nuove discipline sportive e/o le varie modifiche?
    2. Che ne pensa del fatto di iscrivere l’associazione ad un doppio registro, ovvero, quello delle ASD e quello delle APS?

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Purtroppo non è sufficiente
      2. Mi sembra un grave errore. Capisco che sfuggano oggi gli ENORMI problemi causati dalla Riforma del Terzo Settore. Ma fra poco tempo essere una APS sarà un grave danno.


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  5. Rispondi
    Pietro

    Ma nelle polisportive che andremo a costituire si pagherà il 20 per cento per i tornei di burraco ?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Intendi la ritenuta d'acconto per arbitri e giocatori?
      Dipende tutto da come si preparano i documenti necessari.


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  6. Rispondi
    Alessandro Buggiani

    Intanto volevo complimentarmi con voi per l'articolo qui pubblicato. Finalmente un minimo di ragionamenti con un senso logico, rispetto a quanto stanno "confusionando" i principali attori del "burraco".

    In piano accordo, avendo sostenuto la stessa tesi in tempi precedenti, sulla non risolutezza della strada APS, mi resta un dubbio sulla possibilità di non considerare attività non commerciale la riscossione di quote di partecipazione a fronte di un torneo (sessioni di gioco) di burraco, anche nei confronti di non soci (partecipanti occasionali) e non iscritti a nessun EPS. Premessa l'esclusione di erogazione di premi in denaro.

    1.La raccolta di fondi per fini istituzionali, anche se effettuata con frequenza cadenzata, non ricade tra le attività non commerciali?

    2. Ammesso anche di perdere la definizione di ASD, per esclusione dai registri del CONI, se lascio la mia associazione come da statuto, in quanto a caratteristiche culturali e di aggregazione sociale, purgato della componente sportiva dilettantistica, non si applica comunque l'art. 148 comma 1?

    "1. Non e' considerata commerciale l'attivita' svolta nei confronti degli associati o partecipanti, in conformita' alle finalita' istituzionali, dalle associazioni, dai consorzi e dagli altri enti non commerciali di tipo associativo. Le somme versate dagli associati o partecipanti a titolo di quote o contributi associativi non concorrono a formare il reddito complessivo."

    3. E' eventualmente possibile richiedere in tal senso una Vs. consulenza, anche sugli eventuali aspetti fiscali, adempimenti e tenuta contabile a fronte di un abbandono della denominazione ASD?

    In attesa di un Vs. cordiale riscontro, invio distinti saluti e auguri di buone feste.

    Alessandro Buggiani
    Presidente (F5-ASD)

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Strada rischiosa. Il Fisco infatti "impone" (anche se la legge non ha questo limite) a 2 eventi l'anno le raccolte fondi esentasse possibili.
      2. Strada rischiosa. Il termine infatti di "partecipanti" è ritenuto dal Fisco troppo vago e li considera tali solo se, appunto, sono o associati o tesserati ad un comune ente nazionale di affiliazione.
      3. Si, certamente. Da qui: https://www.teamartist.com/consulenza/

      "In Italia la certezza del Diritto non esiste" (cit.)


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  7. Rispondi
    Pietro

    Una specificazione se è possibile :
    nella soluzione di costituire una polisportiva con dentro il burraco sarebbero esentasse sia le quote versate dai giocatori (iscritti allo stesso Eps) per l iscrizione al torneo ed anche le vincite che non sarebbero tassate del 20 per cento ? Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      Dipende tutto da come si preparano gli atti e i documenti necessari. Comunque si, è possibile mantenere tutto esentasse se fatto con perizia e competenza.


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  8. Rispondi
    Riccardo

    Buongiorno
    Io sono il presidente della ASD Bologna Tigers Subbuteo ed anche noi siamo in grande difficoltà dopo 42 anni di esistenza, i nostri sponsor che ci sostengono devono continuare a vederci annoverati nel coni con gli stessi diritti e doveri. Il nostro sport ha disputato campionati mondiali, europei e nazionali dagli anni 70.
    Ora cosa devo fare ? Ho letto il vs post che mi consiglia di mantenere lo stato di ASD e cambiare lo statuto ampliando le attività. Cosa mi consigliate ? Grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ho consigli molto simili e adattati proprio al mondo del Subbuteo. Serve senza dubbio una intelligente revisione dello Statuto.
      Qui il link al nostro servizio: https://www.teamartist.com/revisione-statuto/


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