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04 Giugno 2013

La cessione di atleti dilettanti

Giovanni Damiano Dalerba Scritto da Giovanni Damiano Dalerba
Categoria dell'articolo: Formazione per Dirigenti
La cessione di atleti dilettanti

AGGIORNAMENTO del 15 luglio 2026

Cosa succede se un atleta dilettante vuole passare da una ASD a un’altra dopo la Riforma dello Sport?

L’Associazione di provenienza può chiedere una somma di denaro? L’atleta deve essere d’accordo? Bisogna emettere una fattura? Si applica l’IVA? E l’IRES?

L’argomento è piuttosto complesso perché espressioni come “cessione del giocatore”, “svincolo a pagamento”, “premio di preparazione”, “rimborso per l’atleta” e “premio di formazione” vengono spesso utilizzate come se fossero equivalenti.

In realtà, dopo la Riforma dello Sport, possono indicare operazioni molto diverse tra loro, con conseguenze fiscali altrettanto diverse.

Prima di tutto: cosa è successo al vincolo sportivo?

Prima della Riforma dello Sport, il vincolo sportivo era il legame regolamentare che, a seguito del tesseramento, collegava l’atleta dilettante a una determinata società sportiva anche per più anni.

Il vincolo poteva esistere anche senza un contratto di lavoro e senza che l’atleta ricevesse alcun compenso.

Di conseguenza, per passare a un’altra ASD erano spesso necessari:

  • il consenso della società di provenienza;
  • il rilascio di un nulla osta;
  • un trasferimento formale;
  • uno svincolo previsto dal regolamento federale.

La Riforma dello Sport ha avviato l’abolizione del vincolo dal 1° luglio 2023 e l’ha resa definitiva dal 1° luglio 2025 anche per i tesseramenti che costituivano il rinnovo senza interruzione di precedenti tesseramenti. Il vincolo era stato definito dalla legge proprio come l’insieme delle limitazioni alla libertà contrattuale dell’atleta.

Questo, però, non significa che oggi ogni atleta possa cambiare ASD in qualsiasi momento senza rispettare alcuna regola.

Rimangono infatti:

  • il tesseramento sportivo;
  • le finestre temporali per i trasferimenti;
  • le procedure di svincolo e di prestito;
  • gli eventuali nulla osta;
  • il contratto di lavoro sportivo, quando presente;
  • i premi e le indennità stabiliti dai regolamenti sportivi.

L’atleta deve essere d’accordo?

Sì.

La ASD A e la ASD B non possono accordarsi tra loro per “cedere” un atleta contro la sua volontà.

L’atleta non è un bene di proprietà della ASD A. Il passaggio deve essere voluto o comunque liberamente accettato dall’atleta.

A seconda del regolamento applicabile, potrebbe però essere necessario anche:

  • il consenso della ASD di provenienza;
  • il consenso della ASD di destinazione;
  • il rispetto di una determinata finestra temporale;
  • l’approvazione della Federazione, DSA o EPS;
  • il rilascio di un nulla osta.

Pertanto, la volontà dell’atleta è sempre necessaria, ma non sempre è sufficiente.

Bisogna leggere il regolamento dell’organismo sportivo

Il passaggio da una ASD a un’altra non è disciplinato nello stesso modo in tutti gli sport.

Ogni Federazione Sportiva Nazionale, Disciplina Sportiva Associata o Ente di Promozione Sportiva può prevedere regole specifiche su:

  • trasferimento definitivo;
  • prestito temporaneo;
  • svincolo;
  • consenso delle società;
  • atleti minorenni;
  • atleti che hanno già partecipato a gare;
  • scadenze e finestre di trasferimento;
  • premi e indennità;
  • contratti di lavoro sportivo.

Questi regolamenti si trovano normalmente sul sito ufficiale dell’organismo sportivo, nelle sezioni denominate:

“Regolamenti”, “Norme di tesseramento”, “Carte federali”, “Regolamenti attività”, “Comunicati ufficiali” o “Guida pratica”.

Una ricerca utile su Google può essere:

nome organismo + disciplina + regolamento tesseramento trasferimento atleti + stagione sportiva

Nel caso degli Enti di Promozione Sportiva, le regole possono cambiare anche in base alla singola disciplina o al Comitato territoriale.

Nel dubbio, la soluzione migliore è inviare una richiesta tramite email all’ente di affiliazione, chiedendo una risposta scritta e l’indicazione del regolamento in vigore.

La ASD A può chiedere dei soldi alla ASD B?

Non automaticamente.

Il fatto che il regolamento richieda il consenso della ASD A non significa necessariamente che questa abbia il diritto di “vendere” il proprio nulla osta.

Nei regolamenti sportivi possiamo trovare tre situazioni diverse.

1. Il regolamento ammette un accordo economico

Alcuni regolamenti consentono alle due ASD di inserire premi, indennizzi o corrispettivi economici nell’accordo ufficiale di trasferimento.

È il caso, per esempio, di alcune operazioni disciplinate dalle Norme Organizzative Interne della FIGC.

In questi casi l’accordo deve rispettare le forme previste dall’organismo sportivo. Nella FIGC, per esempio, il trasferimento o la cessione del contratto deve essere redatto utilizzando gli appositi moduli federali.

Non è quindi prudente concordare somme “a parte”, non riportate nella documentazione ufficiale.

2. Il regolamento stabilisce un premio o un’indennità

In altri casi non sono le due ASD a decidere liberamente l’importo.

È il regolamento sportivo a stabilire:

  • quando sorge il diritto al pagamento;
  • chi deve pagare;
  • chi deve ricevere;
  • come viene calcolata la somma;
  • quali società hanno partecipato alla formazione dell’atleta.

Possono essere utilizzate denominazioni come:

  • premio di formazione tecnica;
  • premio di tesseramento;
  • premio di preparazione;
  • contributo di addestramento;
  • premio di compensazione;
  • indennità federale.

Il nome utilizzato non basta però a stabilire il trattamento fiscale.

3. Il regolamento richiede il consenso di A, ma non le riconosce denaro

Il regolamento può richiedere l’autorizzazione o il nulla osta della ASD A senza prevedere alcun premio o corrispettivo.

In questo caso la ASD A non può affermare che il pagamento sia dovuto in forza del regolamento, perché il regolamento non le riconosce alcun diritto economico.

L’atleta ha già un contratto di lavoro sportivo?

Questa è una domanda fondamentale.

Se l’atleta non ha un contratto

Non esiste alcun contratto da cedere. Si trasferisce soltanto il tesseramento dell’atleta secondo le procedure previste dal regolamento.

L’eventuale somma pagata dalla ASD B può quindi essere:

  • un premio previsto dal regolamento;
  • un’indennità federale;
  • un contributo collegato alla formazione;
  • un corrispettivo liberamente concordato tra le due ASD, quando ammesso.

Se l’atleta ha un contratto

Oltre al tesseramento bisogna gestire anche il rapporto di lavoro sportivo.

Il contratto potrà:

  • essere ceduto alla ASD B, quando la legge e il regolamento lo consentono;
  • essere risolto con la ASD A;
  • essere sostituito da un nuovo contratto stipulato con la ASD B.

La legge disciplina espressamente la cessione del contratto di lavoro subordinato sportivo prima della scadenza, purché l’atleta presti il proprio consenso e siano rispettate le modalità stabilite da FSN, DSA o EPS.

Il trasferimento dell’atleta e la cessione del contratto di lavoro non sono quindi la stessa cosa.

Come si tratta fiscalmente la somma ricevuta?

Per il fisco non conta il nome attribuito dalle due ASD alla somma. Scrivere nel bonifico “rimborso”, “premio”, “indennità” o “contributo” non è sufficiente. Bisogna capire che cosa viene realmente pagato.

Caso 1: contributo o indennità istituzionale

Quando il regolamento sportivo prevede una somma destinata a compensare l’attività svolta dalla ASD A nella crescita e nella preparazione dell’atleta, l’importo può avere natura di contributo istituzionale.

Nel caso in cui le due ASD appartengano alla medesima FSN, DSA o EPS e siano presenti tutte le condizioni richieste dalla normativa fiscale, la somma può essere considerata non commerciale.

In questa situazione:

  • non si applica l’IVA;
  • non si applica l’IRES;
  • non viene emessa una fattura commerciale;
  • deve comunque essere conservata la documentazione che giustifica il pagamento.

Attenzione: non basta chiamare la somma “risarcimento” o “contributo”. La sua natura deve risultare dal regolamento e dalla documentazione dell’operazione.

Caso 2: premio di formazione tecnica

Il premio di formazione tecnica previsto dall’articolo 31 del D.Lgs. 36/2021 nasce quando l’atleta conclude il suo primo contratto di lavoro sportivo.

Le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Sportive Associate devono stabilire con propri regolamenti le modalità di calcolo e di ripartizione del premio tra le società presso le quali l’atleta ha svolto il proprio percorso formativo.

Fiscalmente:

  • la ASD che riceve il premio emette fattura esente IVA;
  • se la ASD ha optato per il regime della legge 398/1991, il premio non concorre alla determinazione del reddito;
  • se la ASD è in regime ordinario, il premio concorre alla determinazione del reddito secondo le regole ordinarie.

Questo trattamento è previsto espressamente dall’articolo 36, comma 4, del D.Lgs. 36/2021.

Caso 3: prezzo di una prestazione o della cessione di un contratto

Quando la somma rappresenta il prezzo pagato dalla ASD B per una prestazione resa dalla ASD A o per il subentro in un contratto di lavoro sportivo, l’operazione rientra nel campo IVA.

La ASD A deve quindi emettere fattura con IVA ordinaria, normalmente al 22%.

L’articolo 36, comma 3, del D.Lgs. 36/2021 stabilisce infatti che le operazioni di cessione dei contratti devono essere gestite ai fini IVA separatamente dalle altre attività. La stessa disposizione mantiene però ferma, per ASD e SSD senza fini di lucro, l’agevolazione dell’articolo 148, comma 3, del TUIR.

Di conseguenza, ai fini IRES bisogna verificare se l’operazione:

  • è direttamente collegata agli scopi sportivi;
  • avviene tra enti appartenenti alla medesima organizzazione sportiva;
  • riguarda un atleta effettivamente formato dalla ASD;
  • non presenta finalità speculative.

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 18/E del 1° agosto 2018 rimane il principale riferimento interpretativo sulla decommercializzazione delle operazioni tra ASD e SSD.

Cosa deve fare concretamente la ASD?

Prima di accettare o chiedere qualsiasi pagamento, consigliamo di verificare in quest’ordine:

  1. L’atleta vuole o accetta il passaggio?
  2. Quale regolamento sportivo si applica?
  3. Serve il consenso della ASD di provenienza?
  4. Il regolamento riconosce un premio o un’indennità?
  5. L’atleta ha già un contratto di lavoro sportivo?
  6. Si trasferisce soltanto il tesseramento oppure anche il contratto?
  7. A quale titolo viene pagata la somma?
  8. Quale documento fiscale deve essere emesso?

Soltanto dopo aver risposto a queste domande sarà possibile stabilire correttamente se:

  • non deve essere emessa fattura;
  • deve essere emessa una fattura esente IVA;
  • deve essere emessa una fattura con IVA al 22%;
  • la somma è o non è imponibile ai fini IRES.

La regola più importante è questa: Non esiste un unico trattamento fiscale per la “cessione di un atleta dilettante”. Prima bisogna comprendere che cosa prevede il regolamento sportivo e che cosa viene realmente pagato dalla ASD B alla ASD A.

__

ARTICOLO del 2013

Cosa succede se uno sportivo dilettante viene “trasferito” da una ASD ad un’altra Associazione? L’Associazione di provenienza dell’atleta ha diritto a percepire una somma per la cessione dello sportivo e, se sì, qual è il trattamento fiscale di tale tipo di provento?

L’argomento è piuttosto complesso! Circa la legittimità di chiedere un corrispettivo all’associazione “acquirente”, bisogna fare riferimento alla relativa normativa federale: ci sono federazioni che stabiliscono precisi importi (a seconda dell’età dell’atleta e dei risultati sportivi raggiunti) che l’Associazione di destinazione deve corrispondere all’ASD di provenienza dello sportivo; alcune federazioni, invece, vietano espressamente il trasferimento degli atleti e altre ancora non danno alcuna indicazione in merito.

Se il trasferimento è consentito, è necessario distinguere due casi:

Trasferimento da una ASD ad una Società Sportiva Professionistica

L’art. 6 della Legge 91/1981 prevede l’erogazione di un premio di addestramento e formazione tecnica a favore dell’ASD di origine: “Nel caso di primo contratto deve essere stabilito dalle Federazioni sportive nazionali un premio di addestramento e formazione tecnica in favore della societa’ od associazione sportiva presso la quale l’atleta ha svolto la sua ultima attivita’ dilettantistica o giovanile. […] Il premio di addestramento e formazione tecnica dovra’ essere reinvestito, dalle societa’ od associazioni che svolgono attivita’ dilettantistica o giovanile, nel perseguimento di fini sportivi”. La medesima Legge, all’art. 15, stabilisce anche che le somme versate a titolo di premio di addestramento e formazione tecnica sono esenti da IVA.

Per le ASD che godono del regime fiscale agevolato, il premio di addestramento percepito non è imponibile ai fini fiscali e quindi non concorre alla determinazione del reddito dell’Associazione, come specificato all’art. 3 della Legge 398/1991.

Trasferimento da una ASD ad un’altra ASD

In questo caso la somma percepita per il trasferimento dell’atleta non viene considerata premio di addestramento, ma entrata di natura commerciale ed è quindi soggetta ad IVA e a fatturazione (vedi  il nostro post Le fatture emesse dalle Associazioni: in quali casi e come predisporle – facsimile). L’art. 4 della Legge 398/1991 stabilisce che “ le cessioni dei diritti alle prestazioni sportive degli atleti effettuate dalle associazioni sportive di cui alla presente legge sono soggette all’imposta sul valore aggiunto con l’aliquota del 9 per cento.

Per l’Associazione cedente che ha optato per il regime fiscale agevolato, l’IVA andrà versata al 50% e la somma percepita per la cessione costituirà, nel caso in cui non siano stati sostenuti in precedenza dei costi per l’atleta dilettante, plusvalenza tassabile; se, invece, sono stati sostenuti dei costi, la plusvalenza tassabile si determinerà sottraendo al corrispettivo ricevuto i relativi costi (ad esempio se l’atleta ceduto era stato “acquistato” dovrà essere sottratto il costo di acquisto; risulta invece difficile quantificare i costi sostenuti per un atleta che si è formato all’interno dell’associazione cedente). La plusvalenza è soggetta a tassazione ai fini IRES e IRAP e concorre alla formazione del reddito dell’ASD.

Giovanni Damiano Dalerba

Associazionista senior di TeamArtist

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71 risposte a “La cessione di atleti dilettanti”

  1. Rispondi
    scannapieco patrizia

    Buon giorno,
    nel caso di un giovane di serie (compie 15 anni ad ottobre 2025) , già tesserato annualemente con una società di lega pro, che viene riconfermato con tesseramento biennale è dovuto qualcosa alle precedenti società dilettantistiche o non professionistiche che lo hanno addestrato e in che misura?
    grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ciao Patrizia,

      la tua domanda richiede ulteriori informazioni. Possiamo farti contattare da un nostro consulente

      Saluti

  2. Rispondi
    De Stefano Damiano

    Buon giorno
    se un giovane di serie (età al momento 15), svincolato da una società di lega pro, si tessera con una società in eccellenza è dovuto qualcosa per il tesseramento e l'addestramento? e in che misura?
    grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ciao Damiano,

      Non ci sono informazioni sufficienti per risponderti. Possiamo farti contattare da un nostro consulente

      Saluti

  3. Rispondi
    Passanante Antonella

    Buongiorno, la domanda si riferisce alla ginnastica aerobica, due società asd. Tre atleti, gold, di una società decidono di spostarsi in un altra società sempre asd. Lo fanno convinti di avere lo svincolo da parte della loro società che pur non cinsiderandoli più li costringe a rimanere fino al 31 dicembre., facendo loro credere di poter andar via. Ai primi di gennaio però la società li ritessera senza il loro consenso, quindi li lega a sé e a causa di questo gli atleti non possono gareggiare per la società che gli ha accolti. Si può fare qualcosa per questi tre atleti? Sono veramente costretti a pagare per essere svincolati?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buonasera Antonella,

      la situazione è complessa. Bisognerebbe vedere i termini e le condizioni della società per cui sono tesserati.

  4. Rispondi
    Turchetto Cristian

    Buongiorno, come indicato da voi, qual'è il corrispettivo da pagare da ASD a ASD per un prestito di un ragazzo 18ennne?
    Scrivo dal Friuli Venezia Giulia
    Grazie
    Cordialità
    Cristian Turchetto

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno Cristian,
      come scritto nel nostro articolo è importante conoscere la federazione di riferimento e le regole che adotta sul tema del vincolo sportivo.

  5. Rispondi
    PROSERPIO CLAUDIO RENATO

    DOVENDO UNA SSD IN REGIME 398 CEDERE UN CARTELLINO DI UNA GIOCATRICE AD UN PRIVATO, DEVE EMETTERE FATTURA CON iVA AL 22% ( CEDENDO AD ALTRA ASD O SSD?

    • Rispondi
      Stefano Marini

      Buongiorno, il tema richiede approfondimenti. Dipende da alcune caratteristiche con cui si configura la cessione: ad esempio se ha intento speculativo oppure no o se avviene tra società affiliate ala stessa federazione.

  6. Rispondi
    Marcello Collerà

    Dovremmo dare in prestito una nostra atleta ad un altra società per la stagione 2017-2018. Vorremmo sapere se esiste un modulo per stipulare questo accordo

    • Rispondi
      TeamArtist

      Lo dovete chiedere alla vostra federazione di riferimento

  7. Rispondi
    Simone Benedetti

    Salve, ho un problema abbastanza "singolare". Gestisco un'ASD dedicata a videogiocatori, abbiamo dei team sportivi con degli atleti legati tramite contratti. Vorremmo acquistare un giocatore da un altra ASD che sono sotto l'MSP ed il CONI, noi invece siamo legati al GEC e sempre al CONI.
    1. Come si può procedere a livello fiscale?
    2. Il giocatore da un contratto firmato può in qualche modo svincolarsi?
    3. Soprattutto nel caso in cui il contratto sia totalmente sbilanciato nei confronti dello stesso e molte delle clausole possano essere considerate vessatorie?
    4. Possibile che non ci sia modo eventualmente di rescindere un contratto del genere nel caso non siano disposti a cederlo a nessuna cifra corretta?
    Grazie mille per il vostro blog, davvero ben fatto vi seguo da ancora prima della creazione della nostra ASD per i vostri preziosi consigli. Un salutone

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Nel modo descritto dal post di questa pagina
      2. Nel contratto dovrebbero anche essere descritte le modalità di svincolo
      3. In questo caso il contratto potrebbe essere annullabile
      4. Un bravo avvocato potrebbe annullarlo se vi fossero motivazioni sufficienti.

  8. Rispondi
    barbara PAVIGLIANITI

    un giovane atleta, di ns. appartenenza a titolo definitivo (siamo una società sportiva con partita iva e non soggetti alla L.381/91), ci ha chiesto lo svincolo anch'esso definitivo che vorremmo concedergli.

    Dovremo quindi procedere con la fatturazione nei suoi confronti, come persona fisica.
    E' corretta l'applicazione dell'Iva con aliquota ordinaria (22%) o possiamo fatturare come indennizzo /penalità art.15 DPR 633/72?

    Grazie , se ruscirete a chiarirci il dubbio.

    • Rispondi
      TeamArtist

      Dovete sentire la vostra Federazione per iscritto con richiesta di risposta scritta.

    • Rispondi
      TeamArtist

      Dovete sentire la vostra Federazione.

  9. Rispondi
    mosè

    un genitore a titolo di compenso ci ha versato una somma per il trasferimento della figlia ad altra società.fiscalmente come si può procedere?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Non mi è chiaro. Il genitore vi ha pagato affinchè avvenisse il trasferimento della figlia?

      • Rispondi
        mosè

        IL TRASFERIMENTO E' STATO CONSENSCIENTE ED IL GENITORE COME COMPENSO, UNA SPECE DI PREMIO PER L'ADDESTRAMENTO E FORMAZIONE ESSENDO CRESCIUTA NELLA NOSTRA SOCIETA'.

        • Rispondi
          TeamArtist

          Da quel che so la vostra Federazione non lo permette. Provate a sentirli.

  10. Rispondi
    MARTA

    buongiorno, una asd presta degli atleti ad un'altra asd per un campionato.
    Volevo chiedere come bisogna procedere da un punto di vista fiscale (fattura? % di iva? descrizione prestazione?)
    Ringrazio per la collaborazione e porgo cordiali saluti.
    Marta

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ha letto il nostro post?

  11. Rispondi
    cristina

    1. Buongiorno, in merito al trasferimento di un atleta da un asd ad un altra asd è sempre prevista l'aliquota del 9 % o solo in alcuni casi o per alcune federazioni?
    2. Mi è stato infatti detto che l'articolo 4 della 398/91 si riferisce solo ad alcune federazioni vedicalcio) ma nello stesso articolo non trovo nessuna differenziazione. quindi sono a chiedervi : Prestito temporaneo (annuale) per un atleta Fipav, la fattura che aliquota prevede?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Come spiegato nell'articolo è una domanda che devi porre direttamente in FIPAV per iscritto con richiesta di risposta scritta.
      "L’argomento è piuttosto complesso! Circa la legittimità di chiedere un corrispettivo all’associazione “acquirente”, bisogna fare riferimento alla relativa normativa federale: ci sono federazioni che stabiliscono precisi importi (a seconda dell’età dell’atleta e dei risultati sportivi raggiunti) che l’Associazione di destinazione deve corrispondere all’ASD di provenienza dello sportivo; alcune federazioni, invece, vietano espressamente il trasferimento degli atleti e altre ancora non danno alcuna indicazione in merito."

  12. Rispondi
    Caterina Labianca

    Salve
    Mio figlio di 16 anni ,pallavolista, vuole cambiare squadra per incompatibilita'ambientale
    Gioca da tre anni e ha partecipato per i primi due anni solo ai campionati giovanili,l'anno scorso anche in serie C giocando pochissimo e per due anni ha partecipato al Trofeo della Regione,l'anno scorso rimanendo in panchina mentre quest'anno ha giocato titolare.
    A quanto puo'ammontare il valore del suo cartellino?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Beh.. se sta spesso in panca. Almeno che non sia 2.mt nn penso sia valutabile.
      Non stiamo parlando di alti livelli.

      Ma è possibile presumere un conflitto con la società.
      Il che complica le cose perché potrebbero chiedere qualsiasi importo.
      Il buon senso potrebbe giovare al futuro dell'atleta. Mediare. Senza valutazione economica.

  13. Rispondi
    dario

    Buongiorno,
    ogni anno ci capita di prestare o che ci vengano prestate delle atlete dietro un compenso per la rinuncia delle prestazioni sportive dell'atleta.Tutte queste transazioni le società le emettono senza il pagamento dell'iva ed alla fine della fattura spunta questa dicitura: Non imponibile IVA ai sensi del 4° comma dell'art. 4 del DPR 633/1972.
    Rif. Circolare n° 150 10/08/1994
    Considerato che noi siamo una SSD, è corretto non pagare l'Iva sui prestiti?
    In base ad un vostro articolo ( http://www.teamartist.com/blog/2013/06/04/cessione-atleti-dilettanti/) bisognerebbe pagarla.

    Grazie
    Dario

    • Rispondi
      TeamArtist

      Già. Ribadisco quanto abbiamo scritto.

  14. Rispondi
    Roberto

    Una soc.ta di calcio professionistica è interessata a mio figlio di 16 anni (2000). Vuole prenderlo in prestito per un anno x poi valutare eventuale acquisto. Mi è stato detto però che poiché la soc.ta dilettantistica cedente non ha la prima squadra (promozione eccellenza ecc) può solo venderlo e non darlo in prestito. Ci sono altre alternative, tipo quella di farlo tesserare fittiziamente ad un club che ha la prima squadra e con adeguate garanzie prestarlo al club professionistico?ci potrebbero essere problemi o è un qualcosa che normalmente viene fatto? Grazie 1000

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ma ti pare che potrei darti un parere su come gabolare le regole federali? Per di più in pubblico?

Attendi...