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12 gennaio 2016

Riflessioni di un Consulente per Associazioni in viaggio per l’Italia

Riflessioni di un Consulente per Associazioni in viaggio per l’Italia

Sono in Stazione Centrale di Milano, su un treno diretto a Padova.

Sveglia alle 5.30, sciacquata veloce e poi, alle 5.50, via in macchina (sul mio poco ingombrante Pickup, adattissimo al traffico milanese – che però mi ha portato davvero dappertutto a svolgere le IFS Ispezioni Fiscali Simulate alle Associazioni: dagli Sci Club sulle montagne del confine italo svizzero ai maneggi dell’interno della Toscana, alle Associazioni culturali della costa marchigiana… in Puglia, Sicilia, Sardegna invece sono andato in aereo).

5.50 in macchina dicevo. Vuol dire arrivare in Stazione Centrale alle 6.05 (non ci crederete ma a quell’ora C.so Buenos Aires è libero) e potrei trovare parcheggio gratis in Via Benedetto Marcello (parcheggio gratis in centro a Milano vicino a Stazione Centrale? Pare assurdo lo so… è un segreto non ditelo a nessuno). Ma oggi non è così: è martedì e c’è il Mercato Comunale. Quindi si deve optare per il solito parcheggio sotterraneo che per la giornata mi chiederà l’equivalente di un pranzo su una terrazza vista Duomo.

Sgrunt. Un costo in più per il cliente da cui sto andando: una Associazione di Promozione Sociale di Padova che ha realizzato una meravigliosa ludoteca per i piccoli del proprio quartiere.

Vabbeh. Parcheggio – dicevo – ed entro in Stazione Centrale da una via laterale senza passare dal mega caotico centro commerciale realizzato nei suoi sotterranei. 6.15, l’ora della colazione: all’intero della Stazione Centrale c’è un carinissimo bistrot dove, pensate, le ragazze che vi lavorano (ai banconi mettono solo donzelle) SORRIDONO e SONO GENTILI. No ragazzi, non fate quella faccia: a Milano mica è normale! Il sorriso è considerato una perdita di tempo e la gentilezza un lusso con un sovrapprezzo applicato direttamente sulla Carta di Credito.

6.25 alla ricerca del Binario. Adesso per accedere ai binari a Milano si deve mostrare il biglietto: devo dire che in questo modo si sono creati dei posti di lavoro ma si è anche ridotto notevolmente il numero di persone all’interno. Cerca il biglietto – non far cadere lo smartphone – occhio alla borsa aperta (mariuoli sempre presenti in Stazione) – i guanti dove li metto – mostra il biglietto – metti via tutto.

6.30 Sali sul treno. Ci siamo. Trovo il mio posto e collego il mio computer (che faccio? guardo la seconda stagione di House of Cards o mi metto a lavorare?).

6.35 il treno parte. A chi la racconto? Devo mettermi a lavorare ed infatti in questo momento sono qui a scrivere.

Il treno arriverà alle 8.42 a Padova dove il mio cliente verrà a prendermi. Lo stesso tempo che ci avrei messo in auto… ma vuoi mettere? Oltre ai rischi dei viaggi in automobile un conto è star seduti comodamente per 4/5 ore, poter telefonare e lavorare al computer un altro invece dover stare attenti al traffico e pestare i piedi ogni due per tre nell’infinita lotta tra frizione-freno-acceleratore.

Anche perchè le IFS durano dalle 4 alle 8 ore… sommare 5 ore di auto in più significa ammazzarmi (l’ho fatto parecchie volte ed è per questo che ormai sono un bellissimo uomo calvo).

Bello sbattimento” mi dicono i colleghi coi loro per nulla malcelati sorrisini quando sanno che devo partire per queste trasferte. Ma in realtà a me piacciono moltissimo. Sai perchè?

  1. L’Italia è meravigliosa: sei mai stato in Veneto e a Padova? Quando ci vado mi sento a casa… il dialetto di mia madre è veneto-trentino, amo vino e grappa.
  2. Gli italiani sono meravigliosi: non raccontiamoci che siamo tutti uguali. I milanesi sono diversi dai siciliani (mia moglie è di Messina), i calabresi sono diversi dai veneti e così via. Ma sapete una cosa? Tutti abbiamo punti deboli e punti di forza. Dei veneti amo l’indomabile voglia di fare, dei pugliesi l’incredibile ricerca delle cose piacevoli, dei calabresi la lotta per scalfire la loro corazza che, una volta vinta, ti apre il loro cuore per sempre. E potrei andare avanti per ore.
  3. Si mangia benissimo quasi ovunque. Eh si, perchè oltre ad essere diversamente capellone sono anche diversamente magro. Mi piace magnà, che ti devo dire? Ti potrei raccontare di quando in un maneggio toscano mi hanno fatto assaggiare, a casa dei miei clienti in fattoria, i fagioli al fiasco fatti sul caminetto dal giorno prima. O di quella volta che mi hanno portato in un ristorantino di Bologna a mangiare della pappardelle ai porcini freschi che mi sogno ancora di notte. O di quella volta a Cagliari in cui ho fatto il miglior pranzo di pesce della mia vita. Potrei andare avanti per ore…
  4. Le Associazioni che incontro hanno bisogno di me ed io posso essere utile. Sentirsi utili nella vita è bellissimo. C’è tanta gente che vende fuffa in giro. Ok, mi dico, tengono famiglia. Ma quando vanno a dormire sono davvero soddisfatti di sé stessi? Io vado a dormire sempre soddisfatto delle mie giornate. Risolvo problemi reali, aiuto le Associazioni a risparmiare ed a rispettare tutte le regole. Spesso creo posti di lavoro, stipendi, rimetto in sesto contabilità squinternate. Faccio aumentare le entrate, do delle idee nuove e diverse. Carico di entusiasmo!

Ieri sera ero al telefono con un cliente. Una associazione di SoftAir di Palermo. Mi chiedeva come poter fare alcune cose che aveva in testa. La conversazione è andata più o meno così:

LUI: “Ciao, vorrei fare X, Y e Z. Sono mesi che studio come fare in giro… ma sento dire tante cose diverse e il mio Commercialista non sa darmi una risposta.

IO: “ Beh, è semplice. Devi fare così e poi cosà. Si applica questa legge in questo modo e poi questa in quest’altro. Attenzione anche che se usi questa altra possibilità avrai anche questa agevolazione in più.

LUI: – 10 secondi di silenzio – “Non ti offendere.. mah… sei sicuro? Perchè è la prima volta che mi sento dare una risposta del genere.

IO: – risata – “Sai, sei solo la ventesima Associazione di SoftAir che mi ha chiesto come si fa qualcosa di simile negli ultimi 3 anni. E pensa che, di norma, è lo stesso per qualsiasi domanda mi venga fatta. Si chiama esperienza. Quando hai risposto a 30mila quesiti online, segui migliaia di Associazioni, hai fatto consulenze ad uno sproposito di gente, ne sai più di chiunque altro.

LUI: “A saperlo prima che mi risolvevi in 10 minuti un problema che mi arrovellava da mesi, la facevo molto prima questa consulenza!

IO: “Infatti, quel che dico sempre. Voi dirigenti di Associazione dovete fare quello che sapete fare meglio e vi diverte di più: fare iniziative, trovare nuovi soci, inventare cose nuove. NON I BUROCRATI. La Burocrazia lasciatela a noi di TeamArtist! A noi, addirittura… piace!” (lo so, siamo dei feticisti… nda)

Quindi? Dove voglio andare a parare?

Ogni mio sforzo è teso a rispondere a questa domanda: come posso aiutare al meglio le Associazioni italiane?

Queste sono le 3 risposte che mi sono dato:

A. Creo un pacchetto all inclusive per seguirle con il mio staff durante tutto l’anno sugli aspetti fiscali, legali, contabili e di marketing. Si chiama Associazione Protetta e fossi in voi prenderei subito un appuntamento con Stefano per capire insieme quanto possa esservi utile.

B. Continuo a girare tutta Italia per fare le IFS (Ispezioni Fiscali Simulate). Indispensabili per quei Presidenti a cui è sfuggito il controllo per qualche anno della propria Associazione e non vogliono rischiare guai grossi.

C. Continuo i miei corsi per Super Dirigenti di Associazione. Diciamolo: la cosa più utile e figa che un Presidente possa fare per la propria Associazione. Diventare improvvisamente quello che ne sa più di noprofit nella propria comunità.

Va bene, sono le 7.35. Vediamo se riesco a pubblicare questo post dal treno, connesso all’iphone (subito dopo però mi metto a vedere cosa ha combinato Frank Underwood nel prossimo episodio).

Buona giornata.

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9 risposte a “Riflessioni di un Consulente per Associazioni in viaggio per l’Italia”

  1. Rispondi
    Pasquale

    Buongiorno seguo sempre i vostri aggiornamenti, volevo chiedere un parere abbiamo appena creato una onlus dove vivo per famiglie con bambini autistici a breve sara riconosciuta essa comprende famiglie di Forlì e Cesena.
    1. La sede legale e a Cesena visto che gli associati sono di più in seguito vorremmo lavorare a 360° ci vorranno permessi particolari per lavorare ad esempio su Forli?
    2. E come si può fare per avviare una campagna di sensibilizzazione sul territorio per far si che altri si uniscano al progetto o che facciano qualche donazione alla stessa?

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Direi di no.
      2. Bella domanda. Avete i riferimenti delle famiglie con bambini autistici della vostra provincia?


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  2. Rispondi
    Fiorella Abati

    Salve, siamo persone interessate a creare una ASD (non lucrativa) che si occupi di cultura cinofila: sport cinofili, attività cinofile di utilità sociale (pet therapy, ricerca persone...) asilo/pensione per cani, ecc... Abbiamo intenzione di affiliarci a Opes Cinofila, EPS del Coni. Abbiamo alcuni dubbi sul fatto se richiedere solo il codice fiscale o anche la partita iva, scegliendo il regime agevolato. Questo dubbio nasce dal fatto che non capiamo:
    1) cosa vuol dire "svolgere attività commerciale senza essere commerciali?
    2) qual è la differenza tra attività comm. svolte in modo occasionale e svolte come attività secondaria?
    3) per entrambe occorre la partita iva?
    4) cosa s'intende per attività commerciali strumentali agli scopi statutari?
    5) Per queste attività è necessaria la partita iva?
    6) La vendita di gadget, magliette, calendari, ecc... al fine di raccogliere fondi per il sostentamento dell'Ass. rientra nelle attività di cui al punto 4?
    7) richiedono o no partita iva?
    8) se un'attività, pur commerciale, (per esempio somministrazione di cibi e bevande o organizzazione di viaggi turistici) è scritta nello statuto rientra nelle attività non commerciali di cui al punto 4?
    9) Occorre partita iva?

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Le Associazioni si definiscono anche "Enti non commerciali" (per differenziarle dalle Società, altrimenti dette "Enti Commerciali". Le Associazioni però, oltre all'attività istituzionale (quella rivolta ai soci) possono fare attività commerciale (quella rivolta ai clienti). Questo sintetizzando moltissimo, ci sarebbero un altro migliaio di sfumature da conoscere.
      2. La prima è detassata e fattibile anche col solo CF. La seconda non è detassata e va fatta con partita iva (anche qui: ultrasintesi).
      3. Vedi sopra
      4. Che i soldi raccolti devono essere utilizzati per portare avanti le finalità istituzionali dell'Associazione e non possono essere intascati (sai che scoperta...).
      5. Vedi 2.
      6. In taluni casi si
      7. Di norma si. Ma vi possono essere delle eccezioni. Leggi questo nostro post.
      8. In taluni casi si


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    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Le Associazioni si definiscono anche "Enti non commerciali" (per differenziarle dalle Società, altrimenti dette "Enti Commerciali". Le Associazioni però, oltre all'attività istituzionale (quella rivolta ai soci) possono fare attività commerciale (quella rivolta ai clienti). Questo sintetizzando moltissimo, ci sarebbero un altro migliaio di sfumature da conoscere.
      2. La prima è detassata e fattibile anche col solo CF. La seconda non è detassata e va fatta con partita iva (anche qui: ultrasintesi).
      3. Vedi sopra
      4. Che i soldi raccolti devono essere utilizzati per portare avanti le finalità istituzionali dell'Associazione e non possono essere intascati (sai che scoperta...).
      5. Vedi 2.
      6. In taluni casi si
      7. Di norma si. Ma vi possono essere delle eccezioni. Leggi questo nostro post.
      8. In taluni casi si
      9. Vedi 7.


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  3. Rispondi
    silvia

    Siamo un associazione che ha da poco aperto la p. iva in quanto abbiamo effettuato operazioni a carattere commerciale.
    La mia domanda è la seguente per gli acquisti relativi ad operazioni di carattere istituzionale dobbiamo dare il n. di p. iva o è sufficiente lasciare il C.f.

    Ringrazio fin d'ora
    Silvia

    • Rispondi
      TeamArtist

      Date la partita IVA


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  4. Rispondi
    Aldo

    L'Associazione di cui sono socio e segretario, organizza il Premio Letterario “Ultima XXXXXXXXXXX” – Premio biennale di narrativa e poesia dedicato a Carlo YYYYYYYYY. Il Premio consiste nell'assegnare ai vincitori, tramite un assegno circolare, la somma di € 1.500,00. Vorrei conoscere con esattezza gli adempimenti fiscali a carico dell'Associazione e da parte dei vincitori. Ringrazio sentitamente per l'aiuto. Saluti distinti.

    • Rispondi
      TeamArtist

      Beh, la domanda non è semplice è mancano un mucchio di informazioni. Posso darti quindi qualche indicazione generale rinviando però, nel caso volessi approfondire, ad una consulenza ad hoc. Ad esempio non mi hai detto se l'iscrizione è gratuita o a pagamento...

      In Italia i premi sono generalmente considerati Redditi al pari delle retribuzioni lavorative. Quando quindi si attribuiscono dei premi (meglio redigendo un verbale) si dovranno poi redarre le Certificazioni Uniche e i modelli 770. Si dovrà avere una ricevuta dell'avvenuto pagamento (con marca da bollo da 2 euro, poichè l'importo è superiore ai 77,47 euro) e il pagamento dovrà essere tracciabile. Ovviamente si avrà traccia di questa uscita nel proprio REFA.
      Vi è anche poi una ritenuta alla fonte (nel vostro caso direi del 25%) da pagare tramite F24 entro il 16 del mese successivo alla maturazione del premio.

      Il vincitore, invece, dovrà dichiarare la vittoria all'interno della propria dichiarazione dei redditi. Solitamente si inseriscono nei "redditi diversi" ma molto dipende dalla situazione particolare della singola persona: qui non possiamo prendere in esame tutte le variabili e possibilità.


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