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12 aprile 2013

Le sanzioni della Agenzia delle Entrate – Testimonianza n°3

Le sanzioni della Agenzia delle Entrate – Testimonianza n°3

Una nuova, scoraggiante, testimonianza

Buongiorno, vorrei aggiungere la mia testimonianza (in completo anonimato per ovvie ragioni).
Cerco di evitare troppi dettagli “formali” in quanto è dimostrato siano ininfluenti agli esiti finali della vicenda.

Nel 2007 decisi di aprire un centro fitness. Guardando i centri della provincia e interpellando il Coni attraverso i suoi enti mi convinsi ad aprire l’associazione sportiva dilettantistica. Premetto che avevo un lavoro regolare che mi occupava 8/9 ore giornaliere e quindi dedicavo 2/3 ore al giorno per l’associazione.
Il Coni mi disse che per essere regolari le cose fondamentali erano:
1. statuto e atto costitutivo, 2. attribuzione codice fiscale, 3. segnare entrate/uscite, 4. tutte le persone che entravano dovevano essere tesserati, 4.  fare le assemblee. 

L’immobile era in comodato d’uso gratuito, le attrezzature venivano noleggiate a prezzi molto favorevoli, i buchi di bilancio li coprivo e li ho sempre coperti io. A onore del vero mano a mano che passavano gli anni la gestione dell’associazione diventava sempre più complicata (molte interpretazioni sono state risolte in maniera più restrittiva e voi lo sapete meglio di me). Le mie 2/3 ore al giorno di gestione sono diventate nel 2011 10/11. Io stesso mi stavo rendendo conto che le cose dovevano cambiare sia per le mie finanze sia perchè i problemi aumentavano e i tanti collaboratori sportivi pensavano solo a fidelizzarsi cerchie di associati per trarre profitti indiretti (vendere prodotti sottobanco, ecc…) 

Già proiettato a questo cambio di gestione mi fece visita l’agenzia delle entrate, la prima cosa che mi dissero entrando è stata la seguente:
lei potrà avere tutte le scritture regolari, libro soci, assemblee, ecc.. ma palestre e scuole di danza sono tutte attività commerciali“.
Tutte le persone che erano all’interno erano associate e avevano firmato di avere letto regolamento e statuto, c’era ancora esposto l’ultima convocazione delle assemblee, molti dichiararono di non conoscere chi fosse il Presidente pensando di farmi un favore.

Morale della favola io cambiai subito gestione per dormire tranquillo la notte, per farlo ho dovuto ripartire da zero con investimenti ingenti tagli di corsi infruttiferi (kick boxe, hip hop, break dance, apertura domenicale per citarne alcuni) e riduzione drastica dell’organico. I miei, a questo punto, “concorrenti” sono tutt’ora nel mondo sportivo. E’ più di un anno che versiamo il 21% di iva, le collaborazioni/assunzioni hanno oltre il 35% di trattenute fiscali oltre a Irap e Ires da pagare ad aliquota piena.

La sanzione prevista per il 2009 è di 60.000 euro da pagare in 4 anni, con il tacito accordo di mettere una pietra tombale sul passato. Se non si accetta arriva immediatamente una cartella esattoriale di 110.000 euro con il rischio di fare ricorso, vincerlo parzialmente e trovarsi l’importo moltiplicato per 4.

A mio parere se l’Italia fosse un paese giusto e vicino alle attività e ai contribuenti onesti avrebbe obbligato palestre e scuole di danza a cambiare gestione entro una tale data per non incorrere in sanzioni (vista l’ambiguità e forse l’ipocrisia delle leggi vigenti).
Non ho tutt’ora guadagnato un’euro per questo mio sogno e sono stato trattato come un’evasore a tutti gli effetti (a loro avviso dovrei anche ringraziarli perchè le conseguenze potevano essere peggiori), ho perso molti soldi per una realtà che ha fatto solo del bene a un piccolo paese di provincia come questo, sia a livello di impegno sociale sia peri diffusione di valori dello sport, nel mentre ho contribuito a dare lavoro occasionale a studenti o persone svantaggiate.

Sono ancora in piedi nonostante tutto, ormai ho lasciato la mia professione per questa “nuova attività commerciale” (non posso pensare di avere dato tutto me stesso per 7 anni per non provare a continuare) però, a differenza del passato, continuerò solo se avrò un vantaggio economico. 

La mia forza morale e li mie capacità mi stanno permettendo di vivere serenamente questa mazzata che stroncherebbe molti altri.
Sicuramente a tornare indietro di 7 anni non farei più nulla in Italia e appena avrò l’occasione me ne andrò a lavorare all’estero. 
Se volevo fare il furbo nei rendiconti annuali avrei segnato metà delle ricevute non fiscali fatte e non avrei rilasciato ricevute di pagamento. Sono stato molto ingenuo quello si, ma d’altronde la Bibbia dice che i ladri possono rubare in una casa solo quando riescono a incatenare il padrone…”

 

Damiano Dalerba & Stefano Cabot

Direttori area noprofit di TeamArtist

 

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21 risposte a “Le sanzioni della Agenzia delle Entrate – Testimonianza n°3”

  1. Rispondi
    Romano

    Buongiorno.
    Con riferimento alla possibilità di "riconoscere" una ASD in modo che il Presidente sia meno esposto a rischi personali, si era ventilata negli scorsi mesi la possibilità che il processo di riconoscimento fosse semplificato rispetto alla situazione attuale e reso più agevole.
    Le risulta qualche movimento in tal senso con le recenti normative?
    Grazie mille

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ci si sta lavorano. Ma all'orizzonte ancora non si vede nulla...


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  2. Rispondi
    Silvia

    Grazie mille per la risposta, veloce e precisa! Avrei un'ultima curiosità da sottoporre: in caso di ispezione del fisco, che accerti eventuali irregolarità del tipo mancanza di un conto corrente intestato all'associazione, erogazione di rimborsi a persone che non hanno pagato la quota associativa, e altre cose del genere,
    1. che tipo di sanzioni sono previste?
    2. E chi ci andrebbe di mezzo?

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Dipende dall'accertato. Ho visto sanzioni da 5.000 a 250.000 euro per anno fiscale esaminato.
      2. In primis il presidente in carica e in seconda battuta il suo consiglio direttivo.


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      • Rispondi
        Silvia

        Benissimo, grazie mille ancora e buon lavoro!

  3. Rispondi
    Silvia

    Buongiorno. Faccio parte di un'associazione culturale in qualità di Tesoriere, sono membro del Consiglio Direttivo e sono di conseguenza socio effettivo. Intendevo chiedere quanto segue: inviando la raccomandata in cui scrivo "mi dimetto dalla carica di Tesoriere", quali sarebbero le conseguenze?
    A - perderei automaticamente anche la carica di Consigliere?
    B - rimarrei solo socio effettivo?
    C - verrei esclusa sia dalla carica di Consigliere che di Socio effettivo?
    Ringrazio in anticipo per la risposta e vi faccio i complimenti per il servizio che offrite!

    • Rispondi
      TeamArtist

      A- Dipende da cosa prevede lo Statuto. Il Tesoriere è eletto dall'Assemblea o dal consiglio direttivo al suo interno o, ancora, è nominato dal presidente?
      B- vedi A.
      C- vedi A.


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      • Rispondi
        Silvia

        Rispondo alla domanda citando quanto prevede il nostro Statuto:

        "Il Consiglio elegge nel suo seno il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario ed il Tesoriere (che può coincidere con la figura del Segretario)"

        • Rispondi
          TeamArtist

          In questo modo se manda la raccomandata come detto sopra, si dimette dal solo ruolo di tesoriere, che andrà ri-eletto all'interno del Consiglio Direttivo. A mio parere le conviene però sottolineare che non si dimette nè da consigliere nè da socio ordinario (se questa è la sua intenzione).


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          • Silvia

            Grazie mille per la risposta, veloce e puntuale come sempre! Avrei un'ultima curiosità da sottoporVi: in caso di ispezione fiscale che accerti eventuali irregolarità, del tipo mancanza di un conto corrente intestato all'associazione, rimborsi versati a chi non spetterebbero e cose del genere, a che tipo di sanzioni si potrebbe andare incontro? E chi ne risponderebbe all'interno dell'Associazione?

  4. Rispondi
    Marco

    Salve, un'altra informazione: Oggi sono andato all'Agenzia delle Entrate per il cambio di presidente di un'ASD con tutti i documenti necessari. La vecchia gestione aveva aperto tre anni fa la partita iva oltre al codice fiscale che, come detto anche all'impiegato, non è mai stata utilizzata e non è mai stato fatto neanche il 760 anche a zero. Mi ha consigliato di chiudere la P.I. e per evitare sanzioni, inoltrare la domanda al direttore per chiuderla alla data di apertura (tre anni fa)e vedere se viene accettata. Voi, cosa ne pensate? Se si chiude in data di oggi e da un controllo risultano mancanti i 760, ne risponde sempre il nuovo presidente? In attesa di un Vostro parere, Vi invio un sentito "grazie" e cordiali saluti.
    Marco

    • Rispondi
      TeamArtist

      Si, ne rispondo il nuovo Presidente. Lui potrà poi rivalersi sul vecchio ma intanto...


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  5. Rispondi
    Pier

    Buongiorno a Damiano e allo staff, volevo porre un quesito su un argomento che ultimamente prende parte della mia energia. La compilazione del modello Eas.
    spiego brevemente: ho aperto una Associazione APS culturale a Gennaio 2010 ma non abbiamo ancora iniziato attività istituzionale, dato che si tratterebbe di attività parallela a una scuola di musica(che invece è ditta individuale e opera con iscritti ai corsi). Dicevo che l'APS non ha movimento, nulla, non ha fatto bilanci mai in tutti i 3 anni, non ha iscritti. Niente di niente, è li, parcheggiata, sinceramente non so nemmeno io perchè non si sia creato un indotto verso di essa; e io ne sono il fondatore e presidente, con altre due persone nell'organico. Non ho ancora compilato il modello Eas(complicato da farmi desistere ogni volta che inizio) ma in questi giorni lo sto terminando.
    Incorrerò in sanzioni per non averlo trasmesso entro i canonici 60 giorni? La legge so che non ammette ignoranza, ma è cosi sempre e comunque? Ribadisco che non ci sono movimenti alcuni sulla mia Associazione a tutt'oggi.
    Vi sarei davvero grato se poteste darmi un parere e un consiglio/suggerimento per sistemare tutto. Da Settembre vorrei far partire con questa Associazione e fare le cose bene, con registri contabili, bilanci, assemblea e quant'altro.
    Vi porgo i miei cordiali saluti ringraziandovi di cuore, scusandomi per la lungaggine.
    Pier

    • Rispondi
      TeamArtist

      In realtà le APS iscritte in un registro regionale/ nazionale sono esenti dal presentare il modello EAS. Voi dovreste pagare la sanzione di 258 euro ma questo non sanereste le vostre posizioni del 2010-2011. Cosa potrebbe succedere? Nessuno lo sa perchè non esiste uno "storico". In linea teorica potreste essere sanzionati per evasione fiscale sulle entrate (ma se non ne avete avute...) e per omessa dichiarazione.


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  6. Rispondi
    Carmen

    Ho letto l'articolo ma non ho ben capito... anch'io vorrei aprire una asd no profit per la danza(senza personalità giuridica)e senza svolgere attività commerciale. Cosa vuol dire quindi "lei potrà avere tutte le scritture regolari, libro soci, assemblee, ecc.. ma palestre e scuole di danza sono tutte attività commerciali", e poi cosa centra se non si superano i 250.000,00euro per attività commerciali dove dovrebbe essere il problema. Ho appena letto una broschure dell'Agenzia delle Entrate! Attendo una gentile risposta, grazie Carmen

    • Rispondi
      TeamArtist

      Significa che nel suo settore ci sono troppi furbacchioni...


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  7. Rispondi
    antonio de filippis

    A me è capitata la stessa cosa , un copia e incolla, con cifre differenti. Puoi stare in regola quanto vuoi, il cavillo, il pelo nell'uovo lo trovano sempre. 260. 000 euro era il mio danno, e posso dire che al 90% ero a posto. Sto pagando anche io, con la promessa della solita pietra tombale, tanto il c... te lo hanno già fatto, spremendoci come limone. Ho aderito al PVC con 58.000 euro,da pagare in 4 anni. Ti trattano come il peggior delinguente, spacciatore o evasore fiscale, eppure cosa diamo? benessere, tiriamo fuori dalla strada ragazzi destinati alla delinguenza certa( a me è capitato spesso).<<<<<<<<<<e sia, mi sono rimboccato le maniche per 4 anni si mangeranno tutto il mio stipendio di lavoratore dipendente,per aver fatto cosa? Sport... Sono fortemente amareggiato per questo.

  8. Rispondi
    Daniele

    Buongiorno sig.Damiano, secondo lei noi che gestiamo una palestra di calcetto, è meglio che ci trasformiamo in SSD oppure è meglio rimanere come ASD?? Che vantaggi o svantaggi avremo se passassimo da ASD a SSD??
    Salutoni e grazie Daniele.

    • Rispondi
      TeamArtist

      Impossibile rispondere senza conoscervi nel dettaglio. A naso Daniele, dovreste diventare una SRL...


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  9. Rispondi
    roberto

    Sono solidale con te amico, però non capisco una cosa perchè non hai aperto una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata invece di un associazione? Effettivamente una palestra in genere offre sia servizi sportivi che commerciali

  10. Rispondi
    Angela

    Che tristezza !