{"id":14197,"date":"2024-10-23T12:52:49","date_gmt":"2024-10-23T11:52:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teamartist.com\/blog\/?p=14197"},"modified":"2025-02-12T12:51:19","modified_gmt":"2025-02-12T11:51:19","slug":"gestione-iva-e-associazioni-cosa-cambia-dal-1-gennaio-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teamartist.com\/blog\/2024\/10\/23\/gestione-iva-e-associazioni-cosa-cambia-dal-1-gennaio-2025\/","title":{"rendered":"Gestione IVA e Associazioni: cosa cambia dal 1\u00b0 Gennaio 2026"},"content":{"rendered":"\n<p>A partire dal 1\u00b0 gennaio 2026, entreranno in vigore nuove regole in materia di applicazione dell&#8217;IVA per <strong>TUTTI<\/strong> gli enti associativi in Italia. Questi cambiamenti mirano ad allineare la normativa italiana con quella europea, rispondendo a una procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea sin dal 2010 (la n\u00b02008). In buona sostanza l&#8217;Europa accusa l&#8217;Italia di avere delle normative fiscali a favore delle Associazioni no profit che producono una distorsione del mercato, creando un meccanismo di concorrenza sleale verso le Societ\u00e0 Profit.<\/p>\n<p>L\u2019Italia dal 2010 al 2020 nicchia con l\u2019Unione Europea ma nel 2021 non riesce pi\u00f9 a prendere tempo ed emana il DL 146\/2021 che a noi interessa per l\u2019articolo 5, comma 15 quater, lettera b) che porta ad un passaggio significativo dall&#8217;attuale regime di ESCLUSIONE IVA al regime di ESENZIONE IVA. Il semplice cambiamento di una parola in un&#8217;altra che sembra un suo sinonimo nasconde in realt\u00e0 una svolta RADICALE.<\/p>\n<p>L\u2019entrata in vigore del TUTTO \u00e8 stata poi rinviata al 1\u00b0 gennaio 2025 in virt\u00f9 della L. 23.02.2024 n. 18 (conversione del \u201cdecreto Milleproroghe\u201d 30.12.2023 n. 215) e successivamente rinviata ancora al 1\u00b0 Gennaio 2026.<\/p>\n<p>Alla data attuale molte Associazioni nazionali stanno facendo pressione sul Governo per cercare di rinviare ancora questo provvedimento, dicendo che non sono pronte (in effetti se ne parla solo da 15 anni) e che questa novit\u00e0 produrr\u00e0 un \u201csalasso nei loro bilanci\u201d (ma in realt\u00e0 \u00e8 anche questa \u00e8 una affermazione sproporzionata e nasconde invece il desiderio di poter continuare a lavorare in modo incontrollato). Staremo a vedere cosa accadr\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2><strong>Un cambiamento che riguarda tutte le Associazioni<\/strong><\/h2>\n<p>Le nuove disposizioni fiscali toccheranno tutti gli enti associativi, indipendentemente dal loro ambito di azione o dalla loro iscrizione a specifici registri (come il RUNTS o il RAS), ovvero: Associazioni ETS (Enti del Terzo Settore, indipendentemente che siano APS \u2013 Associazioni di Promozione Sociale o OdV \u2013 Organizzazioni di Volontariato, o \u201cAtri\u201d) ASD Associazione Sportive Dilettantistiche, ANPG \u2013 Associazioni no profit generiche (Associazioni culturali, Onlus, Bande, Cori, Filodrammatiche, Associazioni Riconosciute e non, di Categoria, Professionali, di Formazione, riconosciute dal MIUR etc etc). <strong>TUTTE le associazioni dovranno adeguarsi alla nuova gestione dell\u2019IVA.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 cruciale che tutte le organizzazioni si preparino adeguatamente a questo passaggio, poich\u00e9 l\u2019introduzione del regime di ESENZIONE IVA influenzer\u00e0 profondamente la gestione contabile e fiscale.<\/p>\n<p>Alcuni aspetti sono ancora oscuri (ad esempio: non \u00e8 chiaro se la Partita Iva sar\u00e0 aperta d&#8217;ufficio a tutte quelle Associazioni no profit che oggi operano col solo Codice Fiscale \u2013 circa 1 su 2 oppure se l&#8217;apertura dovr\u00e0 avvenire attraverso una azione diretta di ogni singolo legale rappresentante) ma la maggior parte sono invece, ormai, stranoti.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2><strong>Dal regime di ESCLUSIONE al regime di ESENZIONE iva: cosa significa?<\/strong><\/h2>\n<p>Attualmente, molte delle operazioni svolte dagli enti associativi nei confronti dei propri soci sono escluse dall\u2019IVA (tecnicamente: \u201cfuori campo IVA\u201d). Vengono anche definite \u201cEntrate istituzionali\u201d o \u201cEntrate non commerciali\u201d o \u201cEntrate de-commercializzate\u201d (non sono tre espressioni esattamente identiche, ma facciamo finta lo siano) ed hanno la caratteristiche di essere completamente non tassabili a priori (quindi non sottoposte ad IVA e a tassazione sull&#8217;imponibile, quindi esenti IRES). Tuttavia, dal 1\u00b0 gennaio 2025, queste stesse operazioni diventeranno, invece,\u00a0 COMMERCIALI ma ESENTI IVA. Questo cambiamento implica che, pur non essendo soggette all&#8217;applicazione dell&#8217;IVA, gli enti dovranno comunque rispettare nuovi obblighi contabili, come l&#8217;emissione di fatture elettroniche o scontrini fiscali per alcune tipologie di incassi.<\/p>\n<p>Non solo. A monte l&#8217;Associazione dovr\u00e0 appunto dotarsi di un Codice di Partita IVA (per cui scegliere un codice ATECO ed iscriversi al REA della propria Camera di Commercio), optare per un Regime contabile (se ordinario o semplificato e quale tipologia di semplificato nel caso).<br \/><br \/><\/p>\n<h2><strong>Cosa cambia per le Associazioni no profit<\/strong><\/h2>\n<ul>\n<li><strong>Obbligo di aprire una partita IVA<\/strong>: Tutti gli enti non profit, inclusi quelli che oggi non ne dispongono, saranno obbligati a dotarsi di partita IVA per poter gestire le attivit\u00e0 esenti da imposta.<\/li>\n<li><strong>Emissione di fatture e scontrini fiscali<\/strong>: Gli enti dovranno, a seconda della tipologia di entrate, emettere fatture elettroniche, ricevute fiscali, o in alternativa, utilizzare un registratore di cassa per emettere scontrini fiscali, sempre in regime di esenzione IVA.<\/li>\n<li><strong>Maggiore complessit\u00e0 contabile<\/strong>: Aprire una partita IVA comporta ulteriori adempimenti contabili, come la registrazione e conservazione dei documenti fiscali, detenere e compilare i registri iva, liquidare l&#8217;iva a scadenza tramite F24, calcolare e liquidare IRES e IRAP, compilare ed inviare il Modello Unico ENC etc etc.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2><strong>Entrate delle Associazioni no profit: esenzione o imponibilit\u00e0 iva?<\/strong><\/h2>\n<p>Una delle questioni pi\u00f9 rilevanti da chiarire riguarda la natura delle entrate degli enti associativi e come saranno trattate fiscalmente con l&#8217;introduzione del nuovo regime. \u00c8 essenziale distinguere le diverse fonti di reddito, poich\u00e9 ognuna \u00e8 soggetta a regole specifiche.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2><strong>Entrate da <em>Corrispettivi Specifici<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>I corrispettivi specifici sono i pagamenti ricevuti dagli enti associativi per la partecipazione a attivit\u00e0 direttamente collegate ai loro scopi istituzionali da parte dei propri <a href=\"https:\/\/www.teamartist.com\/blog\/2013\/03\/28\/soci-ordinari-simpatizzanti-sostenitori-onorari-tesserati\/\">associati e tesserati<\/a> (che non sono sinonimi ma due qualifiche diverse).<\/p>\n<p>Queste entrate, fino al 2026 escluse dall\u2019IVA, saranno d&#8217;ora in poi soggette a ESENZIONE IVA. Ci\u00f2 significa che, pur non essendo soggette a imposta sul valore aggiunto (ma, a seconda dei casi ancora non ben chiariti potenzialmente sottoposti a IRES e IRAP) gli enti dovranno comunque emettere una fattura elettronica o scontrino fiscale per ogni pagamento ricevuto.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2><strong>Entrate da <em>Erogazioni Liberali<\/em> (volgarmente dette \u201cDonazioni\u201d)<\/strong><\/h2>\n<p>Le entrate da erogazioni liberali includono tutte le somme che gli enti ricevono senza alcuna controprestazione, ad importo libero e non predeterminato. Senza instaurare cio\u00e8 quello che tecnicamente si chiama nel gergo fiscale il NESSO SINALLAGMATICO.<\/p>\n<p>Queste entrate rimarranno escluse sia dall&#8217;IVA che dall&#8217;IRES, come gi\u00e0 avviene oggi, quindi gli enti non saranno obbligati a emettere fatture o scontrini fiscali per esse. Peccato che spesso le Associazioni no profit spaccino per \u201cErogazioni Liberali\u201d delle proprie vendite di beni o servizi o Corrispettivi specifici.<\/p>\n<p>Senza contare la difficolt\u00e0 di gestire correttamente quelle campagne di Fundraising in cui gli importi sono predeterminati e portano a ricevere bene e servizi (la tazza-gadget o l&#8217;ingresso ad uno spettacolo etc etc).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2><strong>Entrate da <em>Attivit\u00e0 Commerciali pure<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>Le entrate da attivit\u00e0 commerciali non sono cambiate rispetto al passato. Per queste era gi\u00e0 obbligatorio dotarsi di partita iva ed infatti quelle Associazioni no profit che oggi hanno gi\u00e0 partita iva (alcune senza nemmeno saperlo, convinte di avere solo Codice Fiscale) di solito la utilizzavano per:<\/p>\n<p><strong>-Sponsorizzazioni e pubblicit\u00e0<\/strong>: compensi ricevuti per la promozione di marchi o prodotti.<\/p>\n<p><strong>-Vendita di beni e servizi<\/strong>: la cessione di beni prodotti appositamente per la vendita,<\/p>\n<p><strong>-Noleggio di strutture a terzi (non del medesimo ente di affiliazione nazionale)<\/strong><\/p>\n<p><strong>-Attivit\u00e0 di ristorazione (non i bar sociali)<\/strong><\/p>\n<p>Queste entrate sono gi\u00e0 soggette a IVA e continueranno a esserlo anche con l&#8217;introduzione del nuovo regime. La gestione fiscale di queste operazioni, dunque, non subir\u00e0 variazioni significative rispetto alla normativa attuale.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2><strong>Entrate da <em>Raccolte Fondi<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>Il trattamento \u00e8 diversificato a seconda della tipologia Associativa e si dovr\u00e0 capire il combinato disposto tra l&#8217;obbligo di apertura di partita iva, la scelta del regime fiscale (se ordinario o semplificato) e la Ciroolare ADE 18\/E dell&#8217;Agenzia delle Entrate del 1 agosto 2018. La quale dispone che per le Associazioni con partita iva le entrate da raccolte fondi siano soggette ad IVA!<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2><strong>Impatti per le associazioni sportive dilettantistiche (ASD)<\/strong><\/h2>\n<p>Le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD), che svolgono attivit\u00e0 a favore di soci legate alla pratica sportiva, saranno anch&#8217;esse coinvolte nel nuovo regime di ESENZIONE IVA. Tuttavia, per le ASD, le nuove norme hanno previsto alcune specifiche differenze rispetto ad altri enti associativi.<\/p>\n<p>Dal 2026, le prestazioni di servizi strettamente connesse con la pratica dello sport e dell\u2019educazione fisica resteranno esenti da IVA (anche se erogate verso non soci). Tuttavia, tutte le altre attivit\u00e0, come la cessione di beni, ad esempio la vendita di materiale sportivo o la somministrazione di alimenti, saranno soggette a IVA. Questo introduce un&#8217;importante distinzione tra le attivit\u00e0 sportive (esenti IVA) e quelle commerciali pure (soggette a IVA).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2><strong>Prepararsi al cambiamento: cosa fare?<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019introduzione del regime di esenzione IVA richieder\u00e0 una serie di adeguamenti da parte delle associazioni. Per non farsi trovare impreparati, \u00e8 consigliabile iniziare a rivedere la gestione fiscale e contabile dell&#8217;ente con largo anticipo rispetto alla scadenza del 1\u00b0 gennaio 2026. Ecco alcuni passaggi fondamentali da considerare:<\/p>\n<p><strong>Valutazione delle attivit\u00e0<\/strong>: ogni ente deve analizzare con attenzione tutte le proprie attivit\u00e0 per determinare quali siano esenti e quali soggette a IVA.<\/p>\n<p><strong>Adeguamento contabile<\/strong>: le associazioni dovranno dotarsi di strumenti adeguati per la gestione della partita IVA e per l\u2019emissione di fatture elettroniche o scontrini fiscali.<\/p>\n<p><strong>Formazione del personale<\/strong>: spesso il personale amministrativo delle associazioni \u00e8 composto da volontari con poca esperienza in materia fiscale e poco tempo a disposizione. Sar\u00e0 quindi necessario fornire loro una formazione adeguata o considerare l\u2019opzione di esternalizzare la gestione contabile.<\/p>\n<p><strong>Supporto professionale<\/strong>: In molti casi, sar\u00e0 utile rivolgersi a professionisti del settore, come consulenti fiscali o commercialisti, per garantire una corretta gestione degli adempimenti fiscali e contabili.<br \/><br \/><\/p>\n<h2><strong>Conclusione (e come possiamo aiutarti)<\/strong><\/h2>\n<p>Il passaggio dal regime di esclusione al regime di esenzione IVA rappresenta un cambiamento di grande portata per le associazioni, siano esse ASD o ETS, aumentando nuovamente i costi di gestione per le associazioni in quanto il nuovo regime comporta l\u2019introduzione di nuovi obblighi fiscali.<br \/><br \/>Fortunatamente, esistono delle soluzioni che possono aiutarti a ridurre al minimo l&#8217;impatto della partita IVA sulle tue entrate.\u00a0<br \/><br \/><\/p>\n<p><strong>Vuoi sapere come fare? Ecco che cosa abbiamo pensato:<br \/><\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo fatto un Webinar ad Ottobre 2024<b>, i contenuti rimangono validi e attuali poich\u00e9 il passaggio \u00e8 stato solamente rinviato, <\/b>che ti spiega negli dettaglio cosa significa per la tua associazione questo cambio<b>. Il Webinar si intitola<\/b><strong>: \u201c<u>Come fare a incassare i soldi dei soci dal 2026 senza rimetterci il 22%&#8221;.<br \/><br \/>Il webinar \u00e8 in offerta speciale di 39\u20ac.<br \/><br \/><\/u>Quando?<br \/><\/strong>Il webinar \u00e8 <strong>REGISTRATO E DISPONIBILE<\/strong> quindi puoi vederlo in differita tutte le volte che vuoi. Riceverai un link con la registrazione tramite email.<strong><br \/><br \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>A cosa serve il webinar?<\/strong><br \/><strong>All\u2019interno del webinar scopriamo gli effetti del cambio della gestione dell\u2019IVA per le associazioni e le conseguenze di tale provvedimento sia sugli incassi, sia sulla vita quotidiana dell\u2019associazione (fatture, ricevute, ecc.)<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0In particolare:<\/p>\n<ol>\n<li>Come fare ad adeguare l\u2019associazione alla nuova gestione dell\u2019IVA OBBLIGATORIA.<\/li>\n<li>Come evitare di dover pagare l\u2019iva, che altrimenti andr\u00e0 a ridurre ulteriormente i soldi in cassa all\u2019associazione a parit\u00e0 di incassi dai soci. Come evitare errori che, grazie a semplici controlli automatici da parte dello stato, porteranno l\u2019associazione a dover pagare l\u2019iva su tutti gli incassi.<br \/><br \/><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>RICAPITOLANDO: Dal 1\u00b0 gennaio 2026 TUTTE le Associazioni no-profit, inclusi ETS e ASD, dovranno aprire partita iva e gestire in modo completamente diverso le proprie entrate. I presidenti pi\u00f9 accorti potranno ridurre gli aumenti dei costi e delle tasse se si muoveranno rapidamente e in modo intelligente e accorto.<br \/><br \/><\/strong><\/p>\n<h2><a href=\"https:\/\/tasl.me\/qJ7dsA32q2\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\" target=\"_blank\">==&gt; CLICCA QUI PER ACQUISTARE IL WEBINAR<\/a><br \/><br \/><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dal 1\u00b0 gennaio 2026, entreranno in vigore nuove regole in materia di applicazione dell&#8217;IVA per TUTTI gli enti associativi in Italia. 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