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30 Ottobre 2015

Arriva lo smartwork in Italia, ma cos’è e come ti può essere utile?

Giovanni Damiano Dalerba Scritto da Giovanni Damiano Dalerba
Categoria dell'articolo: Formazione per Dirigenti
Arriva lo smartwork in Italia, ma cos’è e come ti può essere utile?

Il lavoro agile diventerà legge. Sono già svariate le aziende che lo stanno sperimentando in Italia ma ora lo smart working fa un passo in avanti: sarà regolato da 9 articoli contenuti nel disegno di legge collegato alla legge di Stabilità. Agile è definita la prestazione effettuata da lavoratori dipendenti fuori dei locali aziendali e oggi per 3/4 dei casi vuol dire da casa, anche se crescono le imprese che si collegano con hub o coworking esterni. Non sono solo le donne a usarlo ma al 50% sono uomini. A differenza del vecchio telelavoro, giudicato poco allettante e alla fine usato solo in alternativa al licenziamento o per decentrare prestazioni «povere», lo smart working punta a far crescere la produttività conciliandola con le motivazioni e la flessibilità del dipendente, impiegato o manager che sia.

La prestazione

Lo scopo del lavoro agile viene definito dall’articolo 1 del ddl («incrementare la produttività e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro»). I requisiti sono l’esecuzione della prestazione fuori dai luoghi aziendali anche solo in parte (un giorno a settimana), la possibilità di usare strumenti tecnologici per svolgere il lavoro in remoto e l’assenza di una postazione fissa anche fuori dai locali aziendali. Occorre anche la volontarietà a sua volta regolata da un accordo scritto tra le parti, nel quale siano definiti modalità e utilizzo dei devices tecnologici. L’intesa deve indicare anche le fasce orarie di riposo. Il lavoro agile può essere per un tempo determinato o indeterminato ma si può recedere solo per giusta causa o con un preavviso non inferiore ai 30 giorni.


La retribuzione

Il trattamento economico e normativo non deve essere inferiore a quello degli altri addetti che operano in azienda. Grazie a un accordo con l’Inail il ddl copre sia gli infortuni occorsi lavorando fuori azienda sia quelli avvenuti durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione al coworking (per esempio).

E per la tua associazione?

Questo nuovo strumento contrattuale è stato ovviamente pensato per realtà aziendali ma non per questo deve essere escluso dalle possibilità delle associazioni. Può infatti essere tranquillamente utilizzato anche per i tuoi collaboratori dipendenti nel caso in cui per svolgere alcuni compiti tu non abbia bisogno della persona fisicamente in sede. Perché non farci un pensiero allora? Potrebbe aiutarti a rendere più efficiente (e motivata) la tua associazione!

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