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30 settembre 2015

Dall’America arriva l’ impresa che è anche un po’ associazione: utopia o realtà percorribile?

Dall’America arriva l’ impresa che è anche un po’ associazione: utopia o realtà percorribile?

Novità eccitanti in arrivo dall’America (per essere precisi dalla sognante California!): arriva la forma più innovativa d’intreccio tra imprenditoria profit e imprenditoria non profit.

E non è un ibrido, ma una vera e propria somma di entrambi i mondi.

Le Benefit Corporation (e già dal nome ti accorgi che arrivano dalla California) rappresentano uno strumento unico per unire lo sviluppo economico con la sostenibilità sociale ed ambientale.

L’unico carico amministrativo che la legge prevede (per ora, perché qui non siamo a Cupertino e tutto cambia a seconda del vento che tira) è una relazione, che andrà allegata al bilancio annuale aziendale. Per questo ogni B-CORP (anche l’acronimo sa proprio di California!) dovrà dimostrare di rispettare standard particolari, allegando ad ogni bilancio questo particolare rapporto. Ovviamente il punto di forza per queste società è che io (e spero che come me anche tanti altri) comprerei più volentieri da queste aziende buone che dai loro concorrenti “normali”!

Forbes (si, proprio l’autorevole magazine) le ha presentate dicendo che per loro il fine sociale non è quindi più residuale o riparatorio, ma diventa un componente della produzione del valore: tradotto dal californiano le aziende così non dovrebbero più fare attività benefiche per pulirsi la coscienza e poter continuare a sfruttare lavoratori sottopagati in qualche paese del terzo mondo ma anzi sfrutterebbero la loro provata bontà per far breccia nei cuori della gente garantendosi grassi risultati!

Hanno cominciato gli Stati Uniti, ma l’Italia è prima in Europa (strano ma vero!).

Se sei imprenditore, gestore di un ‘attività o anche lavoratore o consumatore lo sbarco delle benefit corporation è uno sviluppo eccitante; finalmente le persone di buon cuore potranno mantenere il loro obiettivo umanitario senza però sacrificare l’abilità di far profitto.

Non male eh?

Raccontaci allora che te ne pare e cosa pensi di questo modo di fare impresa e sociale!

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12 risposte a “Dall’America arriva l’ impresa che è anche un po’ associazione: utopia o realtà percorribile?”

  1. Rispondi
    Pierpaolo Lombardi

    Salve, interessantissimo post.
    Vorrei avere qualche informazione in più in merito. Dove trovare tale informazione?
    Significa forse che è possibile una via di mezzo, ad esempio tra una Associazione senza scopo di lucro ed una piccola azienda? E' possibile forse la trasformazione di una nell'altra?
    Grazie per l'attenzione.
    Pierpaolo

  2. Rispondi
    Gabriella

    Un caro saluto a voi tutti! ....personalmente, leggendo quello che avete scritto, quindi con poche ma importanti informazioni, ritengo che sia un'ottimo compromesso! infatti...strano che siamo i primi in europa....e' già attuabile?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Ni, non è presente ancora una specifica normativa


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      • Rispondi
        GABRIELLA

        va bene grazie! aspetteremo altre news! e speriamo di averle presto! un caro saluto! Gabriella

  3. Rispondi
    Luca

    salve...effettivamente in cosa consiste questa nuova forma societaria e si può trasformare una ASD in B-CORP?

    • Rispondi
      TeamArtist

      Purtroppo non esiste ancor una specifica normativa in merito


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  4. Rispondi
    Andrea86

    Buongiorno....

    1) secondo voi questo concetto è applicabile anche a una associazione sportiva?
    2) quali sono le normative di riferimento?
    3) come si costituisce questo tipo di impresa?

    saluti e grazie

    • Rispondi
      TeamArtist

      1. Forse si, al momento non esiste una precisa normativa di riferimento. Scopo dell'articolo è informare di questa realtà
      2. Vedi sopra
      3. Vedi sopra


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  5. Rispondi
    Eugenio

    A questo link maggiori informazioni a riguardo di come potranno essere le B-CORP in Italia http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/25/aziende-e-impatto-sociale-pronta-norma-per-portare-italia-benefit-corporation/1947938/

  6. Rispondi
    Carlo

    Cari amici,
    Ritengo un po condradittorio, se pur di difficile soluzione, fare impresa (= interesse personale) e fare sociale (= interesse del sociale) con del denaro che ha ben poco oggi di finalità sociale, mi pare promuovere le finalità speculative dello stesso denaro; mascherandolo talvolta di “sociale”
    Che ne dite del "VAL.AZ.CO" dei Cittadini Volontari (vedi: cittadini-volontari.it.simplesite.com) come proposta Italiana tipo Benefit Corporation mi pare interessante la sua innovazione. Promuovere in solidarietà la circolazione del valore prodotto dall'operato volontario e commerciale , quell'operato che non viene contabilizzato e pertanto non esiste, mentre la Benefit Corporation “VAL.AZ.CO.” promuove di conteggiarlo e renderlo spendibile. Personalmente nel Banco dei Cittadini Volontari vedo una complementarietà sostenibile, mantenendo quella libertà di sviluppo che intrinseco nella duplice natura umana: di creare profitto e realizzare concretamente (renderlo cioè spendibile) il valore della solidarietà capace di nuovi buoni impulsi al progresso.
    Carlo

  7. Rispondi
    Ennio

    Preg-mi, nel mio comune esistono n.5 parrocchie e tutte hanno delle loro associazioni che, durante le sagre locali,o occasioni di festa istituite all'uopo utilizzano stand gastronomici e pesche di beneficienza per soci e non soci. Pensando che solo le sagre si svolgono mediamente su 15 giorni di calendario ritengo che le trattorie/pizzerie locali ne risentano.

    Ora mi piacerebbe sapere se esistono dei controlli perché tutto sia fatto secondo legge e chi li fa.

    Mi piacerebbe che le parrocchie rendessero pubblici i loro bilanci e che le dichiarate destinazioni degli utili fossero portate a
    conoscenza dei cittadini in particolare per "la trasparenza" che dovrebbe essere un caposaldo per la chiesa.
    Infine ricordo che con l'otto x mille ad ogni vescovo vengono assegnati dei fondi per pagare i sacerdoti, per le attività di culto, per i lavori di manutenzione/restauro dei beni ecclesiastici, e per gli aiuti umanitari ai paesi in via di sviluppo.

    • Rispondi
      TeamArtist

      I controlli vengono svolti, come per qualsiasi altra associazione, da Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Siae e Polizia Annonaria. Quando vi sono questi casi di "concorrenza sleale" sono spesso le Associazioni degli Esercenti che fanno le dovute denunce per ottenere i controlli.


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